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Visualizza Versione Completa : Crolla il palco di Jovanotti, un morto e otto feriti



Roderigo
12-12-2011, 22:42
Crolla palco concerto Jovanotti a Trieste


http://img198.imageshack.us/img198/6528/e849fdef16aad45345b78f8.jpg


Il cantante: 'Il mio cuore è pieno di dolore'
Nell'incidente a Trieste anche otto feriti


(di Francesco De Filippo)


Quando il carro mortuario compare dalla rampa del Palasport, le ragazze e la donna in attesa comprendono che a bordo c'é il corpo del "loro" Francesco Pinna, uno studente lavoratore di 20 anni, di Trieste. Erano accorse lì, all'uscita secondaria, dopo aver sentito la notizia dell' incidente. La disperazione è straziante anche per chi ha consuetudine con le tragedie, nessuno dei numerosi cronisti ha il coraggio di avvicinarsi mentre una delle ragazze batte le mani contro il muro urlando "Francesco, ti amo, torna... torna". Il giovane aveva accettato il lavoro di montaggio del palco di Jovanotti per raggranellare un po' di soldi. Quando la struttura alta una decina di metri all' improvviso e per cause ancora da accertare ha ceduto e si è accartocciata su se stessa completa di struttura di luci già montata, sotto c'é rimasto il giovane
"E' morto sul colpo" decreta il medico legale. Il parallelepipedo di tubi innocenti montato sul palco ha colpito nella sua caduta anche una decina di altre persone. Avrebbe potuto fare una strage, invece a sera nell'ospedale Cattinara rimangono ricoverate "solo" sette persone: per cinque si tratta di una scrupolosa "osservazione", per uno di condizioni serie (nel reparto ortopedia), per un altro, infine, di condizioni gravi: è in rianimazione. Tutti giovani, tutti maschi. "Sai quanto guadagna un ragazzo come lui? Cinque euro l'ora. Si può morire per questo?". A chiederlo, a se stesso e al gruppo di giovani con i quali si intrattiene in un bar vicino dove dal televisore passano in continuazione le immagini del disastro, è un collega di Francesco. Caschetti di plastica, moschettoni e zaini: sono riconoscibili tra gli avventori. Non si conoscevano, o almeno dicono che non conoscevano Francesco, che "si cambia, si gira, si lavora un giorno qua un giorno là" ma tutti sono concordi sul fatto che "non si può morire così, a 19 anni, a 20 anni, per una cosa del genere...".
Nel tardo pomeriggio, tra le tante dichiarazioni, compare su Twitter anche quella di Jovanotti: "Il mio dolore è rivolto a Francesco Pinna, studente e lavoratore la cui vita si è fermata oggi nell'incidente che ha travolto la mia squadra". In serata, dopo i sindacati che chiedono più sicurezza, interviene anche il ministro del Welfare, Elsa Fornero, turbata dalla tragedia. Quello degli incidenti sul lavoro è una "battaglia di civiltà alla quale personalmente non solo non mi sottrarrò ma vi dedicherò ogni mia energia. Gli Ispettori del Ministero sono stati subito incaricati di accertare cause e responsabilità del tragico incidente". Davanti agli agenti della Squadra mobile sono già sfilati alcuni tecnici.
Appena conclusi gli accertamenti preliminari, il pm titolare dell'inchiesta, Matteo Tripani, aprirà un fascicolo per omicidio colposo e lesioni, contro ignoti. Non è il solo incidente nella piccola e tranquilla Trieste: poco dopo l'incidente del Palasport si diffonde la notizia di un altro crollo, in un cantiere nel Molo Bersaglieri. Si temeva un altro decesso, invece la vicenda si conclude "solo" con tre operai feriti, uno in modo piuttosto serio. Erano al lavoro su una impalcatura che ha ceduto.



12 dicembre, 20:58
www.ansa.it (http://ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/12/12/visualizza_new.html_12767183.html)

clessidra
13-12-2011, 08:53
Dicono che si dovrà accertare se lavorasse per cinque euro l'ora. Risultasse vero, mi domanderei se Jovanotti lo sapeva.

daitan
13-12-2011, 10:44
posso solo dire che la tariffa di 5 euro all'ora per il facchinaggio semplice è comune e anche a genova è quella
per facchinaggio comune intendo le persone che vengono prese sul posto e a cui non viene richiesta esperienza

Amanda
13-12-2011, 14:12
http://notizie.virgilio.it/cronaca/i-montatori-dei-palchi-tra-droghe-pochi-euro-senza-sicurezza_160131.html

I montatori dei palchi: tra droghe, pochi euro e senza sicurezza

Parla un facchino all'indomani della tragedia al PalaTrieste dove un giovane ha perso la vita: mondo di cui le rockstar sanno poco

Roma, 13 dic. (TMNews) - Sottopagati (in nero) per lavorare anche oltre dieci ore a serata, senza troppi scrupoli sulle misure di sicurezza, con nessuna specializzazione, a contatto con altri ragazzi che magari trasportano tubi innocenti o spostano pesanti casse sotto l'effetto di qualche droga, dall'hashish alla cocaina. È il mondo dei facchini, o meglio di alcuni facchini che in tutta Italia lavorano al soldo di aziende che organizzano eventi, dal concerto della grande rockstar con migliaia di spettatori alla festa privata del vip con pochi intimi.

Sono quasi tutti giovani, molti gli studenti che lo fanno per tirare su qualche euro. Faticano nell'ombra, gli artisti non hanno nessun contatto con loro, sanno poco. Ieri a Trieste un ragazzo di 20 anni, studente e lavoratore, è morto schiacciato dal crollo del palco sul quale stasera si sarebbe dovuto esibire Lorenzo Jovanotti. La vicenda è ancora da chiarire, la magistratura valuterà l'accaduto, la posizione della giovane vittima e le responsabilità della società per cui lavorava.


All'agenzia TMNews parla uno di loro. Trentenne, di Roma, nel "curriculum" come facchino ha diversi concerti importanti, da Vasco Rossi (più di una volta) a Ramazzotti, da Renato Zero a Bruce Springsteen, da Elisa al Live8. In generale "qualsiasi evento dove ci fosse bisogno di manodopera, compresa una festa sulla spiaggia di un vip dello spettacolo e un evento legato alla festa della Repubblica".

Non vuole svelare il nome ("diciamo C.") e il perchè è facile a dirsi: "Perchè conoscendo Sergione se gli vai a rovinare la piazza manda qualcuno a cercarti. Lasciamo perdere". "Sergio S. per tutti 'Sergione'", si legge sul sito perfino sul sito della società "azienda attiva nel campo degli spettacoli ed eventi vari, per privati e per società". Nata nel 1988, a Roma e non solo è stata un'istituzione del settore. I facchini che lavorano per lei li chiamano "i sergioni".

"Ho lavorato per loro come facchino dal 2002 al 2006 - racconta C. - era un modo per fare qualche soldo, non me ne pento, anzi. Venivamo arruolati con il passaparola, ci davano un'orario di inizio lavoro, l'indirizzo e ci facevamo trovare sulla location. Arrivati i "bilici" (i tir che trasportano tutta l'attrezzatura per il palco, ndr) venivamo divisi in squadre, tra audio, video, ferro e altro. Un gruppo ha il compito di scaricare i camion, altri trasportano la roba sul posto, altri ancora la montano sotto la direzione di tecnici responsabili".

"C'era anche gente specializzata, con gli attestati, come quelli che si arrampicano a 20 metri per montare il palco. Quelli per i lavori più delicati, insomma. Poi alla fine dell'evento - continua C. - si rismonta tutto e si ricarica sui camion. Un giornata media di lavoro era di 10 ore, ma anche di 14 o 15 di seguito, se davi la disponibilità. Comunque se rimanevi oltre le 10 ore ti davano cose più leggere da fare, come spingere bauli con rotelle".

"Con loro ho sempre lavorato in nero, 6 euro l'ora. Qualche giorno dopo l'evento si andava nell'ufficio di Sergio: per i tanti soldi che giravano lui si faceva trovare con una pistola in vista nella fondina sotto l'ascella e dava a ciascuno il suo. Se eri in gamba e bravo magari ti regalava anche 10 euro per una ricarica del cellulare. Sergio per ogni facchino di euro ne prendeva comunque almeno il doppio".

"La sicurezza sotto i palchi? Per quanto mi riguarda pochissima. Niente scarpe antinfortunistiche, guanti o materiale ignifugo. Certo: ti dicevano di portarti, a tue spese, le scarpe, ma non stavano molto a controllare. Gli stranieri invece sono molto più attenti"....

Amanda
13-12-2011, 17:41
http://www.settimopotere.com/index.php?option=com_content&view=article&id=3773:giovane-morto-a-trieste-jovanotti-punito-qperche-portavoce-del-malignoq&catid=40:cronaca&Itemid=17


Giovane morto a Trieste, Jovanotti punito "perché portavoce del Maligno" .

Tuesday, 13 December 2011


Jovanotti è stato punito per le sue posizioni volgari e libertine: è la tesi di uno dei più famigerati blog "cattolici" integralisti in rete, "Pontifex", che ha dedicato un editoriale sulla tragedia avvenuta a Trieste, in cui uno degli operai che lavorava al montaggio del palco della star è rimasta travolta e uccisa da un crollo. Si chiamava Francesco Pinna, aveva 20 anni. Vittima indiretta, secondo Pontifex, della "giustizia divina" che avrebbe colpito il cantante toscano per le sue posizioni sul profilattico, espresse durante lo show di Fiorello.

Partite le prime polemiche, il blogger ha deciso di rimuovere il post incriminato.

Eccolo riproposto ai nostri lettori nella sua (malsana) interezza:

A Trieste, mentre si montava una tribuna per il concerto di Jovanotti, un crollo improvviso è costato la vita ad un operaio e diversi feriti. Piangiamo una vittima senza colpa, preghiamo per lui e chiediamo sia fatta giustizia, indipendentemente dal nome o dal passato di chi sia responsabile per colpa. Davanti alle morti sul lavoro occorre massima fermezza, in quanto non è pensabile lasciare la vita e la famiglia per pochi soldi, mentre artisti e vip ingrassano. Detto questo, passiamo al resto. Ricorderete che una settimana fa, Fiorello si esibì con il suo penoso "salvalavita Beghelli", alludendo e facendosi apostolo del profilattico, dunque incoraggiando via etere il libertinaggio sessuale, quindi il peccato mortale? Bene, in quella circostanza, Fiorello ebbe come partner proprio Jovanotti, colui il quale avrebbe dovuto esibirsi a Trieste. Dio non manda certamente il male che non vuole. Dio non chiede sofferenze agli umani, ma si ribella e acconsente acché Satana ci metta alla prova.

Una specie di "catechismo del male", giusto percorso spirituale, che ogni uomo deve affrontare al fine di santificare la propria vita, mediante fortezza e virtù.

Una positiva conseguenza del crollo è stata la sospensione del concerto di questo menestrello del vietato vietare, del tutto è permesso, della vita sregolata e dell'incitamento ad ogni scompostezza esistenziale.

Da questo e solo da questo punto di vista, esiste una giustizia divina che si oppone alla volgarità ed al libertinaggio senza censura, anzi, avallato da nomi noti che, così facendo, si fanno portatori di voce del Maligno.

Su certi avvenimenti della storia e nella storia, occorre meditare e riflettere, senza fingere che non riguardi noi e le nostre condotte scellerate ed offensive.

Chi violenta il genere umano, chi .............................................

clessidra
13-12-2011, 18:15
http://notizie.virgilio.it/cronaca/i-montatori-dei-palchi-tra-droghe-pochi-euro-senza-sicurezza_160131.html

I montatori dei palchi: tra droghe, pochi euro e senza sicurezza

Parla un facchino all'indomani della tragedia al PalaTrieste dove un giovane ha perso la vita: mondo di cui le rockstar sanno poco



Lasciando perdere i deliri di vendetta... ora però lo sanno e non sarebbe male che ne tenessero conto, cominciando col parlarne nei loro concerti.
Jovanotti dal vivo, anche se su un palco, risulta un uomo di una umanità contagiosa. Già lui da solo, visto che gli è toccata la cattiva sorte (a quanto pare) di essere coinvolto in questa tragedia, potrebbe dare una spinta a rendere questione scottante la morte scandalosa per lavoro. Per questo ragazzo tre volte scandalosa: era giovane, lavorava per una miseria e lo faceva per poter studiare.