fantasma76
19-11-2010, 20:20
I giudici: «Dell'Utri mediatore
tra i boss mafiosi e Berlusconi»
Depositate le motivazioni della sentenza con la quale il senatore è stato condannato a sette anni di reclusione
PALERMO - Il senatore Marcello Dell'Utri avrebbe svolto una attività di «mediazione» e si sarebbe posto quindi come «specifico canale di collegamento» tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi. LE MOTIVAZIONI - Lo scrivono i giudici della Corte d'Appello di Palermo nelle motivazioni, depositate venerdì e in possesso dell'Ansa, della sentenza con la quale il senatore del Pdl Dell'Utri è stato condannato il 29 giugno scorso a sette anni di reclusione (http://www.corriere.it/politica/10_novembre_19/I%20giudici:%abDell%27Utri%20mediatore%3cbr/%3etra%20i%20boss%20mafiosi%20e%20Berlusconi%bb) per concorso esterno in associazione mafiosa. Per i giudici, Dell'Utri «ha apportato un consapevole e valido contributo al consolidamento e al rafforzamento del sodalizio mafioso». In particolare, l'imputato avrebbe inoltre consentito ai boss di «agganciare» per molti anni Berlusconi, «una delle più promettenti realtà imprenditoriali di quel periodo che di lì a qualche anno sarebbe diventata un vero e proprio impero finanziario ed economico». Per questi motivi la Corte ritiene «certamente configurabile a carico di Dell'Utri il contestato reato associativo».
MANGANO - I giudici della corte d'appello di Palermo presieduta da Claudio Dall'Acqua scrivono anche di Vittorio Mangano. Il mafioso fu assunto, su intervento di Marcello Dell'Utri, come «stalliere» nella villa di Arcore non tanto per accudire i cavalli ma per garantire l'incolumità di Silvio Berlusconi. Nelle 641 pagine depositate in cancelleria i giudici della seconda sezione della Corte d'appello di Palermo spiegano dunque il perché della condanna. Il parlamentare è stato condannato per i fatti avvenuti fino al 1992 e assolto per quelli successivi. Il collegio presieduto da Claudio Dall'Acqua, a latere Sergio La Commare e il relatore Salvatore Barresi, gli hanno ridotto la pena dai nove anni subiti in primo grado a sette anni.
Redazione online
19 novembre 2010
http://www.corriere.it/politica/10_novembre_19/dellutri-mafia-mediatore-berlusconi_3152cfe8-f40c-11df-91ce-00144f02aabc.shtml
tra i boss mafiosi e Berlusconi»
Depositate le motivazioni della sentenza con la quale il senatore è stato condannato a sette anni di reclusione
PALERMO - Il senatore Marcello Dell'Utri avrebbe svolto una attività di «mediazione» e si sarebbe posto quindi come «specifico canale di collegamento» tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi. LE MOTIVAZIONI - Lo scrivono i giudici della Corte d'Appello di Palermo nelle motivazioni, depositate venerdì e in possesso dell'Ansa, della sentenza con la quale il senatore del Pdl Dell'Utri è stato condannato il 29 giugno scorso a sette anni di reclusione (http://www.corriere.it/politica/10_novembre_19/I%20giudici:%abDell%27Utri%20mediatore%3cbr/%3etra%20i%20boss%20mafiosi%20e%20Berlusconi%bb) per concorso esterno in associazione mafiosa. Per i giudici, Dell'Utri «ha apportato un consapevole e valido contributo al consolidamento e al rafforzamento del sodalizio mafioso». In particolare, l'imputato avrebbe inoltre consentito ai boss di «agganciare» per molti anni Berlusconi, «una delle più promettenti realtà imprenditoriali di quel periodo che di lì a qualche anno sarebbe diventata un vero e proprio impero finanziario ed economico». Per questi motivi la Corte ritiene «certamente configurabile a carico di Dell'Utri il contestato reato associativo».
MANGANO - I giudici della corte d'appello di Palermo presieduta da Claudio Dall'Acqua scrivono anche di Vittorio Mangano. Il mafioso fu assunto, su intervento di Marcello Dell'Utri, come «stalliere» nella villa di Arcore non tanto per accudire i cavalli ma per garantire l'incolumità di Silvio Berlusconi. Nelle 641 pagine depositate in cancelleria i giudici della seconda sezione della Corte d'appello di Palermo spiegano dunque il perché della condanna. Il parlamentare è stato condannato per i fatti avvenuti fino al 1992 e assolto per quelli successivi. Il collegio presieduto da Claudio Dall'Acqua, a latere Sergio La Commare e il relatore Salvatore Barresi, gli hanno ridotto la pena dai nove anni subiti in primo grado a sette anni.
Redazione online
19 novembre 2010
http://www.corriere.it/politica/10_novembre_19/dellutri-mafia-mediatore-berlusconi_3152cfe8-f40c-11df-91ce-00144f02aabc.shtml