Roderigo
22-10-2010, 00:42
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Questo post segue il senso di quello che precede e vuole mostrare un piccolo spaccato del pubblico a cui si rivolgono i media, quando trattano vicende dolorose come questa in maniera truculenta.
Nota: i commenti del gruppo Facebook "Lasciate lo zio di Sarah alla folla" sono letti da due robot professionisti. Le immagini sono quelle degli autori dei commenti. Testi e immagini sono originali e non sono stati minimamente modificati.
Serve aggiungere altro?
19 ottobre 2010
http://metilparaben.blogspot.com/ (http://metilparaben.blogspot.com/2010/10/italiani-brava-gente.html)
Non sono riuscita a vedere tutto il video.
Quella serie di frasi, ascoltate mentre scorrono le immagini dei visi sorridenti e cordiali delle brave persone (sono certa che si tratti di questo...tutte brave persone...) che le hanno espresse, è qualcosa che intossica e toglie il fiato. Come attraversare a piedi e senza mascherina un tunnel in cui scorre un fiume di macchine che rilasciano nell'aria dello spazio angusto i loro "scarichi innocenti".
Ci si potrebbe morire, continuando ad ascoltare per ore.
clessidra
22-10-2010, 07:53
Che poi ci capita di pensare che non basti perché non abbastanza torturante.
Cosa ci può essere di più atroce di percorrere con le proprie gambe un preciso e finito corridoio che porta alla Fine?
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gladiatore78rm
22-10-2010, 10:35
mi sfugge il senso di questo post. c'è stato un atroce fatto di cronaca in cui è morta una ragazzina.
alcuni, non precisati, hanno, come sempre accade in questi casi, espresso la propria rabbia proponendo assurde e atroci punizioni.
quindi? e perchè questa sarebbe la "nostra cultura"? proprio noi, un paese dove non c'è la pena di morte, non si applica l'ergastolo e la legge è iper garantista? in altri paesi la tortura, la pena di morte, le atrocità all'ordine del giorno esistono, ma quei paesi non sono l'italia.
vedi caso mai alla voce iran, arabia saudita, afganistan, cina, cuba...
Questo post segue il senso di quello che precede e vuole mostrare un piccolo spaccato del pubblico a cui si rivolgono i media, quando trattano vicende dolorose come questa in maniera truculenta.
Nota: i commenti del gruppo Facebook "Lasciate lo zio di Sarah alla folla" sono letti da due robot professionisti. Le immagini sono quelle degli autori dei commenti. Testi e immagini sono originali e non sono stati minimamente modificati.
Serve aggiungere altro?
19 ottobre 2010
http://metilparaben.blogspot.com/ (http://metilparaben.blogspot.com/2010/10/italiani-brava-gente.html)
http://guide.supereva.it/giallo_e_noir/interventi/2008/08/337266.shtml
Oggi, che la pena di morte è abolita in quasi tutti gli Stati, è piuttosto difficile figurarsi cosa poteva accadere nelle strade e nelle piazze della Londra Elisabettiana durante un’esecuzione pubblica. Oltre ad essere un validissimo deterrente per la popolazione, e un sistema di controllo per il dilagare della criminalità, le esecuzioni erano anche, come fu per gli antichi Romani, un sistema di intrattenimento “gratuito” per le masse.
La gente, proveniente dalle campagne, giungeva nella capitale a frotte, a piedi e a cavallo, a bordo dei carri anche diversi giorni prima della data fissata. Intere famiglie si riversavano nelle strade, affollavano le bettole e le locande, e il giorno dell’esecuzione si accalcavano fin dalle prime ore dell’alba per ottenere i posti con migliore visibilità, così come potrebbe accadere oggi per cerimonie pubbliche, tra l’altro anche quelle in via di estinzione, come il palio di Siena. Nelle piazze, trasformate in un mercato a cielo aperto, venditori ambulanti distribuivano ogni genere di mercanzie, dolciumi, salsicce e bevande, venivano venduti libercoli che narravano le gesta dei condannati e le loro imprese criminali. Al momento dell’esecuzione, quando il carretto a sponde aperte solcava lentamente la folla, le persone si accalcavano, accapigliandosi, per vedere da vicino il malcapitato, insultarlo, colpirlo con i forconi, lanciargli contro oggetti contundenti e ortaggi. La stessa sorte spettava anche ai nobili che, in punto di morte, venivano considerati allo stesso livello dei comuni criminali.
Quando la vittima giungeva al palco del patibolo, la ressa era all’apice, molti restavano feriti dalla calca, calpestati da coloro che stavano nelle retrovie e spingevano per vedere meglio, le persone si arrampicano ovunque fosse possibile, sui lampioni a gas, sui tetti delle case, si aggrappavano ai comignoli, ai cornicioni, alle finestre, con grande rischio per la propria ed altrui incolumità. Il culmine della manifestazione era il momento in cui il condannato veniva issato, o trascinato, sul patibolo, la preparazione del boia, l’ultimo discorso, la benedizione del cappellano, poi l’attimo estremo in cui la scure si levava per abbattersi sul collo della vittima, e la sua testa, spesso con gli occhi ancora aperti, rotolava nel cesto di vimini appositamente predisposto. Qui, spesso, l’umore della folla, sempre mutevole, ......
ballerina nigeriana violentata dal branco
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/11/01/news/abusano_di_ballerina_nigeriana_due_arresti-8638388/
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