
di Davide Madeddu
CAGLIARI. L'ingresso di mister Tiscali in politica fa scoppiare il caos nella Quercia e il segretario regionale dei Ds dà le dimissioni. Per rimettere il mandato nelle mani del partito sardo, Renato Cugini si affida a una lettera aperta, inviata a Piero Fassino e al quotidiano La Nuova Sardegna. Cugini parte da lontano. Dalla situazione «politica e sociale della Sardegna, drammaticamente compromessa», governata in questi anni dalla coalizione del centro destra. Subito ricorda l'importanza della coalizione del centro sinistra e la «necessità di un'unione forte, e l'attenzione che viene rivolta oggi ai Ds».
La polemica parte subito dopo. «Questa situazione positiva per noi è oggi messa a rischio, compromessa. Questo è avvenuto perché sono state messe in atto delle iniziative politiche che stanno dividendo il partito e assieme il centro sinistra». Il riferimento, tutt'altro che velato, è per Renato Soru, il fondatore di Tiscali sceso in campo con il centro sinistra in vista delle prossime elezioni regionali. «L'intenzione di candidare Renato Soru a presidente della Regione ha destato assieme interesse, apprezzamento e diffidenza. Questi fatti sono stati valutati, condotti a una sintesi positiva e assunti unanimamente dal gruppo dirigente del nostro partito».
A complicare l'equilibrio politico, le esternazioni del patron di Tiscali e la sua volontà di competere alle elezioni con liste proprie denominate "Progetto Sardegna". Decisione che per il segretario regionale dei Ds ha anche un altro effetto: quello di aumentare la frattura che in quest'ultimo periodo si è registrata nel centro sinistra, dato che la Margherita ha abbandonato il tavolo dell'Ulivo. «A causa dei giudizi offensivi con i quali Soru continua a parlare dei partiti, della politica e dei dirigenti delle forze autonomistiche, rischia di far diventare più difficili i rapporti con la coalizione. Siamo in presenza di una frattura in seno tutte le forze politiche del centrosinistra. Frattura che i Ds sardi stanno cercando di arginare perché consapevoli del valore strategico della coalizione». Nella sua lettera Cugini non risparmia polemiche neppure ai dirigenti nazionali dei Ds. In particolare Antonello Cabras, responsabile nazionale Enti locali. «Caro Fassino, io, tu e il responsabile nazionale degli Enti locali Antonello Cabras - si legge ancora - abbiamo assunto una decisione che non stiamo rispettando. Non voglio essere il segretario della rottura della coalizione, non voglio essere il segretario che porta il partito e la coalizione alla possibile sconfitta elettorale». Un'accusa che però Antonello Cabras respinge al mittente. «Il segretario regionale ha registrato che c'è, nel partito, un punto di vista diverso dal suo e probabilmente non ha la forza e la voglia di affrontare questa situazione, e per questo motivo ha deciso di rinunciare». Ammettendo di aver appreso, così come tutti gli altri, la notizia delle dimissioni del segretario regionale dei Ds dalla lettura dei quotidiani sardi, aggiunge: «Nessuno si sarebbe immaginato questa decisione. Soprattutto in un momento delicato e importante come questo. Anche perché nel direttivo regionale del 7 novembre è stata adottata una decisione e una linea ben precisa». A sentire Cabras non regge neppure l'ipotesi di un'interferenza dall'alto. «Tutte le decisioni sono state prese nel rispetto dell'autonomia sarda. Abbiamo sempre detto che comunque si decide in Sardegna».
Quanto alle polemiche sulla discesa in campo di Soru aggiunge: «Nessuna candidatura è decisa a priori. Si facciano le primarie, se altre componenti della coalizione, o all'interno dei Ds ci sono altri nomi che possono partecipare alla selezione, si facciano. Le primarie saranno lo strumento di sintesi». I due quotidiani sardi pubblicheranno oggi una lettera del coordinatore dei Ds, Vannino Chiti: non c’è alcuna ragione, scrive, perché Cugini lasci la direzione dei Ds della Sardegna.
La discussione all'interno dei Ds sardi, comunque continua. «A questo punto si dovrà eleggere il nuovo segretario e poi si dovrà affrontare il tema della campagna elettorale». E naturalmente si dovrà indicare il candidato del centro sinistra che potrà sfidare l'aspirante governatore del centro destra. Che, in questo caso, potrebbe essere (silurato il pupillo del cavaliere Mauro Pili), Mariano Delogu, senatore di An ed ex sindaco di Cagliari o Maddalena Calia, avvocato forzista e sindaco di Lula. Ma questa è già un'altra guerra politica.
Unitàonline