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Visualizza Versione Completa : Il mito infranto di Al Jazeera



daitan
19-03-2012, 23:02
vari giornalisti di al jazeera hanno dato le dimissioni in polemica con le censure e le narrazioni unilaterali da parte della tv nel coprire la situazione in libia e ora in siria


SIRIA: IL MITO INFRANTO DI AL JAZEERA (http://nena-news.globalist.it/?p=17848)

L'emittente che aveva rivoluzionato l'informazione nel mondo arabo e sbaragliato i network occidentali, ora e' un megafono degli interessi regionali dell'emiro del Qatar

Roma, 17 marzo 2012, Nena News – La molto mitizzata al Jazeera perde pezzi. A causa della sua copertura faziosa della crisi in Siria e anche della crisi nel piccolo Bahrain, una primavera araba che non fa notizia.

Alcuni membri di primo piano dell’ufficio di Beirut della tv qatariota hanno annunciato le dimissioni o si sono già dimessi, secondo quanto riportato dal quotidiano libanese al-Akhbar. Il «managing director» dell’ufficio di corrispondenza di Beirut, Hassan Shaaban, una settimana fa ha anticipato che se ne andrà, dopo che il corrispondente di al Jazeera Ali Hashem e il producer Mousa Ahmad se n’erano andati. Tutti in segno di protesta per i servizi giornalistici (e le censure), sugli avvenimenti in corso «nella regione araba» e in particolare in Siria e Bahrain.

Secondo quanto riporta il giornale, Ali Hashem ha preso la decisione dopo che al Jazeera «ha rifiutato di mostrare foto che lui aveva scattato in Siria di fighters armati impegnati in scontri con l’esercito siriano a Wadi Khaled». L’emittente, al contrario, «lo ha ripreso come fosse uno shabeeh», ossia un membro delle temute milizie pro-Assad.

Sempre Ali Hashem si era infuriato per il rifiuto opposto da al Jazeera di coprire la repressione ordinata dal re del Bahrain contro i manifestanti che chiedono (pacificamente) quello stesse riforme democratiche pretese dall’opposizone siriana. Nel Bahrain, il giornale fa dire a Ali Hashem, «noi vediamo scene di gente massacrata dalla macchina repressiva del Golfo, ma per al Jazeera, l’unica parola possibile è il silenzio».

Idem il producer dell’ufficio di Beirut, Mousa Ahmad, che protestava perché al Jazeera aveva «totalmente ignorato» il recente referendum promosso da Assad sulle riforme costituzionali del regime (fine del regime monopartitico del Baath e limiti di tempo ai mandati presidenziali), che pure aveva visto la partecipazione del 57% del corpo elettorale.

Il mito di al Jazeera, «la Bbc del Medio Oriente», era già andato in pezzi durante gli otto mesi della guerra civile libica, in cui il Qatar, con soldi, soldati e potere di fuoco mediatico, aveva combattuto sfacciatamente a fianco degli insorti anti-Gheddafi.

Il giornalista Afshin Rattansi, che ha lavorato per al Jazeera, dice che «sfortunatamente» questa tv, che aveva cominciato «rivoluzionando» l’informazione nel mondo arabo, è diventata «la voce monocorde della posizione anti-Assad del governo qatariota». Rattansi rende omaggio «al coraggio di quei giornalisti che dicono: “attenzione, non è così che noi dovremmo coprire questo tema perché lì in mezzo c’è gente di al Qaeda che si muove”. Il modo con cui al Jazeera ha coperto la storia della Siria è completamente unilaterale».

Un giudizio condiviso anche da Don Debar, giornalista e militante contro la guerra, anche lui un passato in al Jazeera: nelle sue prese di posizione l’emittente è stata «pesantemente» guidata dal governo del Qatar. «E’ così dall’aprile 2011 – dice Debar -. Il capo del bureau di Beirut se ne va e molta altra gente se ne va a causa della copertura faziosa e della mano pesante del governo qatariota nel dettare la linea editoriale sulla Libia prima e sulla Siria adesso».(m.m) Nena News

Edric
21-03-2012, 00:40
Sarà anche, non lo metto in dubbio. Tuttavia, spesso pubblica interessanti articoli di opinionisti esterni (coloro i cui articoli terminano in calce con il trafiletto: "I punti di vista espressi nell'articolo sono dell'autore e non necessariamente riflettono la linea editoriale ...") che esprimono pensieri anche controcorrente.

Se penso alla stampa che abbiamo in Italia mi viene da piangere.

Annibale
21-03-2012, 13:08
Non so come lavora Al Jazeera ma mi sembra difficile che la TV di un regime autoritario possa essere più di tanto libera. Persino nei paesi democratici i mezzi di informazione sono condizionati dai loro editori e dai loro interessi, figuriamoci dove lo stato stesso ha il potere di censurare.

Bondourant
21-03-2012, 13:40
Al Jazeera ? una bufala. VERA

Samarilla
21-03-2012, 16:35
Io ho fatto una vetrata per gli Al Thani
e all'epoca mi è stato detto che al Jazeera è divisa in 2 correnti
una "progressista" e l'altra dei fratelli mussulmani
in continua lotta tra loro
Ho sentito qualcosa di simile anche in un servizio su rai news

arjuna
21-03-2012, 17:39
Al Jazeera ? una bufala. VERA


mi associo.


si può crederci o no........ma questo mi pare interessante (però bisogna leggerlo tutto....):

QUI (http://www.informarexresistere.fr/2011/11/30/al-jazeera-e-al-qaida-creature-della-cia-e-del-mossad/#axzz1plmXL4Pm)


:whistler:

Edric
22-03-2012, 14:35
Sarà anche. Ma un può leggere anche articoli di Neve Gordon o Paul Rosenberg, ad esempio. Oppure, Mark LeVine, Richard Falk, Pepe Escobar, e tanti altri ancora.

Cosa sono? Sono tutti pagati dalla CIA?

Sulla maggior parte dei giornali italiani avete mai letto delle critihe verso le politiche di embargo rivolte all'Iran?

Su alcuni temi in particolare i giornalisti italiani sono in tutto e per tutto degli 'yes man'.

Mi sembra chiaro che comunque un network esprima in certi limiti una linea editoriale, e quindi non si può prendere per oro colato ciò che viene scritto...

Se voglio sapere la verità su De Benedetti me la vado a trovare nelle pagine di 'repubblica'?

Edric
22-03-2012, 14:38
...
e all'epoca mi è stato detto che al Jazeera è divisa in 2 correnti
una "progressista" e l'altra dei fratelli mussulmani
in continua lotta tra loro
...

Mi sembra una interpretazione che possa essere abbastanza verosimile ...

In ogni caso non traspare un 'pensiero unico'.

Bondourant
22-03-2012, 14:40
Cosa sono? Sono tutti pagati dalla CIA?


non mi stupirei..
cicciopotamo ferrara faceva il comunista pagato dalla CIA.

anche tu potresti essere pagato dalla cia :))

arjuna
22-03-2012, 15:57
Cosa sono? Sono tutti pagati dalla CIA?


ah, beh..questo non lo garantisco, e forse non voglio nemmeno crederlo........
però certi dettagli come questi:

QUI (http://www.vita.it/news/view/64998)


non giovano a ridurre l'inquietudine.....e poi per forza uno và a pensare male..

:yikes:

Bondourant
22-03-2012, 17:02
"A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca" (Belzebù Andreotti)

:)) come dire...on line !

Annibale
22-03-2012, 17:17
ah, beh..questo non lo garantisco, e forse non voglio nemmeno crederlo........
però certi dettagli come questi:

QUI (http://www.vita.it/news/view/64998)


non giovano a ridurre l'inquietudine.....e poi per forza uno và a pensare male..

:yikes:

E sì che al Jazeera non è che riservi buona stampa allo stato ebraico.
Strano che si facciano fare le traduzioni da un ex del Mossad.

Amanda
22-03-2012, 17:22
ma c'e' qualche tv che non e' controllata??

==============================================================
http://temi.repubblica.it/limes/medio-oriente-le-rivolte-viste-dal-qatar-la-patria-di-al-jazeera/20373

Al Jazeera, considerato un network autorevole, libera, internazionale, professionale e credibile, si confronta ogni giorno con l’impossibilità di criticare, per esempio, l’assenza di diritti civili in Qatar. Impossibilità data dal fatto che Al Jazeera stessa è di proprietà dell’Emiro. Liberi nel guardare il mondo e nel raccontarlo, ma senza nessuna possibilità di rivolgere quello stesso sguardo critico verso se stessi.

http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/7889-al-jazeera-servizi-faziosi-siria.html



Il corrispondente di Al Jazeera in arabo da Beirut, Ali Hashem, si è dimesso martedì dopo che delle e-mail trapelate hanno rivelato la sua insoddisfazione sulla copertura giornalistica della Siria da parte dell’emittente, secondo una fonte interna della rete televisiva. Le dimissioni di Hashem giungono settimane dopo che degli hacker pro-Assad hanno fatto trapelare e-mail che rivelavano lo sgomento tra il personale di Al Jazeera per la sua copertura «parziale e poco professionale» della rivolta siriana. «I dubbi di Hashem sono chiari e ben noti, e non sono più un segreto per nessuno,» ha sostenuto la fonte, che intende restare anonima.

«È possibile esaminare le e-mail che ha inviato alla sua collega, Rula Ibrahim, per conoscere la sua posizione, che è cambiata dopo che l’emittente ha rifiutato di mostrare le foto da lui scattate di combattenti armati che si scontravano con l'esercito siriano a Wadi Khaled. Invece [Al Jazeera] lo ha biasimato come shabeeh (vale a dire un lealista del regime).»

La fonte ha anche dichiarato che Hashem ha riferito il suo sgomento a diversi funzionari dell’emittente, non solo alla sua collega Ibrahim.

A complicare le cose per Hashem vi è stato il rifiuto di Al Jazeera di coprire la rivolta in Bahrain.

«[In Bahrain] stavamo vedendo le immagini di un popolo che veniva massacrato dalla “macchina di oppressione del Golfo” ma, per Al Jazeera, silenzio era il nome da dare al gioco», ha aggiunto la fonte.



Secondo la fonte, Hashem non era l'unico giornalista di Al Jazeera a esprimere la propria demoralizzazione per la sua copertura delle notizie. Anche i membri del personale negli uffici di Al Jazeera in Tunisia, Egitto, Libia, Siria, Bahrain hanno espresso opinioni analoghe.

La fonte ha spiegato che la maggior parte dei giornalisti di Al Jazeera è costituita da professionisti provenienti da prestigiose scuole di giornalismo in cui una tale copertura tendenziosa risulta inaccettabile, e lo è in modo particolare perché diversi giornalisti sul campo stanno essi stessi "vedendo la verità".

«C'è una divisione tra i membri del personale nell’emittente. Per quanto riguarda Hashem, pensava di poter cambiare una cosa, ma non poteva, e così ha scelto di dimettersi», ha sostenuto la fonte.

«Questo è quanto accade alla maggior parte delle persone che si oppongono alla politica provocatoria dell’emittente. Finiscono per dimettersi».

Bondourant
22-03-2012, 18:00
ma c'e' qualche tv che non e' controllata??


si telepannochia - nord


emittente notissima presso i marziani :))