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Edric
13-12-2010, 00:27
Cablegate e The Pentagon Papers

13 dicembre 2010


http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/ellsberg_time1-227x300.jpg (http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/ellsberg_time1.jpg)

Tratto da El Pais (http://www.elpais.com/articulo/reportajes/Wikileaks/sirve/ciudadano/elpepusocdmg/20101212elpdmgrep_2/Tes) del 12 dicembre 2010


“Tutti gli attacchi rivolti oggi contro Ansange e Wikileaks furono rivolti a me quando vennero pubblicati i Pentagon Papers” E ‘uno degli ultimi messaggi di Daniel Ellsberg (http://www.ellsberg.net/) su Twitter.Il più famoso infiltrato di tutti i tempi è molto attivo sulla rete in questi giorni ed è anche uno dei più convinti sostenitori di Wikileaks.Quello che è successo in questo periodo ha sollevato in lui i ricordi di quando, da un giorno all’altro, divenne un eroe della libertà di stampa.

Era quello che gli americani definiscono un whistleblower, il ragazzo che da l’allarme, che avvisa se succede qualcosa.E fu lui ad avvertire che erano un mucchio di bugie la maggior parte delle cose che il suo governo aveva detto sul Vietnam.

“Mi ricordo la data, nella quale ho deciso che i documenti dovevano essere pubblicati. Era il 30 settembre 1969,” racconta Ellsberg al telefono. “Quel giorno, l’Esercito aveva ritirato la denuncia contro sei Berretti verdi accusati di aver ucciso un traduttore che pensavano fosse un doppio agente. La CIA li segnalò al comando dell’esercito, ma tutto venne truccato in modo che nessuno aveva dovuto testimoniare. Ero a conoscenza di tutte le bugie che erano state dette durante il processo e decisi che non volevo rendermi responsabile di questo sistema.”

Il giorno dopo, Ellsberg inizio a fotocopiare 7.000 pagine di documenti che in seguito divennero famosi come The Pentagon Papers.

Ellsberg faceva parte di un team di analisti che fin dal 1967 avevano avuto l’incarico di preparare una relazione enciclopedica sul Vietnam, commissionata dal Segretario alla Difesa Robert McNamara. Quando iniziò il suo lavoro, era ancora convinto della necessità di quel tipo di guerra e delle sue mezze verità. Per McNamara, una specie di dio al Dipartimento della Difesa, aveva trovato, per esempio, gli argomenti per attaccare i Vietcong usando le foto delle loro atrocità. Era un ragazzo intelligente, con idee e fantasia, in grado di trovare delle risposte alle richieste che gli venivano fatte; faceva parte di un ingranaggio che si adattava perfettamente con il resto della macchina da guerra degli Stati Uniti.

Probabilmente Ellsberg iniziato a cambiare idea dopo le dichiarazioni troppo ottimistiche sulla guerra del Vietnam dell’allora presidente degli Stati Uniti, Lyndon B. Johnson. Nel 1968, l’offensiva vietnamita del Tet , che arrivò fino al cuore di Saigon, sfatò il mito che gli Stati Uniti avessero vinto la guerra.

Ellsberg si stanco di mantenere i segreti e cominciò a farli filtrare. In primo luogo, i politici non avevano mostrato nessuna sensibilità verso il problema e poi c’era il New York Times. Come sta avvenendo adesso per i giornali che stanno pubblicando i cavi di Wikileaks, la direzione del Times aveva mantenuto la questione nel più stretto riserbo. Avevano prelevato i documenti dalla suite dell’Hilton Hotel e li avevano studiati. I giornali dimostrarono le sistematiche menzogne che venivano raccontate sul Vietnam, non solo all’opinione pubblica americana ma anche ai membri del Congresso degli Stati Uniti. Soprattutto, dimostrano i trucchi che l’amministrazione Johnson aveva utilizzato per far credere che il Vietnam costituisse realmente un pericolo e che non vi era stata altra scelta, se non attaccare.

I primi articoli vennero pubblicati il 13 giugno del 1971. Subito vennero messi in atto dei tentativi per arrestare la pubblicazione. Il Times venne fermato, ma gli subentrò il Washington Post. Fu fermato anche il Washigton Post e la palla passò a The Boston Globe, e poi al Los Angeles Times. In totale 17 quotidiani pubblicarono le relazioni. Il 1 luglio la Corte Suprema degli Stati Uniti, con una storica sentenza, diede ragione alla stampa.

Due giorni prima Ellsberg si consegnò alle autorità e ammise di essere stato lui a diffondere la documentazione. Kissinger, il Segretario di Stato, dichiarò che Daniel Ellsberg “era l’uomo più pericoloso che esisteva in America”.

“Oggi sarei stato definito un terrorista,” ha affermato Ellsberg, che fa notare che è la stessa definizione che è stata data di Assange e di Bradley Manning, il soldato dell’intelligence che, secondo il Dipartimento di Stato a fornito i documenti a Wikileaks. “Se è stato Manning, cosa da dimostrare, mi identifico in lui. Difendo Wikileaks perché credo stia facendo qualcosa di utile per i cittadini.”

Il primo giorno di pubblicazione del Cablegate sono rimasto abbastanza sorpreso perchè ciò che aveva pubblicato il New York Times non era di grande importanza”, afferma “il grado di riservatezza dei documenti non era molto alto, in passato c’erano state altre storie che avevano attirato la mia attenzione, come quella del giudice spagnolo Garzon, e i tentativi degli Stati uniti di fermare l’indagine su Guantanamo.”

La settimana è stata lunga per Ellsberg. Ha 79 anni e non ha mai smesso di occuparsi dei media, della pubblicazione degli articoli e di sostenere la diffusione di un appello per il boicottaggio di Amazon, che aveva rifiutato di ospitare le pagine di Wikileaks sui suoi server. [...] “La maggior parte delle operazioni segrete meritano di essere divulgate dalla libera stampa. Ho aspettato 40 anni prima di vedere la pubblicazione di documenti su questa scala”, “ci dovrebbe essere un Pentagon Papers all’anno.”
“E ‘ora che questo paese cessi di trattare come eroi nazionali, quelli che rubano i segreti per pubblicarli sui giornali”. La frase è del presidente Nixon e appare registrata in un documentario sulla vita di Ellsberg che prende il titolo dall’affermazione di Henry Kissinger: L’uomo più pericoloso in America (2009). Questa frase di Nixon potrebbe sostituire molte delle cose che sono state dette in questi giorni su Assange o Manning.
Un altro parallelo tra Cablegate e Pentagon Papers è la creazione di una unità specializzata per affrontare la pubblicazione dei documenti. Hilary Clinton ha creato The War Room, mentre Nixon era favorevole ad un’unità di idraulici, che aveva chiamato così perchè era stata incaricata di occuparsi delle infiltrazioni. Questa decisione, secondo Il New York Times portò allo scandalo del Watergate e, infine, alle dimissioni del presidente.

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Ellsberg si consegnatò alle autorità di Boston e ammise di aver dato le carte per la stampa. Successivamente fu incriminato con l’accusa di furto e possesso di documenti segreti da un Gran Giurì di Los Angeles. L’11 maggio 1973, il giudice distrettuale federale Byrne dichiarò l’impossibilità a procedere e respinse tutte le accuse contro Ellsberg.

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Trent’anni fa, il 13 giugno del 1971, il presidente Nixon prese in mano l’edizione domenicale del New York Times per vedere la foto del matrimonio che aveva fatto insieme a sua figlia Tricia, in alto a sinistra in prima pagina. E accanto a quella foto, sulla destra, c’era il titolo del primo articolo di Neil Sheehan (http://it.wikipedia.org/wiki/Neil_Sheehan): “Vietnam Archive: Pentagon Study Traces 3 Decades of Growing U.S. Involvement.” Nixon non lo lesse. Prese il telefono è chiamo Alexander Haig (il suo Capo gabinetto).


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“Ma fuori dal politichese, una cosa è molto chiara: non ti puoi fidare del governo, non si può credere a quello che dicono; e non si può contare sul loro giudizio, e l’infallibilità implicita dei presidenti, che è stata una cosa accettata in America, è gravemente mutilata dopo quello che è successo, perché dimostra che la gente fa cose che il presidente vuole che faccia, anche se sono sbagliate, e il presidente può essere sbagliato. ” ( HR Haldeman (http://www.gwu.edu/%7Ensarchiv/NSAEBB/NSAEBB48/supreme.html) al Presidente Nixon, durante una riunione, Lunedi, 14 giugno 1971)