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Visualizza Versione Completa : Cina: "Il dissidente Ai Weiwei? E' trattato secondo la legge



ugodin
05-05-2011, 12:03
insomma: repressione continua

CINA: AI WEIWEI TRATTATO 'SECONDO LEGGE', PORTAVOCE

http://www.blackandwhitecat.org/wp-content/uploads/2009/09/ai-weiwei-in-munich.jpg

(ANSA) - PECHINO, 5 MAG - La Cina sta trattando il caso
dell'artista Ai Weiwei, in prigione da oltre un mese, ''secondo
la legge''. Lo ha sostenuto oggi la portavoce del ministero
degli esteri Jiang Yu in una conferenza stampa a Pechino. La
portavoce non ha fornito dettagli sul caso, che ha portato a
richieste di chiarimenti da parte di Usa, Ue, Gran Bretagna,
Francia, Germania e Australia.
Ai Weiwei, 53 anni, uno degli artisti cinesi piu' noti sia in
patria che all' estero, e' stato arrestato il 3 aprile mentre
stava partendo da Pechino per Hong Kong per ragioni di lavoro.
Quattro giorni dopo un altro portavoce governativo ha affermato
che l' artista e' indagato per ''reati economici''. L' arresto
di Ai Weiwei e' venuto dopo due mesi nei quali decine di persone
sono state arrestate, sottoposte a restrizioni della liberta' di
vario tipo o sono semplicemente ''scomparse'', vale a dire che
sono state arrestate al di fuori del normale processo
giudiziario. Ad innescare l'ondata di repressione, che secondo
le organizzazioni umanitarie e' la piu' pesante degli ultimi
dieci anni, sono stati i comunicati anonimi lanciati su Internet
che invitavano i cittadini cinesi a manifestare pacificamente
per la democrazia imitando i movimenti che hanno portato alla
caduta dei governi autoritari in Egitto e Tunisia. (ANSA).

NT
05-MAG-11 12:09 NNNN

ugodin
09-05-2011, 22:47
Una firma per Ai Weiwei
l'artista che spaventa la Cina

L'appello dell'associazione Pulitzer per liberare l'ideatore dello stadio “Nido” simbolo delle Olimpiadi di Pechino e star dell'arte contemporanea. Dall'arresto avvenuto il 3 aprile non si hanno più sue notizie

di FEDERICO BITTI
Ai Weiwei
La creatività in certi casi può far paura, quando poi si sposa con l'impegno può essere dirompente, rivoluzionaria e diventare un elemento destabilizzante per regimi che poggiano il proprio equilibrio sul controllo sociale. Una voce fuori dal coro che riesce ad arrivare alle coscienze, se ingestibile, diventa un pericolo da scongiurare e non una risorsa da proteggere. E' certamente il caso di Ai Weiwei, classe 1957, uno dei più grandi artisti della scena contemporanea internazionale, arrestato il 3 aprile scorso dalle autorità cinesi con accuse che appaiono pretestuose: prima frode fiscale, poi bigamia, paternità illegittima e addirittura pornografia online. L'unica certezza è che da allora si sono perse le sue tracce: i familiari denunciano di non sapere nemmeno dove sia detenuto e di non avere ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dal governo.

Arte e denuncia. Venezia, Londra, New York, Monaco sono solo alcune delle città che hanno ospitato le installazioni di Ai, la cui notorietà e legata anche all'ideazione del grandioso National Stadium di Pechino divenuto simbolo delle Olimpiadi del 2008.

Diplomato all'Accademia del cinema di Pechino e specializzato alla Parsons School of Design di New York, Ai Weiwei si è imposto con lavori che hanno sempre avuto il sapore della denuncia: nel 2009 la sua installazione Remebering aveva dominato la facciata dell Haus der Kunst di Monaco con 9000 zainetti colorati, macabro simbolo dei tanti bambini
rimasti uccisi nel terremoto nel Sichuan del 2008, un immenso dito puntato sulle autorità cinesi responsabili per il crollo degli edifici scolastici.

Ma è stata sicuramente la Tate Modern a ospitare l'opera più discussa dell'artista. Nel 2010 con "Sunflower Seeds", Ai ha invaso il museo londinese con cento milioni di semi di girasole di porcellana dipinti a mano da artigiani cinesi della città Jingdezhen, tradizionale centro di lavorazione di questo materiale. Un'opera che mette al centro l'unicità dell'artigiano/individuo contro la spersonalizzazione di una frenetica produzione industriale che tanto ha caratterizzato l'economia cinese negli ultimi decenni.

Una voce scomoda e troppo risonante per un paese che appare più impegnato nella corsa all'ultracapitalismo, che a consolidare la libertà di espressione e il rispetto dei diritti umani, temi sui quali la comunità internazionale ha spesso manifestato preoccupazione. Impossibile non ricordare la poltrona vuota di Liu Xiaobo alla cerimonia dei Nobel 2010, premiato per la pace ma assente perché condannato a 11 anni per istigazione alla sovversione; colpevole per aver scritto la "Charta 08", un manifesto sul rispetto dei diritti umani in Cina, firmato tra gli altri dallo stesso Ai.

Mobilitazione. La scomparsa di Weiwei non è però passata inosservata e se proprio la Tate Modern ha esposto sulla facciata del suo edificio la scritta a caratteri cubitali "Release Ai Weiwei", è la Rete a guidare la mobilitazione attraverso la campagna "Call for the Release of Ai WeiWei" 1, promossa dalle principali istituzioni museali mondiali che ha già raccolto la sottoscrizione di migliaia di persone e di nomi noti non solo del mondo dell'arte. Online anche il sito www.freeaiweiwei.org 2 che conta i giorni di detenzione dell'artista e una nutrita rassegna stampa sulla vicenda.

In Italia, è stata l'associazione Pulitzer 3 - impegnata nella difesa dell'articolo 21 della Costituzione e della libertà di espressione – a denunciare la vicenda redigendo un appello online 4 da presentare al presidente della Repubblica. "La vicenda di Ai Weiwei esce dai confini cinesi, riguarda tutti – ha detto a Repubblica.it il presidente dell'associazione Antonio Rossano – E' il sintomo di quanto ancora sia necessario tutelare la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero". "Abbiamo sentito l'urgenza – ha aggiunto Rossano - di occuparci in prima linea del caso di Ai Weiwei soprattutto considerando il periodo che sta attraversando l'Italia". L'obiettivo simbolico delle 5000 firme mira a promuovere un'azione formale dello Stato italiano nei confronti di Pechino per ottenere chiarimenti sui motivi che hanno condotto all'arresto dell'artista, sulle sue condizioni di salute e sollecitarne la liberazione. Umberto Eco, Eugenio Bennato e molti altri nomi della cultura italiana hanno già aderito.

fonte: repubblica (http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/09/news/una_firma_per_ai_weiwei_l_artista_scomodo_che_spaventa_la_cina-15996801/?ref=HREC1-6)

link della petizione italiana (http://www.associazionepulitzer.it/)

link della petizione internazionale (http://www.change.org/petitions/call-for-the-release-of-ai-weiwei)

ugodin
11-05-2011, 12:00
CINA: WEIWEI; PROTESTA PER DETENZIONE RIPARTE DA LONDRA

(ANSA) - LONDRA, 11 MAG - Le proteste per la liberazione
dell'artista cinese Ai Weiwei, da un mese detenuto in Cina,
ripartono da Londra. Due mostre, una nel cortile della fontana
della Somerset House sul Tamigi e l'altra alla Lisson Gallery,
hanno aperto i battenti e in entrambi i casi proclamano per
immagini il sostegno dell'establishment culturale britannico al
dissidente sotto arresti.
Weiwei e' forse l'artista cinese piu' conosciuto nel mondo.
Alla Somerset House sono state installate le 'Teste degli
animali dello Zodiaco', 12 sculture monumentali di teste di
animali di bronzo che ricreano quelle create da gesuiti italiani
per circondare l'orologio-fontana di Yuanming Yuan, un palazzo
imperiale del settecento poco fuori Pechino: sono la prima
scultura pubblica del dissidente 'in esterno' a Londra.
Alla Lisson Gallery una sedia di marmo vuota accoglie i
visitatori, come a sottolineare la scomparsa di Weiwei: in
mostra opere iconiche dell'artista tra cui una telecamera di
sorveglianza di marmo, creata prima dell'arresto, ma che
acquista nuovo significato alla luce dell'ultima odissea di cui
Ai e' diventato vittima.(ANSA).

BN
11-MAG-11 12:48 NNNN

ugodin
11-05-2011, 15:49
ANSA/ CINA: WEIWEI; KAPOOR, 'GIORNO SENZA ARTE' PER LIBERARLO
RIPARTE DA EUROPA PROTESTA PER RILASCIO; DUE MOSTRE A LONDRA
(di Alessandra Baldini)
(ANSA) - LONDRA, 11 MAG - Un ''giorno senza arte'' con la
chiusura di tutte le gallerie e tutti i musei per la liberazione
di Ai Weiwei: ripartono dall'Europa le proteste per il rilascio
dell'artista cinese dissidente da un mese detenuto in Cina.
A Parigi l'architetto e scultore anglo-indiano Anish Kapoor
gli ha dedicato la sua ultima installazione, il 'Leviatano', da
ieri al Grand Palais, proponendo uno 'sciopero' di un giorno di
tutte le istituzioni culturali per convincere Pechino a fare
marcia indietro. E a Londra, dove e' stata da poco smontata
l'installazione dei semi di girasole di porcellana alla Tate
Modern, altre due mostre hanno raccolto il testimone: una nel
cortile della fontana della Somerset House sul Tamigi e l'altra
alla Lisson Gallery, proclamano entrambe per immagini il
sostegno dell'establishment culturale britannico al dissidente
sotto arresti.
Weiwei e' forse l'artista cinese piu' conosciuto nel mondo.
E' stato fermato all'aeroporto di Pechino il 3 aprile e da
allora e' scomparso dalla circolazione tra vaghe accuse di
''reati economici''. Alla Somerset House sono state installate
le sue 'Teste degli animali dello Zodiaco', 12 sculture
monumentali di teste di animali di bronzo che ricreano quelle
create da gesuiti italiani per circondare l'orologio-fontana di
Yuanming Yuan, un palazzo imperiale del settecento poco fuori
Pechino: sono la prima scultura pubblica del dissidente 'in
esterno' a Londra e fanno da 'pendent' a una installazione
gemella da qualche giorno all'ingresso di Central Park a New
York.
''Erano mostre in programma da due anni ma oggi servono a
mostrare il nostro appoggio a Weiwei'', ha detto all'Ansa Gwyn
Miles, direttrice di Somerset House secondo cui una terza serie
dello Zodiaco esiste da qualche parte in Cina ma, come per
Weiwei, ''se ne sono perse le tracce''. L'esperta di arte cinese
Katie Hill aveva appena letto, visibilmente commossa, una
citazione dell'artista detenuto: ''Un paese che respinge la
verita', che si barrica contro il cambiamento e manca di spirito
di liberta' non ha avvenire''.
Alla Lisson Gallery una sedia di marmo vuota accoglie i
visitatori. In mostra opere iconiche dell'artista tra cui una
telecamera di sorveglianza di marmo, creata prima dell'arresto,
ma che acquista nuovo significato alla luce dell'ultima odissea
di cui Weiwei e' diventato vittima. Solo nella citta'
meridionale di Guangzhou ce ne sono 270 mila, riporta oggi il
Financial Times affiancando questo dato alla cifra stanziata nel
2011 da Pechino per il bilancio della sicurezza interna: 624
miliardi di yuan, pari a 96 miliardi di dollari, una cifra da
capogiro, superiore a quella del bilancio ufficiale della
difesa: ''Mettendola in un altro modo - commenta il quotidiano
finanziario - la Cina spende di piu' a spiare e reprimere i
propri cittadini che a guardarsi dalle minacce esterne''.
(ANSA).

BN
11-MAG-11 16:47 NNNN

mormore
11-05-2011, 16:09
E' stata impressionante la ultima opera a Tate purtroppo chiusa per motivi di salute.
Una immensita' di semi di porcellana dove ciascun seme era dipinto a mano. (volevo giusto postarla in cenacolo quando e' stata smantellata)



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Amanda
11-05-2011, 16:28
http://www.nannimagazine.it/stampa_articolo.php?idNews=7203







Ai Weiwei, l'eroe dell'arte cinese








Semi di porcellana per il riscatto della Cina

L'arte da sempre è capace di raccontare la realtà con forza maggiore rispetto ad altri mezzi di espressione, eppure questa sua funzione critica e riflessiva nel nostro Paese è quasi del tutto messa a tacere. Non perché manchi la libertà di espressione, al contrario, ormai siamo talmente ricoperti di stimoli tutti i giorni che sembra non ci sia tempo per fermarsi a riflettere su ciò che gli artisti intendono suggerirci. L'unico modo che l'arte ha per farsi notare, sembra, è gridare più forte degli altri, con eventi provocatori, enormi, spesso pacchiani, più raramente intelligenti ma bollati come stravaganze. Anche la sua funzione di satira, di attacco all'ordine precostituito sembra aver perso ragion d'essere: nel Paese che ha inventato la parodia e che ormai di parodie vive, che ragione di essere hanno le provocazioni?



Paradossalmente l'arte in quanto pungolo per le coscienze sembra fiorire maggiormente lì dove la libertà non c'è, o comunque non è un principio forte come è (o dovrebbe essere) in Occidente. Nei regimi totalitari gli artisti hanno ancora qualcosa da raccontare e spesso trovano il coraggio per osare, per andare oltre, per spingersi fino al bordo di quel confine che separa l'arte dalla realtà, dall'attivismo sociale e politico e spesso da una repressione senza pietà. Esemplare, in questo senso, è il caso della Cina che, come in tutte le sue espressioni, anche quando si parla d'arte riesce sempre a essere contraddittoria ed ermetica, difficile da comprendere per noi occidentali che, spesso con arroganza, desideriamo piegarla ai nostri standard di pensiero.



Il governo cinese tollera l'arte contemporanea e la incoraggia perché ha ben capito che una nazione che voglia presentarsi come matura, moderna e innovativa non può prescindere dall'immaginario odierno in campo artistico, lezione che, come si accennava, sfugge spesso ai non addetti al settore di casa nostra. All'arte in Cina si concedono delle libertà di certo maggiori rispetto alle forme di censura adottate per gli altri mezzi di espressione, tanto che i creativi di alto livello sono stati per molto tempo ritenuti 'intoccabili'. Le cose, però, sono oggi bruscamente cambiate, perché se le autorità arrestano l'uomo che occupa il posto n. 13 nella lista di Art Review delle personalità più influenti nel sistema dell'arte, allora nessuno è al sicuro.

Ai Weiwei è sempre stato un provocatore, non solo verso le autorità, ma verso l'ordine costituito in genere, a partire proprio dal sistema dell'arte. Anche lui, come quasi tutti gli artisti, a volte è scaduto nell'attacco fine a se stesso o comunque sterile dal punto di vista comunicativo, ma gli va riconosciuta una grande capacità di toccare le corde giuste. Di certo non è un avversario della Cina, ha dato tanto al suo Paese sia in termini di visibilità internazionale che di progetti concreti sul suolo natio per la formazione dei giovani e lo sviluppo dell'economia. Al tempo stesso è riuscito a far conoscere la Cina agli occidentali, a farci scoprire con occhi diversi un Paese messo in ombra da dragoni rossi e involtini primavera.



La sua ultima opera ha riscosso un successo oltre ogni aspettativa: 'Sunflower Seeds' ha riempito l'immensa Turbine Hall della Tate Modern di Londra con 100 milioni di semi di girasole tutti diversi realizzati in porcellana dipinta a mano da 1600 artigiani cinesi. La distesa è diventata il 'parco giochi' di migliaia di visitatori fin quando è stato proibito l'accesso a causa della troppa polvere causata dalla porcellana sbriciolata. A febbraio scorso 100 chili di semi sono stati venduti da Sotheby's a 559mila 394 dollari, ben oltre la stima più alta prevista di 195mila dollari. L'opera è divenuta il punto di partenza di un circuito folle di esperienze artistiche come la performance del collettivo IOCOSE, i cui componenti hanno lanciato dei veri semi di girasole in mezzo a quelli realizzati da Ai Weiwei, rendendo indistinguibili all'occhio gli uni dagli altri.continua

mormore
11-05-2011, 16:35
http://www.bbc.co.uk/news/entertainment-arts-13356042 (http://www.bbc.co.uk/news/entertainment-arts-13356042)



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mormore
12-05-2011, 07:58
http://imageshack.us/m/857/1251/20100616.jpg


Roma, 27 apr. (TMNews) - Aveva difeso l'artista Ai Weiwei, arrestato in circostanze poco chiare dalle autorità cinesi, che hanno aumentato la stretta su dissidenti e critici del regime. Ora, è finito lui stesso in prigione, 'sparito' dopo un festival musicale. Si tratta di Zuo Xiao Zu Zhou, conosciuto semplicemente come Zuo Xiao, uno dei cantanti rock più acclamati in Cina. A darne notizia è il quotidiano britannico 'The Times'. Zuo Xiao è stato arrestato dalla polizia all'aeroporto di Changzhou, prima di partire per Pechino.

Al festival di Zhouzhuang, vicino a Shanghai, aveva incitato la folla a intonare slogan di supporto per Ai Weiwei, cui aveva dedicato messaggi di supporto apparsi sul maxischermo alle spalle del palco. La rock star aveva poi scritto un articolo dal titolo "Chi non ama Ai Weiwei" su un quotidiano di Hong Kong, il 'Ming Pao'.


Zuoxiao Zuzhou è un musicista con sede a Pechino rock cinese e artista contemporaneo. Si può trovare il suo canto è sempre in sintonia e la sua musica un po 'difficile da accettare, ma quelle sono le sue caratteristiche più attraenti. Egli è solo essere se stesso sempre e racconta storie di vero nella sua musica, ma soprattutto non ha paura di esplorare i lati oscuri della società. Se si ascoltano con attenzione i suoi testi, si sarà divertito con le sue storie interessanti.(traduzione google del testo sotto)

Zuoxiao Zuzhou is a Beijing-based Chinese rock musician and contemporary artist. You may find his singing is always out of tune and his music a little hard to accept, but those are his most attractive features. He is just being himself and always tells true stories in his music, but more importantly he is not afraid to explore the dark sides of society. If you listen carefully to his lyrics, you will be amused by his interesting stories (http://english.cri.cn/6666/2010/08/20/2521s589782_32.htm).

E per lui nessuno si muove ?



http://www.news.com.au/world/chinese-rocker-arrested-over-article/story-fn6sb9br-1226045928000

http://resources1.news.com.au/images/2011/04/28/1226045/958157-hong-kong-china-rights-politics.jpg
Weiwei support: Activists demonstrate during a protest to demand the release of detained prominent Chinese artist Ai Weiwei. Picture: Laurent Fievet

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ugodin
05-06-2011, 14:33
BIENNALE: PERFORMANCE PER LIBERTA' AI WEIWEI
AL PADIGLIONE ALTERNATIVO DEGLI ARTISTI CINESI INDIPENDENTI


(ANSA) - VENEZIA, 5 GIU - Una performance per la liberta' e i
diritti civili riferita alla prigionia dell'artista cinese Ai
WeiWei, con semi di girasole sparsi all'interno di una scultura
in cui Cina e Occidente, simboleggiate da due figure femminili,
si fronteggiano in un delicato confronto: l'ha attuata l'artista
italiana Resi Girardello nel padiglione alternativo degli
artisti cinesi indipendenti curato da Wang Lin e Gloria Vallese.
''Era previsto inizialmente che all'azione prendessero parte
in coppia la Girardello e una performer cinese - ha spiegato la
curatrice Vallese - ma si e' deciso poi di limitare i rischi per
l'artista asiatica rinunciando alla sua partecipazione''. Il
titolo dell'evento collaterale della 54/a Biennale d'arte di
Venezia dove ha avuto luogo la performance e' 'Cracked culture?
The quest for identity in contemporary chinese art'.
I semi di girasole alludono ad Ai WeiWei, che nel 2010 ha
presentato alla Tate Modern di Londra un'installazione composta
da un milione di semi di girasole in porcellana realizzati e
dipinti a mano da 1600 artigiani cinesi nella citta' di
Jingdezhen, l'antica capitale della porcellana cinese. Ai WeiWei
e' stato prelevato dalla polizia cinese il 2 aprile scorso e da
allora, nonostante la vasta reazione dell'opinione pubblica
mondiale, non si hanno piu' sue notizie.
L'opera su cui e' stata ambientata la performance e' 'Vanas',
nella quale Girardello si ispira alle cineserie in uso nel
Settecento europeo, ''opere d'arte decorativa - spiega Vallese -
che parlavano dell'estremo Oriente mescolando dettagli reali a
strampalati motivi di fantasia: l'insieme in apparenza lezioso
di 'Vanas', con due dame in altalena, rivela dettagli
inquietanti: nidi di vespe, pelli di serpente, zampette di
uccello, mentre il titolo e' la radice sanscrita da cui derivano
sia 'vanita'' che 'Venere'''.
La tecnica impiegata, caratteristica delle opere
dell'artista, consiste nel lavorare in modo tipicamente
femminile, all'uncinetto, fili metallici di rame, ottone, ferro.
(ANSA).

BE
05-GIU-11 15:27 NNNN

ugodin
09-08-2011, 15:27
CINA: AI WEIWEI SU TWITTER TORNA A CRITICARE GOVERNO

(ANSA) - PECHINO, 09 AGO - L' artista dissidente Ai Weiwei e'
tornato oggi a criticare il governo cinese, sei settimane dopo
essere stato rilasciato dalla prigione. In due messaggi su
Twitter, l' artista denuncia le torture che sono state inflitte
ad uno dei suoi collaboratori e invita a sostenere due attivisti
imprigionati.
Ai Weiwei, molto conosciuto all' estero e in Cina per le sue
opere, tra cui lo Stadio Nazionale di Pechino, il Nido d'
Uccello, e' accusato di evasione fiscale, un' accusa che ha
respinto. Detenuto informalmente per quasi tre mesi, e' stato
rilasciato il 22 giugno. In uno dei due messaggi, l' artista
denuncia che Liu Zhenggang, arrestato con lui e con altri tre
suoi collaboratori, e' stato sottoposto ''...ad un grande
tormento psicologico e fisico'' che gli ha procurato un infarto.
Nel secondo ''tweet'', Ai Weiwei chiede ai suoi lettori di
impegnarsi a favore dei dissidenti incarcerati Wang Lihong, un
attivista per i diritti umani, e Ruan Yunfei, uno scrittore di
successo. ''Se non fate niente per loro'', ha scritto, ''non
solo siete delle persone che non si battono per la giustizia e
la civilta', ma vuol dire che avete alcun amore per voi
stessi''.
Appena uscito di prigione, lo stesso Ai Weiwei aveva
annunciato che gli e' stato proibito di parlare con la stampa e
di usare Twitter, il suo mezzo di comunicazione preferito. In
Cina Twitter e' bloccato dalla censura ma e' facilmente
accessibile con dei trucchi usati da milioni di internauti.

NT
09-AGO-11 15:26 NNNN