Socrate70
May 25 2004, 12:47
...Ciao a Tutti, ultimamente in me sta prendendo forma il desiderio di abbandonare tutte le nostre regole, le nostre abitudini, i desideri, le passioni, ... per poter abbracciare il nulla. Già ma cos'è esattamente il nulla? Se è un qualcosa che si può esprimere e "disegnare" allora non è più nulla ma una sorta di perimetro ben delineato. Bene, allora cerchiamo di "vederlo" come un qualcosa di indefinito cui l'anima riesce a trovare un dolce esilio.
Rambaldo
May 25 2004, 12:50
beh'.. ora si può dire che non ci sia nulla che non si può trovare qui dentro.. benvenuto tra noi Socrate
Socrate70
May 25 2004, 13:04
...Il senso di panico, il senso di avere solo un passo di vantaggio, del fiato caldo sul collo, era scomparso, sostituito da una provvisoria tracotanza, dalla consapevolezza che ogni ora, ogni giorno diventava più facile mantenere il vantaggio. Per la prima volta Stella sentiva che era valsa la pena di saltare nel vuoto, perchè alla fine avrebbe trovato il posto sicuro dove amarsi senza paura...
| CODE | | ultimamente in me sta prendendo forma il desiderio di abbandonare tutte le nostre regole, le nostre abitudini, i desideri, le passioni, ... per poter abbracciare il nulla. |
Forse si chiama Nirvana Benvenuto Socrate e... allegria!
goccia
May 25 2004, 19:12
| QUOTE (Socrate70 @ May 25 2004, 12:47) | ...Ciao a Tutti, ultimamente in me sta prendendo forma il desiderio di abbandonare tutte le nostre regole, le nostre abitudini, i desideri, le passioni, ... per poter abbracciare il nulla. Già ma cos'è esattamente il nulla? Se è un qualcosa che si può esprimere e "disegnare" allora non è più nulla ma una sorta di perimetro ben delineato. Bene, allora cerchiamo di "vederlo" come un qualcosa di indefinito cui l'anima riesce a trovare un dolce esilio. |
la morte. ecco cosa cerchi.
schmit
May 25 2004, 20:18
Il nulla C’era una volta, 14 miliardi di anni fa, il nulla, o meglio il vuoto. Una bollicina di vuoto immensamente piu’ piccola di un atomo. Questa bollicina era immersa in un oceano primordiale fatto anch’esso di vuoto. Era pronta a esplodere e generare tutta la materia esistente e tutto lo spazio che la contiene. Vi pare fantasia? No: il vuoto ovvero cio’ che si ottiene quando in una regione di spazio si eliminano tutti gli atomi e tutta la luce, non è affatto” vuoto”, ma pullula di fluttuazioni capaci di generare particelle di ogni tipo e secondo nuove teorie persino nuovi mondi. Il vuoto fisico è solo una delle infinite sfaccettature del “nulla” nella cultura, nella filosofia, nell’arte: dal vuoto interiore della meditazione al concetto di pausa nella musica, dalla domanda” che cosa c’era prima della nascita?” all’idea di zero in matematica. Tra tutti i nulla, quello piu’ ricco di sorprese è il vuoto fisico, ovvero cio’ che rimane eliminando tutta la materia, pensate che in un solo centimetro cubico d’aria ci sono 25 miliardi di miliardi di molecole. Per i fisici questo “vuoto brulica ancora di particelle che escono dal nulla e subito vi rientrano. Un po’ come la superficie di uno stagno che da lontano pare piatta, ma è scossa da micro-vibrazioni, con particelle che di continuo evaporano e tornano in acqua. Queste fluttuazioni sono la conseguenza di un principio fondamentale della fisica microscopica, introdotto nel 1927 dal fisico tedesco Heisenberg: è inpossibile conoscere con precisione assoluta tutte le proprieta’ di un sistema fisico, vuoto compreso. Dunque, il vuoto non puo’ essere vuoto: lo conosceremmo troppo bene. Che non è pura teoria lo dimostra un effetto calcolato nel 1948 dall’olandese Casimir e osservato per la prima volta al Los Alamos National Laboratori in USA. In quell’esperimento si misuro’ la debolissima attrazione, pari al peso di un globulo rosso, tra due lastre metalliche separate da qualche millesimo di millimetro di vuoto. Attrazione gravitazionale? No, fluttuazioni del vuoto. Tra le piastre, infatti, queste fluttuazioni assomigliano a vibrazioni di corde fissate agli estremi delle piastre stesse.Proprio come corde di violino, anche queste fluttuazioni vibrano a frequenze precise, che dipendono dalla distanza tra gli estremi. Il risultato è che le fluttuazioni tra le piastre sono meno che all’esterno e questa differenza genera una debole attrazione. Possibile dunque ricavare energia dal nulla? Probabilmente no, perche’ altrimenti si otterrebbe il moto perpetuo, ma in America ci sta provando un gruppo guidato dal fisico Hal Puthoff. Le fluttuazioni del vuoto possono contribuire a creare materia, ma solo a patto che venga fornita energia dall’esterno. Questo principio è strutturato negli acceleratori di particelle come quelli del Cern di Ginevra. Qui, particelle velocissime vengono fatte scontrare le une contro le altre: con l’urto le particelle rallentano e l’energia in eccesso produce altre particelle totalmente nuove. Ciò nonostante, l’intero nostro universo potrebbe essere nato dal vuoto. Lo sostiene una teoria, detta della “inflazione” che riscuote sempre piu’ successo tra i fisici. Per capire di cosa si tratta, bisogna partire da un’altra teoria piu’ nota e ormai assodata, secondo la quale l’universo, lo spazio e il tempo comparvero tutti insieme 14 miliardi di anni fa’, in una esplosione detta “Big Bang”. Cosa provoco’ il Big Bang? Secondo la teoria dell’inflazione furono le proprieta’ stesse del vuoto primordiale,il quale si trovava a una temperatura cosi’ elevata che perfino le leggi fisiche erano diverse. La gravita’ per esempio era repulsiva. Cio’ spinse il vuoto ad espandersi in maniera iperaccelerata. Questa fase, l’inflazione, duro’ appena10 trentaquattresimisecondi. Per avere una idea, 10 trentaquattresimi equivale a 0,000…1 scritto con 34 zeri, che bastarono all’universo per arrivare alle dimensioni di una biglia come quella che ci giocavamo da piccoli (il mondo fu creato da Dio in un fiat) riportano le sacre scritture, poi l’espansione rallento’ secondo le tappe indicate dalla teoria classica del Big Bang. Ma ancora oggi un residuo di quell’”antigravità” iniziale continua a spingere l’universo a espandersi sempre di piu’. Se l’universo è nato dal vuoto, come fa’ a contenere qualcosa’? Non vale la legge di conservazione dell’energia, secondo la quale l’energia totale deve rimanere costante e non se ne puo’ creare in alcun caso di nuova? John Barrow, docente dell’universita’ di Cambridge spiega:” L’energia totale dell’universo è zero. Se si sommano tutte le masse del cosmo, infatti, si ottiene una grande quantita’ di energia positiva. La massa è una forma di energia, come dice la formula di Einstein:”energia uguale massa per velocita’della luce al quadrato”. A questa energia positiva bisogna aggiungere l’energia gravitazionale che è negativa. Le equazioni di Einstein richiedono solo che la somma sia esattamente zero, indipendentemente da quanto grande sia l’universo. Nessuna contraddizione, quindi “ tirare” il vuoto, trasformando una bollicina puntiforme in una bolla ampia miliardi di anni luce e piena di materia, non è escluso da nessun principio.
letizia schmit
Nemini Scire
May 25 2004, 20:21
Il nulla è una tristezza che porta nel cuore il grido del silenzio. E qui svelo quello che non riusciva a capire Letizia sui miei topic.
Miao
gallonio
May 25 2004, 20:24
| QUOTE (Nemini Scire @ May 25 2004, 21:21) | Il nulla è una tristezza che porta nel cuore il grido del silenzio. |
questa mi piace proprio...ma sul serio Nem...
BAUUUUUUUU!!!!!
schmit
May 25 2004, 21:04
Naturalmente questo è il silenzio dell'anima... ma... ci sono altri silenzi... ...il silenzio era gia' alto sussurravano i pioppi del rio salto i cavalli normanni alle lor poste frangean la biada con rumor di croste la' in fondo la cavalla era selvaggia nata tra i pini della salsa spiaggia... .............................. ............................... questi sono altri silenzi silenzi creatori...
gallonio
May 25 2004, 21:06
Nella Torre il silenzio era già alto. Sussurravano i pioppi del Rio Salto.
I cavalli normanni alle lor poste frangean la biada con rumor di croste.
Là in fondo la cavalla era, selvaggia, nata tra i pini su la salsa spiaggia;
che nelle froge avea del mar gli spruzzi ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.
Con su la greppia un gomito, da essa era mia madre; e le dicea sommessa:
"O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna;
tu capivi il suo cenno ed il suo detto! Egli ha lasciato un figlio giovinetto;
il primo d'otto tra miei figli e figlie; e la sua mano non toccò mai briglie.
Tu che ti senti ai fianchi l'uragano, tu dài retta alla sua piccola mano.
Tu ch'hai nel cuore la marina brulla, tu dài retta alla sua voce fanciulla".
La cavalla volgea la scarna testa verso mia madre, che dicea più mesta:
"O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna;
lo so, lo so, che tu l'amavi forte! Con lui c'eri tu sola e la sua morte.
O nata in selve tra l'ondate e il vento, tu tenesti nel cuore il tuo spavento;
sentendo lasso nella bocca il morso, nel cuor veloce tu premesti il corso:
adagio seguitasti la tua via, perché facesse in pace l'agonia..."
La scarna lunga testa era daccanto al dolce viso di mia madre in pianto.
"O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna;
oh! due parole egli dové pur dire! E tu capisci, ma non sai ridire.
Tu con le briglie sciolte tra le zampe, con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,
con negli orecchi l'eco degli scoppi, seguitasti la via tra gli alti pioppi:
lo riportavi tra il morir del sole, perché udissimo noi le sue parole".
Stava attenta la lunga testa fiera. Mia madre l'abbracciò su la criniera
"O cavallina, cavallina storna, portavi a casa sua chi non ritorna!
a me, chi non ritornerà più mai! Tu fosti buona... Ma parlar non sai!
Tu non sai, poverina; altri non osa. Oh! ma tu devi dirmi una una cosa!
Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise: esso t'è qui nelle pupille fise.
Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome. E tu fa cenno. Dio t'insegni, come".
Ora, i cavalli non frangean la biada: dormian sognando il bianco della strada.
La paglia non battean con l'unghie vuote: dormian sognando il rullo delle ruote.
Mia madre alzò nel gran silenzio un dito: disse un nome... Sonò alto un nitrito.
ti devo sempre rimprendere sui testi Leti...
schmit
May 25 2004, 21:20
Ti ringrazio gallonio,ma io vado a memoria e nei passi indicati, "ai momenti..." Giovanni Pascoli ha vissuto nella mia terra e lo sento particolarmente...poi questa poesia mi scioglie in lacrime ogni volta che la sento,come ora,quindi avevo riportato le righe che davano forza al mio discorso...poi io sento in particolar modo la poesia,mi arriva al cuore piu' di centomila discorsi...
Socrate70
May 26 2004, 09:35
Olà, buongiorno e scusatemi se non vi ho risposto subito, ma purtroppo alla sera non riesco a "parlare" con i miei amichetti della finestra accanto.
Dunque il nulla a cui mi riferivo io, non era tanto quello fisico, materiale, tangibile ben illustrato da Letizia, ma piuttosto a quell'anfratto di status dove l'anima ri-torna a vivere. Può essere forse visto come un paradosso ma quanto sento è questo: lasciare per divenire...
This is a "lo-fi" version of our main content. To view the full version with more information, formatting and images, please click hereEntra nel forum Vai all'indice dell'Archivio
|