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Visualizza Versione Completa : Dare, dare, dare



aria
21-05-2011, 20:57
E quando riconosci di aver dato tutto quel che potevi dare
e ti rimangono in mano solo un pugno di mosche, cosa fai?

http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT5Ejal1YgUjxxldBwtTUufEnGhcBt8TxKiDAfd_l9AAW5gwUoYcQ

Lucrezia
21-05-2011, 22:51
La maggior parte della gente poi si chiude, andando ad ingrossare le fila di coloro che io chiamo "i fuggitivi".

Io, caparbiamente, cocciutamente, insisto nel dare, cambiando persona e sperando che gli errori precedenti mi facciano scegliere meglio.

Tzazzamita
22-05-2011, 09:03
La maggior parte della gente poi si chiude, andando ad ingrossare le fila di coloro che io chiamo "i fuggitivi".

Io, caparbiamente, cocciutamente, insisto nel dare, cambiando persona e sperando che gli errori precedenti mi facciano scegliere meglio.

e se invece fosse un'altra strategia?

dare per la voglia di dare e non un dare per ricevere?

ugodin
22-05-2011, 09:14
più che dare dare dare è bello scambiare scambiare scambiare.

nella scelta di una persona un pizzico di fortuna non guasta mai.

se poi mi ritrovassi con un pugno di mosche e avessi sempre dato, beh guarderei al lato positivo. una figlia che si ricorda il tuo profumo preferito è il segno che sei nel giusto. tipo un segnale stradale che dica "sempre aventi, tutto bene".

nella vita direi che non è poco.

Qfwfq
22-05-2011, 09:33
ma dare cosa, di preciso?

Lucrezia
22-05-2011, 11:23
Franco, il dare per il gusto di dare ha un limite, oltre il quale diventa frustrante.
Tu sai che anche ricevere e' un bisogno oltre che un piacere.
Proprio come il dare.
Concordo con Ugodin: e' bello scambiare, scambiare, scambiare, come in un circuito chiuso dove l'amore si arricchisce e arricchisce.

Tzazzamita
22-05-2011, 11:48
Franco, il dare per il gusto di dare ha un limite, oltre il quale diventa frustrante.
.........................

è la grande differenza fra il maschio e la femmina dell' homo sapiens.

non esiste solo una differenza fisica ma anche una differenza di base psicologica

Lucrezia
22-05-2011, 11:54
Indubbiamente la donna puo' avere piu' predisposizione a dare (ma non mi piace generalizzare), pero' il dare solo per il gusto di dare lo vedo applicabile solo in campi come la religione o la solidarieta', dove comunque c'e' sempre un modo di ricevere.

Nei rapporti, nei sentimenti il solo dare diventa un'arma a doppio taglio: o si crea una situazione di frustrazione oppure chi da' prima o poi chiede di ricevere, anche solo per avere la conferma che il suo dare non sia inutile o addirittura fastidioso per l'altro.
Anzi, spesso e volentieri il "dare" e' usato come accusa: "Con tutto quello che ho fatto per te!".
Fra', a nessuno piace dare per nulla, perche' dare e' bello, ma ricevere ancora di piu'.

Tzazzamita
22-05-2011, 12:03
Indubbiamente la donna puo' avere piu' predisposizione a dare (ma non mi piace generalizzare), pero' il dare solo per il gusto di dare lo vedo applicabile solo in campi come la religione o la solidarieta', dove comunque c'e' sempre un modo di ricevere.

Nei rapporti, nei sentimenti il solo dare diventa un'arma a doppio taglio: o si crea una situazione di frustrazione oppure chi da' prima o poi chiede di ricevere, anche solo per avere la conferma che il suo dare non sia inutile o addirittura fastidioso per l'altro.
Anzi, spesso e volentieri il "dare" e' usato come accusa: "Con tutto quello che ho fatto per te!".
Fra', a nessuno piace dare per nulla, perche' dare e' bello, ma ricevere ancora di piu'.

tutt'altro, è il maschio che sapendo solo dare non riesce a fermarsi com le api (poi bisogna specificare cosa significa dare).

mentre la donna più predisposta verso la cura della prole ha bisogno di più sicurezze (ricevere) specialmente quando è più impegnata con la prole.

ma questa è socio-biologia spicciola

Margot
22-05-2011, 14:54
E quando riconosci di aver dato tutto quel che potevi dare
e ti rimangono in mano solo un pugno di mosche, cosa fai?


Zanzarit spry, due spruzzate al mattino, previa aereazione, ed estate tranquilla.

Cio' per dire che essersi pienamente donati in una relazione sentimentale non deve essere motivo di pentimento se non ha prodotto i frutti sperati. Non hai motivi di rimpianto, né di rimorso.
Questi sono tutti suoi. Saluta il passato e avanti il prossimo.

aria
23-05-2011, 20:29
più che dare dare dare è bello scambiare scambiare scambiare.
nella scelta di una persona un pizzico di fortuna non guasta mai.
se poi mi ritrovassi con un pugno di mosche e avessi sempre dato, beh guarderei al lato positivo. una figlia che si ricorda il tuo profumo preferito è il segno che sei nel giusto. tipo un segnale stradale che dica "sempre aventi, tutto bene".
nella vita direi che non è poco.

Ci sono momenti in cui forse la rabbia e lo sconforto fanno parlare.
Mi piacerebbe essere capace di capire quanto ho avuto a mio conforto.
E son sicura di non potermi di certo lamentare.

Un mio carisssimo amico, che afferma ironicamente che le donne
sopra i 50 "grippano".
Non ha tutti i torti.:)) anche prima dei 50, se è per questo.

Ma ci sono momenti in cui non sai piu' cosa sei e provi solo
tanta paura.

Non c'è un cane che ti dica " sei meravigliosa e non c'è niente di meglio che stare con te, in tua compagnia" oppure: "guarda che sbagli e sei una stronza...dovresti cambiare..."

Quando hai il niente davanti e dietro e capisci che tutti i tuoi sforzi hanno forse forzificato altri, ma niente e nessuno fortifica te,mai. che fai?

Non mi vergogno per niente di essere una 50re piu' grippata: a me dispiace tanto non riuscire piu' ad essere la splendida 20enne che fui, ma che non potro' mai piu' essere.

Vorrei tanto qualcuno mi insegnasse ad essere una splendida 50enne, per vivere in maniera piu' leggiadra la mia vita e riuscire poi a trasmettere questa serenita' a quanti piu' amo e poi aspettare...
il prossimo ballottaggio milanese :))

aria
23-05-2011, 20:35
....Saluta il passato e avanti il prossimo.

Vedi, io non vedo e non voglio nessun prossimo.
Non mi vedo neppure io, come "prossima"

Son troppo vecchia, stanca, asiugata.
Non mi sopporto nemeno io: figuriamoci farsi sopportare da altri.

Lucrezia
23-05-2011, 21:13
Vecchia perche'? Perche' non hai piu' i tuoi splendidi 20 anni?
Ora, non vorrei cadere nella retorica, ma credo che i tuoi 50 anni abbiano pur il loro lato positivo.
Tutto quello che hai imparato, la maturazione della tua interiorita' non contano nulla?
Non credi che la tua persona possa avere un fascino che va al di la' della pelle setosa e della gamba vellutata dei 20 anni?

Stanca perche'? Perche' hai perso l'entusiasmo della vita? E gli interessi non bastano piu'?
Parliamo di sentimenti? Stanca delle delusioni?

Forza, i rapporti, la vita, le emozioni, la curiosita' dell'anima non devono invecchiare o stancarsi, e' troppo presto.

Up!

aria
23-05-2011, 21:23
....Non credi che la tua persona possa avere un fascino che va al di la' della pelle setosa e della gamba vellutata dei 20 anni?

Stanca perche'? Perche' hai perso l'entusiasmo della vita? E gli interessi non bastano piu'?
Parliamo di sentimenti? Stanca delle delusioni?

Forza, i rapporti, la vita, le emozioni, la curiosita' dell'anima non devono invecchiare o stancarsi, e' troppo presto.

Up!

Ma': il "presto" è un codice universale, ma non personificabile...
Scusate, ma sono proprio in crisi.

Parlate di altro.
Uff! che rabbia.

Margot
23-05-2011, 21:42
La straordinaria bellezza, la caducita' e l' irripetibilita' dei vent' anni credo che al mondo non siano note solo ai ventenni.
Aria,non è mica necessario arrivare a 50 per sapere che come si è splendidi a vent' anni non si è mai piu' splendidi per tutto il resto della vita. Anche a 30 gia' lo sai.
Io poi penso che il giovanilismo sia uno delle peggiori forme di tic nervoso di cui ci siamo ammalati a partire dagli ultimi 20 anni, fonte di gravi insoddisfazioni personali.
Secondo me il segreto per essere sempre in pace con l' eta' anagrafica avanzante è quello di viversela appieno, valorizzandone i vantaggi e minimizzandone gli svantaggi.
A me consola vedere intorno a me splendide sessantenni che non hanno nulla da invidiare a trentenni o a quarantenni. Vedo settantenni sempre pronte per la battaglia e trentenni gia' spente dentro.
A cinquantanni si puo' essere splendide donne se si considerano i 50 un' opportunita' e non una zavorra e a condizione che non si pretenda di esserlo come a venti.

Soprattutto, non devi scoraggiarti!

ugodin
23-05-2011, 22:13
Ci sono momenti in cui forse la rabbia e lo sconforto fanno parlare.
Mi piacerebbe essere capace di capire quanto ho avuto a mio conforto.
E son sicura di non potermi di certo lamentare.

Un mio carisssimo amico, che afferma ironicamente che le donne
sopra i 50 "grippano".
Non ha tutti i torti.:)) anche prima dei 50, se è per questo.

Ma ci sono momenti in cui non sai piu' cosa sei e provi solo
tanta paura.

Non c'è un cane che ti dica " sei meravigliosa e non c'è niente di meglio che stare con te, in tua compagnia" oppure: "guarda che sbagli e sei una stronza...dovresti cambiare..."

Quando hai il niente davanti e dietro e capisci che tutti i tuoi sforzi hanno forse forzificato altri, ma niente e nessuno fortifica te,mai. che fai?

Non mi vergogno per niente di essere una 50re piu' grippata: a me dispiace tanto non riuscire piu' ad essere la splendida 20enne che fui, ma che non potro' mai piu' essere.

Vorrei tanto qualcuno mi insegnasse ad essere una splendida 50enne, per vivere in maniera piu' leggiadra la mia vita e riuscire poi a trasmettere questa serenita' a quanti piu' amo e poi aspettare...
il prossimo ballottaggio milanese :))
non so.
ho provato tanta paura "maschile" nella ia vita. specie da giovane soldato.
immediata. di morire. ci sei e dopo non ci sei più.
e l'ho affrontata da maschio: programmando le risposte al pericolo.
sono vivo. io.
c'è una preghiera che mi hanno insegnato prima dei 13 anni: "d-o ti ringrazio di non essere donna".

nulla di più vero.

ora sto ascoltando mio figlio che mi suona l'ultima canzone che ha scritto.
morissi ora, sarei felice.
tutto resterebbe sulle spalle di mia moglie. che ho sempre difeso, che ho sempre amato, che ho sempre protetto, che ho sempre rispettato.
sono stato un buon marito.
ma, in fondo, è troppo facile.
me ne rendo conto leggendoti.
"va bene, va bene, va bene,
va bene così...."

Lucrezia
24-05-2011, 06:44
Margot, hai scritto un bellissimo post, sono pienamente d'accordo con te.

Penso a quello che ha detto Bon Dylan che oggi compie 70 anni: "Ero molto piu' vecchio un tempo di adesso".

Samarilla
24-05-2011, 14:58
Ci sono momenti in cui forse la rabbia e lo sconforto fanno parlare.
Mi piacerebbe essere capace di capire quanto ho avuto a mio conforto.
E son sicura di non potermi di certo lamentare.

Un mio carisssimo amico, che afferma ironicamente che le donne
sopra i 50 "grippano".
Non ha tutti i torti.:)) anche prima dei 50, se è per questo.

Ma ci sono momenti in cui non sai piu' cosa sei e provi solo
tanta paura.

Non c'è un cane che ti dica " sei meravigliosa e non c'è niente di meglio che stare con te, in tua compagnia" oppure: "guarda che sbagli e sei una stronza...dovresti cambiare..."

Quando hai il niente davanti e dietro e capisci che tutti i tuoi sforzi hanno forse forzificato altri, ma niente e nessuno fortifica te,mai. che fai?

Non mi vergogno per niente di essere una 50re piu' grippata: a me dispiace tanto non riuscire piu' ad essere la splendida 20enne che fui, ma che non potro' mai piu' essere.

Vorrei tanto qualcuno mi insegnasse ad essere una splendida 50enne, per vivere in maniera piu' leggiadra la mia vita e riuscire poi a trasmettere questa serenita' a quanti piu' amo e poi aspettare...
il prossimo ballottaggio milanese :))

:))
maseidicoccio!! Buttati qui che ti passa!!!

Io mai stata una splendida 20enne
figurati se posso essere una splendida 50enne:p

aria
24-05-2011, 21:09
:))
maseidicoccio!! Buttati qui che ti passa!!! Io mai stata una splendida 20enne
figurati se posso essere una splendida 50enne:p...

be', splendida ventenne perche' allora avevo molta forza e recuperavo velocemente stanchezza, delusioni, "sberloni".
mica perche' ero una straf....aa.:)).

Non ho assolutamente paura di questo mio corpo che col tempo perde ovviamente di "smalto". Non e' questo che mi fa' sentire meno splendida, anzi.
Silenzioso ed essenziale, rappresenta sempre di piu' il mio pensiero.


Ma riconosco la mia paura, ill mio timore ed incapacita' a vedermi "domani".
E mi fa' venire il nervoso.

Se non ci riesco, vuol dire che sono prorio a terra.
E non voglio caricare nessuno di questo ingrato compito: figli, morosi, amiche..
Ma capisco che è una gran prova, (ancora prove?, ma che palle!!),

samarilla, ho gran piacere di sentirti rosa.gif:))
Non so' quando, ma prima o poi noi ci vedremo in faccia.
E son sicura che rideremo tanto insieme.
grazie

aria
24-05-2011, 21:23
non so.
ho provato tanta paura "maschile" nella ia vita. specie da giovane soldato.
.....tutto resterebbe sulle spalle di mia moglie. che ho sempre difeso, che ho sempre amato, che ho sempre protetto, che ho sempre rispettato.
sono stato un buon marito.
ma, in fondo, è troppo facile.
me ne rendo conto leggendoti.
"va bene, va bene, va bene,
va bene così...."

Non credo comunque, di aver espesso una "fragilita" femminile.
A me fa' molta paura questa impossibilita' di comunicare tra i due sessi, perche' se invece fosse piu' facile, scopriremmo di avere in fondo, le stesse titubanze e le stesse paure.

mi fa' piacere leggere i tuoi commenti: sei una persona che non ostenta la propria competenza,(senz'altro maggiore della mia) e che non parte dal "presupposto"..

La mia "timorosa 50ennita'", dormirebbe accanto a te molto serena.

grazie.

ugodin
24-05-2011, 21:30
La mia "timorosa 50ennita'", dormirebbe accanto a te molto serena.

grazie.

bel complimento per me.
grazie a te.
bacioni.

aria
24-05-2011, 21:52
a te.
grazie ancora.

aria
25-05-2011, 21:41
Mentre mi sambra che mi crolli il mondo addosso e sono depressissima e non vedo l'ora
di andare a casa, arriva alle 18.40 una famiglia di srilanchesi per chiedere la residenza.

4 persone delle quali devo esaminare i documenti: passaporti, permessi di soggiorno, certificati di nascita e di matrimonio, nulla osta della prefettura e tanto quanto...
Mi accascio sulla sedia, rassegnata a scrivere per ore nomi composti da 6 nomi e cognomi composti da 4 cognomi.
Sanno rispondere solo "si".
Bisogna aiutarli.

Nel frattempo mi telefona mia figlia: vengo a mangiare da te e poi mi riaccompagni a casa, va' bene?

Scrivo, compilo al loro posto i moduli, li aiuto, ma diomamma, come sono stanca!

Questa deliziosa testolina srilanchese, mamma di 4 figli, continua a sorridermi mentre parlo e gesticolo come un vigile napoletano, nel tentativo di farmi comprendere:( con questo foglio vai all'asl per scegliere un dottore. Capito? Per te e i tuoi bambini. Fallo subito: capito?

Continua a sorridere e poi scrolla il capo di lato. Da una spalla all'altra.
Velocissima, come una farfalla e sempre sorridendo.

Mentre io mi aspetto un movimento che va' dalla testa al mento, nel segno di "si", lei invece la scrolla sorridendo da una spalla all'altra.

Mi viene da ridere: "mi prende in giro? che vuol dire?"
E glielo chiedo, rifacendole il gesto.
Sembra significhi "buona persona, mi fido"


Mi domando di quanti linguaggi non comprendo e comprendo
di non comprenderne troppi.
Significa che bisogna fermarsi e fare il punto.

Mi faro' operare quanto prima: avro' un po' di riposo per riflettere,

Lucrezia
25-05-2011, 22:46
Io mi accontenterei di capire il linguaggio della vita, sarei gia' a buon punto.

aria
26-05-2011, 19:58
Io mi accontenterei di capire il linguaggio della vita, sarei gia' a buon punto.


Hai ragione: era proprio quel che volevo dire ma evidentemente non l'ho scritto chiaramente.

rosa.gif

Tzazzamita
26-05-2011, 20:08
Mentre mi sambra che mi crolli il mondo addosso e sono depressissima e non vedo l'ora
di andare a casa, arriva alle 18.40 una famiglia di srilanchesi per chiedere la residenza.

4 persone delle quali devo esaminare i documenti: passaporti, permessi di soggiorno, certificati di nascita e di matrimonio, nulla osta della prefettura e tanto quanto...
Mi accascio sulla sedia, rassegnata a scrivere per ore nomi composti da 6 nomi e cognomi composti da 4 cognomi.
Sanno rispondere solo "si".
Bisogna aiutarli.

Nel frattempo mi telefona mia figlia: vengo a mangiare da te e poi mi riaccompagni a casa, va' bene?

Scrivo, compilo al loro posto i moduli, li aiuto, ma diomamma, come sono stanca!

Questa deliziosa testolina srilanchese, mamma di 4 figli, continua a sorridermi mentre parlo e gesticolo come un vigile napoletano, nel tentativo di farmi comprendere:( con questo foglio vai all'asl per scegliere un dottore. Capito? Per te e i tuoi bambini. Fallo subito: capito?

Continua a sorridere e poi scrolla il capo di lato. Da una spalla all'altra.
Velocissima, come una farfalla e sempre sorridendo.

Mentre io mi aspetto un movimento che va' dalla testa al mento, nel segno di "si", lei invece la scrolla sorridendo da una spalla all'altra.

Mi viene da ridere: "mi prende in giro? che vuol dire?"
E glielo chiedo, rifacendole il gesto.
Sembra significhi "buona persona, mi fido"


Mi domando di quanti linguaggi non comprendo e comprendo
di non comprenderne troppi.
Significa che bisogna fermarsi e fare il punto.

Mi faro' operare quanto prima: avro' un po' di riposo per riflettere,

appunto ognuno di noi porta una stratificazione di esperienze dirette o mediate su quel che può essere la vita,
non sempre chi ci sta difronte ha ricavato dalle sue esperienze la stessa cosa che abbiamo ricavoto noi sul medesimo problema della vita,
è una negozazione continua!

Margot
26-05-2011, 21:05
Io mi accontenterei di capire il linguaggio della vita, sarei gia' a buon punto.
Che cosa intendete precisamente per linguaggio della vita?
La decifrazione dei suoi aspetti piu' insolubili, dei suoi misteri e dei suoi drammi o vi riferite alla problematica , come dire, della incomunicabita' fra essere umani? o nessuna delle due?

Lucrezia
26-05-2011, 21:43
La decifrazione dei suoi aspetti piu' insolubili, dei suoi misteri e dei suoi drammi
Intendo proprio questo.

Margot
26-05-2011, 21:51
Intendo proprio questo.
Se tutti gli arcani fossero svelati, forse, moriremmo di noia.

aria
26-05-2011, 22:08
Se tutti gli arcani fossero svelati, forse, moriremmo di noia.

Personalmente credo che solo gli imbeciili possano credere negli arcani e si aspettino segni "premonitori" :)). (non è riferito a margot, ovviamente.

Alle altre persone, quelle di tutti i giorni, è dato invece il duro compito di sforzarsi quotidianamente di illuminare con la propria intelligenza e la propria esperienza, questa minima cosa che è la vita.

Condividere con altri questa esperienza e' segno di grande maturita', perche' trasforma la tua vita personale e la tua solitudine in un piu' grande bisogno sociale e ti fa' capire quanto sia importante rivendicarlo.

Lucrezia
26-05-2011, 22:16
Se tutti gli arcani fossero svelati, forse, moriremmo di noia.

Prima che tu rispondessi avevo pensato la stessa cosa.
O meglio, pensavo che proprio sondando la vita manteniamo la curiosita' verso il suo mistero.
Non e' quindi scoprirla del tutto il mio intento, mi accontenterei di capirne i meccanismi di base onde evitare di sbagliare.
Ma forse e' proprio attraverso gli errori che si comprende la vita, anche se spesso a caro prezzo.

Margot
26-05-2011, 22:35
.
Ma forse e' proprio attraverso gli errori che si comprende la vita, anche se spesso a caro prezzo.
Se tu, percorrendo la solita strada, quella che conosci da sempre, inciampi in una buca che fino al giorno prima non c' era, il giorno successivo, memore dell' incidente, avrai l' accortezza di scansarla.
Ma mai avrai la garanzia che ,al prossimo angolo di strada,non ti capiti una diversa, sconosciuta, buca. E se per scansare tutte le buche pensassimo di camminare sempre a capo chino, sbatteremmo la testa contro tutti i pali.
Gli errori io me li rappresento piu' o meno cosi', li puoi elaborare, metabolizzare, ma quando credi di aver capito tutto, la vita ti frega in quella che reputi illusoriamente l' unica insidia possibile che non hai saputo neutralizzare.

Lucrezia
26-05-2011, 23:23
Verissimo.
Stasera pensavo che i dolori e gli errori sono come rughe che si stampano attorno agli occhi ed io cerco di mantenere uno sguardo limpido nonostante i segni della vita: finche' manterro' questo spirito sapro' guardare avanti cercando di scansare qualche buca e di non sbattere contro tutti i pali.:-)

Questo cercavo di comunicare ad Aria, ma non solo non e' facile spiegare una sensazione, si rischia di passare per la maestrina dalla penna rossa o dall'alchimista che vende pozioni a buon mercato.:-)

Margot
27-05-2011, 22:07
Questo cercavo di comunicare ad Aria, ma non solo non e' facile spiegare una sensazione, si rischia di passare per la maestrina dalla penna rossa o dall'alchimista che vende pozioni a buon mercato.:-)
Sono d' accordo, non è mai facile descrivere e comunicare una sensazione. Non posso parlare per Aria, ma io apprezzerei, soprattutto nel contesto di un thread come il suo, lo sforzo di condividere uno stato d' animo, una sensazione,una riflessione personale sull' esistenza umana.
Tra l' altro tu non mi dai proprio l' impressione della maestrina dalla penna rossa:)

Lucrezia
27-05-2011, 22:16
Grazie!
Anch'io amo questo tipo di topic. A volte attraverso queste risposte cosi personali ed intime scopro quanto siano simili alcune sensazioni, paure, ansie e ,almeno io, attraverso questa empatia mi sento meno aliena.

Tzazzamita
28-05-2011, 08:15
Grazie!
Anch'io amo questo tipo di topic. A volte attraverso queste risposte cosi personali ed intime scopro quanto siano simili alcune sensazioni, paure, ansie e ,almeno io, attraverso questa empatia mi sento meno aliena.

quando studiavo cartografia, vi era un grande problema: la terra è come una arancia, la carta geografica è un foglio di carta piano.
ora come piegare una buccia d'arancia su un foglio di carta senza che questa subisca deformazioni e/o perdite?

non è possibile, l'unica cosa che possiamo fare è decidere il tipo di deformazione e la quantità di perdite.

e così è la descrizione del nostro essere, di quel che vedono i nostri occhi.
quando noi vediamo qualcosa vediamo tantissime cose,tantissimi elementi anche se non ci facciamo caso, vediamo perfino lo sporco sui muri, o sentiamo l'intensità del vento, se i capelli del nostro interlocutere erano mossi,o se passava una moto rombando che ci disturbava.
ora se la stessa scena la vorremmo descrivere ad un amico che non era presente, noi toglieremo molti elementi per concentrarsi solo su alcuni.
e se la dobbimao scrivere per farla leggere, toglieremo ancora più particolari per descriveere quello che per noi è il nocciolo della scena.

tutto quello che mancherà nelle descrizioni con cui comunichiamo potrà essere interpolato solo dalle nostre sensibilità, dalla volontà di comunicare, dalla capacità di provare empatia per chi ci sta di fronte

Lucrezia
28-05-2011, 10:43
Quanto e' vero quello che dici, Franco!
Eppure il bisogno di provare empatia in me nasce dalla ricerca di conferme ed esperienze....