Morto Christopher Reeve


WASHINGTON - Christopher Reeve e' morto ieri all'eta' di 52 anni. Lo ha comunicato la Fox News.
Reeve, che era paralizzato dal 1995 per un caduta da cavallo, e' deceduto improvvisamente all'ospedale di Northern Westchester a Mount Kisto (New York) per un collasso cardiaco dopo esser entrato in coma - ha riferito il suo agente alla Fox News online.
Reeve, che e' entrato nella storia del cinema per le sue interpretazioni di Superman nel 1987, aveva dato il suo sostegno finanziario alle ricerche sulle lesioni al midollo spinale.
Proprio qualche mese fa aveva espresso l'intenzione di tornare al cinema provando come regista a dirigere la storia di una ragazza paraplegica. Era sposato e aveva tre figli.
Il supereroe che non si arrese


ROMA - Il suo destino si chiamava Eastern Express, il cavallo che dieci anni fa lo disarciono' fermando una carriera che volava verso il successo. Ma Christopher Reeve, il Superman piu' amato e famoso del cinema, non smise mai di essere un supereroe.
Con una forza e una determinazione che sembrano possibili solo al cinema, Reeve, in dieci anni, ha combattuto la sua vita da grave tetraplegico (non poteva respirare senza l'assistenza di una macchina), mettendo il suo prestigio e le sue sofferenze al servizio delle battaglie scientifiche: la piu' appassionata quella a favore dell'uso degli embrioni per la ricerca sulle cellule staminali.
Ha creato insieme alla moglie Dana una fondazione per raccogliere fondi in favore della ricerca sulle lesioni al midollo spinale. E pubblicamente aveva denunciato la tendenza dell'amministrazione Repubblicana e del presidente Bush di frenare per motivi religiosi la ricerca sulle cellule embrionali che rappresentano una speranza per rigenerare il midollo spinale.
Ma il suo amore per il cinema non e' mai venuto meno ed e' sempre stata l'altra grande ragione di vita. E anche in questo riuscì ad essere ammirevole. Appena un anno dopo l'incidente, nel '96 era gia' tornato al lavoro dando la voce al personaggio di Re Artu' per un cartone animato della Warner Brothers. Dietro questa necessita' di tornare al lavoro, c'era pero' anche il non celato bisogno di denaro per curarsi: 400.000 dollari l'anno. Come confesso' la moglie Dana: ''Tra meno di tre anni - disse allora - avremo dato fondo a quanto ci spetta dall'assicurazione''.
Ansa 11/10/2004 11:27
http://www.ansa.it
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