(dal Corriere della Sera del 29 Novembre)
Giovanni Pierazzi, 60 anni, nato a Domus Novas (CA), č morto ieri all'alba in un giardinetto di via Rombon a Milano, in zona Lambrate. Dopo otto anni vissuti da clochard con una laurea in Scienze Matematiche in tasca. Dal 1996 trascorreva le giornate a leggere e le notti a battere sui tasti di una vecchia Olivetti.
In quattro carrelli del supermercato sono ancora incellofanati gli oggetti di una vita. Libri e enciclopedie riposti in sacchi. Agende fitte di annotazioni in cui formule matematiche stanno insieme a racconti; un opuscolo con informazioni su un corso di laurea in Chimica Applicata; i fogli con le sue poesie; frasi scritte a mano su biglietti che vendeva per pochi centesimi agli abitanti del quartiere, che lo conoscevano come "il barbone intellettuale".
In anni di strada ha sempre rifiutato l'elemosina; accettava solo blocchi e penne, che usava per scrivere seduto a un vecchio banco di scuola.
Senzatetto per scelta. Otto anni fa lasciō l'appartamento di via Conte Rosso e vendette tre appartamenti; da allora viveva in solitudine, sempre indaffarato nella cura del proprio aspetto, la pulizia del marciapiede, la ricerca di avanzi di frutta al mercato rionale, la distribuzione di briciole di pane ai piccioni, l'acquisto di quotidiani all'edicola nei giorni in cui allegavano le enciclopedie.
Anche la sua ultima notte l'ha voluta trascorrere a comporre poesie d'amore al lume di candela, con una vecchia macchina da scrivere.
Ieri mattina all'alba si č denudato e si č dato fuoco.
Chissā, forse aveva capito che non aveva nessuna a cui dedicare le sue poesie.