L'Archivio di Met@forum.it
Forum di politica, cultura, società: 2003-2004
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da repubblica di oggi traggo questa notizia che mi ha fatto interrogare ancora una volta su quanto la Turchia possa essere accomunata all'europa e se la regolamentazione dei rapporti uomini-donne può essere considerata 'politica interna' o se debba piuttosto far parte dei basilari diritti della persona. "L'Unione europea non si immischi". E' categorico il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan. Rimanda al mittente le critiche della Ue sul progetto di riforma del codice penale che prevede la reintroduzione del delitto di adulterio. "Sono questioni interne - continua Erdogan - che nessuno cerchi di esercitare pressione sulla Turchia con il pretesto dell'Unione Europea". Da tempo infatti la Turchia ha espresso l'intenzione di far parte dell'Unione, un'aspettativa frustrata finora dalle critiche sul rispetto dei diritti umani nel Paese. Il progetto della reintroduzione del reato di adulterio, che assegna ai responsabili dei delitti "d'onore" l'attenuante della "grave provocazione", sembrava accantonato. Nei giorni scorsi, infatti, maggioranza e opposizione turca avevano raggiunto un accordo sulla cancellazione dell'adulterio come reato penale. Ma il partito di radici islamiche Akp, attualmente al governo, ha deciso di insistere per reintrodurre il reato di adulterio cambiandone la denominazione in "infedeltà coniugale". La mossa ha fatto scattare la reazione dell'opposizione che ha protestato richiamando l'accordo bipartisan per evitare il voto sull'adulterio e per approvare congiuntamente l'intera riforma penale. Un rinvio che rimanda ogni decisione a dopo la pubblicazione del rapporto della Commissione dell'Ue sui progressi compiuti dalla Turchia nella realizzazione dei criteri di Copenaghen, condizione preventiva per aprire il negoziato di adesione della Turchia all'Unione. Questa situazione ha provocato la dura reazione dell'Unione, che ha ammonito Ankara: "C'è il rischio di di complicare le prospettive europee della Turchia". Bruxelles, infatti, vede la riforma del codice penale turco come "un pezzo importante del mosaico delle riforme democratiche in Turchia".
io direi dentro loro e fuori noi, visto che l'italia sta diventando un paese medio orientale
ormai stai diventando prevedibile Kizo.
qualsiasi sia l'argomento di una discussione intervieni ,non seguendo la logica, ma dando sfogo a razzismo e intolleranza. Rambaldo, ci sono ancora dei paesi in cui le Donne non sono considerate Persone. In questo caso ne sai qualcosa in più? Una curiosità: C'è differenza se l'omicida è l'uomo o la donna?
razzista perchè? l'italia ha molte più connotazioni mediorientali che europee, semplicemente; non ha senso che divida il desco con l'europa per ragioni di affinità culturale con i tedeschi ed i francesi, e quanto a ragioni economiche e commerciali ci sta smenando.
pochi italiani sono lieti e convinti dell' appartenenza all' ue ma se dico che l'italia somiglia più ad un paese medio orientale che ad un paese europeo, forse sto facendo un osservazione errata, ma non sto insultando nessuno. presto l'italia sarà un paese medio orientale, non ho detto incivile come lo sono indubbiamente certe repubbliche, d'altronde anche come paese latino si è mostrato feroce ed intollerante, una sessantina di anni fa. parlo di cultura del cibo ed organizzazione dei mercati comuni; fra un 4 anni avrà molto più senso che la turchia stia in europa che non l'italia; dov'è l'implicazione di superiorità di uno o dell' altro? ah ecco, implico che considero male l'appartenenza all' unione europea
l'ho tratto da www.divorzioonline.it Suscita allarmi e accese discussioni in Turchia la proposta avanzata dal governo turco di reintrodurre il reato di adulterio nel codice penale (adottato nel 1926 copiando quello italiano) dal quale fu espunto solo sei anni fa. Le polemiche sono scoppiate alla fine del mese di agosto quando in Commissione parlamentare a favore della proposta del governo si sono pronunciati non solo gli esponenti della maggioranza del partito Akp (conservatore e filoislamico) al governo, ma persino quelli dell'opposizione laica e socialdemocratica (e perciò ritenuta "progressista") del "Partito Repubblicano del Popolo", Chp. L'accordo tra destra e sinistra è stato concluso con la sola condizione che "si preveda l'eguaglianza tra uomo e donna", e cioè che il reato di adulterio valga anche per gli uomini e non solo per le donne, a differenza del passato quando, come avveniva anche nel codice penale italiano da cui quello turco fu ricavato, l'adulterio era reato solo per le donne, mentre perché un uomo fosse perseguibile penalmente era necessaria la convivenza more uxorio (e cioè il concubinato). Lo stesso premier turco Tayyip Erdogan ha avallato la proposta: "Questa è una misura che preverrà l'infedeltà ed i delitti d'onore, proteggerà l'onore delle donne e assicurerà l'eguaglianza tra uomo e donna" - afferma il premier in vista della discussione del progetto di legge il 14 settembre in Parlamento. Anche la sola donna del governo Erdogan ha approvato il progetto: "La sola ragione per cui il reato di adulterio fu abolito nel 1998 era che non rispettava il principio di uguaglianza tra uomo e donna" - dice Guldal Aksit. La prospettiva di vedere reintrodurre il reato di adulterio come avviene ormai solo nei paesi islamici più arretrati, in particolare africani, ha fatto scattare in piedi la Turchia delle professioni liberali, scientifiche e tecniche, quella delle organizzazioni dei diritti umani e femminili, ormai abituata all'idea che lo stato non possa intromettersi nella vita privata dei cittadini. "La costituzione turca non consente interferenze nella vita privata dei cittadini" - dice Selma Acuner della associazione per i diritti delle donne "Kader" aggiungendo che un'eventuale penalizzazione dell'adulterio dovrebbe indurre l'Europa a congelare il processo europeo della Turchia. La stessa Acuner smentisce i portavoce dell'Akp affermando che una donna turca "non oserebbe mai denunciare il marito per adulterio, perché temerebbe che quest'ultimo potrebbe anche ucciderla per questo". Il mondo laico turco sottolinea che una ripenalizzazione dell'adulterio funzionerebbe in pratica solo per le donne e rischierebbe di aumentare il già pesante bilancio dei delitti di onore in Turchia. Qualcuno sottolinea persino che la norma potrebbe essere un escamotage per introdurre in un secondo tempo la poligamia.
e ancora da http://www.ansa.it/europa/allargamento/ dove è possibile seguire tutta la vicenda (di Lucio Leante) (ANSA) - ANKARA, 17 SET - Nessuno puo' tenere il piede in due scarpe e dare continuamente un colpo al cerchio dell'elettorato islamico ed uno alla botte europea, rischiando di perdere insieme e capra e cavoli. E' riassunta in questa antica saggezza popolare tutta la vicenda del premier turco Tayyip Erdogan, che, nei giorni scorsi ha incoraggiato l'approvazione di una norma che criminalizzerebbe l'adulterio per inseguire il suo elettorato piu' tradizionalista e religioso (e forse anche -secondo chi lo conosce- le sue convinzioni religiose ortodosse) col fine di aprire la strada al riconoscimento civile dei matrimoni religiosi (poligami), ma ha finito con il creare una grave tensione con l'Unione europea. Il rischio e' di compromettere il suo principale progetto politico (l'adesione all'Ue) proprio a pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto della Commissione di Bruxelles sui progressi compiuti dalla Turchia nella realizzazione dei criteri di Copenaghen. Questi sono la condizione preventiva per aprire il negoziato di adesione della Turchia all'Ue. Il fatto e' che con il suo appoggio alla criminalizzazione dell'adulterio Erdogan ha provocato l'emergere di un gruppo di deputati che forti del suo appoggio si sono spinti ieri fino a provocare il congelamento della riforma del codice penale probabilmente fino al 10 ottobre, e cioe' a dopo la pubblicazione da parte della Commissione del suo rapporto sui progressi della Turchia. Ieri sera in parlamento era emersa la presenza di un gruppo di ''deputati ribelli'' (ma coperti dallo stesso Erdogan) del partito di governo di radici islamiche, Akp, che avevano riproposto a sorpresa la criminalizzazione dell'adulterio. In tal modo avevano indotto i dirigenti del gruppo parlamentare a rinviare l'intera riforma penale in Commissione giustizia, riservandosi di riproporre la criminalizzazione dell'adulterio dopo il rapporto della Commissione Ue, che aveva gia' messo in guardia Ankara dei pericoli di un tale passo. Oggi Erdogan ha tuonato contro le ''interferenze'' di Bruxelles negli affari interni turchi e asserendo che le questioni attinenti al diritto di famiglia ''non fanno parte dei criteri-condizione (detti di Copenaghen) per entrare in Europa. Tuttavia, il rinvio e' apparso a Bruxelles come un espediente di piccolo cabotaggio per evitare le reazioni europee ad una possibile reintroduzione del reato di adulterio. E cosi' il Commissario per l'allargamento Guenter Verheugen ha riaffermato che la riapertura della discussione sulla reintroduzione dell'adulterio come reato in Turchia, ''comporta il rischio di complicare le prospettive europee della Turchia''. E cosi' il portavoce della Commissione Ue, Jean-Christoph Filori, ha affermato che ''la riforma del Codice penale e' molto importante per l'insieme delle riforme in Turchia e quindi l'Ue e' molto preoccupata per i ritardi nella sua adozione e soprattutto perche' questi ritardi sono legati alla possibile ripresentazione dell' emendamento sull' adulterio''. ''La riforma del Codice penale e' un pezzo importante del mosaico delle riforme democratiche in Turchia'', aveva aggiunto Filori, rilevando che Bruxelles ''si attende che essa sia concretizzata entro il 6 ottobre prossimo'', e cioe', prima del rapporto della Commissione. Ora Erdogan, ha probabilmente capito la gaffe da lui fatta che lo ha esposto ad un logoramento di immagine sul piano sia interno sia internazionale ed ha lasciato al presidente della commissione giustizia Koksal Toptan, il compito di togliergli le castagne dal fuoco. Toptan ha infatti reso noto che l'emendamento sull'adulterio non sara' riproposto, ma secondo Bruxelles ormai Erdogan ed il suo governo devono impegnarsi a non riproporlo nemmeno in futuro. Una cosa che riesce difficile fare ad Erdogan che ha dal suo avvento al potere forti debiti con l'islam ortodosso e con quello rigorista delle confraternite islamiche. Inoltre secondo Bruxelles un chiarimento sia sulla riforma penale, sia sulla questione dell'adulterio dovra' avvenire prima del 6 ottobre e non dopo. Ed anche questa e' una condizione non facile da realizzare perche' Erdogan ha scatenato un gruppo di ''ribelli'', che vogliono la criminalizzazione dell'adulterio e la legalizzazione dei matrimoni religiosi, dato che sono milioni i turchi che hanno una moglie legale e varie mogli sposate solo in moschea. Tra i deputati dell'Akp ve ne sono molti. Prima o poi questo nodo verra' al pettine, come anche altri nodi gia' manifestati in passato su temi legati alla religione ed alle radici islamiche del partito di governo di Erdogan. Questi nodi esprimono bene la difficile conciliabilita' di una societa' arcaica (che Erdogan rappresenta al massimo livello) con le ambizioni europee della Turchia.
DELITTO D’ONORE
10/02/2003 di TUCO (Invia un messaggio all'autore) Sono stato io e non mi resta che gridarlo ho voluto io l'epilogo nel ventre che tiravo bene dritto nel mirino ed ero serio, l'ho fatta a pezzi è saltata in aria senza freno e con la pancia che schizzava via la vita eterno quel terrore dipinto sul suo volto intatto. - Ah se eri bella, lo eri eccome ! e niente facevi per celarti è colpa tua sapevi del mio amore sono l'uomo che ti ha avuto e nessun altro ha avuto il tempo - ah che colpo in un colpo solo sono rimasto solo e tu rimasta mia inutile girarmi intorno curiosi sono stato io conferma tutto l'avvocato eloquenza presa in affito e onore a posto. Fino solo a 30 anni fa ( o poco più ) il delitto d'onore era contemplato e previsto dal nostro ordinamento penale. Le motivazioni d'onore comprendevano anche la non verginità al matrimonio (nascosta) e il solo sospettato adulterio. Erano previste corpose riduzione di pena e sono stati frequenti i casi di scarcerazione nei casi in cui il reo fosse privo di precedenti penali. Il Codice Rocco, promulgato durante il fascismo, all’art. 587 prevedeva la riduzione di un terzo della pena per chiunque uccidesse la moglie, la figlia o la sorella per difendere l’onore suo o della famiglia. Era stato così introdotto il cosiddetto "delitto d’onore". Pietro Germi nel 1961 riscosse successo internazionale, e un Oscar alla sceneggiatura, con il film “Divorzio all’italiana” nel quale con i toni della farsa affrontava lo spinoso problema del delitto d’onore, in questo caso usato come “alternativa” del divorzio, ancora illegale. Divorzio all'italiana Premio oscar per la sceneggiatura a Pietro Germi, Ennio De Concini e Alfredo Giannetti, "Divorzio all’italiana", dietro alla commedia divertente e grottesca: mostra, con una certa amarezza, la realtà siciliana. Il barone Ferdinando Cefalù, detto Fefè, si innamora della cugina diciottenne Angela. La ragazza, spigliata e moderna, ricambia l’amore del barone ed è pronta a sposarlo. Purtroppo, però, Fefè è già sposato con Rosalia, donna brutta e gelosissima, che non lascia mai un attimo il marito e lo sfinisce con le sue apprensioni. Ai due amanti viene in aiuto l’arrivo inaspettato di Carmelo Patanè, un pittore di poche speranze di cui Rosalia era stata profondamente innamorata in passato. Nonostante Rosalia sia una moglie fedele ed integerrima, Fefè tenta di riavvicinarla al pittore con diversi stratagemmi. Alla fine, la macchinazione riesce e Ferdinando, colta in flagrante adulterio Rosalia con Carmelo, la uccide. Appoggiato dalla legge, l’articolo 587 del codice penale, che allora giustificava il così detto delitto d’onore, Ferdinando è accusato e condannato ad una pena molto breve. Uscito dal carcere, nella generale approvazione dei concittadini, che lo vedono come un esempio da seguire, Fefè può finalmente sposare Angela. Peccato che, di lì a poco, la giovane e bella cugina inizi ad essergli infedele. ![]() E QUINDI........NON ANDIAM TANTO LONTAN!!!!!!!!!!!! ERANO ANCHE PER NOI ALLORA COSE DA TURCHI?
allora devo correggere questa
in io direi dentro loro e fuori noi, visto che l'italia sta tornando ad essere un paese medio orientale "La Turchia non è pronta per l'ingresso in Europa" ROMA - La Turchia non è pronta per entrare in Europa. Ma l'Unione non potrà comunque rifiutare l'ingresso ad Ankara, se verrà riscontrata la presenza di tutti i requisiti richiesti. Lo ha detto il presidente entrante della Commissione europea, Jose Manuel Durrao Barroso, in un'intervista al quotidiano francese Le Monde. Il paese ha fatto "grandi progressi", dice Barroso, "e noi ne prendiamo atto. Ma nel momento in cui vi parlo, ancora non tutti i criteri prestabiliti sono stati osservati. Se tuttavia dovesse rispettarli tutti - ha precisato Barroso - non vedo come sia possibile negargli l'adesione ". E in una dichiarazione rilasciata al quotidiano tedesco Bild, il ministro degli Esteri Franco Frattini dice che "l'Italia spera che i capi di Stato e di governo dell'Ue prendano a dicembre una decisione positiva riguardo alla Turchia". Il problema, secondo Barroso, sono "gli aspetti che attengono alla democrazia": che "devono essere strettamente rispettati, e in particolare quelli che concernono il codice penale". Il punto, cioè, sul quale lo scontro si è fatto più aspro. E che rischia di compromettere lo stesso avvio dei negoziati, come ha precisato Jean-Claude Filori, portavoce del commissario all'Allargamento, Gunter Verheugen. Il nuovo codice penale, ribadisce la Commissione Prodi, dovrà essere approvato entro il 6 ottobre, giorno in cui sarà reso pubblico il rapporto sulla Turchia stilato dalla Commissione e punto di partenza dei negoziati. Intanto mancano solo due giorni all'arrivo a Bruxelles del premier turco Recep Erdogan, che parlerà al Parlamento europeo dopo aver invitato la Ue a "non immischiarsi" in quel che riguarda il progetto di riforma del codice e in particolare la reintroduzione del delitto di adulterio. Ma oggi Barroso ribadisce la linea: "Su questo punto, nessuna concessione. E' la Turchia che deve adeguarsi alle regole dell'Europa - dice a Le Monde - e non viceversa". tratto da www.repubblica.it
"i bambini sotto il metro e venti non salgono sull' ottovolante"
è triste vederli andar via mogi mogi ma sarebbe più triste se l'imbracatura spezzasse loro le clavicole "Adulterio non sarà reato penale" BRUXELLES - In Turchia l'adulterio non sarà reato penale. E' questa la garanzia che il presidente della Commissione Ue Romano Prodi e il commissario Ue all'allargamento Guenter Verheugen hanno avuto dal premier turco Tayyip Erdogan. Negli incontri avuti a Bruxelles, il primo ministro turco ha infatti annunciato che nel fine settimana sarà approvato l'atteso Codice penale, essenziale per un parere favorevole della Commissione Ue all'apertura dei negoziati di adesione, e appunto senza il contestato paragrafo sulla criminalizzazione dell'adulterio. Il parlamento turco, che ha sospeso i lavori fino al primo ottobre, si riunirà in seduta straordinaria domenica prossima per procedera all'approvazione della riforma penale che era stata accantonata la scorsa settimana a causa dei laceranti contrasti provocati dall'emendamento, poi ritirato dall'Akp, il partito al governo, che mirava a rendere l'adulterio un reato penale. Da parte sua la Commissione europea presenterà come stabilito il suo rappporto sulla Turchia il 6 ottobre. "Sarà un rapporto oggettivo dopodiché la commissione riferirà immediatamente al Parlamento", ha affermato il presidente Prodi al termine del suo incontro con Erdogan. "Abbiamo discusso degli ultimi sviluppi ed abbiamo riscontrato una visione comune e amichevole", ha concluso. A sua volta, in una breve dichiarazione, Erdogan ha messo l'accento sull'ottima collaborazione che c'è stata con Prodi negli ultimi due anni e sulla riforme "rivoluzionarie" approvate nel suo paese. Dunque domenica prossima, in seduta straordinaria, il parlamento turco si metterà a lavoro su tre temi: il codice penale, il codice delle corti intermedie e la procedura legale. Se, come garantito, il nuovo codice penale verrà approvato senza il contestato capitolo sull'adulterio, i passi successivi saranno, dopo il rapporto della Commissione Ue il 6 ottobre e la successiva discussione in Parlamento, l'apertura dei negoziati di adesione con la Turchia. Decisione che spetta ai leader europei e che si attende per il vertice del 17 dicembre prossimo a Bruxelles. tratto da www.repubblica.it
staremo a vedere se questo passo lo vogliono fare , indietro o avanti spetta a loro decidere
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