red sky
26-09-2011, 16:52
http://www.giornalettismo.com/r/683x250c/2011/09/rosat-683.png
Rosat, il nuovo satellite che ci cadrà in testa
26 settembre 2011
Occhi al cielo, di nuovo: atteso un rottame spaziale per fine ottobre
Il satellite UARS, che sarebbe potuto cadere da qualche parte nell’alta Italia arrivando in testa a qualche povero sventurato, e che poi ha cambiato direzione diventando totalmente inoffensivo – se non per qualche detrito caduto fra Reggio Emilia e Cremona – non è l’unica cosa che ci deve preoccupare: ce n’è un altro, in arrivo, per fine ottobre. Si tratta del ROSAT, satellite di fabbricazione europea e che orbita, spento, intorno al nostro pianeta, fin dal 1999:.
IL NUOVO SATELLITE – Ora, dopo aver orbitato a cerchi sempre più stretti, in avvicinamento verso la nostra atmosfera, sta per entrare e incendiarsi a contatto con il nostro pianeta. E, ci racconta il New Scientist forse potrebbe – oh no, di nuovo! – cadere in testa a qualcuno.
Un telescopio spaziale tedesco chiamato ROSAT potrebbe colpire il pianeta alla fine di ottobre – ed è addirittura più probabile che causi danni o problemi rispetto all’UARS nelle aree popolate.
Secondo i calcoli della società che ha fabbricato il satellite, il ROSAT sarebbe addirittura più pericoloso dell’UARS.
Alla fine di ottobre o all’inizio di novembre il ROSAT – un telescopio a raggi X costruito dai laboratori aerospaziali DLR e lanciato dalla NASA nel 1990 – rientrerà nell’atmosfera, con una probabilità su 2000 di ferire qualcuno. I più alti rischi derivano dai requisiti dei sistemi a raggi X nello spazio, dice un portavoce della DLR. Gli specchi del veicolo spaziale devono essere pesantemente difesi dal calore che potrebbero rovinare le operazioni a raggi X. Ma questo significa che questi specchi saranno ben più resistenti ad un’entrata “infuocata”. (…) “Fino a 30 detriti singoli con una massa totale di circa 1,6 tonnellate potrebbe raggiungere la superficie della terra. Il sistema a raggi X, con i suoi specchi e il suo supporto meccanico fatto di fibra di carbonio – o almeno una parte di esso – potrebbe essere il componente singolo più pesante a raggiungere il terreno.
Insomma, vi siete preoccupati per l’UARS? Preoccupatevi un pochino di più per il ROSAT.
DIFFICOLTA’ E PREOCCUPAZIONE – Il problema, dice il costruttore, è che il satellite ROSAT non ha i motori per pilotare un “rientro controllato”. E ci sono altri fattori che spingono a chiamare tutti alla prudenza: sempre che si possa fare qualcosa per evitare un blocco di ferro, metallo e vetro anche di 400 kg che ti cade in testa dallo spazio dopo un’entrata infuocata nell’atmosfera.
Il tempo e la posizione del rientro del ROSAT non può essere predetto con precisione per le fluttuazioni dell’attività solare, che influenzano la presa dell’atmosfera.
E il comportamento dell’atmosfera è uno dei due criteri da prendere in considerazione quando si tratta di calcolare il momento preciso in cui un satellite rientrerà nello spazio terrestre: il problema è proprio quello di capire quando il ROSAT rientrerà. Capito quello, si potrà calcolarne la traiettoria. Ma questo non è un comptio facile.
Il momento in cui un veicolo rientra è difficile da predire perché è determinato da due fattori. Primo, la geometria del satellite cadente mentre entra nell’atmosfera, che funge da freno. Secondo, il comportamento dell’atmosfera stessa, che si espande e restringe con l’ammontare dell’attività solare.
http://www.giornalettismo.com/archives/151725/rosat-il-nuovo-satellite-che-ci-cadra-in-testa/2/
Rosat, il nuovo satellite che ci cadrà in testa
26 settembre 2011
Occhi al cielo, di nuovo: atteso un rottame spaziale per fine ottobre
Il satellite UARS, che sarebbe potuto cadere da qualche parte nell’alta Italia arrivando in testa a qualche povero sventurato, e che poi ha cambiato direzione diventando totalmente inoffensivo – se non per qualche detrito caduto fra Reggio Emilia e Cremona – non è l’unica cosa che ci deve preoccupare: ce n’è un altro, in arrivo, per fine ottobre. Si tratta del ROSAT, satellite di fabbricazione europea e che orbita, spento, intorno al nostro pianeta, fin dal 1999:.
IL NUOVO SATELLITE – Ora, dopo aver orbitato a cerchi sempre più stretti, in avvicinamento verso la nostra atmosfera, sta per entrare e incendiarsi a contatto con il nostro pianeta. E, ci racconta il New Scientist forse potrebbe – oh no, di nuovo! – cadere in testa a qualcuno.
Un telescopio spaziale tedesco chiamato ROSAT potrebbe colpire il pianeta alla fine di ottobre – ed è addirittura più probabile che causi danni o problemi rispetto all’UARS nelle aree popolate.
Secondo i calcoli della società che ha fabbricato il satellite, il ROSAT sarebbe addirittura più pericoloso dell’UARS.
Alla fine di ottobre o all’inizio di novembre il ROSAT – un telescopio a raggi X costruito dai laboratori aerospaziali DLR e lanciato dalla NASA nel 1990 – rientrerà nell’atmosfera, con una probabilità su 2000 di ferire qualcuno. I più alti rischi derivano dai requisiti dei sistemi a raggi X nello spazio, dice un portavoce della DLR. Gli specchi del veicolo spaziale devono essere pesantemente difesi dal calore che potrebbero rovinare le operazioni a raggi X. Ma questo significa che questi specchi saranno ben più resistenti ad un’entrata “infuocata”. (…) “Fino a 30 detriti singoli con una massa totale di circa 1,6 tonnellate potrebbe raggiungere la superficie della terra. Il sistema a raggi X, con i suoi specchi e il suo supporto meccanico fatto di fibra di carbonio – o almeno una parte di esso – potrebbe essere il componente singolo più pesante a raggiungere il terreno.
Insomma, vi siete preoccupati per l’UARS? Preoccupatevi un pochino di più per il ROSAT.
DIFFICOLTA’ E PREOCCUPAZIONE – Il problema, dice il costruttore, è che il satellite ROSAT non ha i motori per pilotare un “rientro controllato”. E ci sono altri fattori che spingono a chiamare tutti alla prudenza: sempre che si possa fare qualcosa per evitare un blocco di ferro, metallo e vetro anche di 400 kg che ti cade in testa dallo spazio dopo un’entrata infuocata nell’atmosfera.
Il tempo e la posizione del rientro del ROSAT non può essere predetto con precisione per le fluttuazioni dell’attività solare, che influenzano la presa dell’atmosfera.
E il comportamento dell’atmosfera è uno dei due criteri da prendere in considerazione quando si tratta di calcolare il momento preciso in cui un satellite rientrerà nello spazio terrestre: il problema è proprio quello di capire quando il ROSAT rientrerà. Capito quello, si potrà calcolarne la traiettoria. Ma questo non è un comptio facile.
Il momento in cui un veicolo rientra è difficile da predire perché è determinato da due fattori. Primo, la geometria del satellite cadente mentre entra nell’atmosfera, che funge da freno. Secondo, il comportamento dell’atmosfera stessa, che si espande e restringe con l’ammontare dell’attività solare.
http://www.giornalettismo.com/archives/151725/rosat-il-nuovo-satellite-che-ci-cadra-in-testa/2/