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Visualizza Versione Completa : «Faccetta nera» a scuola



Roderigo
22-04-2011, 13:52
Il prof fa cantare «Faccetta nera»
in classe, polemica nel Vicentino


Pove del Grappa, i genitori protestano col preside: «I ragazzi hanno portato a casa lo spartito». L'insegnante di musica: è una canzone che racconta un'epoca
Lo spartito originale di «Faccetta nera» del 1935


http://corrieredelveneto.corriere.it/Media/foto/2011/04/22/faccettanera2--190x130.jpgVENEZIA - Nel mezzo delle polemiche sulla scuola che indottrina i ragazzi arriva dal Veneto un caso che aggiunge benzina sul fuoco: «Faccetta Nera» cantata a scuola, in una media del Vicentino, per iniziativa del professore di musica. La canzone simbolo della presenza «civilizzatrice» dell'Italia fascista in Abissinia, è stata proposta agli alunni della media di Pove del Grappa (Vicenza) nel corso di un programma multidisciplinare che prevede lo studio sul fascismo e la musica del Ventennio. Peccato che quando hanno sentito i figli provare a casa sullo spartito «Faccetta Nera», ma anche «Giovinezza» - come riferisce Il Mattino di Padova - alcuni genitori siano rimasti di stucco. Ora sono intenzionati a chiedere spiegazioni alla scuola, perché loro - spiegano - delle canzoncine del ventennio fascista nel programma non sapevano nulla. Si difende il professore di musica, Nicola Meneghini. Quelle canzoni, come anche Va' Pensiero e la Leggenda del Piave studiate per il periodo della prima Guerra Mondiale, rientrano «in un ciclo di lezioni che hanno cercato di contestualizzare i periodi storici anche con la musica». «Conoscere non significa nè abbracciare nè sposare una causa - chiarisce la preside della scuola, Luisa Caterina Chenet - La cosa è stata contestualizzata. Non c’è alcun indottrinamento. La nostra è una scuola seria. Forse è stata una scelta culturale un po' ingenua, ma l’insegnante non voleva certo sostenere alcuna posizione politica». Il docente di musica, però, già rilancia: per lo studio della seconda Guerra Mondiale i ragazzini troveranno sui banchi anche lo spartito di Lili Marlene». (Ansa)


22 aprile 2011
http://corrieredelveneto.corriere.it/ (http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/22-aprile-2011/prof-fa-cantare-faccetta-nera-classe-polemica-vicentino-190490765737.shtml)

ugodin
22-04-2011, 14:39
CANTANO FACCETTA NERA ALLA SCUOLA MEDIA, PROTESTE NEL VICENTINO =
(AGI) - Vicenza, 22 apr. - In una scuola media di Pove del
Grappa, cittadina del Vicentino, il professore di musica ha
insegnato ai ragazzi a cantare "Faccetta Nera" e "Giovinezza",
canzoni simbolo del fascismo. Immediata la polemica con prese
di posizione piuttosto dure contro questa scelta, ma c'e' anche
chi difende il professore. Tutto avviene in un luogo che fa
parte di un territorio che all'antifascismo ha dato tanto, come
la vicinissima Bassano del Grappa, decorata con medaglia d'oro
al Valor Militare.
Della singolare lezione di musica si sono accorti i parenti
degli studenti che hanno mostrato a casa spartiti e parole
delle canzoni fasciste creando sconcerto e proteste. "Se ne
doveva parlare con noi genitori", e' stato detto.
Il professore sotto i riflettori si chiama Vittorio
Meneghini che si e' giustificato subito: "C'e' un ciclo di
lezioni - ha spiegato - che vengono accompagnate anche da
musiche d'epoca. Per il Risorgimento avevamo eseguito Va'
Pensiero, per la Prima Guerra Mondiale la Leggenda del Piave,
ora toccava al fascismo e avevamo scelto Faccetta Nera e
Giovinezza". Quando tocchera' la Seconda Guerra Mondiale, ha
aggiunto il professore, studieremo Lili' Marlene, canzone
simbolo dell'esercito tedesco. A difendere il professore oggi
scende in campo il segretario nazionale Udc Antonio De Poli:
"Mi limito a dire che conoscere ed eseguire una canzone non
vuol dire sostenere alcuna posizione politica. Invito,
pertanto, a non fare polemiche a tutti i costi". (AGI)
Crc
221536 APR 11

Bondourant
22-04-2011, 15:01
è una canzone che racconta un'epoca

si l'epoca di quell'assassino bastardo di badoglio che usò i gas per
sterminare gli abissini.

ugodin
22-04-2011, 15:10
esatto. nota bene, bond, che in veneto l'assessore all'istruzione, elena donazzan, è una di quelle che contesta il 25 aprile e il ricordo della Resistenza.
per questo, per me, il fatto è ancora più grave.

ugodin
27-04-2011, 12:06
e questo è il simpatico ambiente vicentino, con la simpatica assessora elena donazzan.
ovviamente è "solo una goliardata"

25 APRILE: POLEMICHE DOPO SALUTO ROMANO GIOVANI PDL VICENZA
FOTO CON BANDIERA RSI COME PROTESTA CONTRO SINDACO VARIATI
(ANSA) - VENEZIA, 27 APR - Presa di distanza nel movimento
giovanile del Pdl veneto per una foto in cui un gruppo di
appartenenti a 'Giovane Italia' si e' immortalato facendo il
saluto romano, reggendo il tricolore della Repubblica sociale di
Salo', come azione di protesta contro il sindaco di Vicenza,
Achille Variati.
Secondo il gruppetto, il primo cittadino non aveva preso in
considerazione la proposta avanzata dal presidente provinciale
berico di Giovane Italia, Alessandro Benigno, di variare nome al
Museo del Risorgimento della resistenza con Museo del
risorgimento e della Concordia Nazionale.
La foto - come riporta la stampa locale - e' stata scattata
il 25 aprile sul Bus della Spaluga, nel vicentino, dove giovani
del Pdl si erano portati, assieme all' assessore regionale Elena
Donazzan e altri esponenti locali del Pdl, per commemorare a
Lusiana le vittime della Repubblica sociale italiana. Mentre gli
esponenti del Pdl tenevano un breve comizio, un gruppo composto
da una ventina di giovani si e' allontanato, facendosi
fotografare con il saluto romano e l'immagine e' poi finita in
rete. Un gesto, a detta di Benigno, fatto come una''goliardata
mal interpretata''. (ANSA).

CS
27-APR-11 12:57 NNNN

Salvo
27-04-2011, 16:28
Scusate Badoglio o il Gen Graziani?

Annibale
27-04-2011, 16:38
Il docente di musica, però, già rilancia: per lo studio della seconda Guerra Mondiale i ragazzini troveranno sui banchi anche lo spartito di Lili Marlene».
Niente di male in Lili Marlene, brano apolitico cantato da un'antinazista e ascoltato dai soldati di entrambi i fronti.
Discorso diverso, si capisce, per Faccetta Nera.

Roderigo
14-05-2011, 15:41
Nell’istituto Marcelline di Lecce
le suore fanno cantare Faccetta nera a scuola


http://imageshack.us/m/4/8041/faccettanera.jpg



Ci sarà spazio anche per Faccetta nera nel saggio di fine anno degli alunni delle Marcelline di lecce. Il canto fascista degli anni ’30 è stato inserito nel programma sull’Unità d’Italia e ha subito suscitato forti proteste tra i genitori. “Il fascismo è argomento del programma no? E allora è naturale che qualcosa del concerto di fine anno lo riguardi" hanno spiegato le suore.

(http://www.giornalettismo.com/archives/125288/le-suore-fanno-cantare-faccetta-nera-a-scuola/)
Giornalettismo: Suore fanno cantare Faccetta nera (http://www.giornalettismo.com/archives/125288/le-suore-fanno-cantare-faccetta-nera-a-scuola/)
Quotidiano di Puglia: Bella ciao e Faccetta nera (http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=149192&sez=LECCE)


14 maggio 2011
http://istruzione.liquida.it/ (http://istruzione.liquida.it/focus/2011/05/14/nell-istituto-marcelline-di-lecce-le-suore-fanno-cantare-faccetta-nera-a-scuola/)

Amanda
26-05-2011, 16:19
http://www.giornalettismo.com/archives/126944/e-gli-industriali-cantano-faccetta-nera/

E gli industriali cantano “Faccetta nera”







26 maggio 2011
Nel video della presentazione dell’assemblea di Confindustria c’è anche la canzone fascista



Clamorosa gaffe.....

Edric
26-05-2011, 16:51
Scusate Badoglio o il Gen Graziani?

La prima parte tratta dei crimini di guerra (http://it.wikipedia.org/wiki/Crimini_di_guerra) commessi durante l'invasione italiana dell'Etiopia (http://it.wikipedia.org/wiki/Etiopia) e nel Regno di Jugoslavia (http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Jugoslavia). Enfasi vi viene posta sull'impiego dell'iprite (http://it.wikipedia.org/wiki/Iprite), o gas mostarda, da parte del Generale Pietro Badoglio (http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Badoglio), sui bombardamenti (http://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamento) di ospedali (http://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale) della Croce Rossa (http://it.wikipedia.org/wiki/Croce_Rossa) e sulle rappresaglie dopo un attentato contro l'allora Governatore (http://it.wikipedia.org/wiki/Governatore_%28burocrazia_moderna%29) italiano dell'Etiopia (http://it.wikipedia.org/wiki/Etiopia).

http://it.wikipedia.org/wiki/Fascist_Legacy

Edric
26-05-2011, 17:04
Aggiungerei questo. Mi sembra in tema.

La violenza contro le donne nelle colonie italiane

22 luglio 2010


http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/07/impero_coloniale-211x300.jpg (http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/07/impero_coloniale.jpg)


“Prospettive psicosociali di analisi”
Quello che segue è un puzzle incompleto di un lunghissimo articolo (http://www.unive.it/media/allegato/dep/n10-2009/Ricerche/Volpato.pdf) curato per DEP (http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=18891) (Deportate, Esuli e Profughe – Rivista telematica) da Chiara Volpato, ordinaria di psicologia sociale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, che verte sull”analisi psico-sociologica delle violenze di genere contro le donne nelle colonie italiane.
La curatrice chiude la prima parte dell’articolo con una domanda:
Perchè tanto silenzio?
Le ragioni individuate sono molteplici. Il ritardo dell’indagine storica sulle vicende coloniali di cui anche lo studio delle violenze di genere non può che non fare i conti. Tale ritardo è il frutto della creazione di un’identità collettiva imperniata sul mito auto-assolutorio di italiani brava-gente.
Questo mito, nato per emendare la sconfitta bellica e l’onta dell’alleanza con il nazismo, è ancora attuale se pensiamo che un documentario come Fascist Legancy (http://it.wikipedia.org/wiki/Fascist_Legacy)(L’eredità del fascismo), prodotto nel 1989 dalla BBC con l’apporto di storici italiani, in Italia non sia mai stato trasmesso.
La seconda ragione è legata alla scarsa attenzione a questa dimensione di indagine nelle ricerche che sono state fatte. Per quanto riguarda la storia delle vicende coloniali italiane, l’assenza di voci femminili è quasi assoluta. Le loro testimonianze non compaiono mai nei documenti ufficiali, dai quali sono per altro assenti – se non con poche eccezioni - anche le voci delle donne italiane<sup>.</sup>
Tale assenza si registra peraltro anche più recentemente nell’inchiesta voluta dal governo libico per definire l’entità dei danni sofferti durante l’occupazione italiana (Libyan Studies Center, 1989).
Non c’è quindi nulla da stupirsi se il silenzio sulle violenze nei confronti delle donne africane si inserisce nel più generale silenzio sulle violenze di genere, il cui occultamento si basa ancora oggi come allora su precise strategie: la negazione, l’eufemizzazione, la disumanizzazione, la colpevolizzazione, la psicologizzazione, la naturalizzazione, la distinzione.
Nell’Africa italiana aggressioni, stragi, tribunali speciali, pratiche di tortura e deportazioni di intere popolazioni e internamenti in campi di concentramento non risparmiarono nessuno. Le stime parlano di 100.000 morti nelle operazioni di conquista e riconquista della Libia tra il 1911 e il 1932 e in 400.000 morti in Etiopia ed Eritrea tra il 1887 e il 1941.


...


(http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=2552)
Continua (http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=2552)


Fonte: Guerre Contro (http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=2552)