vedo che in questo forum in questa sezione ci sono molti messaggi a difesa dell'ambiente e degli animali, ed è una cosa molto bella.
Io sono vegetariano, e sono curioso di sapere se c'è qualcun'altro che lo è...
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Forum di politica, cultura, società: 2003-2004
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Ciao a tutti,
vedo che in questo forum in questa sezione ci sono molti messaggi a difesa dell'ambiente e degli animali, ed è una cosa molto bella. Io sono vegetariano, e sono curioso di sapere se c'è qualcun'altro che lo è...
Io,sono vegetariana, ma purtroppo, a volte debbo sottostare alla famiglia...
Fin dai tempi antichi la dieta vegetariana è stata scelta da eminenti uomini di cultura, grandi personaggi storici spinti da considerazioni di carattere morale ed etico. Pitagora Famoso matematico e filosofo, ebbe a dire: "amici miei ...ci sono campi di frumento, mele così abbondanti da piegare i rami degli alberi, uva che riempie le vigne, erbe gustose e verdure da cuocere, c'è il latte e il miele odoroso di timo; la terra offre una grande quantità di ricchezze, che non provoca spargimento di sangue né morte...". Il biografo Diogene scrive che Pitagora era solito mangiare pane e miele al mattino e verdura cruda la sera, e pagava i pescatori perché ributtassero in mare i pesci appena presi. Autore del De rerum natura, vegetariano scrisse contro i sacrifici animali: "Davanti al tempio degli dei magnificamente ornato, ai piedi degli altari dove brucia l'incenso, sovente un vitello cade immolato, esalando dal petto un fiume caldo di sangue. La madre, desolata, percorrendo le verdi pasture, cerca di riconoscere al suolo l'impronta degli zoccoli forzuti, frugando con gli occhi ogni luogo, nella speranza di scorgervi il figlio perduto..." Lucrezio L'autore latino in un saggio "Sul mangiare carne", dice: "...L'uomo non si nutre certo di leoni e di lupi, per autodifesa... ma al contrario, uccide creature innocue, mansuete, prive di pungiglioni e di zanne. Per un pezzo di carne l'uomo le priva del sole, della luce, della durata naturale della vita, alla quale hanno diritto per il fatto di essere nate" Plutarco Leonardo da Vinci Grande pittore, scultore, inventore del Rinascimento, riassunse i principi etici del vegetarismo. Egli scrisse: "Colui che non rispetta la vita, non la merita". Leonardo considerava i corpi dei carnivori come tombe, cimiteri degli animali che essi mangiavano Jean Jacques Rousseau, Il filosofo francese sostenitore dell'ordine naturale delle cose, avendo osservato che generalmente gli animali carnivori sono più crudeli e violenti degli erbivori, ne dedusse che una dieta vegetariana avrebbe reso gli uomini meno aggressivi. Egli consigliava di non permettere ai macellai di testimoniare in tribunale o di sedere in una giuria Fu vegetariano solo per alcuni anni. Sicuramente lo era all'età di sedici anni, quando si accorse che ciò gli procurava una maggiore chiarezza intellettuale e facilità nell'apprendere. Nella sua autobiografia, egli definì il consumo di carne "un delitto ingiustificato" Benjamin Franklin Shelley Il poeta si convertì al vegetarismo quando era studente a Oxford non molto tempo dopo il matrimonio con Harriet, la quale, in una lettera del 14 marzo 1812 scriveva ad una amica: "...abbiamo smesso di mangiare carne e seguiamo gli insegnamenti di Pitagora." Nel poema "Queen Mab" il poeta descrive un mondo ideale dove gli uomini non uccidono gli animali per procurarsi il cibo. Lo scrittore russo divenne vegetariano nel 1885. Abbandonò lo sport della caccia e si fece promotore del pacifismo vegetariano e condannava l'uccisione di ogni animale. Richard Wagner Il compositore pensava che la vita è sacra e considerava il vegetarismo l'alimentazione naturale che allontana l'uomo dall'aggressività e lo riavvicina al Paradiso perduto. Lev N. Tolstoj Il più grande apostolo della non-violenza, era vegetariano. Conscio che i motivi morali sono una spinta più forte di quelli esclusivamente igienici, scrisse: "Sento che il nostro progresso spirituale ci porterà inevitabilmente a smettere di uccidere gli altri animali per soddisfare esigenze materiali." George Bernard Shaw Il commediografo si accostò al vegetarismo per la prima volta a 25 anni, convinto a ciò, come scrisse nella sua autobiografia, da Shelley. I medici gli predissero che quella dieta lo avrebbe ucciso. Quando, dopo molti anni, qualcuno gli chiese come mai non fosse tornato da quei medici, egli rispose: "Avrei voluto farlo, ma il fatto è che loro sono tutti morti!" Mohandas Gandhi ALTRI VEGETARIANI FAMOSI Platone, Diogene, Virgilio, Ovidio, Plotino, Calvino, Pascal, Giordano Bruno, Bloch, Leibnitz, Voltaire, Lamartine, Goethe, Newton, Mazzini, Darwin, Dostoievski, Fromm, Schweitzer, T.E. Lawrence (Lawrence of Arabia), Einstein, Tagore, Montessori, Marcuse, Lorenz, Russel... tra gli attori: Alec Baldwin, Kim Basinger, Michael J.Fox, Brad Pitt, Brooke Shields, ... tra i cantanti: Billie Joe, Bob Dylan, Peter Gabriel, George Harrison, Michael Jackson, Bob Marley, Ricky Martin, Paul and Linda McCartney, Sting... gli sportivi: la squadra inglese ciclistica (presente all’ultimo giro d’Italia!) Emanuela Di Centa (campionessa olimpionica di sci di fondo), Boris Becker (tennista), Martina Navratilova (tennista), Carl Lewis (campione olimpionico di salto in lungo e di velocità. Non è sempre vegetariano, ma pratica la dieta vegana durante la preparazione atletica e per questo ci sembra importante citarlo), Piero Venturato (due volte campione mondiale di tutte le categorie di culturismo, oltre che sette volte campione italiano e cinque volte campione europeo), Edwin Moses (Campione olimpionico 400 m), Paavo Nurmi, (venti volte campione mondiale di marcia su strada) Alex Rabassa, (32000 Km di marcia in 500 giorni circa)... e poi ancora: Umberto Veronesi (oncologo e Ministro della Sanità del Governo Amato), Ugo Ceronetti (giornalista), Roberto Gervaso (scrittore).
MASSIME SUL VEGETARISMO
Salvare un uccello, una qualsiasi forma di essere animale, è come salvare la propria libertà individuale. Yogi Bhajan Rispetta e sarai rispettato. Lascia liberi gli uccelli di volare nell'infinito, e tu sarai libero di spaziare con la mente nell'eternità. Daniela Ugolini Fin da giovane ho smesso di mangiare carne, e ritengo che verrà un tempo in cui considereremo l'uccisione di un animale con lo stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo. Leonardo da Vinci (pittore, architetto e scienziato, 1452-1519) Quando un uomo vuole uccidere una tigre, lo chiama sport; quando una tigre vuole uccidere lui, la chiama ferocia. George Bernard Shaw O miei simili, non profanate il vostro corpo con cibi peccaminosi... La Terra offre un'abbondante riserva di ricchezze, i cibi innocenti, e vi offre banchetti che non comportano uccisione o spargimento di sangue. Pitagora, dalle Metamorphoses di Ovidio Mangiare la carne spegne il seme della grande compassione. Mahaparinirvana Sutra
Chi ama gli animali non li mangia
di Carmen Somaschi presidente@vegetariani.it Vegetarismo e animalismo sono due facce della stessa medaglia? Per molti sì, per altri no. Negli anni ottanta, quando andai a una manifestazione animalista munita di un cartello con la scritta "chi ama gli animali non li mangia", fui circondata da molti entusiasti che, pur essendo animalisti, non praticavano il vegetarismo. Allora pochi tra i sostenitori dei diritti degli animali erano vegetariani anche perché, devo ammetterlo, essere vegetariani in quegli anni non era facile. Ora le cose sono senz'altro cambiate, tuttavia il maggior ostacolo che si pone nell'attuazione della scelta vegetariana e' rimasto il medesimo e deve essere ricercato nella natura umana, che tende ad adagiarsi sulle proprie abitudini. Le attenuanti dietro le quali nascondersi sono sempre le stesse: da quelle "scientifiche" (?!?) che recitano che "un po' di carne ci vuole", "senza carne si e' deboli", "senza carne si diventa anemici" ... a quelle di imputate alla nostra societa' come "non ho tempo di cucinare" o "non posso abbandonare le nostre tradizioni!" Eppure l'eliminazione della carne e' riconosciuta in molti ambienti scientifici come preventiva nei confronti di molte malattie; la cucina vegetariana fa parte della nostra storia culinaria e utilizza ingredienti che sono da sempre nella nostra memoria; la preparazioni di un piatto vegetariano non richiede un tempo aggiuntivo rispetto a uno a base di carne...Ho sempre sostenuto che il vegetarismo è un percorso e non una meta raggiunta, allo stesso modo ritengo che a ogni presa di coscienza necessiti del tempo per ottenere, anche attraverso i propri comportamenti, l'ideale condizione di coerenza. Vi sono vegetariani che hanno fatto questa scelta senza essere spinti da motivazioni animaliste e molti animalisti che non sono vegetariani. E una differenza c'e': il vegetariano non animalista pratica comunque un'azione etica verso gli animali, pur non conoscendo o non condividendo le motivazioni dell'animalismo, l'animalista non vegetariano non è coerente. Forse per definirsi animalista basta commuoversi di fronte agli occhi di un cane...
Però Luna, che cultura, complimenti!
Sono contento che ci siano vegetariani. Io sono vegetariano dalla seconda media, lo sono diventato di mia spontanea volontà per "animalismo", non mi pare giusto ammazzare qualcun altro per nutrirmi, visto che posso mangiare altre cose che fanno anche meglio. Mia mamma non ha problemi a non farmi carne da mangiare, quindi lo sono totalmente, non sono mai costretto a mangiarne. Essere vegetariani comporta alcuni piccoli svantaggi: spesso in mesa sono costretto a prendere sempre pasta al pomodoro in quanto gli altri piatti molte volte carne dentro. Poi ovviamente non posso comprare neanche giacche di pelle o scarpe di cuoio. Per gli animali questo ed altro. E' giusto che abbiano il diritto di vivere anche loro.
Ciao,Ottaviano...non riesco ad indossare la pelle degli animali o comunque ad usarla per chissà cosa...per quanto riguarda il cibo cerco di limitare al massimo il consumo di carne e di pesce,perchè mi sento una cannibalessa quando mangio le parti del corpo di un mio simile...appena potrò sarò totalmente vegetariana.
Quanti sono i vegetariani nel mondo?
di Elisabetta Pajè paje@offed.it E' una domanda che spesso ricorre e l'EVU (European Vegetarian Union), in occasione del trentacinquesimo Congresso Mondiale Vegetariano ha cercato di trovare una risposta preparando un piccolo censimento del mondo vegetariano. Fatto certamente indicativo è che l'incidenza numerica dei vegetariani comincia a essere significativi in diversi paesi del mondo, tanto da trasformare il mercato dei prodotti dedicati ai vegetariani non più in un settore di nicchia, ma in un vero e proprio business per molte aziende. E gli esempi sono tanti. L'analisi compiuta dall'EVU non poteva che partire dall'India (dove gli abitanti sono più di un miliardo). Questo è in realtà il paese dove il vegetarismo, anche per motivi religiosi, è maggiormente diffuso: infatti ben il 15 - 20% della popolazione segue una dieta strettamente vegetariana. Tuttavia possiamo considerare patria dei vegetariani anche il Regno Unito, dove su 59.5 milioni di abitanti i vegetariani oscillano tra il 7 e il 10%. Il numero sale ancora se prendiamo in considerazione le persone che, pur non essendo completamente vegetariane, hanno scelto di non consumare carne. Sicuramente lo scandalo di mucca pazza ha avuto un peso non indifferente, ma non possiamo dimenticare che l'Inghilterra ha un movimento vegetariano molto forte e radicato. Questo paese ha visto per primo nascere un'organizzazione associativa (la Vegetarian Society), che ancora oggi è tra le più attive. Qui è nata la prima scuola di cucina vegetariana che dal 1982 offre corsi per appassionati e per cuochi esperti. E dobbiamo sempre all'Inghilterra il primo formaggio a livello industriale ottenuto con muffe batteriche al posto del caglio animale (1969). Molti artisti inglesi sono vegetariani e lo dichiarano apertamente da anni, sensibilizzando soprattutto il pubblico più giovane. Non è quindi un caso scoprire che in questo paese il vegetarismo è diffuso soprattutto i giovani (Fonte: The Vegetarian Society UK). Tutti questi fattori hanno portato una nota catena di supermercati a sostenere la settimana vegetariana (che si è svolta dall'otto al quattordici luglio) offrendo ai consumatori una vasta scelta di piatti e vini. Charlie Parker, responsabile vendite della Marks & Spencer, ha ammesso che "La domanda dei piatti vegetariani è sostanzialmente aumentata rispetto agli anni passati, e sappiamo che molte persone scelgono regolarmente prodotti senza carne. Per questo proponiamo una ampia gamma di prodotti, regolarmente aggiornati, per soddisfare la scelta in base alle richieste e alla stagionalità inserendo piatti nuovi e convenienti." L'Irlanda (3.7 milioni di abitanti) non è da meno: secondo la Vegetarian Society of Ireland questo verde paese raccoglie circa il 6 % di vegetariani. In Germania (82 milioni di abitanti) i vegetariani sono approssimativamente l'8% (Fonte: Vegetarier-Bund Deutschlands), in Austria (8.1 milioni di abitanti) il 3-4 %, mentre in Belgio, Norvegia e Spagna, il numero non supera il 2% della popolazione. Anche in Francia (58.6 milioni di abitanti) i vegetariani sono intorno al 2 % (Fonte: Alliance Végétarienne), ma è interessante scoprire che ci sono oltre 500 ristoranti -di cui una cinquantina a Parigi- dove esiste un'ampia proposta di piatti vegetariani. Perfino un famosissimo ristorante, tre stelle Michelin dal 1996, l'Arpège di Parigi, offre ai propri clienti solo piatti vegetariani. Una sorpresa arriva dalla Svizzera. Secondo uno studio della Nestlè (Nutritrend-Study, 2001) i vegetariani in questo paese sarebbero circa il 9%, ma la Swiss Union for Vegetarianism indica, molto più realisticamente, che siano intorno al 4%. Questi due dati, in apparenza contradditori, suggeriscono invece una valutazione molto interessante. Se non si considerano soltanto le persone che seguono con un certo rigore la dieta vegetariana, che sono poi quelle raccolte dai dati dell'EVU, ma si estende la valutazione sul numero di consumatori vegetariani anche a coloro che simpatizzano, vorrebbero o desidererebbero escludere la carne e i propri derivati dalla propria alimentazione, ecco che il numero dei "vegetariani" raddoppia. Pigrizia, difficoltà nel cambiare le proprie abitudini e nel trovare prodotti adatti sono molto spesso le cause che limitano un più concreto avvicinamento dei consumatori verso una dieta autenticamente vegetariana. D'altra parte il successo ottenuto da una sola settimana di promozione dalla catena Marks & Spencer, sta a dimostrare come la domanda di prodotti vegetariani sia ben superiore al numero di consumatori vegetariani "praticanti". Chi non si fa sopraffare dalle cose difficili e, soprattutto, dalla pigrizia è il nuovissimo ristorante con serra De Kas di Amsterdam. Questo, pur non essendo strettamente vegetariano propone una scelta di piatti senza carne molto ampia. La sua particolarità sta nell'offrire una cucina che esalta i sapori originari dove la freschezza degli ortaggi, raccolti su indicazione del cliente, è veramente la protagonista principale delle preparazioni. Dall'orto alla tavola: questo è sicuramente il ristorante dove la verdura compie il tragitto più breve! E in Italia? I vegetariani oggi, secondo un recente studio condotto dall'Eurispes sono circa 2.900.000, ma il numero sembra destinato ad aumentare costantemente. Calcolando un incremento della popolazione italiana del 5% l’Eurispes stima che nel 2050 i vegetariani saranno ben trenta milioni.
50 ragioni per essere vegetariani
In occasione del 50esimo anniversario della nascita dell'Associazione Vegetariana Italiana ecco 50 buoni motivi per essere vegetariani. “...bisogna correggere la falsa credenza che la dieta vegetale ci renda deboli, passivi e abulici. Io davvero non credo che la carne sia assolutamente indispensabile, per nessun motivo." Gandhi Perché gli animali sono i nostri fratelli in evoluzione e noi dobbiamo essere per loro quello che gli angeli sono per noi. Nunzio B. Blank....perché quando in autostrada si vedono passare camion pieni di animali da macello, non bisogna reprimere il sentimento di pietà che affiora nel nostro cuore, ma dargli un seguito. Annalisa A. "verrà il giorno in cui gli uomini giudicheranno l'uccisione di un animale come essi giudicano oggi quella di un uomo” Leonardo da Vinci E' facile, come sanitario, rispondere con ovvie e reali motivazioni: la dieta vegetariana è la più sana, la più vicina alla nostra natura, non sovraccarica e non intossica l'organismo, le nucleoproteine vegetali e animali non sono la stessa cosa, ecc. Tutte le statistiche, gli studi e la nostra esperienza dimostrano che la dieta vegetariana protegge maggiormente dalle malattie degenerative, e non solo. Ci si sente francamente meglio e anche gli esami clinici lo dimostrano. E' facile. E' facile, come animalista, rispondere con ovvie e reali motivazioni: l'uccisione di animali serve solo l'industria alimentare basata sulla carne (e perché no anche una certa industria farmaceutica), è altamente inquinante e antieconomica. Consumare montagne di proteine vegetali per ottenere pochi "pugni" di proteine animali è un violento insulto agli animali, alla povertà (lo dimostrano tutte le statistiche e tutti gli studi), e al nostro povero pianeta. Gli allevamenti ed i macelli sono un orrido esempio di stupida crudeltà, di cui la BSE è solo la punta dell'iceberg. E' facile. E' facile come uomo, come essere vivente tra gli esseri viventi (oppure, se preferiamo, creatura tra le creature), rispondere con ovvie e reali motivazioni: il consumo di carne è un retaggio di tempi più barbari, da cui una parte dell'umanità non riesce ad affrancarsi. Provare ogni giorno la quieta gioia data dalla consapevolezza di vivere non a scapito di altri animali senzienti; sentire gli altri esseri più vicini, compagni di viaggio e non merce da sfruttare. Queste sensazioni sono incommensurabili, nessun ragionamento meramente razionale può eguagliarle. E' facile. E' facile rispondere che essere vegetariani è tutto questo, e molto di più. E' facile... essere vegetariani. Gabriele P. “...mangiare carne è semplicemente immorale, perché comporta un'azione che è contraria al sentimento morale, quella di uccidere...” Lev N. Tolstoj Semplicemente perché voglio star bene e nutrirmi senza esser causa di morte per i miei simili. Maria Luisa L. Perché non esiste una motivazione eticamente valida per non esserlo. Marta C. Perché vegetariani? Per più di un motivo... Per il rispetto della vita, innanzitutto. Poi per una vita impostata su valori di pace e tolleranza reciproca, contro ogni violenza e prevaricazione, di qualsiasi forma e colore.... E, last but not least, perché sembra proprio che sia più sano. Alessandro S. Perché sono vegetariana? Perché amo la vita! Barbara B. Quante volte mi hanno formulato questa domanda, e quante volte me la sono formulata da sola, soprattutto nei primi tempi successivi alla mia scelta. Sono diventata vegetariana, non tanto per ragionamenti dietetici e razionali, ma per istinto, seguendo un sano e naturale istinto. Penso proprio che il diventare vegetariani non sia tanto una scelta, ma un ritorno, l'uomo è vegetariano, purtroppo spesso non se lo ricorda. Eppure i segni istintivi, e quindi profondi, non offuscati dalla nebbia di una falsa "cultura" preconfezionata e imposta, sono li, davanti ai nostri occhi e alla portata di tutti. Ogni volta che guardiamo un albero carico di frutta, ci viene l'"acquolina" in bocca, "sentiamo" questi meravigliosi doni della natura come cibo adatto a noi, già pronto e preparato da Gea per i suoi figli. Guardando una mucca è istintivo cercare di accarezzarla (se poi è un vitellino...), se pensiamo ai suoi doni, pensiamo a un secchio di latte profumato, i più sofisticati (ma sono davvero pochissimi, penseranno ad una forma di formaggio), ma chi la immagina come una bistecca o come un arrosto? I più considerano il pezzo di carne come qualche cosa di staccato, quasi un manufatto, non appartenente a un essere vivente. Il mangiare carne è non solo violenza contro animali innocenti, ma anche e soprattutto violenza contro la nostra natura. E questa pratica rischia, alla lunga, di esserci fatale. Cleo P Essere vegetariani è ... non mangiare tutto ciò che se fosse vivo si muoverebbe. Essere vegetariani per... guardare tutti gli esseri viventi e sentirsi in comunione con loro. Rosalinda P. “Colui che non rispetta la vita, non la merita”. Leonardo Da Vinci Sono vegetariana semplicemente per coerenza, amo la vita, non voglio esser causa di morte.... Maria Luisa L. Perché voglio fare tutto il possibile per vivere la mia vita fino alla vecchiaia con serenità di coscienza e con l'energia necessaria per realizzare almeno una parte di tutto quello che ho in mente! Luciana B. Sono vegetariano perché mi piace poter guardare serenamente negli occhi i miei amici animali. Giancarlo P. I. La domanda non dev'essere perché diventare vegetariani, ma perché continuare a uccidere e allevare in modo selvaggio esseri viventi? Ci si può benissimo alimentare senza bisogno di uccidere nessuno... Ricordatevelo bene! Jessica 80 “Solo un vero vegetariano è capace di vedere le sardine come cadaveri e la loro scatola come una bara di latta; un mangiatore di carne neanche se lo chiudono nel frigorifero di una macelleria avrà la sensazione di coabitare con dei cadaveri squartati” Guido Ceronetti Perché il mio essere viva non sia motivo di morte o sofferenza per alcun essere vivente!!!! Francesca E. Perché se sei scandalizzato per chi mangia cani e gatti, allora dovresti esserlo anche con te stesso perché mangi bovini e maiali... Mau 77 “Sento che il nostro progresso spirituale ci porterà inevitabilmente a smettere di uccidere gli altri animali per soddisfare esigenze materiali.” Gandhi Non ce ne volevano molte, di ragioni, perché io diventassi una vegetariana: considero gli animali pari all'uomo, e certamente non volevo più fare parte del nostro mondo cannibale! Non sono passati nemmeno due anni da quando ho mangiato carne per l'ultima volta e non riesco più a capire: come si fa a dire amo gli animali, sono stupendi, sono veri amici e così via, e poi sedersi a tavola e mangiarli come se niente fosse??? Fai due più due, e la soluzione può essere solo quella! La cosa va in fondo: o tieni un cane o un gatto in casa, o li mangi! Buon appetito a tutti gli amici degli animali! E' facile diventarlo! Kasia Per poter continuare a guardare un animale negli occhi. Per purificare il corpo e lo spirito. Per dare una possibilità in più a chi muore di fame. Brolis Come nella natura riscontriamo facilmente il sussistere di una legge di causa/effetto (se cemento il letto dei fiumi, immancabilmente avrò alluvioni, se elimino una specie animale, altre prevarranno e avrò degli squilibri), questa legge sarà presente anche sul piano morale, perché anche su quel piano si muovono innegabilmente delle grandi energie anche se non misurabili con mezzi scientifici "grossolani". Come pensare quindi che uccidere gli animali per mangiarli possa essere "indolore" sul piano della causa/effetto o, come lo chiamano gli indiani, sul piano del karma? Mario L. “L'unico fondamento per avere una società vegetariana e proclamare un principio vegetariano è e deve essere quello morale.” Gandhi Io credo che siamo in questo mondo per vivere la nostra vita, perché toglierla agli altri, pur animali che siano? senza ali Sono vegetariano da circa un anno, anzi non del tutto vegetariano, mangio ancora pesce per diventare vegetariano un po' gradatamente ma credo lo abbandonerò a breve. Devo dire che il motivo per cui ho fatto questa scelta non è completamente per etica e non completamente per tutelare la mia salute. è un misto tra l'uno e l'altro, il mio motto è: limitare i danni senza essere troppo estremisti. Ciò anche per venire incontro alla vita frenetica che ci circonda: per me sarebbe troppo rinunciare a tutti, ma proprio tutti, i prodotti derivanti dagli animali. Credo che comunque nella scala dei valori l'uomo venga prima dell'animale. Andrea "Pensate alla terribile energia concentrata in ogni prodotto vegetale. Sotterrate una ghianda e un'esplosione si produce dando origine a una quercia. Sotterrate invece un montone e non ne risulta che decomposizione e putridume" G. B. Shaw Per riscoprire il piacere di entrare in cucina e liberare la fantasia Ilaria A. “...L'uomo non si nutre certo di leoni e di lupi, per autodifesa... ma al contrario, uccide creature innocue, mansuete, prive di pungiglioni e di zanne. Per un pezzo di carne l'uomo le priva del sole, della luce, della durata naturale della vita, alla quale hanno diritto per il fatto di essere nate” Plutarco Penso che essere vegetariani sia un atto di rispetto e d'amore nei confronti del nostro corpo e della natura tutta. Inoltre, in una società, già di per sé così violenta, ogni atto che escluda il dolore e la sofferenza verso un altro essere vivente è fondamentale, ed essere vegetariani è un piccolo, ma significativo, passo verso un mondo più rispettoso della vita e quindi più vivibile. Adalberto P. Perché è sano, perché è giusto, perché è dovuto. Stefano C. “Davanti al tempio degli dei magnificamente ornato, ai piedi degli altari dove brucia l'incenso, sovente un vitello cade immolato, esalando dal petto un fiume caldo di sangue. La madre, desolata, percorrendo le verdi pasture, cerca di riconoscere al suolo l'impronta degli zoccoli forzuti, frugando con gli occhi ogni luogo, nella speranza di scorgervi il figlio perduto...” Lucrezio Una ragione mi sembra valida per tutti, ed è quella ecologica. Non si tratta di aspirazioni bucoliche, di lusso per chi non ha altro a cui pensare. Dal mio punto di vista è un problema della massima urgenza. Ho sentito deridere la fondatezza dell'ultimatum del WWF che affermava che la fine del mondo sarà qui per il 2050. Mi preoccupa seriamente come per tranquillizzarci basti un giornalista che sostiene che si tratta solo di pubblicità ambientalista. E sia pure, anche se vorrei sapere quali dati sono stati presi in considerazione per affermare il contrario: ma siamo sicuri di accorgercene con tanto maggiore anticipo? E cosa faremo, se oggi i più potenti paesi del mondo ritengono di eccessivo impegno modificare comportamenti collettivi pur limitati, miranti a ottenere risultati considerati puramente simbolici? Oggi i crimini contro gli esseri viventi e l'ambiente (spesso perpetrati per pretesi vantaggi alimentari) hanno raggiunto proporzioni che non riusciamo a cogliere, per nostra fortuna e per la sfortuna dei nostri figli. Naturalmente ci sono importanti problemi politici da affrontare, ma il singolo da dove comincia se non vuole limitarsi ai fioretti, se vuole adottare e proporre misure concrete nella sua sfera personale? A me sembra interessante cominciare con un test, anch'esso in evoluzione, oggi disponibile anche con parametri che riguardano il nostro paese. E naturalmente nella riconsiderazione dei propri consumi: facendo la spesa si vota tutti i giorni, dice un recente premio Nobel italiano, il simpatico Dario Fo. Il test è quello di Redefining Progress, all'indirizzo http://www.redefiningprogress.org/programs...bility/ef/quiz/ Consta di poco più di una dozzina di domande, e il suo risultato è una stima dell'impatto ecologico del nostro stile di vita. Chi lo ha già fatto sa che la prima domanda riguarda l'uso alimentare di prodotti animali. Mi viene spontaneo avvicinare l'osservazione di questo emblematico inizio con una cifra fornita dal parlamento europeo: l'Europa è costretta ad importare il 70% delle proteine per l'alimentazione animale. E rimanendo sulle proteine, la produzione di una pari quantità di proteine vegetali e animali richiede l'uso di acqua in proporzioni di 1 a 100. E il confronto è a dir poco determinante, considerando che ben l'87% dell'acqua consumata nel mondo è destinata all'agricoltura. In Italia per ogni persona si uccidono in media quasi 12 animali l'anno, e si impiegano le risorse di 3,8 ettari di terra, che non sono molto distanti dal doppio (!) di quanto avremmo a disposizione per uno sviluppo sostenibile, cioè per non ipotecare il nostro futuro. Sinceramente, nel mio caso non è stata questa la molla che mi ha spinto al cambiamento. Non vedo gli animali come esseri venuti al mondo per servire all'uomo, ma li considero titolari di diritti fondamentali, che vorrei veder riconosciuti in un modo meno viziato di paternalismo di quanto non siano nell'unica carta dei diritti degli animali: primo fra tutti, il diritto a non essere torturati. E cibarsi di prodotti animali oggi determina inesorabilmente la violazione di questo diritto, perché incrementa la pratica dell'allevamento intensivo. Ma credo che i motivi ecologici siano i più largamente condivisibili, e forse fra i più facili da capire, più di quelli economici (il forte sfruttamento delle aree più povere a favore della parte più ricca del mondo), e di quelle filosofiche. Pensateci. E se non provate empatia per gli animali, pensate ai vostri nipoti, e ai loro nipoti. Troppo lontani? Franco T. “amici miei ...ci sono campi di frumento, mele così abbondanti da piegare i rami degli alberi, uva che riempie le vigne, erbe gustose e verdure da cuocere, c'è il latte e il miele odoroso di timo; la terra offre una grande quantità di ricchezze, che non provoca spargimento di sangue né morte...”. Pitagora Perché amo la vita e tutte le sue espressioni nel limite del possibile vorrei vivere in pace con la vita Carlo S. “Mi trovo in una situazione estremamente grave. Se voglio continuare a vivere devo mangiare delle bistecche. I miei familiari mi si affollano attorno in lacrime offrendomi estratti di carne bovina e di pesce spada. Tuttavia la morte è preferibile al cannibalismo. Nel mio testamento ho dato disposizione per il mio funerale: non desidero vi partecipino vetture addobbate a lutto ma mandrie di buoi, greggi di pecore, maiali, ogni genere di volatile e infine un piccolo acquario semovente pieno di pesci vivi, tutti ricoperti di squame bianche in onore dell’ uomo che ha preferito morire piuttosto che mangiare delle creature che sente sue compagne. Dopo la processione dell’arca di Noè, sarà la cosa più straordinaria che si sia mai vista.” G.B. Shaw Perché da piccolo ho visto uccidere un coniglio, è stata un'esperienza traumatica e ogni volta che mi davano la carne sentivo ripugnanza e un senso di disagio verso il cibo. Ora che sono vegetariano sono veramente felice di andare a tavola. Carletto P. Non amo ciò che è violenza: guerre, massacri, faide, genocidi. Credo che l'uomo abbia un destino migliore che solo disarmandosi potrà attuare. La pace la si deve praticare iniziando dalla tavola arrivando a un disarmo totale. Bea K Perché la carne non mi è mai piaciuta, non credo sia un alimento adatto all'uomo, adoro la verdura e la frutta. Lucia M. “Fa parte del destino della specie umana, nel suo graduale progresso, smettere di mangiare animali, proprio come nelle tribù selvagge hanno smesso di mangiarsi a vicenda.” Henri Thoreau Faccio yoga e ho scoperto che la mia meditazione è più profonda da quando sono diventata vegetariana, mi sento calma e rilassata. Franco R. Sono ecologista e so che l'alimentazione carnea è una delle cause principali dell'inquinamento del nostro pianeta, non mi bastava più non inquinare era necessario fare qualcosa di più. Appunto non mangiare più carne. Se nei cannoni mettiamo dei fiori, nei piatti togliamo il dolore. Per un pacifista essere vegetariano vuol dire coerenza. Beatrice C. “Io sono seguace del vegetarismo per principio, oltre che per ragioni dietetiche e morali, io credo fermamente che una maniera vegetariana di vivere, per il suo aspetto puramente fisico sul temperamento dell'uomo, avrà una influenza molto favorevole per le sorti dell'umanità” Albert Einstein La mia famiglia è vegetariana, non ho mai mangiato carne e non la voglio mangiare: ha un odore terribile. Sara F. “Veramente morale è solo colui che soccorre ogni vita alla quale egli può portare aiuto e si astiene dal far torto ad ogni creatura che ha vita. La vita in se stessa è sacrosanta. Io mi rendo ben conto che il costume di mangiar carne non è in accordo con i sentimenti più elevati” Albert Schweitzer Per scommessa, ero golosa di carne e tutti dicevano che non sarei mai diventata vegetariana. Così per orgoglio e testardaggine ho provato a fare la vegetariana poi, visto che non era tanto difficile e complicato come sembrava, ho deciso di continuare a vantaggio degli animali che amo. Vale 75 Mi piacciono i cibi colorati e saporiti, la carne è bianca o marrone... che tristezza! Nicola R. Per salute e… ora sto bene. Vegetariana e sana. Laura T. Sono vegetariano per salvaguardare non la mia salute, ma quella delle galline. Isaac B. Singer
Disco verde per la dieta vegetariana
di Stefano Cagno* Carenze alimentari nella dieta vegetariana? Una bugia smascherata dai maggiori istituti mondiali di alimentazione. Ecco come anche il mondo accademico ha dimostrato che è vero esattamente il contrario. L'American Dietetic Association e i Dietitians of Canada affermano che le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Questo accurato e rigoroso documento, che sara' valido fino al 31 dicembre 2007, è il risultato della collaborazione tra l’American Dietetic Association e i Dietitians of Canada, le 2 piu' prestigiose associazioni di nutrizionisti nordamericane. E' importante ricordare come molte altre Posizioni di Società medico-scientifiche nordamericane abbiano gia' assunto valore di riferimento internazionale. E' quindi giusto attivarsi affinche' anche questa Posizi“Ma se non mangiate carne, come fate a procurarvi le proteine?”, “ma se non mangiate carne, prima o poi avrete qualche carenza alimentare”. Quante volte a noi vegetariano sono state rivolte domande di questo tipo? Credo quasi tutti giorni, o comunque quasi ogni volta che abbiamo informato qualcuno sulle nostre scelte alimentari. Ogni volta ci sforziamo di spiegare che questi timori sono assolutamente infondati, ma spesso la gente non ci crede o comunque rimane scettica. Capita persino a me, laureato in Medicina e Chirurgia, di non essere creduto da chi non sa nemmeno la differenza tra i polmoni e il cuore. Da oggi però le nostre argomentazioni sono diventate più credibili, poiché è stata recentemente pubblicata la posizione ufficiale dell’American Dietitic Association e dei Dietitians of Canada proprio sulle diete vegetariane. Il documento, molto articolato, analizza la questione da più punti di vista e affronta non solo il tema dell’alimentazione vegetariana, ma anche di quella vegana. Può essere diviso in quattro sezioni: nella prima viene inquadrato il problema, presentando aspetti statistici e descrittivi, nella seconda sono esposte le considerazioni nutrizionali, analizzando i singoli componenti della dieta, nella terza la dieta vegetariana viene messa in correlazione con alcuni momenti particolari della vita, come l’infanzia o la gravidanza, e infine nella quarta viene valutato il rapporto tra la dieta vegetariana e l’insorgenza delle più frequenti patologie. Il risultato finale, non è solo quello di una assoluzione completa dall’accusa di essere un tipo di alimentazione incompleto, ma è dimostrato che i vegetariani hanno un rischio significativamente minore rispetto al resto della popolazione di ammalarsi di diverse tra le più frequenti patologie. In realtà le conclusioni appaiono chiare già dalle prime righe del documento, quando si può leggere che l’American Dietetic Association e i Dietitians of Canada affermano che “le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e che comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie”. Poco più avanti leggiamo che “le diete vegane ben bilanciate e altri tipi di diete vegetariane risultano appropriate per tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza. Le diete vegetariane offrono molteplici vantaggi sul piano nutrizionale, compresi ridotti contenuti di acidi grassi saturi, colesterolo e proteine animali, a fronte di più elevati contenuti di carboidrati, fibre, magnesio, potassio, acido folico e antiossidanti, quali ad esempio le vitamine C ed E e le sostanze fitochimiche”. Il documento presenta anche alcuni dati statistici molto interessanti, secondo i quali nel 2000 circa il 2,5 % della popolazione adulta negli USA (4.8 milioni di persone) seguiva una dieta vegetariana e, dato ancora più sorprendente quasi l’1% era addirittura vegana. In Canada, invece, la percentuale dei vegetariani era ancora più alta e si attestava intorno al 4%. Viene inoltre ricordato che già molte associazioni e istituti di ricerca come l’American Istitute for Cancer Research e il World Cancer Research Fund (Istituto Americano per la Ricerca sul Cancro e la Fondazione Mondiale per la Ricerca sul Cancro), l’American Cancer Society (Società dei Tumori Americana), l’American Heart Association (Associazione dei Cardiologi Americani), la Heart and Stroke Foundation of Canada (Fondazione per il Cuore e l’Ictus del Canada) si sono espressi a favore di una dieta tendenzialmente vegetariana per combattere le malattie. Persino le Unified Dietary Guidelines (Linee Guida Dietetiche Unificate) elaborate dalla American Cancer Society, la American Heart Association, il National Istitutes of Health e la American Academy of Pediatrics (Società dei Tumori Americana, la Società dei Cardiologi Americani, l’Istituto Nazionale per la Salute USA e l’Accademia Americana di Pediatria) raccomandano una dieta basata su una varietà di cibi vegetali, inclusi cereali, verdure e frutta, per ridurre il rischio delle principali malattie croniche. Quindi in sintesi si può dire che sia i ricercatori che i clinici sono ormai concordi nel ritenere la dieta vegetariana perfettamente adatta, e persino auspicabile, per qualsiasi soggetto. Nella seconda parte del documento si spiega, attraverso un’attenta analisi dei singoli componenti della dieta, come mai si è giunti a questa conclusione. L’analisi parte dalle proteine, argomento principe di quanti sono critici verso un’alimentazione vegetariana. Secondo i redattori del documento, “a condizione che vengano consumati gli alimenti vegetali in modo variato e che venga soddisfatto il fabbisogno energetico, le proteine vegetali sono perfettamente in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali” e inoltre “l’isolato proteico di soia è in grado di soddisfare il fabbisogno proteico esattamente come le proteine animali”. Insomma la principale contestazione che dobbiamo subire ogni giorno è priva di qualsiasi fondamento e risulta probabilmente un retaggio di una vecchia convinzione che, alla luce delle più recenti acquisizioni in campo scientifico, si è dimostrata completamente sbagliata. Secondo alcuni, i vegetariani, oltre che deboli, rischierebbero di diventare anche anemici. Nel documento invece si legge che nonostante “le quantità raccomandate di ferro nei vegetariani sono 1,8 volte quelle dei non vegetariani, a causa di una più bassa biodisponibilità del ferro a partire da una dieta vegetariana”, tuttavia, da un punto di vista epidemiologico “l’incidenza dell’anemia dalla carenza di ferro tra i vegetariani è sovrapponibile a quella verificata tra i non-vegetariani”. Anche per l’altro elemento fondamentale per la sintesi dei globuli rossi, ossia la vitamina B12, non esistono problemi, poiché “i lacto-ovo-vegetariani sono in grado di ricavare adeguate quantità di vitamina B12 a partire da latticini e uova se questi cibi vengono consumati regolarmente” e per i vegani esistono comunque in commercio integratori contenenti la vitamina B12. Analoghe conclusioni, assolutamente rassicuranti, riguardano lo zinco, lo iodio, il calcio, le vitamine A e D. Nella sezione riguardante “Il vegetarismo nel corso del ciclo vitale” viene analizzata la prima infanzia, la seconda infanzia, l’adolescenza, le donne in gravidanza e allattamento, l’età anziana e gli atleti. Anche in questi casi è disco verde per la dieta vegetariana. “Le diete vegane, lacto-vegetariane e lacto-ovo-vegetariane, ben bilanciate, sono adeguate a tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi gravidanza e allattamento. Le diete vegane, lacto-vegetariane e lacto-ovo-vegetariane adeguatamente pianificate soddisfano i fabbisogni nutrizionali dei bambini nella prima e seconda infanzia e degli adolescenti, e promuovono una crescita normale [...] I bambini e gli adolescenti vegetariani presentano più bassi introiti di colesterolo, grassi saturi e grassi totali, e più elevati introiti di frutta, verdure e fibre rispetto ai non-vegetariani. È stato riportato che i bambini vegetariani sono anche più magri e presentano più bassi livelli di colesterolo plasmatico”. Quindi in un momento storico come l’attuale in cui l’obesità sta diventano un problema serio e diffuso in tutte le società ricche, in cui i bambini mangiano dolci, merendine e sostanze ben poco nutrienti, l’alimentazione vegetariana risulta quanto mai auspicabile e in grado di mantenere i piccoli in buona salute senza provocare danni già in tenera età. È però l’ultima sezione quella che dovrebbe colpire maggiormente i non vegetariani, perché in essa, dopo che è stato sfatato il mito della dannosità di una alimentazione che evita il consumo della carne, si sancisce, da un punto di vista scientifico, che è proprio la dieta vegetariana quella più indicata per diminuire in maniera significativa il rischio di ammalarsi delle più diffuse patologie croniche. Si inizia con le Malattie Cardiocircolatorie dove, in base a uno studio su ben 76.000 persone, “la mortalità dovuta a cardiopatia ischemica era inferiore del 31% tra gli uomini vegetariani confrontati con i non-vegetariani, e del 20% tra le donne vegetariane confrontate con le non-vegetariane”. La spiegazione di tale effetto positivo risulta influenzata da più fattori: ridotti livelli di colesterolo plasmatico, maggiori consumi di fibre, elevate assunzioni delle vitamine, a effetto antiossidante, C ed E. Un effetto positivo della dieta vegetariana è segnalato anche per quanto riguarda l’ipertensione arteriosa, poiché “molti studi dimostrano che i vegetariani presentano ridotti valori di pressione arteriosa sistolica e diastolica, con differenze tra i vegetariani e i non-vegetariani che si collocano tra i 5 e i 10 mmHg”. e ancora si legge che, “oltre a presentare ridotti valori pressori in generale, i vegetariani evidenziano un’incidenza di ipertensione marcatamente ridotta rispetto ai carnivori. In uno studio, il 42% dei soggetti non-vegetariani risultava iperteso rispetto al 13% dei vegetariani”. Anche le ricerche sul cancro forniscono analoghi risultati. Questo aspetto non stupisce nessuno poiché il professor Veronesi, ex Ministro della Sanità, ma soprattutto famoso oncologo, ha più volte dichiarato di essere vegetariano e di essere convinto che questo tipo di dieta sia la migliore per prevenire i tumori. “I vegetariani – si legge nel documento – presentano ridotti tassi di incidenza per tutti i tipi di cancri se confrontati con la popolazione generale, ma non è chiaro in quale misura questo fenomeno sia da riferire alla dieta”. In altre parole, la dieta vegetariana potrebbe non essere il solo fattore che determina una minore incidenza dei tumori, ma comunque rimane un elemento importante, altrimenti non si spiegherebbe come mai questo dato sia costante in tutti gli studi condotti sull’argomento. Esistono inoltre alcuni tumori dove il rischio nei non-vegetariani è veramente molto superiore (tumore prostatico 54% e tumore del colon-retto 88%). Il documento continua analizzando altre patologie (osteoporosi, malattie renali, malattia diverticolare, calcolosi della colecisti, artrite reumatoride) e la dieta vegetariana che, nel peggiore dei casi, non influisce in alcuna maniera nel rischio di ammalarsi. Ultimo caso veramente interessante è quello della demenza, per la quale gli studi epidemiologici hanno dimostrato che i non-vegetariani hanno un rischio doppio o triplo di ammalarsi rispetti ai vegetariani. Infine colpisce apprendere che “dal 10 al 15% dei membri delle Forze Armate Canadesi scelgono cibi vegetariani per le razioni da combattimento”. Concludendo possiamo dire che, d’ora in poi, nessuno potrà più continuare a utilizzare le solite argomentazioni contro la dieta vegetariana, poiché i massimi esperti mondiali sono concordi nell’attribuirgli un valore positivo, arrivando a proporla come scelta utile per la prevenzione delle più frequenti malattie. È infine importante sottolineare che questa posizione dell’American Dietetic Association e dei Dietitians of Canada è stata ribadita il 22 giugno 2000, ma è stata adottata per la prima volta il 18 ottobre 1987 e riconfermata il 12 settembre 1992 e il 6 settembre 1996. Pertanto, qualsiasi medico dovesse paventare carenze alimentari ai vegetariani, dimostrerebbe di non essersi aggiornato professionalmente almeno da 15 anni. * medico chirurgo, dirigente medico Ospedaliero in Psichiatria, membro del Comitato Medico Scientifico di AVI
Se fosse per me,io non mangerei MAI carne, purtroppo in famiglia da me si sentono limitati...o meglio dalle mie idee...e queste sono cose che non si possono imporre come del resto nulla.
Bambini vegetariani: si può--------------------------------------------------------------------------------
di Massimo Ilari e Mimmo Tringale (Aam Terra Nuova) E’ possibile per un bambino seguire una dieta vegetariana? La cronaca dei giorni scorsi, partendo da un’analisi superficiale e scandalistica di un episodio realmente accaduto a Milano, sembra dare una risposta tutta negativa. Perfino la popolare trasmissione Quark è intervenuta nel dibattito per affermare che rinunciare alla carne fa male. Ma è davvero così? "Dire che essere vegetariani comporta un rischio per la salute dei bambini - spiega Marco Stellini, presidente dell’Associazione vegetariana italiana (Avi) - è una grande inesattezza non solo scientifica, ma anche storica. I vegetariani nel mondo sono tanti. Secondo un’indagine Eurispes, solo in Italia se ne contano un milione e mezzo. Si tratta di professionisti, insegnanti e impiegati con un elevato grado di istruzione, non certo di un esercito di masochisti". "Non si conosce con esattezza il numero dei bambini vegetariani - prosegue il presidente dell’Avi - ma si stima che in Italia siano oramai diverse decine di migliaia, visto le crescenti richieste di pasti vegetariani che ci giungono da asili ed ospedali pediatrici". Dunque i fatti dicono che non è un problema per un bambino fare a meno della carne, anzi numerosi studi affermano che la dieta vegetariana può rappresentare un’ottima forma di prevenzione contro le più comuni malattie degenerative. Azione preventiva Secondo la Commissione per le cardiopatie degli Stati Uniti, una corretta dieta vegetariana è in grado di svolgere un’efficace azione preventiva contro i disturbi cardiaci come dimostrano gli ottimi risultati registrati presso l’Istituto di ricerca preventiva di Sausalito (San Francisco), dove i malati di coronariopatie e in generale i cardiopatici gravi vengono curati unicamente con una dieta a base di cereali, legumi, verdura e frutta; integrata, per l’apporto proteico, con latte scremato e albume d’uovo. Risultati positivi sono stati rilevati dalla Commissione per la nutrizione del Senato americano che ha esaminato recentemente lo stato di salute di un gruppo di avventisti, vegetariani da lunga data, evidenziando un’incidenza molto più bassa di cancro al colon, al retto, al seno e all’utero, rispetto alla media della popolazione statunitense. Ridurre il consumo di carne D’altra parte non è certo mistero che tra le otto modifiche alla dieta suggerite dal National Reserche Council (USA) per ridurre i rischi di cancro, al primo punto ritroviamo proprio l’invito a una drastica riduzione del consumo di carne e grassi animali. Perché i vegetariani rischiano meno il cancro? Secondo la rivista americana Nutrition and Cancer, la risposta deve essere ricercata nel più elevato contenuto di agenti protetti presenti nei prodotti vegetali, nel minor apporto calorico e nella maggiore attivazione del sistema immunitario. "Questo non vuol dire - aggiunge Riccardo Trespidi, responsabile del comitato medico-scientifico dell’Associazione vegetariana italiana ribatte - che chi segue una dieta vegetariana non possa commettere errori, come nel caso dei genitori milanesi assurti agli onori della cronaca. Qualsiasi dieta valida deve essere completa ed equilibrata, altrimenti si rischia la malnutrizione. Va poi fatta una netta distinzione tra la dieta latto-ovo-vegetariana che prevede il consumo di latte, uova e formaggi, e la vegetaliana che invece esclude qualsiasi prodotto animale". Dieta latto-ovo-vegetariana In realtà, la dieta latto-ovo-vegetariana, quando si fa largo consumo di uova e latticini, presenta gli stessi rischi di una dieta a base di carne, a causa dell’eccessiva introduzione di grassi saturi, responsabili di molte di quelle patologie tipiche del nostro tempo: ipertensione arteriosa, obesità, diabete, cancro, ecc. Quindi è molto improbabile che un individuo, adulto o bambino, che segue la dieta latto-ovo-vegetariana presenti qualche carenza alimentare. Diverso è il caso della dieta vegetaliana, che se non è praticata in maniera corretta, può causare carenze nutritive. Ecco perché, è consigliabile per i vegetaliani, integrare la dieta con vitamina B12: scarsamente presente nei vegetali. D’altra parte anche una dieta onnivora, seguita in maniera squilibrata, può determinare deficit nutrizionali di vitamina B6 e acido folico, sostanze che sono invece ampiamente presenti nella dieta vegetariana. Che fare? In ogni caso, sia che si segua una dieta latto-ovo-vegetariana, sia che si opti per la vegetaliana è fondamentale variare il più possibile il regime alimentare. "Ricorrendo all’immagine della Piramide Nutritiva - suggerisce Riccardo Tripodi - si può dire che la base della dieta dovrebbe essere costituita da cereali in tutte le varietà e forme, possibilmente integrali e di provenienza biologica. Nel secondo piano della piramide vegetariana troviamo frutta e verdura di stagione, ovviamente bio; al terzo piano i legumi, i semi oleosi e per chi lo desidera i derivati di prodotti animali (uova, formaggi, ecc.), che vanno consumati comunque sempre con moderazione. All’ultimo piano metterei l’olio extravergine d’oliva, i dolci e il sale. In tutto contornato da un regolare esercizio fisico e da attività all’aria aperta, utile per l’assunzione della vitamina D". I vantaggi per i bambini L’alimentazione vegetariana è dunque una dieta validissima anche per i più piccoli, soprattutto nei paesi più ricchi, dove un bambino su tre è obeso. A dimostrarlo sono numerosi studi medici italiani e stranieri. Oltre alla ricerca citata da Luciano Proietti , i riflessi della dieta vegetariana sullo stato di salute e sull’accrescimento dei bambini sono stati oggetto di una recente indagine promossa dal Comitato medico-scientifico dell’Associazione vegetariana italiana in collaborazione con la Cattedra di Pediatria dell’Università di Verona. Un gruppo di quindici bambini vegetariani (sin dallo svezzamento) di otto anni è stato confrontato con un gruppo di bambini, scelti a caso, ma della stessa età. I risultati sono stati più che sorprendenti. Bambini vegetariani hanno presentato un livello di assunzione di ferro superiore, anche se bisogna riconoscere che il ferro vegetale è meno assimilabile di quello presente negli alimenti di origine animale. Inoltre avevano valori di colesterolo, trigliceridi e glicemia notevolmente inferiori rispetto agli onnivori. E ancora, più muscolo e meno grassi. Infine, la ricerca ha evidenziato l’assenza di qualsiasi tipo di carenza nutritiva nel gruppo di bambini vegetariani. Perché allora tanto accanimento contro chi sceglie di non nutrirsi di carne? "La verità - spiega il nutrizionista Leonardo Pinelli, docente di Pediatria Preventiva e Sociale all’Università di Verona - è che l’attuale ordinamento didattico delle nostre università non assicura un’adeguata preparazione in materia di alimentazione. La conseguenza è che la maggior parte dei medici non conosce sufficientemente le problematiche legate alla dieta vegetariana. E come spesso accade, quando non si conosce bene una cosa, la si combatte". E non c’è niente di peggio - aggiungiamo noi - dell’arroganza che nasce dall’ignoranza. In realtà, se sono tanti i motivi per cui si decide di non mangiare carne, quello che accomuna vegan e vegetariani è la scelta di fondo. Una scelta di coerenza a favore dell’ambiente e contro ogni tipo di sofferenza umana e animale, perché non dimentichiamolo, per produrre un chilo di proteine animali, occorre una quantità di energia da 5 a 20 superiore a quella necessaria per ottenere un chilo di proteine vegetali. Consumare più energia vuol dire inquinare di più, incrementare l’effetto serra, depauperare le riserve di energia fossile presente nel pianeta. Inoltre a causa dell’elevata concentrazione di animali in spazi sempre più ristretti, gli allevamenti intensivi costituiscono una grave fonte di inquinamento e una delle principali cause di degrado ambientale e sociale per vaste zone del Terzo Mondo. Mangiare carne è anche uno spreco. Per produrre 1 kg di carne di manzo sono necessarie 16 kg di cereali e legumi. Se gli stessi fossero utilizzati direttamente per l’alimentazione umana, si potrebbe nutrire un numero di persone dieci volte maggiore! Infine, il consumo di carne contribuisce, seppure indirettamente, anche ad accentuare le sperequazioni economiche e sociali tra il Nord e il Sud del mondo, dove ancora mezzo miliardo di persone soffre la fame e decine di milioni di individui muoiono ogni anno di malnutrizione.
Ah, sei vegetariano. Allora mangi pesce?
Sono tante le domande che i vegetariani se sentono rivolgere tutti i giorni. Proviamo a dare qualche risposta 1. Se non alleviamo questi animali, si estingueranno. A questa "obiezione" vi sono varie risposte. Innanzitutto, il problema che il vegetariano etico si pone non è certo un problema di estinzione della specie, ma di sofferenza dei singoli individui. Inoltre, questi animali vengono fatti nascere e allevati solo per essere uccisi, non sono animali che vivono in natura. Si tratta di specie inventate dall'uomo, che in natura non esistono proprio. Esistono delle specie selvatiche che somigliano loro (i cinghiali, i bufali, vari uccelli, le lepri, ecc.), e che continueranno ad esistere, se l'uomo le lascerà in pace. Infine, far nascere degli animali con il solo scopo di tenerli prigionieri e poi ammazzarli non può essere certo visto come un servigio reso loro o alla loro specie. Molto meglio non farli nascere affatto. 2. Ma se non uccidiamo gli animali per mangiarli, non ci sarà più spazio per noi sulla Terra. Questa obiezione è esattamente l'opposto della precedente, ma è basata su una incomprensione di fondo molto simile: questi animali non esistono in natura, siamo noi che li facciamo nascere. Non è che esistono, e noi li dobbiamo ammazzare affinché non arrivino a sopraffarci. Al contrario, siamo noi stessi che, facendoli nascere e allevandoli, rubiamo spazio alla nostra specie, e alle specie selvatiche, per far posto a questi animali: il 24% delle terre emerse del pianeta è occupato da bovini, e se contiamo anche il resto di animali d'allevamento la percentuale cresce. Per approfondimenti sul problema dello spreco di risorse dovuto agli allevamenti intensivi, si consultino le sezioni "Scelta ambientale" e "Scelta sociale" della parte "Dalla fabbrica alla forchetta". 3. Ma non fai del male alle mucche se non le mungi? No. Le mucche, se lasciate vivere libere, non hanno alcun bisogno di essere munte. Le mucche producono latte quando partoriscono un vitellino, come le donne umane producono latte quando partoriscono un figlio. E, come le donne non necessitano di essere munte, perché il loro latte serve da nutrimento per il loro figlio, lo stesso succede alle mucche. Quel che accade negli allevamenti è che il vitello viene portato via alla madre appena nato, e il latte della mucca viene munto e venduto. La mucca è costretta a produrre una quantità di latte pari a 10 volte quella che produrrebbe per nutrire suo figlio, con conseguente ingrossamento abnorme delle mammelle, mastiti, e quindi grande sofferenza. Per informazioni di tipo nutrizionale, per scoprire quanto il latte e i latticini siano, non solo non necessari, ma anzi dannosi alla salute umana, leggi la pagina Il latte della sezione Il cibo. 4. Siamo carnivori, per questo abbiamo i denti canini. Sul fatto che siamo carnivori non v'è dubbio: non lo siamo affatto. Siamo onnivori, nel senso che possiamo mangiare di tutto, non che dobbiamo mangiare di tutto. Vi sono cibi che più si adattano al nostro organismo (la frutta, e i vegetali in generale), altri che vi si adattano di meno (la carne). Vedere anche la sezione FAQ. Se l'argomento a favore del nostro presunto carnivorismo è solo quello dei denti canini... beh, pensate davvero che coi nostri "canini" noi possiamo essere in grado di lacerare le carni di un animale ammazzato coi nostri "artigli"?!? Confrontate i nostri canini coi denti dei veri carnivori, e vi farete un'idea più precisa. Riguardo al fatto che sia "naturale" o meno mangiare carne, date un'occhiata alle Domande provocatorie. 5. Ma se mangio le uova di gallina non fecondate, non va bene? Il nostro rifiuto di nutrirci di uova non è dovuto al fatto che dall'uovo potrebbe nascere un pulcino, sia perché in realtà il pulcino non è nato affatto, e quindi non può essere ucciso, sia perché negli allevamenti di galline ovaiole non esistono galli, e quindi le uova non sono fecondate. Il rifiuto di consumare uova deriva dal fatto che, per produrle, le galline sono tenute prigioniere in condizioni atroci, che vengono ammazzate a "fine carriera" (cioè dopo 2 anni), e che per "produrre" una gallina ovaiola un pulcino maschio deve essere ucciso. Per approfondimenti vedi la sezione Le uova. 6. Gli animali sono stati allevati per fornirci cibo: "Sono allevati apposta".Questa affermazione è veramente disarmante. Sembra sottintendere che, se ammazziamo degli animali che vivono in natura, compiamo un atto condannabile, mentre se ammazziamo animali che abbiamo fatto nascere noi stessi, abbiamo tutto il diritto di farlo. Come spiegare che questo punto di vista non è così scontato e universalmente riconosciuto, ma è del tutto antropocentrico? Quel che noi sosteniamo è che non siamo padroni degli animali. Gli animali sono essere sensibili, non oggetti che possiamo usare a nostro piacimento. Non abbiamo il diritto di farli nascere, allevarli in prigionia tra mille sofferenze, e alla fine ammazzarli. Ne abbiamo il potere. Ma ciò non significa averne il diritto. Se noi non li facessimo nascere, non esisterebbero, certo. Ma questo non ci dà il diritto di ucciderli. Meglio non farli nascere affatto. Se li facciamo nascere per torturarli e ucciderli, abbiamo una responsabilità e una colpa ancora maggiori sulle nostre spalle. 7. Gli animali trasformano i vegetali che non possiamo mangiare in carne che possiamo mangiare. Questo può essere vero in teoria, e poteva esserlo secoli fa. Ora non è più così, ma avviene invece il contrario. Come premessa va detto comunque che, anche se fosse così, non sarebbe lo stesso lecito, da un punto di vista etico, ammazzare gli animali, perché non ne abbiamo bisogno, possiamo ricavare tutti gli elementi nutritivi necessari dai vegetali, non abbiamo bisogno che altri animali li trasformino in nostra vece. Tutti gli aminoacidi essenziali sono già presenti nei vegetali. Detto questo, oggi gli animali vengono nutriti per lo più a cereali e soia, alimenti che si potrebbero usare in maniera molto più efficace per il consumo diretto umano. Un ettaro coltivato a cereali produce cinque volte più proteine di un ettaro destinato alla produzione di carne; i legumi (fagioli, piselli, lenticchie) ne producono 10 volte di più. Anche i bovini allevati a pascolo non fanno altro che rubare terra all'agricoltura, o alle foreste, comprese quelle tropicali (nella foresta Amazzonica l'88% dei terreni disboscati è stato trasformato in pascolo), provocando desertificazione e cambiamenti climatici. Ad oggi gli occidentali si possono ancora permettere questo smodato consumo di carne perché sfruttano la terra dei paesi del Sud e dell'Est del mondo che hanno un consumo di carne di molto inferiore. Se tutti consumassero tanta carne quanta ne viene consumata dagli abitanti dei paesi ricchi, non basterebbero tutte le terre emerse per garantire pascoli e mangimi per tutti gli animali. Mentre con le terre coltivate già oggi disponibili, si potrebbe nutrire una popolazione vegana ben superiore all'attuale popolazione mondiale, senza alcun problema di fame nel mondo. Per approfondimenti, leggere le sezioni Scelta ecologica e Scelta sociale della parte Dalla fabbrica alla forchetta. 8. Ah, sei vegetariano, allora mangi solo pesce? Per avere risposta a questa domanda, basta leggere la definizione di vegetariano nella Home Page di questo Starter-kit: Vegetariano = chi esclude dalla sua alimentazione tutta la carne, di mammiferi, volatili, pesci, molluschi, crostacei e di ogni altra specie. Chi non mangia animali terresti ma si nutre di pesci NON è vegetariano. 9. Ma il tonno lo mangi ? Nooo? Ah già! Per via dei delfini... A questa domanda risponde già la replica alla precedente, ma vale la pena di sottolineare che un vegetariano non fa distinzione di specie: un delfino non è più importante di un tonno, entrambi meritano di vivere la propria vita lontani dall'influenza umana. 10. Quella verdura lì l'hai tolta ad una mucca. Anche per questa domanda l'ingenuità è disarmante. Ma vediamo di provare lo stesso a rispondere. Innanzitutto, non siamo tanto noi che togliamo i vegetali di bocca alle mucche quanto piuttosto il viceversa (vedi domanda 7). Inoltre, quel che noi sosteniamo è che le mucche non si dovrebbero proprio far nascere (vedi domanda 1 e 2), sono animali che alleviamo solo per poterli ammazzare (se non è gentile togliere la soia di bocca a una mucca, lo è forse ammazzarla?!), quindi, se non le facciamo nascere non vi sarà più il problema di rubargli il mangiare di bocca. 11. Ma così i macellai rimarranno senza lavoro. Il passaggio da un mondo smodatamente carnivoro a uno totalmente vegano, se mai avverrà, sarà graduale, e non avverrà certo nel giro di pochi anni. Perciò vi sarà tutto il tempo per le future generazioni di scegliere lavori diversi. Diminuiranno i macellai, e aumenteranno altri tipi di lavoratori: fruttivendoli, addetti alla preparazione di pasti vegani, ecc. 12. Ma i frutti di mare li posso mangiare? Sono "frutti"! "Frutto di mare" è solo un modo di dire, non si tratta di vegetali, ma di animali, e il modo corretto di chiamarli è "molluschi". Ovviamente, no, se si è vegetariani non si possono mangiare, perché si tratta di animali e non di vegetali. 13. E' da pazzi far crescere un figlio vegan perchè è ingiusto non dargli il latte di sua madre. E' chiaro che dire che un bambino è vegan non significa dire che non prende il latte dalla madre. Le femmine di ogni specie, compresa quella umana, producono un latte particolare per i propri figli, che è diverso, nella composizione, da quello di tutte le altre specie, e ogni cucciolo, per crescere sano, ha bisogno del latte di SUA madre, non di quello della madre di un cucciolo di un'altra specie. In particolare, è consigliato per i bambini vegetariani e vegani, la continuazione dell'allattamento al seno almeno fino a un anno di età, meglio anche di più, ovviamente introducendo anche altri cibi (il latte materno deve costituire, dopo lo svezzamento, solo una parte dell'alimentazione del bambino). Tratto da: www.saicosamangi.info
ora sto mangiando delle bietole e cerco di limitare il consumo di carne ma intorno a me (famiglia, amici, colleghi, fidanzato) sono da sola.
vorrei diventare vegetariana prima o poi ma dovrei cucinare carne per il mio futuro marito/compagno... se lui fosse vegetariano o almeno fosse interessato a diventarlo credo che ci riuscirei benissimo. il mio non è un ragionamento maturo e me ne vergongno anche un po', ho voluto dirvi comunque come sono. nutro una profonda ammirazione per chi riesce ad essere come vorrebbe.
è molto meglio chi sa riconoscere i propri limiti...
io sono vegetariana, presto ma molto presto diventerò vegana
La dieta vegana (vegetaliana)
Abbiamo già visto la suddivisione del mondo vegetariano. I vegani (vegetaliani) sono coloro che non si cibano di alimenti di origine animale, quindi non solo abolizione della carne e del pesce, ma anche delle uova, del latte e dei latticini. Il vegano ha effettuato spesso una scelta alimentare (ortoressia salutistica); a volte è tale per scelta etica (si oppone all'allevamento di animali) e allora è un esempio di ortoressia etica. Si deve poi ricordare che molti vegani evolvono verso regimi alimentari ancora più stretti (i granivori mangiano solo cereali, i frugivori soltanto frutta e i crudisti mangiano soltanto verdure crude). Alimentazione vegana e salute Le diete completamente prive di proteine animali non rispettano né il vincolo dei macronutrienti, né quello dell'autogestione della dieta ideale. Vediamo i punti che sottolineano come difficilmente una dieta priva di proteine animali possa ritenersi "ideale". 1) Lo spettro amminoacidico - La demonizzazione della carne e dei cibi di origine animale si è tradotta nella demonizzazione di uno dei macronutrienti principali, le proteine. In una dieta non vegana solo il 30% delle proteine deriva dai vegetali. I vegani sostengono che è possibile sopperire al bisogno proteico giornaliero con cereali, leguminose ecc. Purtroppo la cosa non è così semplice (ecco dove cade l'autogestione), perché, a differenza delle carni, i singoli vegetali non hanno uno spettro amminoacidico completo. Per esempio nei cereali non c'è la lisina, mentre nelle leguminose non c'è la metionina. Occorre pertanto fare un cocktail molto preciso per avere un'alimentazione proteicamente corretta. In sostanza ciò che è teoricamente possibile (un perfetto soddisfacimento del fabbisogno proteico) in pratica non lo è, vista la scarsa variabilità nel mondo vegetale di sorgenti proteiche. 2) I fitati - Inoltre se le proteine vengono derivate dalla soia occorre tener conto che, quando il fabbisogno proteico si risolve per oltre il 20% con derivati della soia, s'introducono nell'organismo sostanze (fitati) che possono inibire l'assorbimento di alcuni minerali come lo zinco. 3) Gli acidi grassi essenziali - Nelle diete con carenza di pesce mancano fonti dirette di EPA (acido eicosapentanoico) e di DHA (acido docosaesanoico), fondamentali per una buona alimentazione. Molte ricerche (provenienti anche da ambienti vegetariani) sollevano dubbi sulla capacità di convertire l'alfa-linolenico in EPA e DHA e la conversione è ancora più dubbia nei bambini. Su questo punto i vegetariani dovrebbero riflettere: se non ne erano a conoscenza, forse prima di scegliere emozionalmente un regime alimentare è meglio documentarsi. 4) La demonizzazione delle proteine animali porta generalmente il vegetariano ad assumere una percentuale eccessiva (a volte vicina all'80%) di carboidrati (pasta, riso, frutta ecc.), cosa che non risolve affatto il problema dell'obesità, poiché un'abbondanza di carboidrati facilita la loro trasformazione in grassi. Alimentazione vegana e cancro Da anni ormai si è diffusa la credenza che un'alimentazione vegana (cioè vegetariana in senso stretto, senza l'uso di proteine animali) preservi dal cancro, che la carne rossa "fa venire i tumori" ecc. Cosa c'è di vero alla luce delle attuali conoscenze mediche? 1) È parzialmente vero che l'alimentazione vegana diminuisce del 30% il rischio del cancro al colon e al retto. Chi consuma carne rossa (a causa dei grassi contenuti in essa; il rischio diminuisce se si scelgono carni rosse magre e se si utilizzano metodi di cottura non traumatici, evitando per esempio la griglia) o altri cibi animali grassi (formaggi grassi) è quindi più a rischio per questi DUE tipi di tumore. Le più recenti ricerche dimostrano però che non sono i grassi saturi il fattore di rischio, ma il loro ABUSO: in soggetti normopeso il fattore di rischio non è aumentato. 2) È falso che l'alimentazione vegana protegge da tutti i tumori. Per esempio una ricerca condotta su 350.000 donne per un periodo di 6-15 anni da ricercatori della Harvard School of Public Health di Cambridge, nel Massachusetts ha dimostrato che non c'è nessuna prova convincente di una significativa diminuzione del rischio di tumore del seno nelle donne che consumano frutta e verdura in abbondanza. La ricerca ha peraltro dimostrato come nelle donne obese il rischio di tumore al seno sia più alto. Perché questa ricerca è importante? Perché dimostra che il presunto ruolo anticancro di frutta e verdura è decisamente ridotto se si considerano individui "magri". In sostanza si deve modificare la precedente posizione secondo cui esisterebbero alimenti (come i grassi di origine animale) che favorirebbero i tumori in quella secondo cui alcuni alimenti sarebbero tanto più a rischio quanto più il soggetto è sovrappeso. Anche se preserva solo in parte dai tumori all'apparato digerente (anche i vegani muoiono di cancro), potrebbe essere un aiuto per tutti coloro che sono esposti a fattori di rischio o sono geneticamente predisposti a questo tipo di tumori. Se però si traduce in numeri il punto 1) (su 100 morti si considerano quelle per tumore; su queste si considerano quelle per tumori all'apparato digerente e infine si considera il diminuito rischio del 30%, che non è poi molto) si scopre che un'alimentazione vegana non ha un'incidenza significativa sulla vita media, tenendo conto che comporta anche svantaggi dal punto di vista salutistico, altrettanto provati come la riduzione del rischio tumorale. La genetica ha ormai dimostrato che la frase "siamo ciò che mangiamo" è solo parzialmente vera perché è anche vero che "siamo ciò che nasciamo". 3) È falso che basta un'alimentazione vegana per proteggersi dai tumori all'apparato digerente. Infatti uno studio del dipartimento dell'Agricoltura statunitense su 71 tipi di broccoli ha rilevato che le quantità di glucorafanina (la sostanza che dovrebbe proteggere dal cancro) varia enormemente a seconda del tipo. In alcuni broccoli è addirittura assente. I nutrizionisti americani alla luce di queste scoperta pensano di realizzare ibridi ricchi di glucorafanina, addirittura con l'impiego della genetica. Ciò forse non piacerà ai vegani più naturalisti, ma il mondo va avanti. Infatti le varietà attuali più ricche di glucorafanina sono quelle più amare, meno appetibili (la glucorafanina è legata a un'altra sostanza dal sapore nettamente amarognolo) e quindi probabilmente non basteranno le tecniche tradizionali per ottenere ibridi che possano essere accolti favorevolmente dai consumatori. Lo stesso procedimento si pensa di attuare anche per i pomodori, aumentando il contenuto di licopene, un antiossidante che attacca i radicali liberi. Attualmente la quantità di licopene è proporzionale alla temperatura del luogo di coltivazione: i pomodori coltivati a Napoli contengono più licopene di quelli coltivati in Lombardia. 4) Veramente al sicuro? - Da ultimo la ricetta vegana contro il cancro non è scientifica. La morte per cancro di Linda McCartney, vegana convinta, ha messo in crisi parecchi vegani che si ritenevano assolutamente al sicuro dalla malattia. Scoprite la vera ricetta anticancro dell'AIRC. This is a "lo-fi" version of our main content.
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