Monnalisa
Aug 23 2003, 21:53
Il saggio è come un alberoUn maestro buddista viaggiava a piedi con i suoi discepoli, quando si accorse che discutevano tra di loro su chi fosse il migliore. «Pratico la meditazione da quindici anni», diceva uno. «Faccio la carità da quando sono uscito dalla casa dei miei genitori», replicava un altro. «Ho sempre seguito gli insegnamenti di Buddha», sosteneva un terzo. A mezzogiorno si fermarono sotto un melo a riposarsi. I rami erano carichi e si abbassavano fino a terra per il peso dei frutti. Il maestro dunque parlò: «Quando un albero è carico di frutti, i suoi rami si abbassano e toccano terra. Così il vero saggio è colui che è umile. Quando un albero non ha frutti, i suoi rami sono arroganti e altezzosi. Così lo sciocco si crede sempre migliore del suo prossimo».  23 agosto 2003
Monnalisa
Aug 24 2003, 09:30
Quanto costa la bellezzaU n signore è a un mercato a vendere vasi. Una donna si avvicina e guarda la mercanzia. Alcuni pezzi sono senza disegno, altri sono decorati con molta precisione. La donna domanda il prezzo dei vasi. Con sua grande sorpresa, scopre che tutti i vasi hanno lo stesso prezzo. «Come può un vaso decorato costare lo stesso di un vaso semplice? - domanda -. Perché riscuotere la stessa cifra per un lavoro che ha richiesto più tempo per essere eseguito?». «Sono un artista - risponde il venditore -. Posso riscuotere per il vaso che ho fatto, ma non posso riscuotere per la bellezza. La bellezza è gratis».  24 agosto 2003
Monnalisa
Aug 25 2003, 10:30
Una scarpa per amicoGli amici si possono anche studiare, dissezionare, schedare con la pignoleria del maniaco per non farsi sfuggire nemmeno un particolare. In fondo mica si diventa amico del primo che si incontra! E un professore rigoroso, per quanto possa essere strana la scuola «Marilyn Monroe» dove si ritrova ad insegnare, non può permettersi di accettare ogni tipo di comportamento, ogni deragliamento dalla morale. Non può farlo, a maggior ragione, Michele, così attento nello stigmatizzare i comportamenti di chi non rispetta le regole, così preciso nel catalogare amici e conoscenti secondo i propri «peccati» e i propri «tradimenti», così maniacale nel ricondurre addirittura la scelta delle scarpe a categorie antropologiche. Lui le persone le riconosce anche dai particolari, perché «ogni scarpa una camminata, ogni camminata una diversa concezione del mondo».  25 agosto 2003
Monnalisa
Aug 26 2003, 14:27
Il prezzo salato del cricUn uomo sta guidando una lussuosa Mercedes quando una ruota si buca. Nel tentativo di cambiarla, scopre che manca il cric. «Bene, vado fino alla prima casa e lo chiedo in prestito», pensa mentre cammina alla ricerca di aiuto. «Forse la persona, vedendo la mia macchina, mi chiederà dei soldi per il cric - dice a se stesso -. Per un’auto come questa, e io ho bisogno del cric, mi chiederà dieci dollari. No, forse cinquanta, perché sa che del cric ne ho proprio necessità. Se ne approfitterà, forse ne chiederà cento». E, via via che procede, il prezzo aumenta. Quando arriva alla casa e il padrone apre la porta, l’uomo grida: «Sei un ladro! Un cric non vale così tanto! Te lo puoi tenere!». Chi di noi può dire che non si è mai comportato così?  26 agosto 2003
Monnalisa
Aug 28 2003, 01:26
L’ultima notte di MiltonM ilton Ericksson è autore di una nuova terapia che comincia a conquistare migliaia di adepti negli Usa. A dodici anni, fu vittima della poliomelite. Dieci mesi dopo aver contratto la malattia, sentì un medico dire ai suoi genitori: «Suo figlio non passerà questa notte». Ericksson, subito dopo, sentì il pianto della madre. «Chi sa, se passo questa notte, forse la mamma non soffrirà tanto», pensò. E decise di non dormire fino allo spuntare del giorno. Di mattina, gridò alla madre: «Ehi, sono ancora vivo!». L’allegria in casa fu tanta che da quel giorno decise di resistere sempre un giorno di più per rinviare la sofferenza dei genitori. Morì a 75 anni, nel 1990, lasciando una serie di libri importanti sull’enorme capacità che gli uomini hanno di vincere i propri limiti.  27 maggio 2003
Monnalisa
Aug 28 2003, 14:14
Le ferite fatte da vicinoIl viaggiatore camminava con altri due amici per le vie di New York. All’improvviso, nel mezzo di una conversazione banale, i due cominciarono a litigare e quasi si accapigliarono. Più tardi - già con gli animi sereni - si sedettero in un bar. Uno dei due chiese scusa all’altro: «Mi sono accorto che è molto più facile ferire le persone che ci stanno vicine - disse -. Se tu fossi stato un estraneo, mi sarei controllato molto di più. Ma, proprio per il fatto di essere amici, e tu mi capisci meglio di nessun altro, ho finito per essere più aggressivo. Questa è la natura umana». Talvolta, questa è la natura umana. Ma dobbiamo lottare contro questo.  28 agosto 2003
Metaforum
Aug 29 2003, 14:36
Le idee chiare dell’artistaL o scrittore George Bernard Shaw vide un grande blocco di pietra in casa di un suo amico, lo scultore Jacob Epstein. «Che cosa farai con questo blocco?», domandò Shaw. «Non lo so, sto ancora decidendo», rispose Epstein. Shaw rimase sorpreso: «Vuoi dire che tu pianifichi la tua ispirazione? Non sai che un artista deve essere libero di cambiare idea quando vuole?». «Questo vale quando, cambiando idea, tutto quello che devi fare è accartocciare un foglio di carta che pesa cinque grammi. Ma chi ha a che fare con un blocco di quattro tonnellate, deve pensare diversamente», fu la risposta di Epstein. Dice il maestro: ognuno di noi conosce il modo migliore di realizzare il proprio lavoro. Solo chi fa un lavoro ne conosce le difficoltà.  29 agosto 2003
Monnalisa
Aug 30 2003, 11:31
L’umiltà che apre le porteL’ abate João Pequeno pensò: «Devo essere uguale agli angeli, che non fanno niente e vivono contemplando la gloria di Dio». Quella notte abbandonò il monastero di Sceta e andò nel deserto. Una settimana più tardi, tornò al convento. Il fratello portiere lo sentì battere alla porta e domandò chi era. «Sono l’abate João - rispose -. Ho fame». «Non può essere - rispose il fratello -. L’abate João è nel deserto, si è trasformato in un angelo. Già non sente più fame e non deve lavorare per mantenersi». «Perdona il mio orgoglio - rispose l’abate João -. Gli angeli aiutano gli uomini. Questo è il loro lavoro e per questo contemplano la gloria di Dio. Io posso contemplare la stessa gloria, facendo il mio lavoro quotidiano». All’udire queste parole di umiltà, il fratello portiere aprì la porta del convento.  30 agosto 2003
Monnalisa
Aug 31 2003, 14:32
Se la parola è l’arma più dannosaF ra tutte le poderose armi di distruzione che l’uomo è stato capace di inventare, la più terribile - e la più vile - è la parola. I pugnali e le armi da fuoco lasciano tracce di sangue. Le bombe squassano edifici e strade. I veleni finiscono per essere rilevati. Dice il maestro: la parola può distruggere senza lasciare tracce. I bambini sono condizionati per anni dai genitori, gli uomini criticati senza pietà, le mogli umiliate sistematicamente dai commenti dei loro mariti. I fedeli sono allontanati dalla religione da coloro che si ritengono capaci di interpretare la voce di Dio. Cerca di vedere se stai utilizzando quest’arma. Cerca di vedere se la si sta utilizzando contro di te. E non permettere nessuna di queste due cose.  31 agosto 2003
Monnalisa
Aug 31 2003, 14:35
Senza ricordi nel futuroChe cosa rimane dei nostri ricordi quando ce ne andiamo? Un essere umano può sperare di lasciare qualcosa a chi ama, ma un replicante, per i quali i ricordi sono solo una delle tante componenti della propria macchina-corpo, cosa può lasciare? E a chi? In un futuro dove questi inumani «esseri umani» non hanno altro destino che quello di essere eliminati, i più avanzati tra di loro, arrivati di fronte alla morte, non possono che prendere atto della loro fine, accettare con tutto lo stoicismo di cui sono capaci che il loro ciclo si è chiuso irrimediabilmente: «Io ne ho viste cose che voi umani non potete nemmeno immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser… E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia… È tempo di morire».  31 agosto 2003
Monnalisa
Sep 1 2003, 12:23
Il peso di una piumaUna leggenda del deserto racconta la storia di un uomo che era in procinto di cambiare oasi e cominciò a caricare il suo cammello. Collocò tappeti, utensili per la cucina, bauli di vestiti e il cammello reggeva tutto. Quando stava per salire, si ricordò di una bella piuma azzurra che suo padre gli aveva regalato. Decise di prenderla e la collocò in cima al cammello. In quel momento, l’animale si abbassò con tutto il peso e morì. «Il mio cammello non ha retto il peso di una piuma» dovette pensare l’uomo. Talvolta pensiamo la stessa cosa del nostro prossimo, senza capire che il nostro scherzo può essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza.  1 settembre 2003
Monnalisa
Sep 3 2003, 12:42
La lumaca
Un viandante scorse una lumachella che strisciava lentissimamente in mezzo alla strada. La raccolse con attenzione e la pose sul ciglio, in mezzo all’erba. «Ecco, lumachella, così non verrai pestata da qualche cavallo che passa di qui.» La lumachella lo guardò di sottecchi. «Ma perchè non badi agli affari tuoi? E' la quarta volta che qualcuno mi riporta indietro!»
luna82
Jan 14 2004, 20:29
La rana gonfiata e il bue Una volta una rana vide un bue in un prato. Presa dall'invidia per quell'imponenza prese a gonfiare la sua pelle rugosa. Chiese poi ai suoi piccoli se era diventata più grande del bue. Essi risposero di no. Subito riprese a gonfiarsi con maggiore sforzo e di nuovo chiese chi fosse più grande. Quelli risposero: - Il bue. Sdegnata, volendo gonfiarsi sempre più, scoppiò e mori. Quando gli uomini piccoli vogliono imitare i grandi, finiscono male.
luna82
Jan 14 2004, 20:30
Il lupo e il cane Un lupo magro e sfinito incontra un cane ben pasciuto, con il pelo folto e lucido. Si fermano, si salutano e il lupo domanda: - Come mai tu sei così grasso? Io sono molto più forte di te, eppure, guardami: sto morendo di fame e non mi reggo sulle zampe. - Anche tu, amico mio, puoi ingrassare, se vieni con il mio padrone. C'è solo da far la guardia di notte perché non entrino in casa i ladri. - Bene, ci sto. Sono stanco di prendere acqua e neve e di affannarmi in cerca di cibo. Mentre camminano, il lupo si accorge che il cane ha un segno intorno al collo. - Che cos'è questo, amico? - gli domanda. - Sai, di solito mi legano. - E, dimmi: se vuoi puoi andartene? - Eh, no - risponde il cane. - Allora, cane, goditi tu i bei pasti. Io preferisco morire di fame piuttosto che rinunciare alla mia libertà
This is a "lo-fi" version of our main content. To view the full version with more information, formatting and images, please click hereEntra nel forum Vai all'indice dell'Archivio
|