L'Archivio di Met@forum.it
Forum di politica, cultura, società: 2003-2004

Arenya
La luce è la vera sorgente di ogni stanchezza. La lucidità è lo "stato che finirà con la stanchezza".
Il mondo ci gira intorno, e siamo noi che ci stanchiamo.
La natura ha le sue scansioni, i suoi ritmi, il suo alternarsi di luci, il suo periodare: una sintassi che è inevitabilmente intervenuta nella compagine stessa delle strutture umane e nei dinamismi del loro funzionamento.
Ogni stadio è intollerabile se permane a lungo, e così, come le estasi più sublimi devono smetterla ad un certo punto di incendiare il bencapitato, anche la "lux normalis", quella che accompagna la trama dei quotidiani squallori, si accumula fino al livello-soglia. orangerolleyes.gif
Talvolta, "troppa realtà", troppa lucidità, "troppo settembre", per dirla coi poeti americani...E diventa insopportabile permanere oltre i tempi delle normali operazioni sotto il rigore della lampada scialitica.
La chiacchiera è come il clamore che fa il bambino, solo nella stanza buia, per essere in due, lui e la parola: Il potente Trucco che gli donò la mamma.
La chiacchera è un venticello che viene (ma non solo...) dalla mente analitica, quest'ultima scova quark dappertutto! Oltre ad essere una formidabile scova-quark, è anche un'ostinata rompi-quark, capace di scoprire altre dodici leggi della termodinamica nei prossimi ventimila anni, riunificandole e riarticolandole una dozzina di volte...
Ci siamo arresi alla notte, convenendo che conviene dormire, abbandonarsi periodicamente, creando le condizioni per poterlo fare: appartarsi ecc.
L'uomo preisorico dormiva "con un occhio solo": i suoi sonni duravano probabilmente non più di un tre ore (durata dei cicli nel sonno dell'uomo odierno). E' probabile che non accorpasse in un blocco unico il suo sonno e che non necessariamente destinasse al sonno le ore buie.
L'associazione del dormire, con la notte, si è resa possibile con la creazione di gruppi sufficentemente solidali e organizzati, di umani...
La "lucidità" gode, tra i modi di essere della coscienza, d'una buona e meritata fama:è giusto, ma una piccola critica mi sento di fargliela, Hillman la chiamerebbe "lux romana et imperatrix", una luce-coscienza che vuole avere tutte le ragioni. Ogni giorno questa luce-coscienza andrebbe somministrata quantum satis, con etichetta di avvertenze da leggere attentamente, e le istruzioni d'uso orangeyes.gif
schmit
La luce è la fonte di ogni ricchezza interiore...cosi' come la lucidita' in noi...ma una lucidita' saputa scindere di bene dal male
yurj
Rivoglio Meteoraaa verysad.gif ueue.gif
schmit
Ah Ah Ah!!! biggrin.gif
Arenya
QUOTE (yurj @ Jun 7 2004, 07:28)
Rivoglio Meteoraaa verysad.gif ueue.gif

..sù..sù...Non piangereeeeeee!!!! Quando le meteore si trasformano in sirene..Cambiano...musica! frech11.gif

Ho subpersonalità dissonanti fra loro, ma quella ludica è predominante frech11.gif
A volte però, devo fare spazio alla subpersonalità millenaria...Pardon moi console.gif
yurj
E tu chi sei? Non ti conosco...

E la mamma mi ha sempre detto di non accettare post dagli sconosciuti :P

biggrin.gif rastapimp.gif frech11.gif
Roderigo
QUOTE (yurj @ Jun 7 2004, 09:28)
Rivoglio Meteoraaa  verysad.gif  ueue.gif

Eccotela. smile.gif

Meteorablu

user posted image

Gruppo: Members
Messaggi: 335
Utente Nr.: 234
Iscritto il: 24-February 04


Monnalisa
QUOTE (yurj @ Jun 7 2004, 09:28)
Rivoglio Meteoraaa verysad.gif ueue.gif

Ti capisco... le Meteoreblu non sono facili da rimuovere, soprattutto dai cuori sensibili come il tuo.


rosa.gif
Hiris
IL TORPORE



Il regalo più bello e gradito che ho recato dal mio marzolino viaggio in Grecia è stato un piccolo, prezioso ciondolo a forma di civetta.

E mi sovviene, dunque, quello Hegel dei "Lineamenti di filosofia del diritto" che descriveva la filosofia come la nottola di Minerva che spicca il volo sul fare del tramonto. Questa immagine alberga nitida nei miei pensieri da anni, per via della strisciante e malinconica consapevolezza che esprime: quella che il pensiero, quello critico ed epistemico, coi suoi occhi spalancati, trasparenti, che trafiggono, consacrato per eccelenza dalla ricerca filosofica, ma che non si esaurisce alle vette della ricerca filosofica, giunge a sorvolare il reale quando esso sta già per compiersi.


user posted image


D' altra parte la tradizione del pensiero, e del pensiero filosofico, ci consegna molte immagini di luce e di ombra, e di lucidità.

Il Dio della Genesi, compie la sua opera proclamando "fiat Lux".

Il Platone della "prima navigazione", nel mito della caverna, descrive proprio la fatica che attende l' uomo che voglia elevarsi dalla doxa all' episteme, delle catene che lo frenano, delle ombre dei simulacri che ne ottundono la lucidità, e lo rendono quasi cieco quando, all' uscita dalla caverna, i raggi del sole squarciano il suo sguardo sul mondo.
Quello stesso Platone, però, nella "seconda navigazione", approda al sistema della dialettica, riconosce che un ponte v'è fra il mondo delle cose e il mondo delle idee, e che la testa di ponte è la bellezza, ispiratrice di quell' eros celeste che proietta la conoscenza, verso la gerarchia perfetta del reale che culmina nell' idea del Sommo Bene.

Sensibile a queste suggestioni, il neoplatonismo rappresenterà il reale secondo un modello emanantistico: un fulcro di luce, somma essenza della spiritualità, che degrada progressivamente in zone di ombra e bieco buio corporale. Una rappresentazione che, in un clima di riscoperta estetizzante (anzi, aistesizzante) ed artistica, sarà fedelmente recuperata dal neoplatonismo rinascimentale di Marsilio Ficino, personaggio discusso che pare venisse -di notte- a filosofico convegno, con quel coevo "buco nero"che fu Girolamo Savonarola.

Certo, il Rinascimento si sollevava da una tradizione medievale che tutt' era stata fuorchè "oscura".

La dottrina manichea, che aveva permeato di sè anche numerose dottrine ereticali, proponeva la storia come l' eterno dissidio tra bene e male, ossia, fra un principe della luce ed un principe delle tenebre.

Lo stesso sant' Agostino predicava l' illuminazione come quell' intervento divino indispensabile per attivare la conoscenza umana: " lumen verum quod illuminat omnem hominem venientem in hoc mundum". Altro non era se non una rielaborazione della platonica teoria della reminiscenza.

Non senza la tappa rivoluzionaria del Seicento, e dell' irruzione della cosmologia copernicana che restituisce il sole al suo ruolo di centro dell' universo, al doppio filo dell' antropocentrismo saranno poi legati il Rinascimento all' Illuminismo.

Diderot, avversando i teologi, fervidi detrattori dell' illuminismo scrive: "Smarrito di notte in una immensa foresta, non ho che una modesta lanterna per orientarmi, Arriva uno sconosciuto e mi dice : 'amico mio, per meglio trovare la strada, spengi la fiaccola'. " E Kant: "l' illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che deve imputare a se stesso...sapere aude!"

La luce della "critica" sferzerà meno intrepida in altri passaggi storici, complice il recupero di quel bisogno di "liberare il wille" - il coacervo di spinte pulsionale, istintive, oscure - di cui sarà fautore Nietzesche. Il quale, non a caso, approfondisce la funzione del teatro nell' antica civiltà greca, dove, attraverso la celebrazione del conflitto tra l' apollineo ed il dionisiaco, attraverso l'immolazione del tragos (il capro), si mediava (purificava, catartizzava) il conflitto inesausto dell' uomo.

Credo che la contemporaneità non ignori - o non debba ignorarare - che una sua componente sia "il torpore", non il sonno. L' uomo sta misconoscendo il sonno, che, nella sua durata ed intensità, è il controaltare di uno spirito critico robusto, vigoroso, armonico.

Si dorme di giorno, e si brancola, intorpiditi, di notte.


Il Goya che disse "il sonno della ragione partorisce mostri" non sapeva che una dimensione ancora più straziante aveva da venire: il torpore.


Forse, non è la lucidità che alla fine stanca!
La contemporaneità che ha ceduto al torpore, al pensiero torbido, squalificante, che soffoca il dis-cernere (appunto, la critica!), che dà la stura alle mille forme di degradazione dell' identità, è una contemporaneità già rinunciataria.

Ecco perché oggi, più che mai, mi richiama così sovente l' immagine crepuscolare della nottola di Minerva.
Nemini Scire
La meteora è solo una luce che porta nel cuore un senso di inadeguatezza per la sua bellezza e la sua istantanea permanenza...
Sinceramente la preferisco così piuttosto che in eterno viaggio...
This is a "lo-fi" version of our main content.
To view the full version with more information, formatting and images, please click here

Entra nel forum

Vai all'indice dell'Archivio

Invision Power Board © 2001-2007 Invision Power Services, Inc.