No al terzo traforo del Gran Sasso
Le motivazioni scientifiche, ecologiche, etiche contrarie al progetto del terzo traforo.


19-12-2003 - Fonte: Abruzzosocialforum.org


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Le motivazioni contrarie al progetto del terzo traforo Diverse sono le motivazioni del popolo che si oppone alla realizzazione dell'opera:

Di ordine tecnico e scientifico:
1. Mancanza di dati certi, reali e attuali sul sistema idrogeologico del Gran Sasso.
2. Necessità di tutelare l'acqua come bene prioritario per impedire di avviarsi in un processo di desertificazione come in altre regioni dell'Italia meridionale.
3. Necessità di effettuare una nuova Valutazione di Impatto Ambientale partecipata e condivisa dalla popolazione che permetta effettivamente di valutare tutti gli interessi in gioco.
4. Inconsistente valutazione del rischio sismico e dei possibili effetti sulle gallerie, sale e sostanze in uso all'interno dei laboratori.
5. Finanziamento dell'opera insufficiente a garantire la realizzazione del progetto che diventa dunque inutile nella sua parzialità.

Di ordine ecologico e ambientale
1. Rispetto delle normative e direttive Europee in materia di tutela dei Siti di Interesse Comunitario.
2. Rispetto della Legge Quadro n. 394 del 12 Dicembre 1991 sulle Aree Protette. 3. Difesa della biocenosi presente nel Parco Nazionale in particolare flora e fauna a rischio di estinzione.
4. Difesa dall'inquinamento idrico, acustico e atmosferico nella fasi di cantiere dei lavori previsti.
5. Salvaguardia dell'aspetto paesaggistico deturpato dall'accumulo del materiale di risulta.

DI ORDINE ETICO E MORALE
1. Affermazione di una cultura non antropocentrica.
2. Ridefinizione di un rapporto non aggressivo con gli elementi.
3. Conservazione di culture legate all'acqua e ai fiumi.
4. Priorità dei valori da tramandare alle future generazioni.
5. Considerazioni sull'acqua bene comune dell'umanità


Di ordine politico e sociale 1. Le contraddizioni della cosiddetta Legge Lunardi e dei decreti ad essa collegati, che deroga alle norme Europee sulla trasparenza degli appalti; sottrae, in nome dell'interesse nazionale, competenze e programmazione agli Enti Locali; cancella la normativa di Tutela Ambientale per lo smaltimento degli inerti con codicilli che testualmente riportano "le terre e le rocce da scavo anche di galleria non costituiscono rifiuti anche se contaminate da sostanze inquinanti derivate dalle attività di escavazione, perforazione e costruzione".
2. Conflitto di interessi del Ministro delle Infrastrutture, Ing. Lunardi, proprietario, fino a prima della nomina, della maggior impresa di progettazione e costruzione di trafori e gallerie (la Rocksoil) ora in gestione della moglie e dei figli.
3. Connessioni, mai chiarite dagli anni '60, sul ruolo e gli interessi rappresentati del Ministero della Difesa coinvolto nelle procedure di acquisizione di pareri e nullaosta.
4. L'impossibilità, teoricamente garantita in democrazia dalla Costituzione, a far prevalere le ragioni della maggioranza degli abitanti coinvolti, attraverso strumenti quali il Referendum.
5. Le speculazioni dell'Amministrazione Comunale dell'Aquila che, ponendo la questione in maniera campanilistica, fuorviano l'opinione pubblica locale sulla reale crisi occupazionale e di sviluppo del comprensorio aquilano.

Gli avvenimenti degli ultimi mesi

11 Dicembre 2001 Il nuovo Consiglio Regionale di centrodestra, dopo i no della precedente Amministrazione, approva a maggioranza, in maniera non palese "la realizzazione delle opere necessarie alla sicurezza".

21 Dicembre 2001 Delibera CIPE attuativa della legge obiettivo sulle infrastrutture n°443 del 27/12/2001, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nel marzo 2002

03 gennaio 2002 Denuncia del WWF regionale sulle sostanze tossiche e pericolose contenute all’interno dei laboratori

22 Gennaio 2002 Chiusura della Conferenza di Servizio del Ministero delle Infrastrutture con procedura approssimata e considerazioni conclusive non corrispondenti alle sedute svolte

23 Febbraio 2002 Seconda manifestazione regionale a Pescara (dopo Teramo con 10.000 persone) contro la realizzazione dell’opera

09 Marzo 2002 Manifestazione cittadina a L’Aquila (trasversalmente favorevole all’opera) organizzata dal Comitato anti-WTO e dall’Abruzzo Social Forum con adesione della Sinistra giovanile e di Rifondazione Comunista e partecipazione record per la città di oltre mille persone

17 Aprile 2002 Ricorso al Tribunale Amministrativo della Provincia di Teramo e dell’Ente Parco

23 Maggio 2002 Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 119, rubrica Bandi e Gare, dell’esecutività per la progettazione e realizzazione delle opere

26 Luglio 2002 Sospensiva delle Procedure da parte del TAR Abruzzo

30 Luglio 2002 Concerto contro il terzo traforo ad Isola del Gran Sasso di Jovanotti con oltre ventimila giovani e lancio dell’ASF della campagna di disobbedienza civile "Incatenati anche tu" nel caso di apertura dei cantieri

30 Luglio 2002 Bocciatura del Consiglio Regionale del referendum Regionale proposto dalle Amministrazioni Provinciali di Teramo e Pescara

16 Agosto 2002 Incidente al Laboratorio con fuoriuscita di Trimethylbenzene e inquinamento del fiume Vomano accertato dall’ARTA (Agenzia Regionale Tutela Ambiente)

21 Agosto 2002 Denuncia alla magistratura e successiva chiusura di parte dei laboratori

05 Ottobre 2002 Pronunciamento della Commissione Ambiente del Senato per una nuova V.I.A

08 Ottobre 2002 Comunicazioni giudiziarie al Direttore dell’INFN Bettini e ad altri sette ricercatori

10 Ottobre 2002 Sentenza del TAR di annullamento della delibera CIPE e della Conferenza di Servizio



Le ragioni d'opposizioni al terzo traforo da parte del Movimento

La scelta dell’Abruzzo Social Forum di costituirsi in coordinamento dei sei Social Forum territoriali esistenti è maturata proprio dalla campagna contro il terzo traforo. Un coordinamento non "politico-istituzionale" quindi, ma di lavoro e di movimento su un preciso obiettivo: quello del blocco del traforo e della salvaguardia delle sue acque.

Obiettivo scelto in base ad alcune considerazioni:

1. è un tema effettivamente regionale vista la portata delle implicazioni ambientali, sociali e politiche che rappresenta;

2. il problema della difesa dell’acqua (non solo di quella del Gran Sasso ma anche di quella dei fiumi, vista l’intenzione di vendere l’acqua all’Acquedotto Pugliese in via di privatizzazione e di acquisto da parte di una multinazionale) è un tema sentito localmente ma ha anche una diretta connessione globale. Per questo abbiamo avviato la campagna "Acqua bene comune dell’Umanità, non privatizziamola" e portato la questione a Genova e ne abbiamo parlato a Porto Allegre;

3. la pericolosità ambientale, militare e politica dei laboratori di Fisica Nucleare per i territori e le persone

4. lo scontro oggettivo tra le decisioni di Lunardi-Berlusconi sulle Grandi Opere e la opposizione di pezzi importanti di società, politica e d istituzioni alla realizzazione del Terzo Traforo indignati soprattutto per come è stato imposto alle popolazioni locali;

La battaglia contro il progetto di terzo traforo e ampliamento dei laboratori quindi diveniva non solo di generale difesa ambientale ma anche di impegno per la democrazia dal basso, contro le mire militaristiche e nucleariste, per la salvaguardia di un bene comune come l’acqua. Una vertenza territoriale che rimandava direttamente a quei processi di globalizzazione neoliberista e di guerra permanente contro l’umanità che sono stati alla base del movimento in Abruzzo a partire dal settembre 2000, quando contestammo la Banca Mondiale e il FMI, a Praga e contemporaneamente nei nostri territori.

All’impegno del Comitato di Difesa delle Acque del Gran Sasso e a quello di alcune Istituzioni locali (Province di Teramo e Pescara e Comuni del comprensorio) non abbiamo quindi solo "aderito" ma partecipato aggiungendo tematiche e contenuti. Il contributo è stato concreto e tangibile allargando la partecipazione popolare anche alla Provincia di Chieti e a persone e Associazioni che mai sarebbero state coinvolte se non ci fosse stato l’impegno, la capacità di comunicare e l’organizzazione a rete dell’Abruzzo Social Forum che nei cortei e nelle iniziative, rappresentava metà dei partecipanti. Si è riusciti a fare dell’acqua un argomento non per specialisti ed affaristi ma una questione alla luce del sole su cui c’è la possibilità di intervenire socialmente, smascherando anche chi da sinistra ne vuole la riduzione a merce e propende per una possibile "privatizzazione dal volto umano".

Lavorando su un obiettivo comune, ma fuori dai giochetti partitici, mantenendo e costantemente sottolineando le connessioni globali della questione e la nostra diversità e irriducibilità a questo sistema, siamo riusciti a costruire reti di socialità ad alta densità umana e civile; siamo riusciti in molte occasioni a fare piani di azione politica nuovi nei quali generazioni diverse e nuovi soggetti sociali hanno realmente avuto la possibilità di contribuire a costruire dal basso un mondo diverso.

Il risultato positivo raggiunto, che è l’attuale blocco della realizzazione dell’opera, non ferma la lotta visto che il ministro Lunardi continua a ripetere che comunque il terzo traforo sarà realizzato anche contro il parere delle popolazioni locali.

(Fine terza parte)

Tratto da: Abruzzosocialforum.org