Qfwfq
31-05-2011, 13:52
Non so se è questa la sezione giusta. Eventualmente si può....TRANSportare altrove (il significato di questa battuta si chiarirà poi)
A volte i pubblicitari toppano. E questo è un dato di fatto.
Ultimamente mi è capitato di notare alcuni cartelloni pubblicitari, in giro per la mia città, che mi hanno convinto ancora di più di questa inconfutabile verità.
Il primo è questo
http://www.distribuzionemoderna.info/img_ultimissime/2011/foto_ulti_14286_c.jpg
purtroppo non ho trovato un'immagine più grande, quindi la descrivo:
In primo piano c'è una donna, con abito e postura diciamo sexy con una bella tazzina di caffè in mano.
Sullo sfondo la celeberrima Fontana di Trevi, oggetto della ugualmente celeberrima scena del film Totòtruffa, in cui Totò, fingendosi proprietario della fontana suddetta, riusciva a mollarla a un turista boccalone per una certa cifra di denaro, che quello gli pagava sull'unghia.
Bene.
In questo cartellone dalla Fontana non sgorga l'acqua limpida e cristallina che l'ha resa famosa e che con il suo scroscio incessante procura un senso di frescura anche a chi si trovi a passare da quelle parti in pieno agosto, ma sgorga...caffè.
Credo, almeno, che sia caffè.
Cioè: deduco che sia caffè perché in basso a destra, sul cartellone (non visibile in questa foto) vedo il marchio "Palombini", che è per l'appunto una marca di caffè molto nota e diffusa nella Capitale. Se non ci fosse questo marchio io penserei piuttosto a una gigantesca distesa di ...diarrea.
Esattamente! A me quel colorino avana unito allo scroscio di una grossa quantità di liquido in movimento fa pensare alla diarrea.
Marroncino+scroscio= diarrea.
Non ci piove.
Quindi, pur riconoscendo che lo slogan è carino ("Il desiderio è espresso" gioca sul doppio significato della parola "espresso" e fa riferimento alla tradizione secondo la quale se uno getta una monetina nella Fontana vedrà esaudito il desiderio espresso, appunto), credo che l'idea generale, così come è stata realizzata, sia una vera schifezza.
L'altro cartellone che ha percosso violentemente le mie pupille è questo
http://www.spotandweb.it/wp-content/uploads/2011/05/ttlpagina.jpg
Si tratta della campagna pubblicitaria della Compagnia di Navigazione TTTLines.
In questo caso il gioco di parole è dato dalle parole Transported/Trans.
L'immagine infatti è quella di un trans (brutto, il che non era necessario...insomma, ci sono tanti trans belli che avrebbero fatto una migliore figura su un cartellone pubblicitario a dimensione urbana) accompagnato dalla scritta "Be TRANSported" (che immagino si traduca con qualcosa simile a "Sii TRANSportato"). Una sorta di invito, cioè, a seguire un certo consiglio.
Mi chiedo: quale consiglio, precisamente, viene invitato a seguire il destinatario del messaggio?
Quello di rivolgersi alle TTTLines per i trasporti o quello di "abbracciare la condizione" di Trans?
O entrambi?
A volte i pubblicitari toppano. E questo è un dato di fatto.
Ultimamente mi è capitato di notare alcuni cartelloni pubblicitari, in giro per la mia città, che mi hanno convinto ancora di più di questa inconfutabile verità.
Il primo è questo
http://www.distribuzionemoderna.info/img_ultimissime/2011/foto_ulti_14286_c.jpg
purtroppo non ho trovato un'immagine più grande, quindi la descrivo:
In primo piano c'è una donna, con abito e postura diciamo sexy con una bella tazzina di caffè in mano.
Sullo sfondo la celeberrima Fontana di Trevi, oggetto della ugualmente celeberrima scena del film Totòtruffa, in cui Totò, fingendosi proprietario della fontana suddetta, riusciva a mollarla a un turista boccalone per una certa cifra di denaro, che quello gli pagava sull'unghia.
Bene.
In questo cartellone dalla Fontana non sgorga l'acqua limpida e cristallina che l'ha resa famosa e che con il suo scroscio incessante procura un senso di frescura anche a chi si trovi a passare da quelle parti in pieno agosto, ma sgorga...caffè.
Credo, almeno, che sia caffè.
Cioè: deduco che sia caffè perché in basso a destra, sul cartellone (non visibile in questa foto) vedo il marchio "Palombini", che è per l'appunto una marca di caffè molto nota e diffusa nella Capitale. Se non ci fosse questo marchio io penserei piuttosto a una gigantesca distesa di ...diarrea.
Esattamente! A me quel colorino avana unito allo scroscio di una grossa quantità di liquido in movimento fa pensare alla diarrea.
Marroncino+scroscio= diarrea.
Non ci piove.
Quindi, pur riconoscendo che lo slogan è carino ("Il desiderio è espresso" gioca sul doppio significato della parola "espresso" e fa riferimento alla tradizione secondo la quale se uno getta una monetina nella Fontana vedrà esaudito il desiderio espresso, appunto), credo che l'idea generale, così come è stata realizzata, sia una vera schifezza.
L'altro cartellone che ha percosso violentemente le mie pupille è questo
http://www.spotandweb.it/wp-content/uploads/2011/05/ttlpagina.jpg
Si tratta della campagna pubblicitaria della Compagnia di Navigazione TTTLines.
In questo caso il gioco di parole è dato dalle parole Transported/Trans.
L'immagine infatti è quella di un trans (brutto, il che non era necessario...insomma, ci sono tanti trans belli che avrebbero fatto una migliore figura su un cartellone pubblicitario a dimensione urbana) accompagnato dalla scritta "Be TRANSported" (che immagino si traduca con qualcosa simile a "Sii TRANSportato"). Una sorta di invito, cioè, a seguire un certo consiglio.
Mi chiedo: quale consiglio, precisamente, viene invitato a seguire il destinatario del messaggio?
Quello di rivolgersi alle TTTLines per i trasporti o quello di "abbracciare la condizione" di Trans?
O entrambi?