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Visualizza Versione Completa : Blitz in Pakistan, ucciso Bin Laden



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Tzazzamita
02-05-2011, 22:33
Al "se ragisce uccidetelo" non avrei creduto neppure se lo avessi sentito con le mie orecchie. E' ovvio che non potevano tenere Bin Laden prigioniero.

............................................

non ho sentito dire finora un ordine ai militari del tipo 'se reagisce invitatelo a cena'!

erano pur sempre in territorio qaedista, immagina se si spargeva la voce che c'era obama assediato. potresti dirci cosa avrebbe fatto la popolazione locale?

Tzazzamita
02-05-2011, 22:34
Questo infatti non mi stupisce. Ma tu hai notizia che qualche giornalista presente nalla portaerei abbia testimoniato la veridicità di quanto ci viene riferito?

giornlista in divisa senz'altro.

difficile di altro tip operchè allora ci volevano almeno un paio di portaerei per non fare torto a nessuna testata importante!

Raptor
02-05-2011, 22:39
Tra l'altro ho letto persino che una delle ex mogli di Bin Laden ha effettuato il riconoscimento del cadavere.

Shadow
02-05-2011, 22:42
ne l'idea ch nessuno stato desidera una tomba così ingombrante non è un idea campata in aria

Senza ombra di dubbio, ma si poteva seppellirlo tranquillamente seguendo il rituale islamico senza dare le coordinate di tale sepoltura, in questo modo passa agli occhi degli ambienti integralisti e dei loro seguaci una sorta di scempio del cadavere e oltraggio alla dottrina.

Roderigo
02-05-2011, 22:43
Ed intanto Hamas ha condannato la sua esecuzione ed ha definito bin Laden come un "santo martire arabo". Tanto per ribadire la mia netta critica nei confronti di chi è convinto che tale movimento in futuro possa mutare la sua impostazione integralista ed accettare un sacrosanto assetto istituzionale democratico in quella terre palestinesi che in più di una occasione tale "santo" ha strumentalizzato per giustificare i crimini dei suoi seguaci.

Mi dispiace che tu ribadisca sempre questa critica nei miei confronti. :)

Tzazzamita
02-05-2011, 22:45
Senza ombra di dubbio, ma si poteva seppellirlo tranquillamente seguendo il rituale islamico senza dare le coordinate di tale sepoltura, in questo modo passa agli occhi degli ambienti integralisti e dei loro seguaci una sorta di scempio del cadavere e oltraggio alla dottrina.

forse da marinaio non vedo la cosa così grave, ma certamente non conosco la dottrina musulmana in materia

p.s. ma per i marinai musulmani morti in mare cosa dice la dottrina musulmana?

Raptor
02-05-2011, 22:46
Senza ombra di dubbio, ma si poteva seppellirlo tranquillamente seguendo il rituale islamico senza dare le coordinate di tale sepoltura, in questo modo passa agli occhi degli ambienti integralisti e dei loro seguaci una sorta di scempio del cadavere e oltraggio alla dottrina.

Leggo su diversi siti che la sepoltura "in mare" e' stata preceduta da un rito islamico. Esiste davvero la possibilita' di effettuare questa procedura (sepoltura in mare) nella tradizione islamica?

Shadow
02-05-2011, 22:47
Tra l'altro ho letto persino che una delle ex mogli di Bin Laden ha effettuato il riconoscimento del cadavere.

Non mi sembra plausibile, tenendo conto del fatto che non risultano ex mogli presenti sul territorio pachistano, ma cmq ci sono le foto, lo hanno ammesso chiaramente (e non di certo il tarocco delle reti pachistane che è stato ampiamente confutato), e mi auguro, anche se la scena immortalata sarà certamente agghiacciante, che gli Usa le forniranno il prima possibile, per chiudere questa diatriba che ritengo un mero esercizio di necrofilia mista ad un complottismo indubbiamente condannabile.

Cilia
02-05-2011, 22:48
non ho sentito dire finora un ordine ai militari del tipo 'se reagisce invitatelo a cena'!

erano pur sempre in territorio qaedista, immagina se si spargeva la voce che c'era obama assediato. potresti dirci cosa avrebbe fatto la popolazione locale?

Intendevo dire che non potevano tenerlo prigioniero perchè sarebbero stati ricattabili.
Pensa quanti terroristi avrebbero potuto rapire cittadini americani per avere in cambio bin laden. Nessuna nazione sarebbe stata a disposta a correre un simile rischio.

Roderigo
02-05-2011, 22:50
Che lo abbiano ammazzato certo è un po' sospetto, magari hanno voluto tappargli la bocca sugli intrallazzi con lui fino al 1990, e comunque un processo sarebbe stato molto scomodo per gli USA anche perchè sarebbe venuta alla luce l'incapacità di prevenire l'attacco dell'11/9/2001.
Gli stessi USA ammettono che la missione aveva lo scopo di ucciderlo, il che non mi sembra corretto considerato che l'operazione aveva luogo in territorio amico e quindi era in linea di principio possibile prenderlo vivo.

Sempre sul piano delle congetture, questa mi sembra molto persuasiva e la sottoscrivo.

Tzazzamita
02-05-2011, 22:51
Intendevo dire che non potevano tenerlo prigioniero perchè sarebbero stati ricattabili.
Pensa quanti terroristi avrebbero potuto rapire cittadini americani per avere in cambio bin laden. Nessuna nazione sarebbe stata a disposta a correre un simile rischio.

non credo allora Guantanamo?

è più probabile che il blitz doveva durare il meno possibile perchè il commando agiva in un terreno ove non era da escludere un intervento attivo della popolazione non a favore del commando

Raptor
02-05-2011, 22:52
Sinceramente dubito che in un eventuale processo Bin Laden avrebbe rivelato alcunche'.

Shadow
02-05-2011, 22:53
Mi dispiace che tu ribadisca sempre questa critica nei miei confronti. :)

Coda di paglia, eh??;) A parte gli scherzi, Roderigo, mi stupisco sempre quando una persona del tuo livello possa credere alla taqiyya applicata da movimenti come Hamas, posso ritenere affidabile a livello di mutazione ideologica una organizzazione che dopo aver condannato a più riprese le azioni di al Qaeda adesso definisce Bin Laden un "santo martire arabo"?? Semmai è la conferma della sua ambiguità, anche se conosci bene la mia posizione sulla legittimità politica di Hamas nello scenario politico palestinese, sopratutto in rapporto alla corruzione imperante in Fatah.

Tzazzamita
02-05-2011, 22:55
Coda di paglia, eh??;) A parte gli scherzi, Roderigo, mi stupisco sempre quando una persona del tuo livello possa credere alla taqiyya applicata da movimenti come Hamas, posso ritenere affidabile a livello di mutazione ideologica una organizzazione che dopo aver condannato a più riprese le azioni di al Qaeda adesso definisce Bin Laden un "santo martire arabo"?? Semmai è la conferma della sua ambiguità, anche se conosci bene la mia posizione sulla legittimità politica di Hamas nello scenario politico palestinese, sopratutto in rapporto alla corruzione imperante in Fatah.

http://translate.google.com/translate?hl=it&langpair=en|it&u=http://en.wikipedia.org/wiki/Burial_at_sea


623. * Se una persona muore su una nave e se non si ha paura del decadimento del corpo morto, e se non c'è nessun problema nel suo mantenimento per qualche tempo sulla nave, si dovrebbe tenere su di esso e sepolto nella terra dopo aver raggiunto il terreni. In caso contrario, dopo aver dato Ghusl, Hunut, Kafan e Namaz-e-Mayyit dovrebbe essere calate in mare in un recipiente di creta o con un peso legato ai suoi piedi. E per quanto possibile, non dovrebbe essere abbassato in un punto dove si è mangiato immediatamente dai predatori del mare.

624. Se si teme che un nemico può scavare la fossa e riesumare il cadavere e amputare le orecchie o il naso o altre membra, deve essere calata in mare, se possibile, come indicato nella regola precedente.

625. * Le spese di abbassare il cadavere in mare, o fare il solido tomba a terra possono essere dedotti dal patrimonio del defunto, se necessario.

Shadow
02-05-2011, 22:56
Leggo su diversi siti che la sepoltura "in mare" e' stata preceduta da un rito islamico. Esiste davvero la possibilita' di effettuare questa procedura (sepoltura in mare) nella tradizione islamica?

Questa risposta vale anche per Tzazza, certamente esiste tale possibilità ma esclusivamente se la persona è morta in mare, ma questo non è avvenuto, e la stessa università di al Azhar si è espressa a riguardo condannando allo stesso tempo la figura di bin Laden ed il suo operato.

Shadow
02-05-2011, 22:58
Sinceramente dubito che in un eventuale processo Bin Laden avrebbe rivelato alcunche'.

I nostri dubbi contano poco, Raptor, nel caso non avrebbe rivelato nulla poteva tranquillamente marcire in carcere che farlo diventare una sorta di improbabile shahid.

Tzazzamita
02-05-2011, 23:01
Questa risposta vale anche per Tzazza, certamente esiste tale possibilità ma esclusivamente se la persona è morta in mare, ma questo non è avvenuto, e la stessa università di al Azhar si è espressa a riguardo condannando allo stesso tempo la figura di bin Laden ed il suo operato.


quindi un ammiraglio musulmano che ha dedicato la sua vita al mare, non può lasciare come sua volontà testamentaria le sue spoglie al mare?

Tzazzamita
02-05-2011, 23:03
I nostri dubbi contano poco, Raptor, nel caso non avrebbe rivelato nulla poteva tranquillamente marcire in carcere che farlo diventare una sorta di improbabile shahid.



sarebbe stata la rappresentazione del potere, nel mondo mediterrraneo come ben sai la "condanna a vita" può essere peggiore della "condanna a morte"

Roderigo
02-05-2011, 23:07
Perchè ti senti in dovere di farlo il confronto, oggi, nel giorno in cui questo maledetto macellaio è passato a miglior vita?

Sai come appari? Come Gasparri, che ogni 25 aprile sbaitava perchè non venivano ricordate le vittime delle foibe.

Margot, l’idea di apparirti come Gasparri mi getta veramente nello sconforto. Come posso rimontare una immagine simile?

In verità, io non sento il dovere di fare il confronto. Nè oggi, nè negli altri giorni. Non ho affisso un manifesto, non ho fatto un comunicato stampa, nè esternato un proclama di mia iniziativa. Ho partecipato ad una conversazione, una discussione ed ho risposto a qualcuno.

Come è emerso questo confronto? Vado a memoria perchè non mi sento di ripercorrere il topic. Il confronto lo ha fatto Daitan. Credo anche lei lo abbia fatto in risposta a qualcun altro. Il confronto riguardava anche Obama. La sua posizione è stata definita farneticante, delirante. Da parte di Cilia. Quindi, ho invitato Cilia ha spiegarsi. Lei invece di spiegarsi mi ha chiesto cosa pensavo io dell’intervento di Daitan ed io ho scritto, sommariamente, che condividevo il confronto con Bush, ma non quello con Obama. Tuttavia, l’intervento era plausibile. Si può non essere d’accordo, ma trovo fastidioso che si esprima il dissenso con la delegittimazione, spesso e volentieri con toni insolenti ed arroganti.

Poi è seguito il botta e risposta con Raptor, sempre in argomento, il quale sostiene che c’è differenza tra le vittime civili fatte volontariamente dai terroristi e le vittime civili fatte involontariamente dagli eserciti occidentali. Io a questa differenza non credo, non credo a questo “involontariamente”. Chi usa armi letali sa di fare molto vittime civili e di farle per molti anni a venire.

Ho detto questo. E credo che Gasparri sarebbe nettamente in contrasto con me.

Cilia
02-05-2011, 23:07
non credo allora Guantanamo?

è più probabile che il blitz doveva durare il meno possibile perchè il commando agiva in un terreno ove non era da escludere un intervento attivo della popolazione non a favore del commando

Ma a Guantanamo non c'era un personaggio tanto carismatico. Sul resto non mi pronuncio. Non sono un'esperta di stategie militari. Io nel mio piccolo ho potuto avvantaggiarmi dalla morte di bin laden solo speculando in borsa tra una postata e l'altra di questo topic.
Potrei mettere a dispozione un po' di dollari per pagargli il funerale :))

Roderigo
02-05-2011, 23:11
Ho messo il quote con le parole testuali di Daitan. Quello aveva scritto e quello ho riportato senza attribuirle nulla di mio. Non mi sembrava necessario specificare anche in riposta a chi fossero state scritte. Comunque sia attraverso il quote chiunque avrebbe potuto risalirvi, se interessato.

Non è vero che non hai messo niente di tuo.
Hai citato quattro post come esempio delle derive del fondamentalismo islamico.
Quattro post che ovviamente non c'entravano nulla con il fondamentalismo islamico.




Evidentemente per te le colpe in cui possono incorrere i cristiani sono più degne di nota delle derive prodotte dal fondamentalismo islamico.

Roderigo
02-05-2011, 23:15
A proposito di ipocrisia, poche pagine fa hai scritto che parlare di una persona anziche a una persona e' una modalita' di relazione a dir poco inadeguata. Lo e' anche quando lo fai tu come in questo caso?
E attribuirmi cose mai dette come in questo caso e come quando ti sei inventato un mio "Finalmente" relativo a Piombo Fuso che modalita' di relazione e'?
No. Io posso citarti altrove perchè voglio commentarti senza però confrontarmi direttamente con te, in quanto voglio ostentare che ti snobbo. Oppure al contrario ti cito in altri post proprio in conseguenza del fatto che mi sto confrontando anche con te. In questo caso è la seconda, perchè ho sempre risposto a tutti i tuoi messaggi.


Certo, chi nella catena di comando decide di usare armi proibite e' di certo un criminale.
Allora siamo d'accordo.

Roderigo
02-05-2011, 23:51
Coda di paglia, eh??;) A parte gli scherzi, Roderigo, mi stupisco sempre quando una persona del tuo livello possa credere alla taqiyya applicata da movimenti come Hamas, posso ritenere affidabile a livello di mutazione ideologica una organizzazione che dopo aver condannato a più riprese le azioni di al Qaeda adesso definisce Bin Laden un "santo martire arabo"?? Semmai è la conferma della sua ambiguità, anche se conosci bene la mia posizione sulla legittimità politica di Hamas nello scenario politico palestinese, sopratutto in rapporto alla corruzione imperante in Fatah.
Eh si, su questo argomento ho la coda di paglia.

Il fatto è che, in generale, io non credo che un partito sia la sua ideologia.

Roderigo
03-05-2011, 01:29
http://img852.imageshack.us/img852/2917/schermata1q.png (http://video.corriere.it/ucciso-simbolo-pericolo-terrorista-resta-/d5deb08e-748d-11e0-a12f-3a82d10cc9fa)


http://img251.imageshack.us/img251/9990/schermata4q.png (http://tv.repubblica.it/copertina/guolo-colpo-al-qaedismo-opportunita-per-l-islamismo-di-massa/67396?video=&ref=HREA-1)


http://img405.imageshack.us/img405/5341/schermatamk.png (http://img220.imageshack.us/img220/8262/schermatayow.png)


http://img845.imageshack.us/img845/461/schermata2x.png (http://img228.imageshack.us/img228/7926/schermata2nz.png)

Amanda
03-05-2011, 05:56
<iframe width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/8IcSVy-CBJo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>

Amanda
03-05-2011, 06:36
http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2011/05_maggio/02/bin_laden_siti_jihadisti_minacciano__la_vendetta_e_vicina,29432205.html


Bin Laden/ Siti jihadisti minacciano: "La vendetta è vicina"




Roma, 2 mag. (TMNews) - Tanti musulmani in queste ore si interrogano sulla credibilità dell'annuncio fatto dal presidente americano Barack Obama dell'uccisione avvenuta in Pakistan di Osama bin Laden. Certi della morte invece sembrano essere proprio i militanti jihadisti, ispirati dal leader di al Qaeda, che annunciano vendetta e la ripresa in grande di stile degli attacchi contro gli Usa e i suoi alleati.

Per il sito jihadista "Shabaket Ansar al Mojahedin", "Bin laden è stato un grande combattente, la nostra luna, e ha fatto soffrire gli Stati Uniti". "Al nostro nemico, aggiunge l'autore del testo, "annunciamo che la vendetta è vicina e a tutti coloro che ora credono la guerra santa sia finita (con bin Laden), diciamo con forza che si sbagliano. Aspettate e vedrete". Un altro sito web usato dai qaedisti "Assad al Jihad" (Il Leone del Jihad), scrive sulla sua homepage che "la morte del cavaliere dell'Islam (Osama bin Laden) rafforza la nostra determinazione, ci rende più forti e pronti a colpire più a fondo".

Il web oggi è il palcoscenico sul quale si esibiscono a colpi di dichiarazioni infuocate alcuni degli esponenti della "guerra santa globale". Con dichiarazioni apparse su più siti, lo sceicco Hassan Taher Ewais, leader dei somali "Shebab al Mohajedin", ha affermato che "Osama bin Laden ha ottenuto ciò che desiderava, morire da shahid (martire)". La sua uccisione, ha spiegato, "non spegne il jihad ma lo renderà più nobile e intenso". Dal Cairo è intervenuto in rete anche Tareq Zomor, uno dei leader storici del Jihad islamico, condannato (e scarcerato da poco più di un mese) per l'assassinio del presidente Anwar Sadat nel 1981. "Se in passato abbiamo denunciato le azioni di al Qaeda contro i civili, oggi denunciamo anche l'assassinio di bin Laden. E' un crimine", ha detto.

Non potevano rimanere in silenzio i qaedisti libanesi, tra i più accaniti sostenitori della guerra all'Occidente e agli "apostati sciiti". "Il capo di al Qaeda si lascia alle spalle una generazione di mujahedin (combattenti della fede)", ha detto al sito del quotidiano "Daily Star" di Beirut, lo sceicco Omar Bakri, un portavoce di al Qaeda fuggito dalla Gran Bretagna per evitare l'arresto e da anni rifugiato a Tripoli del Libano, in particolare nel quartiere di Abu Samra roccaforte libanese del salafismo (la rigida corrente islamica alla quale aderiva anche bin Laden). "Era il leone della guerra santa - ha commentato Bakri - l'Amministrazione Obama oggi gioisce per la morte di bin Laden perché vuole nascondere la realtà della sua sconfitta nella battaglia contro al Qaeda, che non tarderà a compiere la sua vendetta".

Più moderate, in apparenza, le dichiarazioni fatte allo stesso sito dallo sceicco Daie al Islam al Shahal, fondatore del movimento salafita in Libano. "Non accettavo tutta la strategia di bin Laden ma la sua uccisione non farà gli interessi degli Stati Uniti, al contrario darà più forza a coloro che si oppongono alla politica americana e che risponderanno alla loro maniera", ha previsto al Shahal sottolineando che "resistere agli Usa è corretto dal punto di vista religioso".

Infine sempre dal Libano l'imam della moschea "al Quds" di Sidone ha elogiato Osama bin Laden che, a suo dire, ha saputo "colpire al cuore dell'America".

daitan
03-05-2011, 07:41
penso che questa storia serva anche per legittimare agli occhi dell'occidente una aberrazione come guantanamo
infatti si dice che bin laden è stato trovato grazie alle dichiarazioni (chiaramente sotto tortura) di due detenuti di guantanamo
si dirà: vedete? guantanamo è servita!
sì, è brutto dover torturare la gente, ma lo facciamo per la sicurezza del mondo!


e comunque io nn sono affatto convinta che nn fosse già morto prima
ok, sarò una complottista della peggior specie, ma non vedo perchè devo fidarmi di quello che racconta il potere americano quando già in passato hanno diffuso notizie falsissime
come ad es le armi di distruzione di massa di saddam
eppure, anche quella volta lì, si capiva benissimo che era fuffa, ma per la gente normale (sì, perchè io mi sono rassegnata a essere anormale) è eresia dubitare di quello che raccontano
per me, se l'avessero veramente ammazzato ieri, l'avrebbero mostrato a una schiera di giornalisti, e invece l'hanno buttato in fretta e furia in mare (ma sarà vero?), il dna nn si capisce bene, prima l'hanno fatto subito, poi non nn l'hanno ancora fatto e invece sì, l'hanno fatto
come al solito ogni giornalista dice una cosa diversa

comunque... incollo questo articolo di joseph watson che riepiloga le varie volte in cui persone che dovrebbero avere più informazioni di noi hanno detto che bin laden era morto o che secondo loro difficilmente poteva essere ancora vivo, visto la malattia che l'aveva colpito già da prima del 2001
consiglio di leggere l'articolo cliccando sul link nel titolo per poter accedere ai vari link inseriti nell'articolo

IL CADAVERE DI BIN LADEN È STATO NEL GHIACCIO PER CIRCA UN DECENNIO (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8255)

DI PAUL JOSEPH WATSON
Prisonplanet.com

Una moltitudine di fonti diverse, sia pubbliche che private, incluse quella di un individuo che ha lavorato personalmente con Bin Laden, ci ha riferito in prima persona che il cadavere di Osama è rimasto nel ghiaccio per almeno un decennio e che la sua ‘morte’ sarebbe stata annunciata nel momento politico più propizio.

L’ora è scoccata con la presentazione di una foto falsa vecchia di cinque anni come la sola prova della presunta uccisione avvenuta ieri, mentre il corpo di Bin Laden sarebbe stato precipitosamente buttato in mare per prevenire a chiunque di scoprire quando sarebbe effettivamente morto.

Nell’aprile del 2002, il membro del Consiglio delle Relazioni Estere, Steve R. Pieczenik, che ha ricoperto l’incarico di Assistente Segretario di Stato sotto Henry Kissinger, Cyrus Vance e James Bake, ha detto all’Alex Jones Show che Bin Laden era già “morto da mesi”.

Pieczenik è sicuramente nella posizione per conoscere queste informazioni, avendo lavorato direttamente con Bin Laden quando gli Stati Uniti stava armando e finanziando il supremo terrorista nel tentativo di espellere i Sovietici dall’Afghanistan alla fine degli anni ’70 e nei primi anni ’80 (un fatto storico documentato che i pappagalli nei media stanno negando oggi in vista degli ultimi sviluppi).

“Ho lavorato con Osama bin Laden nel ’78 e nell’81”, sono le parole di Pieczenik, che ha aggiunto che poi venne trasformato in un terrorista da cacciare nelle seguenti amministrazioni.

Pieczenik ha riferito a Jones durante l’intervista del 24 aprile del 2002: “Avevo scoperto attraverso le mie fonti che aveva una malattia ai reni. E, come medico, sapevo che aveva due macchine per la dialisi e che stava morendo.”

“E questo lo si può vedere nei filmati, queste foto truccate che ci vengono spedite non si sa da dove. Io dico che, improvvisamente, si potrebbe vedere un video di bin Laden che viene fuori dal nulla e ci diranno che ce l’hanno mandato in modo anonimo, di modo che qualcuno nel governo, nel nostro governo, riesca a tenere il morale alto, e dirci ancora che hanno rintracciato il tizio quando, in realtà, era morto da mesi ", aggiunse Pieczenik.

Pieczenik ha poi affermato che il videotape di un grasso Bin Laden, dove si prende la ‘responsabilità’ per l’11 settembre e che fu realizzato nel dicembre del 2001, era “un imbroglio assoluto”, realizzato per “manipolare” la gente nel periodo di grande emotività che seguì l’11 settembre.

La guerra successiva in Afghanistan che ha seguito l’11 settembre fu orchestrata “con l’accordo della famiglia di bin Laden, sapendo perfettamente che sarebbe comunque morto”, sono le parole di Pieczenik. “E io credo che Musharraf, il Presidente del Pakistan, ha invontariamente spifferato il tutto tre mesi fa quando disse che Bin Laden era già morto perché le macchine che gli servivano per la dialisi furono distrutte nell’Est Afghanistan.”

In aggiunta a Pieczenik, così come riportato nell’agosto 2002, Alex Jones fu informato da una fonte di alto livello interna al Partito Repubblicano sul fatto che Bin Laden fosse morto e che il suo cadavere veniva tenuto ‘sotto ghiaccio’ fino al momento in cui la sua morte potesse essere annunciata al “momento politicamente più propizio”.

Quando Jones chiese alla sua fonte se questa dichiarazione fosse solo una speculazione o se fosse vera, la fonte stessa reiterò il fatto che era morto sul serio e che il corpo di Bin Laden era “fisicamente nel ghiaccio” in attesa di essere tirato fuori per il pubblico consumo al momento più opportuno.

Molti si aspettavano che il momento fosse prima delle elezioni del 2004, ma, dopo che i Democratici iniziarono a pensare a questa possibilità, i Repubblicani realizzarono un falso videotape di Osama che fu fatto uscire alla vigilia delle elezioni e, in base alle parole sia di George W. Bush che di John Kerry, fu il fattore decisivo per la lotta tanto ravvicinata che avvenne in quelle elezioni.

Il conduttore televisivo di lungo corso Walter Cronkite ha etichettato tutta questa farsa come un allestimento orchestrato da Karl Rove.

In aggiunta a ciò, c'è un profluvio di altre fonti, sia dell’amministrazione statale che di agenti professionisti d’intelligence registrate negli ultimi nove anni, che suggeriscono l'idea secondo la quale Bin Laden fosse molto probabilmente già morto e che era lampante che la salute del leader di Al-Qaeda fosse in rapido declino a causa della malattia ai reni già dalla fine del 2001. Tra questi possiamo includere:

- l’ex ufficiale della CIA, rispettatissimo esperto di intelligence e di politica estera, Robert Baer, che nel 2008 quando gli fu chiesto di Bin Laden da un conduttore radiofonico, rispose: “Ma certo che è morto”;

- il 26 dicembre del 2001, Fox News, citando una storia del Pakistan Observer, ha riportato che i Talegani afgani avevano dichiarato che Bin Laden era morto e che lo avevano sepolto in una fossa non segnalata;

- il 18 gennaio del 2002 il presidente pakistano Pervez Musharraf annunciò: “Io credo che, francamente, sia morto”;

- il 17 luglio del 2002 l’allora capo dell’antiterrorismo all’FBI, Dale Watson, riferì a una conferenza di funzionari per l’inasprimento delle leggi: “Personalmente credo che egli [Bin Laden] non è probabilmente più con noi”;

- nell’ottobre del 2002 il presidente afghano Hamid Karzai disse alla CNN: “Sono arrivato a credere che [Bin Laden] probabilmente è morto”;

- nel 2003 l’ex Segretario di Stato Madeleine Albright disse all’analista di Fox News Channel, Morton Kondracke, di sospettare che Bush sapeva dove si trovasse Osama Bin Laden e che stesse aspettando il momento politicamente più propizio per annunciarne la cattura;

- nel novembre del 2005 il Senatore Harry Reid rivelò che gli era stato riferito che Osama poteva esser deceduto nel terremoto avvenuto in Pakistan nell’ottobre di quell’anno;

- nel febbraio del 2007 il professor Bruce Lawrence, direttore del programmi di Studi Religiosi alla Duke University, affermò che il video e i nastri che riprendevano Bin Laden erano falsi e che probabilmente era già morto.

- il 2 novembre del 2007, l’ex Primo Ministro pakistano Benazir Bhutto disse a David Frost di Al Jazeera che Omar Sheikh aveva ucciso Osama Bin Laden.

- nel marzo del 2009, l’ex dirigente dei servizi segreti esteri degli USA e professore di relazioni internazionali alla Boston University Angelo Codevilla affermò: “Tutte le prove suggeriscono che Elvis Presley sia più vivo di quanto non sia Osama Bin Laden.”

- nel maggio del 2009, il presidente pakistano Asif Ali Zardari confermò che la sua ‘controparte’ nell’agenzia d’intelligence USA non aveva avuto alcuna notizia di Bin Laden negli ultimi sette anni e ripeté: “Non credo che sia vivo”.

In un certo modo, l’establishment era praticamente obbligato a annunciare la morte di qualcuno la cui fumosa esistenza si è rivelata molto utile per mantenere in uno stato di paura e di incertezza la popolazione statunitense e quella di tutto il mondo.
Il fatto è che il mito dietro Al Qaeda è stato completamente demolito visto che il gruppo, in base a una miriade di rivelazioni, tra cui quella della visita al Pentagono di Anwar Al-Alawki dopo l’11 settembre, è oramai considerato una creazione dell’intelligence USA e, ora che Al Qaeda verrà nascosta sottoil tappeto, sarà necessario inventarsi un nuovo nemico per legittimare il proseguimento del dominio delle forze armate USA su tutto il globo.

*********************

Paul Joseph Watson è l’editore e scrive su Prison Planet.com. È l’autore di “Order Out Of Chaos”. Watson è un frequente ospite dell’Alex Jones Show.

Fonte: http://www.prisonplanet.com

Link: http://www.prisonplanet.com/inside-sources-bin-ladens-corpse-has-been-on-ice-for-nearly-a-decade.html

02.05.2011

kalandar
03-05-2011, 08:22
Osama: complottisti e dietrologi già all'opera

di Beppe Severgnini


S’è aperto il Festival Internazionale del Complottista Sospettoso. Se volete partecipare, fatevi avanti. Sappiate però una cosa, fin d’ora: avrete molti concorrenti, anche in Italia, pronti a non credere a nulla e a dire di tutto. Concorrenti agguerriti, intolleranti, fantasiosi fino alla morbosità. Provate a leggere i commenti alla notizia della morte di Osama Bin Laden. Dubbi nuovi («Perché la foto falsa? E il cadavere subito buttato in mare?») si saldano a dubbi vecchi («Le Torri gemelle? Non può essere lo schianto di un paio di aerei per semplici motivi fisici? »). E si mescolano a un’incredulità cinica: è tutto falso, tutta una bufala, non bisogna credere a niente! Quest’atteggiamento non è neppure parente del sano scetticismo con cui vanno prese le notizie (tutte, comunque). Siamo di fronte a un fenomeno nuovo, a un negazionismo eccitato, a una balorda teoria cospiratoria per cui le democrazie raccontano sempre bugie. Mentre i nostri nemici, chissà perché, sono più affidabili.

Mentre l’America respira, il mondo sospira e sospetta. L’Italia è un terreno fertile per coltivare questi umori: gli antiamericani in servizio permanente effettivo sono numerosi (a destra, a sinistra, al centro); i complottisti a tempo pieno ancora di più. Scrive un lettore, riassumendo la paranoia nazionale: «Questa morte puzza come un baccalà lasciato in casa per un mese. Foto falsa, il modo come è stato ucciso, il modo in cui è stato sepolto, la giustificazione puerile che nessuno Stato voleva la salma ci fanno capire che la notizia sa tanto di bufala. (...) La mia domanda è: perché proprio ora? Cosa stanno covando gli americani? P.S. Io sono americanista convinto, ma odio essere preso per i fondelli». Vien da dire: se questo sono gli americanisti, ridate un microfono a Fidel Castro e aprite un blog per Hamas.

Non c’è dubbio che, in passato, le democrazie —quella americana in testa —abbiano sbagliato, alimentando i nostri sospetti. Ricordate Colin Powell, nel febbraio 2003? Per giustificare la guerra contro Saddam Hussein—che aveva molte colpe, ma non quella d’aver provocato l’11 settembre— il segretario di Stato Colin Powell disse in mondovisione, davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu: «Non ho dubbi che l’Iraq disponga di armi di distruzione di massa». Non era vero, come sappiamo; e l’episodio è spesso citato in queste ore incredule. Senza citare Powell due anni dopo: ammetteva l’errore, lo definiva una «macchia dolorosa» sulla sua carriera.

Le democrazie sbagliano, le democrazie si correggono. Dobbiamo credere al potere con il beneficio d’inventario? D’accordo. Ma c’è chi non crede per principio; e finisce per fornire alibi, in questo modo, ai nemici della democrazia. Osama Bin Laden è morto tempo fa, ma la Casa Bianca vuole oggi una scusa per sganciarsi dall’Afghanistan? O magari un successo da sbandierare agli occhi del mondo arabo in rivolta? L’idea che un uomo come Barack Obama possa avallare bufale di queste proporzioni è assurda (a meno che due anni di potere l’abbiano fatto impazzire, ma allora siamo nel campo fantashakesperiano). Eppure queste teorie circolano. Eccome se circolano.

Internet non ha colpe: è il mezzo, non il messaggio. Ma è uno strumento perfetto per diffondere pericolose falsità travestite da dubbi. La calunnia, che ai tempi delle romanze era un venticello, nei tempi della banda larga è diventata un tornado. Un consiglio: non soffiamo nella stessa direzione, non è divertente né dignitoso. La Casa Bianca dovrà presto rendere pubbliche le prove della morte di Bin Laden? Probabilmente sì. Se il presidente Obama ha deciso di smentire con un certificato le dicerie sul proprio luogo di nascita — un bestseller e diversi repubblicani sostengono che non sia cittadino americano — a maggior ragione vorrà togliere ogni ombra sulla sua notte politicamente più luminosa dopo la vittoria elettorale. Perché è vero: la morte non si festeggia. Ma la fine di un incubo sì.

http://www.corriere.it/italians/

Amanda
03-05-2011, 08:32
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daitan
03-05-2011, 08:40
Osama: complottisti e dietrologi già all'opera

di Beppe Severgnini


S’è aperto il Festival Internazionale del Complottista Sospettoso. Se volete partecipare, fatevi avanti. Sappiate però una cosa, fin d’ora: avrete molti concorrenti, anche in Italia, pronti a non credere a nulla e a dire di tutto. Concorrenti agguerriti, intolleranti, fantasiosi fino alla morbosità. Provate a leggere i commenti alla notizia della morte di Osama Bin Laden. Dubbi nuovi («Perché la foto falsa? E il cadavere subito buttato in mare?») si saldano a dubbi vecchi («Le Torri gemelle? Non può essere lo schianto di un paio di aerei per semplici motivi fisici? »). E si mescolano a un’incredulità cinica: è tutto falso, tutta una bufala, non bisogna credere a niente! Quest’atteggiamento non è neppure parente del sano scetticismo con cui vanno prese le notizie (tutte, comunque). Siamo di fronte a un fenomeno nuovo, a un negazionismo eccitato, a una balorda teoria cospiratoria per cui le democrazie raccontano sempre bugie. Mentre i nostri nemici, chissà perché, sono più affidabili.


e chi mai l'ha detto che gli altri sono più affidabili?
ma gli altri chi?
i nemici naturalmente, perchè o sei amico o sei nemico, nn c'è via di mezzo

ma a che serve discutere nel merito quando è molto più facile attaccare chi osa esprimere dubbi?
chi lo fa è un intollerante, un balordo!



Mentre l’America respira, il mondo sospira e sospetta. L’Italia è un terreno fertile per coltivare questi umori: gli antiamericani in servizio permanente effettivo sono numerosi (a destra, a sinistra, al centro); i complottisti a tempo pieno ancora di più. Scrive un lettore, riassumendo la paranoia nazionale: «Questa morte puzza come un baccalà lasciato in casa per un mese. Foto falsa, il modo come è stato ucciso, il modo in cui è stato sepolto, la giustificazione puerile che nessuno Stato voleva la salma ci fanno capire che la notizia sa tanto di bufala. (...) La mia domanda è: perché proprio ora? Cosa stanno covando gli americani? P.S. Io sono americanista convinto, ma odio essere preso per i fondelli». Vien da dire: se questo sono gli americanisti, ridate un microfono a Fidel Castro e aprite un blog per Hamas.

Non c’è dubbio che, in passato, le democrazie —quella americana in testa —abbiano sbagliato, alimentando i nostri sospetti. Ricordate Colin Powell, nel febbraio 2003? Per giustificare la guerra contro Saddam Hussein—che aveva molte colpe, ma non quella d’aver provocato l’11 settembre— il segretario di Stato Colin Powell disse in mondovisione, davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu: «Non ho dubbi che l’Iraq disponga di armi di distruzione di massa». Non era vero, come sappiamo; e l’episodio è spesso citato in queste ore incredule. Senza citare Powell due anni dopo: ammetteva l’errore, lo definiva una «macchia dolorosa» sulla sua carriera.

Le democrazie sbagliano, le democrazie si correggono. Dobbiamo credere al potere con il beneficio d’inventario? D’accordo. Ma c’è chi non crede per principio; e finisce per fornire alibi, in questo modo, ai nemici della democrazia. Osama Bin Laden è morto tempo fa, ma la Casa Bianca vuole oggi una scusa per sganciarsi dall’Afghanistan? O magari un successo da sbandierare agli occhi del mondo arabo in rivolta? L’idea che un uomo come Barack Obama possa avallare bufale di queste proporzioni è assurda (a meno che due anni di potere l’abbiano fatto impazzire, ma allora siamo nel campo fantashakesperiano). Eppure queste teorie circolano. Eccome se circolano.

Internet non ha colpe: è il mezzo, non il messaggio. Ma è uno strumento perfetto per diffondere pericolose falsità travestite da dubbi. La calunnia, che ai tempi delle romanze era un venticello, nei tempi della banda larga è diventata un tornado. Un consiglio: non soffiamo nella stessa direzione, non è divertente né dignitoso. La Casa Bianca dovrà presto rendere pubbliche le prove della morte di Bin Laden? Probabilmente sì. Se il presidente Obama ha deciso di smentire con un certificato le dicerie sul proprio luogo di nascita — un bestseller e diversi repubblicani sostengono che non sia cittadino americano — a maggior ragione vorrà togliere ogni ombra sulla sua notte politicamente più luminosa dopo la vittoria elettorale. Perché è vero: la morte non si festeggia. Ma la fine di un incubo sì.

http://www.corriere.it/italians/

le democrazie sbagliano!
già, non raccontano frottole scientemente per trarne profitto, per giustificare guerre ingiustificabili che causano morti civili, no, sbagliano!
eh, succede.... si sbaglia e ci si corregge, come se nulla fosse
in fondo siamo una democrazia, gli americani sono una democrazia, che per chi nn l'ha capito è sinonimo di bene e giusto
e chi non ci crede sta aiutando i "nemici"

come si può pensare che obama sbagli come i suoi predecessori?
eresia!


vabbè.... mi abituerò ad essere definita balorda.... ma intollerante no, nn lo accetto, intollerante è qualcun'altro, qualcuno che se nn credi a ciò che dice ti accusa di aiutare i "nemici"

kalandar
03-05-2011, 08:58
no, daitan, non prenderla come una faccenda personale. credimi :)
ho postato questo articolo perchè almeno in parte lo condivido, alla luce di quello che ho letto adesso ma anche in altre circostanze sul web (non solo qui).
sono per un sano scetticismo e, secondo me, un sano scetticismo richiede prudenza, grande selezione delle fonti e occhi ben aperti. il non credere a prescindere è, secondo me, fratello gemello del credere a prescindere.
e il seminare dubbi, ancora a prescindere, è parente stretto della calunnia.

in più ammetto che la mia convinzione personale è che la verità totale a noi comuni mortali non è data saperla e quindi penso sia più sano concentrarsi sui pochi punti fermi delle vicende.

ma ti assicuro che la mia riflessione va oltre questa discussione, di cui peraltro non ho letto tutti gli interventi con l'attenzione necessaria.

daitan
03-05-2011, 09:21
no, daitan, non prenderla come una faccenda personale. credimi :)
ho postato questo articolo perchè almeno in parte lo condivido, alla luce di quello che ho letto adesso ma anche in altre circostanze sul web (non solo qui).
sono per un sano scetticismo e, secondo me, un sano scetticismo richiede prudenza, grande selezione delle fonti e occhi ben aperti. il non credere a prescindere è, secondo me, fratello gemello del credere a prescindere.
e il seminare dubbi, ancora a prescindere, è parente stretto della calunnia.

in più ammetto che la mia convinzione personale è che la verità totale a noi comuni mortali non è data saperla e quindi penso sia più sano concentrarsi sui pochi punti fermi delle vicende.

ma ti assicuro che la mia riflessione va oltre questa discussione, di cui peraltro non ho letto tutti gli interventi con l'attenzione necessaria.

ma io ce l'avevo con severgnini!
se poi anche tu condividi ciò che ha scritto allora vale anche per te

non condivido il fatto che seminare dubbi sia parente della calunnia
quando c'è stata la questione delle armi di distruzione di massa e dell'attacco all'iraq molti di quelli definiti complottisti hanno seminato dubbi, hanno tirato fuori le relazioni ufficiali degli ispettori che testimoniavano che nn c'erano armi di distruzione e che saddam aveva collaborato, hanno scritto che nn si capiva come mai saddam potesse c'entrare con le twin towers, tenendo conto della paternità dell'attentato che ci veniva detta da fonti ufficiali, cioè mettendo in evidenza le contraddizioni in seno alle stesse fonti ufficiali
abbiamo calunniato? dovevamo aspettare di avere la conferma e nel frattempo stare zitti?
non credo
qui siamo su un forum e se non si discute di dubbi legittimi, visti i precedenti, se non si prendono in considerazione le opinioni di molti commentatori, alcuni anche molto autorevoli (per me giulietto chiesa è molto autorevole come fonte), è inutile stare qui
il credere o non credere a prescindere attiene alle intenzioni, intenzioni che nessuno dall'esterno può verificare prima di discuterci assieme per un bel pò, e comunque non può averne la certezza

kalandar
03-05-2011, 09:53
il credere o non credere a prescindere attiene alle intenzioni, intenzioni che nessuno dall'esterno può verificare prima di discuterci assieme per un bel pò, e comunque non può averne la certezza

certamente, infatti ti ho spiegato che non mi riferisco all'utente daitan o xy.
ho fatto una riflessione, utilizzando anche lo scritto di severgnini, generale. un invito alla prudenza non alla censura.

ti faccio un esempio: mentre i ragazzi iraniani si facevano massacrare per le strade di tehran e nelle prigioni di quel feroce regime, c'è chi si impegnava a ridurre questi, per me, eroi a pedine del grande satana.
che sarebbe forse la prima volta che c'è lo zampino usa nelle faccende di altri stati ed in particolare dell'iran? no, certo che no. il dubbio è lecito. ma la prudenza è d'obbligo, perchè quei morti ammazzati, quei ragazzi seviziati non vengano con leggerezza calunniati.

sono riuscita a spiegare meglio il mio pensiero?

Amanda
03-05-2011, 10:48
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Amanda
03-05-2011, 11:06
http://www.libero-news.it/news/727872/D_Alema___Meglio_portarlo_in_aula_che_ucciderlo_.html

D'Alema: "Meglio portarlo in aula che ucciderlo"


Belpietro intervista il presidente del copasir: "Una vittoria per nostra civiltà processare Bin Laden. Libia, brutta situazione"

Dopo l'uccisione di Osama Bin Laden cresce l'allarme terrorismo nei Paesi occidentali. Qual è il livello dell'emergenza? Il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, ne discute con Massimo D'Alema, presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Il colloquio è andato in onda ne La Telefonata di Mattino 5.

Qual è secondo lei in questo momento il rischio, davvero, per l'Italia?

Io non credo che esista un rischio particolare per l'Italia. C'è un rischio per tutto il mondo Occidentale. In questi momenti devono essere prese tutte le misure necessarie per prevenire questi rischi. Il governo sta prendendo le sue decisioni. Le verificheremo in sede parlamentare.

Lei pensa che al di là dell'aspetto emotivo, con l'uccisione di Bin Laden cambi davvero lo scenario?

Sicuramente l'operazione rappresenta un colpo duro al terrorismo. Io condivido il sentimendo della Chiesa che dice non si gioisce per la morte di un uomo. Se Osama fosse stato catturato e processato sarebbe stata per la nostra civiltà una vittoria ancor più significativa. Comunque non c'è dubbio: il terrorismo ha avuto un colpo. La battaglia non è finita, ma si è dimostrato che non sono invincibili.

Lei dice non si gioisce. E' stato un errore quindi ucciderlo? C'era la possibilità di interrogarlo?

Questo non lo so. Dico che in linea di principio se fosse stato possibile processare Bin Laden sarebbe stata una grande vittoria della civiltà. Ma questo è solo il mio punto di vista: non sappiamo in che condizioni si è svolta l'operazione.

Cambierà qualcosa per la nostra operazioni in Afghanistan? Tratteremo con i talebani, ora che sono più deboli senza il loro simbolo?

La situazione in Afghanistan è molto complessa. I talebani non sono Al Qaeda. Da tempo si prova a trattare con una parte di quelli che combattono contro il governo di Karzai. La pace si fa con i nemici, ma non è un'operazione semplice. Io credo che in questo momento si potrebbe provare a raddoppiare gli sforzi in questa direzione. E' chiaro che da questo punto di vista l'uccisione di Bin Laden accelera i tentativi di trovare una via d'uscita politica dal conflitto.

Lei è stato anche ministro degli Esteri, conosce bene la situazione internazionale. Si era parlato del Pakistan, temendo un allontanamento dall'influeza occidentale. Cambia, la situazione, dopo il blitz?

Si tratta di capire come e perché Bin Laden fosse ospitato in quella città, una città militare del Pakistan, in che misure una parte degli apparati pakistani ne fossero informati. Il Pakistan è un Paese molto complicato: la classe politica, non c'è dubbio, è contro il terrorismo islamico. Ma gli apparati militari e di sicurezza sono stati profondamente penetrati dall'islamismo. E' un Paese nel quale c'è una battaglia politica e culturale per limitare l'influenza dell'islamismo, e la battaglia rimane aperta anche dopo l'uccisione di Bin Laden.

Non c'è solo il caso Afghanistan con Bin Laden. C'è anche la Libia. C'è da preoccuparsi per le minacce di Gheddafi?

La situazione della Libia è preoccupante: non si vede una via d'uscita da questo conflitto. Io penso che l'intervento militare fosse necessario. L'alternativa era assistere al massacro di migliaia di oppositori che si battevano per la democrazia. Ma è chiaro che con gli attacchi aerei non si risolve il conflitto. Sinceramente non è ben chiaro quale sia la strategia politica della coalizione che in questo momento opera. Questo è un tema sul quale siamo prigionieri di beghe di casa nostra, abbastanza rattristanti. Se non fossimo in questa situazione dovremmo riflettere seriamente su cosa fare sul piano politico. In tutto ciò non vedo la politica, e mi preoccupa.

Lei pensa che sia necessario un intervento di terra?

Innanzitutto non si può fare: è escluso dalla risoluzione delle Nazioni Unite. Il problema vero è accompagnare l'azione militare con un'azione politica. Le faccio un esempio. Per abbattere Gheddafi è fondamentale isolarlo, e in questo momento non è isolato. Ci sono Paesi confinanti della Libia attraverso i quali gli arrivano aiuti, sostegni. Uno per tutti: la benzina, senza la quale i carri armati non potrebbero andare. Io non vedo un'azione politica forte che affianchi le azioni militari. Il rischio è quello di un conflitto prolungato e dalle conseguenze drammatiche.

Cosa succederà nel voto parlamentare che ci sarà oggi o al massimo domani?

Qui non si tratta più di Libia o terrorismo, ma di campagna elettorale. La Lega ha dovuto digerire una decisione che non condivideva. Ora deve far vedere ai suoi elettori che loro contanto. Quindi si impapocchierà un documento confuso per accontentare tutti. Speriamo che l'immagine iternazionale del nostro Paese, già caduta piuttosto in basso, non precipiti ulteriormente. Quando si partecipa a operazioni così complesse bisognerebbe cercare di comportarsi seriamente.

03/05/2011

Annibale
03-05-2011, 11:25
dove e chi avrebbe tentato di giustificare le presunte nefandezze di bin laden?presunte? ...........

Annibale
03-05-2011, 11:37
Senza contare l'idiozia di gettare il corpo in mare, quando si poteva seppellirlo, evitando di apparire come oltretutto profanatori di cadaveri e non rispettosi delle regole di sepoltura islamica. Ma seppellendolo in terra la sua tomba non sarebbe diventata un luogo di culto?

Amanda
03-05-2011, 11:46
Ma seppellendolo in terra la sua tomba non sarebbe diventata un luogo di culto?

avrebbero potuto seppellirlo in un luogo segreto
sembra che Bin Laden si sia fatto uccidere da una guardia del corpo

Raptor
03-05-2011, 14:09
sembra che Bin Laden si sia fatto uccidere da una guardia del corpo

Chi l'ha detto?

Tzazzamita
03-05-2011, 14:12
Chi l'ha detto?

Mitriade Re del Ponto, o Nerone non ricordo chi dei due.
se ci fosse stato un serpente velenoso avrei detto Cleopatra ma pare che non c'era

taccaromiceto
03-05-2011, 14:45
I dubbi sono molti:

Per sapere realemente dell'effettiva morte,il pentagono dovrebbe decidere di rendere pubblici 2 documenti:

1) Un video girato sul caschetto di un marines
2) Le foto fatte sulla portaerei prima del seppellimento in mare.

Per il resto,basta ragionare:

Perchè è stato seppellito in mare?
L'amministrazione USA afferma che nessun paese voleva il corpo,per evitare che diventasse meta di pellegrinaggio dei terroristi.
L'Arabia Saudita,suo paese natale, può smentire in qualsiasi momento

In primis,Perchè l'hanno ucciso e non fatto prigioniero?
Probabilmente perchè nessuno voleva decine e ecine di sequestrati in giro per il mondo,che chieevano lo stesso Bin Laden come riscatto.
Ne vremmo viste di teste ruzzolare.......
In secundis perchè avrebbe potuto rivelare notize scottanti che avrebbero potuto incencrenire i rapporti tra gli Usa ed altre nazioni,Russia in testa.

Cosa mi convince che questa volta la notizia sia vera?

Nelle precedenti farse:

1) Mai il presidente degli USA è interventuo pubblicamente per dire che avevano ucciso zio Bin

2) Nessun sito pro jihad aveva promesaso vendetta

3) Il pentagono aveva sempre smentito

4) Hamas non aveva commentato (ed a dire il vero,per quello che ha detto,era meglio che taceva)

5) Lo stesso Pakistan ha confermto la notizia,affermando frettolosamente che l'esercito Pakistano non ha partecipato alle azioni

6) I Talebani hanno giurato vendetta

7) Non erano state dichiarate eventuali esami del DNA

8) Si erano smontate in poche ore

Ecc ecc

Amanda
03-05-2011, 15:05
Chi l'ha detto?

http://notizie.virgilio.it/esteri/osama-bin-laden-ucciso-usa-obama-cia.html
In un pc i segreti di Osama, forse ucciso da un fedelissimo

Amanda
03-05-2011, 15:10
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/1008272/articolo.shtml


Il testamento di Osama Bin Laden


Ai figli: "Non entrate in Al Qaeda"






- Osama Bin Laden non voleva che i suoi figli entrassero a far parte di Al Qaeda. E' quanto emerge, secondo il quotidiano del Kuwait Al Anbaa, dalle ultime volontà espresse dallo sceicco del terrore. Il quotidiano parla dell'esistenza di un documento dal contenuto "privato e confidenziale" datato 14 dicembre 2001, circa tre mesi dopo l'attacco alla Torri Gemelle dell'11 settembre, scritto quando le forze americane avevano già iniziato a dargli la caccia in Afghanistan.
Nel documento di quattro pagine, scritto al computer e firmato "Il vostro fratello Abu Abdullah Osama Muhammad Bin Laden", il leader di Al Qaeda prevedeva di essere ucciso in seguito a un "tradimento" e ordinava alle sue mogli di non risposarsi e ai figli di non schierarsi tra le fila del suo gruppo terroristico e di non andare "al fronte".

Il quotidiano Al Anbaa non precisa il modo in cui sia venuto in possesso del documento o ne abbia avuto visione. Nel suo "testamento", Bin Laden si scusa con i figli per non aver potuto trascorrere con loro più tempo, a causa della sua devozione al jihad.

Infine Osama non dimentica di affrontare l'aspetto politico e, rivendicando la tragedia delle Torri Gemelle, afferma che gli attentati dell'11 settembre erano "il terzo attacco" al grande satana statunitense. Il primo fu l'attentato contro i marines nel Libano che nel 1983 costò la vita a 241 militari Usa, mentre il secondo fu quello contro l'ambasciata Usa a Nairobi del 1998, "luogo da cui è partita l'aggressione alla Somalia in cui sono morti 31 mila civili", reciterebbe il testo del documento.

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=38208&sez=HOME_NELMONDO&npl=&desc_sez=

Athar, l'informatico che ha descritto in diretta su Twitter il blitz Usa contro Osama

http://blog.panorama.it/mondo/2011/05/03/cosa-pensano-i-cinesi-della-morte-di-bin-laden/


Cosa pensano i cinesi della morte di Bin Laden?

Roderigo
03-05-2011, 15:45
Bin Laden è morto. (http://www.facebook.com/notes/fancazzismo/bin-laden-%C3%A8-morto-lo-ha-confermato-lui-stesso-in-un-videomessaggio/205389006167634)

Lo ha confermato lui stesso in un videomessaggio. (http://www.facebook.com/notes/fancazzismo/bin-laden-%C3%A8-morto-lo-ha-confermato-lui-stesso-in-un-videomessaggio/205389006167634)

ugodin
03-05-2011, 15:54
il testo del messaggio: "cari amici sto battendo il record in apnea"

('azzo rod, è un "palombaro")

Tzazzamita
03-05-2011, 15:55
http://notizie.virgilio.it/esteri/osama-bin-laden-ucciso-usa-obama-cia.html
In un pc i segreti di Osama, forse ucciso da un fedelissimo


Pare fosse un cugino di nome Ibn-Gaspar al- Pisciott e che poi si sia sentito male bevendo un caffè! mah!!!!

Annibale
03-05-2011, 16:25
avrebbero potuto seppellirlo in un luogo segreto

E tu dici che il segreto reggeva?

Amanda
03-05-2011, 16:57
E tu dici che il segreto reggeva?

forse no...ma per i terroristi una sepoltura contraria i dettami della loro religione potrebbe essere un motivo di reazione in piu'

http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_03/osama-cronaca-giornata_37d405b4-7551-11e0-9941-c72ac192f71a.shtml
Sarà diffuso video della sepoltura in mare

Roderigo
03-05-2011, 17:01
Michaela Biancofiore: la morte di Bin Laden
è un miracolo di Wojtyla


http://img24.imageshack.us/img24/3866/michaelabiancofiore.jpg


"L’eliminazione da parte delle forze Usa dello sceicco del terrore Bin Laden all’indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II può essere letta come un nuovo enorme miracolo per il mondo regalato dal Papa più amato".


Giornalettismo sulle dichiarazioni di Biancofiore (http://www.giornalettismo.com/archives/123577/michaela-biancofiore-pdl-la-cattura-di-bin-laden-un-miracolo-di-wojtyla/)
Politica pop: Biancofiore dei miracoli (http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2011/05/02/biancofiore-dei-miracoli/)


3 maggio 2011
http://politica.liquida.it/ (http://politica.liquida.it/focus/2011/05/03/michela-biancofiore-la-morte-di-bin-laden-e-un-miracolo-di-wojtyla/)

Annibale
03-05-2011, 17:07
Michaela Biancofiore: la morte di Bin Laden
è un miracolo di Wojtyla


http://img24.imageshack.us/img24/3866/michaelabiancofiore.jpg


"L’eliminazione da parte delle forze Usa dello sceicco del terrore Bin Laden all’indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II può essere letta come un nuovo enorme miracolo per il mondo regalato dal Papa più amato".


Giornalettismo sulle dichiarazioni di Biancofiore (http://www.giornalettismo.com/archives/123577/michaela-biancofiore-pdl-la-cattura-di-bin-laden-un-miracolo-di-wojtyla/)
Politica pop: Biancofiore dei miracoli (http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2011/05/02/biancofiore-dei-miracoli/)


3 maggio 2011
http://politica.liquida.it/ (http://politica.liquida.it/focus/2011/05/03/michela-biancofiore-la-morte-di-bin-laden-e-un-miracolo-di-wojtyla/)Mamma mia.

Edric
03-05-2011, 17:16
Michaela Biancofiore: la morte di Bin Laden
è un miracolo di Wojtyla


http://img24.imageshack.us/img24/3866/michaelabiancofiore.jpg


"L’eliminazione da parte delle forze Usa dello sceicco del terrore Bin Laden all’indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II può essere letta come un nuovo enorme miracolo per il mondo regalato dal Papa più amato".


Giornalettismo sulle dichiarazioni di Biancofiore (http://www.giornalettismo.com/archives/123577/michaela-biancofiore-pdl-la-cattura-di-bin-laden-un-miracolo-di-wojtyla/)
Politica pop: Biancofiore dei miracoli (http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2011/05/02/biancofiore-dei-miracoli/)


3 maggio 2011
http://politica.liquida.it/ (http://politica.liquida.it/focus/2011/05/03/michela-biancofiore-la-morte-di-bin-laden-e-un-miracolo-di-wojtyla/)

Ecco si, un regalo in particolare ai cristiani e ai cattolici, che anche loro devono trovare la loro santità nel martirio.

Ma io dico ... Dopo Bottiglione sui gay, doveva uscirsene fuori anche Biancoforte su Bin Laden?

arjuna
03-05-2011, 17:46
ok,.......... pensieri miei di sommergibilista:

abbiamo letto di tutto e questo tutto condito in tutte le salse, avremo video e foto da analizzare e da commentare per i prossimi 10/15 anni; il corredo di verità e menzogne per tutti i gusti e livelli culturali ci è stato offerto in tutte le sue sfumature e varietà, non possiamo lamentarci ....nè le donzelle snob con l'altare delle verità inconfutabili vicino al fornello, nè i necrofagi puzzolenti del complottismo eterno e pure cosmico.

Mi lascio trasportare dal tiepido tsunami di opinioni e pareri degli "esperti" ...iperintervistati e ultracompetenti in ogni ambito e aspetto si voglia.......

ma poi alla fine i blocchi d'opinione saranno due ovunque, uno fedele e necessitante di dogmi intoccabili e l'altro incredulo e scettico vomitante gas e cortine di fumo dissacrante, in mezzo un bel po' di noi altri un poì di qua o di là a seconda dell'umore e della difficoltà di digestione.....

ma è innegabile che si sia intrapresa la seconda fase "dell'affaire" Osama.....quello della regia dello stillicidio sapientemente regolamentato delle notizie e delle antinotizie; darà ad ognuno le proprie verità che riterrà, ci sazierà la curiosità e ci distrarrà.

ci distrarrà.......perché quello serve....adesso.

Amanda
03-05-2011, 18:06
http://www.unita.it/mondo/osama-morto-nessuna-prova-ma-c-e-la-foto-1.289339

http://img718.imageshack.us/img718/4669/810014566.jpg



http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/foto-osama-bin-laden-morto-twitte-843073/

http://www.liveleak.com/view?i=4e2_1304436213

Roderigo
03-05-2011, 22:44
Giustizia, vendetta e spettro del Nemico

Ida Dominijanni

http://img215.imageshack.us/img215/9181/osamawanted.png«Vivo o morto» fu il grido di guerra lanciato da George W. Bush contro Osama Bin Laden all'indomani dell'11 settembre, con annessa taglia di 25 milioni di dollari. Di chiara marca texana, il grido e la taglia annunciarono l'eclissi del lo stato di diritto sotto le macerie delle Torri gemelle. Nel lessico dello stato di diritto, a differenza che nel vocabolario da Far West, vivo o morto non è la stessa cosa: ne va del confine fra la giustizia e la vendetta. Prenderlo vivo, Osama Bin Laden, e consegnarlo a un tribunale, avrebbe aiutato il difficile processo di elaborazione della vulnerabilà impressa sullo spirito pubblico americano dalla ferita dell'11 settembre; annunciarlo morto, aiuta viceversa a suturare quella ferita con un rigurgito di potenza (come dimostra l'improvviso slittamento di senso subito nelle piazze in festa dallo slogan obamiano «Yes we can»). A onta delle parole del Presidente, dunque, più che giustizia è fatta vendetta; il che getta un'ombra sulla festa, e rischia di rievocare gli «spiriti animali» dell'era Bush proprio nel momento in cui la morte di Bin Laden ne sigla simbolicamente la conclusione, già consumata politicamente con l'elezione di Obama e con la sua svolta nei confronti del mondo arabo e islamico.

Giustamente si osserva da più parti che l'eliminazione di Bin Laden avviene quando già la «primavera democratica» nordafricana - a sua volta debitrice dello storico discorso di Obama al Cairo nel 2009 - ha decretato la sconfitta del suo progetto, la crisi della sua organizzazione, l'obsolescenza della sua icona. Ma le icone hanno la loro importanza simbolica aldilà della loro fungibilità immediata, e che l'icona del capo di Al Quaeda si sia rotta resta un fatto simbolicamente rilevantissimo aldilà della sua perdita di influenza politica. Bin Laden - un nome che Jacques Derrida soleva scrivere fra virgolette, a significare appunto la potenza dell'icona a prescindere dall'uomo, e perfino dalla sua esistenza reale - non è stato solo il leader della rete terrorista globale che ha mostrato la vulnerabilità della più grande potenza mondiale e tenuto in scacco per un decennio le democrazie occidentali. Pura e ieratica sembianza senza Stato e senza indirizzo, intermittente apparenza mediatica fatta di videomessaggi, incombente presenza virtuale più forte della malattia che lo logorava, il principe saudita ha è stato per dieci anni l'incarnazione del «fantasma fondamentale» dell'inconscio geopolitico occidentale traumatizzato dalla fine del mondo bipolare: il fantasma del Nemico imprendibile e sempre ritornante, lo spettro a cui non smettere di dare la caccia. Non importa che sia vivo o morto, quel che importa è che gli daremo la caccia, diceva Bush con la sua taglia; non importa che io sia vivo o morto, quel che importa è che il mio fantasma continui a incombere sull'America, rispondeva Bin Laden con le sue periodiche apparizioni virtuali.

Quanta potenza e quanta violenza reali quel fantasma sia stato capace di muovere lo sappiamo dalla contabilità delle guerre - «permanenti», «infinite», «preventive» - che in suo nome sono state condotte. Ed è alla potenza del fantasma e della caccia al fantasma che il cadavere di Bin Laden oggi mette fine. L'icona si è rotta; la caccia è finita. Che ne sarà, della politica dell'occidente, senza quel fantasma? Guerre, politiche securitarie, controlli pervasivi di polizia, gabbie di Guantanamo: tutto questo dovrebbe di conseguenza svanire. Salvo riprodurre lo spettro per clonazione: dev'essere per questo che in tanti si precipitano a dire che Bin Laden non c'è più ma il pericolo resta anzi si aggrava: morto un fantasma se ne fa un altro, morto un nemico se ne trova un altro. Il nuovo banco di prova della discontinuità di Obama dall'era Bush sta qui, in una politica che del fantasma del Nemico sappia fare a meno, e che, uccisa l'icona,tolga di mezzo rapidamente pure i detriti.


3 maggio 2011
www.ilmanifesto.it (http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/05/articolo/4559/)

Roderigo
03-05-2011, 23:37
I misteri di Abbottabad

Paola Desai

http://img571.imageshack.us/img571/3434/abbottabad.pngPer anni, le forze speciali degli Stati uniti hanno cercato Osama bin Laden tra le montagne della frontiera pakistano-afghana, diventata il principale teatro della «guerra al terrorismo». Sbagliato: il fondatore di al Qaeda era non lontano dalla capitale Islamabad, in una cittadina nota come guarnigione militare dove risiedono i vertici dell'esercito pakistano e si trova la più importante accademia militare. È là, ad Abbottabad, che nella notte di domenica è entrato in azione un commandos dei Navy Seals, che ha ucciso il ricercato numero uno degli Stati uniti, mettendo fine a una caccia che durava da dieci anni. «Giustizia è fatta», ha annunciato il presidente degli Stati uniti Barack Obama, poco prima della mezzanotte di Washington.
Osama bin Laden viveva in una magione imponente e superprotetta costruita cinque anni fa in una zona una volta appartata ma ormai circondata da altre abitazioni chic (per lo più di alti ufficiali in pensione), circondata da alte mura e filo spinato, i cui abitanti erano talmente misteriosi che non avevano linee telefoniche né internet e bruciavano perfino i loro rifiuti per non lasciarli alla nettezza urbana. Quattro elicotteri hanno depositato il commando americano dentro al recinto, approfittando delle tenebre.

Cosa sia successo dentro non sappiamo di preciso (qui comincia il romanzo: bin Laden ha opposto resistenza, no la resistenza non è stata notevole), ma è stato detto che l'intera operazione è durata tra 40 e 45 minuti, c'è stato un conflitto a fuoco, bin Laden è stato ucciso e con lui altre quattro persone - tra cui i due «corrieri» che hanno messo l'intelligence Usa sulle tracce, e probabilmente un figlio di bin Laden. La televisione pakistana Geo tv ha mostrato la magione in fiamme a cose concluse; ha mostrato anche una foto del leader di al Qaeda defunto, ma quella si è rivelata una bufala, un montaggio di vecchie immagini.
Le fonti ufficiali Usa invece dicono che il commando «si è impadronito del corpo» del leader di al Qaeda, che è stato portato prima in una base Usa in Afghanistan e poi «sepolto in mare». Funzionari dell'amministrazione Usa citati da varie agenzia dicono che l'identità di bin Laden è stata stabilita senza ombra di dubbio da test del Dna (dopo l'11 settembre 2001 l'intelligence Usa aveva collezionato campioni del codice genetico di diversi familiari stretti del loro ricercato numero uno). Quanto alla precipitosa sepoltura in mare, un funzionario ha dichiarato all'agenzia Afp: «Volevamo evitare che diventasse oggetto di venerazione». Sta di fatto che il leader islamista-terrorista-ricercato più elusivo degli ultimi 10 anni viene dichiarato morto senza testimoni, cosa che darà ampia materia per ipotesi dietrologiche.

http://img232.imageshack.us/img232/773/20110504primapagina.gif Abbottabad, località fatta costruire dagli inglesi sulle prime pendici dell'Himalaya per sfuggire alle calure indiane, ad appena 61 chilometri della capitale Islamabad, è la sede della prestigiosa accademia militare Kakul, quella da cui esce l'élite militare del paese - tra cui l'attuale capo dell'esercito generale Ashfaq Pervez Kayani e il luogotenente generale Ahmed Shuja Pasha, capo del potente Servizio di intelligence interforze (Isi) che molti in Pakistan considerano uno stato nello stato. L'uomo più ricercato dagli Usa era vicino di casa dei vertici militari pakistani, ed è difficile pensare che non ne sapessero proprio nulla.
Il presidente Barack Obama domenica notte ha detto che l'intelligence americana era sulle tracce del suo obiettivo da alcuni mesi e che lui stesso ha autorizzato l'operazione conclusiva, venerdì scorso. Obama ha avuto cura di aggiungere che gli Usa hanno contato sulla cooperazione del Pakistan, che «ci ha aiutato ad arrivare a bin Laden» - mentre a Islamabad i portavoce governativi hanno avuto molta cura di sottolineare che l'operazione «è stata condotta interamente dagli Usa». Comunque sia, dopo una conversazione con il presidente pakistano Asif Ali Zardari, Obama ha aggiunto che «la leadership pakistana concorda che questo è un grande giorno».

La cattura di Osama bin Laden avviene in un momento in cui le relazioni tra Islamabad e Washington sono particolarmente tese. In Pakistan suscita un risentimento crescente la campagna di raid delle forze Usa nei territori a ridosso della frontiera afghana - la «campagna dei droni», intensificata nell'ultimo anno dall'amministrazione Obama, con corollario di vittime civili. Ancor più risentimento e proteste nell'establishment pakistano ha suscitato l'ordine dato da Obama di colpire anche in territorio pakistano senza necessariamente chiedere il permesso al governo di islamabad.
Negli ultimi mesi le cose sono precipitate con il caso di Raymond Davis, un contractor della Cia arrestato e condannato per omicidio dopo aver ucciso due persone a Lahore. I contatti tra le intelligence si erano congelati e un paio di settimane fa l'ammiraglio Mike Mullen, capo dello staff dell'esercito Usa, ha per l'ennesima volta criticato gli alleati pakistani per non aver agito contro gli estremisti alleati di al Qaeda che si annidano nel distretto di frontiera del Waziristan settentrionale.
Ora si discuterà se la presenza di bin Laden a Abbottabad sia la conferma della complicità dei vertici del Isi pakistano - o se la sua cattura sia il prezzo da loro pagato, e in tal caso quali pressioni gli Usa abbiano esercitato per ottenere l'uomo di cui avevano perso le tracce dieci anni fa sulle montagne di tora Bora in Afghanistan. O cosa abbia ottenuto in cambio il Pakistan: un posto di riguardo nel processo che porterà a chiudere il conflitto con i taleban in Afghanistan?


3 maggio 2011
www.ilmanifesto.it (http://www.ilmanifesto.it)


http://img834.imageshack.us/img834/876/20110503vignetta.gif

Edric
04-05-2011, 00:37
Giustizia in stile americano

4 maggio 2011

[/URL]
[URL="http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2011/05/americani-festeggiano.png"]http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2011/05/americani-festeggiano.png (http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-admin/post.php?post=8927&action=edit)

Già nella sua campagna elettorale del 2008, Obama aveva dichiarato (http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,760358,00.html) di volere «uccidere Bin Laden» e di voler portare a termine il lavoro del suo predecessore dopo i fatti dell’11 settembre. E’ l’altro giorno ha dato l’ordine affinchè il nemico numero uno dell’America venisse giustiziato sul posto nel suo fortino vicino ad Islamabad e il suo corpo fatto sparire in mare. Ha mantenuto la promessa che aveva fatto ai suoi elettori, e a tutti gli americani, una volta diventato Presidente, e probabilmente, in questo modo, si è garantito la possibilità di poter svolgere un secondo mandato nel 2012.

Ieri, in un articolo (http://www.nytimes.com/2011/05/02/world/02osama-bin-laden-obituary.html?pagewanted=1&ref=global-home) del New York Times nel quale i giornalisti Kate Zerniche e Michael Kaufman ripercorrevano la vita dello ‘Sceicco del Terrore’ hanno scritto che una delle particolarità del personaggio è stata quella di essere il primo terrorista a pagare uno Stato, facendo riferimento al sostegno finanziario dal 1996 al 2001 al regime dei talebani, che allora governava l’Afghanistan, ricordando che in genere avviene il contrario: ovvero sono gli Stati che finanziano, sfruttano, chiudono un occhio di fronte al terrorismo, fin quando e utile e fa comodo.

E in effetti, Bin Laden aveva fatto comodo anche all’America fino a quando si era trattato di contrastare il controllo sovietico dell’Afghanistan. Al-Qaeda (la ‘base’) nasce a Peshawar nel 1982.

«Ho accolto volontari che sono arrivati dal Regno saudita e da tutti i paesi arabi e musulmani. Ho allestito il mio primo campo con volontari che sono stati addestrati da soldati pakistani e americani. Le armi sono state fornite dagli americani, i soldi dai sauditi», dichiarò Bin Laden qualche anno in un intervista, come riporta (http://www.nytimes.com/2011/05/02/world/02osama-bin-laden-obituary.html?pagewanted=4&ref=global-home) lo stesso New York Times nella sua biografia del ‘Grande Satana’.

«Per noi, l’idea era quella di non essere coinvolti più di quanto fosse necessario nella lotta contro i russi, che era il affare degli americani, ma piuttosto di mostrare la nostra solidarietà ai nostri fratelli islamici» dichiarò nel 1995 Bin Laden a un giornalista francese «Ho scoperto che non era sufficiente combattere in Afghanistan, ma che avremo dovuto lottare su tutti i fronti contro il comunismo e contro l’oppressione occidentale. La cosa più urgente era il comunismo, ma l’obiettivo successivo era l’America».

Una guerra senza confini. Gli Stati Uniti, secondo Bin erano più colpevoli di tutti altri. Un paese con una doppia morale.

«Vogliono occupare i nostri paesi, rubare le nostre risorse, imporci i loro agenti che ci governano. E poi vogliono anche che accettiamo tutto questo», aveva dichiarato alla CNN del 1997. «Se ci rifiutiamo di farlo, dicono che siamo terroristi. Quando i bambini palestinesi lanciano le pietre contro l’occupazione israeliana, gli Stati Uniti dicono che sono dei terroristi. Quando Israele ha bombardato un edificio in Libano pieno e di donne e bambini, gli Stati Uniti hanno bloccato una risoluzione di condanna delle Nazioni Unite. Nello stesso momento, mentre condannano ogni musulmano che chiede i propri diritti, ricevono il più alto rappresentante dell’ Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) alla Casa Bianca in qualità di leader politico. Dovunque guardiamo,vediamo che sono gli Stati Uniti i leader del terrorismo e della criminalità nel mondo.»

Una visione estrema e oltranzista che era alla base della sua Jihad globale per la restaurazione di uno Stato islamico medioevale, dominato dalla Shaaria.

Con il tempo, la sua visione di una sollevazione delle masse musulmane oppresse e sfruttate dall’Occidente, e in particolare dall’unico impero rimasto dopo la Guerra Fredda, ha perso, dopo l’attacco delle Twin Towers e del Pentagono nel 2001, con i suoi quasi 3.000 morti innocenti. La sua morte, per quanto se ne dica, è arrivata in un epoca nel quale la popolarità di Al-Qaeda tra le masse musulmane è al minimo storico, nel quale i popoli arabi si sono sollevati da sole in molti paesi chiedendo pane e democrazia, senza bruciare le bandiere americane o di Israele.

Eppure in questi giorni, in queste ore il popolo americano sta reagendo come se dieci anni non fossero mai passati, attraverso manifestazioni di festa e di giubilo per un atto di vendetta, un omicidio eseguito a sangue freddo, che riporta la civiltà americana indietro di un secolo.

«Vuole la morte di Bin Laden?», chiese un giornalista a George W. Bush, sei giorni dopo gli attentati dell’11 settembre.
«Si, la voglio – voglio giustizia», rispose il Presidente, «C’èra un vecchio poster – mi ricordo – che diceva: ‘Wanted: Dead Or Alive».

E’ un paese fragile quello nel quale davanti alla morte di un nemico, ma comunque sempre di un uomo, la folla si riunisce per festeggiare. Mentre in questi giorni i popoli del Medioriente sembrano guardare avanti, l’America si guarda compiaciuta alle spalle.

Mya Guerreri, una giornalista che vive a Tel Aviv e che lavora per Aljazeera, Haaretz, The Guardian, The Jewish Daily, ed a molte altre testate internazionali, ha pubblicato ieri un articolo su The Huffigton Post dal titolo: «Gli americani non dovrebbero celebrare la morte di Bin Laden».

Scrive (http://www.huffingtonpost.com/mya-guarnieri/americans-shouldnt-be-cel_b_856708.html) Guerreri nel suo articolo:

«Come americana-israeliana, mi preoccupo molto per quello che stò vedendo da Tel Aviv. Sento la stessa retorica provenire dalle bocche degli americani: ‘Il mondo musulmano si è divertito dopo gli attacchi dell’11 settembre’. Gli americani – molti dei quali ritengono che la cosiddetta guerra al terrore sia moralmente giusta – dovrebbero chiedersi se le immagini delle loro celebrazioni siano così diverse da quelle che hanno condannato. Dovremmo ricordarci che la stragrande maggioranza del mondo arabo e musulmano non ha gioito per l’orrore dell’11 settembre. L’attacco è stato condannato quasi ovunque: da Ramallah fino in Pakistan.»

«La morte di un essere umano non dovrebbe mai essere celebrata – sia che quella persona era un innocente, sia se era colpevole di un delitto abominevole. Rallegrarsi per uno spargimento di sangue contribuisce a perpetrare solo il ciclo della violenza. Vorrei invece che oggi fosse una giornata di lutto. Non per Bin Laden, ma per le migliaia di persone che furono senza senso assassinate l’11 settembre e per tutti coloro che sono morti nelle guerre inutili che sono venute in seguito, guerre e che si trascineranno ancora negli anni a venire».

Anche dal punto di vista degli aspetti legaliti, quanto è successo non è ascrivibile ad un paese che agisce in un contesto di Diritto.

Claus Kress, professore di diritto internazionale presso l’Università di Colonia, è stato molto caustico (http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,760358,00.html) su questo aspetto. Per quanto possa essere difficile riuscire talvolta ad ottenere una giustizia retributiva per reati che sono stati commessi, «non si raggiunge attraverso esecuzioni sommarie, ma attraverso una punizione che viene comminata alla fine di un processo.»

« Nel contesto del diritto internazionale, la forza militare può essere utilizzato per arrestare una persona sospetta. Aprire il fuoco può essere giustificato soltanto dall’auto-difesa se, alla fine, non ci sono altre possibilità. Questi sviluppi possono portare anche a tragica escalation e a un inevitabile svilimento della giustizia.»

«E ‘un peccato.», continua Kress, intervistato dal quotidiano tedesco Der Spiegel «Non dovrebbe certamente essere il motivo dell’ indescrivibile giubilo che è scoppiato domenica notte in tutta l’America – e soprattutto, non giustifica gli applausi all’interno del centro operativo della CIA.» Ma è chiaro che sia Obama che il suo precessore non hanno mai pensato di portare Bin Laden davanti ad un Tribunale internazionale (le vittime degli attentati al World Trade Center non erano solo cittadini americani, ma appartenevano a 90 nazionalità).

Gli americani, anche in questa occasione, hanno deciso per tutti.

Fonte: Guerre Contro (http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=8927)

taccaromiceto
04-05-2011, 02:02
Io direi giustizia in stile italiano.

Noi il nostro Bin Laden lo abbiamo appeso in piazza loreto, con qualche parente anche.

Edric
04-05-2011, 08:10
Io direi giustizia in stile italiano.

Noi il nostro Bin Laden lo abbiamo appeso in piazza loreto, con qualche parente anche.

Per certi versi è stato un errore. Meritava di essere processato, insdieme a tanti altri gerarchi fascisti. Sarebbe sicuramente stato un atto di maggiore civiltà.

Come possiamo notare, i momenti di abbruttimento non riguardano solamente coloro che vengono disprezzati, ma un pò tutti. Bisogna ricordarselo, per lo meno quando si è subito pronti a giudicare quelli degli altri, perchè noi occidentali non siamo meglio.

kalandar
04-05-2011, 08:48
La lotta del Bene contro il Male: un'inquietante prossimità. (http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/74226a886c1cc6a88f24e9be8852de76.pdf)

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Shadow
04-05-2011, 09:46
Io direi giustizia in stile italiano.

Noi il nostro Bin Laden lo abbiamo appeso in piazza loreto, con qualche parente anche.

Benito Mussolini quando venne appeso a piazzale Loreto non era in compagnia di alcun parente, ma della sua amante ed un gruppo di gerarchi del suo regime.

Shadow
04-05-2011, 09:58
quindi un ammiraglio musulmano che ha dedicato la sua vita al mare, non può lasciare come sua volontà testamentaria le sue spoglie al mare?

La Sunnah è molto chiara a riguardo, se il credente muore in terra deve essere seppellito entro 24 ore, dopo aver compiuto una hudu completa compresa di gusl (ovvero un lavaggio rituale di tutto il corpo compreso nelle parti intime), vestito con una djellaba bianca senza cuciture o bottoni, con la testa rivolta verso Mecca. Naturalmente un ammiraglio musulmano, o qualsiasi uomo di mare, che lascia una volontà testamentaria che indica la volontà di lasciare le sue spoglie al mare, una volta sentita vicina la fine può sempre farsi trasportare nella nave per morire in mare e adempiere alla sua volontà. In caso contrario si rispettano i dettami della Sunnah, e le spiegazioni degli americani non reggono, prima dicono che hanno seguito il rituale islamico e non è vero come ampiamente confutato da al Azhar visto che bin Laden è morto in terra, poi affermano che tale sepoltura in mare era stata motivata dal rifiuto di Arabia Saudita ed altri paesi islamici a prendere il corpo e seppellirlo nel loro territorio, ed anche in questo caso è una spiegazione che non regge visto che potevano tranquillamente seppellire il corpo in una zona sconosciuta, fotografare l'adempimento del rituale per evitare polemiche e rendere pubbliche in seguito le foto, e chiudere tale polemica imponendo il segreto di stato sul luogo della sepoltura. In ogni caso gli americani hanno peccato chiaramente di superficialità e speriamo che sia solo quella perchè non ritengo plausibile che nessuno degli ufficiali dei Navy Seals o della Cia non sapevano quali sono le regole da adempiere nel rituale islamico di sepoltura.

Shadow
04-05-2011, 10:08
sarebbe stata la rappresentazione del potere, nel mondo mediterrraneo come ben sai la "condanna a vita" può essere peggiore della "condanna a morte"

Delle menti offuscate dal fanatismo religioso vedranno sempre e comunque, in maniera aprioristica, una arrogante rappresentazione del potere, non importava se bin Laden rimaneva vivo ed in carcere a vita, oppure morto a seguito di un omicidio mirato come quello che è avvenuto, il problema per tali personaggi viene rappresentata dalla sua cattura. Ripeto, fin da piccolo ho smesso di credere alle favole, il leader di al Qaeda è stato giustiziato a sangue freddo altro che ordine di "vivo o morto", e guarda il caso ora non si parla più di una reazione armata da parte di Osama, ma le stesse autorità americane stanno smentendo che era armato, ed affermano che nella stessa azione è stata ferita alle gambe la moglie. Sarebbe ora di darci un taglio alle fesserie, bin Laden è stato giustiziato perchè serviva meglio da morto che da vivo, e tutta questa ritrosia mascherata da sensibilità per la pubblicazione delle foto, da parte degli Stati Uniti, mi fa sorridere non poco visto che in passato non si sono creati troppi problemi nel mostrare le foto, magari per fare un esempio appropriato, di al Zarqawi una volta ucciso.

Edric
04-05-2011, 10:35
...
bin Laden è stato giustiziato perchè serviva meglio da morto che da vivo, e tutta questa ritrosia mascherata da sensibilità per la pubblicazione delle foto, da parte degli Stati Uniti, mi fa sorridere non poco visto che in passato non si sono creati troppi problemi nel mostrare le foto, magari per fare un esempio appropriato, di al Zarqawi una volta ucciso.


Avranno infierito sul cadavere.

Roderigo
04-05-2011, 10:49
La Casa Bianca prende tempo sulla diffusione delle foto di Bin Laden: "Le immagini sono atroci". La figlia di Osama accusa: preso vivo e poi ucciso


<iframe src="http://www.youtube.com/embed/SutDXVf1G-g" allowfullscreen="" frameborder="0" height="321" width="512"></iframe>


La Casa Bianca sta valutando la diffusione delle ultime immagini del leader di Al Qaeda con lo scopo di mettere a tacere le insinuazioni e i dubbi sulla sua morte. "Le foto sono troppo cruente - ha fatto sapere il capo della CIA - ma una sarà pubblicata anche se non si sa quando", ma la Casa Bianca frena, ribadendo che al riguardo non è ancora stata presa una decisione definitiva. Gli analisti della CIA intanto sono la lavoro su computer, dischi e memorie trovate nel covo di Bin Laden.


BBC: The White House backtracks on Bin Laden (http://www.bbc.co.uk/blogs/thereporters/markmardell/2011/05/the_white_house_has_had.html)
Rainews24: Le immagini di bin Laden raccapriccianti (http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=152461)
La Stampa: Le foto false di Osama morto (http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1183&ID_sezione=3&sezione=)
Corriere: "Foto atroci, aspettiamo a darle" (http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_03/foto-hacker-infrarossi_f93f9408-75aa-11e0-88f0-a00eb5833fe6.shtml)
Liquida: Tutti i segreti di Bin Laden in un pc (http://esteri.liquida.it/focus/2011/05/03/bin-laden-e-stato-sepolto-in-mare-perche/)



4 maggio 2011
http://esteri.liquida.it/ (http://esteri.liquida.it/focus/2011/05/04/la-casa-bianca-prende-tempo-sulla-diffusione-delle-foto-di-bin-laden-le-immagini-sono-atroci/)

Edric
04-05-2011, 10:55
Un uomo ucciso da una pallottola al sopracciglio destro non è un bello spettacolo, ma si visto di peggio. Sarebbe un pò eccessivo definire le foto: atroci. A meno che non sia avvenuto dell'altro.

Annibale
04-05-2011, 11:35
Secondo me meglio esibire foto atroci che lasciare il dubbio su quello che è successo.

ugodin
04-05-2011, 12:29
BIN LADEN: DA TELEFONATA CORRIERE SCATTA CACCIA ALL'UOMO
KUWAITIANO INTERCETTATO IN LUGLIO, PORTA A ABBOTTABAD
(ANSA) - LONDRA, 4 MAG - Una telefonata di 60 secondi da un
cellulare ricaricabile avrebbe sigillato il destino di Osama bin
Laden: Sheikh Abu Ahmed, nome di guerra Abu Ahmed al Kuwaiti,
avrebbe usato un cellulare per parlare con un complice che
veniva tenuto sotto controllo dalla Cia rompendo la regola aurea
imposta dal capo di al Qaida: mai parlare ad altri terroristi
per telefono.
Dopo quasi dieci anni di caccia all'uomo
quell'intercettazione e' stato il tassello mancante che ha
portato i Navy Seals americani a Abbottabad, riportano oggi i
media britannici. Ahmed era uno dei collaboratori piu' fidati di
bin Laden. Un esperto di informatica, secondo i media britannici
che attingono a documenti di Guantanamo, avrebbe aiutato nella
pianificazione delle stragi dell'11 settembre addestrando i
dirottatori all'uso dei computer, e poi nella consegna dei
messaggi registrati del capo di al Qaida a emittenti televisive
come al Jazira.
Osama aveva ordinato a lui e ad altri quadri di al Qaida di
parlarsi soltanto faccia a faccia, scrive oggi il Daily Mirror.
Ma a un certo punto Ahmed ha sgarrato. La sua telefonata,
localizzata nella citta' pachistana di Peshawar a 150 chilometri
da Abbottabad, ha accelerato la caccia all'uomo facendo
scattare una imponente operazione di sorveglianza.
La Cia sapeva che se avessero trovato al-Kuwaiti avrebbero
trovato bin Laden. Come corriere, l'uomo e' stato fondamentale
per mantenere il segreto attorno a bin Laden per quasi 10 anni.
Ma in una torrida giornata di luglio dell'anno scorso Ahmed fu
visto al volante di una jeep Suzuki bianca. L'auto fu pedinata
per oltre un mese portando finalmente gli agenti Usa a
Abbottabad.
Nei successivi sette mesi la Cia tenne sotto stretta
sorveglianza il compound con droni, satelliti e agenti segreti.
Lo scorso febbraio gli elementi raccolti avevano convinto la Cia
che un ''bersagli di alto valore'' viveva entro il muro di cinta
del complesso-fortezza. Non e' chiaro se il corriere si trovasse
al suo interno quando bin Laden e' stato ucciso. Ne e' convinto
il Daily Mirror che oggi lo da' tra le vittime assieme a un
fratello. (ANSA).

BN
04-MAG-11 13:18 NNNN

Edric
04-05-2011, 12:41
Secondo me meglio esibire foto atroci che lasciare il dubbio su quello che è successo.

A meno che non stiano prendendo tempo per organizzare meglio una difesa ad un eventuale reazione che seguirebbe la pubblicazione di immagini. Boh?

ugodin
04-05-2011, 13:07
== BIN LADEN: PANETTA, SE SI FOSSE ARRESO LO AVREBBERO CATTURATO =


(AGI) - New York, 4 mag. - Se Osama Bin Laden "si fosse arreso"
e fosse apparso "non minaccioso", i Navy Seals "lo avrebbero
catturato". Ma il commando "era autorizzato ad uccidere". Cosi'
il capo della Cia, Leon Panetta, ha precisato i termini del
blitz contro lo Sceicco del Terrore. In un'intervista alla Pbs
Newshour, il capo degli uomini di Langley ha escluso che tra
Bin Laden e gli incursori vi sia stato uno scambio verbale.
"Che io sappia, non vi e' stato alcun tipo di comunicazione",
ha detto, pur aggiungendo che si stanno ancora ascoltando gli
incursori che hanno preso parte al blitz. La Casa Bianca ha
fatto sapere che Osama ha opposto resistenza, pur non sparando.
La ricostruzione dei suoi ultimi momenti, lasciata trapelare
dagli Usa, contrasta con quanto riferito da una figlia del
superterrorista, la quale - avendo assistito alla scena, a
quanto pare - ha affermato che il padre e' stato catturato vivo
e poi assassinato.
Panetta ha precisato che sono stati 25 gli uomini scesi a
terra che hanno partecipato al blitz. Si trattava, ha spiegato,
di un'operazione cosiddetta "titolo 50", di tipo coperto e
autorizzata direttamente dal capo della Casa Bianca. Smentite,
invece, le notizie diffuse nelle prime ore secondo cui Obama e
gli altri vertici dell'Amministrazione avessero seguito in
diretta l'uccisione dello Sceicco del terrore. Panetta ha
spiegato che ne' lui ne' Obama hanno assistito alla scena,
precisando che, dal momento in cui il commando ha fatto
irruzione nella villa, vi e' stato un 'buco' di 20-25 minuti in
cui non "non sapevamo cosa stesse accadendo". (AGI)
Rmi
041402 MAG 11

NNNN

ugodin
04-05-2011, 13:18
++ TERRORISMO: MOSCA,UCCISO COORDINATORE AL QAIDA CAUCASO ++

(ANSA) - MOSCA, 4 MAG - Mosca ha annunciato di aver ucciso
ieri in Cecenia l'emissario di Al-Qaida che fungeva da
coordinatore dei terroristi nel Caucaso del nord. Lo riferisce
il comitato nazionale antiterrorismo, citato dalle
agenzie.(ANSA).

SAV
04-MAG-11 14:13 NNNN

ugodin
04-05-2011, 14:26
RUSSIA: UCCISO DOGER SEVDET, CAPO DI AL QAEDA IN CECENIA =
(AGI/AFP) - Mosca, 4 mag. - Le forze di sicurezza russe hanno
ucciso Doger Sevdet, considerato il capo di Al Qaeda in Cecenia
e il coordinatore delle operazioni dei ribelli del Caucaso del
nord. Lo hanno riferito fonti dell'antiterrorismo. Il militante
ucciso, di nazionalita' turca, era arrivato nella regione nel
1991 ed e' stato coinvolto in numerosi piani di attacchi
terroristici. (AGI)
Zec
041524 MAG 11

NNNN

ugodin
04-05-2011, 15:30
== BIN LADEN: PANETTA, NE' IO NE' OBAMA ABBIAMO VISTO UCCISIONE =
(AGI) - New York, 4 mag. - Ne' il presidente Usa, Barack Obama,
ne' il capo della Cia, Leon Panetta, hanno visto l'uccisione in
diretta di Osama Bin Laden. A rivelarlo alla Pbs Newshour e'
stato il capo degli uomini di Langley. "Quando il commando e'
entrato nel compound, c'e' stato un periodo di 20 o 25 minuti
in cui non sapevamo cosa stesse succedendo", ha spiegato
Panetta. Alla fine, ha aggiunto, l'ammiraglio William McRaven
(comandante delle operazioni speciali, che si trovava in
Afghanistan e seguiva via video il blitz), e' riapparso nello
schermo e "ha detto che Geronimo era stato preso".
Barack Obama seguiva la missione dalla situation room della
Casa Bianca, insieme al vice Joe Biden e Hillary Clinton,
mentre Panetta era in videoconferenza da Langley. Le foto
diffuse dalla Casa Bianca hanno immortalato il presidente
mentre - il volto pietrificato dalla tensione - sedeva insieme
agli altri presenti. In realta', pero', non e' chiaro se
stessero guardando immagini in tempo reale o in differita
oppure ricevessero solo un resoconto informativo
sull'operazione. Alla domanda del giornalista della Pbs se Bin
Laden avesse detto qualcosa prima di morire, Panetta ha
risposto cosi': "francamente, non credo che abbia avuto tempo
per dire nulla". (AGI)
Rmi

aria
04-05-2011, 19:40
Secondo me meglio esibire foto atroci che lasciare il dubbio su quello che è successo.

Condivido in pieno e se non dovesse succedere, avremmo per questa azione militare ben 2 vittime: Osama e Barak Obama.

Credo che per gli americani sia questa la vera festa: 2 piccioni con una fava.:))
Ah! malato imperialismo!
L'america aveva 2 grandi "icone" da abbattere: il leader del terrorismo e Obama.
Quel che mi domando è come lui ci sia cascato.
O lo hanno strapagato o e' piu' stupido di quel che pensavo.

Onestamente non so.

daitan
04-05-2011, 20:01
Condivido in pieno e se non dovesse succedere, avremmo per questa azione militare ben 2 vittime: Osama e Barak Obama.

Credo che per gli americani sia questa la vera festa: 2 piccioni con una fava.:))
Ah! malato imperialismo!
L'america aveva 2 grandi "icone" da abbattere: il leader del terrorismo e Obama.
Quel che mi domando è come lui ci sia cascato.
O lo hanno strapagato o e' piu' stupido di quel che pensavo.

Onestamente non so.

non credo affatto che il presidente degli stati uniti sia veramente quello che decide
obama, come gli altri, svolge il ruolo che gli è stato assegnato, e persegue gli stessi obbiettivi che perseguiva bush, la sostanza è la stessa, cambia solo la forma

kalandar
04-05-2011, 21:14
Il mondo dopo Bin Laden

di Rami Khouri



Osama bin Laden è morto, un assassino è stato ucciso e giustizia è fatta. Ma il binladenismo continua a esistere perché le condizioni che l’hanno determinato restano ben salde in gran parte della regione arabo-asiatica. Comprensibilmente gli Stati Uniti e i loro alleati assaporeranno il gusto della conferma della loro politica e del successo dei servizi segreti. In tutto il mondo, sia quello islamico sia quello occidentale, le decine di migliaia di famiglie che hanno vissuto il dolore per gli attentati di Al Qaeda proveranno una sensazione di sollievo, anche se contenuta. Dobbiamo rallegrarci per loro.

I festeggiamenti non devono però indurci a ripetere, rispetto alla morte di Bin Laden, lo stesso errore che tanti, in tutto il mondo, hanno commesso quando era vivo: esagerare la sua portata e quella di Al Qaeda e minimizzare, invece, la dinamica politica che definisce il suo mondo e il nostro. Nel momento in cui torniamo a studiare opzioni politiche utili ad affrontare il fenomeno terroristico che Al Qaeda ha abilmente trasformato in un’impresa globale, dobbiamo quindi basarci su due dati di fatto fondamentali.

Primo: Bin Laden, Al Qaeda e la miriade di organizzazioni più piccole cui ha dato luogo in questi anni sono movimenti ristretti, clandestini, simili a sette, e non hanno fatto minimamente presa sulle masse dei cittadini della regione arabo-asiatica che è il nucleo centrale delle società islamiche. Musulmani arabi, asiatici e di altri paesi hanno regolarmente ripudiato i ripetuti tentativi, fatti da Bin Laden e dal suo vice Ayman al Zawahiri, di acquistare consensi alla loro causa.

I binladenisti e gli altri gruppi terroristici associati vanno combattuti con gli strumenti di polizia usati per la lotta alle sette e alla criminalità organizzata, e non con le armi ideologiche e militari con cui si sono combattuti il comunismo e il fascismo. Considerato il carattere gerarchico, da setta, di Al Qaeda; il fatto che non ha mai acquisito vasti consensi presso il suo uditorio preferito, quello arabo-islamico; e il fatto che è stato duramente colpito da interventi di antiterrorismo attuati in modo coordinato in tutto il mondo, la morte del leader carismatico indebolirà ulteriormente il movimento.

Perché Al Qaeda esiste

Secondo: la morte di Bin Laden deve costringerci a ricordare i motivi per cui Al Qaeda è nata. Il movimento si è rafforzato ed espanso tra il 1991 e il 2001 soprattutto come risposta reazionaria alle politiche di tre grandi attori: gli autocrati dei paesi arabi, Israele e gli Stati Uniti. Essi hanno suscitato la sua ira al punto da dargli l’impressione che l’islam stesso fosse sotto attacco e andasse quindi protetto con una guerra santa militare difensiva, il jihad. La reazione di Bin Laden è stata giudicata insensata dalla stragrande maggioranza dei musulmani. Ma le critiche espresse da Bin Laden erano condivise da maggioranze chiaramente documentate di cittadini arabi, sia musulmani sia cristiani, nonché da molti altri musulmani in tutto il mondo.

Tali lamentele riguardavano principalmente tre questioni collegate, che Al Qaeda così definiva: le politiche predatorie del governo statunitense e di alcuni paesi europei, che volevano imporre al mondo islamico i propri eserciti, le proprie economie e le proprie culture; l’aggressione di Israele, pienamente spalleggiato dall’occidente, contro i diritti dei palestinesi, dei libanesi e di altri cittadini arabi; infine, il comportamento oltraggioso e anti-islamico degli stati di polizia autocratici e dittatoriali arabi, che godevano di un appoggio strutturale da parte degli Stati Uniti e di altre potenze occidentali.

Ma l’aspetto politicamente importante di tutto questo non riguarda le rivendicazioni portate avanti da Bin Laden: è invece che quelle stesse accuse – l’“umiliazione e il disprezzo” degli arabi e dei musulmani, di cui ha spesso parlato – sono state e rimangono largamente diffuse in tutto il mondo arabo-islamico, e questo pone le premesse per la persistenza del binladenismo.

Nel contesto del dopo-Bin Laden, quindi, se si vuole andare verso un mondo più sicuro e più stabile occorrerà dedicare il massimo dell’attenzione alla legittimità di queste rivendicazioni così importanti e presenti, e poi operare in maniera sensata per dar loro una risposta. A questo proposito, vale la pena ricordare che i primi due catalizzatori della nascita e dell’espansione iniziale di Al Qaeda sono stati due eserciti stranieri presenti in società islamiche, e cioè quello sovietico in Afghanistan e quello statunitense in Arabia Saudita. Mi sembra quindi che riportare a casa le forze armate americane, britanniche e di altri paesi stranieri dalle guerre che stanno conducendo in paesi a maggioranza islamica sarebbe un fattore decisivo, se si vuole procedere verso la sconfitta definitiva di Al Qaeda e dei suoi cloni.

Bin Laden si è lasciato dietro un retaggio fatto di tanti piccoli movimenti simili a sette, i quali permettono a giovani maschi scontenti, disorientati e privati dei loro diritti, di sentirsi più forti e di trovare un senso alla loro vita attraverso campagne terroristiche, giustificate ricorrendo a letture grossolane e distorte dei testi e delle tradizioni dell’islam. Queste sette o schegge che conducono una battaglia disperata saranno sconfitte in primo luogo dalle loro stesse società, come dimostra il fatto che tali gruppi si sono ormai ridotti a operare in zone isolate (desertiche o montuose) e comunque sottratte alla legalità. Intanto, la stragrande maggioranza dei cittadini dei paesi arabi sta dando prova, a rischio della vita, di voler affrontare e risolvere i suoi problemi per mezzo di processi popolari di transizione alla democrazia, nel rispetto dei diritti dei cittadini e della dignità umana.

Nel momento in cui, morto Osama bin Laden, il mondo islamico e quello occidentale meditano i prossimi passi da compiere in direzione di un mondo più sicuro, è opportuno concentrarsi sugli indirizzi politici, ma soprattutto sul motivo per cui, in tanti paesi islamici, arabi o asiatici, il malcontento è così massiccio e diffuso. E questo impone di capire di chi è la responsabilità di aver causato questa situazione, e in che modo possiamo, tutti insieme, operare più efficacemente per porre rimedio alle distorsioni ideologiche, alla corruzione e all’abuso di potere, al militarismo e alle politiche aggressive: rispetto a un malcontento che continua a essere tanto diffuso e acuto, tutti questi problemi svolgono la stessa funzione di un fertilizzante per i campi.

Traduzione di Marina Astrologo.

http://www.internazionale.it/il-mondo-dopo-bin-laden/

Roderigo
05-05-2011, 01:38
Obama: "Non pubblicheremo le foto di Bin Laden"


Il presidente Obama ha deciso: le foto del cadavere di Osama Bin Laden non saranno rese pubbliche. Sono molti i parlamentari statunitensi che hanno visto quelle immagini e in molti concordano sul mantenerle segrete anche per una ragione di sicurezza: si temono ritorsioni da parte di Al Qaeda. Ma qualcuno insiste: la senatrice repubblicana Kelly Ayotte dichiara: "Nessuno vuole vedere foto che disturbano, ma credo anche che sia importante finirla con la teoria del complotto".


Corsera: Le foto di Bin Laden non saranno pubblicate (http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_03/foto-hacker-infrarossi_f93f9408-75aa-11e0-88f0-a00eb5833fe6.shtml)
La Stampa: Gli Usa divisi sulle foto di Bin Laden (http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/400792/)
NYT: Obama Says He Won’t Release Photos... (http://www.nytimes.com/2011/05/05/us/politics/05binladen.html)
Liquida: Tutti i segreti di Bin Laden in un pc (http://esteri.liquida.it/focus/2011/05/03/bin-laden-e-stato-sepolto-in-mare-perche/)


4 maggio 2011
http://esteri.liquida.it/ (http://esteri.liquida.it/focus/2011/05/04/la-casa-bianca-prende-tempo-sulla-diffusione-delle-foto-di-bin-laden-le-immagini-sono-atroci/)

daitan
05-05-2011, 07:23
Una carta giocata al momento giusto (http://it.peacereporter.net/articolo/28310/Una+carta+giocata+al+momento+giusto)

Il generale Fabio Mini: "Giocandosi la carta bin Laden, forse pronta da anni ma 'in scadenza' dopo le rivolte arabe, Obama riguadagna la popolarità perduta, può uscire dall'Afghanistan come vincitore e chiudere la fase storica della guerra al terrorismo"

L'eliminazione di bin Laden offre al presidente Obama la possibilità di uscire dal pantano afgano senza che ciò appaia come una ritirata, una sconfitta, presentandosi anzi come vincitore che può dire 'missione compiuta, ora ce ne possiamo andare'. Generale Fabio Mini*, qual'è la sua valutazione?
Con questa mossa il presidente Obama, che fino a pochi giorni fa era in caduta libera in tutti i sondaggi e apparentemente condannato a una prossima sconfitta elettorale, ha improvvisamente riguadagnato una popolarità e una credibilità immense. Questo grande successo consente a Obama di rivendicare il conseguimento di un obiettivo che lui stesso aveva posto con grande enfasi nel 2009 enunciando la sua nuova strategia per l'Afghanistan, tutta incentrata su al Qaeda e bin Laden. All'epoca parve a tutti un azzardo incomprensibile. Ma a posteriori risulta chiaro che il presidente aveva già all'epoca la sicurezza che quell'obiettivo, apparentemente irraggiungibile, era invece acquisibile, o addirittura già acquisito nel senso che Osama forse era già morto. Ora che l'obiettivo fissato è stato raggiunto, Obama può avviare l'uscita dall'Afghanistan dichiarando di aver vinto.

Dal punto di vista della politica estera la tempistica del blitz risulta ideale, giusto a ridosso della scadenza di luglio sull'avvio del ritiro dell'Afghanistan. Ma per una ricaduta massima in politica interna non gli conveniva aspettare la vigila delle prossime elezioni?
Obama ha dovuto eliminare bin Laden adesso perché le rivoluzioni arabe, in cui al Qaeda non gioca alcun ruolo, stanno rendendo il simbolo politico di Osama ininfluente, stavano velocemente mettendo fuori gioco l'asso nella manica che il presidente voleva giocarsi. Quindi ha scelto di agire prima che la figura di bin Laden perdesse ogni valore politico, finché era ancora politicamente spendibile. Se avesse aspettato, avrebbe eliminato un simbolo ormai scaduto.

L'eliminazione dello 'sceicco del terrore' avviene pochi giorni dopo l'annuncio del cambio ai vertici della sicurezza nazionale americana, con il generale Petraeus alla Cia e Panetta al Pentagono al posto del 'bushiano' Gates. Secondo lei c'è qualche relazione tra le due cose?
L'uscita di scena di bin Laden consente al presidente Obama non solo di chiudere trionfalmente la difficile partita afgana ereditata da Bush, ma anche di concludere la fase storica e politica della guerra al terrorismo. L'eliminazione del capo di al Qaeda gli offre l'opportunità di voltare pagina e di avviare una nuova fase di politica internazionale meno bellicista, caratterizzata da una maggiore tranquillità internazionale e incentrata proprio sulla gestione di quelle rivoluzioni ed evoluzioni in corso nel mondo arabo nordafricano e mediorientale. Ma questo richiede anche la chiusura di un ciclo strategico, un mutamento di registro espresso appunto dal cambio ai vertici della sicurezza nazionale: un apparato militare dotato di minor potere e autonomia rispetto all'era Bush, più legato all'intelligence e quindi alla politica.

Il presidente Obama ha dichiarato che con la morte di bin Laden il mondo è più sicuro, ma molti ribattono che al Qaeda non è morta con il suo capo e che il terrorismo internazionale costituisce ancora una minaccia, ragion per cui giudicano inopportuno il disimpegno militare Usa dall'Afghanistan.
Sia sul ritiro dall'Afghanistan che sul cambio di strategia internazionale Obama è destinato a scontrarsi con le resistenze di chi vuole che la guerra al terrorismo continui, di quegli ambienti politici, non solo repubblicani, che vogliono perpetuare il regime del terrore e della paura, di quelle lobby che grazie allo spauracchio di Osama bin Laden e del terrorismo internazionale hanno fatto grandi affari e vogliono continuare a farli. Sono loro, in America ma anche in Europa, che in queste ore paventano nuovi attacchi terroristici.



* Il generale Fabio Mini ha comandato la missione Nato in Kosovo (Kfor), è stato tra l'altro ufficiale negli Stati Uniti presso la 4º Divisione di Fanteria a Fort Carson (Colorado) e addetto militare a Pechino; ha diretto l'Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze (Issmi) ed è autore di diversi libri, oltre venti saggi e innumerevoli analisi su questioni militari, strategiche e geopolitiche.

Enrico Piovesana

Neve
05-05-2011, 07:37
Quest'uomo muore con un tempismo strardinario.... non trovate?
Ma sopratutto,
è mai nato?

Amanda
05-05-2011, 11:07
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/zawahiri-bin-laden-tradimento-usa-845024/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blitzquotidiano+%28Blitzquotidiano%29

La stampa saudita: “Al Zawahiri ha tradito Bin Laden: ha dato la soffiata agli Usa”






RIAD – Il vice che tradisce il suo capo: al Zawahiri che mette nelle mani degli Usa l’amico e compagno Osama Bin Laden. L’indiscrezione, tutta da verificare, è del giornale saudita al Watan.

Sarebbe stati gli egiziani di al Qaeda a portare gli americani sulle tracce del loro nemico pubblico numero uno. Perché il medico sessantenne che ora sembra il favorito per la successione del terrorista avrebbe dovuto tradire Osama?

La sete di potere lo avrebbe portato a condurre gli americani fino al covo di Abbottabad, in Pakistan, anzi secondo i sauditi il corriere che materialmente ha permesso il blitz era un uomo di al Zawahiri.

Secondo al Watan, il corriere sarebbe un pachistano, e non un kuwaitiano, la cui identità sarebbe stata rivelata agli Usa da alcuni detenuti di Guantanamo.

5 maggio 2011


http://www.asca.it/news-BIN_LADEN__SENATORI_USA__ABBIAMO_VISTO_LE_FOTO__ANZI_NO__ERANO_FALSE-1014165-ORA-.html



05-05-11



BIN LADEN: SENATORI USA, ABBIAMO VISTO LE FOTO. ANZI NO, ERANO FALSE

Annibale
05-05-2011, 12:27
Quest'uomo muore con un tempismo strardinario.... non trovate?
Ma sopratutto,
è mai nato?
Io sinceramente non vedo nessun "tempismo" nella morte di Bin Laden, visto che negli USA non è periodo elettorale. Sarebbe stato molto meglio per Obama inscenare il blitz a ridosso delle prossime presidenziali che rischia di perdere. E se OBL fosse stato ucciso da Bush sicuramente se ne sarebbe assunto il merito prima che fosse eletto Obama.

Annibale
05-05-2011, 12:32
Una carta giocata al momento giusto (http://it.peacereporter.net/articolo/28310/Una+carta+giocata+al+momento+giusto)

Il generale Fabio Mini: "Giocandosi la carta bin Laden, forse pronta da anni ma 'in scadenza' dopo le rivolte arabe, Obama riguadagna la popolarità perduta, può uscire dall'Afghanistan come vincitore e chiudere la fase storica della guerra al terrorismo"

L'eliminazione di bin Laden offre al presidente Obama la possibilità di uscire dal pantano afgano senza che ciò appaia come una ritirata, una sconfitta, presentandosi anzi come vincitore che può dire 'missione compiuta, ora ce ne possiamo andare'. Generale Fabio Mini*, qual'è la sua valutazione?
Con questa mossa il presidente Obama, che fino a pochi giorni fa era in caduta libera in tutti i sondaggi e apparentemente condannato a una prossima sconfitta elettorale, ha improvvisamente riguadagnato una popolarità e una credibilità immense. Questo grande successo consente a Obama di rivendicare il conseguimento di un obiettivo che lui stesso aveva posto con grande enfasi nel 2009 enunciando la sua nuova strategia per l'Afghanistan, tutta incentrata su al Qaeda e bin Laden. All'epoca parve a tutti un azzardo incomprensibile. Ma a posteriori risulta chiaro che il presidente aveva già all'epoca la sicurezza che quell'obiettivo, apparentemente irraggiungibile, era invece acquisibile, o addirittura già acquisito nel senso che Osama forse era già morto. Ora che l'obiettivo fissato è stato raggiunto, Obama può avviare l'uscita dall'Afghanistan dichiarando di aver vinto.

Dal punto di vista della politica estera la tempistica del blitz risulta ideale, giusto a ridosso della scadenza di luglio sull'avvio del ritiro dell'Afghanistan. Ma per una ricaduta massima in politica interna non gli conveniva aspettare la vigila delle prossime elezioni?
Obama ha dovuto eliminare bin Laden adesso perché le rivoluzioni arabe, in cui al Qaeda non gioca alcun ruolo, stanno rendendo il simbolo politico di Osama ininfluente, stavano velocemente mettendo fuori gioco l'asso nella manica che il presidente voleva giocarsi. Quindi ha scelto di agire prima che la figura di bin Laden perdesse ogni valore politico, finché era ancora politicamente spendibile. Se avesse aspettato, avrebbe eliminato un simbolo ormai scaduto.

L'eliminazione dello 'sceicco del terrore' avviene pochi giorni dopo l'annuncio del cambio ai vertici della sicurezza nazionale americana, con il generale Petraeus alla Cia e Panetta al Pentagono al posto del 'bushiano' Gates. Secondo lei c'è qualche relazione tra le due cose?
L'uscita di scena di bin Laden consente al presidente Obama non solo di chiudere trionfalmente la difficile partita afgana ereditata da Bush, ma anche di concludere la fase storica e politica della guerra al terrorismo. L'eliminazione del capo di al Qaeda gli offre l'opportunità di voltare pagina e di avviare una nuova fase di politica internazionale meno bellicista, caratterizzata da una maggiore tranquillità internazionale e incentrata proprio sulla gestione di quelle rivoluzioni ed evoluzioni in corso nel mondo arabo nordafricano e mediorientale. Ma questo richiede anche la chiusura di un ciclo strategico, un mutamento di registro espresso appunto dal cambio ai vertici della sicurezza nazionale: un apparato militare dotato di minor potere e autonomia rispetto all'era Bush, più legato all'intelligence e quindi alla politica.

Il presidente Obama ha dichiarato che con la morte di bin Laden il mondo è più sicuro, ma molti ribattono che al Qaeda non è morta con il suo capo e che il terrorismo internazionale costituisce ancora una minaccia, ragion per cui giudicano inopportuno il disimpegno militare Usa dall'Afghanistan.
Sia sul ritiro dall'Afghanistan che sul cambio di strategia internazionale Obama è destinato a scontrarsi con le resistenze di chi vuole che la guerra al terrorismo continui, di quegli ambienti politici, non solo repubblicani, che vogliono perpetuare il regime del terrore e della paura, di quelle lobby che grazie allo spauracchio di Osama bin Laden e del terrorismo internazionale hanno fatto grandi affari e vogliono continuare a farli. Sono loro, in America ma anche in Europa, che in queste ore paventano nuovi attacchi terroristici.



* Il generale Fabio Mini ha comandato la missione Nato in Kosovo (Kfor), è stato tra l'altro ufficiale negli Stati Uniti presso la 4º Divisione di Fanteria a Fort Carson (Colorado) e addetto militare a Pechino; ha diretto l'Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze (Issmi) ed è autore di diversi libri, oltre venti saggi e innumerevoli analisi su questioni militari, strategiche e geopolitiche.

Enrico PiovesanaA me sembra che ragionamenti analoghi a questi si sarebbero potuti fare se OBL fosse stato scovato un anno fa, due anni fa, tre anni fa, quattro anni fa, praticamente in qualsiasi momento si sarebbe potuto trovare la coincidenza con qualche avvenimento e quindi la "tempistica". L'intero articolo mi pare un esempio evidente di razionalizzazione a posteriori.

Roderigo
05-05-2011, 14:23
A me sembra che ragionamenti analoghi a questi si sarebbero potuti fare se OBL fosse stato scovato un anno fa, due anni fa, tre anni fa, quattro anni fa, praticamente in qualsiasi momento si sarebbe potuto trovare la coincidenza con qualche avvenimento e quindi la "tempistica". L'intero articolo mi pare un esempio evidente di razionalizzazione a posteriori.
Però, l'articolo cita due fatti, che non puoi ritrovare indietro nel tempo.
E soprattutto, che non ritroverai più andando avanti.
1) La prossimità dell'avvio del ritiro dall'Afghanistan a luglio.
2) Le rivolte arabe che eclissano il fondamentalismo jiadhista di Al Qaeda.

In effetti, per la fine di Bin Laden il momento è eccezionale ed eccellente.
Oltre il quale sarebbe stato molto meno capitalizzabile.
Se si tratta di razionalizzazione, è ben fatta.

Roderigo
05-05-2011, 14:24
No a foto di Bin Laden.
Spuntano quelle delle altre vittime


<iframe src="http://www.youtube.com/embed/EhdyloXXurc" allowfullscreen="" frameborder="0" height="321" width="512"></iframe>


"Che Osama Bin Laden sia stato ucciso è un fatto” ha detto Obama. “E’ importante per noi che alcune immagini troppo forti di una persona colpita alla testa non circolino, diventando un incitamento alla violenza o uno strumento di propaganda". Intanto Reuters diffonde altri scatti - considerati autentici - di vittime del blitz nel rifugio: corpi coperti di sangue, risultato di uno scontro violentissimo.


Cnn: Bodies, unusual wreckage (http://edition.cnn.com/2011/WORLD/asiapcf/05/04/bin.laden.compound/index.html?hpt=T2)
Liquida: Non pubblicheremo le foto di Bin Laden (http://esteri.liquida.it/focus/2011/05/04/la-casa-bianca-prende-tempo-sulla-diffusione-delle-foto-di-bin-laden-le-immagini-sono-atroci/)
Corsera: Le immagini di altre vittime (http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_03/foto-hacker-infrarossi_f93f9408-75aa-11e0-88f0-a00eb5833fe6.shtml)
Il Post: Le foto dei morti (http://www.ilpost.it/2011/05/04/foto-morti-bin-laden)


5 maggio 2011
http://esteri.liquida.it/ (http://esteri.liquida.it/focus/2011/05/05/no-a-foto-di-bin-laden-spuntano-quelle-delle-altre-vittime/)

Amanda
05-05-2011, 16:00
http://corrieredellacollera.com/2011/05/04/gli-usa-vinceranno-in-pakistan-e-i-talebani-in-afganistan-di-antonio-de-martini/








Gli USA vinceranno in Pakistan e i Talebani in Afganistan


La morte di Ben Laden dovrebbe in teoria mettere mettere la parola fine alla campagna afgana. Ovviamente non sarà cosi perché l’Afganistan è il crocevia più strategico dell’Asia ed è il punto di passaggio necessario a chi vuole “scendere” in India e di chi vuole risalire verso le Repubbliche mussulmane ex sovietiche di ceppo turco che sono il ventre molle della Russia.( Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan) .

Chi controlla l’Afganistan punta il fucile al ventre della Russia e alla testa dell’India. Inoltre L’Afganistan e il Pakistan sono considerati un tutt’uno dalla strategia di Barak Obama formulata il 27 marzo 2009 ( vedi the white house : remarks by the President on a new strategy for Afganistan and Pakistan 27 marzo 2009 ), al punto che si creò la sigla AfPak tanto si cominciò a considerare i due paesi come un unico problema. Finito Osama Ben Laden , il problema è risolto solo per metà e non nella metà in cui sono schierate le truppe.

Assieme a un piano di sviluppo quadriennale di 7,5 miliardi di dollari interamente dedicato al Pakistan , le dichiarazioni fatte per bocca del Presidente furono chiarissime:

” Dopo anni di risultati incerti, non possiamo più dare assegni in bianco e non ne daremo. Il Pakistan deve dare prova della sua risolutezza a sradicare Al Kaida e gli estremisti violenti dal suo territorio. E insisteremo per passare all’azione in un modo o nell’altro, quando avremo informazioni sulla ubicazione di terroristi di alto livello”. Per chi vuole saperne di più, informarsi presso gli indiani che seguono da vicino il pericoloso vicino e che non hanno dimenticato che i Pakistani si sono rifiutati di arrestare il mandante degli attacchi di Mumbai Hafiz Mohammed Saeed capo della Jumaat al Dawa ispiratrice dei Laskar al Taib http://www.satp.org/satporg/countries/pakistan gli indiani si sono vendicati spiando i rapporti tra Talebani e il servizio informazioni pakistano e fornendo poi agli inglesi il materiale per il rapporto/ricerca Waldman ( 2010) che ha innescato la bomba.

La carta di “uomo nero“ per poter continuare la partita, tocca adesso forzatamente al Mullah Omar, ma esiste una tenue speranza di accomodamento a causa delle affinità psico-religiose dei contendenti. Se si parlano , finiranno per capirsi, specie ora che l’ostacolo Ben Laden non c’è più.

Il reggitore dell’Emirato Islamico d’Afganistan , Omar, se fosse nato in America, sarebbe stato di certo uno dei fondatori dei TEA PARTY. Non se ne è mai reso conto perché non ha mai messo un piede fuori dal suo paese.

In comune con gli americani Omar ha una buona dose di puritanesimo, è un legalitario spinto e paga un prezzo altissimo per una questione di principio : l’ aver portato rispetto alla legge eterna dell’ospitalità nei confronti di un ex partigiano antisovietico che aveva anche fatto molta beneficenza nel paese.

Dopo l’attacco alle due torri, Omar Mullah chiese invano agli USA di incardinare un normale processo di estradizione nei confronti di Ben Laden. Gli Usa rifiuutarono. Vollero la consegna immediata e senza condizioni. Fino a ieri, l’FBI non gli ha mai imputato l’attacco delle due torri.

Andiamo con ordine: ci furono numerosi contatti tra Talebani e USA. I Talebani erano i combattenti Mujahiedin alleati contro i sovietici .

A fine guerra, dopo la parentesi comunista del governo di Najibullah, i Talebani presero il potere ed ebbero ottimi rapporti iniziali con gli USA. Poi il trasferimento di Ben Laden in Afganistan creò il primo ostacolo a questa bella amicizia.

La CIA vantando grandi rapporti a causa delle forniture d’armi del tempo di guerra, ne approfittò per chiedere al rappresentante del Mullah Omar venuto appositamente a Washington a trattare, di uccidere Ben Laden .

Il Ministro degli esteri Muttawaklik accettò, chiese le armi necessarie ( siamo nel 1998 a casa Clinton comandava ancora lui) e ci fu accordo. I dissapori iniziarono quando gli Afgani – sempre questa benedetta legge dell’ospitalità – chiesero agli USA di addossarsi poi ufficialmente la responsabilità dell’omicidio. Gli USA si rifiutarono: erano disposti ad uccidere , ma non ad ammetterre il gesto pubblicamente. L’intesa non proseguì.

Interessante il fatto che anche il Sudan aveva proposto di arrestare e consegnare Osama Ben Laden agli USA e senza nemmeno una pratica di estradizione, ma anche in quel caso l’amministrazione Clinton rispose negativamente: la famiglia Ben Laden era straricca, aveva società in comune con l’ex Presidente Bush padre e non solo con lui e non era proprio il caso di trascinare il rampollo di famiglia davanti a un tribunale.

Annibale
05-05-2011, 16:15
Un errore quello di non pubblicare le foto di OBL, così si darà spago a chi parla di messinscena. Forse temevano un effetto Che Guevara (vedi foto sotto). O forse è davvero una messinscena (anche se non vedo perchè adesso).

http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcROkf7e_JGPDaJt3VF-DbrEtNm2DEGf0m9rFkDnLOqZfDqG5qFx9g

Amanda
05-05-2011, 16:36
http://www.agi.it/estero/notizie/201105051727-ipp-rt10196-bin_laden_l_onu_vuole_divulgazione_piena_e_accurata_dei_fatti

AGI) - Roma, 5 mag. - L'Alto Commissario Onu per i diritti
umani, Navy Pillay, ha chiesto la "divulgazione piena ed
accurata" delle notizie relative all'uccisione di Osama Bin
Laden. "Sono per la piena e accurata divulgazione dei fatti.
Credo che non solo il mio ufficio ma chiunque abbia diritto di
sapere esattamente cosa sia successo", ha affermato la Pillay.
"L'Onu condanna il terrorismo ma segue anche delle regole base
su come l'attivita' anti-terroristica debba essere portata
avanti", ovvero "in ossequio al diritto internazionale", ha
aggiunto. La Casa Bianca ha deciso di non pubblicare le foto
del cadavere dell'Emiro di Al Qaeda. La versione diffusa
dall'amministrazione Usa sul blitz dei Navy Seals e' stata
caratterizzata da una serie di smentite e rettifiche.

IL REGISTA MICHAEL MOORE: CI VOLEVA PROCESSO

Amanda
05-05-2011, 16:44
http://barack-barackilprotagonistadelromanzo.blogspot.com/2011/05/il-corpo-del-nemico.html

IL CORPO DEL NEMICO

Su Repubblica, c’è un’interessante intervista di Alessandra Baduel a Giovanni De Luna, che vi riporto.

«Il trattamento del corpo del nemico dice molto della guerra in corso. Non esibire Bin Laden e seppellirlo in mare invece che nel suolo, come vuole l´islam, dice che questa è una guerra con un´entità priva di territorio. Ma l´assenza di una tomba lascia molte ferite aperte». Lo sostiene lo storico Giovanni De Luna, autore di “Il corpo del nemico ucciso” (Einaudi 2006).
Professore, come considera la mancata esibizione del corpo?
«È la prova che ora si combatte una guerra molto diversa da quelle del ‘900, quando si facevano trofei con i corpi dei nemici, come con Che Guevara degradato a “bestia”, o quando i partigiani uccisi venivano esposti a piazzale Loreto nel ‘44 - dove fu appeso Mussolini l´anno dopo. Testimoniare il potere, terrorizzare il nemico, degradarlo: a questo serviva l´esibizione. Con i corpi dei figli di Saddam, ricuciti e mostrati, gli Stati Uniti comunicavano agli iracheni la loro potenza. Serviva perché quella guerra si svolgeva in un territorio».
La sepoltura in mare, invece, cosa comunica?
«È di straordinaria efficacia simbolica, il mare è ciò che cancella il territorio. Ma è un rischio: quanti lutti può innestare? Senza una tomba, il corpo non sparisce, resta. E chi lo vorrebbe piangere resta inchiodato a un dolore che non passa. Pensiamo alle fosse comuni di tante guerre, tutti lutti mai elaborati, consumati».
È l´uomo che ha ordinato l´11 settembre, con vittime mai sepolte. E nessun Paese voleva la salma.
«Ci può essere la vendetta, come l´idea di privare i seguaci di un luogo di “culto”. La partita però è molto complessa. Il messaggio è che Al Qaeda non ha una nazione riconosciuta di riferimento. Ciò appartiene a una guerra anomala, asimmetrica. Da un lato c´è uno Stato potentissimo, dall´altro una rete quasi immateriale, cioè di fatto globale. Dove la battaglia simbolica è molto più importante che in passato».



http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2011/05/05/i-semiologi-della-casa-bianca/

I semiologi della Casa Bianca

daitan
05-05-2011, 19:58
dice giulietto chiesa dalla gruber:
"quest storia puzza di teatro, il fatto che abbiano buttato subito il corpo in mare indica che non ci sarà più l'occasione di verificare se osama è stato ucciso o no e se è stato ucciso in quel blitz, le foto e i video possono essere falsificati senza problemi"

all'accusa di teodori di essere "complottista" (che ormai è un'insulto) giulietto risponde "io sono un giornalista e il mio compito è quello di andare a verificare le spiegazioni ufficiali che vengono fornite, questa sarebbe la funzione del cosidetto quarto potere, definirlo complottismo non ha senso, sennò facciamo a meno dei giornalisti e prendiamo sempre per buone le spiegazioni che ci vengono fornite ufficialmente dai vari governi"

non ho scritto pari pari quello che ha detto, ma il succo è quello

daitan
05-05-2011, 20:05
anche massimo teodori, che sbeffeggia tutto il tempo chiesa, ha dichiarato che è ininfluente se l'ex-007 francese ha ragione (quello che ha detto che al qaeda non esiste più dal 2002, e prima era composta da una quarantina di persone non in grado di gestire una rete di terrorismo mondiale), perchè è vero che al qaeda è una specie di franchising, cioè qualunque terrorista indipendente può dire io faccio parte di al qaeda quando compie attentati
quello che non è chiaro a questo teodori è che se fosse ufficiale ciò, allora non si potrebbe attribuire a bin laden la paternità di tutti quegli attentati

ora, questo è ciò che dicono tutti i vari complottisti (usiamo questo termine, va... giusto per semplificare e capirsi), mi sorprende molto invece che lo dichiari in tv un anticomplottista


aggiungo che teodori ha avuto il coraggio di dire in chiusura di trasmissione che obama è riuscito a vincere il terrorismo con mezzi minimi al contrario di bush
ma si rende conto di ciò che dice?
prima sostiene che al qaeda è un brand e poi che uccidendo bin laden, che non è che un testimonial, per restare nel linguaggio pubblicitario, equivale a sconfiggere il prodotto, che sarebbe il terrorismo!

bah....

tutto ciò l'ha affermato in risposta a giulietto che invece sostiene che c'è stato un cambio di strategia e linguaggio nel percorso di obama, che era partito in un modo e ora sta assomigliando sempre più a bush
ha citato il caso dell'ordine esecutivo (executive order) che obama ha dato il 29 aprile sulla siria affermando che la siria costituisce un pericolo per gli stati uniti d'america, per la sua economia e per la sua politica estera
la stessa affermazione è stata fatta in occasione dell'attacco alla libia

aria
05-05-2011, 20:21
non credo affatto che il presidente degli stati uniti sia veramente quello che decide
obama, come gli altri, svolge il ruolo che gli è stato assegnato, e persegue gli stessi obbiettivi che perseguiva bush, la sostanza è la stessa, cambia solo la forma



Tristissima considerzione eppure piu' che motivata.

Quindi bin laden potrebbe essere stato ucciso anni fa' e poi tirato fuori come "sorpresa" proprio adesso, (per un calcolo di propaganda politica americana), oppure non essere ucciso affatto, ma stra-pagato ed emigrato in incognito in qualche isola del Pacifico, cotto di stupefacenti lui e le di lui mogli.

Sta' di fatto, che tutto questo dimostra come il tutto nostro convinto e appassionato parlare di questa cose, dimostri quanto siamo coglioni.

Oggi come oggi, non credo che il terrorismo sia il primo dei pensieri.
Semmai la crisi economica che ci rende tutti piu' poveri e piu' incattiviti.

Questa "grande vittoria" sul terrorismo, potrebbe essere l'ennesimo palliativo per nascondere le responsabilita' gravi sulla vera crisi che sta' destabilizzando le nostre societa': quella economica.

daitan
05-05-2011, 20:31
Tristissima considerzione eppure piu' che motivata.

Quindi bin laden potrebbe essere stato ucciso anni fa' e poi tirato fuori come "sorpresa" proprio adesso, (per un calcolo di propaganda politica americana), oppure non essere ucciso affatto, ma stra-pagato ed emigrato in incognito in qualche isola del Pacifico, cotto di stupefacenti lui e le di lui mogli.

Sta' di fatto, che tutto questo dimostra come il tutto nostro convinto e appassionato parlare di questa cose, dimostri quanto siamo coglioni.

Oggi come oggi, non credo che il terrorismo sia il primo dei pensieri.
Semmai la crisi economica che ci rende tutti piu' poveri e piu' incattiviti.

Questa "grande vittoria" sul terrorismo, potrebbe essere l'ennesimo palliativo per nascondere le responsabilita' gravi sulla vera crisi che sta' destabilizzando le nostre societa': quella economica.

il terrorismo è un grosso problema invece, ma temo che quelli che si offrono per risolverlo siano gli stessi che lo creano
e proprio in un momento così difficile per cui per continuare con questo modello economico basato sul falso presupposto che le materie prime siano infinite e che la produzione debba essere sempre in crescita e così i guadagni (di pochi naturalmente), è necessario ridurre le grandi conquiste civili e di diritti dell'ultimo secolo e per fare ciò c'è bisogno di mettere la maggior parte delle persone nella condizione psicologica di accettarlo
quale metodo migliore di immergerli in una bella crisi (non c'è lavoro, c'è la crisi, accetta di lavorare sottopagato e senza diritti perchè o così o non si lavora) e di riempirli di paura verso un pericolo esterno non identificabile?
temo che per ravvivare un pò questa paura ci sarà una brutta sorpresa a breve...

Roderigo
05-05-2011, 22:41
Eugenio Scalfari: ''Giusto non mostrare le foto''

(5 maggio 2011)

http://img821.imageshack.us/img821/5205/scalfarifotoosama.png (http://tv.repubblica.it/copertina/scalfari-giusto-non-mostrare-le-foto/67722?video=&ref=HRESS-1)

Roderigo
06-05-2011, 00:24
<iframe src="https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=false&embedded=true&srcid=0B5OuC8-CQy8FMWI3MWQ5Y2MtZjI2Zi00OWZjLThmYTktNmZiMGE3ZmNlYzZj&hl=it" frameborder="0" height="560px" width="100%"></iframe>

Annibale
06-05-2011, 11:59
Quindi bin laden potrebbe essere stato ucciso anni fa' e poi tirato fuori come "sorpresa" proprio adesso, (per un calcolo di propaganda politica americana), oppure non essere ucciso affatto, ma stra-pagato ed emigrato in incognito in qualche isola del Pacifico, cotto di stupefacenti lui e le di lui mogli.


Che OBL fosse morto già da anni è possibile, che invece sia ancora vivo e libero non mi sembra credibile perchè non si correrebbe un rischio del genere, annunciarne l'uccisione e poi vederselo un domani spuntare fuori in mondivisione su Al Jazeera.

gladiatore78rm
06-05-2011, 12:30
Che OBL fosse morto già da anni è possibile, che invece sia ancora vivo e libero non mi sembra credibile perchè non si correrebbe un rischio del genere, annunciarne l'uccisione e poi vederselo un domani spuntare fuori in mondivisione su Al Jazeera.

a meno che non sia lui stesso che, d'accordo con chi dice di averlo ucciso, prometta di ritirarsi a vita privata, dopo avere svolto il ruolo richiestogli e maturato una meritata pensione.

Annibale
06-05-2011, 12:45
a meno che non sia lui stesso che, d'accordo con chi dice di averlo ucciso, prometta di ritirarsi a vita privata, dopo avere svolto il ruolo richiestogli e maturato una meritata pensione.Inverosimile, chi potrebbe fidarsi di una promessa?

gladiatore78rm
06-05-2011, 12:57
Inverosimile, chi potrebbe fidarsi di una promessa?

se io e te ci mettessimo d'accordo, io ti pago per fingere che mi hai messo sotto con la macchina, incasso 100 mila euro dall'assicurazione e ce li spartiamo, posso fidarmi che tu non spifferi tutto ciò in cui sei convolto? e non ti autodenunci denunciando anche me?
c'è poi una curiosa coincidenza, gli stati uniti, per costituzione, non possono entrare in guerra se non attaccati o nell'ambito di una risoluzione onu. la storia degli usa è piena di "attacchi" rivelatisi poi o pilotati (come pearl harbour) o totalmente inventati (come quello del vietnam, in cui la guerra è scoppiata a seguito di un incidente mai avvenuto), bene, nel 2000 kagan, uno dei più influenti opinion maker della destra americana, un vero guru, teorizza ne "il nuovo secolo americano" la assoluta necessità per gli usa, se volevano mantenere il loro ruolo, di controllare asia centrale e paesi petroliferi, e questo a prescindere da qualsiasi considerazione sui governi di quegli stati.
quindi per applicare quella che per la destra americana era una misura necessaria serviva un casus belli, ed ecco poco dopo arrivare il superterrorista bin laden. seguono la guerra all'afganistan e all'iraq. ma la guerra non va come gli usa speravano, ossia una guerra lampo che portasse governi fantoccio agli ordini di washinghton. anni e anni dopo l'america è in crisi totale, economica e militare.
viene eletto un nuovo presidente che vuole fare una politica diversa, ossia di arretramento, anche perchè gli usa sono alle corde e non possono continuare la politica proposta dalla destra americana (basta pensare all'iran, che, a differenza di saddam, le armi di distruzione di massa le ha davvero ma non viene neppure sfiorato) serve dunque dire all'opinione pubblica che il pericolo è cessato, ed ecco che, in previsione del ritiro, la minaccia fantasma scompare come era apparsa, senza un corpo, senza un video, senza una prova.
curioso no? quando agli usa serviva un nemico per andare in guerra è comparso bin laden, quando la guerra va male e si vogliono ritirare, dopo anni e anni passati a cercarlo, improvvisamente la minaccia scompare. bin laden è stato ucciso (ma c'è stato un black out nei filmati al momento della sua morte...ops) missione compiuta!

taccaromiceto
06-05-2011, 13:09
Dimentichi però che BinLaden ha fatto attentati terroristii ben prima del 2001.

Lancio un altro sasso,sperando su una risposta,visto che per le domande sull'11 settembre non c'è stata.

Come mai Assange ed il suo pseudo rivela/boratorotorio non hanno scoperto proprio niente sull'11 settembre,mentre sanno di che colore ha le mutande Berlusconi durantei suoi party ad Arcore?

Raptor
06-05-2011, 13:14
Dimentichi però che BinLaden ha fatto attentati terroristii ben prima del 2001.

Lancio un altro sasso,sperando su una risposta,visto che per le domande sull'11 settembre non c'è stata.

Come mai Assange ed il suo pseudo rivela/boratorotorio non hanno scoperto proprio niente sull'11 settembre,mentre sanno di che colore ha le mutande Berlusconi durantei suoi party ad Arcore?

Si vede che non gli hanno mandato nulla in merito.
Assange non ha alcun "laboratorio", ne' e' un investigatore. Assange pubblica semplicemente quello che gli inviano.

ugodin
06-05-2011, 13:19
++ al qaida conferma morte bin laden, al jazira ++
una scritta in sovrimpressione cita comunicato
(ansa)
++ al qaida conferma morte bin laden, al jazira ++
una scritta in sovrimpressione cita comunicato
(ansa)

mao
06-mag-11 14:17 nnnn

ugodin
06-05-2011, 13:20
=== BIN LADEN: SITO, AL QAEDA CONFERMA LA MORTE (AGI) = =

Sar
061415 MAG 11

NNNN

taccaromiceto
06-05-2011, 13:22
Si vede che non gli hanno mandato nulla in merito.
Assange non ha alcun "laboratorio", ne' e' un investigatore. Assange pubblica semplicemente quello che gli inviano.

Appunto,non ti sembra strano?

A me si

gladiatore78rm
06-05-2011, 13:41
Dimentichi però che BinLaden ha fatto attentati terroristii ben prima del 2001.

Lancio un altro sasso,sperando su una risposta,visto che per le domande sull'11 settembre non c'è stata.

Come mai Assange ed il suo pseudo rivela/boratorotorio non hanno scoperto proprio niente sull'11 settembre,mentre sanno di che colore ha le mutande Berlusconi durantei suoi party ad Arcore?

gli attentati prima dell'11 settembre, attribuiti a bin laden, sono a mio avviso parte di un progetto, peraltro semplicissimo e molto comune.
ad esempio forse sai che dagli archivi UFFICIALI americani risulta che, per attaccare cubo, avendo bisogno del solito pretesto, si era progettato di far atterrare aerei di linea in una base segreta, sostituirli con droni e farli schiantare a seguito di un dirottamento.
più vicino a noi è provato che tra le br c'erano profonde infiltrazioni della cia. il modello è di una semplicità banale, mi serve che in italia restino al governo i partiti moderati e filoamericani perchè l'italia è una portaerei sul mediterraneo e non può uscire dalla mia orbita.
l'opinione pubblica rischia di votare i partiti comunisti, cosa faccio? infiltro tra i movimenti che rischiano di diventare troppo popolari degli agenti che provochino attentati. questo significa che non esistevano le br? no. significa che sono state usate allo scopo.
sommando vari pezzi le tesi cospirazioniste sull'11 settembre sostengono che, in varie parti, il progetto fosse già stato attuato in precedenza in altri casi.
vediamo come:
le tesi alternative sostengono che gli usa abbiano infiltrato nei movimenti islamici loro agenti, che abbiano organizzato un attentato difronte al quale gli usa hanno sospeso le difese.
la storia usa ha avuto tre episodi STORICAMENTE DOCUMENTATI analoghi.
a pearl harbour sapevano di essere sotto attacco ma hanno sacrificato navi e uomini per poter entrare in guerra con il favore dell'opinione pubblica.
in vietnam hanno inventato di sana pianta un incidente mai successo per entrare in guerra.
a cuba nel 1960 pensavano di simulare un attacco terroristico a aerei di linea per entrare in guerra.
quindi non solo queste tesi non sono fantapolitiche ma sono il ripetersi di un paradigma.
e gli usa non ne hanno l'esclusiva. qualunque regime vuole attribuire ai nemici che vuole reprimere attacchi feroci per giustificare l'intervento, ma i regimi, che si basano sulla forza, possono intervenire anche contro le opinioni pubbliche, le democrazie invece, che si basano sul consenso, hanno bisogno di convincere le opinioni pubbliche di essere nel giusto, e certo non lo possono fare con complessi discorsi geopolitici.
P.S
quali sarebbero le domande sull'11 settembre cui non avrei risposto?

taccaromiceto
06-05-2011, 14:00
Le domande sono sul 3rd dell'11 settembre,riproporle qui sarebbe OT.

Mi spiace Gladiatore,ma pecchi un pò di dietrologia


A ben vedere,ogni momento in cui Bin Laden fosse stato ucciso,sarebbe servito a qualcosa.

Se ucciso il mese scorso,poteva essere una dimostrazione di forza contro Gheddaffi per costringerlo alla resa

Se fosse stato ucciso 2 mesi fa,sarebbe servito per giustificare l'intervento contro la Libia

Se fosse stato ucciso 3 mesi fa,sarebbe stato un segnale nei confronti del presidente in Costa D'avorio,che non accettava il risultato delle tornate elettorali

Se fosse stato ucciso 4 mesi fa,sarebbe stata una risposta alla flotta dell'Iran,schierata al largo di Suez.

Se fosse stato ucciso 5 mesi fa,sarebbe stato un segnale lanciato nei confronti dei rivoltosi del nordafrica,invitandoli a sostenere una politica pro usa,pur di non incapare in future rappresaglie.

Ecc ecc ecc.

Ogni momento per i complottisti,sarebbe statobuono.

A tal poposito,ieri sera a Matrix c'era Attivissimo e due esponenti dei complottisti tra i più autorevoli in Italia.

Posso solo dirti che davanti ai dati scientifici,non hanno fatto bellissima figura.

ugodin
06-05-2011, 14:11
++ BIN LADEN: AL QAIDA, PRESTO UN SUO MESSAGGIO AUDIO ++
RESGISTRATO UNA SETTIMANA PRIMA DELLA MORTE
(ANSA-AFP) - Dubai, 6 MAG - Al Qaida diffondera' un messaggio
audio di Bin Laden, registrato una settimana prima della sua
morte. Lo ha annunciato l'organizzazione terroristica in un
comunicato.(ANSA-AFP)

TAM
06-MAG-11 14:53 NNNN

gladiatore78rm
06-05-2011, 14:12
permettimi ma se nella vita ti capiterà di conoscere uomini potenti, intendo davvero potenti, ti accorgerai che quella che alcuni chiamano dietrologia è solo guardare oltre la cortina di fumo ad uso e consumo delle masse che, credimi, non contano assolutamente nulla.
io ho avuto occasione di conoscere alcune persone che contano davvero, e parlare con loro è sconvolgente, perchè se si fidano o per qualche ragione ti considerano in qualche modo "vicino" ti raccontano tutto un altro film rispetto a quello che vede la casalinga di voghera.
poi perdonami ma quello che scrivi:


A ben vedere,ogni momento in cui Bin Laden fosse stato ucciso,sarebbe servito a qualcosa.

Se ucciso il mese scorso,poteva essere una dimostrazione di forza contro Gheddaffi per costringerlo alla resa

Se fosse stato ucciso 2 mesi fa,sarebbe servito per giustificare l'intervento contro la Libia

Se fosse stato ucciso 3 mesi fa,sarebbe stato un segnale nei confronti del presidente in Costa D'avorio,che non accettava il risultato delle tornate elettorali

Se fosse stato ucciso 4 mesi fa,sarebbe stata una risposta alla flotta dell'Iran,schierata al largo di Suez.

Se fosse stato ucciso 5 mesi fa,sarebbe stato un segnale lanciato nei confronti dei rivoltosi del nordafrica,invitandoli a sostenere una politica pro usa,pur di non incapare in future rappresaglie.

semplicemente è falso. l'uccione di bin laden, vera o presunta, non può giustificare ogni cosa, ma solo quella che a lui è legata, ossia la guerra al terrorismo globale.
l'intervento in libia non aveva nulla a che fare con bin laden, era un intervento per difendere la popolazione civile. che senso avrebbe avuto dire "siccome abbiamo ucciso bin laden ora dobbiamo proteggere i libici da un dittatore che li attacca!" non esiste nesso.
gheddafi poi non riceve nessun segnale da questa uccisione, essendo lui un uomo molto potente e convinto che bin laden fosse un agente cia. i rivoltosi del nord africa si sono ribellati per mancanza di cibo contro dittatori, la cattura di un terrorista non li riguarda minimamente...
insomma le associazioni di cui sopra non hanno senso, è come dire che l'uccisione di bin laden è un segnale per berlusconi affinchè non privatizzi le spiagge!
con la minaccia di bin laden si è entrati in guerra.
ora se ne vuole uscire.
la minaccia di bin laden deve quindi sparire.
bin laden è morto.
tutto molto semplice, con buona pace di gheddafi, della costa d'avorio, dello tzunami.

Raptor
06-05-2011, 15:03
P.S
quali sarebbero le domande sull'11 settembre cui non avrei risposto?

Piu' che altro si tratta di documenti che io ho postato e che tu hai manipolato, nel senso che hai sostenuto che in essi ci fosse scritto qualcosa che in realta' non c'era, vedi il thread che proprio per questo motivo ho abbandonato.

Raptor
06-05-2011, 15:06
http://www.repubblica.it/static/images/detail/2010/la-repubblica-it-logo.png (http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/06/news/osama_manifestazioni-15850684/?ref=HREA-1)

Al Qaeda conferma la morte del leader
La Cia ha spiato Bin Laden per mesi

L'organizzazione terroristica ha pubblicato un comunicato su alcuni siti islamici minacciando vendetta. I servizi americani si erano insediati in un appartamento di Abbottabad per controllare i movimenti del capo di Al Qaeda prima del blitz. Il partito islamico Jamat-e-Islami ha convocato marce di protesta contro le interferenze occidentali

ISLAMABAD - Al Qaeda ha confermato oggi la morte di Osama Bin Laden. Lo ha riferito la tv Al Jazeera che ha riportato il comunicato pubblicato su siti islamici. L'organizzazione, che ha definito "una maledizione" per gli Usa l'uccisione del suo leader, minaccia vendetta e si impegna a proseguire la battaglia con altri attacchi terroristici. Nel comunicato si annuncia la diffusione di un messaggio audio dello sceicco del terrore registrato sette giorni prima della morte. "Lo sceicco non ha voluto lasciare questo mondo prima di condividere con la nazione islamica la gioia suscitata dalle rivolte (nel mondo arabo) contro le ingiustizie e i loro responsabili", si legge nel comunicato, che prosegue: "A tal fine ha registrato un messaggio audio una settimana prima della morte, contenente felicitazioni e consigli, e lo diffonderemo prossimamente. Gli americani con i propri media, immagini di guerra, intelligence e apparati non uccideranno tutto quello per cui ha vissuto lo sceicco Osama. Lo sceicco Osama non ha creato un'organizzazione che possa morire dopo il suo decesso. L'organizzazione che ha creato Osama è in grado di far nascere altri uomini ed eroi del suo calibro".

E si è saputo sempre oggi che la Cia ha sorvegliato per mesi da un edificio di Abbottabad il nascondiglio di Bin Laden. Lo ha rivelato l'edizione online del Washington Post, citando fonti ufficiali anonime. Un appartamento era utilizzato come base operativa per le missioni di sorveglianza degli 007 americani, che contavano sul supporto di una rete di informatori pakistani e di quelle che sono state definite "altre fonti". Nel corso dei mesi quindi i servizi segreti Usa sono riusciti a ricostruire le giornate e le abitudini del capo di Al Qaeda, ma non sono riusciti a scattare foto né a registrare in alcun modo la sua voce prima del raid. Da agosto il nascondiglio è stato studiato in tutti i modi possibili grazie alle immagini raccolte via satellite. Uno sforzo così ampio e capillare da spingere la Cia nel dicembre scorso a presentarsi al Congresso per assicurarsi di poter disporre del denaro necessario a finanziarlo. Il covo della Cia ad Abbottabad, rendono ancora noto le fonti citate dal Washington Post, ancora in funzione al momento del raid, non ha svolto alcun ruolo diretto nella sua realizzazione. Da allora è stato smantellato, in parte per motivi di sicurezza, in parte perché l'operazione è considerata conclusa. Un giornalista che si trova a Abbottabad ha riferito su Twitter che alcuni residenti si sono radunati in preghiera davanti al covo di Bin Laden.

Proteste anti-Usa in Pakistan. Circa 300-400 persone hanno partecipato oggi ad Abbottabad alla manifestazione indetta dal partito radicale islamico Jamaat-e-Islami contro gli Stati Uniti. Il corteo ha scandito slogan come 'Viva Osama' e 'Morte agli Usa'. Lo riferisce la stampa locale dal posto. Una simile manifestazione, ma con meno partecipanti, si è svolta anche a Peshawar, al termine della preghiera del venerdì.

VIDEO Pakistan, in piazza per Bin Laden 1

Duecento persone hanno manifestato anche a Istanbul contro gli Stati Uniti e per denunciare la morte del leader di Al Qaeda. Attesi, inoltre, sit-in anti-talebani in Afghanistan: migliaia di persone, appartenenti a partiti e movimenti di opposizione al governo del presidente Hamid Karzai, scenderanno in strada per sottolineare la loro contrarietà ad accordi di pace e riconciliazione con i talebani. Jamat è il partito religioso con maggiore influenza in Pakistan, nonostante non abbia una rappresentanza parlamentare perché boicottò le ultime elezioni. La protesta è stata organizzata a Lahore (nell'est), Karachi (sud), Rawalpindi (nord) e nella capitale Islamabad. Intanto tremila salafiti nella moschea el Nour al Cairo hanno dedicato la preghiera del venerdì a Osama. Al termine della preghiera hanno iniziato a marciare verso l'ambasciata americana, ma sono stati bloccati dai militari egiziani. Lo riferiscono i media egiziani. Infine, un capo religioso di una moschea di Calcutta ha tenuto oggi speciali preghiere per ''la pace dell'anima'' di Osama bin Laden. La commemorazione si è tenuta nella moschea Tipu Sultan.

Presto demolita la villa-covo. La villa-bunker sarà demolita nelle prossime settimane per motivi di sicurezza. Lo riferisce il quotidiano pakistano The News citando fonti dei servizi di sicurezza pakistani. ''Come abbiamo fatto in passato, raderemo al suolo anche questo edificio affinché non diventi un luogo sacro per i Jihadisti'', ha detto la fonte precisando che la decisione sarà presa presto.

Portata a Islamabad figlia 12enne di Osama. La figlia di 12 anni di Osama Bin Laden, che ha raccontato 2 il modo in cui suo padre è stato ucciso dal team dei Navy Seals, è stata trasferita tra importanti misure di sicurezza ad Islamabad. Lo riferisce Samaa tv. La bambina è stata presa in consegna dalle autorità di polizia pachistane dopo la partenza in elicottero degli americani da Abbottabad.

Prosegue la caccia a Ayman Al-Zawahiri. Intanto la caccia al numero due di Al Qaeda, Ayman Al-Zawahiri, è entrata in una nuova fase, più attiva, dopo il blitz nel covo di Osama Bin Laden 3, durante il quale sono stati raccolti dati ed informazioni preziosi, tra i quali il progetto di un attentato contro il sistema ferroviario americano 4 nel decimo anniversario della strage dell'11 settembre. "Gli indizi raccolti durante il raid daranno frutti nella lotta globale al terrorismo nei mesi a venire", ha dichiarato il deputato repubblicano Mike Rogers, del Michigan, a capo della commissione intelligence della Camera, citato oggi dal Washington Post. E sulla caccia ad Al Zawahiri: "Abbiamo molte informazioni su di lui. Non posso dire che sia imminente, ma credo che ci stiamo avvicinando". Tra gli elementi emersi durante l'analisi dei file e documenti raccolti, il piano di un attacco al sistema ferroviario americano, hanno detto funzionari di intelligence confermando le indiscrezioni emerse ieri. Il piano, che doveva essere attuato nel decimo anniversario degli attacchi contro le Torri Gemelle è stato preso in considerazione nel febbraio del 2010, spiegano funzionari dell'amministrazione, ma non ci sono prove del fatto che i terroristi siano andati oltre la fase iniziale, quella in cui è stata concepita l'idea di compiere l'attacco.

Si consegna uno dei 47 più ricercati di Al Qaeda. Uno dei più importanti esponenti di Al Qaeda in Arabia Saudita si è consegnato alle forze di sicurezza locali, diventando il primo membro dell'organizzazione terroristica ad arrendersi dopo l'uccisione di Osama Bin Laden. Il ministero dell'interno di Riad ha fatto sapere che Khaled Hathal Al Qahtani, che figura nella lista dei 47 principali terroristi ricercati dalle autorità saudite, si è consegnato la settimana scorsa. La notizia, riferisce oggi il quotidiano britannico The Guardian, è stata accolta con soddisfazione dai servizi di sicurezza di tutto il mondo, e in particolare da quelli statunitensi. Le esatte circostanze della resa di Al Qahtani, ritenuto esponente di spicco di al qaida nella penisola arabica, non sono state rese note.

Pentagono preoccupato per dati segreti di elicottero. Cresce, secondo il Daily Telegraph la preoccupazione del Pentagono che la tecnologia 'stealth' dell'elicottero 'invisibile', rimasto danneggiato e parzialmente distrutto nel corso del raid dei Navy Seals contro Osama bin Laden, possa finire in Cina.
Il velivolo, di cui porzioni erano rimaste nel compound di Bin Laden era quasi sicuramente un prototipo di un nuovo sofisticatissimo modello e l'Esercito cinese potrebbe essere interessato anche perché, secondo il Telegraph, sta sviluppando in questi giorni il suo elicottero 'invisibile'. I militari Usa sono riusciti a distruggere il corpo del velivolo ma non la sezione di coda che è stata sequestrata dall'esercito pakistano dopo il raid. Il Telegraph afferma che se Islamabad si dovesse rifiutare di restituirla a Washington la questione potrebbe aprire un contenzioso diplomatico capace di aggravare rapporti già tesi da giorni.

Bin Laden per 5 anni nel covo di Abbottabad. Osama bin Laden viveva da cinque anni nel compound di Abbottabad, insieme a tre delle sue mogli. E in questi cinque anni, ha precisato la più giovane, la yemenita Amal Ahmed al Sadah, il leader di al Qaida sarebbe rimasto confinato in due stanze della villa, tra cui la camera da letto dove è stato ucciso domenica scorsa. Anche la donna è rimasta ferita nel blitz Usa e al momento si trova in un ospedale militare pachistano. Le tre mogli di Bin Laden sono ora sotto custodia delle autorità pachistane, che le stanno interrogando. "Gli diamo un questionario con 20 domande - ha precisato Munir - cambiamo l'ordine delle domande ogni tre oquattro giorni. Per raccontare bugie devi avere una buona memoria e c'è un modo per scoprirle. Nessuno risponde in modo corretto il primo giorno".

Osama aveva un fucile e una pistola al momento del blitz. Quando i Navy Seals hanno fatto irruzione al terzo piano della casa-rifugio, Osama Bin Laden aveva un fucile AK-47 e una pistola Makarov. Lo riferisce un funzionario Usa. A sparare è stato Abu Ahmed al Kuwaiti, il corriere di bin Laden, che ha aperto il fuoco da dietro la porta dellacasetta degli ospiti, adiacente alla casa dove si trovava il leader di al Qaeda. Gli americani hanno risposto, uccidendo al Kuwaiti e una donna che era con lui. Mentre il figlio di Bin Laden, Khalid Hamzan, e' stato ucciso sulle scale quando ha cercato di lanciarsi contro i militari Usa.

Pakistan, premier in Parlamento rivelerà dettagli attacco. Il primo ministro Yousuf Raza Gilani evocherà la vicenda di Osama Bin Laden in un intervento all'Assemblea nazionale previsto per il 9 maggio. Lo ha riferito Samaa Tv. Citando il ministro federale delle Risorse umane Syed Khurshid Shah, l'emittente ha aggiunto che Gilani svelerà particolari sull'operazione realizzata dagli americani ad Abbottabad. ''Prima di tutto - ha sottolineato Shah - si deve stabilire in modo inoppugnabile se Bin Laden era presente in Pakistan, e se veramente c'era, come è arrivato fino là''.

Tribunale esaminerà denuncia su blitz. L'Alta Corte di Lahore ha dichiarato ammissibile una denuncia presentata da un avvocato contro l'operazione statunitense. Lo riferisce oggi l'emittente Ary News. I giudici hanno inoltre deciso che il caso è di competenza dell'Alta corte di Islamabad in quanto il luogo del blitz
rientra nella giurisdizione di quest'ultima. La prima udienza è fissata per la prossima settimana. L'istanza era stata presentata dal legale Ishtiaq Chaudhry che sostiene, in particolare, che il governo pachistano ha
tradito la fiducia della popolazione in questa operazione condotta dagli Stati Uniti. La denuncia sottolinea che gli Usa con la loro operazione ''hanno attaccato direttamente la sovranità del Pakistan''.

Mente attentato Bali in Pakistan per incontrare Bin Laden. Umar Patek, accusato di aver avuto un ruolo di primo piano negli attentati nelle discoteche di Bali del 2002 in cui persero la vita 202 persone, è stato arrestato ad Abbottabad nel gennaio di quest'anno, non lontano dal compound dove si nascondeva Osama Bin Laden: ''Era in lì per incontrarlo'', hanno sottolineato funzionari indonesiani alla Abc.

Barak Obama incontra commando dei Navy Seals. Il presidente americano Uniti Barck Obama incontrerà oggi il commando dei Navy Seals che ha condotto il blitz. Lo riferiscono funzionari Usa, che aggiungono che Obama ''avrà l'opportunità di ringraziare in privato alcuni componenti del commando domani a Fort Campbell'', base militare del Kentucky.

Frattini: "Caduta Bin Laden non è fine terrorismo, la guardia resta alta". "La caduta di Bin Laden non è la fine del terrorismo internazionale, dobbiamo mantenere molto alta la guardia", ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini a Palermo per le giornate di studio del Ppe. "Evidentemente nel sud del Mediterraneo, nel nord Africa - ha concluso - ci sono cellule del terriorismo internazionale che hanno colpito e che putroppo potrebbero tornare a colpire". Al ministro degli Esteri ha fatto eco il presidente del Senato, Renato Schifani: "Credo che con l'uccisione di bin Laden si sia raggiunta una grande vittoria, ma da qua a dire che il terrorismo è stato sconfitto è impossibile, come non si può dire mai che la mafia è stata sconfitta".

arjuna
06-05-2011, 16:27
OBL (lo sparato per intenderci...)
aveva registrato un audiomessaggio proprio una settimana di essere riempito di piombo (tesi ufficialissima).........ma guarda.....anzi: .....ma senti.....

adesso verrà diffusa questa chicca solo dopo aver montato per bene l'attesa "mondiale" per siffatta esternazione postuma. (dal corriere.it on line ora....)

non c'è limite alle "pallonate" ufficiali....ora il ridicolo mediatico è raggiunto (e forse proprio su questo si contava....)

complimenti a Rod per aver intuito nel post sopra ......qui (http://www.metaforum.it/showthread.php/20169-Blitz-in-Pakistan-ucciso-Bin-Laden?p=340887&viewfull=1#post340887)

:whistler:

gladiatore78rm
06-05-2011, 16:42
Piu' che altro si tratta di documenti che io ho postato e che tu hai manipolato, nel senso che hai sostenuto che in essi ci fosse scritto qualcosa che in realta' non c'era, vedi il thread che proprio per questo motivo ho abbandonato.

non mi pare, a me pare di averti ripsosto, ma mi sembra invece che tu non abbia fatto altrettanto. sui ricordi deformati di bush e sull'edificio sette (salomn building) hai totalmente glissato. l'unica cosa che hai detto e' che l'acciaio non si e' fuso (sai che e' scientificamente impossibile) ma si e' "ammorbidito" il che ti toglie da scilla e ti butta su cariddi, per una serie di ragioni che scrivero' sul tred apposito perche' qui siamo OT.
non voglio fare polemica con te perche' ti stimo e mi sei simpatico, ma non mi sembra minimamente di essere sfuggente come tu dici su questo argomento ne di parlare per partito preso ma di analizzare una serie di fatti che, semplicemente, non quadrano.

daitan
06-05-2011, 17:09
Piu' che altro si tratta di documenti che io ho postato e che tu hai manipolato, nel senso che hai sostenuto che in essi ci fosse scritto qualcosa che in realta' non c'era, vedi il thread che proprio per questo motivo ho abbandonato.

inizio OT

ah, gladiatore era l'unico interlocutore possibile in quel 3d?
strano, ricordavo di averlo aperto io e di averci anche postato... mi sarò sbagliata...

fine OT

daitan
06-05-2011, 17:17
permettimi ma se nella vita ti capiterà di conoscere uomini potenti, intendo davvero potenti, ti accorgerai che quella che alcuni chiamano dietrologia è solo guardare oltre la cortina di fumo ad uso e consumo delle masse che, credimi, non contano assolutamente nulla.
io ho avuto occasione di conoscere alcune persone che contano davvero, e parlare con loro è sconvolgente, perchè se si fidano o per qualche ragione ti considerano in qualche modo "vicino" ti raccontano tutto un altro film rispetto a quello che vede la casalinga di voghera.
poi perdonami ma quello che scrivi:



semplicemente è falso. l'uccione di bin laden, vera o presunta, non può giustificare ogni cosa, ma solo quella che a lui è legata, ossia la guerra al terrorismo globale.
l'intervento in libia non aveva nulla a che fare con bin laden, era un intervento per difendere la popolazione civile. che senso avrebbe avuto dire "siccome abbiamo ucciso bin laden ora dobbiamo proteggere i libici da un dittatore che li attacca!" non esiste nesso.
gheddafi poi non riceve nessun segnale da questa uccisione, essendo lui un uomo molto potente e convinto che bin laden fosse un agente cia. i rivoltosi del nord africa si sono ribellati per mancanza di cibo contro dittatori, la cattura di un terrorista non li riguarda minimamente...
insomma le associazioni di cui sopra non hanno senso, è come dire che l'uccisione di bin laden è un segnale per berlusconi affinchè non privatizzi le spiagge!
con la minaccia di bin laden si è entrati in guerra.
ora se ne vuole uscire.
la minaccia di bin laden deve quindi sparire.
bin laden è morto.
tutto molto semplice, con buona pace di gheddafi, della costa d'avorio, dello tzunami.

sono abbastanza d'accordo su ciò che scrivi tranne sulla conclusione
non credo affatto che la minaccia "terrorismo" sia sparita e che gli stati uniti vogliano uscirsene dalle varie guerre di aggressione, ne hanno appena cominciata una in libia!
e poi tutti si affannano a dire che il pericolo terrorismo è più alto di prima perchè si temono vendette di al qaeda

io credo che serviva qualcosa per riacquistare consenso ad obama e per capitalizzare l'uccisione di bin laden che a lungo andare perdeva efficacia (eliminarlo dopo ben 10 anni non è certo una gran vittoria per il paese più potente del mondo! lasciando stare poi il metodo che ha ben poco di democratico, ma d'altronde è ormai chiaro a tutti, quasi, che le regole si possono bellamente calpestare, vedi extraordinary rendition e tortura a guantanamo)
insomma, il testimonial era stato spremuto fino all'osso, è ora di cambiarlo per rinvigorire il brand al qaeda e dare una bella scossa all'opinione pubblica occidentale che comincia a simpatizzare un pò troppo per le rivolte arabe e a capire che musulmano non significa per forza fanatico terrorista

daitan
06-05-2011, 20:26
mah....

sul secoloxix riportano l'opinione di un giornalista palestinese che vive in pakistan da ventanni e che sarebbe esperto di al-qaeda
questo giornalista sostiene che bin laden sia morto qualche giorno prima di malattia e che i pakistani avrebbero avvertito gli stati uniti che hanno poi organizzato il tutto per nn fare la figura dei cioccolattai....

sarà difficile scoprire la verità, specialmente dopo che gli americani ne hanno buttato il corpo in mare impedendo analisi indipendenti sul corpo per stabilire le cause della morte
di certo c'è che la versione raccontata dagli americani puzza di messinscena, se nn avessero nulla da nascondere avrebbero esposto il corpo e avrebbero permesso ad altri di vederlo e anche esaminarlo

la versione di questo giornalista, che mi lascia ugualmente dubbiosa, darebbe però almeno una spiegazione più banale del perchè proprio ora

«Osama bin Laden è morto di malattia» (http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/05/06/AOb1I7R-malattia_morto_laden.shtml)
06 maggio 2011

Roderigo
07-05-2011, 02:40
L´Onu: "Washington chiarisca il blitz"
Gli Usa: "Accanto a Osama c´erano armi"

"Aveva un Kalashnikov e una pistola". Ma dal covo sono sparite. Secondo il quotidiano saudita Al Watan Al Zawahiri avrebbe tradito Bin Laden. Ha fatto fuoco solo il corriere Al-Kuwaiti. Gli altri uccisi erano disarmati."La lotta al terrorismo deve essere condotta nel rispetto della legge internazionale"

CARLO BONINI


http://img860.imageshack.us/img860/1425/bankimmoon.jpgUn fucile mitragliatore Ak47, "Kalashnikov", come lo chiamano nel mondo intero. E una pistola da guerra "Makarov"calibro 9x11. Due "ferri" di fabbricazione sovietica vecchi di vent´anni, della prima Jihad in Afghanistan, quando il nemico era Mosca e l´alleato la Cia. Nell´ultimo fotogramma della sequenza che, nella notte tra domenica 1 maggio e lunedì 2, ha messo fine alla vita di Osama Bin Laden, appaiono al terzo piano del compound di Abbotabad, «a portata di mano» dell´Emiro, armi di un´altra Storia, da cui pure è cominciata la parabola del Terrore islamico. Armi che i Servizi pakistani continuano a giurare di non aver mai trovato una volta arrivati nell´edificio, e che, al contrario, fonti del Congresso americano e del Pentagono ora sostengono siano la prova che dimostra come i Seals non abbiano avuto altra scelta che sparare per uccidere. Dice Dianne Feinstein, presidente dell´Intelligence Committee del Senato Usa (il comitato parlamentare che controlla l´attività delle Agenzie americane e che ha raccolto lunedì scorso, in seduta segreta, la testimonianza del direttore della Cia, Leo Panetta, sui dettagli del blitz): «Al momento dell´irruzione al terzo piano del compound, Osama aveva quelle due armi a portata di mano e stava per afferrarle. Non c´era altra scelta che fare fuoco». Due i colpi esplosi dai commando pochi minuti prima dell´1 del mattino. Uno al cranio, poco sopra l´occhio sinistro. Uno al petto. Frontalmente e da breve distanza, tanto da fare scempio del bersaglio. Insomma, nessuna esecuzione dopo la cattura, come vorrebbero i ricordi della figlia di Osama. Ma la «risposta legittima e adeguata», «decisa in poche frazioni di secondo», da militari addestrati all´uso della "forza letale", «impegnati in un´operazione di guerra» e non di polizia giudiziaria per la cattura di un latitante.

La terza "correzione" in tre giorni di uno dei dettagli cruciali del blitz (i frangenti dell´uccisione di Osama) aggiusta la versione ufficiale di fonte americana alle evidenze raccolte dai pachistani all´interno del compound. Conferma che la "preda" era disarmata. Ma in qualche modo prova a dare contenuto alla generica affermazione che «Bin Laden aveva tentato una reazione» e si libera della macroscopica inesattezza secondo cui «si era fatto scudo della moglie», la ventinovenne yemenita Amal Ahmed Abdul Fatah, pure ferita a una gamba. La terza "correzione" prova insomma a chiudere una crepa che con le ore si è fatta più evidente in Europa e ora anche nel palazzo dell´Onu. Dove i toni di soddisfazione delle prime ore (quando il segretario generale Ban Ki-moon aveva espresso «sollievo per la notizia della morte di Osama), ieri hanno cambiato di segno nelle parole dell´Alto commissario per i diritti umani, la sudafricana Navanethem Pillay. «Chiedo una piena e accurata spiegazione dei fatti. Perché le Nazioni Unite condannano certamente il terrorismo, ma hanno anche delle regole basilari su come l´attività antiterrorismo deve essere condotta, rispettando la legge internazionale».

Ma la terza "correzione" diventa necessaria per la Casa Bianca e il Pentagono nel rintuzzare le fonti anonime dell´Isi, il potente e opaco Servizio segreto di Islamabad, che ancora ieri sono tornate a parlare di «esecuzione a sangue freddo». E, non a caso, il particolare dell´Ak47 e della Makarov, non è il solo ad arricchire la nuova ricostruzione dei 40 minuti più importanti della storia militare americana degli ultimi dieci anni.

La resistenza di chi occupava il compound - ecco la seconda novità - si conferma «sporadica». Domenica notte, non c´è nessuna battaglia ad Abottabad, convengono ora Casa Bianca e Pentagono. L´operazione è fulminea. Allungata nei tempi solo dalla ricerca dell´archivio informatico di Al Qaeda, dalla perquisizione minuziosa di ogni angolo dell´edificio, prima di abbandonarlo. Dopo lo stallo di uno dei due elicotteri e il suo atterraggio forzato in uno dei due cortili del compound, le due dozzine di Seals impegnate nell´operazione devono vincere infatti la resistenza del solo Abu Ahmed al-Kuwaiti, il "corriere" con il van "Suzuki" bianco che la scorsa estate conduce inconsapevolmente la Cia da una trafficata periferia di Peshawar al rifugio in cui Osama si nascondeva da cinque anni. E che ora la stampa araba vorrebbe pedina di un complotto, di un "tradimento", orchestrati nientemeno che dal numero due di Al-Qaeda, l´egiziano Ayman Al-Zawahiri, il Dottore.

Al-Kuwaiti affronta i Seals imbracciando un Kalashnikov con cui fa fuoco «una sola volta» dalla dependance dell´edificio che dà sul cortile. Viene "terminato" in una manciata di secondi insieme alla donna che è con lui e con lui è stata svegliata dall´atterraggio improvviso dell´elicottero. I commando fanno quindi irruzione nell´edificio principale. L´uomo che gli si para di fronte e che verosimilmente sta cercando di raggiungere il cortile per capire cosa stia accadendo, è il fratello di Al-Kuwaiti. È disarmato, ma viene fulminato con un proiettile alla testa «nella convinzione che impugni un´arma». I visori notturni dei Seals inquadrano quindi una seconda sagoma maschile. Gira le spalle agli incursori e tenta disperatamente di guadagnare i piani superiori dell´edificio, lungo le scale interne. Anche lui è disarmato. È Khalid, il figlio di Osama. Viene abbattuto con un colpo che lo raggiunge alla nuca. Nelle stanze da letto della casa, tredici bambini, tra i 2 e i 12 anni, e almeno altre due donne piangono e gridano. I Seals raggiungono il terzo piano e la grande camera da letto che ne occupa buona parte. La scena madre può compiersi.

Amal, la moglie di Osama, - a voler stare ancora alla ricostruzione americana - si lancia verso i commando, che ora inquadrano lei e l´uomo che non le è troppo distante. Forse è un gesto con cui implorare pietà. Viene percepito come un´aggressione e uno dei Seals la fa stramazzare sul pavimento sparandole a una gamba. Forse Osama ha tempo di vederla cadere e contorcersi nel dolore. Forse ha il tempo per un´ultima parola o implorazione. O, molto probabilmente, non gli è rimasto un solo istante né per vedere, né per parlare. Quando muore ha il volto rivolto verso chi gli spiana le armi di fronte. Chi preme il grilletto vede accanto a lui una "Makarov" e un "Khalashnikov" (chi sa, forse quello dei proclami video dalle grotte di Tora Bora dopo l´11 Settembre). I fasci del puntamento laser di due armi diverse gli illuminano contemporaneamente il torace e il sopracciglio sinistro. È finita.


Repubblica 6 maggio 2011

taccaromiceto
07-05-2011, 02:47
sarà difficile scoprire la verità


Nel dubbio.......

daitan
07-05-2011, 11:50
intervento di giulietto chiesa a uno mattina
è presente anche alberto negri del sole 24 ore che pare molto scettico anche lui sulla versione ufficiale
è chiaro che decidere di buttare il cadavere a mare senza fornire alcuna prova di ciò che è successo veramente è veramente inspiegabile se si pensa che bin laden sia stato veramente ucciso, come minimo è un grosso errore
lo è anche il fatto di affermare di non voler urtare la sensibilità dei musulmani e a ver adempiuto a tutti i riti del caso, in realtà è stato fatto esattamente il contrario
siccome io non credo che alla casa bianca siano degli stupidi, mi viene da pensar male e sospetto che tutto ciò sia stato fatto intenzionalmente e che l'effetto ottenuto sia proprio quello voluto
anche questo fornire versioni diverse, che mai potranno essere verificate (la figlia che dice che è stato catturato e poi giustiziato, obama che prima dice che ha opposto resistenza e poi un generale dice che nn ha opposto resistenza e che era disarmato, la moglie usata come scudo umano e uccisa e poi la moglie non usata come scudo umano e solo ferita, ecc.), lo interpreto come un modo per creare confusione e spingere l'opinione pubblica a schierarsi da una parte o dall'altra in base ai suoi schemi mentali in maniera fideistica
chi crede che obama sia un "giusto" e che gli stati uniti d'america siano rappresentanti della democrazia e della giustizia internazionale accettarà qualsiasi versione gli verrà fornita, al massimo scegliendo tra le varie versioni fornite dagli stessi stati uniti
chi si rende conto che obama è solo il testimonial delle politiche imperialiste degli stati uniti che non esitano a calpestare leggi internazionali e diritti umani se a trarne vantaggio sono le elite di quel paese, non crederà a una parola detta e sceglierà l'ipotesi più plausibile diffusa da una enormità di altre voci

temo che si voglia sempre di più spostare le opinioni delle persone comuni su un campo non verificabile e assolutamente immagginario dove non si discute di fatti ma di percezioni filtrate attraverso i vari media, mainstream e non


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gladiatore78rm
07-05-2011, 12:02
sono abbastanza d'accordo su ciò che scrivi tranne sulla conclusione
non credo affatto che la minaccia "terrorismo" sia sparita e che gli stati uniti vogliano uscirsene dalle varie guerre di aggressione, ne hanno appena cominciata una in libia!
e poi tutti si affannano a dire che il pericolo terrorismo è più alto di prima perchè si temono vendette di al qaeda

non mi sono spiegato bene, certo che il terrorismo è un pericolo ancora attuale, intendo che ad essere cessata è la sua raplipresentazione fantasmatica e onnipresente simboleggiata da bin laden.
in libia in realtà gli stati uniti hanno fatto poco e niente, molto più i francesi che, non a caso approfittano della debolezza americana.

daitan
07-05-2011, 13:00
sulla notizia diramata dai vari media mainstream (ma anche non) stenderei un'ulteriore velo pietoso

nell'articolo pubblicato su peacereporter (http://it.peacereporter.net/articolo/28366/Stati+Uniti%2C+da+Al-Qaeda+la+conferma+della+morte+di+Osama+bin+Laden) si indica la fonte di tale notizia che sarebbe il "Site Intelligence Group - un ente americano no profit nato per monitorare l'attività on line delle organizzazioni terroristiche -, Al-Qaeda avrebbe rilasciato una dichiarazione sui alcuni forum jihadisti, nella quale viene confermata l'uccisione del proprio leader."

andando sul sito di questo ente "no-profit" si può accedere a questo articolo (http://news.siteintelgroup.com/component/content/article/5-articles-a-analysis/688-insight-into-al-qaedas-confirmation-of-bin-ladens-death) in cui non c'è uno straccio di link ma la fonte viene indicata con un generico "forum jihadisti"

cioè, chiunque potrebbe scrivere un messaggio su dei forum spacciandosi per chissà chi e affermando qualunque cosa

e poi mi sorge un'altra domanda: ma se questi di al-qaeda hanno dei forum "ufficiali" in cui rilasciano messaggi e in questi forum sono iscritti affiliati e simpatizzanti, è possibile che non siano rintracciabili attraverso il web?



dal loro sito (http://news.siteintelgroup.com/services) risulta che non sono affatto un'ente no-profit ma che lavorano per governi e corporations, ma forniscono anche un servizio low-cost per individui singoli

Pietro Ancona
07-05-2011, 15:42
00








Il silenzio della famiglia Bin Laden e dell'Arabia Saudita
Chissà chi è il povero disgraziato ammazzato al posto di Bin Laden raffigurato dal viso straziato che ha fatto il giro del mondo! La conferma della morte di Obama viene soltanto da AlQaeda che è inattendibile perchè organismo affiliato alla Cia e dagli stessi americani. La sua famiglia tace e l'arabia saudita tace ed a nessuno viene in mente di chiedersi il perchè. Obama è un bugiardo pericoloso benchè inesperto

I miliardari del rango di Bin Laden non vengono uccisi come selvaggina. Non penso che gli americani riescano a mancare di rispetto al denaro fino a questo punto. Hanno ammazzato Sacco e Vanzetti e tantissimi altri ma non si permettono di toccare con un dito un magnate favoloso proveniente da un regno favoloso di soldi vero paradiso dei ricconi...

Non la raccontano giusta e rinfocolano il false flag dell'11 settembre di cui l'unica verità è la morte di quattromila persone colpevoli della loro povertà a causa della quale facevano le pulizie nelle Torri Gemelle. La loro morte è giunta prima delle nove del mattino ora di apertura degli uffici e dell'arrivo degli spocchiosi banchieri.... Il mondo è nelle mani dei bugiardi. I più importanti giornali del mondo le televisioni più importanti accreditano tesi per fare credere che gli asini volino e che il bianco è nero

Pietro Ancona.






Pietro Ancona ma la soddisfazione mostrata dagli USA e dai loro servi per la morte di Obama Bin Ladem ha suscitato un sentimento di umiliazione e di ribellione in un miliardo di musulmani che sono stati uniti dall'oltraggio arrecato al loro correligionario e dal razzismo dei wasp

Roderigo
07-05-2011, 20:54
I video di Osama bin Laden

Il Pentagono ha diffuso cinque video trovati nel rifugio ad Abbottabad

Il Pentagono ha diffuso alcuni video trovati nell’edificio che ospitava Osama bin Laden. I video mostrano bin Laden mentre guarda un programma telelevisivo arabo che parla di lui e mentre si prepara a registrare un videomessaggio diretto agli Stati Uniti. Un altro video è un video di propaganda vero e proprio. Il primo video sarebbe stato filmato tra ottobre e novembre del 2010: bin Laden indossa degli abiti bianchi e parla diretto verso la telecamera come in molti dei filmati da lui diffusi in passato. Il video è privo di audio: le autorità hanno detto di averlo rimosso perché considerano “inappropriato” diffondere le parole di un terrorista. Di seguito due video: il primo è quello con bin Laden che guarda sé stesso in tv; il secondo è un servizio della CNN con pezzi degli altri video diffusi.

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7 maggio 2011
www.ilpost.it (http://www.ilpost.it/2011/05/07/i-video-di-osama-bin-laden/)

Roderigo
08-05-2011, 01:52
L'ELIMINAZIONE DI BIN LADEN

Gli sceneggiatori del raid potevano fare di meglio

di Marco d'Eramo


http://img156.imageshack.us/img156/2448/osamabinladensuhistoryc.jpgÈ impressionante come l'azione che doveva portarci fuori dall'11 settembre, sia invece prigioniera della sua logica: tutti noi vi siamo talmente assuefatti che tutto ci è sembrato naturale e legittimo. Ci è parso ovvio che una flottiglia di elicotteri da combattimento compisse una missione militare nel cuore di un paese alleato, all'insaputa del governo ospite, attaccasse un edificio di una città-guarnigione accanto a un'accademia militare, uccidesse molti suoi occupanti, di cui almeno uno (il bersaglio vero) disarmato, trafugasse alcuni cadaveri e lasciasse le truppe ospiti a passare l'aspirapolvere. Solo un po' alla volta, qualcuno ha cominciato a porsi problemi di legalità, per primo l'ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt, per cui l'azione Usa «ha violato la legalità internazionale», poi anche il ministro degli esteri pakistano Salman Bashir (per ragioni pelose) e l'Alta Commissaria dell'Onu per i diritti umani Navy Pillay. Tanto che il ministro della giustizia Usa (Attorney General), Eric Holder, ha sentito il bisogno di ribadire la legalità del raid invocando la difesa nazionale.

In realtà l'illegalità è duplice. La prima riguarda l'azione militare, e dipende dall'area grigia - nel diritto internazionale - creata dall'11 settembre e dai presidential orders successivi al Patriot Act (2001) che autorizzano le extraordinary renditions, la cattura di cittadini stranieri in terra straniera, anche se amica, e la loro deportazione in basi militari all'estero per esservi interrogati (torturati), processati da una corte militare ed eventualmente fucilati, all'insaputa del mondo intero. Questi decreti presidenziali costituiscono l'espressione più brutale dell'illegalità generata dall'11 settembre. In fondo, se bin Laden fosse vivo e detenuto in una base Usa, proprio questo sarebbe stata l'azione del 2 maggio, la più spettacolare delle extraordinary renditions, con il prigioniero interrogato nella base di Bagram.

I casi sono due: o il Pakistan (190 milioni di abitanti e potenza nucleare) è uno stato sovrano alleato (o comunque non ostile) e allora andava avvertito e chiesta la sua autorizzazione; oppure l'azione andava condotta in segreto perché in terra nemica. Il problema è che solo di nome il Pakistan è uno stato sovrano e per di più, al di là dei trattati, il suo statuto reale è quello di alleato/nemico che non può essere preso di petto perché potrebbe cambiare campo e allearsi con la Cina in nome - tra l'altro - dei comuni interessi anti-India.

La seconda illegalità riguarda l'uccisione di un prigioniero disarmato: che fosse il punto delicato di tutto il raid, lo dimostra il fatto che la Casa bianca all'inizio aveva invece affermato che bin Laden era armato ed era stato ucciso in uno scontro a fuoco.

Siccome nessuno è nato ieri, comprendiamo bene le ragioni per cui un bin Laden prigioniero vivo fosse ingestibile per gli Stati uniti. Ma colpisce che gli sceneggiatori del raid non abbiano trovato soluzioni più presentabili. Gli sceneggiatori hanno scartato l'opzione «Saddam Hussein» (a sua volta replica dell'opzione «processo di Norimberga» ai gerarchi nazisti) per il boomerang provocato dalle foto umilianti del volto scarmigliato del rais subito dopo la cattura e perché anche il processo si era ritorto contro (immaginate la risonanza di dichiarazioni processuali di Osama bin Laden). Ma poi hanno scartato anche l'opzione «Che Guevara», mostrare la salma del nemico ucciso, perché la storia ha insegnato che anche quella foto di 44 anni fa fu un boomerang: e a noi occidentali può non piacere, ma per molti islamici bin Laden è una sorta di Che Guevara, è l'unico arabo da Solimano il Magnifico in poi ad aver appioppato un sonoro schiaffo all'arroganza dei «franchi».

Ma anche l'opzione rimasta - quella dell'uccisione furtiva e della frettolosa, clandestina sepoltura in mare - si rivela controproducente perché l'atto che dovrebbe riparare un enorme crimine (i 3.000 morti dell'attentato alle Torri gemelle), giunge ad avere troppi punti in comune con un'esecuzione mafiosa (come ha già osservato la columnist del New York Times Maureen Dowd), con i picciotti che vanno a scatenare un inferno di fuoco nella casa dove è nascosto con la sua famiglia il padrino rivale, per poi sbarazzarsi del cadavere zavorrato di cemento. Neanche sul terreno della mera vendetta, né il fragore del World Trade Center che crolla né i 3.000 morti in mondovisione possono pessere ripagati da un'esecuzione alla chetichella.

C'è da chiedersi se non c'era una soluzione migliore, una «narrazione» più efficace per chiudere la ferita dell'11 settembre 2011 senza ripiombare nell'opacità. E non per moralismo, ma perché così rischiano d'intorbidire e sminuire una vittoria che avrebbe potuto essere non solo contro al Qaeda ma anche contro i Bush e i Cheney.


il manifesto 7 maggio 2011
http://www.ilmanifesto.it/ (http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20110507/manip2pg/01/manip2pz/302728/)

daitan
08-05-2011, 14:17
pino cabras ipotizza che i vari bin laden dei video nn siano la stessa persona
anchio penso che sicuramente tra i vari video ce ne siano di falsi, ma se devo essere sincera, le 3 foto che propone lui nell'articolo (cliccare sul titolo) mi sembrano piuttosto somiglianti, anche se sono un pò troppo piccole per osservarle con precisione
direi che ci sono dei dubbi sul naso (quello del 2007 e 2010 sembra più a patata rispetto a quello del 2001), poi c'è la forma del viso e del mento, nel 2001 sembra più "triangolare", mentre nel 2007 e 2010 sembra più "quadrata", anche se è un pò difficile da stbilire visto che c'è la barba

quello che mi sembra non somigliante è il video del bin laden dimesso e con barba bianca che si guarda alla tv
sebbene nn lo inquadrino mai frontalmente, potrebbe essere il bin laden del 2001 più deperito (e ci sta perchè in teoria non gode affatto di buona salute)
mi sembra anche un pò "autistico", quel suo dondolarsi avanti e indietro mentre guarda la tv...
l'ambiente è poi estremamente squallido e disordinato...
non si capisce poi perchè lo riprendono, forse di nascosto...
sembra più un prigioniero piuttosto provato psicologicamente che un feroce capo di un'organizzazione terroristica mondiale....

comunque, per chi è interessato all'articolo qui c'è il link:

2+2=5. La fabbrica orwelliana degli Osama (http://www.megachipdue.info/finestre/zero-11-settembre/6128-225-la-fabbrica-orwelliana-degli-osama.html)

Annibale
09-05-2011, 16:05
L'ELIMINAZIONE DI BIN LADEN

Gli sceneggiatori del raid potevano fare di meglio

di Marco d'Eramo


http://img156.imageshack.us/img156/2448/osamabinladensuhistoryc.jpgÈ impressionante come l'azione che doveva portarci fuori dall'11 settembre, sia invece prigioniera della sua logica: tutti noi vi siamo talmente assuefatti che tutto ci è sembrato naturale e legittimo. Ci è parso ovvio che una flottiglia di elicotteri da combattimento compisse una missione militare nel cuore di un paese alleato, all'insaputa del governo ospite, attaccasse un edificio di una città-guarnigione accanto a un'accademia militare, uccidesse molti suoi occupanti, di cui almeno uno (il bersaglio vero) disarmato, trafugasse alcuni cadaveri e lasciasse le truppe ospiti a passare l'aspirapolvere. Solo un po' alla volta, qualcuno ha cominciato a porsi problemi di legalità, per primo l'ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt, per cui l'azione Usa «ha violato la legalità internazionale», poi anche il ministro degli esteri pakistano Salman Bashir (per ragioni pelose) e l'Alta Commissaria dell'Onu per i diritti umani Navy Pillay. Tanto che il ministro della giustizia Usa (Attorney General), Eric Holder, ha sentito il bisogno di ribadire la legalità del raid invocando la difesa nazionale.

In realtà l'illegalità è duplice. La prima riguarda l'azione militare, e dipende dall'area grigia - nel diritto internazionale - creata dall'11 settembre e dai presidential orders successivi al Patriot Act (2001) che autorizzano le extraordinary renditions, la cattura di cittadini stranieri in terra straniera, anche se amica, e la loro deportazione in basi militari all'estero per esservi interrogati (torturati), processati da una corte militare ed eventualmente fucilati, all'insaputa del mondo intero. Questi decreti presidenziali costituiscono l'espressione più brutale dell'illegalità generata dall'11 settembre. In fondo, se bin Laden fosse vivo e detenuto in una base Usa, proprio questo sarebbe stata l'azione del 2 maggio, la più spettacolare delle extraordinary renditions, con il prigioniero interrogato nella base di Bagram.

I casi sono due: o il Pakistan (190 milioni di abitanti e potenza nucleare) è uno stato sovrano alleato (o comunque non ostile) e allora andava avvertito e chiesta la sua autorizzazione; oppure l'azione andava condotta in segreto perché in terra nemica. Il problema è che solo di nome il Pakistan è uno stato sovrano e per di più, al di là dei trattati, il suo statuto reale è quello di alleato/nemico che non può essere preso di petto perché potrebbe cambiare campo e allearsi con la Cina in nome - tra l'altro - dei comuni interessi anti-India.

La seconda illegalità riguarda l'uccisione di un prigioniero disarmato: che fosse il punto delicato di tutto il raid, lo dimostra il fatto che la Casa bianca all'inizio aveva invece affermato che bin Laden era armato ed era stato ucciso in uno scontro a fuoco.

Siccome nessuno è nato ieri, comprendiamo bene le ragioni per cui un bin Laden prigioniero vivo fosse ingestibile per gli Stati uniti. Ma colpisce che gli sceneggiatori del raid non abbiano trovato soluzioni più presentabili. Gli sceneggiatori hanno scartato l'opzione «Saddam Hussein» (a sua volta replica dell'opzione «processo di Norimberga» ai gerarchi nazisti) per il boomerang provocato dalle foto umilianti del volto scarmigliato del rais subito dopo la cattura e perché anche il processo si era ritorto contro (immaginate la risonanza di dichiarazioni processuali di Osama bin Laden). Ma poi hanno scartato anche l'opzione «Che Guevara», mostrare la salma del nemico ucciso, perché la storia ha insegnato che anche quella foto di 44 anni fa fu un boomerang: e a noi occidentali può non piacere, ma per molti islamici bin Laden è una sorta di Che Guevara, è l'unico arabo da Solimano il Magnifico in poi ad aver appioppato un sonoro schiaffo all'arroganza dei «franchi».

Ma anche l'opzione rimasta - quella dell'uccisione furtiva e della frettolosa, clandestina sepoltura in mare - si rivela controproducente perché l'atto che dovrebbe riparare un enorme crimine (i 3.000 morti dell'attentato alle Torri gemelle), giunge ad avere troppi punti in comune con un'esecuzione mafiosa (come ha già osservato la columnist del New York Times Maureen Dowd), con i picciotti che vanno a scatenare un inferno di fuoco nella casa dove è nascosto con la sua famiglia il padrino rivale, per poi sbarazzarsi del cadavere zavorrato di cemento. Neanche sul terreno della mera vendetta, né il fragore del World Trade Center che crolla né i 3.000 morti in mondovisione possono pessere ripagati da un'esecuzione alla chetichella.

C'è da chiedersi se non c'era una soluzione migliore, una «narrazione» più efficace per chiudere la ferita dell'11 settembre 2011 senza ripiombare nell'opacità. E non per moralismo, ma perché così rischiano d'intorbidire e sminuire una vittoria che avrebbe potuto essere non solo contro al Qaeda ma anche contro i Bush e i Cheney.


il manifesto 7 maggio 2011
http://www.ilmanifesto.it/ (http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20110507/manip2pg/01/manip2pz/302728/)
Non si poteva avvisare il Pakistan perchè lì Bin Laden aveva molti amici che lo avrebbero avvisato e fatto fuggire un'altra volta, non si poteva rischiare.
Che fosse disarmato e potesse essere preso vivo è possibile, ma mi chiedo chi ne dà la certezza al Manifesto, hanno fonti che noi non abbiamo?

arjuna
09-05-2011, 17:01
.........ma mi chiedo chi ne dà la certezza al Manifesto, hanno fonti che noi non abbiamo?

davvero senza polemica:

ma quali fonti abbiamo noi?

quelle unilaterali, ufficiali, discordanti, conflittuali, opacizzanti... statunitensi?
quelle ambigue, discordanti, ipocrite...pakistane?
quelle fumose, irose, fuorvianti, irrilevanti.......dei sedicenti siti di Al Qaeda?

c'è tutto tranne che la verità, e va bene così per tutti.......la coscienza mondiale non deve orientarsi.

le menzogne ufficiali/ufficiose si rincorrono con una tale velocità che nemmeno si rendono conto di essere ridicole e grottesche. (mi riferisco all'ultima panzana del video di OBL con la barba tinta e la faccia gonfia....)

in definitiva...............le fonti sono tutte avvelenate. Una cosa possiamo sapere con buona probabilità, ed è quella che OBL è morto davvero nella "forchetta" di anni dal 2004 ad oggi.

e basta.

daitan
10-05-2011, 17:52
tutti i giornali riportano la notizia che un sito jihadista noto come Shoumoukh al-Islam avrebbe pubblicato un video in cui si afferma che il video di bin vecchio che guarda la tv sarebbe falso ( qui l'articolo su repubblica (http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/10/news/bin_laden-video_falso-16032971/?ref=HREC1-5) dove c'è pure il link per vedere il brevissimo video )

ho provato a cercare su google il fantomatico sito di Shoumoukh al-Islam ma niente da fare, nelle prime 7 pagine di risultati ci sono solo articoli che sembrano fotocopiati che riportano la stessa notizia ma senza che vi sia uno straccio di link per accedere direttamente alla fonte
ne deduco che qualcuno ( sarà sempre il site intelligence group?) ha passato la notizia che tutti hanno ripreso pari pari senza fare uno straccio di verifica (e già questo la dice lunga sul giornalismo italiano e mondiale)

guardando il brevissimo video nn è possibile capire da quale video sia presa l'immagine che viene confrontata col video di bin laden vecchio e sinceramente le differenze non sono così evidenti, considerando che la prospettiva è leggermente differente e che per questo orecchie e sopracciciglia potrebbero risultare leggermente diverse
c'è poi da considerare che l'espressione potrebbe essere diversa e quindi modificare l'altezza delle sopraccicglia
inoltre le orecchie e il naso continuano a crescere col passare dell'età

a me questa notizia puzza perchè sinceramente il dubbio è più forte sui video in cui bin laden ha la barba tinta e nn dimostra affatto i 50 e passa anni che in teoria avrebbe avuto
vederlo così deperito e invecchiato invece è più plausibile, considerando anche che era malato

l'idea che mi sono fatta io (ormai mi conoscete, sapete che sono una complottista impenitente) è che questa smentita serva in realtà a distogliere l'attenzione sulla possibilità che siano gli altri video ad essere falsi
infatti, se al qaeda stessa afferma che è il video del bin laden vecchio ad essere falso va da sè che gli altri sono autentici

Roderigo
11-05-2011, 01:12
Al Qaeda accusa:
il video di Osama diffuso dagli USA è falso



<iframe src="http://www.youtube.com/embed/_rotywupDkM" allowfullscreen="" frameborder="0" height="321" width="512"></iframe>


"Fate attenzione perché è falso il video diffuso dagli americani che riprende lo sceicco Osama Bin Laden": questo il messaggio che il sito filo-integralistico Shoumoukh al-Islam, noto negli ambienti dell'anti-terrorismo come principale diffusore dei filmati realizzati da o per conto di Al Qaeda, ha diffuso a riguardo della clip in cui Bin Laden anziano guarda la tv.

(http://esteri.liquida.it/focus/2011/05/10/si-complicano-i-rapporti-tra-usa-e-pakistan-obama-non-chiederemo-scusa-per-il-raid/)
Liquida: "Non chiederemo scusa al Pakistan" (http://esteri.liquida.it/focus/2011/05/10/si-complicano-i-rapporti-tra-usa-e-pakistan-obama-non-chiederemo-scusa-per-il-raid/)
Rainews24: Falso il video di Osama invecchiato (http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=152666)
Repubblica: "Attenti: l'America mente" (http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/10/news/bin_laden-video_falso-16032971/)


10 maggio 2011
http://esteri.liquida.it/ (http://esteri.liquida.it/focus/2011/05/10/al-qaeda-accusa-il-video-di-osama-diffuso-dagli-usa-e-falso/)

daitan
14-05-2011, 09:31
mò pure i film porno hanno trovato..... una collezione "molto sofisticata" secondo le parole del militare che ha diffuso la notizia

mah...

comunque, la notizia è in molti giornali, io l'ho letta qui: http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/13/news/file_pedopornografici_bin_laden-16202554/?ref=HREC1-1


aggiungo una cosa che ho notato incollando il link (l'articolo è catalogato come file_pedopornografici_bin_laden), tra un pò diranno che sono filmati pedofili e magari che in alcuni si vede pure bin laden...
sta storia ricorda un pò troppo da vicino il finto video che dovevano fare su saddam utilizzando un sosia, ovvero di lui che aveva rapporti con un ragazzino

Margot
14-05-2011, 11:43
Pakistan: «Vendetta per Osama» 87 morti
Film porno nel covo di bin Laden

Pakistan: «Vendetta per Osama» 87 morti
Film porno nel covo di bin Laden

Nel nascondiglio di Osama bin Laden ad Abbottabad in Pakistan è stato ritrovato del materiale pornografico. Si tratta di una grande quantità di video digitali scoperti dalle truppe speciali della marina militare americana che hanno ucciso il terrorista. Fonti del governo americano hanno detto all'agenzia Reuters, riporta la stampa Usa, di non sapere se fosse stato bin Laden stesso ad avere ottenuto, o a guardare, i video. Altri funzionari americani al corrente delle indagini su altri militanti islamici hanno riferito che la scoperta di materiale pornografico in queste circostanze non è un evento raro. Bin Laden non aveva accesso a internet o ad altri sistemi di comunicazione via cavo, e non è ancora chiaro come coloro che abitavano nel nascondiglio si fossero procurati i video porno. Ma sicuramente nel rifugio del terrorista c'era la tecnologia necessaria per proiettare video, dato che da un filmato confiscato nel fortino e recentemente pubblicato dall'amministrazione Obama si vede il leader di al Qaeda che guarda se stesso in tv.

Pakistan, «Vendetta per Osama»

Almeno 87 persone, in gran parte reclute, sono morte e più di un centinaio sono rimaste ferite in un duplice attentato-kamikaze in Pakistan.

Nel mirino, un centro di formazione della polizia di frontiera, nella città di Shabqadar, circa 30 km a nord di Peshawar, nella regione del nord-ovest. I talebani hanno dunque messo in atto la loro prima grande azione di vendetta per la morte di Osama Bin Laden; ed è stata una strage.

Si tratta del più sanguinoso attacco realizzato in Pakistan dall'inizio dell'anno, in un momento in cui il governo di Islamabad è in grave imbarazzo, costretto a spiegare al mondo come mai non sapesse che il capo di al-Qaeda si nascondesse in un villaggio a pochi chilometri da Rawalpindi; e alla popolazione locale, come sia stato possibile che gli Usa abbiano violato il territorio nazionale senza alcun preavviso.

Le esplosioni sono avvenute mentre i cadetti, freschi di formazione e ormai in abiti civili, stavano salendo su un pullman e un minibus che li avrebbero riportati a casa per una decina di giorni, dopo un corso di formazione. «Due dei nostri fedayin (kamikaze) hanno realizzato questi attentati. È la prima vendetta per il martirio di Osama: attendetevi attentati ancora più grandi in Pakistan e Afghanistan», ha minacciato il portavoce dei talebani in Pakistan, Ehsanullah Ehsan, raggiunto telefonicamente in una località sconosciuta.

I talebani pakistani sono responsabili di un'ondata di attentati, la gran parte kamikaze, che hanno causato la morte di oltre 4.300 persone negli ultimi tre anni. Il capo dello Stato maggiore congiunto dell'esercito pakistano, generale Khalid Shameem Wynne, intanto ha cancellato un viaggio in Usa.

Il duplice attentato è il più cruento nel paese dal novembre scorso. Lo sottolineano i media ad Islamabad. Almeno 55 delle 87 vittime sono agenti che si accingevano ad utilizzare un congedo di dieci giorni. La duplice deflagrazione ha causato anche ingenti danni ad almeno 20 negozi e 12 auto della zona. Negli ultimi quattro anni almeno 4.300 persone sono state uccise in una ondata di attentati nelle principali città del Pakistan.

13 maggio 2011

l' Unita' (http://www.unita.it/mondo/pakistan-vendetta-per-osama-87-morti-br-film-porno-nel-covo-di-bin-laden-1.292677)

Raptor
14-05-2011, 11:55
Offtopic:

Margot, penso tu abbia la casella dei messaggi privati piena. Puoi svuotarla? :)

daitan
14-05-2011, 12:33
tutti i giornali riportano la notizia che un sito jihadista noto come Shoumoukh al-Islam avrebbe pubblicato un video in cui si afferma che il video di bin vecchio che guarda la tv sarebbe falso ( qui l'articolo su repubblica (http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/10/news/bin_laden-video_falso-16032971/?ref=HREC1-5) dove c'è pure il link per vedere il brevissimo video )

ho provato a cercare su google il fantomatico sito di Shoumoukh al-Islam ma niente da fare, nelle prime 7 pagine di risultati ci sono solo articoli che sembrano fotocopiati che riportano la stessa notizia ma senza che vi sia uno straccio di link per accedere direttamente alla fonte
ne deduco che qualcuno ( sarà sempre il site intelligence group?) ha passato la notizia che tutti hanno ripreso pari pari senza fare uno straccio di verifica (e già questo la dice lunga sul giornalismo italiano e mondiale)

guardando il brevissimo video nn è possibile capire da quale video sia presa l'immagine che viene confrontata col video di bin laden vecchio e sinceramente le differenze non sono così evidenti, considerando che la prospettiva è leggermente differente e che per questo orecchie e sopracciciglia potrebbero risultare leggermente diverse
c'è poi da considerare che l'espressione potrebbe essere diversa e quindi modificare l'altezza delle sopraccicglia
inoltre le orecchie e il naso continuano a crescere col passare dell'età

a me questa notizia puzza perchè sinceramente il dubbio è più forte sui video in cui bin laden ha la barba tinta e nn dimostra affatto i 50 e passa anni che in teoria avrebbe avuto
vederlo così deperito e invecchiato invece è più plausibile, considerando anche che era malato

l'idea che mi sono fatta io (ormai mi conoscete, sapete che sono una complottista impenitente) è che questa smentita serva in realtà a distogliere l'attenzione sulla possibilità che siano gli altri video ad essere falsi
infatti, se al qaeda stessa afferma che è il video del bin laden vecchio ad essere falso va da sè che gli altri sono autentici

mi autoquoto per aggiungere qualcosa a queste mie considerazioni

secondo peacereporter, tutti i video di bin laden diffusi dopo il 2001 sono stati resi noti dal site institute e dall'intel center (addirittura pare che uno fosse stato diffuso prima dei siti qaedisti...)
quello che mi chiedo io è: se questi messaggi di bin laden sono minacce e rivendicazioni rivolte soprattutto al pubblico occidentale e ai suoi governanti, come mai diffonderli su sti siti qaedisti che io non sono riuscita a trovare?
il pubblico di questi siti sarebbe molto limitato in quanto lo vedrebbero solo quelli interni alla rete di al-qaeda in quanto dai motori di ricerca nn sono rintracciabili (almeno io nn ci sono riuscita), perchè quindi agevolare al-qaeda e diffondere i messaggi in mondo visione?

posto un'articolo di piovesana (per accedere ai vari link disseminati nell'articolo consiglio di cliccare sul link che ho inserito nel titolo)


Sulla parola (http://it.peacereporter.net/articolo/28405/Sulla+parola)

Le contraddizioni e le omissioni della versione ufficiale sull'uccisione di bin Laden inducono al dubbio. Dal black-out di venti minuti durante la diretta del blitz ai nuovi video trovati nel computer dello sceicco identici a quelli del 2007

Il presidente Obama sembra avere fretta di calare il sipario sull'uccisione di bin Laden: una vicenda che con il passare dei giorni, invece di chiarirsi, si va sempre più confondendo sotto il peso di omissioni, contraddizioni, dubbi e sospetti. Non possiamo mostrare le prove, ma fidatevi della nostra parola, dice in sostanza l'amministrazione Usa.

La stessa amministrazione che aveva detto che durante il blitz bin Laden aveva sparato ai Navy Seals facendosi scudo della moglie. Poi invece è venuto fuori che lo sceicco era disarmato.
La stessa amministrazione che aveva affermato di aver sepolto in mare il suo cadavere nel rispetto della tradizione islamica. Poi è emerso che questa pratica è contraria alla religione musulmana.

La stessa amministrazione che aveva dichiarato di aver seguito in diretta da Washington ''minuto per minuto'' il blitz di Abbottabad. Poi si è scoperto, per ammissione dello stesso capo della Cia, che né lui né il presidente né i suoi collaboratori immortalati nella famosa foto della Situation room della Casa Bianca hanno ''visto'' l'uccisione di bin Laden per un imprevisto black-out della diretta avvenuto proprio al momento dell'irruzione e durato oltre venti minuti.

La stessa amministrazione che, nei giorni scorsi, ha reso pubblici cinque nuovi video ''trovati'' nel computer di bin Laden, presentandoli come prova definitiva della versione ufficiale dei fatti di Abbottabad. Ma anche questi video hanno suscitato perplessità.

Se le immagini di un vecchio bin Laden 'privato' che si riguarda compiaciuto alla tv convincono poco per l'inquadratura di spalle che non mostra il volto (ma solo un mezzo profilo che qualcuno giudica un falso), dubbi ancor maggiori sorgono sugli altri quattro filmati in cui un Osama 'pubblico', truccato e con la barba tinta, prova diversi set per un videomessaggio mai pubblicato.

Lo sceicco immortalato in questi ultimi video, che secondo il Pentagono sarebbero stati girati ''tra il 9 ottobre e il 5 novembre 2010'', risulta infatti inspiegabilmente identico a quello apparso in un vecchio video del 7 settembre 2007: cambia solo il colore dello sfondo e il mantello dorato slacciato. Per il resto, sembrano girati nello stesso periodo, non a più di tre anni l'uno dall'altro.

Un filmato, quello diffuso alla vigilia del sesto anniversario dell'11 settembre, che già all'epoca aveva suscitato forti dubbi sulla sua autenticità, come del resto tutti i video di bin Laden successivi a quelli di fine 2001 resi pubblici dal Site Institute o dall'Intel Center: agenzie private al servizio del governo Usa, ufficialmente dedite al monitoraggio professionale dei siti jihadisti.

Il video del 2007, infatti, oltre a a presentare sospetti tagli di montaggio e a mostrare per la prima volta un bin Laden incredibilmente ringiovanito rispetto ai video del 2001 grazie a tinte e trucchi (lasciando stupito chi immaginava che la sindrome di Peter Pan colpisse solo dittatori turkmeni e premier italiani) era stato ''scoperto'' dal Site Institute prima che venisse postato sui siti qaedisti.

I video di bin Laden, i nuovi come i vecchi, sarebbero dunque dei falsi fabbricati dallo stesso governo Usa? Per quanto bizzarra sembri questa ipotesi, un anno fa ex agenti della Cia hanno raccontato al Washington Post che in passato l'Ufficio servizi tecnici dell'agenzia ha fatto proprio questo.

Dunque, fidarsi o no del governo degli Stati Uniti? Le bufale propagandistiche del salvataggio della soldatessa Jessica Lynch o dell'eroica morte della star del football Pat Tillmam – per non parlare di falsi storici accertati come l'operazione Northwoods o l'incidente del Golfo del Tonchino – dimostrano che la mistificazione della realtà non è sconosciuta ai governanti americani.

Enrico Piovesana

Amanda
18-05-2011, 11:56
il nuovo successore

http://libero-news.it/news/740695/Al_Qaeda_dopo_Bin_Laden__nuovo_capo___Saif_Al_Adel.html


Il presunto capo militare di al Qaeda, Mikhlif Mohammed, è stato arrestato mercoledì 18 maggio dall'esercito iracheno. Lo hanno reso noto fonti interne all'ambiente militare, parlando di un raid nel quale sarebbero stati arrestati anche altri tre sospetti. Il terrorista, conosciuto anche come Abu Radhwan, avrebbe gestito le risorse belliche di al Qaeda e sarebbe stato uno dei massimi vertici dell'associazione terroristica, che dopo la morte di Bin Laden ha dovuto ricostriure il suo gruppo dirigente. A due settimane della scomparsa del capo, il successore alla guida dell'organizzazione nel ruolo ricoperto da Osama sarebbe l'egiziano Saif Al-Adel. Non si tratta di una nomina vera e propria, ma di una carica ricoperta temporaneamente per colmare il vuoto lasciato nella comunità jihadista. Il successore di Bin Laden più accreditato rimane comunque l’egiziano Ayman al-Zawahiri, braccio destro di Osama bin Laden.


POSSIBILI TENSIONI - Cinquant'anni, ex ufficiale delle Forze speciali egiziane, capo del ramo egiziano di al-Qaeda, Al Adel - secondo quanto riporta la Cnn - è stato scelto per far fronte alla tensione nella comunità jihadista internazionale, dovuta alla mancanza di una guida dopo il blitz di Abbottabad. Secondo la fonte, la scelta non è stata il frutto del Consiglio della shura di al-Qaeda - attualmente per gli emiri della rete terroristica è impossibile riunirsi -, ma di sei-otto leader della regione di frontiera tra Afghanistan e Pakistan. Una nomina che potrebbe scatenare tensioni, giacché i membri sauditi e yemeniti della rete invece ritengono che il successore di bin Laden debba provenire dalla penisola arabica, la regione sacra a tutti i musulmani.

I VERTICI DI AL QAEDA - In attesa della nomina ufficiale di un successore, Al Adel (noto anche con il nome di Muhamad Ibrahim Makkawi), sarà quindi la guida ad interima di al Qaeda. Al vertice dell'organizzazione c'è anche Mustafa al-Yemeni, nuovo capo delle operazioni militari.

CHI E' SAIF AL ADEL - Saif Al-Adel è solo uno pseudonimo. In arabo significa ''spada della giustizia'' e nell'elenco dei principali terroristi ricercati dell'FBI c'è incertezza anche sulla sua data di nascita, indicata nell'11 aprile del 1960 o del 1963. Su di lui pende una taglia da 5 milioni di dollari. Ha preso parte agli attentati alle ambasciate americane in Africa nel 1998, è stato uno degli organizzatori dell'attentato al presidente egiziano Anwar Al-Sadat, si è unito ai mujahideen contro l'esercito sovietico in Afghanistan, ma era contrario agli attentati dell'11 settembre. Secondo le accuse, si sarebbe occupato in passato anche dell'addestramento dei membri di Al-Qaeda e della Jihad islamica in Afghanistan, Pakistan, e Sudan. Dopo l'assassinio di Sadat, nel 1988, ha lasciato l'Egitto per unirsi alla resistenza afgana contro l'Unione Sovietica e a Kabul ha conosciuto Osama con il quale ha progettato gli attacchi alle rappresentanze diplomatiche degli Usa a Dar es Salaam, in Tanzania e a Nairobi, in Kenya, che il 7 agosto del 1998 provocarono la morte di centinaia di persone e misero per la prima volta Osama bin Laden e Ayman al-Zawahiri nel mirino della polizia federale. Dalla morte del capo militare di Al-Qaeda Mohammed Atef, ucciso nel 2001, si ritiene che al-Adel abbia preso il suo posto. Secondo le informazioni più accreditate, l'uomo avrebbe da tempo lasciato l'Afghanistan per rifugiarsi in Iran, dove sarebbe ancora nascosto.

Roderigo
19-05-2011, 00:27
Osama A CHI GIOVA

L'uccisione di bin Laden ha cambiato qualcosa da qualche parte? Non molto. Perché al-Qaeda era già in declino, i taleban avevano già preso le distanze dall'organizzazione e il governo pakistano già tentennava. Quanto a Obama, l'esito dell'operazione lo aiuterà alle elezioni. Ma solo un po'


http://imageshack.us/m/543/7897/osamal.jpgdi Immanuel Wallerstein


Osama bin Laden è stato ucciso ad Abbottabad, in Pakistan, il 2 Maggio 2011. È stato ucciso dal corpo speciale dei Seals statunitensi con un'operazione ordinata dal presidente americano. Tutto il mondo lo sa e le reazioni a questo evento sono state le più diverse. Ma questa morte ha cambiato qualcosa da qualche parte? Ha una qualche importanza?

La prima domanda che la gente si pone è se questa morte segnali la fine di al-Qaeda. Da qualche tempo è chiaro che al-Qaeda oggi non è un'organizzazione unica ma una specie di franchise. Ammesso che Osama comandasse direttamente qualche gruppo, comandava quelli in Pakistan e in Afghanistan. Ci sono formazioni autonome che si autodefiniscono al-Qaeda in altre parti del mondo e in particolare in Iraq, Yemen, e nel Maghreb. Gruppi che rendevano simbolicamente omaggio a Osama ma prendevano decisioni autonome.

Inoltre la potenza bellica e politica delle varie formazioni sembrava in fase di declino già da un po' e questo non tanto per l'eliminazione dei capi di al-Qaeda ad opera degli Usa o di altri governi ma per via della sensazione diffusa presso gran parte delle altre forze islamiste che sia possibile raggiungere più obiettivi imboccando altre strade. La morte di Osama può ispirare qualche tentativo immediato di "vendetta" da parte di al-Qaeda ma è improbabile che rallenti il processo che ha reso al-Qaeda sempre più irrilevante sulla scena mondiale.

La morte di Osama cambierà la situazione in Pakistan o in Afghanistan? Il governo pakistano già tentennava prima: oggi negli Usa come in Pakistan si mormora in merito a quello che il governo pakistano sapeva, e da quanto tempo. La posizione ufficiale è che Osama viveva da circa sette anni in una villa attaccata alla più importante accademia militare senza che il governo ne sapesse nulla. Il governo sostiene anche di essere stato all'oscuro del raid statunitense, che ritiene una violazione illegittima della sovranità del paese.

Nessuno dei due argomenti è particolarmente credibile. Certo che sapevano dov'era Osama, o comunque alcuni ufficiali pakistani di certo lo sapevano. Com'è possibile il contrario? E naturalmente gli Stati Uniti sapevano che il Pakistan sapeva e che non diceva. Fa tutto parte del rapporto difficile e ambiguo intrattenuto dai due alleati per gli ultimi dieci anni. La morte di Osama cambierà qualcosa in quel quadro? Ne dubito. L'alleanza continua a essere necessaria per tutte e due le parti.

Se poi i pakistani fossero o meno informati dell'imminente raid statunitense dipende dai pakistani di cui stiamo parlando. Ovviamente gli Usa volevano tenere segreto il raid a tutti coloro che nel paese avrebbero potuto interferire o avvertire Osama. Ma davvero nessuno sapeva? Sono emerse due prove del contrario. Un articolo uscito sul Guardian dopo la morte di Osama riferisce una conversazione tra ufficiali statunitensi e pakistani secondo cui l'ex presidente Musharraf nel 2001 avrebbe raggiunto con George W. Bush un accordo in base al quale si dichiarava anticipatamente d'accordo rispetto a un raid unilaterale contro Osama in qualunque momento venisse individuato a patto che i pakistani dopo lo denunciassero pubblicamente. Musharraf ora nega ma chi gli crede?

Altra prova, ancora più persuasiva: Xinhua, l'agenzia stampa cinese ha pubblicato una notizia proprio il giorno della morte di Osama, riferendo le dichiarazioni di testimoni oculari: durante l'operazione nella zona era stata staccata la corrente, che di fatto è mancata per due ore prima dell'incursione - e questo non poteva che essere opera di un ente pakistano informato del raid imminente. E i cinesi hanno agenti segreti in Pakistan validi almeno quanto quelli che hanno negli Stati Uniti. Dunque sembra plausibile che mentre alcune organizzazioni pakistane erano all'oscuro altre fossero informate. Sul versante statunitense, alcuni membri del Congresso si agitano all'idea che i pakistani sapessero che Osama viveva ad Abbottabad e di conseguenza vogliono tagliare o ridurre gli aiuti finanziari e militari al Pakistan. Ma questo naturalmente andrebbe contro la conservazione di un'influenza statunitense in Pakistan, ed è improbabile che si verifichi un vero cambiamento nei rapporti attuali tra i due paesi.

Quanto all'Afghanistan, è chiaro che già da qualche tempo i taleban avevano preso le distanze da al-Qaeda e da Osama, per poter perseguire il loro progetto di tornare al potere. La morte di Osama non potrà che rafforzare la loro posizione in Afghanistan, e accelerare il processo che condurrà alla cacciata degli Usa dal paese, cosa di cui le forze armate statunitensi in verità si rallegrano. Negli Stati Uniti qualcuno dirà che questa "vittoria" dovrebbe permettere il necessario negoziato politico con i taleban. E alcuni che si opponevano comunque all'intervento statunitense sosterranno che non esiste più una minaccia plausibile a giustificare la permanenza delle truppe nel paese. Che questo sia uno scenario possibile si può constatare ascoltando il grido di angoscia levatosi tra gli elementi non-pashtun dell'Afghanistan del nord rispetto a entrambe le conclusioni.

Ma allora, l'uccisione di Osama fa una qualche differenza almeno negli Stati Uniti? Sì, questo sì. Il presidente Obama, ordinando quell'operazione, ha corso un grosso rischio politico, soprattutto decidendo di condurla con i Seals invece che bombardando la residenza. Se qualcosa fosse andato storto lui sarebbe finito politicamente. Ma niente è andato storto. E tutti gli argomenti repubblicani sul capo debole, soprattutto in materia militare, sono stati confutati. Questo lo aiuterà alle prossime elezioni, non c'è dubbio. Però, come hanno osservato tanti commentatori, lo aiuterà, ma solo un poco. L'economia continua a essere la grossa questione interna della politica statunitense. E la rielezione di Obama e le prospettive elettorali dei democratici saranno influenzate soprattutto dalle questioni di portafoglio nel 2012.
E allora fa differenza la morte di Osama? Non tanta.


Traduzione di Maria Baiocchi


il manifesto 18 maggio 2011
http://www.ilmanifesto.it

Amanda
31-05-2011, 16:54
Roma, 31 mag. (TMNews) - Il corrispondente in Pakistan dell'agenzia di stampa italiana Adnkronos International (Aki), Syed Saleem Shahzad, scomparso da domenica scorsa, è stato ritrovato morto a 150 chilometri da Islamabad.


http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/31/news/pakistan_ucciso_giornalista_aki-17023232/


http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/I-segreti-di-al-Qaeda-nellultimo-libro-del-reporter-di-Aki-Shahzad_312080342677.html

La passione di Shahzad per le inchieste, così il reporter di Aki raccontava al Qaeda

Edric
31-05-2011, 17:29
...

I video di bin Laden, i nuovi come i vecchi, sarebbero dunque dei falsi fabbricati dallo stesso governo Usa? Per quanto bizzarra sembri questa ipotesi, un anno fa ex agenti della Cia hanno raccontato al Washington Post che in passato l'Ufficio servizi tecnici dell'agenzia ha fatto proprio questo.

Dunque, fidarsi o no del governo degli Stati Uniti? Le bufale propagandistiche del salvataggio della soldatessa Jessica Lynch o dell'eroica morte della star del football Pat Tillmam – per non parlare di falsi storici accertati come l'operazione Northwoods o l'incidente del Golfo del Tonchino – dimostrano che la mistificazione della realtà non è sconosciuta ai governanti americani.

Enrico Piovesana

Quelli dell'Operazione Northwoods e dell'incidente del Golfo del Tonchino non li sapevo.

Aggiungo una citazione che ho trovato:

«Noi americani siamo gli ultimi ingenui», avvisava Sidney Schanberg, premio Pulitzer del New York Times, l'eroe di "Le urla del silenzio" ,«Vogliamo sempre disperatamente credere che stavolta il governo stia dicendoci la verità».

http://www.italia-vietnam.it/Reportage_Incidente_Tonchino.htm

Margot
31-05-2011, 17:41
Spero vada bene postarlo qui

PAKISTAN

http://www.repubblica.it/images/2011/05/31/154629455-42b52018-236a-4016-ad25-b52e9468b703.jpg

Ucciso il giornalista rapito a Islamabad
Sul cadavere segni di torture

Finisce tragicamente la vicenda di Syed Saleem Shahzad, di cui si erano perse le tracce domenica scorsa. Il corpo ritrovato nei pressi della sua auto, a 150 chilometri dalla capitale. Riconosciuto dai familiari, il cadavere presenta lividi e ferite. In un recente articolo, il giornalista aveva adombrato trattative tra Al Qaeda e la Marina pachistana
ISLAMABAD - Si chiude tragicamente la vicenda del giornalista Syed Saleem Shahzad, scomparso a Islamabad domenica scorsa. Il suo cadavere è stato ritrovato nei pressi della sua auto nei pressi di Sara e Alamgir, a circa 150 chilometri dalla capitale pachistana. Lo confermano ad Adnkronos fonti vicine a Syed Saleem Shahzad. Secondo media locali, sul corpo di Shahzad vi sarebbero lividi sul volto e ferite, evidenti segni di tortura.

I resti di Shahzad sono stati riconosciuti dal fratello del giornalista e da altri familiari, a cui sono state inviate foto scattate scattate da un giornalista locale. Secondo le fonti interpellate da Adnkronos, il riconoscimento è "inequivocabile". I familiari di Shahzad si stanno recando sul luogo del ritrovamento.

Shahzad, 40 anni, padre di tre figli, era responsabile per l'Asia meridionale di Asia Times online, corrispondente dell'agenzia di stampa italiana Adn Kronos International (Aki) e collaboratore del quotidiano La Stampa, nonché uno dei maggiori esperti di terrorismo della regione. Il giornalista era svanito nel nulla domenica scorsa: aveva lasciato la sua abitazione di Nazimuddin Road a Islamabad nel pomeriggio per recarsi negli studi dell'emittente Dunya TV, dove avrebbe dovuto partecipare a un dibattito. Ma Shahzad non ha mai raggiunto gli studi. Da quel momento, nessun contatto con la sua famiglia e gli amici. L'ultima traccia del suo telefono cellulare risulta alle 17,42 (ora locale) di domenica, a Margalla Road, nella capitale pachistana. In seguito alla scomparsa di Shahzad, la polizia aveva aperto un'inchiesta finché stamane non è stata localizzata l'auto, con la conseguente scoperta del cadavere del giornalista.

Il movente del delitto potrebbe essere legato all'attività di Shahzad, che qualche giorno prima della scomparsa aveva pubblicato un lungo articolo sull'attacco dei talebani alla base navale di Karachi dello scorso 22 maggio. Nel pezzo, Shahzad ipotizzava l'esistenza di negoziati segreti tra al Qaeda e la Marina pachistana e che l'attentato fosse la risposta dei terroristi all'arresto di alcuni ufficiali sospettati di complicità con l'organizzazione di Bin Laden.

Nel novembre del 2006, tra l'altro, Shahzad aveva subìto un altro rapimento in Afghanistan. Accusandolo di spionaggio, i talebani lo avevano prelevato nella provincia di Helmand, dove il corrispondente pachistano stava effettuando un reportage. Shahzad era stato liberato sette giorni dopo.

Prima del tragico ritrovamento di oggi, Human Rights Watch ha apertamente accusato del rapimento l'Isi, la più importante delle tre agenzie di intelligence pachistane, che risponde al premier. Citando fonti attendibili, informate direttamente dall'Isi, Human Rights Watch ha dichiarato che Shahzad era nelle mani dei servizi pachistani. A conferma, Human Rights Watch aveva osservato come "in una zona sicura come Islamabad, solo l'Isi può far sparire un un uomo e la sua auto senza lasciar traccia". E, ben prima che il cadavere del giornalista fosse ritrovato, l'organizzazione aveva espresso i suoi timori sulla concreta possibilità che Shahzad fosse torturato durante la prigionia.

Dopo la notizia della morte di Shahzad, il rappresentante di Human Rights Watch in Pakistan, Ali Dayan Hasan, racconta che il giornalista gli aveva rivelato di essere minacciato dai servizi segreti dell'esercito. "Mi aveva detto di essere stato pedinato e di aver ricevuto minacce al telefono - spiega Hasan -. E che era sorvegliato dall'intelligence". "Non possiamo affermare con certezza chi abbia ucciso Shahzad - aggiunge l'esponente di Human Rights Watch -, ma possiamo affermare con certezza che era seriamente minacciato dall'Isi. Human Rights Watch ha ogni ragione per ritenere credibile tale minaccia". Al momento non si registra nessuna replica da parte dell'intelligence pachistana.

Per Syed Saleem Shahzad si erano mobilitate anche altre organizzazioni internazionali, come l'International Federation of Journalists, Reporter Senza Frontiere e la Safma (South Asian Free Media Association). Tanti anche gli appelli, come quello lanciato ieri, appresa la notizia, dal direttore e presidente del Gruppo Adnkronos, Giuseppe Marra che, per far luce sulla vicenda si era rivolto al Ministero degli Esteri italiano. La Farnesina a sua volta si era subito mobilitata e l'ambasciata d'Italia in Pakistan si era attivata presso le autorità di Islamabad.
(31 maggio 2011)

la Repubblica (http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/31/news/pakistan_ucciso_giornalista_aki-17023232/?ref=HREC1-4)

Amanda
06-06-2011, 17:20
http://qn.quotidiano.net/esteri/2011/06/06/519152-qaeda_creato_squadra_speciale.shtml


Al Qaeda ha creato una squadra speciale per vendicare Osama bin Laden

Amanda
13-06-2011, 18:56
http://sfrenzychannel.blogspot.com/2011/06/il-cacciatore-bill-warren-alla-ricerca.html

Il cacciatore Bill Warren alla ricerca del corpo di Bin Laden






Scandaglierà i fondali: non crede ad Obama

Amanda
15-06-2011, 06:11
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo1012580.shtml

I servizi segreti militari del Pakistan (Isi) hanno arrestato 5 informatori pachistani della Cia che avevano collaborato nei mesi precedenti al raid in cui è stato ucciso Osama Bin Laden. Lo riferisce il New York Times. Fra gli arrestati figura un maggiore dell'esercito pachistano che aveva copiato la targa delle auto che si recavano nel complesso di Abbottabad. Gli arresti sono l'ultimo segnale delle deteriorate relazioni fra Washington e Islamabad.

Roderigo
19-06-2011, 09:20
Uccidere Bin Laden è stata solo una vendetta

Bush ha fatto catturare molti sospettati, rinchiudendoli a Guantanamo e in altri campi, con conseguenze ormai note. Obama i sospettati li fa uccidere (con i “danni collaterali” del caso).

di NOAM CHOMSKY

L’attacco statunitense del 1 maggio al comprensorio dove viveva Osama bin Laden, in Pakistan, ha violato molte norme del diritto internazionale, a cominciare dall’invasione del territorio di uno stato sovrano. Inoltre sembra che non sia stato fatto alcun tentativo di arrestare la vittima.

Dopo l’uccisione, il presidente statunitense Barack Obama ha detto: “Giustizia è fatta”. Ma molti non sono stati d’accordo, persino tra i più stretti alleati. Il giurista britannico Geoffrey Robertson, che era favorevole all’operazione, ha definito “un’assurdità” la frase di Obama, aggiungendo che un ex docente di diritto costituzionale come il presidente dovrebbe saperlo. Robertson ha inoltre fatto notare che il diritto pachistano e quello internazionale impongono che si apra un’indagine “ogni volta che un’azione del governo o della polizia causa una morte violenta”. Ma Obama ha preferito “una frettolosa ‘sepoltura in mare’ che non è stata preceduta, come prescrive la legge, da un’autopsia”.

In un’inchiesta pubblicata dall’Atlantic (http://www.theatlantic.com/politics/archive/2011/05/the-goal-was-never-to-capture-bin-laden/238330/) e firmata da Yochi Dreazen, esperto di questioni militari e veterano dei corrispondenti dal Medio Oriente, insieme ad alcuni suoi colleghi, si arriva alla conclusione che l’uccisione del capo di Al Qaeda è stata un assassinio pianificato. Un “alto funzionario statunitense” viene citato come fonte. “Per molti al Pentagono e alla Cia che hanno passato quasi dieci anni a dare la caccia a Bin Laden, ucciderlo è stata una vendetta necessaria e giustificata”. Per di più, “catturare Bin Laden vivo avrebbe causato al governo una serie di spinosi problemi giuridici e politici”.
Gli autori dell’articolo citano il commento dell’ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt, secondo cui “il raid americano ‘ha chiaramente costituito una violazione del diritto internazionale’ e Bin Laden avrebbe dovuto essere arrestato e processato”.

Per giunta gli autori fanno notare che l’assassinio è “la più chiara illustrazione che si sia avuta finora” di una distinzione cruciale tra la politica antiterrorismo di George W. Bush e quella di Obama. Bush ha fatto catturare molti sospettati, rinchiudendoli a Guantanamo e in altri campi, con conseguenze ormai note. Obama i sospettati li fa uccidere (con i “danni collaterali” del caso).

Quest’omicidio ha radici lontane. Subito dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, il desiderio di vendetta degli americani ha preso il sopravvento sulle questioni di diritto o di sicurezza. Nel suo libro The far enemy, Fawaz Gerges, docente universitario e specialista di movimenti jihadisti, scrive che “la risposta degli jihadisti all’11 settembre è un esplicito rifiuto di Al Qaeda e un’opposizione totale all’internazionalizzazione dello jihad”. Sono stati invece i vari interventi degli Stati Uniti – in particolare l’invasione dell’Iraq – a dare nuova vita ad Al Qaeda.

Quali saranno le conseguenze dell’uccisione di Bin Laden? Probabilmente per il mondo arabo significherà poco: Bin Laden era defilato da tempo, ed era stato eclissato dalla primavera araba. Ma le conseguenze più immediate e significative si avranno probabilmente in Pakistan. Si discute molto della rabbia di Washington verso il Pakistan per non aver consegnato il capo di Al Qaeda. Si parla meno della collera dei pachistani nei confronti di Washington, che ha invaso il loro territorio per commettere un omicidio politico. Il Pakistan è il paese più pericoloso della terra ed è anche una potenza nucleare. Questa vendetta in territorio pachistano non ha fatto che alimentare i già forti sentimenti antiamericani.

Nel suo nuovo libro Pakistan: a hard country, Anatol Lieven scrive che “se mai gli Stati Uniti spingessero i militari pachistani a credere che l’onore e il patriottismo gli impongono di combattere l’America, molti di loro sarebbero felici di farlo”. E se il Pakistan cadesse, “un risultato assolutamente inevitabile sarebbe l’arrivo di un gran numero di ex militari ben addestrati – compresi esperti di esplosivi e genieri – nelle formazioni estremistiche”.

La minaccia principale è rappresentata dall’eventualità agghiacciante che il materiale atomico finisca in mano agli jihadisti. I militari pachistani sono già stati spinti al limite della sopportazione dagli attacchi statunitensi alla sovranità del loro paese. Colpa anche degli attacchi con i droni, gli aerei senza pilota: subito dopo l’uccisione di Bin Laden, Obama li ha intensificati, ed è stato come mettere sale sulle ferite. Inoltre i militari di Islamabad devono collaborare alla guerra degli Stati Uniti contro i taliban afgani, che la grande maggioranza dei pachistani considera combattenti legittimi contro un esercito invasore.

L’uccisione di Bin Laden poteva avere conseguenze disastrose, soprattutto se il commando fosse stato costretto a scappare dal Pakistan combattendo.

Forse, come conclude Robertson, l’assassinio di Bin Laden è stata davvero “una vendetta”. In ogni caso, l’operazione non è stata decisa per motivi di sicurezza.


Traduzione di Marina Astrologo.

Internazionale, numero 901 (http://www.internazionale.it/sommario/901/), 10 giugno 2011

taccaromiceto
19-06-2011, 18:47
Internazionale, numero 901 (http://www.internazionale.it/sommario/901/), 10 giugno 2011

vA Bene anche come vendetta,che è un piatto che va consumato freddo.

Comunque secondo me il Pakistan già sapeva,non può dirlo apertamente per il forte senso di antiamericanismo che cova tra le ceneri pakistane.
Si rischierebbe la guerra civile,tanto vale far finta di lamentarsi e lasciare che l'america continui a fare tutti i raid che desidera

daitan
08-08-2011, 13:40
leggo su un'articolo che tra i soldati morti nell'incidente di elicottero in afghanistan ci sarebbero i seal che hanno effettuato il blitz per uccidere bin laden....
se la notizia si rivelasse vera sarebbe una ben strana coincidenza... o più probabilmente nessuna coincidenza ma un'altro indizio delle balle che ci raccontano....


I SEALS ABBATTUTI NON POTRANNO PIÙ PARLARE (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8749)

DI JULIUS SEQUERRA
Beforeitnews.com

Trentuno soldati statunitensi sono rimasti uccisi quando l’elicottero, un Boeing Chinook, su cui stavano volando è precipitato in Afghanistan.

Dei trentuno deceduti, venti erano membri del SEAL Team 6.

Ero già stato precedentemente informato (da un colonnello in pensione dell’intelligence dell’esercito) che si tratta delle stesse persone che si ritiene abbiano ucciso di recente Osama bin Laden a Abbottabad. [NB: il Seal Team 6 è un gruppo ultra-scelto di agenti “in nero” che è al di fuori del protocollo militare, che partecipa a operazioni che hanno il più alto livello di segretezza e che spesso oltrepassano i limiti delle leggi internazionali.]

La storia ufficiale narra che i talebani hanno abbattuto l’elicottero. Ho i miei dubbi (come hanno molti altri che hanno più senno di voi, davvero).

[Ricordatevi di Pat Tillman, la stella del football che sciolse un contratto ricchissimo e andò volontario in Afghanistan sulla scia dell’impeto patriottico post-11 settembre? La storia ufficiale è che Tillman stia stato ucciso dal fuoco amico. Secondo le informazioni provenienti da molti soldati statunitensi (alcuni li conosco personalmente), Pat Tillman è stato assassinato dal suo governo. Si dice che Tillman, il perfetto simbolo per il reclutamento militare, si stava risvegliando dalle bugie dell’11 settembre e aveva iniziato a parlare un po’ troppo. Le parole hanno risalito velocemente la catena di comando. È stato ucciso da tre proiettili alla testa sparati da distanza ravvicinata. Davvero un fuoco amico.]

“Nessuno viene mai ingannato. Ci si inganna da sé.” - Goethe

[...]


L’ULTIMA “morte” di bin Laden

Quello che è stato riferito al mondo intero sulla recente “Morte di Osama bin Laden” è meschino e risibilmente assurdo (specialmente sul fatto che non siano state eseguite perizie medico-legali, e che il corpo sia stato velocemente scaricato in mare. L’ultima foto truccata è l’argomento decisivo).

La verità è che bin Laden è morto da un bel po’ di tempo.

Il rebus di Abbottabad era una complessa psyop per fornire un po’ di serenità al pubblico statunitense per poter scatenare la propaganda dei media, rimanendo sempre, senza contraddittorio, all’interno della più grande, terribile e più costosa truffa di tutti i tempi: l’11 settembre e la "Guerra al Terrore".

E ora ogni singolo membro del SEAL Team 6 che ha partecipato all’operazione psicologica “dell’assassinio” è morto.

Per puro caso, mi venne da ridere quando lessi un titolo particolarmente divertente sull’ultima morte di Osama, nella rivista US Business Insider: “Ecco a voi il 'Seal Team 6', i prepotenti che hanno ucciso Osama Bin Laden”.

Bene, adesso tutti questi poveri “prepotenti” sono morti.

E i morti non parlano.

red sky
08-08-2011, 14:39
se la notizia si rivelasse vera sarebbe una ben strana coincidenza... o più probabilmente nessuna coincidenza ma un'altro indizio delle balle che ci raccontano....


.......i seals caduti in una trappola?


8 agosto 2011
L’elicottero abbattuto sabato che trasportava molti degli uomini che hanno ucciso Bin Laden inseguiva una pista falsa


Sarebbero caduti vittime di una trappola i 37 soldati, di cui 30 Usa, morti nello schianto di un elicottero Chinook abbattuto sabato nella provincia afgana di Wardak. Lo sostengono fonti governative afgane, secondo le quali gli insorti avrebbero dato informazioni false alle forze speciali Usa per poi colpirli.

IL LEADER TALEBANO - “E’ confermato che l’elicottero è caduto in una trappola tesa da un capo locale dei talebani, Qari Tahir”, ha fatto sapere una fonte governativa afgana, che ha preferito mantenere l’anonimato. “(Il leader talebano) ha dato false informazioni agli statunitensi, dicendogli che c’era una riunione di insorti in un gruppo di case. Sapeva quale itinerario avrebbe seguito l’elicottero, e ha preso la posizione con i suoi uomini piazzati nella vallata”, ha aggiunto. Sempre secondo la fonte, l’elicottero stava trasportando rinforzi alle truppe Usa incaricate di assaltare il gruppo di case sospetto.



L’AGGUATO – L’agguato, che oltre ai 30 soldati Usa delle forze speciali Navi Seals e ai 7 soldati afgani ha provocato la morte di un interprete afgano, è il più grave incidente dall’inizio delle operazioni militari internazionali in Afghanistan nel 2001. Ieri, intanto, 4 militari italiani sono rimasti feriti nello scoppio di una bomba nella provincia di Farah, mentre due soldati francesi sono stati uccisi e cinque feriti nella zona orientale del Paese. (tmnews)

resta da capire perchè gli afgani dovevano tendere un agguato proprio ai seals che hanno catturato bin laden:confused:
In questo modo non esiste nessun altro testimone della strana cattura di bin laden


fonte (http://www.giornalettismo.com/archives/137361/afghanistan-i-navy-seals-caduti-in-una-trappola/)


Stando al network televisivo ‘Abc’, 25 delle vittime sarebbero appartenute ai Navy Seals, gli incursori di Marina, uno dei migliori corpi scelti degli Stati Uniti. Il Pentagono non ha comunque rilasciato alcun commento sull’accaduto, e il il Presidente americano Barack Obama ha reso omaggio oggi allo
"straordinario sacrificio" dei 30 soldati americani e dei sette loro colleghi afgani.


La presidenza afgana, dal canto suo, ha espresso le condoglianze per le 30 vittime americane: "Il presidente della repubblica islamica d'Afghanistan, Hamid Karzai, rivolge le sue condoglianze dopo l'incidente dell'elicottero della Nato e la morte di 30 membri delle forze speciali americane", si legge nel comunicato della presidenza.

http://qn.quotidiano.net/esteri/2011/08/06/557907-afghanistan_abbattuto_elicottero_isaf.shtml

red sky
10-08-2011, 15:42
10/08/2011
Usa, nessun giornalista per il rientro delle salme dei 30 militari morti in Afghanistan

Il presidente Obama ha assistito alla cerimonia. Nel 2009 aveva sollevato il divieto alla copertura mediatica dei rimpatri dei cadaveri
Il presidente statunitense Obama ha presenziato al rientro delle salme dei 30 soldati statunitensi, morti sabato scorso nell'elicottero abbattuto dai talebani in Afghanistan.
La cerimonia del loro arrivo alla base dell'aeronautica a Dover, in Delaware, è stata chiusa alla stampa.
La decisione ha sollevato molte polemiche e sospetti sulle circostanze ella loro morte.

Nel 2009 l'amministrazione Obama aveva eliminato il divieto di copertura mediatica del ritorno delle salme dei militari morti in azioni all'estero, in vigore da 18 anni.

Il colonnello David Lapan aveva precedentemente dichiarato che "non si tratta di un cambiamento di politica", ma che questa volta i resti dei militari "non sono stati identificati e i loro familiari non sono in grado di dare il loro assenso".


http://it.peacereporter.net/articolo/29908/Usa%2C+nessun+giornalista+per+il+rientro+delle+salme+dei+30+militari+morti+in+Afghanistan

coincidenza, proprio oggi sono stati uccisi i talebani responsabili dell'attacco all'elicottero, i nomi, come quelli dei militari morti, non li sapremo mai...

NELL'ATTACCO DI SABATO ERANO MORTI TRENTA MILITARI AMERICANI
Elicottero Nato abbattuto inAfghanistan,
uccisi i talebani responsabili
L'annuncio dell'Isaf: «Presi in un'operazione militare»



MILANO - Uccisi i talebani responsabili dell'abbattimento, sabato, di un elicottero della Nato in Afghanistan, in cui sono morti 30 militari americani e sette afghani (compreso l'autore dell'attacco). Lo ha reso noto l'Isaf, la coalizione internazionale sotto comando Nato. Il gruppo dei talebani è stato colpito durante una operazione militare.


http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_10/isaf-uccisi-talebani-attacco-chinook_be2d20d0-c355-11e0-989a-eed57ce4aa2c.shtml


la controrisposta non si è fatta attendere:


ISLAMABAD - Un attacco dei guerriglieri talibani, ha distrutto un'autocisterna destinata al trasporto di carburante per le truppe della Nato impegnate in Afghanistan a Sargodha nella provincia di Punjab in Pakistan. Gli attacchi alle colonne militari della Nato sono frequenti e a nulla sembra siano valse le “gabelle” pagate dagli Usa agli insorti per non attaccare i mezzi. I convogli militari sono una necessità per portare rifornimenti alle truppe in Afghanistan perché il paese non a alcun sbocco a mare e quindi gli Usa sono costretti a far giungere i rifornimenti in Pakistan per poi trasferirli in Afghanistan lungo sentieri tortuosi che ben si addicono alle imboscate dei guerriglieri.

http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/95356-pakistan-distrutta-autocisterna-nato

daitan
10-08-2011, 20:41
sì, ho letto... lo stavo per postare anchio...
quindi, nei giorni scorsi hanno smentito che ci fossero quei seals nell'elicottero, oggi invece confermano....


a me sembrano tanto i soliti metodi da servizi segreti... prima ti utilizzo per operazioni coperte e poi ti elimino così nn potrai mai raccontarlo...

se già prima l'uccisione di bin laden sembrava una fiction, ora ne ho la conferma

e mi dispiace per sti afghani qui che ci sono andati di mezzo... avranno fatto come al loro solito, ammazzate un pò di persone a caso e spacciate come pericolosi terroristi talebani!


Afghanistan, vendetta Nato contro talebani
"Uccisi i responsabili dell'elicottero abbattuto"Un attacco dell'Isaf ha colpito i guerriglieri reponsabili dell'uccisione di 38 uomini nella provincia di Maidan Wardak. Molti di loro erano nella task force che uccise Osama Bin Laden. Ieri il ritorno delle salme in patria: Obama ha accolto i feretri. Non lo faceva dal 2009

http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/10/news/talebani_uccisi-20291042/?ref=HREC1-5

red sky
10-08-2011, 21:18
più che metodi dei servizi segreti sono i soliti metodi che da tempo vengono usati ... poi il tutto si copre come tragica fatalità.


Droni Usa in Pakistan. 443 morti in sette mesi
Nella notte ultimo raid, 21 vittime nel Waziristan.


Nei primi sette mesi del 2011 i velivoli senza pilota (droni) statunitensi hanno realizzato 51 missioni nelle zone tribali del Pakistan nord-occidentale, uccidendo oltre 443 persone. Lo ha riferito il Centro per il monitoraggio dei conflitti (Cmc). Il rapporto, diffuso prima che un drone operato dalla Cia la notte tra il 9 e il 10 agosto colpisse obiettivi nel Waziristan settentrionale causando 21 morti, precisa che il mese più cruento è stato giugno, con 12 attacchi e 117 morti. Per quanto riguarda luglio, gli attacchi sono stati soltanto sei, con 73 persone decedute. Ma i giorni 11 e 12 luglio hanno visto la realizzazione di ben quattro attacchi con un bilancio di 63 vittime.
IL WAZIRISTAN NEL MIRINO USA. Secondo il Cmc, l'andamento di luglio lascia capire che la Cia è tornata a colpire prevalentemente il Waziristan settentrionale (cinque raid su sei), dopo essersi concentrata precedentemente su quello meridionale. E' infatti da questa regione che parte la maggior parte delle operazioni dei talebani contro le truppe afghane e internazionali in Afghanistan.
Mercoledì, 10 Agosto 2011

http://www.lettera43.it/attualita/23031/droni-usa-in-pakistan-443-morti-in-sette-mesi.htm


se già prima l'uccisione di bin laden sembrava una fiction, ora ne ho la conferma
a me da l'impressione che anche questa sia una fiction in modo che la colpa ricada sui talebani ma in effetti per levarsi d'intorno quei navy seals di quella strana cattura di bin laden, in modo che spariscano i testimoni.



e mi dispiace per sti afghani qui che ci sono andati di mezzo... avranno fatto come al loro solito, ammazzate un pò di persone a caso e spacciate come pericolosi terroristi talebani!
senza contare la maggior parte dei droni colpisce civili tanto che karzai ha reclamato parecchie volte e la popolazione sta protestando.
Dicono che l'elicottero dei seals è stato colpito da armi di fabbricazione cinese (ovviamente illecitamente contrabbandate dall'........iran, ma anche dai servizi segreti....pakistani).
Insomma stanno mettendo in atto una ulteriore fiction nella fiction con il tributo di 443 persone(finora)...... quelle si che sono vere.


fonte: http://it.peacereporter.net/articolo/29878/Afghanistan%2C+gi%26ugrave%3B+elicottero+Usa.+Missili+cinesi%3F%0D%0A%26nbsp%3B

taccaromiceto
17-08-2011, 17:30
Sfugge come mai non hanno pensato di uccidere TUTTI i navy seals coinvolti.

Ma ragionare con i fatti invece che con i libri di dawn brown è troppo difficile.

E' difficilissimo per la mente di alcuni,capre che i navy seals sono molto esposti agli incidenti ed agli agguati,trovandosi in prima linea.

Ma purtroppo,i film di Rambo e le cospirazioni hanno avuto uno strano effetto.

daitan
17-08-2011, 17:45
Sfugge come mai non hanno pensato di uccidere TUTTI i navy seals coinvolti.

Ma ragionare con i fatti invece che con i libri di dawn brown è troppo difficile.

E' difficilissimo per la mente di alcuni,capre che i navy seals sono molto esposti agli incidenti ed agli agguati,trovandosi in prima linea.

Ma purtroppo,i film di Rambo e le cospirazioni hanno avuto uno strano effetto.


certo, più facile credere che dopo aver ammazzato il nemico numero 1 degli USA questi pensino di gettare subito il corpo in mare senza farlo vedere a nessuno e poi dicano che il suo covo era pieno di film porno!
a che scrittore si saranno ispirati?

Amanda
20-08-2011, 17:49
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/08/20/visualizza_new.html_753721610.html

20 agosto 2011


Iraq: al Qaida annuncia 100 attentati



(ANSA) - BAGHDAD, 20 AGO - La sezione irachena di al Qaida ha annunciato di aver lanciato, a partire dalla meta' di agosto, una campagna di 100 attentati attraverso il paese per vendicare la morte di Osama bin Laden e di altri responsabili della rete terroristica. Lo afferma un comunicato postato sul web secondo il quale la campagna comprende ''raid, operazioni di martirio, bombe sulle strade, attacchi con pistole con il silenziatore e attuati da tiratori, in tutte le citta', provincie e zone rurali'' dell'Iraq.

daitan
03-01-2012, 12:46
qualche giorno fa c'è stata una sparatoria con 4 morti nella città dove i navy seal fanno le vacanze
le prime notizie uscite dicevano che probabilmente tra i morti c'erano appartenenti al team 6 (quello che ha compiuto l'operazione ad abbotabad)
ora quei riferimenti alle vittime sono spariti da tutti gli articoli


di seguito la notizia sul los angeles times:

Four people killed in Coronado shooting (http://latimesblogs.latimes.com/lanow/2012/01/four-dead-coronado-shooting-san-diego.html)
January 1, 2012 | 2:47 pm


Four people are dead after an early morning shooting in Coronado, possibly from a murder-suicide, according to the San Diego County Sheriff's Department.

"Although it is early in the investigation, we do not believe there are any outstanding suspects," said Sheriff's Department Lt. Larry Nesbit.

Two of the victims appear to be military personnel, according to the Naval Criminal Investigative Service, which is assisting in the investigation.

Coronado police responded to a call about shots fired around 2:30 a.m. Sunday in an apartment. The Sheriff's Department SWAT squad arrived later and found one body in the doorway, Nesbit said.

A robotic device was used to search the apartment, where three more bodies were found, Nesbit said. The victims include three men and a woman, he said.

daitan
07-01-2012, 11:56
sul secoloxix cartaceo ho letto un'articolo che riporta la notizia di uno dei navy seals del team 6 si è sparato ieri per errore ed ora è in coma all'ospedale
nell'articolo si ripercorrono gli incidenti accaduti al team 6, tra cui quello dell'elicottero abbattuto, confermando che almeno in quel caso una parte delle vittime faceva parte del team che ha eseguito l'assalto ad abbotabad
sulla sparatoria di qualche giorno fa non ci sono certezze sull'identità delle vittime

il giornale ipotizza una "maledizione" che ha colpito il team... mah...

non ho trovato la notizia nella versione online ma ho fatto un'istantanea della versione cartacea che ti permettono di leggere per una ventina di secondi
purtroppo non ho ingrandito l'immagine ed è poco leggibile
chi volesse leggere l'originale può cliccare su "leggi l'edicola digitale" nella colonna di sinistra di www.ilsecoloxix.it, la pagina mi pare fosse la 4 o la 5, conviene ingrandire e poi scattare un'istantanea per leggerlo con la calma


(volevo mettere l'istantanea che ho fatto ma devo ancora capire come si fa... :confused: )

Amanda
07-01-2012, 12:40
dovrebbe riferirsi a questo
http://www.libreidee.org/2011/08/addio-testimoni-morti-i-navy-seals-che-uccisero-bin-laden/

Addio testimoni: morti i Navy Seals che “uccisero” Bin Laden

09/8/11




Attenti: i mitici Navy Seals, gli incursioni della marina americana protagonisti della spettacolare “uccisione” di Osama Bin Laden saranno eliminati nel corso di un tragico ma «provvidenziale incidente militare». La “profezia” era stata annunciata dal sito “Infowars” subito dopo la clamorosa operazione che le forze Usa avrebbero condotto ad Abbottabad, in Pakistan, dove il 2 maggio 2011 avrebbero localizzato, catturato e ucciso Bin Laden, facendone poi sparire il corpo senza neppure diffonderne una fotografia. Per arrivare all’incidente, “provvidenziale” o meno, sono bastati tre mesi: il 7 agosto è caduto in Afghanistan un elicottero “Chinook” con a bordo una trentina di uomini, 17 dei quali appartenenti all’unità speciale reduce dal “blitz” di Abbottabad. Una “vendetta dei talebani” o il seppellimento definitivo di una colossale menzogna?

«L’eliminazione di 30 uomini delle forze speciali degli Stati Uniti nello schianto di un elicottero “Chinook” in Afghanistan – scrive Finian Cunningham, corrispondente irlandese del “Global Research Institute”, l’osservatorio mondiale sulla globalizzazione diretto dall’accademico canadese Michel Chossudovsky – arriva in un periodo in cui la versione ufficiale di Washington sul modo in cui è stata eseguita l’uccisione di Osama Bin Laden stava crollando sotto i colpi dell’incredulità. Tra i 38 morti nel disastro dell’elicottero –.......

taccaromiceto
07-01-2012, 13:17
Chi l'avrebbe mai detto che su migliaia di morti americani nel conflitto,ben 17 uomini Sempre in prima linea sarebbero morti.

Gli states hanno avuto o hanno in consegna ancora una delle mogli,se non muore lei,non ci può essere cospirazione che tenga.

daitan
07-01-2012, 13:48
stando sempre al los angeles times il numero dei membri della squadra che ha compiuto l'assalto ad abbotabad è stato di 24:

[...]

When the 24 SEALs arrived by helicopter to the sprawling million-dollar compound in Abbottabad

[...]

link: http://abcnews.go.com/Politics/navy-seals-return-united-states-killing-osama-bin/story?id=13525344&page=2#.Twg74krIf2c


il numero delle vittime dell'abbattimento dell'elicottero appartenenti al team 6 è 22 prima viene scritto che nessuno apparteneva alla squadra che ha partecipato all'assalto ma dopo qualche riga si dice il contrario
ecco gli estratti:

[...]

No member of the Bin Laden raid team was among the dead, said a Pentagon official briefed on the casualties who was not authorized to speak publicly while families still were being notified. But he said 22 of the 30 were Navy SEALs, and a significant number were members of SEAL Team 6, the unit that conducted the Bin Laden raid and is made up of just a few hundred of some of the best-trained fighters in the U.S. military.

[...]

link: http://articles.latimes.com/2011/aug/06/world/la-fg-afghanistan-chopper-20110807

daitan
07-01-2012, 13:52
Gli states hanno avuto o hanno in consegna ancora una delle mogli,se non muore lei,non ci può essere cospirazione che tenga.


?

bah... nn mi sembra una valida discriminante
cospirazione ci può essere stata o non stata sia che la moglie muoia, sia che sia viva, sia che sia viva ma nessuno ci può entrare in contatto, sia che rilasci interviste che confermino i racconti del pentagono

daitan
07-01-2012, 14:02
su wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/2011_Chinook_shootdown_in_Afghanistan) riportano notizie contrastanti
ribadiscono che nessuna delle vittime faceva parte della squadra che ha fatto l'assalto a bin laden ma prima scrivono che sono morti 22 del team 6:

[...]

The deaths included:[13]

22 U.S. Navy SOF personnel 20 of whom were from the Naval Special Warfare Development Group's (formerly known as SEAL Team Six) Gold Squadron

[...]


poco più sotto scrivono che le vittime del tam 6 sono state 15:

[...]

Fifteen of the Navy SEALs killed were members of the Naval Special Warfare Development Group (DEVGRU), an elite unit of commandos formerly known as SEAL Team Six.This unit is best known for having carried out the operation that killed Osama Bin Laden; however, none of those killed had participated in the Bin Laden operation, which was conducted by members of DEVGRU's Red Squadron.

[...]


insomma, per quanto venga scritto che a compiere l'assalto sia stato lo squadrone rosse del team six e le 22 vittime appartenevano invece allo squadrone ora, i conti sulle vittime e la loro appartenenza non tornano
forse è un problema dovuto alla mia non ottimale conoscenza dell'ingelse... qualcunoche lo capisce meglio me lo potrebbe spiegare

taccaromiceto
07-01-2012, 14:23
Su Wikipedia ci possiamo scrivere cose io e te

daitan
07-01-2012, 14:29
Su Wikipedia ci possiamo scrivere cose io e te

certo, ma non possiamo inventarci le fonti
se tu fossi andato a dare un'occhiata avresti visto che ad accreditare 22 vittime dei navy seals è usa today, ad accreditare quella di 15 sono il daily telegraph e il new york times

e come chiunque può scrivere su wikipedia, chiunque può anche correggere ciò che viene scritto, possibilmente citando le fonti

poi sta a chi legge valuatrne criticamente l'attendibilità controllando le fonti, o prendere atto che le fonti non sono citate e che quindi l'attendibilità è pressochè nulla

taccaromiceto
07-01-2012, 14:34
Intendevo dire che serve a poco quando le voci sono contrastanti.
Niente di più.

Amanda
07-01-2012, 15:59
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/finestrasullamerica/grubrica.asp?ID_blog=43&ID_articolo=2305&ID_sezione=58


“Obama spiffera a Hollywood i segreti della fine di Bin Laden”



Ciò che viene addebitato agli anonimi «alti funzionari della Difesa» è di aver consentito a Bigelow e Boal di venire a conoscenza dell’identità di un imprecisato numero di Navy Seals, riuscendo in almeno un paio di occasioni a incontrare i protagonisti del blitz di Abbottabad, la cui identità invece dovrebbe rimanere segreta.



http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/01/06/visualizza_new.html_41339667.html


Bin Laden:s'indaga per fuga notizie film


(ANSA) - NEW YORK, 6 GEN - Il Pentagono ha deciso di avviare un'indagine per verificare le accuse secondo cui la Casa Bianca avrebbe fatto filtrare a Hollywood informazioni 'Top Secret' sulla morte di Osama bin Laden nel raid dei Navy Seal del primo maggio in Pakistan. Lo ha reso noto il presidente della commissione parlamentare sulla sicurezza interna, il repubblicano Peter King, che gia' ad agosto aveva sollevato ufficialmente una domanda in tal senso al Pentagono e alla Cia.


http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/indagine-sul-film-su-bin-laden-fuga-di-1072071/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blitzquotidiano+%28Blitzquotidiano%29

Chi ha informato la Bigelow sull’operazione Abbottabad?

Il presidente della commissione per la Sicurezza interna alla Camera dei Rappresentanti, il repubblicano Peter King, ha spiegato che la Bigelow e il suo sceneggiatore, Mark Boal, hanno incontrato degli alti responsabili della Difesa. E’ stato violato il segreto di Stato?