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Visualizza Versione Completa : Uragano Irene, Obama: sarà uragano storico



red sky
26-08-2011, 20:12
Irene, evacuate la costa di New York
Obama: «Irene sarà un uragano storico»
Broadway restaa aperto: «The show must go on»

La dichiarazione di Obama

MILANO - Irene, l'uragano che minaccia la costa orientale degli Stati Uniti, incombe su New York. Il sindaco, Michael Bloomberg, ha ordinato l'evacuazione delle aree costiere Battery Park a Manhattan, Coney Island a Brooklyn e Far Rockawway nel Queens. L'esodo comincerà alle 16 di sabato, 20 in Italia, e riguarderà oltre 250 mila residenti. Poi il sistema dei trasporti della Grande Mela si fermerà rendendo difficile gli spostamenti, ha affermato Bloomberg. Entro le 5 del pomeriggio di sabato, ha detto Bloomberg in una conferenza stampa, dovranno essere state evacuate tutte le zone costiere. Non c'era mai stato prima nella storia di New York un ordine di evacuazione, ha detto il sindaco: «Non fatevi ingannare dal sole che c'è adesso, questo uragano è una cosa seria», ha ammonito Bloomberg. Entro questo pomeriggio il comune aprirà centri di emergenza per i newyorkesi evacuati che non possono andare a casa di parenti o amici che vivono in zone sicure.

LA POLIZIA - Il responsabile della polizia cittadina, Raymond Kelly, ha promesso una maggiore presenza di forze dell'ordine nei quartieri evacuati per scongiurare eventuare saccheggi. Bloomberg ha dichiarato che la città si sta «preparando al peggio», e ha spiegato che un apposito centro di comando è stato allestito presso l'Ufficio per la gestione delle emergenze, mentre tutti i servizi d'emergenza hanno allertato personale extra. La polizia sta inoltre dispiegando circa cinquanta imbarcazioni di salvataggio nelle aree cittadine a livello del mare, mentre altre 33 imbarcazioni sono già a disposizione del reparto operazioni speciali, insieme a una serie di elicotteri. I rifugi cittadini sono già stati aperti.

IL MESSAGGIO DI OBAMA - Irene è «estremamente pericoloso e sarà un uragano storico». È la massima autorità degli Stati Uniti a lanciare l'allarme per l'arrivo dell'uragano Irene sulle coste atlantiche. Il presidente Barack Obama ha parlato da Martha's Vineyard, nel Massachusetts, dove si trova in vacanza, località che entra nella lista di quelle messe in allarme in quanto si trova lungo il percorso previsto dell'uragano.

«EVACUATE» - Il presidente americano si è poi rivolto ai governatori e agli abitanti degli Stati interessati dalla tempesta. «Se dovete evacuare, fatelo». Obama mette così le mani avanti, per evitare di trovarsi nella situazione del 2005, quando l'allora presidente George W. Bush sottostimò l'uragano Katrina che il 29 agosto allagò New Orleans e tutta l'area del delta del Mississippi. Anche se il Noaa (il Centro controllo uragani di Miami) poco prima del discorso di Obama ha declassato Irene di un livello portando l'uragano a livello 2 (sui 5 della scala). Un uragano di livello 2 comunque riesce a scatenare raffiche fino a 170 chilometri all'ora. Alle 16 (ora italiana) il centro di Irene si trovava a 530 km a sud-ovest di capo Hatteras (Carolina del Nord) e si muove verso nord alla velocità di 22 km all'ora. «È previsto un lieve cambiamento nella potenza prima che Irene raggiunga la costa», dice una nota del Noaa, aggiungendo che l'allerta uragano è stata estesa a nord della baia di Chesapeake Bay fino a Drum Point.

Usa in allerta per l'arrivo di irene

ALLARME - In ogni caso è già allarme su tutta la costa atlantica degli Usa. In particolare nelle grandi città come New York e Washington, anche se l'impatto peggiore si verificherà sulle coste di Carolina del Nord e Virginia. Nel primo Stato molte zone sono già state sgomberate dalla popolazione. Il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha già proclamato lo stato di emergenza, atto che consentirà all'amministrazione di aiutare «più velocemente e con maggiore efficacia» città e contee. «Stiamo cooperando con amministrazioni locali e federali per pianificare e coordinare la nostra reazione, soprattutto nelle aree più colpite», ha detto Cuomo.


DANNI - Secondo una società specializzata, la Kinetic Analysis, Irene potrà provocare danni massimi pari a 12 miliardi di dollari (8,3 miliardi di euro), anche se la cifra effettiva si fermerà tra i 5 e i 10 miliardi di dollari, dipende dall'intensità con la quale l'uragano colpirà New York. Intanto le linee aeree hanno già cancellato migliaia di voli. Solo la JetBlue Airways ha annunciato di aver annullato 882 voli in programma tra sabato e lunedì. Nessuno stop finora per British Airways, Lufthansa ir France-Klm, che hanno confermato tutti i voli per gli Usa in programma per il fine sttimana.
BROADWAY E ATLANTIC CITY - Gli unici che non sono preoccupati per l'arrivo di Irene sono i teatri di Broadway. Fedeli alla tradizione americana che «the show must go on», nessuno ha cancellato gli spettacoli in programma. Al contrario si fermeranno anche le scommesse nella città-casinò di Atlantic City: dalle 12.00 alle 18.00 di sabato ore italiane, le scommesse saranno sospese.

http://www.corriere.it/esteri/11_agosto_26/uragano-irene_f52d7ea0-cf66-11e0-9639-95c553466c70.shtml

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Esperti: città a rischio catastrofe. Si teme tsunami.


WASHINGTON - ''Irene e' un uragano storico, pericoloso. Stiamo prendendo la situazione molto seriamente. Se serve evacuare, fatelo ora, senza aspettare''. Barack Obama lancia l'allarme e annuncia che tornera' a Washington gia' stasera, un giorno prima del previsto.

Parlando da Martha's Vineyard, dove ha trascorso gli ultimi giorni tra vacanze e briefing di lavoro, il presidente americano conferma che la minaccia che verra' dal cielo nelle prossime 36 ore e' maledettamente seria. Piu' che il vento, preoccupa l'acqua, tanto che a New York si teme uno tsunami, con onde alte dieci metri. Da giorni la Casa Bianca monitora la situazione, mobilitando gli uomini della dipartimento della Sicurezza Interna e della Protezione Civile. Sono gia' scattate le prime evacuazioni nel sud del Paese, nella Carolina del Nord, dove sono tradizionalmente abituati a questi fenomeni. Le prime carovane di auto stanno cercando rifugio nelle zone dell'interno. Ma e' al nord che cresce ora dopo ora l'ansiosa attesa e anche la preoccupazione per quello che si prevede un lungo week end di paura. Negli Usa hanno tutti ancora impresse negli occhi le drammatiche immagini del 2005, di New Orleans completamente devastata dall'acqua dopo il passaggio di Katrina. Ma la Louisiana e' lontana, rispetto a Manhattan. Nel giro di poche ore, Irene scarichera' infatti tutta la sua potenza distruttrice, con vento e pioggia, dalla Florida al New England. Un raggio vastissimo, che coinvolgera' in prima battuta le localita' turistiche della costa, ma stavolta colpira' anche le due citta' piu' popolose del versante atlantico, Washington e soprattutto New York. E qui, a Manhattan, gli esperti del National Oceanic and Atmospheric Administration hanno lanciato l'allarme piu' drammatico. Secondo loro, nella Grande Mela Irene potrebbe avere ''conseguenze catastrofiche''. Tanto che il sindaco Michael Bloomberg ha gia' ordinato l'evacuazione obbligatoria delle zone vicino alla costa, incluso Battery Park a Manhattan, Coney Island a Brooklyn e Far Rockawway nel Queens. Tra gli scenari previsti, quello di un'inondazione dalle conseguenze ''devastanti'', paragonabili a uno tsunami: sotto l'acqua finirebbero infatti da Wall Street all'aeroporto JFK. Senza contare l'allagamento della metropolitana e le preoccupazioni per il tunnel sotto l'East River che collega Brooklyn a Manhattan. Prospettive apocalittiche per una citta' che vive sull'uso dei mezzi pubblici e che, solo la settimana scorsa, e' andata in tilt per una scossa di terremoto che comunque non ha causato nemmeno il crollo di un cornicione. Ma mentre le autorita' raccomandano, lungo tutta la costa, di fare scorta di acqua e cibo, quello che appare pressoche' certo e' un black out di dimensioni impressionanti. Non solo nelle localita' piu' sperdute, ma anche nei centri piu' grandi. A Washington, ad esempio, purtroppo l'elettricita' spesso viaggia sui fili, cosi' basta un acquazzone un po' piu' violento del solito, per buttare giu' un palo e addio corrente. E su questo punto, lo stesso Segretario di Stato, Janet Napolitano ha fatto appello a tutti i cittadini della costa perche' si preparino a una ''interruzione della corrente elettrica di vaste proporzioni''. Intanto, come sempre qui negli Usa, si stima in anticipo quanto Irene potrebbe costare alle casse dello Zio Sam. Secondo le prime previsioni si tratta di danni per 13,9 miliardi dollari.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/08/24/visualizza_new.html_752711595.html

virginia
27-08-2011, 10:33
per chi lo vuole seguire in diretta (http://www.earthcam.com/usa/newyork/timessquare/)

red sky
28-08-2011, 12:59
12:32 28 AGO 2011

(AGI) New York - L'uragano Irene si e' rovesciato per la seconda volta sul New Jersey, vicino Atlantic City, con venti che soffiano a circa 130 chilometri orari. Irene, categoria 1, si era abbattuto gia' ieri sul New Jersey. Prima ancora era arrivato sulle coste delal Carolina del Nord, a Lookout, poi ha cominciato a correre lungo le coste di Virginia, Maryland e, appunto, New Jersey. A New York, intanto, e' stato diramato un allerta tornado per Brooklin e Queens. Oltre 8.000 residenti di Staten Island sono gia' senza luce.

http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/201108281232-est-rom0034-irene_l_uragano_si_abbatte_di_nuovo_sul_new_jersey


08:24 28 AGO 2011

(AGI) Washington - L'uragano Irene ha lasciato al buio un milione e mezzo di persone in Nord Carolina, Virgina, Delaware e DC. Il sindaco di Philadelphia, in Pennsylvania, ha avvertito i cittadini che il blackout potrebbe durare giorni, forse settimane. L'uragano sta colpendo le coste della Virginia e del Maryland.

http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/201108280824-est-rom0009-irene_1_5_mln_di_persone_senza_elettricita_negli_usa

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23:32New York, lieve sisma ad Albany 60 –
Mentre si prepara ad affrontare l'uragano Irene, lo stato di New York è stato colpito da un lieve scossa di terremoto di magnitudo 2,9. L'epicentro è stato localizzato nella capitale dello Stato, Albany. Martedì scorso tutta la costa orientale era stata colpita da un'inusuale sisma di 5,9 gradi della scala Richter.

http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/27/dirette/l_uragano_terrorizza_new_york_chiusi_gli_aeroporti_della_grande_mela-20925596/?ref=HREA-1

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OSCILLANO I PALAZZI PIU' ALTI
Gli edifici più alti iniziano a oscillare a New York per l'arrivo dell'uragano Irene. «Comincio ad avere un po' di mal di mare e sento la casa muoversi anche se mi stendo sul letto», racconta Anton Williams, studente 25enne rimasto nel suo appartamento di Manhattan, al 34mo piano. È probabile che da un momento all'altro molte abitazioni non abbiano più energia elettrica.

http://www.unita.it/mondo/irene-a-new-york-oscillano-i-palazzi-piu-alti-1.326695

Roderigo
28-08-2011, 15:30
L'uragano Irene si abbatte su New York - Le foto (http://esteri.liquida.it/photogallery/25486/irene-e-arrivata-a-new-york-tre-milioni-senza-luce/)


<iframe src="http://www.youtube.com/embed/V4DVm4LzZGg" allowfullscreen="" frameborder="0" height="318" width="512"></iframe>


Cresce a New York la paura per possibili inondazioni a causa dell'uragano Irene. Nella parte sud di Manhattan il fiume Hudson ha già superato gli argini. Anche l'East River ha cominciato a straripare nella zona sud e a Brooklyn diverse strade sono allagate. Sono tre milioni le persone sulla East Coast degli Stati Uniti rimaste senza luce: di queste, circa 50.000 a New York. Nuovo appello del sindaco di New York: "Irene è arrivato, state in casa, preparatevi ai blackout".


CNN:State-by-state developments related to Irene (http://edition.cnn.com/2011/US/08/28/irene.state.by.state/)
Il Post: L’uragano ferma New York (http://www.ilpost.it/2011/08/27/uragano-irene-east-coast-2/)
WSJ: Hurricane Irene Hits U.S. Coast (http://online.wsj.com/article/SB10001424053111904875404576533732485689842.html)
Repubblica: "Sarà un uragano storico, prepararsi" (http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/26/news/bloomberg_uragano-20901961/?ref=HREA-1)
Corsera: Irene a New York, ordini d'evacuazione (http://www.corriere.it/esteri/11_agosto_26/uragano-irene_f52d7ea0-cf66-11e0-9639-95c553466c70.shtml)
TGcom sull'uragano Irene a New York (http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo1019540.shtml)


27 agosto 2011
http://esteri.liquida.it/ (http://esteri.liquida.it/focus/2011/08/26/stato-di-emergenza-a-new-york-arriva-l-uragano-irene/)

mormore
28-08-2011, 21:29
Quello che non c'e' stato :

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Dove e come nascono gli uragani :

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marco sbandi
28-08-2011, 23:12
Mentre molti uragani negli anni scorsi hanno provocato stragi che a stento sono state rilevate dalla stampa per un giorno, questo eventuale dramma di New York è stata una montatura colossale che
evidentemente serve a far vivere nella paura gli statunitensi, visto che di misure organizzative concrete per far fronte allo eventuale disastro non ne sono state nominate a parte l evacuazione.
Quando New Orleans fu sommersa dalle acque coloro che furono evacuati furono abbandonati poi a se stessi. Intanto allora come oggi il presidente, anche se diverso, pregava ....
Ci sarebbero state molte notizie vere da riferire invece di una commiserazione inutile per i newyorchesi, ma la paura degli statunitensi purtroppo vale sulla carta stampata e la tv molto piu della paura delle donne che lavorano nelle maquilladoras del messico, di quella dei nativi d america di non portare soldi a casa e forse neanche la vita per la repressione degli eserciti al soldo degli USA, di quella degli iracheni che continuano ad essere uccisi dalla occupazione USA, etc

red sky
29-08-2011, 14:37
Al momento i morti per l'uragano sono saliti a 20.


Secondo le prime stime, ammonterebbero a 5-7 miliardi di dollari i danni causati dall'uragano Irene sulla East Coast degli Stati Uniti. Ma la cifra è destinata a salire vista la situazione ancora critica in alcune zone alluvionate, soprattuto in Vermont e nel New Jersey. Il presidente Usa, Barack Obama, ha stamattina dichiarato lo stato di emergenza proprio per il Vermont dove le inondazioni stanno provocando seri problemi a una parte della popolazione.


Quattro milioni sono rimasti senza luce, centinaia di migliaia sono stati costretti a lasciare la propria casa e i danni ammontano a miliardi di dollari. Ci sono state 13 vittime, ma bisogna considerare l'enorme vastità della minaccia, lungo tutta la Costa Est, dove abitano 65 milioni di americani.




Comunque sia
Barack Obama annuncia che l'emergenza "non è finita". Anche se è diventata una tempesta tropicale "Irene resta ancora pericolosa".

sta dicendo che l'uragano potrebbe ritornare?

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2011/08/24/visualizza_new.html_752711595.htm


Quando New Orleans fu sommersa dalle acque coloro che furono evacuati furono abbandonati poi a se stessi.

stavolta invece annunciano che il tesoro della FED è al sicuro prima ancora di capire se lo è anche la popolazione.
. Il piu' famoso e inaccessibile caveau del pianeta, 24 metri sotto terra e tenuta stagna, si trova infatti proprio nell'area della Grande Mela che e' stata evacuata.
Pare di capire che l'evacuazione è stata fatta per altri motivi.

fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Usa-New-York-al-sicuro-il-tesoro-della-Fed_312394141264.html

arjuna
29-08-2011, 15:56
forse ci si è abituati ai film catastrofici con il lieto fine dove si salva il mondo e il modo di vivere americano, forse 20 morti non sono abbastanza per un allarme giustificato, forse i repubblicani non possono più fare a meno di essere teste di cazzo.......

peccato che gli allerta della protezione civile non funzionino come le testoline bastian contrarie pensano; un allarme lanciato su fenomeni naturali non può essere ridotto o frazionato per consenso delle lobby più o meno potenti economicamente e commercialmente, un allarme fa allontanare e mette in condizione di essere aiutati e in fin dei conti fa aiutare senza (sopratutto....) essere d'intralcio in caso il fenomeno si palesi in tutta la sua potenza.

Chi parla di montatura non sa quello che dice perché non è al corrente dei protocolli nazionali e internazionali di intervento; penso che effettivamente il governo americano abbia agito con (finalmente..) la dovuta razionalità ed efficienza.....laddove peraltro i danni materiali ammontano a qualche miliardo di dollari.

E in tutta franchezza:
se tutta la macchina degli allarmi e delle evacuazioni avesse avuto l'effetto di salvare anche solo una vita, sarebbe oltremodo giustificato e sufficiente averla messa in moto.

...............il resto sono minchiate.


:sbadiglio:

mormore
29-08-2011, 16:32
forse ci si è abituati ai film catastrofici con il lieto fine dove si salva il mondo e il modo di vivere americano, forse 20 morti non sono abbastanza per un allarme giustificato, forse i repubblicani non possono più fare a meno di essere teste di cazzo.......[...]


Completamente d'accordo , anche con il resto del post !

red sky
29-08-2011, 16:58
Chi parla di montatura non sa quello che dice perché non è al corrente dei protocolli nazionali e internazionali di intervento; penso che effettivamente il governo americano abbia agito con (finalmente..) la dovuta razionalità ed efficienza.....laddove peraltro i danni materiali ammontano a qualche miliardo di dollari.


infatti.......non sappiamo nulla in che cosa consisteva l'intervento.
Da quello che hanno detto fin dall'inizio onde altre circa 2 mt colpivano le città , nel contempo invitavano a gente a non usare gli ascensori e a scendere ai piani bassi e questo è del tutto un controsenso se veramente esisteva il pericolo di onde altre 2 mt.

Diciamo che hanno sbagliato anche le previsioni perchè di onde alte 2 mt non ce ne sono state.
Hanno dato dei falsi allarmi? non hanno fatto previsioni esatte oppure l'uragano ha beffato tutti?



E in tutta franchezza:
se tutta la macchina degli allarmi e delle evacuazioni avesse avuto l'effetto di salvare anche solo una vita, sarebbe oltremodo giustificato e sufficiente averla messa in moto.
guarda anche l'esatto opposto. Se qualcuno dicesse che è in arrivo un uragano e i vertici delle istituzioni dicono che non è pericoloso è procurato allarme.
Obama adesso dicono che è stato bravo nel dare questo allarme, nessuno si ricorda della marea nera del golfo? Al presidente sta per scadere il mandato e non è 'salvando' la popolazione dall'uragano che la crisi economica sparisce o che le guerre americane sparse per il mondo le stiano facendo gratis.

Quello che gli oppositori di Obama stanno dicendo è che 800 mln di dollari sono tanti e si potevano risparmiare se la protezione l'avessero fatta i singoli stati.
Obama in questo caso era relegato ad un ruolo marginale e questo è evidente che non lo voleva visto che la popolarità che sta godendo non è proprio delle migliori.


.................
18.15 – Irene lascia la Grande Mela e si dirige verso il New England. I repubblicani accusano: “Troppo allarmismo”

La tempesta tropicale lascia New York e prosegue verso nord in direzione New England. Intanto alcuni esponenti del partito repubblicano accusano la Ferna, agenzia federale della Protezione civile che ha promosso le evacuazioni di massa. “Hanno speso 800 milioni di dollari, ma questo lavoro potevano farlo i governatori dei singoli Stati”, ha detto il repubblicano Ron Paul

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/28/irene-soffia-su-new-york-bloomberg-pronti-al-blackout/153976/

arjuna
29-08-2011, 17:33
devo dare qualche chiarimento:

1) ad un tavolo delle emergenze per fenomeni naturali (posso solo fare comparazioni con l'alluvione di Asti del 1994 e quella di Torino del 2000) non sai con quale quantità di acqua e vento dovrai confrontarti, la logica suggerisce (ed i protocolli studiati in tempi di "pace" atmosferica) di alzare le soglie di intervento presagendo la peggiore delle condizioni si possa immaginare per quel determinato luogo a rischio.

2)se non si fa male nessuno e i preventivi di danno a persone e cose erano superiori alla realtà, abbiamo vinto comunque noi. Mi dispiace per chi si aspettava di più, oppure per chi voleva vendere i big mac o gli hot dog , comunque, sotto la tempesta......

3)il procurato allarme è, per esempio, quando l'adolescente idiota di turno chiama l'ambulanza e la polizia in piena notte per un incidente inesistente solo per vedere il trambusto che fa (e io rischio la cotenna con l'ambulanza per arrivare in tempo.....); la sottostima di un evento è incapacità delle autorità e degli organi di protezione civile, può equivalere a omissione di atti d'ufficio ....

4)versarla in politica perché Obama è democratico, o ben che peggio perché è nero mi sembra un pò peloso da parte dei repubblicani, che evidentemente non sanno su quale piano confrontarsi .........la crisi c'è dal 1971 (piaccia o meno....ma è così), la marea nera del golfo è la dimostrazione che lasciare fare agli altri di solito le cose peggiorano.......sopratutto se ad intervenire sono quelli che il guaio l'hanno provocato. Ma concordo che lì Obama è stato troppo prono alle presunzioni delle case petrolifere...e vale anche per le lobby degli armamenti con le guerre in giro per il mondo.


:rolly:

mormore
29-08-2011, 17:49
Can Hurricane Irene batter Republicans into a U-turn on NOAA cuts?

Plan to slash National Oceanic and Atmospheric Administration's budget by 30% could ruin its hurricane warning capability
(http://www.guardian.co.uk/world/blog/2011/aug/28/hurricane-irene-natural-disasters)

Sembra poco saggio visti i cambiamenti climatici in corso.

Disciplina e fantasia
Manhattan passa il test (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/finestrasullamerica/grubrica.asp?ID_blog=43&ID_articolo=2163&ID_sezione=58)

Con sacchetti di sabbia a Wall Street, tubi aspiranti ad Harlem, agenti sui pontili di Riverside, idraulici nell’Holland Tunnel e nastri alle finestre di Babylon 8 milioni di newyorkesi hanno superato l’esame di Irene.
Irene, il primo uragano ad aver sfidato la loro sicurezza collettiva.

Il piano del sindaco Michael Bloomberg per proteggere New York si è basato sulla decisione di «far fare un sonnellino alla città che non dorme mai», come ha riassunto un network tv, obbligandola a chiudere i battenti: niente mezzi pubblici e teatri, stazioni deserte, ristoranti e negozi a luci spente, rifugi per gli evacuati, ascensori fermi e cittadini blindati nelle case con torce e cibi in scatola. Dalle 19 di sabato alle 10 di domenica, con i cinque Borough sotto un diluvio torrenziale accompagnato da venti molto forti, i newyorkesi hanno in gran parte obbedito alle disposizioni, limitando al minimo ogni attività. All’alba di ieri Manhattan aveva l’aspetto del «Day After»: silente, ammutolita, spenta, assente come non è mai stata. Durante la notte l’unico rumore, oltre alle frustate del vento, è stato il suono delle sirene della polizia, schierata in forze a Times Square come sulla Martin L. King Avenue per scongiurare la microcriminalità. Anche quel terzo di abitanti delle «zone A», come Battery Park, che aveva scelto di non eseguire l’evacuazione ha rispettato l’ordine non scritto di restare fra le pareti di casa, fra apriscatole non elettrici e scorte alimentari come previsto dal «kit di soccorso».

Quando Irene si è abbattuta sulla Grande Mela è arrivata la prova più difficile. A partire dalle 8 l’acqua della Baia ha invaso Battery Park, è penetrata a Grand Street al Meatpacking District come sui Pier 11 e 15 del South Seaport. Il Lower Manhattan per un’ora è stato aggredito sui due lati, dall’Hudson e dall’East River, mentre l'inondazione di Hoboken, in New Jersey, faceva penetrare l’acqua nell’Holland Tunnel, obbligandone la chiusura. Con oltre un metro d’acqua a Babylon, Long Island, e ampie zone degli Hamptons - come Oyster Bay - e della penisola Rockaway irraggiungibili i newyorkesi hanno temuto il peggio. Anche perché a Long Island in 350 mila sono rimasti senza luce mentre la pioggia continuava a venire giù massiccia, come un muro, riducendo di molto la visibilità. È stato in questo frangente, fra le 9.30 e le 10.15 che il piano Bloomberg, modellato dalla pianificazione antiterrorismo degli ultimi dieci anni, poteva andare in frantumi. Se così non è stato è perché i newyorkesi non hanno ceduto alla paura, rispondendo con determinazione ma anche fantasia. A Babylon si è corsi a proteggere porte e finestre con ulteriori nastri adesivi, a West Broadway c’è chi ha portato in strada un kayak per esorcizzare il peggio ed a Battery Park per allontanarsi in fretta c’è chi ha optato per le biciclette, capaci di andare veloci quando l’acqua è ancora bassa. Ma ciò che più conta è quanto hanno fatto tecnici e dipendenti comunali. La squadra di genieri idraulici entrata nell’Holland Tunnel allagato in uno scenario da film apocalittico ha bloccato l’infiltrazione in tempo record mentre sul lato opposto di Manhattan, al Seaport, erano i megatubi delle squadre di intervento rapido ad aspirare l’acqua proprio come avvenuto a Harlem, sulla 148˚ Strada, dove ad allagarsi è stata la terza linea della metropolitana. Gli elettricisti di ConEdison hanno evitato il black out del Lower East Side mentre Bloomberg lo stava annunciando. Quando alle 11 la pioggia è cessata e le dimensioni dei danni sono apparse contenute i newyorkesi avevano già dimostrato di sapersi confrontare con Irene. La conferma che l’incubo passato è poi arrivata quando una guardia forestale ha riaperto l’accesso dei pedoni al pontile di Riverside che, sotto la 72ma Strada, consente di passeggiare sulla superficie dell’Hudson. La stessa guardia, un trentenne afroamericano del Bronx, aveva passato l’intera notte di diluvio in quel posto, vegliando sulla sicurezza altrui a propriorischio.

L’allontanamento verso Nord di Irene, degradata a tempesta tropicale, lascia sott’acqua e senza luce più località di Long Island, Queens e New Jersey mentre New York ancora non sa quando ripartiranno i mezzi pubblici, da cui dipende la vita di milioni di residenti e pendolari. Ma l’esito del duello fra la Grande Mela e l’uragano suggerisce che i newyorkesi hanno superato un test imprevisto grazie alla sovrapposizione fra la rigidità anglotedesca nel rispettare le disposizioni ricevute e l’intraprendenza di una popolazione fatta in gran parte di immigrati, che per definizione sono creativi e determinati. Resta il dubbio di cosa sarebbe avvenuto se poco dopo le 11 non si fossero alleggerite le nubi sopra la Statua della Libertà ma la risposta potrà arrivare solo dalla prossima emergenza.

red sky
29-08-2011, 19:22
1) ad un tavolo delle emergenze per fenomeni naturali (posso solo fare comparazioni con l'alluvione di Asti del 1994 e quella di Torino del 2000) non sai con quale quantità di acqua e vento dovrai confrontarti, la logica suggerisce (ed i protocolli studiati in tempi di "pace" atmosferica) di alzare le soglie di intervento presagendo la peggiore delle condizioni si possa immaginare per quel determinato luogo a rischio.

il tavolo di emergenze lo può fare solo chi è al potere. Infatti Bush che era presidente al momento di katrina non ha pensato di fare nulla. Il tavolo di emergenze una volta vale e un'altra no.


2)se non si fa male nessuno e i preventivi di danno a persone e cose erano superiori alla realtà, abbiamo vinto comunque noi. Mi dispiace per chi si aspettava di più, oppure per chi voleva vendere i big mac o gli hot dog , comunque, sotto la tempesta......
non si tratta di vincere.La protezione civile dovrebbe solo proteggere e dare delle indicazioni alle persone perchè ne escano indenni dalle calamità naturali o meno.
Ovviamente si tende al rialzo delle stime, meglio abbondare che deficere....


3)il procurato allarme è, per esempio, quando l'adolescente idiota di turno chiama l'ambulanza e la polizia in piena notte per un incidente inesistente solo per vedere il trambusto che fa (e io rischio la cotenna con l'ambulanza per arrivare in tempo.....); la sottostima di un evento è incapacità delle autorità e degli organi di protezione civile, può equivalere a omissione di atti d'ufficio ....

il procurato allarme (per il quale è stato anche indagato) è stato quello di Giuliani riguardo il terremoto dell'Aquila. Dopo giorni che la terra tremava aveva avvertito che ci sarebbe stato un grosso terremoto.
Nessuno lo ha ascoltato anzi, è stato accusato di procurato allarme.
La protezione civile non voleva saperne che qualcuno, se non lei, avvisasse la popolazione.
L'adolescente non c'entra nulla, qui ci sono in ballo altre cose in cui la popolazione c'entra bene poco e tantomeno l'incolumità delle persone.
Nessuno infatti ora imputa alla protezione civile qualcosa, mentre Giuliani ha dovuto difendersi per procurato allarme dopo che l'Aquila è stata e rimane terremotata.
Negli USA ora dicono che si potevano risparmiar soldi, prima nessuno ha fiatato quando parlavano di onde alte 2 mt e nessuno si è opposto a quelle stime ora risultate inesatte.
La sottostima di un evento che fa la protezione civile potrebbe esserci in qualsiasi evento.Giocare a rialzare le stime e poi non risponderne è ancora peggio ma, è evidente, il gioco è a favore della protezione civile e al povero cittadino non resta che pagare, e ringraziare il cielo che l'uragano è stato clemente....L'omissione degli atti di ufficio è anche quella di omettere la giusta proporzione dell'evento senza giocare al rialzo delle stime. Poi la grancassa mediatica fa il resto, giocando ad un rialzo ancora maggiore.

Obama ha lasciato giocare al rialzo sia la protezione civile sia i media perchè forse pensava di prendersi cocuzze e cucuzzaro un'altra volta.

Amanda
29-08-2011, 22:23
“Uragano, terremoto? No, erano l’ira di Dio!”
http://www.iljournal.it/2011/uragano-terremoto-no-erano-lira-di-dio/257482

http://tv.repubblica.it/mondo/irene-bachmann-shock-un-segnale-di-dio-ai-politici/74964?video

mormore
30-08-2011, 06:31
Uragano Irene, la grande allerta non è un’esagerazione da film. Ed è sempre meglio prevenire
(http://www.meteoweb.eu/2011/08/uragano-irene-la-grande-allerta-non-e-unesagerazione-da-film-ed-e-sempre-meglio-prevenire/77588/)

Da categoria 3 a 5 e poi di nuovo a 3 e poi 2. L’allarme scende, ma gli uragani sono imprevedibili e possono riprendere forza all’improvviso, cambiare traiettoria, virare repentinamente. E sono comunque uragani, che pur al loro livello minimo, hanno venti tra 115 e 155 km/h, come possiamo vedere dall’approfondimento sulla scala Saffir-Simpson.
(http://www.meteoweb.eu/nowcasting-2/uragani-la-scala-saffir-simpson/)

http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2011/08/saffir-simpson-sm.gif

Gli esperti mettono in guardia: mai sottovalutare un uragano, mai allentare il livello di attenzione solo in base alla scala Saffir-Simpson. Perche’ un uragano e’ un uragano, non e’ piu’ ne’ una depressione ne’ una tempesta, ma e’ molto di più. Di uragani sottovalutati è piena la storia, e per questo motivo tutta l’allerta che ha preceduto l’arrivo di Irene nell’east coast non è stata per nulla un’esagerazione, come hanno detto molti scettici.
Stavolta non siamo in un film americano, non è The Day After Tomorrow o Twister. A New York sono state evacuate 370 mila persone. Trecentosettanta mila. Tante quanto i residenti di Firenze o Bologna.

Sottovalutare un uragano significa rischiare grosso. E gli Americani lo sanno bene, anche perchè hanno il servizio meteorologico e il centro uragani più evoluto al mondo, oltre a un bagaglio storico di uragani inattesi e devastanti che ha creato una grande coscienza per questo tipo di tempeste.

Inaspettata, per esempio, fu la terribile furia con cui l’uragano Labor Day si abbattè nel 1935 sulle Florida Keys. Nonostante fosse considerato un ‘piccolo’ uragano rase al suolo ogni costruzione e albero e uccise 423 persone. “Le Indian Key sono state totalmente spazzate via, non vi è piu’ un filo d’erba“, commentò uno sconcertato Ernest Hemingway.
Anche l’uragano Floyd giunse sulla costa della Carolina del Nord nel 1999, ormai indebolito e declassato a uragano di categoria 2, ma questo non gli impedì di causare gravi devastazioni: 57 morti e 4,5 miliardi di dollari di danni. Nel caso dell’uragano Floyd, la previsione della traiettoria fu eccellente durante il viaggio in mare aperto, ma quando arrivò sulle coste le previsioni cominciarono a sbagliare e non riuscirono a prevedere il passaggio a nord, proprio quello che provoco’ la maggior parte delle vittime.

E poi, naturalmente, c’è il terribile uragano Katrina del 2005, il più grave in termini di danni economici e di perdite di vite umane. Dopo aver attraversato il sud della Florida come ‘moderato’ uragano di categoria 1, Katrina si rafforzò improvvisamente passando sulle calde acque del Golfo del Messico diventando uno dei più forti uragani mai registrati in mare. E’ il “circuito infernale” degli uragani che, quando entrano nel Golfo del Messico, difficilmente ne escono se non prima devastano alcuni territori, alla luce di una conformazione geografica e morfologica che non dà scampo.
Katrina si indebolì di nuovo prima di addentrarsi come tempesta di categoria 3 nel sud della Louisiana, ma questo fu comunque sufficente per far aumentare il livello delle acque con le tragiche conseguenze note: sul suo percorso ha lasciato oltre 1.800 vittime, senza contare gli oltre 81 miliardi di dollari di danni. Irene rischia di farne molti di più, anche perchè gli anni passano e con le tecnologie moderne, sempre più funzionali per tutte le attività umane ma delicate di fronte alla forza della natura, è normale che di anno in anno l’ammontare dei danni dovuto alle catastrofi sia sempre più grave.

Questo dimostra che l’uragano, a parte il numero che classifica la sua potenza, porta con sè inevitabilmente tutta una serie di conseguenze meterologiche, dai venti alle piogge torrenziali, delle quali a volte non si è tenuto conto.




Irene, turisti delusi
“Alla fine solo un acquazzone”
(http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/28/irene-turisti-delusi-alla-fine-solo-un-acquazzone/154018/)

http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/295x0/wp-content/uploads/2011/08/empirestate_interna.jpg

"Insomma l’allarmismo ha avuto una parte importante nella storia di Irene. Ma va detto anche che poteva andare diversamente. Non era affatto scontato che finisse così. L’uragano era molto esteso e, se non avesse accelerato la sua marcia, sarebbe stato molto pericoloso. Ora sta correndo a 40 chilometri orari e ha perso forza. Quando era sulla North Carolina la sua velocità era meno della metà e i venti tiravano a 140 chilometri orari. Se l’uragano avesse mantenuto velocità e forza, se si fosse trattenuto sulla città, si sarebbe verificata un’inondazione epocale. Invece, per fortuna, la sua furia ha fatto danni solo sulle prime coste incontrate, quelle che proteggono la baia dell’Hudson e Manhattan. Le zone più colpite sono quindi Coney Island, a Brooklyn, dove Irene è “atterrato”. E prima ancora Hampton Bays a sud di Long Island. Qui le strade sulla costa sono simili a fiumi con l’acqua che ha superato i 90 centimetri per alcune ore. Anche Babylon a Long Island è finita sotto l’acqua. Le cassette postali sono state sommerse. Ci sono 30 mila persone rimaste senza luce ma non è nulla rispetto a quello che ci si attendeva. Obama ha schierato la Guardia nazionale, e tutte le stazioni della metropolitana sono state chiuse dal governatore Andrew Cuomo. Anche se dalle prime notizie sembra che non ci sia una sola inondazione segnalata nella subway."

mormore
30-08-2011, 08:40
Another disaster: Conservatives' attack on FEMA


Three months ago, Republicans in the House of Representatives tried to slash 2012 spending for the Federal Emergency Management Agency by 55% compared with 2011 spending levels, 70% compared with the 2010 budget. Thankfully, Senate Democrats avoided the most extreme cuts to FEMA. But since then, the United States has been pelted by several major disasters and FEMA is almost out of money.

Nonetheless, Republican House Majority Leader Eric Cantor of Virginia -- whose own district was the much-damaged epicenter of a severe earthquake last week -- said he would not increase FEMA's funding until spending is cut elsewhere.


We shouldn't be surprised. Republicans also said they wouldn't do anything to help the economy and the middle class unless spending was cut from the very poor and elderly: proposing cuts to food stamps and Medicare. It's as if millions of Americans are drowning while Republicans stand on the shore, hoarding life preservers by the armfuls. You can have one in a natural disaster or get one later if you're old or unemployed -- but you can't have both.

Of course, many conservatives want to get rid of life preservers altogether. This weekend, Republican presidential candidate Ron Paul made waves by saying FEMA should be destroyed. In its policy manifesto for members of Congress, the libertarian Cato Institute urged that FEMA "should be abolished," saying that "by using taxpayer dollars to provide disaster relief and subsidized insurance, FEMA itself encourages Americans to build in disaster-prone areas and makes the rest of us pick up the tab for those risky decisions." Indeed, when the small town of Mineral, Virginia, built itself over a fault line in 1890, it should have foreseen last week's earthquake. And don't even get me started on New York City brazenly popping up in the path of a hurricane.
Conservatives hate FEMA precisely because it represents the ideals of government at its best. Not always the implementation -- the aftermath of Hurricane Katrina exposed the dire need for reforms in FEMA's chain of command. But the spirit -- that, as Thomas Jefferson put it, through our government, we "unite in common efforts for the common good."

Just as up and down the East Coast this weekend, good neighbors helped those who couldn't help themselves, in these crisis moments, good government helps entire neighborhoods, towns and even cities that can't help themselves.

Hurricane Irene tragically claimed at least 21 lives, but fortunately the damage overall was less than anticipated. Still, according to the Los Angeles Times, total uninsured losses could be as high as $4 billion. At a time when cities and states are already strapped and our fragile economy needs every small business and working family at full speed, it's the job of our federal government to help. Yes, even if that means taxing the very rich or borrowing more money to do so.

Funnily enough, now some Republicans in Congress are demanding FEMA's budget be increased. The very same party that tried to slash FEMA's budget by more than half is now accusing President Obama of "purposefully and irresponsibly underfunding" disaster relief and "putting families and communities who have suffered from terrible disasters on the back burner."

The Republican-led House Appropriations Committee which earlier this year gouged FEMA's budget has issued a press release trying to blame Democrats and the president for cuts to disaster relief aid. Someone had better call the congressional doctor and check the Capitol building for chunks of falling debris.

This dramatic about-face perfectly captures conservative opportunism against government: Beat it to the ground and then, when government is obviously needed, blame liberals for not helping it get up. Coming from a political party that has vowed to shrink government to the size where it can be drowned in a bathtub, we should be skeptical when Republicans pretend they're the ones resuscitating our common good.
Governors from both sides of the aisle are praising FEMA in the wake of Irene. "FEMA has been very responsive," said New Jersey's Republican Gov. Chris Christie. Maryland's Gov. Martin O'Malley, a Democrat, also praised FEMA and drew contrasts with a few years ago when, under President George W. Bush, FEMA was undermined and ineffective.

The fact is, government works. FEMA, when it's adequately funded and staffed by competent professionals, is not an exception but the rule. It's one of millions of examples of how, through government, we unite in common efforts for the common good.

As Irene approached my neighborhood in New York, people were helping evacuees get safely to shelters, carrying gallons of water up each other's stairs and generally keeping each other entertained in the insanely long lines at grocery stores. In our national community, government was standing by to offer its helping hand if needed --- a hand conservatives are trying to sever, when they're not busy ceremoniously shaking it.

da CNN (http://edition.cnn.com/2011/OPINION/08/29/kohn.conservatives.fema/index.html)

mormore
30-08-2011, 09:21
http://www.radio.rai.it/podcast/A41133617.mp3



"NEL VORTICE DI IRENE - Troppo allarmismo per l'uragano sulla Grande mela? " (http://www.radio.rai.it/radio3/podcast/rssradio3.jsp?id=273)

Intervista a Vincenzo Levizzani (CNR, Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima)

http://www.isac.cnr.it/~meteosat/vince/img/vince.gif

L'uragano Irene è arrivato sulle coste della Carolina del Nord e domattina dovrebbe giungere a New York. Vincenzo Levizzani, capo divisione meteorologica dell'Istituto di Scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr parla di Irene come di un mostro di 800 km di diametro, con venti che possono raggiungere i 200 km orari e che portano con sé non solo devastazione ma, secondo gli esperti, anche il rischio di tsunami. "Evacuare le zone costiere non è quindi un'esagerazione - ha detto - ma il minimo che si possa fare quando il rischio è di vedersi travolgere da onde alte anche 13 metri". E' vero che l'uragano Irene sta perdendo forza. Se fino a ieri era al terzo livello nella scala di classificazione degli uragani Saffir-Simpson, che va da 0 a 5, "adesso la situazione sta cambiando e secondo gli ultimi dati forniti dall'International Hurricane Center di Miami da 3 è passato a categoria 2 e in questo momento sta scendendo a 1 - ha spiegato -. Ma se fossi responsabile della situazione sul posto non starei affatto tranquillo, perchè al di là della categoria non dimentichiamo che si tratta pur sempre di un uragano", sottolinea. Cosa sta cambiando in Irene? "La 'benzina' di un uragano è il calore che viene dalla superficie del mare - spiega l'esperto del Cnr - Quindi, finchè si trova sulle acque tropicali l'uragano continua a intensificarsi, ma quando si sposta in acque settentrionali, in questo caso la costa orientale degli Stati Uniti, incontra acque piu' fredde e in quel momento inizia a venire meno il carburante che lo alimenta".

Ecco perchè Irene sta perdendo intensità, ma ciò nonostante resta il problema della sua vicinanza alla costa. "L'uragano sta portando con sè due ordini di problemi - spiega Levizzani - il primo di tipo meterologico, ovvero forti venti e piogge torrenziali che possono provocare improvvise alluvioni. Il secondo è che stiamo parlando di un uragano che viene dal mare, che colpisce la costa e i cui forti venti possono provocare tsunami locali, con onde molto alte, anche di 13 metri". Secondo Levizzani, la vita media di un uragano può arrivare fino a una settimana, dieci giorni al massimo. La fine del suo ciclo ha inizio nel momento in cui tocca terra, e visto che seguono sempre le stesse traiettorie, questo accade inevitabilmente. "Gli uragani - spiega l'esperto del Cnr - seguono sempre la traiettoria dei Caraibi, poi se ne vanno verso il Centro America oppure verso il Golfo del Messico. Altri invece, più rari, seguono la costa orientale degli Stati Uniti, come in questo caso. Ed è la traiettoria più devastante perchè quella che attarversa le terre più abitate".

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-adff9a37-5139-4c4c-988b-77195094cd26.html

red sky
30-08-2011, 13:04
Il bilancio dei morti per l'uragano Irene aumenta. Si contano ora 38 morti.

http://www.ansa.it/webimages/large/2011/8/27/170ce5371d4c80a9ab59f288eed1e8e8.jpg


Irene: morti in Usa a quota 38
Tempesta giunta in Canada, forti piogge e black out. Venti le vittime negli Usa
30 agosto, 12:25


Irene: almeno 38 vittime in 11 stati
Irene: sale bilancio vittime in Usa, almeno 20 morti


BRATTLEBORO (VERMONT) - Gli Stati americani del New Jersey e del Vermont stanno fronteggiando le peggiori alluvioni mai registrate da decenni a questa parte per la furia dell' uragano Irene, che nei giorni scorsi aveva superato la città di New York senza troppi danni. L'ultimo bilancio complessivo, riferito al fine settimana, è di almeno 38 morti in undici Stati dell'Unione, ai quali si aggiungono tre vittime accertate nella Repubblica domenicana e una a Porto Rico. Circa cinque milioni di abitazioni e uffici sono ancora senza elettricità, dal North Carolina al Maine, e le società di fornitura hanno fatto sapere che il ritorno alla normalità potrebbe richiedere diversi giorni o addirittura settimane, nelle zone più colpite. Il danno economico complessivo potrebbe raggiungere i 20 miliardi di dollari, secondo una prima stima dell'economista Beth Ann Bovino della Standard & Poor's. Si prospettano anche conflitti con le compagnie di assicurazione, molte delle quali non contemplano i danni da inondazione tra i rischi coperti. Intanto, molte città sono ancora sott' acqua.

MINISTRI USA OGGI IN VISITA IN ZONE PIU' COLPITE - I ministri Usa per la Sicurezza interna, Janet Napolitano, e dell'Agricoltura, Tom Vilsack, si recheranno oggi nelle zone più colpite dall'uragano Irene per valutarne i danni. Lo ha annunciato l'amministrazione Usa. I due ministri dovrebbero andare a Elizabeth city, nella Carolina del Nord, sorvolando le zone sinistrate, poi a Richmond, in Virginia. Il capo dell' Agenzia federale per l'emergenza, Craig Fugate, sarà, da parte sua, nella stessa giornata di oggi, nel Vermont, lo Stato del nord più colpito dalle inondazioni provocate dall'uragano Irene.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/08/24/visualizza_new.html_730665296.html

Roderigo
30-08-2011, 16:07
L'uragano Irene è un "segnale di Dio ai politici":
la campagna elettorale apocalittica
di Michelle Bachmann del Partito repubblicano


<iframe src="http://www.youtube.com/embed/6sayQPH1g9E" allowfullscreen="" frameborder="0" height="318" width="512"></iframe>




Il Tea Party, si sa, ha posizioni conservatrici e una religiosità evangelica molto fervente: non fa eccezione Michelle Bachmann, per la quale l'uragano Irene è stato un modo per Dio di mettere in guardia i politici. Ha anche fornito una versione precisa del contenuto del messaggio divino: "Ascoltate il popolo americano perché ora sta ruggendo. Sa che il governo è obeso e che dobbiamo limitare la spesa". Viste le critiche ha però già fatto marcia indietro: "Ho un gran senso dell'humor" ha detto.


Cnn: Bachmann points to "great sense of humor" (http://politicalticker.blogs.cnn.com/2011/08/30/bachmann-points-to-great-sense-of-humor-after-god-joke/)
La Repubblica: "Un segnale di Dio ai politici" (http://tv.repubblica.it/mondo/irene-bachmann-shock-un-segnale-di-dio-ai-politici/74964?video)
Corsera: "Irene? Una punizione divina" (http://video.corriere.it/irene-punizione-divina/e7951432-d273-11e0-a205-8c1e98b416f7)


30 agosto 2011
http://esteri.liquida.it/ (http://esteri.liquida.it/focus/2011/08/30/l-uragano-irene-e-un-segnale-di-dio-ai-politici-la-campagna-elettorale-apocalittica-di-michelle-bachmann-del-partito-repubblicano/)

mormore
31-08-2011, 09:32
"Dio" ed il suo carattere imprevedibile (una immagine vale piu' di quante parole ?)

http://img20.imageshack.us/img20/7153/uraganicosti.gif


Le linee colorate rappresentano il tragitto seguito dagli uragani che hanno causato più danni dagli anni Cinquanta a oggi. Sono colorate diversamente a seconda di come è cambiata la loro intensità man mano che si avvicinavano alla terraferma: si va dal viola per la Categoria 5 al grigio della semplice tempesta. L’uragano più costoso è stato Katrina, che ha colpito principalmente la Louisiana causando 144,5 miliardi di dollari di danni e 1.322 morti nell’agosto del 2005. Al secondo posto c’è Andrew, l’uragano dell’agosto del 1992 che produsse 42,7 miliardi di dollari di danni e uccise 62 persone. Nel settembre del 2008, Ike uccise 168 persone e causò danni per 39,8 miliardi di dollari, mentre nel settembre del 2004 Ivan costò 27,5 miliardi di dollari e uccise 125 persone. In quinta posizione c’è Wilma, uragano dell’ottobre del 2005 che uccise 42 persone e produsse danni per 25,4 miliardi di dollari.

fonte (http://www.ilpost.it/2011/08/31/la-classifica-degli-uragani/)

red sky
31-08-2011, 10:33
Sale il bilancio delle vittime dell'uragano Irene



Irene: Sale bilancio vittime, 46 morti
30 Agosto 2011 19:28 ESTERI

(ANSA) - NEW YORK - Aumenta di ora in ora il numero delle vittime dell'uragano Irene, con alcuni Stati della East Coast in piena emergenza alluvioni. Il bilancio dei morti, secondo quanto riporta il sito on line del Wall Street Journal, e' salito a 46 negli undici Stati colpiti dall'uragano, ma molti sono ancora i dispersi. Solo negli Stati di New York e del New Jersey, poi, sono oltre un milione e mezzo le persone ancora senza luce. Il Vermont e' alle prese con la piu' grande inondazione della sua storia.

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Irene-Sale-bilancio-vittime-morti/30-08-2011/1-A_000242102.shtml