ValentinoVero
Feb 14 2004, 22:18
Gli Iracheni non vogliono svoltare.
Nessuna proposta va bene per chi da 30 anni si è ritrovato sotto una dittatura che faceva comodo ai sostenitori del regime opprimente del despota Saddam Hussein e della sua banda di affiliati.
Oggi, ancora una volta, si è vissuta in Iraq, una strage.
Un gruppo di insorti iracheni pesantemente armati ha attaccato una stazione di polizia e il municipio di Falluja, 50 km a Ovest di Baghdad, ed ha provocato la morte di almeno 25 persone tra poliziotti, attaccanti e civili.
Oltre 30 feriti inoltre sono stati ricoverati in ospedale per le cure.
Ancora peggio poi gli attaccanti hanno favorito la fuga di un numero imprecisato di prigionieri detenuti nel commissariato, per controlli ed accertamenti.
A quanto sembra non è solo contro i presunti invasori che si combatte ma, contro chi vuole portare un ordine precostituito ed una forma di democrazia che porterebbe a libere elezioni ed alla scelta dello sviluppo economico e politico del paese.
daniela la notturna
Feb 15 2004, 10:52
Caro Valentino, la democrazia non deve essere mai imposta, altrimenti non si può chiamare democrazia. I paesi arabi devono ancora compiere un percorso sociale e culturale di emancipazione che i paesi occidentali hanno già compiuto con l'Illuminismo, fenomeno che portò alla Rivoluzione Americana e a quella francese. E, conseguentemente, alla nascita della classe sociale borghese intellettuale, prima pietra per abbattere il regime feudale dall'interno della stessa società. Come diceva il Grande Chè Guevara "Non esistono liberatori: sono i popoli che si liberano da soli." Una rivoluzione riesce solo con il consenso del popolo, basta pensare ai Carbonari e ai loro fallimenti perchè non avevano conquistato il cuore del popolo, che doveva affrontare problemi ancor più fondamentali della libertà: la Fame. Il popolo iracheno, ovviamente, è spaccato fra chi, per problemi politici o religiosi, avversava Saddam Hussein e lo vedeva imposto ( o quantomeno gradito) dagli americani e chi, invece, lo vedeva come il padre che nutre i figli, non importava se despota o padrone e per questi ultimi gli americani non sono "presunti invasori", come tu li definisci, ma sono proprio invasori che hanno tolto loro quel tozzo di pane che li faceva sopravvivere. Non bisogna dimenticare, inoltre, che l'Iraq, secondo paese produttore di petrolio, è stato strangolato dall'odioso e criminale embargo che ha ucciso centinaia di migliaia di bambini e ha reso gli occidentali agli occhi del popolo (non soltanto iracheno) dei nemici criminali da combattere.
ValentinoVero
Feb 15 2004, 19:39
Caro Valentino, la democrazia non deve essere mai imposta, altrimenti non si può chiamare democrazia.
I paesi arabi devono ancora compiere un percorso sociale e culturale di emancipazione che i paesi occidentali hanno già compiuto con l'Illuminismo, fenomeno che portò alla Rivoluzione Americana e a quella francese. Verissimo
E, conseguentemente, alla nascita della classe sociale borghese intellettuale, prima pietra per abbattere il regime feudale dall'interno della stessa società. Come diceva il Grande Chè Guevara "Non esistono liberatori: sono i popoli che si liberano da soli.
Anche questo è vero ma parliamo di tempi in cui la cultura mondiale e la situazione politica di tali popoli non era nelle condizioni di potere accettare qualcosa che oggi diamo per scontato come appartenente alla legittima sovranità del popolo.
" Una rivoluzione riesce solo con il consenso del popolo, basta pensare ai Carbonari e ai loro fallimenti perchè non avevano conquistato il cuore del popolo, che doveva affrontare problemi ancor più fondamentali della libertà: la Fame. Gli aiuti che gli "oppressori" danno oggi a questo popolo mi risulta che non sono proprio campati in aria.
Il popolo iracheno, ovviamente, è spaccato fra chi, per problemi politici o religiosi, avversava Saddam Hussein e lo vedeva imposto ( o quantomeno gradito) dagli americani e chi, invece, lo vedeva come il padre che nutre i figli, non importava se despota o padrone e per questi ultimi gli americani non sono "presunti invasori", come tu li definisci, ma sono proprio invasori che hanno tolto loro quel tozzo di pane che li faceva sopravvivere.
Non credo che occorra precisare che in questo momento il numero più alto di morti negli attentati è fatto di vittime civili, fratelli di quelli che cercano con questi gesti di portare quella che per loro dovrebbe essere una vita migliore. !!!!
Li definiamo "DANNI COLLATERALI"????
Non bisogna dimenticare, inoltre, che l'Iraq, secondo paese produttore di petrolio, è stato strangolato dall'odioso e criminale embargo che ha ucciso centinaia di migliaia di bambini e ha reso gli occidentali agli occhi del popolo (non soltanto iracheno) dei nemici criminali da combattere.
Non bisogna dimenticare neanche che lasciati a loro stessi ora come ora, questo popolo sarebbe soltanto un rifugio sicuro per tutti i terroristi del mondo e per chi, nel nome della criminalità organizzata, degli interessi economici più svariati (sfruttamento della prostituzione, rapimenti di minori per i trapianti clandestini, commerci di droga e di armi nucleari, ecc..) e per chi vorrebbe, grazie al pretrolio, sfruttare ancora di più chi essendone il leggittimo proprietario (il popolo) si ritroverebbe senza alcuna speranza per quel futuro che tutti noi ci auguriamo sia il futuro di un popolo che altrimenti sarà destinato alla scomparsa .
P.S. Ricordati che sono stato sempre contrario all'invasione ed alla guerra, ma analizzando oggi la situazione creatasi giudico il male peggiore della cura.
daniela la notturna
Feb 15 2004, 21:46
Proprio stasera è stato mandato in onda un servizio molto interessante al TG3 sulla drammatica situazione irachena...aumento della disoccupazione e disperazione tra la gente. Quali sarebbero questi aiuti da parte degli americani che non riescono nemmeno a dare munizioni sufficienti agli stessi militari (infatti i militari americani sono alquanto arrabbiati, oltre ad essere depressi)? Inoltre, Vale, la guerra civile era prevedibile in un paese come l'Iraq e nessuno ha mai chiamato le vittime degli attentati terroristi "danni collaterali"; questo termine è stato usato dai giornalisti asserviti a Bush & CO per definire le migliaia di iracheni civili morti o mutilati in seguito ai bombardamenti di "liberazione" da parte degli anglo-sassoni. Comunque sei rimasto tra i pochissimi a sostenere l'utilità di questa guerra ...persino gli americani e gli inglesi stanno contestando duramente Bush e Blair. Poi se mi spiegassi perchè l'Iraq era diventata la terra dei terroristi e, per tale "umana" ragione era stato imposto l'embargo, mi faresti una cosa gradita.
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