L'Archivio di Met@forum.it
Forum di politica, cultura, società: 2003-2004

zapata


Silvio Berlusconi ha dichiarato, nel corso di un'intervista rilasciata a Roma mercoledì notte, che tutti i


Silvio Berlusconi ha dichiarato, nel corso di un'intervista rilasciata a Roma mercoledì notte, che tutti i paesi europei dovrebbero sostenere lo sforzo americano in Iraq. E ha descritto l'intervento degli Usa a Bagdad come uno dei più importanti e necessari esempi di come l'occidente esporta la libertà.
L'attuale Presidente dell'Unione Europea ha specificato che ci sono molti strumenti con i quali i Paesi occidentali possono e devono promuovere i loro valori, ricorrendo per esempio anche all'uso di sanzioni economiche nei confronti dei governi totalitari. Ma, ha aggiunto, «la comunità delle democrazie» deve essere pronta ad usare la forza quando è necessario: come hanno fatto gli Usa in Iraq. Un tale approccio, secondo Berlusconi, potrebbe anche richiedere «una modificazione del diritto internazionale che finora riconosce come inviolabile la sovranità dei singoli Stati». «Oggi l'Occidente è l'unica potenza militare e all'interno dell'Occidente la potenza supermilitare degli Stati Uniti non ha termini di confronto con nessuno».

L'intervista a Berlusconi, che è durata novanta minuti, è stata registrata mercoledì notte a palazzo Chigi, residenza ufficiale del Primo Ministro a Roma. «Oggi, dunque, guardando al futuro, ci chiediamo se è possibile intervenire nel mondo intero come esportatori di democrazia e di libertà». Berlusconi ritiene, e lo ha detto a chiare lettere, che il suo pensiero rispecchi perfettamente la dottrina Bush sulla guerra preventiva - anzi, forse va oltre. Una filosofia che non lascia quasi nessuno spazio alla discussione aperta in Europa da alcuni dei suoi principali partner europei.

L'intervista - ampia e a tutto campo - arriva in una fase in cui il leader italiano sembra essere sotto un fuoco costante di attacchi. Nelle ultime settimane e negli ultimi giorni, è stato attaccato dai suoi oppositori, tanto in Italia che all'estero, sia per la legge che sembra favorire il suo vasto impero mediatico, sia per il suo entusiastico sostegno a Israele, sia per la sua recentissima difesa della politica russa in Cecenia. Ma il capo del governo italiano non sembra minimamente toccato da tutto questo: anche se reduce da una influenza, parla con grande energia e in totale scioltezza, in monologhi che sfiorano ad ogni piè sospinto il puro autoelogio. «Io sono solo me stesso, una persona sincera che non si piega al conformismo», ha sottolineato, in italiano. «Se ho un'opinione, e lei me ne chiede conto, ho il coraggio di dichiararla». Anche se diversi collaboratori, seduti nervosamente intorno a lui, intervengono di quando in quando per cercare di sviarlo da argomenti delicati o da espressioni azzardate, Berlusconi li ignora tutti.

In un'Europa spesso ostile all'amministrazione Bush, Berlusconi offre un'appassionata difesa degli Stati Uniti. Dichiara di essere sorpreso dalle definizioni di «imperialismo americano» proposte dalla sinistra europea. E aggiunge che lui non ha mai visto alcun segno di questo. «L'unico territorio davvero occupato dagli Stati Uniti è quello dove giacciono i soldati che sono morti per la nostra libertà», ha dichiarato riferendosi ai cimiteri militari americani in Europa. Proprio in rapporto alla grande difesa americana dell'Europa occidentale nel corso della seconda guerra mondiale, era «assolutamente impensabile per me» rifiutare la richiesta del presidente Bush di una presenza militare italiana in Iraq.

Alla domanda sulla frequente opposizione francese e tedesca agli Usa nel corso delll'ultimo anno, Berlusconi ha risposto che il vincolo diplomatico del suo ruolo, di presidente dell'Unione europea, gli ha impedito di rispondere con franchezza a questa domanda. E subito dopo ha aggiunto: «Tutti dovrebbero essere consapevoli dei loro doveri di gratitudine verso la grande democrazia americana». Il presidente del consiglio italiano non ha fornito truppe all'inizio dell'invasione americana dell'Iraq, contro la quale è schierata la maggioranza degli italiani: solo dopo la caduta di Bagdad, il suo governo ha autorizzato l'invio in Iraq di circa 3000 persone, tra soldati, poliziotti e personale civile. In un attacco suicida, il mese scorso, sono rimasti uccisi 19 italiani. Ma il primo ministro ha detto che il suo impegno a fianco degli Stati Uniti resta forte.

Ha aggiunto di aver recentemente parlato con i leader di Spagna e Polonia, altri due Paesi che sono presenti in Iraq con loro contingenti, e si dice certo che essi condividono il suo impegno. Parla in modo tale che non consente equivoci, sia nell'appassionato sostegno agli Usa, sia nell'esibizione dei suoi piani di trasformazione dell'economia italiana, sia nella discussione, senza scuse, sulla serie sempre più lunga delle sue gaffe politiche. Una di queste risale al suo intervento, in luglio, al Parlamento europeo, quando apostrofò un parlamentare tedesco dicendogli che era perfetto, come attore, per il ruolo di kapo. Il parlamentare lo denunciò pubblicamente, mettendone in dubbio l'etica. Ma la sua, dice Berlusconi, era chiaramente una battuta e tutti i presenti l'avevano capito, anche se i giornali hanno offerto una descrizione ben più torbido. «L'intero Parlamento ha riso» ha detto «Tutti hanno riso, tutti, proprio tutti».

Berlusconi ha il controllo - o una grande influenza - di sei delle sette reti televisive italiane a diffusione nazionale. La sua famiglia è proprietaria anche di importanti case editrici. Nonostante ciò, insiste nel dire che l'80 per cento degli articoli pubblicati in Italia su di lui gli sono ostili. La televisione, dice, lo prende continuamente in giro e lo ha anche chiamato «nano». «Sono alto come Aznar», ha detto riferendosi al primo ministro spagnolo. E, tradendo una crepa nella sua corazza e rivolgendosi subito dopo a uno dei suoi collaboratori e ha aggiunto: «La mia statura è in media con quella nazionale, vero?». guardando verso il suo staff. Che hanno risposto «Certamente».

Berlusconi ha anche detto di aver accolto il suggerimento dell'ex Premier britannico Margaret Thatcher: ignorare gli articoli negativi che lo riguardano, perché per non correre il rischio che venga meno l'entusiasmo per i grandi obiettivi che si è dato.

All'inizio di questa settimana la coalizione che appoggia Berlusconi ha approvato una legge che nei prossimi anni gli permetterà di espandere in modo significativo il suo già vasto impero mediatico. I suoi oppositori, scandalizzati, hanno detto che questa legge non annulla il conflitto di interessi - essere capo del governo e al tempo stesso uno degli uomini più ricchi del Paese. Berlusconi rifiuta queste critiche e dichiara che la sua condotta nei primi due anni e mezzo di governo - è stato anche primo ministro nel '94 per soli sette mesi - sfida ogni conflitto. Non una volta, ha detto, ha telefonato alle sue Reti televisive per influenzare le loro decisioni. Quella compagnia, Mediaset, è diretta da uno dei suoi migliori amici e dal figlio maggiore. Berlusconi, spiega, aveva deciso di vendere Mediaset, al momento del suo ingresso in politica, ma la sua famiglia lo implorò di non farlo, e per questo si è arreso. Ritornando agli affari internazionali, Berlusconi ha espresso un cauto ottimismo: i leader europei possono raggiungere un accordo sulla bozza di costituzione dell'Unione. nell'importante incontro che si terrà la prossima settimana a Bruxelles. Ha riconosciuto che hanno ancora da risolvere difficili problemi, come il peso diverso dei singoli Paesi nelle procedure di voto. Ma ha sostenuto che ha già pronte alcune soluzioni, e ha previsto che alcuni di questi paesi, i più restii, supereranno la loro contrarietà, anche solo per «fare un gesto nei miei confronti. Perché sono tutti miei amici»
Frank Bruni
(«Berlusconi invita a sostenere gli Usa sull'Iraq», dal New York Times del 5 dicembre 2003)


www.liberazione.it
zapata


Il premier italiano torna in scena


Vi mancava? Berlusconi è tornato. Sandro Bondi gli si inginocchia davanti, come un bravo credente di fronte al crocefisso o rivolto verso la Mecca. «Non c'è nessuno dopo Berlusconi, lui rappresenta il futuro di questo paese». L'uomo immagine di Forza Italia, l'ex comunista che odia i comunisti, soffia sulla candela delle speranze di Fini e Casini. Per Bondi, Berlusconi è come il re sole. Dopo di lui il diluvio? Per ora a far piovere (pietre?) ci pensa il premier.
Se a qualcuno mancavano le parole in libertà di sua maestà il presidente del Consiglio, eccolo di nuovo. Quelli del New York Times che lo hanno intervistato ancora non credono alle loro orecchie, mandano avanti e indietro il registratore. E scoprono che è tutto vero. Chi lo conosce meglio - come gli italiani - si mette le mani nei capelli. Ancora una volta. Andrà a finire che il paese andrà in piazza, in tutti i sensi.

Cosa dice il presidente del Consiglio italiano ad uno dei più autorevoli quotidiani americani? Silvio dabliu Berlusconi propone di cambiare le leggi internazionali per autorizzare le truppe americane a invadere altri paesi dopo l'Iraq. L'Onu, chi era costui? Se quelli della Cepu riuscissero a fargli fare da testimonial, potrebbero vivere di rendita fino alla fine dei loro giorni.

Parla a ruota libera Silvio Berlusconi, già lo faceva in passato figuriamoci ora che è stato ospite del ranch di Bush. Secondo il presidente del consiglio italiano la «comunità delle democrazie» deve essere pronta a usare la forza in certi casi, come in Iraq, e questo approccio «potrebbe richiedere un cambiamento della legge internazionale, che finora riteneva inviolabile la sovranità di un singolo stato». Neanche gli attuali inquilini della Casa bianca erano arrivati a tanto. Ma questo per il dottor Stranamore di Arcore è un piccolo, insignificante dettaglio.

Avanti, anzi indietro. Di fronte a una domanda sulle truppe italiane inviate in Iraq su richiesta del presidente Bush, Berlusconi non ha esitazioni: «Rispondere di no sarebbe stato impensabile per me». E infatti assicura che se non fosse presidente di turno dell'Unione europea, si sarebbe fatto sentire molto di più con Francia e Germania. Mamma mia. Poi il premier italiano racconta che in Europa gli vogliono bene in tanti. Perché è simpatico. Non aggiunge altri particolari - le corna, i kapò, le battutacce a sfondo sessuale - ma si capisce benissimo che si riferisce a imprese del genere. E l'auditel s'impenna. Che tristezza.

Soltanto in patria, a quanto pare, le virtù taumaturgiche del premier con l'elmetto grigio verde non sono apprezzate. Lui tace per qualche giorno, e subito si guarda ai suoi possibili eredi. Allora oplà, ecco una bella intervista al posto giusto e nel momento giusto per rimettere le cose a posto. Ai giornalisti americani racconta che ora con la legge Gasparri l'Italia avrà un futuro magnifico e progressivo. In diretta tv naturalmente. Sulle sue tv. Ma non sono tutte rose e fiori. Berlusconi si lamenta con il New York Times. L'ottanta per cento degli articoli pubblicati in Italia su di lui, ha un tono ostile, la televisione lo prende continuamente in giro e i detrattori lo chiamano nano. Una falsità che il premier non può sopportare: è o non è alto quanto Aznar? Il primo ministro spagnolo non si arrabbierà, anche lui ha i suoi problemi con l'Iraq. L'importante per Berlusconi era evitare il paragone con l'amico Putin. Quello sì che sarebbe stato un incidente diplomatico serio. E imperdonabile, dopo tutti gli sforzi fatti per nascondere la guerra cecena.

Se Berlusconi vi mancava, eccovi accontentati.

Frida Nacinovich
f. nacinovich@liberazione. it






zapata


Sinistra Ds a D'Alema e Fassino: ritiro immediato


La Sinistra Ds (primi firmatari Alfiero Grandi e Cesare Salvi) ha inviato a Massimo D'Alema e a Piero Fassino una lettera aperta chiedendo di prendere posizione per il ritiro immediato dei soldati italiani in Iraq. Nella lettera, tra l'altro, si legge: «I Ds, a nostro parere, dovrebbero chiedere il ritiro immediato delle truppe italiane dall'Iraq, affinché l'Italia dia un contributo per accelerare la fine dell'occupazione anglo-americana e per la causa della pace. L'occupazione militare dell'Iraq ha provocato, come del resto noi avevamo previsto, il dilagare del terrorismo ma anche una crescente ostilità della popolazione verso le truppe straniere. Del resto sono in corso anche ritorsioni militari che rischiano di rincrudire una scalata senza fine di lutti e di tragedie. Questi drammatici episodi non fanno altro che confermare la necessità della fine dell'occupazione militare e il passaggio dei poteri a un'amministrazione irachena. Una missione di pace dell'Onu dovrebbe contribuire a realizzare questi obiettivi, ma un intervento dell'Onu può avere una sua chiara legittimazione solo se gli americani e gli inglesi lasciano l'Iraq».





Montalbano
Ancora una volta il nanetto bonsai è stato capito male. A questo punto devo capire se una volta ritiratosi in convento deciderà di chiamarsi Frà' Inteso o Fra' Stornato...
zapata
Gioca molto su questi equivoci, in prima visione lancia i suoi veri messaggi, quelli che fanno capire che cosa pensa o vuole veramente, in seconda, aiutato dai compiacenti registi dei media italiani, addolcisce, addomestica e plasma per i cli italiani, che però sembra non ingoino più tutto, ma abbaino ripreso a pensare, sul TG di rai uno, per esempio , la faccettina di tolla del ragazzino carrierista, con il suo visino da ragazzino, ha cercato di inculcare negli italianoi l'ulteriore menzogna, infatti ha affermato che "era evidente che per il premier l'esportazione della democrazia, deve avvenire con mezzi pacifici", etvoilà confezionata l'ulteriore truffa mediatica.
Vorrei tornare sul discorso di questi "mezzibusti", non riesco più a identificarli come semplici lavoratiri, costretti a malavoglia a dire cosa che possono anche non piacergli, , il modo con recitano le notizie, la convinzione, da maturi professionisti con cui rendono vere della balle colossali, , il fatto che sempre più si rendono conto di pfar parte di servizio di disinformazione e non fanno nulla, proprio nulla, per me li rende complici soggettivamente, non sono più dei giornalisti, ma dei servi, dei leccapiedi, sono la vergogna del mestiere.
aldo
Schtoder: << Grandi progressi grazie all'Italia>>.Berlino elogia la presidenza di Berlusconi........
Ma i sinistri credono di essere dei grandi uomini chiamando Berlusconi <nano>
La verità, è madre dell'odio......
Montalbano
Sì, peccato che adesso il nanetto bonsai dovrà decidersi tra Germania e Spagna, le cui posizioni sono inconciliabili. Penso che ci farà ancora ridere molto quest'uomo...
This is a "lo-fi" version of our main content.
To view the full version with more information, formatting and images, please click here

Entra nel forum

Vai all'indice dell'Archivio

Invision Power Board © 2001-2007 Invision Power Services, Inc.