C'è posta per Silvio
di Paolo Forcellini
I 14 mila sportelli di Poste Italiane Spa farebbero gola a qualsiasi banca, ma se si eccettua un tentativo fatto da Deutsche Bank nel 2001, finora nessun istituto di credito era stato capace di metterci le mani. L'impresa è ora riuscita alla Mediolanum.
Essendo una banca online, Mediolanum è sempre stata priva di sportelli mentre ora, grazie all'accordo con Bancoposta, i suoi clienti potranno domiciliare i loro bonifici nella capillare rete di Bancoposta e la banca di Silvio Berlusconi e del suo socio Ennio Doris si trasformerà, da banca virtuale, nell'azienda con la maggiore copertura territoriale. Un bel colpo davvero, visto che finora banche e Poste spa erano considerate dei competitori e che presto la partnership si allargherà anche ad altri servizi finanziari. Va considerato, fra l'altro, che il costo di un impiegato postale è circa la metà di quello di uno sportellista bancario con mansioni analoghe.
L'unico dettaglio che stona è che Mediolanum è una banca di proprietà del premier e che il Ministero delle Comunicazioni è l'autorità regolatrice dell'attività di Poste spa, un impresa a totale partecipazione pubblica. L'accordo tra Mediolanum e Poste Italiane è arrivato, paradossalmente dopo un'estate trascorsa da ministri, sottosegretari e sindacati a dibattere sull'opportunità di scorporare la rete di Bancoposta, cosa che avrebbe messo in difficoltà i disegni di Mediolanum. L'intera operazione, secondo una interrogazione del Ds Giorgio Panattoni, è stata pilotata dalll'ad Massimo Sarmi, vicino ad An, e dal ministro Maurizio Gasparri, e rientra in una strisciante privatizzazione di Poste spa che verrà quotata in Borsa.
L'Espresso 9 gennaio 2003
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