<< E' molto difficile conoscere se' stessi, e per far questo ci vuole una buona dose di umilta' senza la quale diventa arduo il percorso perche' non accettabile. Colui che conosce il suo corpo, la sua mente il suo cuore, ha raggiunto la saggezza eterna... Non è facile conoscersi, piu' spesso, di noi conosciamo il nostro "pupo" direbbe Pirandello, cioe' quello che siamo per gli altri, la nostra maschera e questa è talmente ben radicata per essercela portata addosso per tanti anni che quasi quasi crediamo di essere veramente quelli, ma è la nostra insoddisfazione che ci riporta alla coscienza di cio' che siamo…>>
Dalle parole di Letizia mi tornano in mente tre personaggi a me tanto cari…
Innanzitutto “un’affermazione”… quella di Eraclito! Che poi era l’iscrizione che appariva su un Tempio (meglio dire che era una frase condivisa dal filosofo “oscuro”), diceva appunto:… prima “conosci te stesso” veramente…
Poi, Socrate che, precedendo il più illustre di ogni tempo(*), affermava che l’uomo è ignorante perché non sa di esserlo… In sostanza, quindi, “non è buono!”… in sostanza, maschera tale ipocrisia!… E, infine, come appunto (e a lui mi riferivo) confermava anni dopo Gesù*: “sulla terra nessuno è buono, nemmeno io stesso…”
Su quanto esprime Letizia, quindi, mi trovo in sintonia e faccio anche mio tale pensiero.
Lavorare e modellare l’anima o, se volete, la coscienza… Occasione da non perdere ogni qualvolta si rimane con se stessi…
<< …Un uomo che non ha paure (non quella dell'impavida giovanile) ma della acquisita coscienza dei pericoli e la maestria nel fronteggiarli dati dalla conoscenza, quell'uomo, non avra' paura del silenzio che è l'espressione dell'anima e solo la conoscenza del silenzio dara' la possibilita' di gustare la musica (dei suoni e delle parole) che sono un mezzo per comunicare e decifrare i battiti dell'universo che è in noi.>>
E da questa musica è nata una espressione allegorica di ciò che realmente vorrei essere, che viene però ostacolato dalla mia ignoranza del “sapere”…
IL MIO ANIMO
Il mio animo
vuole essere come l'acqua di un ruscello:
limpido e puro!
Un ruscello che quando incontra le pietre…
quelle che cercano di impedirgli di fluire libero, quelle che vogliono deviare il suo corso,
…ingaggia prima una contesa,
si tormenta,
fa tesoro delle esperienze
poi, gradualmente,
leviga l'ostruzione
e scende giù ancora più sicuro.
Vincenzo