lercifero
Oct 25 2003, 13:02
Il problema del conflitto di interessi di berlusconi pare essere un problema solo fino a che se ne parla. Passata la notizia, passato il problema. Fatto sta che un cittadino che come me vorrebbe ascoltare notizie nude e crude, così come riportate dalle fonti, senza manipolazioni, non sa a che santo rivolgersi. Oppure deve rivolgersi alla carta stampata, visto il monopolarismo televisivo. In tal caso, però, tocca leggere almeno un giornale considerato imparziale, tipo il corriere della sera (ma a turno, una volta una testata, una volta un'altra), più un giornale di destra e uno di sinistra. Almeno tre giornali al giorno. Poi si fa la media ideologica e si traggono le conclusioni. Questo è il metodo di informazione. Non tutti ne hanno la voglia o il tempo. E neanch'io lo faccio sempre. Di regola leggo la Gazzetta del Mezzogiorno, che è legata ai problemi del mio sud e guarda gli avvenimenti da sotto, il nostro punto di vista. Poi approfondisco le notizie legate agli avvenimenti che mi interessano maggiormente con i giornali digitali. Vado su internet e leggo la stessa notizia da diverse testate.
Per tutti, è più facile bere il telegiornale alla spina.
Tg1 di ieri. Prima notizia: Arrestati i maledetti terroristi. Bene. Interviste a gongolanti esponenti di governo. Merito loro. Non una intervista a un questore, a un ufficiale della polizia...vabbè.
Seconda notizia: scusate, non me la ricordo.
Terza notizia (finalmente). Lo sciopero generale. Minchia, è finito in terza pagina. Servizio breve, numeri della questura, pareri politici, ma prima di sx e poi quelli di dx. A chi va l'ultima parola.
A questo punto, il telespettatore è ancora un po' incazzato, perchè Schifani e Damato hanno detto (e le parole ancora risuonano) che questa è una riforma a favore dei giovani. Forse dei giovani assicuratori, dico io...
Ma il telespettatore si scazza subito dopo perchè ti sbattono la solita non notizia aggiusta tutto, cioè che la patente a punti ha ridotto il numero degli incidenti stradali. L'unica legge valida in due anni te la risbattono sempre sul muso per mitigare il malumore.
Vado, sono incazzato, vi riproporrò altri esempi di cattiva informazione, perchè è una cosa vergognosa da regimi sudamericani.
Vado, ho nel piatto il purè di fave con le cicorielle di campagna.
Se vuoi un telegiornale tutta verità e imparzialità non hai che da vedere quello su RAI3....ciao Obbiettivamente la cronaca del TG1 che hai fatto, non mi sembra particolarmente scandalosa....
Monnalisa
Oct 26 2003, 21:01
QUOTE(aldo @ 26 Oct 2003, 20:29) 1. Se vuoi un telegiornale tutta verità e imparzialità non hai che da vedere quello su RAI3....ciao 2. Obbiettivamente la cronaca del TG1 che hai fatto, non mi sembra particolarmente scandalosa.... 1. Premesso che non guardo mai la tv, da quello che sento mi sembra che le cose non stiano proprio come tu affermi. 2. Ah no?
lercifero
Oct 27 2003, 09:41
Eh, Aldino, mi fai la battutina sul tg3, e io che te l'ho scritta a fare tutta la premessa sul mio metodo di informazione? Non esagerare sempre a fare il fazioso, se no a volte pare che non capisci e sembri limitato... Parlami del conflitto di interessi del nostro presidente, invece, perchè è di quello che mi piacerebbe discutere. E non venirmi a dire che la sx lo poteva risolvere a suo tempo, perchè lo sappiamo già, e D'alema sta ancora ricevendo santioni e bestemmie, per questo...Io gliene mando almeno due al giorno, alle 13.30 e alle 20.00. Mi interessa anche e soprattutto il parere di Schmit, visto che è una giornalista esperta. Parliamo di Gasparri e il suo decreto, del suo affannoso setaccio televisivo, parliamo di retequattro che è illegale da anni, parliamo di Bondi e Schifani sempre in tv a prenderci per il culo con le loro due facce di merdissima...Perchè pagarli per fare i portavoce, basta esporre un cartello con le dichiarazioni di partito, tanto non sono capaci nè di un contraddittorio, nè di un confronto qualsiasi, sono due merli indiani.
Parliamo del rispetto dovuto a chi manda avanti l'Italia col sudore della sua fronte, sia che appartenga a un'ideologia che ad un'altra.
Lercifero...non so se esisterà mai una televisione un giornale una rivista che accontenti tutti i suoi clienti....a seconda della composizione dell'organico , dell'editore, della forza politica che esprime si possono trovare in una testata....o tutti di destra o tutti di sinistra..o un prodotto disomogeneo, tipo il "Corriere Della Sera" dove hanno diritto di parola piu voci anche in contraddizione tra di loro. Lercifero, non mi sembra che malgrado le 6 televisioni ecc.... nelle nostre televisioni ci sia un pensiero unico, anzi io direi che se si potesse fare una valutazione matematica e reale direi che le voci che provengono da sinistra sono piu numerose di quelle che provengono da destra....... E se berlusconi fosse davvero il dittatore televisivo che tanti di sinistra dichiarano, penso propio che non hanno nessuna cognizione di quello che possa essere un regime censorio ottuso o solamente fazioso in tutte le sue componenti.... Poi se ritorniamo al Passato Quando Berlusconi si è candidato non esisteva nessuna legge che impediva ad un propietario di media , anche televisivi di essere eletto, e mi pare che non esista nemmeno ora....e non mi sembra nemmeno giusto che ci sia, ogni cittadino ha il diritto di poter entrare in politica e di poter essere eletto..la soluzione Berlusconiana di aver dato la direzione delle sue aziende a terzi, anche se famigliari, mi sembra l'unica percorribile, in uno stato liberale la propietà privata è sacra e per nessun motivo si deve costringere ad alienarla......
Carvalho
Oct 27 2003, 22:45
Aldo, ben cosciente che questo mio post fara' la fine che si merita...  non posso che darti il mio miglior segno di stima  PS se il post e' ancora qui e' forse perche' nessuno ha clickato sulla "stima"
lercifero
Oct 30 2003, 08:58
Aldo, a me pare che in Italia sia sacra solo la proprietà privata di Berlusconi e company. Per favore, vuoi circostanziare le tue risposte con esempi pratici? Mi parli di questa supposta (!) predominanza sinistroide in tv? Non mi dire per piacere che Mentana e Costanzo sono di sx, ormai non ci crede più nessuno. Oppure con la vecchia storia sulla satira. Sono i tg che vengono presi sul serio, e i programmi di approfondimento politico...
Lercifero, evidentemente per te, se Costanzo ha sempre dichiarato di votare per l'Ulivo, e se a suo tempo i DS gli hanno affidato la cura delle loro campagne di comunicazione....e se anche Mentana si è sempre dichiarato di sinistra, tutto questo non conta,,,mentono.....in egual misura io potrei dire che Fini in realtà è di sinistra e che Fede è è un referente di Bertinotti....
Monnalisa
Nov 8 2003, 13:44
Caro Aldo, leggi qui...
Ciampi, monito sulla legge tv. Più pluralismo nell'informazione
di GIORGIO BATTISTINI
ROMA - Ultimo appello. Un messaggio breve, quasi allarmato, parte dal Quirinale verso il Parlamento. E il governo. Quasi un ultimatum prima che a fine mese, al Senato, torni in discussione la legge Gasparri sull'informazione tv. Una legge che, così com'è adesso, non entusiasma il presidente della Repubblica. Anzi, tutt'altro. Perché è poco "pluralista". Perché (nonostante tante zelanti previsioni di "gradimento" del Colle espresse da esponenti della maggioranza) ha tutta l'aria di voler aggirare, senza risolvere, i gravi problemi che lo stesso presidente aveva esposto quindici mesi fa nel suo primo e unico messaggio alle Camere.
Ciampi fa capire (indirettamente, ma senza incertezze) che non avallerà pasticci compromissori. Perché, come ha detto tante volte, la qualità d'una democrazia è in diretto rapporto con la qualità della sua libera stampa. E dunque con la possibilità di effettivo controllo dell'opinione pubblica sui pubblici poteri. C'è un passaggio-chiave nelle parole pronunciate ieri da Ciampi al Quirinale, davanti ai giornalisti del premio Ischia e davanti alle giornaliste tv insignite del "cavalierato". Una parola presente più volte nel messaggio alle Camere. Una parola che di conseguenza si pone come vistoso avvertimento ai partiti, prima che la legge tv abbia il "timbro" definitivo del Parlamento e sia dunque portata alla sua firma. Che può essere negata, con richiesta di rinvio della legge all'assemblea per un nuovo esame di costituzionalità. Quella parola è "pluralismo".
L'occasione d'un saluto alla platea di giornalisti è servita per un richiamo a prima vista singolare, dopo che a fine luglio scorso lo stesso Ciampi s'era limitato a un'epigrafica sentenza, sull'argomento: "quando il Parlamento lavora, il presidente tace". Formalmente anche adesso il Parlamento lavora, ma stavolta il capo dello Stato ha voluto concedersi un avvertimento chiaro ai partiti e al governo.
"Voi sapete bene", ha detto alla platea di professionisti dell'informazione, "quanto io sia attento a rinnovare in ogni possibile occasione il mio auspicio affinché il pluralismo dell'informazione non s'indebolisca. Anzi si rafforzi". Già: la legge Gasparri così com'è ora, rafforza il pluralismo? Al Quirinale ne dubitano. Per questo il presidente fa sapere che il problema di fondo non è aggirabile. Ne va della sua firma.
Poi, certo, ai giornalisti conferma l'invito a "esser consapevoli della grande responsabilità che ricade sulla professione. La quale dipende anche dall'impegno del giornalista". A chi svolge il mestiere d'informare il capo dello Stato ricorda che il modo in cui si svolge il vostro lavoro "è importante per la società. Siate sempre fedeli a voi stessi, alle vostre idee. Rispondente sempre e soltanto alla vostra coscienza, alla coscienza delle vostre responsabilità".
La Repubblica, 8 novembre 2003
Monnalisa....con quei tuoi primi piani fotografici che esponi, puoi farmi leggere quello che vuoi...
Montalbano
Nov 8 2003, 21:56
| QUOTE (aldo @ 1 Nov 2003, 16:28) | | Lercifero, evidentemente per te, se Costanzo ha sempre dichiarato di votare per l'Ulivo, e se a suo tempo i DS gli hanno affidato la cura delle loro campagne di comunicazione....e se anche Mentana si è sempre dichiarato di sinistra, tutto questo non conta,,,mentono.....in egual misura io potrei dire che Fini in realtà è di sinistra e che Fede è è un referente di Bertinotti.... |
Evvai, Mediaset è diventata un vero e proprio Soviet. A quando la Presa del Palazzo di Segrate?
ValentinoVero
Nov 8 2003, 23:06
La fede politica è uguale alla FEDE MEDIATICA
Roderigo
Nov 9 2003, 18:14
Tg e Gr, la fabbrica delle notizie che non disturba il governoSebastiano Messina Roma - Cosa sta succedendo alla tv italiana? Ha ragione Francesco Rutelli, quando accusa il centro-destra di aver "messo sotto controllo politico l'informazione televisiva" e di star trasformando la democrazia italiana "in una oligarchia mediatica dominata dal monopolio berlusconiano"? Alla vigilia della delicatissima battaglia delle europee di primavera - e mentre il governo spinge verso il voto finale, con tutte le sue forze, la contestatissima legge Gasparri - la questione dell'equilibrio dell'informazione torna al centro dello scontro politico. Con una novità non di poco conto: per la prima volta nella sua storia, il principale telegiornale italiano - il Tg1 di Clemente Mimun ? è contestato sia dalla maggioranza che dall'opposizione, bersagliato da attacchi convergenti, accusato dall'Udc di essere diventato "un monumento al servilismo" e dai Ds di praticare addirittura "un giornalismo marchettaro". Mimun ha risposto con querele e richieste di danni. Ma ormai non si tratta più di casi isolati, di polemiche personali, di episodi sporadici. Più del fondamentalismo militante del Tg4, del cerchiobottismo apparente del Tg5, delle romantiche divagazioni del Tg2, del clima da riserva indiana del Tg3 e della furba latitanza del Tg di Italia Uno, la vera novità dell'anno terzo del berlusconismo è proprio la normalizzazione del Tg1. Una testata che non è mai stata antigovernativa, certo, ma che oggi è diventata il luogo dove la politica viene metodicamente sminuzzata, frullata e bollita per cucinare ogni giorno un minestrone dolciastro dall'effetto soporifero, un bollettino perennemente ottimista e fiducioso nelle magnifiche sorti, e progressive, del governo Berlusconi. Mettiamo, per esempio, che il governatore della Banca d'Italia accusi il governo di aver peggiorato i conti pubblici, di aver fatto salire il deficit statale, di non aver ridotto il debito. Come si fa a ignorare una così autorevole bacchettata? Nessun problema: basta trovarci il lato positivo. Il Tg1 di venerdì 31 ottobre presenta la vicenda con un titolo insapore: "A confronto sull'economia". Poi, nel sommario, il conduttore spiega con voce profonda: "Fazio: risanamento e riforme perché l'Italia riparta". Tutto qui? No. Almeno un accenno, ai conti pubblici, bisogna farlo. Così: "Sui conti pubblici, dice Tremonti, andiamo meglio di Francia e Germania". Del gelo tra i due, della "fredda stretta di mano" su cui titola il Tg5, non c'è traccia nel sommario del Tg1. Insomma, l'allarme di Fazio diventa un incoraggiamento al governo e il ministro dell'Economia tira già le conclusioni: siamo tra i migliori d'Europa. Un piccolo capolavoro.. Mettiamo che il centro-sinistra vinca le elezioni in Trentino Alto Adige. Come si fa a nascondere la notizia? Semplice: la si elimina dai titoli e dal sommario, riducendola a una notiziola. Mettiamo, infine, che la riforma dei tribunali minorili venga clamorosamente affondata in Parlamento. Come si fa, di fronte a una simile sconfitta, ad addolcirne l'impatto? Basta usare le parole giuste: e così, ieri sera, il Tg1 titolava: "Confronto nella Cdl". Come se invece di un agguato dei franchi tiratori ci fosse stato un convegno di accademici. E' un lavoro di forbici e colla, il cui esempio massimo rimangono l'aggiunta di un uditorio posticcio al discorso del presidente del Consiglio all'Onu meritoriamente smascherato da "Striscia" - e il taglio al sonoro di Berlusconi che prometteva all'eurodeputato tedesco Schulz un posto di kapò in un film sui nazisti. Unico telegiornale europeo insieme a quello svedese, per essere precisi a negare ai suoi ascoltatori l'audio di quella gaffe, il Tg1 ricevette allora gli ironici complimenti del Financial Times: "Il telegiornale sovietico di Breznev non avrebbe saputo fare di meglio". Tagliare e cucire, troncare e sopire. Non è solo Berlusconi, l'oggetto delle premurose attenzioni del Tg1. Quando Bossi straparla, per dire, si dà il minimo indispensabile, possibilmente la frase meno spinosa, quella più commestibile. Mercoledì 22 ottobre, il giorno in cui il ministro leghista definisce il mandato di cattura europeo "criminale", frutto nientemeno che di una "follia nazista", il Tg1 cancella queste parole dal suo servizio, e già che c'è anche la durissima risposta del segretario dell'Udc Marco Follini: "I ragionamenti, se vogliamo generosamente chiamarli così, dell'onorevole Bossi?". La sera stessa, il partito degli ex dc quelli che un tempo erano gli "editori di riferimento" del Tg1 bolla il telegiornale di Mimun come "un monumento al servilismo". Ma il vero segno della nuova stagione più del brusco ridimensionamento dello spazio per l'opposizione - è nella mutazione genetica del giornalismo televisivo. Una volta i telegiornali intervistavano i politici: il giornalista faceva delle domande, e il ministro (o il segretario di partito) rispondeva. Oggi l'intervista è scomparsa dal Tg1: è un lusso concesso solo al direttore. Il contraddittorio è stato abolito. I cronisti sanno che non devono fare domande a nessuno. "Quando c'è da far parlare un politico, per esempio Schifani racconta un cronista parlamentare - parte una sola persona: il telecineoperatore, l'uomo della telecamera. A fare la domanda ci pensa il suo addetto stampa, Edy Benedetti. E noi mandiamo in onda la risposta del capogruppo al suo portavoce". Ai ministri sta bene così. Non a tutti, però. L'ultima volta che Gianni Alemanno ha visto arrivare il telecineoperatore ha chiesto: "E il giornalista, dov'è?". "Ma lei sa già tutto, mi hanno detto" ha risposto l'altro, imbarazzatissimo. "No, io non so niente. E non mi piace farmi le interviste da solo" è sbottato il ministro. Sono molti, i giornalisti del Tg1 ai quali non piace questa riedizione tardiva del collateralismo militante. Ma nulla possono, contro il metodo blindato del "panino". Cos'è il "panino"? E' il contrario del "bidone", che era il sistema adottato dai telegiornali dell'Ulivo: ogni giorno un cronista seguiva il centro-sinistra e un altro si occupava del centro-destra, poi a fine giornata ciascuno dei due amalgamava le notizie sul suo schieramento (in un "bidone", come fu subito soprannominato questo contenitore dalla forma elastica) e il Tg mandava in onda i due servizi affiancati. Con l'arrivo di Mimun l'era del "bidone" è finita. Il nuovo direttore ha voluto il "panino", ovvero una specialissima nota politica nella quale il ruolo del pane e quello del companatico sono assegnati in partenza: la prima fetta di pane spetta al governo, in mezzo c'è la fettina di mortadella dell'opposizione (che in genere "protesta", "attacca", "contesta" o si produce in altre attività negative) e poi arriva, puntualmente, la seconda fetta di pane, quella della maggioranza. Se manca il governo, poco male: l'ultima parola deve toccare comunque al centro-destra, anzi a Forza Italia, ovvero a Schifani o a Bondi. Certo, i giornalisti non sono obbligati a rispettare questa direttiva. Possono anche dare l'ultima parola a un esponente dell'opposizione. Però poi la pagano cara. Il cdr ricorda il caso di Andrea Montanari, che un giorno doveva montare una risposta del diessino Calvi all'avvocato Taormina. Lui seguì la logica, invece di accogliere il ripetuto invito a invertire l'ordine delle dichiarazioni. "Non posso dare prima la risposta e poi la domanda" spiegò, testardo. Risultato: il servizio venne sfilato dall'edizione delle 20 e mandato in onda solo a mezzanotte. Quanto a Montanari, quel servizio se lo ricorderà per un pezzo perché da allora non gliene hanno più affidato uno, neanche a Pasqua o a Ferragosto. Il dissenso nella maggioranza è sfumato e addolcito. Le proteste dell'opposizione sono diventate una sfoglia sottile nel panino quotidiano. C'era ancora uno spazio incontrollato, nel Tg1. Relegato dopo la mezzanotte, tra Vespa e Marzullo, ma c'era: la rassegna stampa. Alla fine del telegiornale, ogni sera un ospite diverso era invitato a commentare i giornali dell'indomani. Capitava che ai titoli dei quotidiani, qualche volta severi con Berlusconi, si aggiungesse anche l'opinione dell'ospite, incidentalmente non filogovernativo. Non poteva durare. All'inizio dell'anno la rassegna stampa è stata ribattezzata "Non solo Italia", le prime pagine sono state ridotte a una sola (quella del giornale dell'ospite) e le domande rigorosamente limitate alle notizie dall'estero. Poi, a settembre, la rassegna è stata definitivamente abolita. Niente più giornali irriverenti, niente più ospiti impertinenti. Per una singolarissima coincidenza, la stessa sorte nello stesso momento è toccata alle interviste ai direttori dei giornali che erano diventare un appuntamento fisso del Gr3 delle 8,45. Ogni mattina, a turno, i giornalisti che guidano i sette maggiori quotidiani italiani venivano interpellati dal caporedattore centrale Licia Conte sulle notizie del giorno. Poi, un giorno, il nuovo direttore del Giornale Radio, Bruno Socillo, convoca la Conte. "Bisognerebbe allargare la rosa da sette a quattordici direttori", dice. Lei esegue, però non basta. "Bisognerebbe registrarle prima, queste interviste, invece di mandarle in diretta". I direttori si rifiutano. "Bisognerebbe delimitare il tema delle domande e delle risposte" insiste Socillo. Non funziona: evidentemente si parla ancora troppo di Berlusconi, in quelle telefonate alla radio. Insomma, da settembre i direttori dei giornali non vengono più chiamati dal Gr3. La rubrica è "sospesa". Fino a nuovo ordine. E' in questo campo da gioco desertificato, è con questa informazione militarizzata, che si combatteranno le prossime sfide tra la Casa delle Libertà e l'Ulivo. Non si sa come finirà: quello che è certo è che il suo derby decisivo, Berlusconi lo giocherà in casa. Repubblica 6 novembre 2003http://www.repubblica.it
Io non staro' mai cono Costanzo e Mentana.
E Capuozzo? Uno che ci mostrava gli aerei che partivano a bombardare la Yugoslavia? Che schifo.
daniela la notturna
Nov 9 2003, 23:20
| QUOTE (aldo @ 26 Oct 2003, 20:29) | Se vuoi un telegiornale tutta verità e imparzialità non hai che da vedere quello su RAI3....ciao Obbiettivamente la cronaca del TG1 che hai fatto, non mi sembra particolarmente scandalosa.... |
Se vuoi un telegiornale tutta verità e imparzialità non hai che da vedere quello su RAI3....ciao
Eh no! Magari esistesse un TG degno di essere visto...anche il tg3 è ormai insignificante...preferisco navigare e leggere le notizie su internet.
gallonio
Nov 9 2003, 23:22
| QUOTE (ValentinoVero @ 8 Nov 2003, 23:06) | La fede politica è uguale alla FEDE MEDIATICA
 |
= Emilio FEDE
Fino a poco tempo fa i soliti ineffabili sinistri dicevano che il sorpasso delle reti Mediaset alla RAI era il frutto di una voluta e scandalosa mancanza di competitività voluta da Berlusconi nei programmi RAI...ora che sembra che la RAI abbia di nuovo scavalcato Mediaset nell'audience visto la migliore produzione......cosa si inventerenno di nuovo i "nostri" per infangare il Berlusca?
La protesta ha funzionato?
Montalbano
Nov 12 2003, 11:53
| QUOTE (aldo @ 11 Nov 2003, 16:23) | | .....cosa si inventerenno di nuovo i "nostri" per infangare il Berlusca? |
Nulla, già provvede da solo ogni volta che apre bocca...
lercifero
Nov 12 2003, 15:51
I tg? E provate a guardare unomattina, qualche volta. Alla vigilia del voto alla camera sul neo proibizionismo all'italiana voluto da Fini, la conduttrice ed ex miss Italia (una di quelle che dicono "non sono tutta culo e tette, ma ho anche un cervello") intervista su un delicato tema come quello della droga un ex (lo hanno definito così) tossicodipendente per sentire la sua testimonianza. Così, tanto per gradire, in dieci minuti, fra un'altra intervista e la ricetta delle zucchine ripiene. Il povero tossico afferma di essersi fatto di tutto, dall'hascish all'eroina, passando per la coca e le droghe sintetiche. Da quant'è in comunità? Da due settimane, risponde. Che bastardi. Hanno mandato in tv uno che non ha niente da perdere, tutto fatto di metadone, che ci ha rimesso la propria faccia, per cosa? Per convincere le casalinghe che tutte le droghe sono uguali! Bastardi quelli di raiuno e bastardo il direttore della comunità che lo ha mandato lì a farsi pubblicità. E, come sempre, a fare disinformazione.
Continuiamo pure a tenere questo atteggiamento di oscurantismo sulle droghe. Le droghe leggere portano a quelle pesanti? E' verissimo. Ma non per una questione chimica o psicologica, come vogliono far credere. Semplicemente perchè il sedicenne che ha provato le droghe leggere più di una volta, dopo essersi reso conto che gli hanno sempre raccontato un mucchio di stronzate, crede che siano stronzate pure quelle che si dicono sulle altre droghe. Basterebbe una informazione corretta sull'argomento. Per 10 hascishomani in più, avremmo 100 eroinomani in meno.
Montalbano
Nov 12 2003, 16:26
| QUOTE (lercifero @ 12 Nov 2003, 15:51) | | ...la conduttrice ed ex miss Italia (una di quelle che dicono "non sono tutta culo e tette, ma ho anche un cervello")... |
Quanto sei polemico, mica ha detto che lo usa...
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