claudiofalco
Sep 6 2003, 09:43
il fantoccio imposto dalla coppia sharon bush,pre so atto(ma lo sapeva dall'inizio) di non rappresentare il popolo palestinese,si è tolto dalle palle. ora deve essere chiaro a tutto il mondo che l'unico leader riconosciuto è yasser arafat. ed è lui l'unico cge può sedersi ad un tavolo per la pace. fallita la presa in giro della "road map",ora si potrà vedere se sharon è intenzionato a continuare con il suo progrtto di grande israele,oppure(ma ci credo poco)scenderà a più miti consigli. quello che è certo,è che i movimenti patriottici palestinesi,non si tireranno indietro e continueranno nella lotta di liberazione della palestina
Sono d'accordo anche io che Abu Mazen è stato un leader imposto e non voluto, mai accettato veramente e che l'unico rappresentante dei Palestinesi rimane Arafat, se non altro perchè questa sembra essere la loro volontà.
Ciò non di meno questa è la firma della non pace, che con Arafat non sarà mai siglata.
claudiofalco
Sep 6 2003, 11:19
QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 9:58) Sono d'accordo anche io che Abu Mazen è stato un leader imposto e non voluto, mai accettato veramente e che l'unico rappresentante dei Palestinesi rimane Arafat, se non altro perchè questa sembra essere la loro volontà.
Ciò non di meno questa è la firma della non pace, che con Arafat non sarà mai siglata. arafat e rabin volevano la pace. gli amici di sharon hanno fatto fuori rabin. sharon non vuole la pace per perseguirew il suo progetto della grande israele. il resto è solo propsganda sionista per allocchi
QUOTE arafat e rabin volevano la pace. gli amici di sharon hanno fatto fuori rabin. sharon non vuole la pace per perseguirew il suo progetto della grande israele. il resto è solo propsganda sionista per allocchi Arafat e Rabin volevano la pace. Rabin è morto. Ora Arafat deve firmare la pace con altri, a meno che il progetto politico sia quello di far resuscitare Rabin immagino si debba trovare una soluzione diversa. Che molto probabilmente, dato il peso delle parti in gioco, non prevede la presenza di Arafat.
claudiofalco
Sep 6 2003, 11:46
QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 11:25) QUOTE arafat e rabin volevano la pace. gli amici di sharon hanno fatto fuori rabin. sharon non vuole la pace per perseguirew il suo progetto della grande israele. il resto è solo propsganda sionista per allocchi Arafat e Rabin volevano la pace. Rabin è morto. Ora Arafat deve firmare la pace con altri, a meno che il progetto politico sia quello di far resuscitare Rabin immagino si debba trovare una soluzione diversa. Che molto probabilmente, dato il peso delle parti in gioco, non prevede la presenza di Arafat. e quindi,sharon,rifiutando l'unico legittimo interlocutore,si assume la responsabilità di far fallire qualsiasi piano di pace,e quindi di qualsiasi conseguenza. anche dei morti che una guerra comporta
Non credo sia tutto merito di Sharon se la "reputazione" di Arafat sia così malvista in moltissimi ambienti internazionali, ovvero Sharon è potentissimo. Certo, la sua di reputazione fa brivido, eppure esistono condizioni diverse. Le condizioni per la pace sono queste e non credo i palestinesi abbiano larghi margini di trattativa. Ma non vuol dire che non esista un accordo possibile, il sottrarsi non sarebbe solo colpa di Sharon.
claudiofalco
Sep 6 2003, 12:07
QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 11:51) Non credo sia tutto merito di Sharon se la "reputazione" di Arafat sia così malvista in moltissimi ambienti internazionali, ovvero Sharon è potentissimo. Certo, la sua di reputazione fa brivido, eppure esistono condizioni diverse. Le condizioni per la pace sono queste e non credo i palestinesi abbiano larghi margini di trattativa. Ma non vuol dire che non esista un accordo possibile, il sottrarsi non sarebbe solo colpa di Sharon. la reputazione di cui gode arafat,in ambito internazionale,è quella di un leader di un popolo oppresso. solo sharone bush,hanno cercato di delegittimarlo.le menzogne messe in giro dal sionismo internazionale,sono talmente palesi,che non ci crede nessuno,se non i servi sciocchi degli yankees. certo non incantano l'opinione pubblica più illuminata ed informata. un accordo sarà possibile solo se ad arafat sarà consentito di sedersi al tavolo delle trattative e se i coloni abbandoneranno le terre dei palestinesi. chi si rifiuta di fare questo se ne assume tutte le responsabilità.
claudiofalco
Sep 6 2003, 12:10
QUOTE(claudiofalco @ 6 Sep 2003, 12:07) QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 11:51) Non credo sia tutto merito di Sharon se la "reputazione" di Arafat sia così malvista in moltissimi ambienti internazionali, ovvero Sharon è potentissimo. Certo, la sua di reputazione fa brivido, eppure esistono condizioni diverse. Le condizioni per la pace sono queste e non credo i palestinesi abbiano larghi margini di trattativa. Ma non vuol dire che non esista un accordo possibile, il sottrarsi non sarebbe solo colpa di Sharon. la reputazione di cui gode arafat,in ambito internazionale,è quella di un leader di un popolo oppresso. solo sharone bush,hanno cercato di delegittimarlo.le menzogne messe in giro dal sionismo internazionale,sono talmente palesi,che non ci crede nessuno,se non i servi sciocchi degli yankees. certo non incantano l'opinione pubblica più illuminata ed informata. un accordo sarà possibile solo se ad arafat sarà consentito di sedersi al tavolo delle trattative e se i coloni abbandoneranno le terre dei palestinesi. chi si rifiuta di fare questo se ne assume tutte le responsabilità. la possibile,almeno stando agli ultimi sondaggi,non rielezione di bush,agevolerebbe molto il processo di pace,con yna amministrazione usa non appiattità sulle posizioni di sharon,ma equidistante. questa è una grande speranza,veramente
Può darsi, ciò nonostante le condizioni attuali sono quelle che ti ho descritto.
********
Ecco la reazione israeliana... del tutto prevedibile e fuori dai tuoi disegni di lotta a oltranza sulle spalle prima dei palestinesi eppoi degli israeliani, ed insieme sulle spalle di entrambi... bel colpo:
PM's office: Israel won't accept PA government headed by Arafat By Aluf Benn, Haaretz Correspondent, Haaretz Service and Agencies Israel will not accept a situation in which the Palestinian Authority is again ruled by Palestinian Authority Chairman Yasser Arafat or anyone of his choosing, the Prime Minister's Office said in a statement issued Saturday after Palestinian Prime Minister Mahmoud Abbas submitted his resignation.
Israel Radio quoted Health Minister Dan Naveh as saying that Abbas' resignation proves that Arafat's terror regime will continue. Israel must expel Arafat immediately, Naveh said.
Former labor minister Yossi Beilin blamed Prime Minister Ariel Sharon for Abbas’ resignation, the radio said. Sharon should have negotiated with Abbas and enabled him to present his people with achievements, but instead he turned Arafat into a ‘hurt and vengeful animal,’ Beilin said.
Shinu MK Eliezer Sandberg said the resignation is in effect a desperate call by Abbas for the international community to help him get rid of Arafat.
Italian Foreign Minister Franco Frattini said the European Union is extremely concerned by Abbas' resignation. Speaking at a meeting of EU foreign ministers, Frattini said the 15-nation bloc was "deeply worried by the serious risk of dangerous instability at the head of the Palestinian executive."
A senior U.S. State Department official said Saturday that the United States is not certain that Abbas has resigned and that his resignation has been accepted.
Asked about reports that Abbas had submitted his resignation after a power struggle with Arafat and that the PA Chairman had accepted it, the senior U.S. official replied: "We are not certain that this is true and that this is the end of it."
claudiofalco
Sep 6 2003, 13:05
QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 12:35) Può darsi, ciò nonostante le condizioni attuali sono quelle che ti ho descritto.
********
Ecco la reazione israeliana... del tutto prevedibile e fuori dai tuoi disegni di lotta a oltranza sulle spalle prima dei palestinesi eppoi degli israeliani, ed insieme sulle spalle di entrambi... bel colpo:
PM's office: Israel won't accept PA government headed by Arafat By Aluf Benn, Haaretz Correspondent, Haaretz Service and Agencies Israel will not accept a situation in which the Palestinian Authority is again ruled by Palestinian Authority Chairman Yasser Arafat or anyone of his choosing, the Prime Minister's Office said in a statement issued Saturday after Palestinian Prime Minister Mahmoud Abbas submitted his resignation.
Israel Radio quoted Health Minister Dan Naveh as saying that Abbas' resignation proves that Arafat's terror regime will continue. Israel must expel Arafat immediately, Naveh said.
Former labor minister Yossi Beilin blamed Prime Minister Ariel Sharon for Abbas’ resignation, the radio said. Sharon should have negotiated with Abbas and enabled him to present his people with achievements, but instead he turned Arafat into a ‘hurt and vengeful animal,’ Beilin said.
Shinu MK Eliezer Sandberg said the resignation is in effect a desperate call by Abbas for the international community to help him get rid of Arafat.
Italian Foreign Minister Franco Frattini said the European Union is extremely concerned by Abbas' resignation. Speaking at a meeting of EU foreign ministers, Frattini said the 15-nation bloc was "deeply worried by the serious risk of dangerous instability at the head of the Palestinian executive."
A senior U.S. State Department official said Saturday that the United States is not certain that Abbas has resigned and that his resignation has been accepted.
Asked about reports that Abbas had submitted his resignation after a power struggle with Arafat and that the PA Chairman had accepted it, the senior U.S. official replied: "We are not certain that this is true and that this is the end of it." e chi se ne frega di quello che dicono i servi di bush. il popolo continuerà nella lotta di liberazione,senza preoccuparsi dei latrati delle prefiche sharoniane. che questo sepolcro imbiancato che qualcuno vorrebbe spacciare per unione europea,assumesse posizioni filosioniste era nella logica. certo,se ostaggeranno la lotta di liberazione del popolo palestinese,poi non ne piangano le conseguenze,lo avranno voluto loro
Ahahahah, ma scusa, non erano vittime sottoposte a un nuovo olocausto?!?!?!
Sì, fa sentire forti, potenti e giusti spingere fino allo stremo la situazione, lottare ad oltranza... fino all'ultimo palestinese, vero? Ultimo palestinese che comunque non sei tu.
claudiofalco
Sep 6 2003, 14:17
QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 13:09) Ahahahah, ma scusa, non erano vittime sottoposte a un nuovo olocausto?!?!?!
Sì, fa sentire forti, potenti e giusti spingere fino allo stremo la situazione, lottare ad oltranza... fino all'ultimo palestinese, vero? Ultimo palestinese che comunque non sei tu. certo,ma mica sono qualcun'altro che ha subito passivamente la stessa situazione senza muovere un dito:il popolo palestinese ha un orgoglio ed una forza d'aniomo rare a trovarsi
QUOTE(claudiofalco @ 6 Sep 2003, 14:17) QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 13:09) Ahahahah, ma scusa, non erano vittime sottoposte a un nuovo olocausto?!?!?!
Sì, fa sentire forti, potenti e giusti spingere fino allo stremo la situazione, lottare ad oltranza... fino all'ultimo palestinese, vero? Ultimo palestinese che comunque non sei tu. certo,ma mica sono qualcun'altro che ha subito passivamente la stessa situazione senza muovere un dito:il popolo palestinese ha un orgoglio ed una forza d'aniomo rare a trovarsi Non credo tu possa permetterti di affermare una cosa del genere.
claudiofalco
Sep 6 2003, 14:54
QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 14:50) QUOTE(claudiofalco @ 6 Sep 2003, 14:17) QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 13:09) Ahahahah, ma scusa, non erano vittime sottoposte a un nuovo olocausto?!?!?!
Sì, fa sentire forti, potenti e giusti spingere fino allo stremo la situazione, lottare ad oltranza... fino all'ultimo palestinese, vero? Ultimo palestinese che comunque non sei tu. certo,ma mica sono qualcun'altro che ha subito passivamente la stessa situazione senza muovere un dito:il popolo palestinese ha un orgoglio ed una forza d'aniomo rare a trovarsi Non credo tu possa permetterti di affermare una cosa del genere. credi pure quello che vuoi
claudiofalco
Sep 6 2003, 15:06
QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 14:58) So quel che è vero. bene,allora se sai quel che è vero non potrai che darmi ragione
Quando ne avrai te ne darò.
Roderigo
Sep 6 2003, 23:03
QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 10:58) Sono d'accordo anche io che Abu Mazen è stato un leader imposto e non voluto, mai accettato veramente e che l'unico rappresentante dei Palestinesi rimane Arafat, se non altro perchè questa sembra essere la loro volontà.
Ciò non di meno questa è la firma della non pace, che con Arafat non sarà mai siglata. Perchè la pace con Arafat non sarà mai siglata? QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 12:25) Arafat e Rabin volevano la pace. Rabin è morto. Ora Arafat deve firmare la pace con altri, a meno che il progetto politico sia quello di far resuscitare Rabin immagino si debba trovare una soluzione diversa. Che molto probabilmente, dato il peso delle parti in gioco, non prevede la presenza di Arafat. In cosa consiste questa "soluzione diversa"? E quale presenza prevede? QUOTE(Marzia @ 6 Sep 2003, 12:51) Non credo sia tutto merito di Sharon se la "reputazione" di Arafat sia così malvista in moltissimi ambienti internazionali, ovvero Sharon è potentissimo. Certo, la sua di reputazione fa brivido, eppure esistono condizioni diverse. Le condizioni per la pace sono queste e non credo i palestinesi abbiano larghi margini di trattativa. Ma non vuol dire che non esista un accordo possibile, il sottrarsi non sarebbe solo colpa di Sharon. Da cosa dipende la "malvista reputazione" di Arafat (ammesso sia divenuta tale)? Qual'è l'accordo possibile? E cosa lo rende possibile?
Per Roderigo, sai benissimo che al di là di chi possa trovarsi nel giusto o meno queste sono le condizioni attuali per condurreil dialogo.
Cmq, questo articolo apparso ieri su Ha'aretz credo sia esattamente la risposta alle tue domande.
Israel says it will not accept PA headed by Arafat again By Aluf Benn and Gideon Alon Israel will not accept a situation in which the Palestinian Authority is again ruled by Yasser Arafat or anyone of his choosing, the Israeli Prime Minister's Office announced in a statement yesterday after Palestinian Prime Minister Mahmoud Abbas submitted his resignation.
Foreign Minister Silvan Shalom said that the Israeli government will not negotiate with Arafat, because he is "part of the problem and not a part of the solution."
Health Minister Dan Naveh said that the resignation of Abbas (Abu Mazen) proved that Arafat's terror regime would continue, and urged for Israel to expel Arafat immediately.
Nine government ministers expressed their support for the expulsion of Arafat, as did many MKs on the right.
Agriculture Minister Yisrael Katz (Likud) called on the government to decide on expelling Arafat and put the road map on hold. He said that it is now clear that it is not possible to neutralize Arafat by gestures of good will and adopting the road map.
Science and Technology Minister Eliezer Sandberg (Shinui), described Abu Mazen's resignation as a desperate call for international help to get rid of Arafat.
MK Ehud Yatom (Likud) said that Arafat must be expelled immediately so that a new, democratic Palestinian leadership could take action against violence. Yatom blamed Abu Mazen's failure on Arafat's constant undermining of the Palestinian prime minister's efforts.
MK Yehiel Hazan (Likud), chairman of the settler's interests body in the Knesset, called on Prime Minister Ariel Sharon to order the assassination of Arafat in order to allow the emergence of a new Palestinian leadership.
Among the alternative voices, former Labor Party justice minister Yossi Beilin (Meretz) blamed Sharon for Abbas' resignation. Beilin was quoted as saying that Sharon should have negotiated with Abbas and enabled him to present his people with achievements, but instead he turned Arafat into a "hurt and vengeful animal."
Meretz chairman, MK Yossi Sarid, said that Arafat did all in his power to make it difficult for Abu Mazen to operate, and Sharon did nothing to alleviate that burden. "Now, the eternal and pathetic duel between Sharon and Arafat will continue and Israelis and Palestinians will be its victims."
Roderigo
Sep 7 2003, 13:01
Cara Marzia, come credo tu ben sappia, io non conosco l'inglese, perciò non sono in grado di valutare l'articolo che mi segnali.
Le condizioni oggi sono certo quelle che tu dici, ma non comprendo la necessità di ribattezzare il concetto di capitolazione con il nome di pace.
Purtroppo, non possiamo proseguire questa discussione, almeno non qui, perchè - vedo - non sei più registrata. Non ne conosco ancora le ragioni, ti dico solo che mi dispiace sinceramente.
Con affetto,
Roderigo
Monnalisa
Sep 7 2003, 13:18
QUOTE(Roderigo @ 7 Sep 2003, 14:01) Purtroppo, non possiamo proseguire questa discussione, almeno non qui, perchè - vedo - non sei più registrata. Non ne conosco ancora le ragioni, ti dico solo che mi dispiace sinceramente.
Con affetto,
Roderigo Se scorri la homepage fino in fondo, i motivi ti salteranno all'occhio dato che sono davanti a te. Inoltre, per i messaggi personali è consigliabile usare la messaggeria privata piuttosto che il forum pubblico.
daniela la notturna
Sep 7 2003, 13:35
L'ambasciatore Anp in Italia: «Tra Abbas e Arafat non crisi ma dialettica democratica. Il responsabile della violenza è il premier israeliano» Nemer Hammad: «Una tragedia, ora l'Onu blocchi Israele» Le dimissioni di Abu Mazen, l'attentato allo sceicco Yassin, il precipizio di violenza e odio che sembra richiudere le porte persino alla speranza. «E' il segnale di una grande crisi, di una tragedia che avvolge nel buio il futuro dei nostri popoli. Ma attenzione, chiunque dica che la situazione attuale è il frutto delle contrapposizioni tra Arafat e Abu Mazen non vuole vedere la realtà. Perché è ben chiaro che la responsabilità del fallimento negoziale e della violenza è del governo di Ariel Sharon. Il quale non ha mai voluto accettare la Road map né soddisfare le pur minime richieste di Abu Mazen, continuando al contrario con le violenze e gli omicidi mirati che hanno portato al fallimento della tregua che i palestinesi stavano rispettando e che aveva prodotto 50 giorni di pace e tranquillità». C'è fermento tra i rappresentanti palestinesi in Italia. Da Ramallah gli echi delle dimissioni di Abu Mazen scuotono l'ambasciata dell'Anp a Roma, le telefonate vanno e vengono. Nemer Hammad, il primo rappresentante dell'Anp, non nega i dissidi interni «che siamo tutti impegnati a risolvere», ma spiega che il problema «è Sharon che non vuole affatto negoziare». Che la Road map o qualunque iniziativa di pace non decollerà finché «gli Stati Uniti, l'Unione europea e l'Onu non si impegneranno in prima fila, e in questo intendo anche un coinvolgimento militare. Perché l'Onu va in Iraq e non viene in Palestina?» si chiede Hamad, «perché nessuno pretende mai che Israele rispetti la legalità internazionale?».
Abu Mazen si è dimesso. E adesso?
Adesso staremo a vedere. Stiamo cercando tutti insieme di uscire da questa situazione e di evitare che la crisi di governo peggiori, ma tutto ciò parte del normale gioco democratico. C'è un primo ministro che si è dimesso e un capo dello Stato che sta valutando queste dimissioni. E' evidente che è in atto una discussione politica, ma non è un fatto da drammatizzare. Il problema di fondo è il rapporto con Sharon e con il governo israeliano, le violenze che continuano, l'arroganza di non voler trattare con i rappresentanti dal popolo palestinese.
Abu Mazen aveva addossato la responsabilità del fallimento del negoziato giovedì, tuttavia non ha negato i dissidi con Arafat. Quanto pesano?
Tra i palestinesi ci sono posizioni diverse e anche molto critiche. C'è chi critica entrambi perché sostiene che non è questo il momento per una polemica, proprio mentre Israele cerca la nostra distruzione. C'è chi pensa che Abu Mazen sia stato usato da Israele come uno strumento per indebolire Arafat. Molti altri pensano infine che ad Abu Mazen bisogna dare fiducia e tutto l'appoggio per vedere se riesce ad ottenere qualcosa. E' una discussione, vedremo come va a finire. La risolveremo tutti insieme. Ma l'unica anomalia di questa situazione sono le dichiarazioni dei politici israeliani che già annunciano che non tratteranno con nessun'altro.
La Road map esiste ancora?
Per noi è sempre esistita, per Sharon mai. Quando è stato nominato Abbas abbiamo tutti risposto speranze nella Road map, che per i palestinesi vuol dire la speranza che l'incubo finisca. La Road map per noi voleva dire fine del coprifuoco, dei check point, il rilascio dei prigionieri, il ritiro israeliano dalle nostre città se non il blocco del muro. Ci crediamo ancora, l'unica soluzione è negoziale. Ma cosa è successo? Che gli israeliani hanno continuato la loro politica espansionista, hanno aumentato l'odio contro Arafat, hanno proseguito con le provocazioni e gli omicidi mirati. Come è possibile che c'è una trattativa e il legittimo rappresentante di un popolo non è incluso? Come si può chiedere ad Abu Mazen, già in una situazione psicologicamente difficile, di gettarsi in una guerra civile, il tutto senza neppure qualche concessione reale per rafforzarlo.
Sharon ha vincolato le concessioni allo smantellamento dei gruppi terroristi. Lo stesso Abbas, pur escludendo il ricorso alla forza, aveva detto ad Hamas e agli altri che nessun gruppo può avere le milizie armate? Come finirà?
La posizione di Abu Mazen è condivisa dalla gran parte dei palestinesi. Tuttavia il primo ministro una tregua l'aveva ottenuta. E funzionava. Per 50 giorni aveva riportato un clima di serenità descritto anche nei giornali israeliani. E Sharon cosa fa? Manda tre volte gli elicotteri a Gaza e uccide proprio Abu Shanad, che era un leaer politico tra i più mdoerati di Hamas. Mofaz lo ha detto chiaramente, vogliamo guerra senza quartiere. In questa situazione. ..
In questa situazione?
Si deve tornare al tavolo negoziale ma stavolta gli Stati Uniti e l'Unione europea devono esserci. Israele ha addirittura rifiutato di accreditare il rappresentante Ue Marc Otte, cioè hanno respinto un alto diplomatico perché si rifiuta di isolare Arafat. Pensiamo se azioni del genere le avesse fatte l'Iran. La reazione del mondo sarebbe stata ben diversa. I palestinesi lo chiedono da sempre: vogliamo l'Onu, anche noi abbiamo diritto alla legalità internazionale.
Ivan Bonfanti
claudiofalco
Sep 7 2003, 14:08
QUOTE(Roderigo @ 7 Sep 2003, 13:01) Cara Marzia, come credo tu ben sappia, io non conosco l'inglese, perciò non sono in grado di valutare l'articolo che mi segnali.
Le condizioni oggi sono certo quelle che dici tu, ma non comprendo la necessità di ribattezzare il concetto di capitolazione con il nome di pace.
Purtroppo, non possiamo proseguire questa discussione, almeno non qui, perchè - vedo - non sei più registrata. Non ne conosco ancora le ragioni, ti dico solo che mi dispiace sinceramente.
Con affetto,
Roderigo magari torna sotto mentite spoglie
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