Roderigo
24-05-2012, 14:17
<iframe width="512" height="288" src="http://www.youtube.com/embed/Nyl2nip_BfQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
Il Rapporto annuale di Amnesty International 2012 documenta la situazione dei diritti umani in 155 paesi e territori nel 2011 e mostra come lo scorso anno la richiesta di diritti umani sia riecheggiata senza sosta in ogni angolo del pianeta.
Dal Cairo a New York, l’elemento che ha accomunato le proteste è stata la rapidità con cui i governi si sono affrettati a impedire manifestazioni pacifiche e a imbavagliare il dissenso. La gente scesa per le strade ha dimostrato un immenso coraggio di fronte alla repressione, brutale e talvolta letale.
Ha protestato contro l’abuso di potere, la mancanza di accertamento della responsabilità, la diseguaglianza e la povertà. Le leadership hanno fallito nel reagire a questo coraggio con azioni concrete nella direzione di un cambiamento ma è ormai chiaro che se non risponderanno a queste aspettative non saranno più accettate.
Questo Rapporto mostra infine come la libertà di espressione e la capacità di sfidare i governi e chiedere che rispettino, proteggano e mantengano i diritti umani siano elementi essenziali per creare un mondo dove tutte le persone vivano libere e uguali in dignità e diritti.
Naviga il Rapporto >> (http://rapportoannuale.amnesty.it/2012/introduzione)
http://rapportoannuale.amnesty.it/2012
Roderigo
24-05-2012, 17:39
di Umberto De Giovannangeli
Una delle piaghe denunciate da Amnesty riguarda gli eserciti di bambini soldato sparsi nel mondo. Il rapporto di Amnesty traccia il quadro delle libertà e dei diritti. Ma il 2011 è stato anno di lotta e ribellioni
ROMA RADIOGRAFIA DI UN MONDO ALLA RICERCA DI DIRITTI NEGATI E DI POPOLI che lottano per conquistarli. Il mondo visto da Am nesty International. Restrizioni alla li bertà d'espressione in almeno 91 Paesi; maltrattamenti e torture in almeno 101 Paesi, soprattutto nei confronti di per sone che avevano preso parte a manife stazioni antigovernative; condanne a morte eseguite in 21 Paesi ed emesse in 63; almeno 18.750 prigionieri nei brac ci della morte.
Sono questi i principali dati contenu ti nel Rapporto annuale 2012 di Amne sty International. Almeno il 60% delle violazioni dei diritti umani prosegue il Rapporto è legato all'uso di armi di piccolo calibro e armi leggere; almeno 55 tra gruppi armati e forze governati ve arruolano bambini come soldati o au siliari; solo 35 Paesi pubblicano rappor ti nazionali sui trasferimenti di armi convenzionali e ogni anno 500mila per sone muoiono per atti di violenza arma ta. Per quanto riguarda in particolare le Americhe, Amnesty documenta che sono stati fatti alcuni passi avanti nella lotta contro l'impunità, ma le forze di sicurezza hanno proseguito a commet tere torture, esecuzioni extragiudiziali e sparizioni.
TROPPI CONFLITTI
Difensori dei diritti umani in America Latina e nei Caraibi hanno subito mi nacce, intimidazioni e attacchi mortali. I popoli nativi hanno continuato a lotta re per i loro diritti, specialmente quello alla terra, ma gli interessi delle aziende hanno spesso prevalso sulle loro riven dicazioni. Migranti in transito per il Messico sono stati attaccati, stuprati e uccisi. In molti paesi dell'Africa Sub sahariana si sono svolte manifestazioni antigovernative, represse con la violen za dalle forze di sicurezza che hanno usato armi letali contro i dimostranti ri manendo quasi sempre impunite. La violenza e i conflitti armati hanno pro vocato indicibili sofferenze e innumere voli vittime in Costa d'Avorio, regione orientale della Repubblica Democrati ca del Congo, Somalia, Sud Sudan e Sudan. In Medio Oriente e Africa del Nord le rivolte popolari hanno deposto regi mi al potere da decenni. Manifestanti e dissidenti hanno subito violenza e re pressione e scarsi tentativi sono stati fatti per chiamare i responsabili a ri spondere del loro operato.
In Egitto, Libia e Tunisia, migliaia di prigionieri politici sono stati rilasciati e la libertà d'espressione è stata amplia ta. Tuttavia, sono proseguite le violazio ni che avevano luogo sotto i precedenti regimi, come la tortura e l'uso eccessi vo della forza contro i manifestanti e le restrizioni alla libertà di parola. In tutta la regione, la radicata discriminazione contro donne, minoranze e migranti è rimasta diffusa. Sono aumentate le ese cuzioni capitali, in particolare in Iraq, Arabia Saudita, Iran e Yemen. In Asia e nel Pacifico la libertà d'espressione ha subito restrizioni. In India sono state in trodotte nuove restrizioni ai social me dia.
Migliaia di dissidenti sono rimasti nei campi di prigionia della Corea del Nord. In Thailandia sono state inflitte dure pene detentive per offese alla fami glia reale. In Pakistan due politici sono stati assassinati per aver contestato l'uso delle leggi sulla blasfemia. Tortu re e maltrattamenti sono stati docu mentati in numerosi paesi, tra cui Co rea del Nord e Cina.
Ultimo focus sull'Europa e l'Asia Centrale: in tutto lo spazio ex sovietico i difensori dei diritti umani e i giornalisti sono stati perseguitati, intimiditi e pic chiati. In Kazakistan, Turkmenistan e Uzbekistan persone che avevano criti cato le autorità sono state sottoposte a processi irregolari e a persecuzioni. Le proteste antigovernative in Bielorussia e Azerbaigian sono state stroncate con la violenza o dichiarate illegali e i loro organizzatori imprigionati. In Russia persone che prendevano parte a mani festazioni contro il governo hanno subi to violenza. Almeno 1500 migranti e ri fugiati, tra cui donne incinte e bambini, sono annegati mentre cercavano di rag giungere l'Europa via mare. L'Italia ha espulso molte persone arrivate dalle Tunisia e altri Paesi, come Francia e Re gno Unito, hanno rifiutato di reinsedia re migranti libici. Le minoranze, come lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno subito ampie discriminazioni. «Il 2011 è stato un anno davvero pro rompente. Le persone sono scese a mi lioni in strada per pretendere libertà, giustizia e dignità e in alcuni casi hanno conseguito risultati memorabili», ricor da Amnesty. Una battaglia di libertà che non conosce confini.
l'Unità 24 maggio 2012
Powered by vBulletin® Version 4.2.1 Copyright © 2013 vBulletin Solutions, Inc. All rights reserved.