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Visualizza Versione Completa : Arrestato in Cecenia il killer della Politkovskaia



Amanda
31-05-2011, 18:00
http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/05/31/AOo2lUY-arrestato_politkovskaia_cecenia.shtml







Mosca - Gli investigatori dicevano che si nascondeva in Europa, in Belgio. L’hanno arrestato invece ieri notte in Cecenia, a quasi cinque anni dall’uccisione della giornalista di opposizione Anna Politkovskaia, freddata con una pistola mentre rincasava a Mosca. Il ceceno Rustam Makhmudov, il suo presunto killer, se ne stava tranquillo nella casa dei genitori nel distretto di Achki-Martan: solo 30 km a ovest di Grozny, la capitale del regno caucasico di Ramzan Kadyrov, il «luogotenente» di Putin che ostenta un controllo pieno del territorio e che all’epoca era tra i bersagli preferiti della Politkovskaia, insieme all’attuale premier russo. La notizia dell’arresto è stata anticipata dai difensori dei due fratelli di Rustam, Dzhabrail e Ibragim, entrambi coinvolti nella vicenda processuale, e confermata poi dal comitato investigativo, che ha annunciato il trasferimento del latitante a Mosca per un interrogatorio e ringraziato la polizia belga per il suo contributo. La svolta arriva a indagini ancora in corso, anche se mancano i mandanti.



Un primo, controverso processo si era concluso nel febbraio del 2009 con l’assoluzione per mancanza di prove di tre imputati, tutti comprimari: i due fratelli Dzhabrail e Ibragim, che secondo l’accusa avrebbero pedinato la giornalista e accompagnato il killer sul luogo del delitto; e l’ex dirigente della polizia moscovita Serghiei Khadzhikurbanov, ritenuto il braccio logistico dell’agguato, messo a segno il 7 ottobre 2006, il giorno del compleanno di Putin. Nel giugno dello stesso anno la corte suprema aveva annullato la sentenza per gravi vizi procedurali e pochi mesi dopo, accogliendo un ricorso della famiglia Politkovskaia, aveva sospeso il processo bis appena iniziato inviando gli atti alla procura per unificarli con l’inchiesta sul mandante e sul presunto killer, Rustam Makhmudov, latitante sino a ieri notte. Gli inquirenti lo davano in Europa, forse in Belgio. Ma Dmitri Muratov, direttore di Novaia Gazeta, il bisettimanale per cui lavorava la Politkovskaia, sostiene che «in Cecenia tutti sapevano dove trovare Rustam, che andava e veniva regolarmente a casa sua».

Tesi confermata anche da Murat Musaiev, l’avvocato di Dzhabrail Makhmudov, secondo il quale Rustam si sarebbe nascosto a casa in Cecenia per almeno due anni. «Chissà perché la polizia lo cercava in Belgio, simulando», ha aggiunto, sostenendo che Rustam «voleva consegnarsi perché stanco di essere ricercato ma non ha fatto in tempo». «Ora è chiaro che Rustam non era difficile da arrestare. Si nascondeva, certo, ma l’hanno preso a casa sua», gli ha fatto eco Saidakhmet Arsamerzaiev, difensore dell’altro fratello, Ibragim. Entrambi i legali si sono detti certi che l’arresto consentirà di provare la sua innocenza, anche sulla base delle immagini registrate dalla videosorveglianza intorno al palazzo della giornalista. L’aver assicurato alla giustizia il presunto sicario della Politkovskaia rappresenta un innegabile passo avanti: evidentemente, se non si è deciso dall’alto che era arrivato il tempo dell’arresto, sono venute meno omertà e collusioni. Il problema ora è arrivare ad un processo in cui l’accusa riesca a mettere insieme in modo sistematico e convincente i molti elementi raccolti. E passare poi al livello superiore, quello dei mandanti.



Dopo l’omicidio, l’allora presidente Vladimir Putin aveva reagito cinicamente, limitandosi a sottolineare che la Politkovskaia aveva sull’opinione pubblica un’influenza «estremamente insignificante» e che la sua morte era un danno prima di tutto per il potere in Russia e in Cecenia. Quel potere che la giornalista criticava in modo coraggioso, lucido e documentato, denunciando in particolare gli orrori delle guerre cecene, i sequestri, le torture e gli abusi dei diritti umani in quella repubblica caucasica.

Amanda
01-06-2011, 12:41
http://www.asianews.it/notizie-it/Arrestato-il-killer-della-Politkovskaya.-Forse-%C3%A8-solo-un-capro-espiatorio-21716.html

Arrestato il killer della Politkovskaya. Forse è solo un capro espiatorio
di Nina Achmatova
Legale della giornalista uccisa nel 2006: Rustam Makhmudov potrebbe essere processato e condannato, fermando così le indagini sui reali mandanti dell’omicidio, che rimarranno impuniti.


Mosca (AsiaNews) – L’arresto ieri del ceceno Rustam Makhmudov sospettato di essere il killer che nel 2006 uccise la giornalista d’inchiesta Anna Politkovskaya non è per forza una bella notizia per chi vuole far luce su uno degli omicidi politici che più imbarazzano il Cremlino sulla scena internazionale. A raccontarlo è Anna Statvitskaya, l’avvocato difensore della famiglia Politkovskaya. Ad AsiaNews la legale - che rappresenta gli interessi dei due figli di Anja (come veniva chiamata da colleghi e amici la reporter) - spiega i suoi timori, all’indomani della cattura, dopo 4 anni di latitanza, del 37enne: “Il rischio è che ora venga processato e magari anche condannato, ma che rimanga solo un capro espiatorio. Con un colpevole dietro le sbarre - continua - le indagini per arrivare ai reali mandanti dell’assassinio potrebbero essere abbandonate e quello di Anna rimarrebbe un altro degli innumerevoli casi irrisolti in Russia”.
Il sospetto della Statvitskaya è condiviso dal figlio di Anja, Ilya, come pure da Sergei Sokolov vice direttore di Novaya Gazeta, il bisettimanale per cui la giornalista si occupava di politica, Cecenia, diritti umani e corruzione sollevando non pochi scontenti. “Chi ha sparato a mia madre è un criminale di basso livello, che non sa nemmeno chi ha ordinato la sua morte”, ha detto Ilya Politkovsky ieri a Interfax. Meno pessimista Sokolov anche se pieno di dubbi. “Sperare che Makhmudov possa incastrare chi ha voluto e programmato la morte di Anja è ridicolo - ha detto al giornale online Gazeta.ru - in questi casi di omicidio politico difficilmente in Russia si trovano e puniscono i colpevoli, ma il fermo potrebbe comunque portare più vicino ai mandanti”. “Il fatto che un ricercato internazionale come Makhmudov abbia potuto viaggiare tranquillamente tra Belgio e Russia in questi anni – nota Sokolov – fa intendere che l’uomo abbia appoggi ‘in alto’”.

Cinque anni di misteri....