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Roderigo
28-02-2011, 18:03
Afghanistan, ucciso il tenente Massimo Ranzani, altri 4 feriti

http://img222.imageshack.us/img222/462/tenente.jpg

Un ordigno improvvisato ha colpito un veicolo blindato Lince del quinto reggimento alpini nei pressi di Shindand, nell'ovest dell'Afghanistan. A bordo del veicolo c'era una pattuglia di rientro da un'operazione di assistenza medica alla popolazione locale. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso i suoi "Sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto e un affettuoso augurio ai militari feriti".

(http://www.corriere.it/esteri/11_febbraio_28/afghanistan-muore-militare-italiano_a29a1d16-431f-11e0-bd8e-86c2288d7465.shtml)
Corsera: Afghanistan: ucciso ufficiale italiano (http://www.corriere.it/esteri/11_febbraio_28/afghanistan-muore-militare-italiano_a29a1d16-431f-11e0-bd8e-86c2288d7465.shtml)
La Stampa: Afghanistan, ucciso un alpino (http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/390988/)
Reuters: Afghanistan, ucciso militare italiano (http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE71R06W20110228)

28 febbraio 2011
http://esteri.liquida.it/ (http://esteri.liquida.it/focus/2011/02/28/afghanistan-ucciso-militare-italiano-altri-4-feriti/)

Amanda
03-03-2011, 08:01
http://gaetanoalessi.blogspot.com/2011/03/e-le-chiamano-morti-bianche.html

Un altro ragazzo che muore. Muore facendo quello che per troppi è diventato un “lavoro”: il militare.
Per i ragazzi del sud ormai “la scelta di chi non ha scelta”.


Muori con una divisa addosso o con la tuta da operaio e vieni chiamato “morte bianca” in un paese che non piange più i suoi morti, si limita a commemorali poche ore, il tempo che una telecamera faccia diventare la “tragedia” notizia, merce da vendere al primo telegiornale. Poi solo il dolore sordo dei parenti, che con quel dramma dovranno imparare a convivere tutta la vita. Un paese che ha altro a cui pensare, che vive con la testa in mezzo alle sottane o con gli occhi rivolti da un'altra parte ma non si sa dove, un paese che non crea lavoro per i suoi figli, un paese che ti precarizza anche l’anima, un paese dove nessuno più si chiede perché si debba morire sul lavoro e per il lavoro, un paese che insieme all’etica sta perdendo anche l’umanità