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Visualizza Versione Completa : Un arsenale dalla Sardegna a... segreto di Stato



ugodin
20-07-2011, 07:53
Il mistero dei 400 missili
spariti dalla Maddalena
Portati via dalla base con un intero arsenale.

dal corriere della sera di oggi

TEMPIO PAUSANIA - Missili, razzi anticarro e katiuscia, kalashnikov e munizioni: ne erano piene le gallerie-bunker della Marina militare scavate nell'isola di Santo Stefano, arcipelago della Maddalena. Tanti da armare un esercito. Partite dall'ex Unione Sovietica, destinazione i Balcani in guerra, nel 1994 le armi furono intercettate su una nave nel Canale d'Otranto e sequestrate. Devono essere distrutte, aveva ordinato il tribunale di Torino. Invece due mesi fa missili, razzi e kalashnikov sono stati portati via dal bunker, consegnati dalla Marina all'Esercito, sbarcati nel Lazio, spariti nel nulla. E la magistratura di Tempio, che aveva cominciato a squarciare il mistero - finiti in Libia e in Afghanistan? - è da qualche giorno davanti al muro del segreto di Stato: la presidenza del Consiglio ha imposto l'alt a ogni accertamento sulla destinazione finale delle armi.
INTRIGO INTERNAZIONALE - Fin dall'inizio un intrigo internazionale: trame da 007 fra Ucraina e Croazia, «soffiate» ai servizi di sicurezza di Gran Bretagna e Italia, i fili del traffico manovrati da una rete di uomini d'affari dei Paesi dell'Est, in carcere anche uno degli oligarchi della nuova Russia, Alexander Borisovich Zhukov. Ora è «giallo»: 4 container, scortati da mezzi dell'Esercito, sono stati imbarcati su un traghetto della compagnia Saremar dalla Maddalena a Palau e da Olbia su una nave della Tirrenia (con 600 passeggeri a bordo) per Civitavecchia. Quante armi sono state portate via dal bunker? Era il primo viaggio o l'ultimo? Missili nelle navi con passeggeri, un rischio: perché?

OGIVE NUCLEARI - L'isola di Santo Stefano per 36 anni è stata base Usa di sommergibili nucleari, gli americani sono andati via nel 2008. Vicino all'ormeggio della nave-officina dei sottomarini si apre una galleria nella roccia, deposito (si diceva, mai però una conferma) anche di missili con ogive nucleari. Lì era custodito l'arsenale sequestrato nell'Adriatico: 400 missili Fagot con 50 postazioni di tiro, 30 mila mitragliatori AK-47, 5 mila razzi katiuscia, 11 mila razzi anticarro, 32 milioni di proiettili per i mitragliatori. Contenuti in casse, accatastate su più file, inventariate in un lungo elenco, l'originale al tribunale di Torino, le copie presso i comandi militari.

007 UCRAINI - La Jadran Express, bandiera maltese, portava le armi in Croazia, marzo 1994. Ai servizi di sicurezza britannici e italiani la «soffiata» giusta: Volodymir Kulish, capo degli 007 ucraini, aveva collocato a bordo un segnalatore satellitare; gli impulsi furono raccolti da una corvetta inglese e da un pattugliatore italiano, la Jadran costretta ad attraccare a Taranto. Alla trama internazionale si arrivò qualche anno dopo e per caso: in Piemonte la direzione antimafia aveva scoperto l'enorme giro d'affari di due società fantasma (attività di facciata, cartolibrerie) e ripercorso il filo dei collegamenti con il manager ucraino Dmitri Streslinky, amministratore di Sintez e Global Tecnology, holding di finanza e petrolio controllate da Alexander Zhukov. Zhukov, nipote del maresciallo Giorgij, capo dell'Armata rossa nella Seconda guerra mondiale, e padre di Dasha, compagna di un altro oligarca, Roman Abramovic, è stato il solo (9 ordini di carcerazione) a essere arrestato. Andarono a prenderlo a Porto Cervo, aprile 2001, nella villa che aveva da poco acquistato per 8 miliardi di lire dal costruttore romano Giulio De Angelis, padre di Elio, pilota di formula 1.Ma dichiarando in tribunale che non erano previsti scali in porti italiani, il comandante della Jadran ha smantellato le accuse: traffico d'armi estero su estero, difetto di giurisdizione, Zhukov e gli altri 8 assolti, ordinanza di distruzione delle armi.


INCHIESTA - L'inchiesta del sostituto procuratore di Tempio Riccardo Rossi è partita proprio da qui: perché non sono state distrutte e invece portate via? A chi sono finite? Nel bunker di Santo Stefano ne sono rimaste ancora? L'indagine era vicina a una svolta, con i primi echi in Parlamento (interrogazioni dei pd Gian Piero Scanu e Giulio Calvisi e dell'idv Elio Lanutti). Ora il segreto di Stato, un passo che il governo compie soltanto in casi eccezionali.

link (http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_19/pinna-missili-maddalena_380da9c6-b1cf-11e0-962d-4929506ed0a9.shtml)

ugodin
20-07-2011, 07:56
Segreto di Stato sull'arsenale di Zhukov
Palazzo Chigi non risponde alle domande del pm Rossi della Procura di Tempio


da la nuova sardegna
TEMPIO. La «destinazione finale delle armi confiscate e custodite nelle riservette di Santo Stefano è assoggettata al vincolo del segreto di Stato». Poche righe, quelle inviate dallo stato maggiore della Marina Militare, per bloccare l'inchiesta avviata dalla procura della Repubblica di Tempio nel giugno scorso, quando quattro container dell'Esercito italiano, nei quali erano stipati fucili mitragliatori, missili terra-aria e munizioni, furono trasferiti dai bunker sotterranei di Santo Stefano, utilizando traghetti Saremar e Tirrenia sulle tratte La Maddalena-Palau e Olbia-Civitavecchia. Riccardo Rossi, il sostituto procuratore della Repubblica che aveva aperto l'indagine dopo le rivelazioni della "Nuova Sardegna", non commenta il provvedimento emanato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il segreto di Stato inibisce qualunque azione giudiziaria, azzera quanto finora accertato dalla magistratura sulle modalità del trasporto di materiale bellico, avvenuto utilizzando navi di linea stracariche di ignari passeggeri, e annulla le reticenti e sempre più vaghe risposte ottenute dai vertici della Marina Militare che, nell'affidare quel micidiale carico di materiale bellico ad uno spedizioniere internazionale di Reggio Emilia, si trincerò inizialmente dietro un decreto legge proposto dall'esecutivo nell'agosto del 2009, ma mai convertito in legge. Quindi inefficace. Lo spedizioniere internazionale emiliano ha invece trasferito nel maggio scorso (ma per ordine di chi?) i quattro container militari - che viaggiavano sotto scorta armata e la vigilanza di reparti dell'Esercito Italiano - utilizzando i traghetti passeggeri della Saremar e della Tirrenia. Le armi, sequestrate nel'94 a bordo del cargo "Jadran Express" durante l'embargo per la guerra nella ex Jugoslavia, erano destinate alla distruzione, dopo la confisca e il processo contro i presunti trafficanti di armi, tutti assolti dal tribunale di Torino. Un'ordinanza della magistratura del 2006 è stata disattesa per «motivi economici». Sarebbe stato infatti troppo dispendioso trasferire quel carico di materiale bellico in una base dell'Esercito (meglio ancora, un reparto di artiglieria) per la distruzione. Ma sarebbe stato, volendo essere pignoli, alquanto facile trasportare via terra i Kalashnikov (32 mila fucili) i 400 missili terra-aria, i 5mila razzi Katiuscia e 32 milioni di cartucce per fucile mitragliatore AK 47 nella più grande base sperimentale a cielo aperto esistente in tutto il Mediterraneo: il poligono militare interforze del Salto di Quirra, dove si spara di tutto: proiettili e missili di ogni genere. Ma, con molta probabilità, era più facile (all'insaputa della magistratura torinese, che ne aveva disposto la distruzione) cambiare - a seconda delle esigenze della Farnesina - la destinazione finale di quelle armi. Un luogo, o una nazione, che ora rimarrà un mistero per via del segreto di Stato. Un segreto di Stato che, applicato per la quarta volta dai governi a guida Berlusconi, viene opposto per ben due volte alla piccola, ma operosa procura della Repubblica di Tempio. Il primo segreto di Stato venne esibito (e contestato con un conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale dall'allora procuratore della Repubblica, Valerio Cicalò) per i presunti abusi a Villa Certosa, la residenza sarda del premier. Che, da allora (i fatti risalgono al 2005) è ritenuta e protetta come «domicilio del capo del governo e dei suoi familiari». Ora il secondo segreto di Stato, al quale non è possibile opporsi in quanto relativo a materiale bellico, che rientra nella sfera della sicurezza nazionale e della difesa dello Stato. Per arrivare a questo stato di cose, e quindi al nuovo mistero italiano, è bastato un piccolissimo intoppo: il trasporto, alla luce del giorno, di quattro container militari su navi passeggeri. Seguito dall'affastellarsi di precisazioni «le armi erano state rese inerti», di esibizioni di decreti mai convertiti in legge e delle sempre più rigide chiusure a riccio dei vertici della Marina Militare, dell'Esercito e dei servizi di sicurezza nazionali. Anche gli 007, infatti, sono stati investiti del caso. Un ormai insostenibile valzer di scaricabarile che ha reso indispensabile mettere un freno a quel magistrato troppo curioso, che voleva sapere perché un micidiale carico di armi era stato trasportato su una nave che viaggiava con 732 passeggeri. Tra i quali donne, bambini e un nutrito gruppo di anziani in gita turistica.

link (http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/19/news/segreto-di-stato-sull-arsenale-di-zhukov-4637405)