foglie di acqua
30-12-2010, 14:46
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2010/12/29/visualizza_new.html_1645810999.html
Morta Isabelle Caro, modella anoressica
Immortalata da Oliviero Toscani per una campagna contro malattia....
29 dicembre,
================================================================================
e' inconcepibile, solo una malattia mentale puo' riflettere l'immagine della grassezza in una donna che pesa pochi chili
alcuni stilisti meriterebbero la galera
È morta Isabelle Caro,
la modella anoressica di Toscani
http://image.excite.it/magazine/foto/Isabelle-Caro/15-isabellecaro15.jpg
Francesca Pierantozzi
«Voglio vivere» rispondeva Isabelle Caro quando la interrogavano sui sogni nel cassetto. Voleva vivere e crescere, e crescere significava soprattutto ingrassare, lasciarsi alle spalle i 25 chili di quando aveva compiuto 24 anni, i 31 della campagna shock di Oliviero Toscani per la marca Nolita. Aveva raggiunto i 42 chili due anni fa, una vittoria, un traguardo. Ma non è bastato. Isabelle è morta a Tokyo il 17 novembre scorso, dopo due settimane di ricovero. La notizia è arrivata soltanto ieri. Tra le cause del decesso non figura la parola «anoressia», ma «una pneumopatia che aveva imposto un ricovero da quindici giorni e una grande stanchezza». Il compagno, il cantante francese Vincent Bigler, ha confermato la morte di Isabelle sul suo sito e ha messo on line il clip di un brano che cantavano insieme e che stava per uscire, “J’ai fin”, che significa «ho fine», ma suona come «ho fame». Perché dell’anoressia Isabelle parlava, non si nascondeva. «La magrezza è la morte, è tutto tranne la bellezza» diceva. Per questo aveva posato nuda, senza trucchi, senza ritocchi, nel 2007 per Oliviero Toscani: per «risvegliare le coscienze delle ragazzine». Riguardandosi due anni dopo e qualche chilo in più, diceva di trovarsi «mostruosa»: «Che orrore, quella non sono io» aveva detto poco tempo fa durante una trasmissione televisiva, ammettendo che quella ragazza emaciata, quelle ossa, quella pelle a grinze «come quella di una vecchia» non era lei. Contro la tirannia della linea, Isabelle aveva voluto sbattere in faccia alla gente il suo corpo: «Ho la psoriasi, il seno che cade, un fisico da vecchia».
La campagna l’aveva aiutata a reagire, aveva ripreso quattro chili in un anno. «Mangio sempre pochissimo, quasi nulla – aveva raccontato – ma ho smesso di vomitare. Ho cominciato a distinguere il sapore delle cose, ho assaggiato il gelato…è buonissimo».
Sulla sua malattia e la sua battaglia aveva anche pubblicato un libro: “La ragazza che non voleva crescere”. Aveva raccontano dell’infanzia a Marsiglia di una bambina gracile, dai capelli rossi e le lentiggini, sempre imbacuccata in pesanti sciarpe e grandi cappelli, che la madre, insegnante, non faceva mai uscire di casa, obbligandola a lezioni private e corsi di violino.
Il suo corpo filiforme era l’unica cosa che aveva ereditato dal padre biologico: era nata da una relazione clandestina. Ricordava di quando, a 13 anni, davanti ad un responso della bilancia giudicato eccessivo dalla mamma, aveva semplicemente smesso di mangiare. Era diventata fotomodella, naturalmente, ma lei voleva fare l’attrice di teatro, cantare. Voleva vivere, soprattutto. Nel 2006 era stata ricoverata in coma: pesava 25 chili per un metro e 65 d’altezza. Da allora aveva deciso di venirne fuori: con i medici, le foto senza trucchi, il libro, le interviste. Sua madre era contraria, lei l’aveva perdonata, ma era andata avanti. Fu proprio il suo caso a sdoganare per la prima volta apertamente il problema anoressia, anche se negli anni ottanta aveva scioccato la morte della cantante americana Karen Carpenter, e quattro anni fa aveva commosso la morte della modella brasiliana Ana Carolina Reston, morta in ospedale a 40 chili per un metro e 73 di altezza. Soltanto Isabelle aveva però osato mostrarsi senza tabù.
Oggi solo la Spagna ha adottato regole precise: sotto ai 56 chili per un metro e 75 nessuna ragazza può partecipare ad una sfilata. Negli altri Paesi, nonostante gli impegni, la magrezza resta sinonimo di bellezza. Soltanto in Francia si considera che soffrano di anoressia circa 40mila persone soprattutto ragazze o ragazzine. «La gente deve sapere a cosa può portare l’anoressia – aveva detto Isabelle poco tempo fa – le sofferenze fisiche e psichiche che ho subito avranno un senso solo se aiuteranno chi è caduto nella trappola da cui sto tentando di uscire».
30 dic 2010
http://www.ultimenotizie.tv (http://www.ultimenotizie.tv/notizie-dal-mondo/e-morta-isabelle-caro-la-modella-anoressica-di-toscani.html)
Morta Isabelle Caro, modella anoressica
Immortalata da Oliviero Toscani per una campagna contro malattia....
29 dicembre,
================================================================================
e' inconcepibile, solo una malattia mentale puo' riflettere l'immagine della grassezza in una donna che pesa pochi chili
alcuni stilisti meriterebbero la galera
È morta Isabelle Caro,
la modella anoressica di Toscani
http://image.excite.it/magazine/foto/Isabelle-Caro/15-isabellecaro15.jpg
Francesca Pierantozzi
«Voglio vivere» rispondeva Isabelle Caro quando la interrogavano sui sogni nel cassetto. Voleva vivere e crescere, e crescere significava soprattutto ingrassare, lasciarsi alle spalle i 25 chili di quando aveva compiuto 24 anni, i 31 della campagna shock di Oliviero Toscani per la marca Nolita. Aveva raggiunto i 42 chili due anni fa, una vittoria, un traguardo. Ma non è bastato. Isabelle è morta a Tokyo il 17 novembre scorso, dopo due settimane di ricovero. La notizia è arrivata soltanto ieri. Tra le cause del decesso non figura la parola «anoressia», ma «una pneumopatia che aveva imposto un ricovero da quindici giorni e una grande stanchezza». Il compagno, il cantante francese Vincent Bigler, ha confermato la morte di Isabelle sul suo sito e ha messo on line il clip di un brano che cantavano insieme e che stava per uscire, “J’ai fin”, che significa «ho fine», ma suona come «ho fame». Perché dell’anoressia Isabelle parlava, non si nascondeva. «La magrezza è la morte, è tutto tranne la bellezza» diceva. Per questo aveva posato nuda, senza trucchi, senza ritocchi, nel 2007 per Oliviero Toscani: per «risvegliare le coscienze delle ragazzine». Riguardandosi due anni dopo e qualche chilo in più, diceva di trovarsi «mostruosa»: «Che orrore, quella non sono io» aveva detto poco tempo fa durante una trasmissione televisiva, ammettendo che quella ragazza emaciata, quelle ossa, quella pelle a grinze «come quella di una vecchia» non era lei. Contro la tirannia della linea, Isabelle aveva voluto sbattere in faccia alla gente il suo corpo: «Ho la psoriasi, il seno che cade, un fisico da vecchia».
La campagna l’aveva aiutata a reagire, aveva ripreso quattro chili in un anno. «Mangio sempre pochissimo, quasi nulla – aveva raccontato – ma ho smesso di vomitare. Ho cominciato a distinguere il sapore delle cose, ho assaggiato il gelato…è buonissimo».
Sulla sua malattia e la sua battaglia aveva anche pubblicato un libro: “La ragazza che non voleva crescere”. Aveva raccontano dell’infanzia a Marsiglia di una bambina gracile, dai capelli rossi e le lentiggini, sempre imbacuccata in pesanti sciarpe e grandi cappelli, che la madre, insegnante, non faceva mai uscire di casa, obbligandola a lezioni private e corsi di violino.
Il suo corpo filiforme era l’unica cosa che aveva ereditato dal padre biologico: era nata da una relazione clandestina. Ricordava di quando, a 13 anni, davanti ad un responso della bilancia giudicato eccessivo dalla mamma, aveva semplicemente smesso di mangiare. Era diventata fotomodella, naturalmente, ma lei voleva fare l’attrice di teatro, cantare. Voleva vivere, soprattutto. Nel 2006 era stata ricoverata in coma: pesava 25 chili per un metro e 65 d’altezza. Da allora aveva deciso di venirne fuori: con i medici, le foto senza trucchi, il libro, le interviste. Sua madre era contraria, lei l’aveva perdonata, ma era andata avanti. Fu proprio il suo caso a sdoganare per la prima volta apertamente il problema anoressia, anche se negli anni ottanta aveva scioccato la morte della cantante americana Karen Carpenter, e quattro anni fa aveva commosso la morte della modella brasiliana Ana Carolina Reston, morta in ospedale a 40 chili per un metro e 73 di altezza. Soltanto Isabelle aveva però osato mostrarsi senza tabù.
Oggi solo la Spagna ha adottato regole precise: sotto ai 56 chili per un metro e 75 nessuna ragazza può partecipare ad una sfilata. Negli altri Paesi, nonostante gli impegni, la magrezza resta sinonimo di bellezza. Soltanto in Francia si considera che soffrano di anoressia circa 40mila persone soprattutto ragazze o ragazzine. «La gente deve sapere a cosa può portare l’anoressia – aveva detto Isabelle poco tempo fa – le sofferenze fisiche e psichiche che ho subito avranno un senso solo se aiuteranno chi è caduto nella trappola da cui sto tentando di uscire».
30 dic 2010
http://www.ultimenotizie.tv (http://www.ultimenotizie.tv/notizie-dal-mondo/e-morta-isabelle-caro-la-modella-anoressica-di-toscani.html)