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Roderigo
21-12-2010, 15:23
Una legge mai vista in un Paese dell'Unione europea

Ungheria: libertà di stampa a rischio
Media sotto controllo del governo

Voluta dal premier di destra Orban: multe pesanti nel caso di «violazione dell'interesse pubblico»

http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2010/12/21/0LDQTNQA--180x140.jpg?v=20101221100006Una legge simile in un Paese dell'Unione europea non si era mai vista. Con la maggioranza di due terzi il Parlamento dell'Ungheria, controllato dal partito di destra Fidesz del primo ministro Viktor Orban, ha approvato una legge sulla stampa che, tra le altre cose prevede:
- soppressione delle redazioni di news alla tv e alla radio, che confluirebbero in un unico centro di notizie presso l'agenzia di stampa nazionale Mti, finanziata dallo Stato
- multe pesanti agli organi d'informazione nel caso di «violazione dell'interesse pubblico», non meglio specificato, articoli «non equilibrati politicamente» o «lesivi della dignità umana», le multe vanno da 700 mila euro per le tv, a 89 mila per i giornali e siti internet
- i telegiornali dovranno rispettare un tetto del 20% per le notizie di cronaca nera
- il 40% della musica trasmessa dovrà essere di provenienza ungherese
- i giornalisti saranno tenuti a rivelare le loro fonti per questioni legate «alla sicurezza nazionale» e le autorità investigative potranno analizzare tutti i loro strumenti e i documenti anche prima di aver identificato un delitto.

DISEGNO - L'approvazione della «legge bavaglio» è l'ultima mossa di un disegno preciso della maggioranza conservatrice. A luglio, dopo aver ottenuto in aprile una maggioranza di due terzi alle elezioni, senza precedenti dopo la caduta del regime comunista in Ungheria, che consente di modificare la Costituzione e la struttura dello Stato, il primo ministro Orban ha subito istituito un'Autorità nazionale delle telecomunicazioni con a capo la garante Annamaria Szalai, vicina al premier, e composta da cinque membri tutti nominati dal partito di governo, alla quale è stato assegnato un mandato di nove anni con inoltre la facoltà di emanare decreti. Poi è stato istituito un ente unico di cui fanno parte la televisione pubblica (Mtv e Duna), la radio pubblica (Mr) e l'agenzia stampa Mti, con direttori nominati dal garante. Infine lunedì 20 dicembre il varo definitivo di una legge di 175 articoli che regola il comportamento degli organi di stampa.

PROTESTA - Circa 1.500 persone lunedì sera hanno manifestanto davanti il Parlamento a Budapest. Orban si è giustificato con il fatto che la tv pubblica, per esempio, era senza presidente da anni perché l'autorità - nella quale c'erano tutti i partiti - non riusciva ad accordarsi su un nome. «D'ora in poi, giornalisti e direttori dovranno essere molto cauti su cosa pubblicheranno», ha detto il direttore di Nepszabadsag, il maggiore quotidiano indipendente, di stampo liberal, che ha annunciato ricorso alla Corte costituzionale. Con nulle possibilità di successo, dato che l'approvazione con la maggioranza di due terzi ha blindato la legge. Csaba Belenessy, direttore generale dell'agenzia Mti, che dirigerà la nuova centrale di notizie, aveva di recente detto che i giornalisti nel suo servizio dovranno essere leali al governo. Orban ha affermato che la nuova legge èconforme alle norme europee. L'Istituto internazionale della stampa (Ipi), invece si è detto invece preoccupato per la situazione della stampa in Ungheria, e anche l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), ha espresso critiche severe nell'ultimo rapporto del garante per la libertà di stampa in Ungheria.


Redazione online
21 dicembre 2010
www.corriere.it (http://www.corriere.it/esteri/10_dicembre_21/ungheria-liberta-stampa_21be5852-0cdc-11e0-a1b6-00144f02aabc.shtml)

Annibale
21-12-2010, 17:28
Da cacciarli dall'Unione Europea.

fantasma76
21-12-2010, 18:56
Da cacciarli dall'Unione Europea.
Fra poco faremo l'euro 2, e ci metteremmo Italia Ungheria e Bielorussia, ma potrebbe unirsi pure la Francia di Sarchò

Edric
23-12-2010, 00:49
Ungheria: a rischio la libertà di stampa

23 dicembre 2010

http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/ungheria-stampa.png

“Una minaccia alla liberta’ di stampa.” Cosi’ l’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ha definito la nuova legge dei media approvata martedì 21 dicembre da Fidesz, il partito conservatore di Viktor Orbán, che ha vinto, con due terzi dei seggi in Parlamento, le elezioni nella primavera scorsain Ungheria. ”Temo che il parlamento ungherese abbia approvato una legge sui media che, se usata male, rischia di mettere a tacere il dibattito pubblico”, ha affermato (http://www.asca.it/news-UNGHERIA__OSCE__LEGGE_SU_MEDIA_E__MINACCIA_A_LIBERTA__DI_STAMPA-976935-ORA-.html) la rappresentante Osce per la Liberta’ dei media, Dunja Mijatovic, secondo la quale ”il testo viola gli standard sulla liberta’ dei media dell’Osce e mette in pericolo il pluralismo dell’informazione”.

I primi a reagire pubblicamente nel Parlamento europeo contro la legge-bavaglio ungherese sono stati i due co-presidenti dei Verdi, Daniel Cohn-Bendit e Rebecca Harms, mentre il capogruppo socialista Martin Schulz ha preferito inviare una lettera alla commissione Libertà pubbliche dell’Assemblea di Strasburgo. E di sicuro non mancheranno le reazioni dall’Alleanza Liberaldemocratica e dalla Sinistra unitaria europea, ripromettendosi di parlarne direttamente con Orbàn dato che dal 1 gennaio 2011 tocca all’Ungheria presiedere il semestre di turno della Presidenza europea.

Anche Angela Merkel, il Canceliere del Bundestag, si è pronunciata (http://www.magyarhirlap.hu/online/celkeresztben_a_mediatorveny.html) in modo netto chiedendo ai deputati tedeschi al Parlamento europeo di valutare se, davanti ad una così palese violazione del diritto comunitario, sia possibile concedere all’Ungheria il diritto di presiedere la UE.

Anche dai paesi dell’ex-blocco sovietico, quali ad esempio la Polonia, arrivano dure critiche. Scrive Jacek Pawlicki, sulla Gazeta Wiborzca (http://www.presseurop.eu/it/content/source-information/35051-gazeta-wyborcza), un quotidiano polacco di area cattolica:
“Nell’inverno del 2000 l’Ue inflisse sanzioni senza precedenti all’Austria, isolandola perché il partito xenofobo di Jörg Haider era stato invitato a entrare nel governo di coalizione. All’epoca ero corrispondente da Bruxelles e ricordo molto bene le rimostranze che si udirono in tutta l’Unione. Ricordo l’umiliazione che provarono gli austriaci, e che lo stesso Haider si recò a Bruxelles per dimostrare di non essere un piccolo Hitler in vesti carinziane.”

“Nel gennaio 2011 l’Ungheria – che sotto il governo di Viktor Orbán sta palesemente scivolando verso l’assolutismo – assumerà la guida della presidenza a rotazione dell’Ue. Forte della sua maggioranza in parlamento (tre quarti dei seggi) e di un’opposizione allo sbando, il primo ministro ungherese ha appena approvato una legge sui mezzi di informazione che gli consentirà di imbrigliare e pressare finanziariamente i media indipendenti con qualsiasi pretesto riterrà opportuno, tramite un’apposita commissione controllata dal governo.”

“Il populismo è il male dell’Europa di oggi. Ha contagiato i Balcani, l’Italia e la Francia. I leader sono presi dai propri problemi e non vogliono mettere il naso fuori dalla propria porta. L’Europa non sta perdendo soltanto la fiducia in sé stessa, ma anche la capacità di difendersi. Eppure in comune non abbiamo soltanto il mercato europeo, l’euro o Schengen, ma anche i principi democratici. Abbiamo forse intenzione di rinunciarvi?”(PressEurope (http://www.presseurop.eu/it/content/article/440041-dove-sta-andando-budapest), traduzione di Anna Bissanti)

La legge in questione è opaca e, con il pretesto di offrire una garanzia a tutela delle minoranze, arginare il razzismo, attribuisce ad un’Autorita centrale, il cui Presidente e in cui la maggior parte dei membri sono nominati dal Governo (un pò come la nostra AGICOM), tutta una serie di prerogative e di azioni sanzionatorie senza stabilire nettamente la differenza tra legittime critiche e istigazioni alla xenofobia.

Nel mese di dicembre, il governo Orbán aveva già stretto il controllo (http://www.spiegel.de/kultur/gesellschaft/0,1518,735895,00.html) del servizio pubblico radiotelevisivo e le notizia e programmi politici delle televisioni, e in futuro delle stazione radio, saranno prodotti centralmente dalla agenzia ungherese MTI notizie.

Con questa legge vengono previste delle esose sanzioni pecuniarie, a discrezione dell’Agenzia creata all’uopo, contro giornalisti ed editori che scrivono e pubblicano articoli “non equilibrati“, senza che la legge per altro specifichi che cosa intenda per “non equilibrati”.

Inoltre i giornalisti avranno, da ora in poi, l’obbligo di rivelare (http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/22/l%E2%80%99ungheria-non-puo-stare-in-europa/83239/) le loro fonti, pena sanzioni penali, quando vi saranno “questioni legate alla sicurezza nazionale”, dovranno consegnare tutti i loro documenti e i supporti elettronici su semplice richiesta del potere esecutivo, indipendentemente se sussista o meno un reato.

Prima che il Parlamento ungherese approvasse questa legge, lunedì a Budapest vi sono state delle manifestazioni di protesta, circa 1.500 manifestanti, in gran parte studenti, ma l’opposizione in Ungheria è molto debole. Il partito socialista che aveva governato in coalizione per 8 anni è ai minimi storici e, l’ultra-destra nazionalista e xenofoba, rappresentata dal partito Jobbik, con il 16,7 % dei consensi è diventata la terza forza politica nel paese.

György Dalos, ex-membro del partito comunista ungherese, espulso nel 1968 in quanto ritenuto elemento sovversivo, e costretto da dissidente a vivere a lungo in Germania, ha dato al quotidiano Der Spliegel, (http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,736136,00.html) la sua chiave di lettura: “La democrazia non è stare attenti a ciò che si dice o si scrive… Ma questo Governo, reso più solido dall’ampio risultato elettorale, non usa il suo potere, abusa del suo potere. Vi sono dei limiti, e questi limiti negli ultimi mesi sono stati superati” [...] “La maggioranza degli ungheresi in questo momento sono più preoccupati per le difficoltà economiche, per la riforma delle pensioni, e la politica rivolta ai mass media non suscita un grande interesse”. Solo alcuni intellettuali e alcuni giornalisti, secondo György Dalos stanno protestando per quello che sta succedendo, l’opposizione parlamentare è troppo debole e anche le organizzazioni civili non sono riuscite a fare molto.

“Purtroppo, in molti paesi europei c’è una tendenza a limitare la libertà e ha usare il populismo in politica. Pensate di Sarkozy in Francia o Berlusconi in Italia. Questa è una tendenza europea che nell’ Europa orientale si manifesta in modo più gretto e spettacolare”, aggiunge György Dalos. Secondo Dalos, non è per l’Ungheria il momento sbagliato per presiedere alla Presidenza della UE. ” … Nonostante le nuove restrizioni alla libertà di corso, negli ultimi venti anni l’Ungheria ha fatto dei progressi per i quali si può essere orgogliosi. .. Le leggi sui media sono l’ espressione di una crisi della democrazia. Riottenendo la presidenza, l’Ungheria deve dare una buona immagine. Siamo, dopo tutto, anche il paese che nel 1989 è riuscita a cambiare pacificamente un regime. Una posizione chiara è importante ma, per favore, nessun embargo o blocco! “

Fonte: Guerre Contro (http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=6051)

taccaromiceto
25-12-2010, 13:17
Una legge mai vista in un Paese dell'Unione europea

Ungheria: libertà di stampa a rischio
Media sotto controllo del governo

Voluta dal premier di destra Orban: multe pesanti nel caso di «violazione dell'interesse pubblico»


Pari pari a Chavez!

fantasma76
25-12-2010, 13:45
Pari pari a Chavez!
Saranno contenti gli ungheresi, passare dal 24° posto per la libertà di stampa, noi siamo al 50°, al 77° del Venezuela.

taccaromiceto
25-12-2010, 15:00
Qualcuno lo considera un Dio

fantasma76
25-12-2010, 16:01
Qualcuno lo considera un Dio
I comunisti non hanno Dii, al massimo sei tu che lo consideri un demone.

Annibale
25-12-2010, 19:13
In Ungheria il prossimo passo sono le croci frecciate in giro per strada.