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mormore
28-02-2011, 16:28
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Federico Peiretti
Il matematico si diverte – Duecento giochi ed enigmi che hanno fatto la storia della matematica, Longanesi, 2010


Perché questo libro? Per portare in primo piano il lato divertente della matematica. Per dimostrare come attraverso il gioco si arrivi direttamente alla matematica e come questa, oltre le formule e i calcoli, sia essa stessa un gioco, anzi, ne siamo convinti, il più bel gioco inventato dall’uomo.
Se la matematica viene presentata su un ristretto percorso tecnico, chiuso e sterilizzato, di «regole e calcoli», inevitabilmente diventa noiosa e alienante. «L’insegnamento scientifico dev’essere allegro, vivo, divertente e non freddo, pesante e formale», osservava giustamente Edouard Lucas, eccellente matematico e grande esperto in giochi matematici.
Sono molti i matematici che dichiarano di sentire il loro lavoro più vicino all’arte che alla scienza e che fare matematica è divertente. L’invito è dunque di andare alla scoperta del suo fascino discreto, attraverso i giochi inventati dai grandi matematici. In questo modo potremo arrivare a capirne la bellezza. Questo è l’obiettivo del nostro lavoro, che si rivolge innanzitutto a chi non ha mai avuto un buon rapporto con la matematica, pur provando per essa una certa attrazione.
Qualche anno fa avevamo intervistato Michael Gromov, il celebre matematico di origine russa, recente premio Abel, il più prestigioso riconoscimento per un matematico. Gli avevamo chiesto: «Se Lei dovesse dare un’idea del suo lavoro al lettore non matematico, cosa farebbe?» Gromov prese una striscia di carta alta 4 o 5 centimetri, la piegò ad anello e la chiuse, dopo aver dato un mezzo giro di torsione a un’estremità. E’ l’Anello di Möbius, una delle figure più straordinarie e sorprendenti del mondo matematico, dalle mille imprevedibili trasformazioni e applicazioni: «I miei studi cercano di chiarire le proprietà di superfici come questa». E’ qualcosa che può rappresentare nel modo migliore il contenuto di questo libro, un chiaro esempio dei nostri giochi che ci porta immediatamente alla matematica, allo studio dello spazio o, meglio, degli spazi. «Ma questo è anche un gioco, e la conferma che la matematica è un gioco. «Se il ministro sapesse quanto ci divertiamo noi matematici a fare matematica... ci taglierebbe lo stipendio», concluse Gromov. Succede talvolta che il matematico parta da un semplice gioco mediante il quale arriva poi a scoprire nuovi teoremi e nuove, fondamentali, teorie. E’ successo a Eulero, che arrivò alla teoria dei grafi e alla topologia partendo dall’analisi di un semplice gioco relativo ai ponti di Königsberg. E pensiamo ancora al Gioco della vita di John Conway, uno dei punti di partenza per la teoria attualissima degli automi cellulari. E’ facile dimostrare, lo vedremo, che sicuramente Pitagora si divertiva quando sulle belle spiagge di
Crotone spiegava ai giovani adepti l’Aritmogeometria, allo stesso modo di Alcuino quando inventava i suoi puzzle per far apprezzare la matematica ai figli di Carlo Magno, come si è divertito Roger Penrose con le sue figure impossibili e le tassellature non periodiche, che hanno poi trovato importanti applicazioni. Proviamo anche noi a divertirci insieme, con la matematica.

Federico Peiretti


da Polymath (http://areeweb.polito.it/didattica/polymath/htmlS/info/NOVITA/MatematicoSiDiverte/MatematicoSiDiverte.htm)

Sulla Stampa hanno dato inizio ad una serie di video che tratta lo stesso argomento
Purtroppo non trovo come postare il video direttamente qui :

VIDEO (http://multimedia.lastampa.it/multimedia/detto-tra-noi/lstp/24772/)