Quanto dura l'amore? Esattamente 26 minuti
Secondo una ricerca mondiale è questa la media di un rapporto sessuale. Ma in Italia le cose vanno meglio. E le giapponesi sono scatenate: amanti a centinaia
di Monica Maggi
Ci siamo anche quest'anno: la Durex, celeberrima casa produttrice di profilattici, ha dato alle stampe più o meno virtuali la "Durex Global Sex Survey 2003", periodica ricerca sugli usi e sulle abitudini sessuali nel mondo. La società, per stilare la sua ricerca, si scatena ogni volta ponendo domande fantasiose a 150.000 tra uomini e donne in ogni angolo della Terra. E da questa ricerca i signori italiani sembrano uscire alquanto malconci. A una prima occhiata pare che il mito dello stallone italiano sia ormai tramontato, insieme a quello del maschio spagnolo. Secondo la ricerca gli uomini più attivi del mondo risultano gli ungheresi, con 152 rapporti sessuali all'anno seguiti da bulgari e russi, il che vuol dire quasi una volta ogni due giorni, mentre i francesi, orgogliosi delle loro prodezze sessuali, lo fanno 'solo' 144 volte all'anno. Per gli italiani e gli spagnoli il numero dei rapporti annuali è rispettivamente di 119 e 123, mentre gli americani non sono molto indietro con 118. Il sesso a Budapest è il più passionale di tutti, ma tutta l'area dell'Est Europa è agguerrita, con Bulgaria, Russia e Serbia-Montenegro che hanno tutte medie interessanti. Fanalino di coda Singapore, con solo 96 rapporti all'anno per persona, cioè una media di un rapporto sessuale al mese e i maschi afgani sono visti come i più brutti del mondo.
Per quanto riguarda le altre tendenze, i nordici (Islandesi e Norvegesi) sono i più avventurosi, con alte percentuali di amanti, anche appena conosciuti, mentre gli Americani sono in testa alla classifica dei rapporti virtuali. I signori italiani, però, godono di un primato di cui andare ben più orgogliosi: sono considerati dalle donne di tutto il mondo come gli amatori più sexy del pianeta. Come dire, non importa la quantità, ma viva la qualità. L'ok definitivo lo danno le signore intervistate, che hanno dichiarato che le prestazioni degli italiani a letto durano in media 45 minuti, ben 19 oltre la media mondiale. Secondo questa speciale classifica, quindi, i macho men nostrani battono chiunque, anche i tedeschi, incredibilmente posizionati al fondo della hit parade.
Soddisfatte della nostra fauna maschile? Da parte nostra sì. Gli inglesi, invece, sono convinti del contrario: secondo loro tra gli italiani serpeggia uno stato perenne di insoddisfazione. Secondo il British Medical Journal il 53,7% degli uomini italiani è molto insoddisfatto delle proprie prestazioni a letto. La cosa, poi, si riflette irrimediabilmente sulle donne. Più della metà di noi signore (sempre secondo il British Journal) ci riteniamo deluse quanto gli uomini. Il problema maggiore è mantenere l'erezione e molti faticano a raggiungere l'orgasmo. Secondo gli inglesi anche noi siamo messe male: abbiamo problemi con l'eccitazione, spesso insufficiente per portare a termine il rapporto.
E se noi italiane non ridiamo, anche le altre non se la passano bene. Pare che (sempre secondo la ricerca di un noto periodico britannico) meno di un terzo delle donne inglesi riesca ad avere due rapporti a settimana, e il 43% soffra di problemi quali la bassa libido o l'impossibilità a raggiungere l'orgasmo. All'interno di questo comportamento, gli psicologi hanno così individuato un nuovo tipo di coppia denominato DINS (doppia rendita, niente sesso), caratterizzata da orari di lavoro massacranti e da un ritmo di vita così veloce da impedire una soddisfacente vita sessuale. Inoltre si è verificato, negli ultimi tempi, un incremento delle coppie che si rivolgono ad analisti specializzati in problemi sessuali. Sembrerebbe che le donne inglesi siano troppo pigre, oppure troppo stanche, per avere buoni rapporti sessuali o per convincere l'altrettanto indolente partner a stuzzicare la relazione.
Uno sconvolgente dato arriva invece dal Paese del Sol Levante. Secondo uno dei più venduti periodici giapponesi la sessualità femminile ha subito, negli ultimi anni, uno sviluppo così forte da far addirittura concorrenza a quella maschile. L'emancipazione femminile, la corsa per la carriera e i nuovi ruoli assunti dalle donne nelle gerarchie aziendali hanno infatti rivoluzionato l'approccio femminile al sesso. Un sondaggio, effettuato su di un campione di 300 giovani impiegate delle maggiori compagnie del Giappone, ha dimostrato che quasi due terzi di queste hanno avuto all'incirca più di sei amanti. Mentre la maggior parte delle donne interpellate ha avuto infatti dai sei ai dieci amanti, c'è anche chi giura di aver dormito con più di 100 persone e nessuna delle persone che hanno risposto al sondaggio, di età compresa tra i 21 e i 35 anni, ha dichiarato di essere vergine. Al bando il romanticismo: in un Paese industrializzato come il Giappone, le storie d'amore sono infatti mal viste, e vince quindi il 'mordi e fuggi'. Anche il tradimento sembra essere un punto comune; una donna su tre infatti è rimasta invischiata in relazioni extraconiugali. Tra le giapponesi sono in aumento 'variazioni sul tema' come feticismo, rapporti sadomaso, incroci e scambi di coppia.
Ma dove sta la verità , a casa nostra? Le italiane, al di là di dati e statistiche, si danno da fare, tanto da dare vita ad un nuovo profilo sociologico: le man hunter, o cacciatrici di uomini. Negli Stati Uniti lo chiamano easy-sex e i sociologi lo considerano un fenomeno quasi contagioso. Il mercato si adegua: nascono club privè per sole donne, aumentano a ritmo vertiginoso gli spettacoli di strip maschili (www.fist.it ), e si arriva ad un giro in gondola con l'Associazione Gondolieri Gigolò veneziani.
Numeri, dati e nazionalità vi hanno fatto girare la testa? Nessun problema, ci sono i soliti manuali che risolvono tutti i guai del mondo. C'è un nuovo libro che si propone di risvegliare i sensi sopiti e di insegnare a far l'amore in modo corretto e soddisfacente. E' la guida al sesso per la donna pigra (The Lazy Girl's Guide to Sex), dedicato a tutte coloro che vogliono un rapporto sessuale d.o.c. L'autrice, Anita Naik, offre consigli su come migliorare le prestazioni, suggerendo semplici posizioni che garantiscono risultati e spiegando come anche la persona meno motivata possa 'incendiarsi' nuovamente.
"Il sesso - dice l'autrice - diventa noioso solo se noi diventiamo noiosi. Anche la ragazza più pigra può incrementare la propria soddisfazione sessuale armandosi di poche nozioni fondamentali". I rimedi non finiscono qui. Un vero e proprio Viagra per la mente, è così che Rachel Greenwald, consulente di marketing, ha definito il suo libro Trovare marito dopo i 35, con quello che ho imparato ad Harvard (www.amazon.com, 16 dollari circa). L'autrice dà suggerimenti molto pratici, che vanno dalla definizione del budget da spendere per le serate, a conoscere meglio sè stesse, ovvero, "analizzare il prodotto". Un manuale di marketing a tutti gli effetti, insomma, da usare però per gestire la propria vita personale. Ma forse, l'unico manuale o strumento che si deve usare in amore (come nel sesso), rimane uno solo: la fantasia.
L'Espresso, 23 ottobre 2003