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Roderigo
10-10-2010, 01:24
Europa xenofoba

Manuel Castells

http://img808.imageshack.us/img808/1543/99619788.jpgIl problema non è Sarkozy che espelle i rom senza rispettare i loro diritti, ma l’82 per cento dei francesi che lo applaude.

È come quei marsigliesi che, in una città con il 25 per cento di musulmani, sono favorevoli al divieto del richiamo dei muezzin alla preghiera: sarebbe come vietare il suono delle campane delle chiese.

Gli svizzeri sono stati più diretti, approvando per referendum il divieto di costruire nuovi minareti. A tedeschi e francesi sarebbe piaciuto imitarli. Il divieto di indossare il velo integrale per strada (Francia, Italia) o negli edifici pubblici (Catalogna) è un’espressione di razzismo e intolleranza mascherata da difesa delle donne (a cui peraltro non si chiede nemmeno un parere). Anche se le persone esplicitamente razziste sono una minoranza, la xenofobia è in rapido aumento e sta diventando un atteggiamento maggioritario in tutt’Europa.

Nel 2000 in Spagna il 36 per cento dei cittadini voleva leggi più restrittive sull’immigrazione, nel 2004 era il 56 per cento e oggi è il 75 per cento. Gli studi dimostrano che la xenofobia ha un fondo di razzismo. Perché la percezione dello straniero è legata all’immigrazione, che a sua volta è legata a culture ed etnie diverse.

Ma a essere rifiutate sono solo certe culture e certe etnie. In Spagna c’è rispetto per i tedeschi, gli inglesi o i francesi, mentre i rom continuano a essere vittime della discriminazione e dell’ostilità popolare. Essere nato in Francia ed essere naturalizzato francese a 18 anni non garantisce il diritto di rimanere cittadino, secondo un’altra legge di Sarkozy, che però non si applica ai francesi “purosangue”.

In Italia un immigrato irregolare può finire in carcere, ma il suo datore di lavoro rischia solo una multa. In questo cocktail d’intolleranza, l’ostilità all’islam è l’ingrediente principale, legato al marchio d’infamia di essere potenziali terroristi. Il 55 per cento dei musulmani europei si sente sempre più discriminato. Con 25 milioni di musulmani nei paesi dell’Unione europea, concentrati nelle grandi città, lo scontro religioso-culturale può far temere il peggio. I politici incitano o tollerano la xenofobia per meschini interessi elettorali. Alcuni lo fanno per guadagnare voti, altri per non perderli. È un atteggiamento comune a quasi tutti i partiti e a tutti i paesi, salvo poche eccezioni.

Le cause di questo aumento della xenofobia sono note, perché ci sono molte ricerche sull’argomento. La prima è la crisi economica e l’aumento della disoccupazione. Molti credono che gli immigrati tolgano il lavoro e contribuiscano a far diminuire gli stipendi. Anche il degrado della scuola pubblica è attribuito alle classi multietniche.

La delinquenza, piccola o grande che sia, è associata all’immigrazione. Tutte idee senza fondamento. In Spagna, per esempio, l’immigrazione è stata un fattore molto positivo per la crescita tra il 1995 e il 2005: ha contribuito ad aumentare l’offerta di lavoro e la domanda di beni e servizi per i nuovi residenti. Il tasso di delinquenza è più alto tra la popolazione autoctona che non tra gli immigrati, tenuto conto dell’effetto dell’età. Ma non insisterò nel contrapporre dati a emozioni, perché non si tratta di un problema di conoscenza ma di sensazioni. E tra le sensazioni prevale la paura: paura di una globalizzazione incontrollata, di un’identità culturale minacciata, di un’economia in crisi e dell’insicurezza del lavoro.

Ma perché dovremmo preoccuparci dell’ondata di razzismo e intolleranza che attraversa l’Europa? Dato che quanto restava dell’amore cristiano per il prossimo se l’è portato via lo scandalo dei preti pedofili e dato che i diritti umani sono rimasti tali solo per i benestanti, perché non chiuderci in trincea, far rispettare le nostre leggi e i nostri costumi e tenere per noi i posti di lavoro, l’istruzione pubblica e la sanità?

Prima di tutto perché non possiamo: non c’è economia europea (salvo quelle scandinave) che potrebbe resistere, sia per il bisogno di manodopera sia perché gli immigrati costano meno e sono più disposti ad accettare qualsiasi lavoro. Secondo, perché ormai sono qui e ci resteranno finché possono, se non migliorano le condizioni di vita nei paesi d’origine.

E terzo, perché non si tratta solo di immigrati, ma di minoranze etniche e culturali ormai radicate in Europa. Obbligarli a rinunciare alla loro identità è una provocazione che rischia di alimentare uno scontro tra milioni di persone e reazioni estreme. In nome di cosa la religione islamica è dichiarata estranea alla nostra cultura? Stiamo tornando alle guerre di religione?

Insomma, venire meno alla tolleranza e al rispetto dell’altro che ci inorgoglivano come europei è un viaggio senza ritorno. In un mondo interdipendente, con un’economia in crisi, mentre cerchiamo investitori cinesi per salvare l’industria dell’auto e capitali arabi per riportare a galla le banche, in un pianeta in cui l’Europa rappresenta il 15 per cento della popolazione, ci resta solo il rispetto dei valori di tolleranza e di pace per farci sopravvivere in un ambiente competitivo e violento. Male che vada, perderemo.

La nostra ultima speranza è conquistare il rispetto del nuovo mondo grazie al nostro valore morale.


30 settembre 2010
www.internazionale.it (http://www.internazionale.it/europa-xenofoba)

Pegaso
10-10-2010, 08:45
Europa xenofoba

Manuel Castells


È come quei marsigliesi che, in una città con il 25 per cento di musulmani, sono favorevoli al divieto del richiamo dei muezzin alla preghiera: sarebbe come vietare il suono delle campane delle chiese.

La nostra ultima speranza è conquistare il rispetto del nuovo mondo grazie al nostro valore morale.


30 settembre 2010
www.internazionale.it (http://www.internazionale.it/europa-xenofoba)

su questo abbiamo ormai abbondantemente perso: di cosa ci lamentiamo visto che stiamo acquistando sempre di più lo sguardo del "nemico" culturalmente ed eticamente e traformando la democrazia in qualcosa di amorfo e ibrido. Forse la vera ragione del razzismo è anche questa: tolleriamo sempre meno l'identificazione e l'immagine che l'altro riflette di noi

Küstenland
12-10-2010, 07:58
Il problema non è Sarkozy che espelle i rom senza rispettare i loro diritti, ma l'82 per cento dei francesi che lo applaude.

Ci saranno dei buoni motivi per cui quel'82% lo applaude.

[*******]



Nel 2000 in Spagna il 36 per cento dei cittadini voleva leggi più restrittive sull’immigrazione, nel 2004 era il 56 per cento e oggi è il 75 per cento.

Ci saranno dei buoni motivi per cui il 75% degli spagnoli vorrebbero leggi più restrittive sull'immigrazione, e secondo me, uno di questi è la disoccupazione dilagante che s'aggira sul 20% e di conseguenza gli immigrati rubano lavoro agli spagnoli i quali dovrebbero avere il diritto di precedenza per accedere al mondo di lavoro.



Perché la percezione dello straniero è legata all’immigrazione, che a sua volta è legata a culture ed etnie diverse.

Proprio per il fatto che ci sono culture ed etnie diverse, che molto spesso sono incompatibili fra loro, è assolutamente necessario che ognuno resti a casa propria, onde evitare tensioni, di ogni tipo, legati al malcontento popolare che si trasforma in rabbia ed, a volte, anche in disperazione.



In Spagna c’è rispetto per i tedeschi, gli inglesi o i francesi, mentre i rom continuano a essere vittime della discriminazione e dell’ostilità popolare.

I tedeschi, gli inglesi e i francesi, sono normalmente civilizzati, ovvero non dimostrano alcun problema a rispettare le leggi del paese comunitario che li ospita, mentre i rom disprezzano le leggi, creando campi abusivi ed illegali, e sono dediti a furti, rapine, scippi poiché si rifiutano categoricamente di inserirsi normalmente nella società, adottando lo stesso tipo di vita che hanno i nativi di un certo determinato paese comunitario.



Essere nato in Francia ed essere naturalizzato francese a 18 anni non garantisce il diritto di rimanere cittadino, secondo un’altra legge di Sarkozy, che però non si applica ai francesi “purosangue”.

I francesi 'purosangue' hanno il sacrosanto diritto di rimanere cittadini francesi. Non c'è nulla da eccepire sulla legge di Sarkozy.



In Italia un immigrato irregolare può finire in carcere, ma il suo datore di lavoro rischia solo una multa.

Il datore di lavoro non ha alcuna responsabilità sul fatto che l'immigrato sia irregolare in quanto è soltanto sua la responsabilità di procurarsi un permesso di soggiorno regolare.



Il 55 per cento dei musulmani europei si sente sempre più discriminato. Con 25 milioni di musulmani nei paesi dell’Unione europea, concentrati nelle grandi città,

Nessuno li ha obbligati a venire qui, quindi se non gradiscono la nostra ospitalità, sono liberi di andarsene e ritornare a casa loro.



Molti credono che gli immigrati tolgano il lavoro e contribuiscano a far diminuire gli stipendi.

E' proprio vero, gli immigrati giocano sui ribassi dei salari e stipendi. Loro accettano anche di lavorare 10-12 ore quotidiane per 200-300 euro al mese di meno rispetto agli stipendi normali che i nativi percepiscono.



Anche il degrado della scuola pubblica è attribuito alle classi multietniche.

E' proprio vero. Gli immigrati non conosco la lingua locale e di conseguenza ostacolano il proseguimento normale dei programmi scolastici e a loro volta comportano il degrado delle scuole pubbliche.



sia per il bisogno di manodopera sia perché gli immigrati costano meno e sono più disposti ad accettare qualsiasi lavoro.

Per far in modo che i nativi possano accettare qualsiasi lavoro, bisognerebbe prima di tutto, rimandare a casa tutti gli immigrati irregolari, e regolari e senza lavoro, e nello stesso tempo prevedere delle agevolazioni fiscali sia per il datore di lavoro, sia per il lavoratore nativo assunto, che permettano loro di guadagnare molto di più, per invogliare i disoccupati nativi ad accettare qualsiasi lavoro poiché potrebbero guadagnare sufficientemente per vivere dignitosamente.



Secondo, perché ormai sono qui e ci resteranno finché possono, se non migliorano le condizioni di vita nei paesi d’origine.

Gli immigrati hanno la responsabilità diretta di migliorare le condizioni di vita nei loro paesi d'origine, non ha alcuna importanza come e quando, l'importante è che non vengano qui.



In nome di cosa la religione islamica è dichiarata estranea alla nostra cultura? Stiamo tornando alle guerre di religione?

No. Come già accennato sopra, in Arabia Saudita, il culto cristiano è proibito per legge. Di conseguenza se gli immigrati musulmani non gradiscono la nostra ospitalità che se ne vadano laggiù, troveranno sicuramente il paradiso.

Preem Palver
12-10-2010, 08:43
Il problema non è Sarkozy che espelle i rom senza rispettare i loro diritti, ma l’82 per cento dei francesi che lo applaude.




Ci saranno dei buoni motivi per cui quel'82% lo applaude.


Che ci siano dei motivi non lo metto in dubbio. Che siano anche buoni, resta da dimostrare



È come quei marsigliesi che, in una città con il 25 per cento di musulmani, sono favorevoli al divieto del richiamo dei muezzin alla preghiera: sarebbe come vietare il suono delle campane delle chiese.




La frase di cui sopra, evidenziata in grassetto, è palesemente idiota. Molti non sanno che, ad esempio, in Arabia Saudita il culto cristiano è proibito per legge. Di conseguenza, mi sembra doveroso render loro pan per focaccia ponendo divieti del richiamo dei muezzin, ma sarebbe ancora più giusto, proibire il culto musulmano per legge. Proibire di indossare il burqa, il niqab e la costruzione di minareti, sono soluzioni molto morbide. Ci vuole il pugno di ferro, in un ottica di uguaglianza, poiché come in Arabia Saudita è proibito essere cristiani, anche da noi dovrebbe essere proibito essere musulmani, di conseguenza si risolverebbe la secolare disparità di trattamento tra i paesi cristiani e musulmani e nello stesso tempo si potrebbe evitare l'immigrazione selvaggia dei musulmani che fra questi taluni potrebbero essere anche molto pericolosi dal punto di vista dell'ordine pubblico (terrorismo).


Vedo che per Padania l’Arabia Saudita costituisce il modello di riferimento. Buono a sapersi.





Nel 2000 in Spagna il 36 per cento dei cittadini voleva leggi più restrittive sull’immigrazione, nel 2004 era il 56 per cento e oggi è il 75 per cento. Gli studi dimostrano che la xenofobia ha un fondo di razzismo. Perché la percezione dello straniero è legata all’immigrazione, che a sua volta è legata a culture ed etnie diverse.




Ci saranno dei buoni motivi per cui il 75% degli spagnoli vorrebbero leggi più restrittive sull'immigrazione, e secondo me, uno di questi è la disoccupazione dilagante che s'aggira sul 20% e di conseguenza gli immigrati rubano lavoro agli spagnoli i quali dovrebbero avere il diritto di precedenza per accedere al mondo di lavoro.


Che sono un po’ i discorsi che si facevano nei confronti degli italiani, tra i quali moltissimi veneti, bergamaschi e bresciani, che emigravano nel Nord Europa e in America.
Ma mi interesserebbe sapere se, a parere di Padania, un imprenditore è libero o no di assumere chi vuole, nella sua Azienda.




Essere nato in Francia ed essere naturalizzato francese a 18 anni non garantisce il diritto di rimanere cittadino, secondo un’altra legge di Sarkozy, che però non si applica ai francesi “purosangue”.




I francesi 'purosangue' hanno il sacrosanto diritto di rimanere cittadini francesi. Non c'è nulla da eccepire sulla legge di Sarkozy.


E invece c’è parecchio da eccepire caro Padania. Non esistono cittadini di Serie A e cittadini di Serie B. I diritti legati alla cittadinanza sono legati alla cittadinanza, non ad altro. A proposito: cosa intendi per “francese purosangue”? Facciamo qualche esempio: Zidane e Yves Montand sono francesi o sono revocabili?
(Lo so che Yves Montand è morto e non è revocabile: è il principio che conta).



In Italia un immigrato irregolare può finire in carcere, ma il suo datore di lavoro rischia solo una multa.




Il datore di lavoro non ha alcuna responsabilità sul fatto che l'immigrato sia irregolare in quanto è soltanto sua la responsabilità di procurarsi un permesso di soggiorno regolare.


Direi proprio di no. Il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare i dati anagrafici del lavoratore e i dati relativi al permesso di soggiorno, nel caso di lavoratore extracomunitario.
Informarsi, please, prima di dare aria ai denti.



Molti credono che gli immigrati tolgano il lavoro e contribuiscano a far diminuire gli stipendi. Anche il degrado della scuola pubblica è attribuito alle classi multietniche.





E' proprio vero, gli immigrati giocano sui ribassi dei salari e stipendi. Loro accettano anche di lavorare 10-12 ore quotidiane per 200-300 euro al mese di meno rispetto agli stipendi normali che i nativi percepiscono.
Gli immigrati non conosco la lingua locale e di conseguenza ostacolano il proseguimento normale dei programmi scolastici e a loro volta comportano il degrado delle scuole pubbliche.


Secondo Padania sono gli immigrati che giocano sui bassi salari e sulla disponibilità. Non i datori di lavoro che sfruttano la situazione e dicono al maghrebino di turno: caro Alì, o così o pomì.
Rimando a quanto dicevo prima sugli emigrati italiani, ribadendo l’alta percentuale di veneti, bergamaschi e bresciani.

Riguardo le scuole: la soluzione sta nel mettere i figli degli immigrati in grado di conoscere la lingua italiana. Questo è compito dell’istituzione scolastica: si dia da fare, invece che tappezzare le scuole con la Maria Giovanna.

E per finire altre due perle padane.



Gli immigrati hanno la responsabilità diretta di migliorare le condizioni di vita nei loro paesi d'origine, non ha alcuna importanza come e quando, l'importante è che non vengano qui.

No. Come già accennato sopra, in Arabia Saudita, il culto cristiano è proibito per legge. Di conseguenza se gli immigrati musulmani non gradiscono la nostra ospitalità che se ne vadano laggiù, troveranno sicuramente il paradiso.

Già commentate prima. A parte il fatto che la responsabilità di migliorare le condizioni di vita nei paesi d’origine sta più alle classi dirigenti che non ai poveretti.
E poi è bello vedere la conferma che l’Arabia Saudita costituisce, per i nostri Padani, un modello da imitare.

Küstenland
12-10-2010, 09:30
Che siano anche buoni, resta da dimostrare

Se si tratta di legittima difesa contro il rischio di furti, rapine e scippi sono buoni motivi.



Vedo che per Padania l’Arabia Saudita costituisce il modello di riferimento. Buono a sapersi.

Non è il modello di riferimento, è l'esempio di riferimento sulla proibizione per legge saudita del culto cristiano.



Che sono un po’ i discorsi che si facevano nei confronti degli italiani, tra i quali moltissimi veneti, bergamaschi e bresciani, che emigravano nel Nord Europa e in America.

Questo avveniva agli inizi del '900. Ormai non ci sono più i presupposti poiché negli ultimi decenni la Padania ha notevolmente migliorato le condizioni di vita e di conseguenza l'emigrazione dei veneti, bergamaschi e bresciani si è notevolmente ridotta al minimo.



Ma mi interesserebbe sapere se, a parere di Padania, un imprenditore è libero o no di assumere chi vuole, nella sua Azienda.

Dovrebbero essere previsti delle agevolazioni fiscali per l'imprenditore che assume un lavoratore nativo, per invogliarlo ad assumerlo con la prospettiva di poter guadagnare di più tramite gli sconti fiscali.



E invece c’è parecchio da eccepire caro Padania. Non esistono cittadini di Serie A e cittadini di Serie B. I diritti legati alla cittadinanza sono legati alla cittadinanza, non ad altro. A proposito: cosa intendi per “francese purosangue”? Facciamo qualche esempio: Zidane e Yves Montand sono francesi o sono revocabili?
(Lo so che Yves Montand è morto e non è revocabile: è il principio che conta).

Non desidero entrare in modo più approfondito in questioni che sono puramente ed esclusivamente francesi, in quanto loro stessi possedevano colonie e hanno assorbito i cittadini colonizzati. Comunque in linea generale, la legge di Sarkozy, è giusta per principio.



Direi proprio di no. Il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare i dati anagrafici del lavoratore e i dati relativi al permesso di soggiorno, nel caso di lavoratore extracomunitario.
Informarsi, please, prima di dare aria ai denti.

L'immigrato ha comunque la diretta responsabilità ed il dovere di avere i documenti in regola, non il datore di lavoro.




Secondo Padania sono gli immigrati che giocano sui bassi salari e sulla disponibilità. Non i datori di lavoro che sfruttano la situazione e dicono al maghrebino di turno: caro Alì, o così o pomì.

Su questo fenomeno bisognerebbe lavorarci su per evitare le armi a doppio taglio di questo tipo.



Riguardo le scuole: la soluzione sta nel mettere i figli degli immigrati in grado di conoscere la lingua italiana. Questo è compito dell’istituzione scolastica: si dia da fare, invece che tappezzare le scuole con la Maria Giovanna.

No. I figli di immigrati devono conoscere già la lingua prima di iscriversi a scuola. Sarebbe opportuno creare dei test d'ammissione per individuare coloro che sono sufficientemente a conoscenza della lingua per porre il nulla osta alla loro relativa iscrizione.



A parte il fatto che la responsabilità di migliorare le condizioni di vita nei paesi d’origine sta più alle classi dirigenti che non ai poveretti.

Normalmente lo sviluppo economico parte dal basso verso l'alto, ma la cosa più importante è la mentalità e la cultura dello stesso popolo che accetta passivamente di vivere nella miseria, sfruttando l'assistenzialismo statale, e senza andare a lavorare (per esempio i meridionali).



E poi è bello vedere la conferma che l’Arabia Saudita costituisce, per i nostri Padani, un modello da imitare.

Figurarsi se vogliamo minareti, moschee, chador, burqa e niqab in Padania.

Preem Palver
12-10-2010, 10:28
Quando uno scrive che dobbiamo comportarci come in Arabia Saudita, evidentemente per quel tizio l'Arabia Saudita costituisce un modello.
Come facciano i figli degli immigrati a conoscere la lingua prima di andare a scuola è un mistero della Fede.
Normalmente in altri Stati si provvede all'insegnamento a cura delle autorità scolastiche.
Che lo sviluppo economico parta dal basso verso l'alto è un'idea molto suggestiva: sono i manovali ad essere responsabili dello sviluppo economico di un Paese, mica gli imprenditori. Se ne impara una nuova ogni giorno.

Küstenland
12-10-2010, 10:55
Quando uno scrive che dobbiamo comportarci come in Arabia Saudita, evidentemente per quel tizio l'Arabia Saudita costituisce un modello.

Evidentemente non hai capito il concetto, forse per la tua incapacità intellettuale?



Come facciano i figli degli immigrati a conoscere la lingua prima di andare a scuola è un mistero della Fede.

Non è un problema nostro. L'importante è che non devono ostacolare il normale svolgimento e proseguimento dei programmi scolastici prestabiliti, altrimenti restano fuori.



Normalmente in altri Stati si provvede all'insegnamento a cura delle autorità scolastiche.

A spese del contribuente. Cosa che preferiamo evitare di tartassare ulteriormente i cittadini padani, già afflitti dall'enorme assistenzialismo regalato ai meridionali.




Che lo sviluppo economico parta dal basso verso l'alto è un'idea molto suggestiva

I manovali, o comunque, tutti gli operai ed impiegati percepiscono un certo stipendio con il quale spendono nei consumi e/o servizi che a loro volta danno un profitto agli imprenditori che vendono loro i prodotti e/o servizi.

Quindi, non è responsabilità nostra se i cittadini dei paesi poveri non percepiscono uno stipendio adeguato per vivere dignitosamente. Se a loro non va bene, non devono venire qui e nello stesso tempo devono lottare, rimanendo a casa loro, contro i loro stessi governi. Noi non abbiamo il dovere di accollarsi il loro peso sulle nostre spalle.

Noi cittadini padani abbiamo migliorato il nostro tenore di vita attraverso gli ultimi decenni, grazie alla nostra ferrea volontà di avere stipendi adeguati per vivere meglio, e siamo riusciti ad ottenerli attraverso scioperi e manifestazioni, soprattutto negli anni '60 e '70. Questo è un esempio che gli immigrati dovrebbero imitare nei loro paesi d'origine, ma invece di lottare a casa propria, scappano e vengono qui. Di conseguenza, i loro paesi d'origine resteranno sempre poveri e l'immigrazione diventerà sempre di più allarmante e preoccupante e quindi un gravissimo problema.

Annibale
12-10-2010, 11:29
Ma perché dovremmo preoccuparci dell’ondata di razzismo e intolleranza che attraversa l’Europa? Dato che quanto restava dell’amore cristiano per il prossimo se l’è portato via lo scandalo dei preti pedofili e dato che i diritti umani sono rimasti tali solo per i benestanti, perché non chiuderci in trincea, far rispettare le nostre leggi e i nostri costumi e tenere per noi i posti di lavoro, l’istruzione pubblica e la sanità?

Prima di tutto perché non possiamo: non c’è economia europea (salvo quelle scandinave) che potrebbe resistere, sia per il bisogno di manodopera sia perché gli immigrati costano meno e sono più disposti ad accettare qualsiasi lavoro. Secondo, perché ormai sono qui e ci resteranno finché possono, se non migliorano le condizioni di vita nei paesi d’origine.
Quello che ho messo in grassetto sembra un elogio della schiavitù: gli immigrati ci convengono perchè accettano qualsiasi lavoro.

Annibale
12-10-2010, 11:33
Il datore di lavoro non ha alcuna responsabilità sul fatto che l'immigrato sia irregolare in quanto è soltanto sua la responsabilità di procurarsi un permesso di soggiorno regolare. Col cavolo, il datore di lavoro deve controllare che il lavoratore straniero abbia il permesso di soggiorno, se non lo fa è responsabile di avere assunto un clandestino. Non c'è nulla di peggio degli ipocriti che assumono clandestini e poi si lamentano che ci sono i clandestini.

Annibale
12-10-2010, 11:35
La frase di cui sopra, evidenziata in grassetto, è palesemente idiota. Molti non sanno che, ad esempio, in Arabia Saudita il culto cristiano è proibito per legge. Di conseguenza, mi sembra doveroso render loro pan per focaccia ponendo divieti del richiamo dei muezzin, ma sarebbe ancora più giusto, proibire il culto musulmano per legge. Proibire di indossare il burqa, il niqab e la costruzione di minareti, sono soluzioni molto morbide. Ci vuole il pugno di ferro, in un ottica di uguaglianza, poiché come in Arabia Saudita è proibito essere cristiani, anche da noi dovrebbe essere proibito essere musulmani, di conseguenza si risolverebbe la secolare disparità di trattamento tra i paesi cristiani e musulmani e nello stesso tempo si potrebbe evitare l'immigrazione selvaggia dei musulmani che fra questi taluni potrebbero essere anche molto pericolosi dal punto di vista dell'ordine pubblico (terrorismo). Resta da spiegare perchè il nostro punto di riferimento dovrebbe essere l'Arabia Saudita e non i tanti paesi islamici dove il culto cristiano è permesso.

Annibale
12-10-2010, 11:38
Europa xenofoba

Manuel Castells

http://img808.imageshack.us/img808/1543/99619788.jpgIl problema non è Sarkozy che espelle i rom senza rispettare i loro diritti, ma l’82 per cento dei francesi che lo applaude.

È come quei marsigliesi che, in una città con il 25 per cento di musulmani, sono favorevoli al divieto del richiamo dei muezzin alla preghiera: sarebbe come vietare il suono delle campane delle chiese.

Gli svizzeri sono stati più diretti, approvando per referendum il divieto di costruire nuovi minareti. A tedeschi e francesi sarebbe piaciuto imitarli. Il divieto di indossare il velo integrale per strada (Francia, Italia) o negli edifici pubblici (Catalogna) è un’espressione di razzismo e intolleranza mascherata da difesa delle donne (a cui peraltro non si chiede nemmeno un parere). Anche se le persone esplicitamente razziste sono una minoranza, la xenofobia è in rapido aumento e sta diventando un atteggiamento maggioritario in tutt’Europa.

Nel 2000 in Spagna il 36 per cento dei cittadini voleva leggi più restrittive sull’immigrazione, nel 2004 era il 56 per cento e oggi è il 75 per cento. Gli studi dimostrano che la xenofobia ha un fondo di razzismo. Perché la percezione dello straniero è legata all’immigrazione, che a sua volta è legata a culture ed etnie diverse.

Ma a essere rifiutate sono solo certe culture e certe etnie. In Spagna c’è rispetto per i tedeschi, gli inglesi o i francesi, mentre i rom continuano a essere vittime della discriminazione e dell’ostilità popolare. Essere nato in Francia ed essere naturalizzato francese a 18 anni non garantisce il diritto di rimanere cittadino, secondo un’altra legge di Sarkozy, che però non si applica ai francesi “purosangue”.

In Italia un immigrato irregolare può finire in carcere, ma il suo datore di lavoro rischia solo una multa. In questo cocktail d’intolleranza, l’ostilità all’islam è l’ingrediente principale, legato al marchio d’infamia di essere potenziali terroristi. Il 55 per cento dei musulmani europei si sente sempre più discriminato. Con 25 milioni di musulmani nei paesi dell’Unione europea, concentrati nelle grandi città, lo scontro religioso-culturale può far temere il peggio. I politici incitano o tollerano la xenofobia per meschini interessi elettorali. Alcuni lo fanno per guadagnare voti, altri per non perderli. È un atteggiamento comune a quasi tutti i partiti e a tutti i paesi, salvo poche eccezioni.

Le cause di questo aumento della xenofobia sono note, perché ci sono molte ricerche sull’argomento. La prima è la crisi economica e l’aumento della disoccupazione. Molti credono che gli immigrati tolgano il lavoro e contribuiscano a far diminuire gli stipendi. Anche il degrado della scuola pubblica è attribuito alle classi multietniche.

La delinquenza, piccola o grande che sia, è associata all’immigrazione. Tutte idee senza fondamento. In Spagna, per esempio, l’immigrazione è stata un fattore molto positivo per la crescita tra il 1995 e il 2005: ha contribuito ad aumentare l’offerta di lavoro e la domanda di beni e servizi per i nuovi residenti. Il tasso di delinquenza è più alto tra la popolazione autoctona che non tra gli immigrati, tenuto conto dell’effetto dell’età. Ma non insisterò nel contrapporre dati a emozioni, perché non si tratta di un problema di conoscenza ma di sensazioni. E tra le sensazioni prevale la paura: paura di una globalizzazione incontrollata, di un’identità culturale minacciata, di un’economia in crisi e dell’insicurezza del lavoro.

Ma perché dovremmo preoccuparci dell’ondata di razzismo e intolleranza che attraversa l’Europa? Dato che quanto restava dell’amore cristiano per il prossimo se l’è portato via lo scandalo dei preti pedofili e dato che i diritti umani sono rimasti tali solo per i benestanti, perché non chiuderci in trincea, far rispettare le nostre leggi e i nostri costumi e tenere per noi i posti di lavoro, l’istruzione pubblica e la sanità?

Prima di tutto perché non possiamo: non c’è economia europea (salvo quelle scandinave) che potrebbe resistere, sia per il bisogno di manodopera sia perché gli immigrati costano meno e sono più disposti ad accettare qualsiasi lavoro. Secondo, perché ormai sono qui e ci resteranno finché possono, se non migliorano le condizioni di vita nei paesi d’origine.

E terzo, perché non si tratta solo di immigrati, ma di minoranze etniche e culturali ormai radicate in Europa. Obbligarli a rinunciare alla loro identità è una provocazione che rischia di alimentare uno scontro tra milioni di persone e reazioni estreme. In nome di cosa la religione islamica è dichiarata estranea alla nostra cultura? Stiamo tornando alle guerre di religione?

Insomma, venire meno alla tolleranza e al rispetto dell’altro che ci inorgoglivano come europei è un viaggio senza ritorno. In un mondo interdipendente, con un’economia in crisi, mentre cerchiamo investitori cinesi per salvare l’industria dell’auto e capitali arabi per riportare a galla le banche, in un pianeta in cui l’Europa rappresenta il 15 per cento della popolazione, ci resta solo il rispetto dei valori di tolleranza e di pace per farci sopravvivere in un ambiente competitivo e violento. Male che vada, perderemo.

La nostra ultima speranza è conquistare il rispetto del nuovo mondo grazie al nostro valore morale.


30 settembre 2010
www.internazionale.it (http://www.internazionale.it/europa-xenofoba)
Il tenore generale di questo articolo è di un pietismo tremendo. Non c'è proprio nessuna comprensione per i problemi prodotti dall'immigrazione, c'è solo un predicozzo moralistico contro l'intera politica e società europea.

Preem Palver
12-10-2010, 12:14
Quando uno scrive che dobbiamo comportarci come in Arabia Saudita, evidentemente per quel tizio l'Arabia Saudita costituisce un modello.




Evidentemente non hai capito il concetto, forse per la tua incapacità intellettuale?


Dici? Credo invece di averlo capito fin troppo bene.




Come facciano i figli degli immigrati a conoscere la lingua prima di andare a scuola è un mistero della Fede.
Normalmente in altri Stati si provvede all'insegnamento a cura delle autorità scolastiche.




Non è un problema nostro. L'importante è che non devono ostacolare il normale svolgimento e proseguimento dei programmi scolastici prestabiliti, altrimenti restano fuori.
A spese del contribuente. Cosa che preferiamo evitare di tartassare ulteriormente i cittadini padani, già afflitti dall'enorme assistenzialismo regalato ai meridionali.


Ti è sfuggito un piccolo particolare: gli immigrati pagano le tasse esattamente come noi, quindi hanno tutto il diritto di mandare i figli a scuola, e hanno tutto il diritto che la scuola li prepari.
A proposito di assistenzialismo e per non tartassare i cittadini, potremmo suggerire alla Signora Bossi di restituire i NOSTRI 800.000 euro che si è imbertata con la complicità dei parlamentari leghisti.
Sarebbe un primo passo, ma da qualche parte bisogna pure incominciare.






I manovali, o comunque, tutti gli operai ed impiegati percepiscono un certo stipendio con il quale spendono nei consumi e/o servizi che a loro volta danno un profitto agli imprenditori che vendono loro i prodotti e/o servizi.

Quindi, non è responsabilità nostra se i cittadini dei paesi poveri non percepiscono uno stipendio adeguato per vivere dignitosamente. Se a loro non va bene, non devono venire qui e nello stesso tempo devono lottare, rimanendo a casa loro, contro i loro stessi governi. Noi non abbiamo il dovere di accollarsi il loro peso sulle nostre spalle.

Noi cittadini padani abbiamo migliorato il nostro tenore di vita attraverso gli ultimi decenni, grazie alla nostra ferrea volontà di avere stipendi adeguati per vivere meglio, e siamo riusciti ad ottenerli attraverso scioperi e manifestazioni, soprattutto negli anni '60 e '70. Questo è un esempio che gli immigrati dovrebbero imitare nei loro paesi d'origine, ma invece di lottare a casa propria, scappano e vengono qui. Di conseguenza, i loro paesi d'origine resteranno sempre poveri e l'immigrazione diventerà sempre di più allarmante e preoccupante e quindi un gravissimo problema.

Forse ti sfugge un altro piccolo particolare: dove stanno le fabbriche e gli uffici nei paesi poveri?
In secondo luogo: noi non ci stiamo accollando proprio un bel niente. Gli immigrati vengono qui, lavorano, acquistano (garantendo i profitti agli imprenditori, come dici tu), pagano le tasse e i contributi.
Il signore desidera altro?

Roderigo
12-10-2010, 12:19
Il tenore generale di questo articolo è di un pietismo tremendo. Non c'è proprio nessuna comprensione per i problemi prodotti dall'immigrazione, c'è solo un predicozzo moralistico contro l'intera politica e società europea.
Razzismo e xenofobia sono anche una questione morale.

Amanda
12-10-2010, 12:37
http://img713.imageshack.us/img713/1651/vignettapadania.jpg

Küstenland
12-10-2010, 12:37
Col cavolo, il datore di lavoro deve controllare che il lavoratore straniero abbia il permesso di soggiorno, se non lo fa è responsabile di avere assunto un clandestino. Non c'è nulla di peggio degli ipocriti che assumono clandestini e poi si lamentano che ci sono i clandestini.

L'immigrato se regolare, entra nel nostro territorio provvisto di visto d'ingresso. Secondo la legge, entro 8 giorni deve recarsi in questura per l'iter del PdS. Nel frattempo è sua diretta responsabilità di continuare ad essere in regola con i documenti.
Esistono vari racket che producono PdS falsi, e di conseguenza i datori di lavoro possono essere ingannati al momento dell'assunzione e per questo motivo sono solo passabili soltanto con una multa.


Resta da spiegare perchè il nostro punto di riferimento dovrebbe essere l'Arabia Saudita e non i tanti paesi islamici dove il culto cristiano è permesso.

da http://controcorrente.ilcannocchiale.it/post/2018803.html :

"In realtà, nell’Arabia Saudita, dove vige il wahhabismo, non solo non è possibile costruire una chiesa o anche un piccolissimo luogo di culto cristiano, ma è severamente proibito con pene durissime ogni atto di culto cristiano e anche ogni segno di fede cristiana. Così circa un milione di cristiani e cristiane, che lavorano in Arabia Saudita, sono privati, con la violenza, di ogni pratica e di ogni segno cristiano. Essi possono partecipare alla messa o ad altre pratiche cristiane – e anche allora con grave pericolo di perdere il lavoro – soltanto nei locali delle imprese petrolifere estere. Eppure, l’Arabia Saudita spende miliardi di petrodollari, non a beneficio dei suoi cittadini poveri o dei musulmani poveri di altri paesi musulmani, ma per costruire in Europa moschee e madrasa e finanziare gli imam delle moschee in tutti i paesi occidentali. Si può ricordare che la moschea romana di Monte Antenne, costruita su un suolo donato gratuitamente dal governo italiano, è stata finanziata principalmente dall’Arabia Saudita ed è stata costruita per essere la moschea più grande d’Europa nel cuore stesso della cristianità."


Dici? Credo invece di averlo capito fin troppo bene.

Poiché capisci fischi per fiaschi, ho il dovere di precisare che non abbiamo alcuna intenzione di imitare il modello saudita, in quanto non vogliamo moschee, minareti, burqa, niqab e kebaberie sul nostro territorio.



Ti è sfuggito un piccolo particolare: gli immigrati pagano le tasse esattamente come noi, quindi hanno tutto il diritto di mandare i figli a scuola, e hanno tutto il diritto che la scuola li prepari.

Non mi risulta che ad esempio le centinaia di migliaia di immigrati venditori ambulanti paghino regolarmente le loro tasse poiché non emettono lo scontrino fiscale.
Per non parlare dei negozi cinesi che non emettono lo scontrino fiscale se non dietro richiesta esplicita. Come pure per tutti gli altri esercizi pubblici gestiti da immigrati.



A proposito di assistenzialismo e per non tartassare i cittadini, potremmo suggerire alla Signora Bossi di restituire i NOSTRI 800.000 euro che si è imbertata con la complicità dei parlamentari leghisti.

L'assistenzialismo statale, usurpato, dai meridionali ha un costo annuo intorno sui 16 miliardi di euro che pesano sulle spalle di noi padani. Sì che questo mi dà molto ma molto più fastidio dei tuoi miseri 800.000 euro. Se piangi tanto per questa cifra ridicola, come mai non piangi per i 16 miliardi di euro che ci rubano per alimentare l'assistenzialismo meridionale?




Forse ti sfugge un altro piccolo particolare: dove stanno le fabbriche e gli uffici nei paesi poveri?

Ci sono fabbriche ed uffici nei paesi poveri, solo che i cittadini di quei paesi non accettano di lavorare e scappano venendo qui.



In secondo luogo: noi non ci stiamo accollando proprio un bel niente. Gli immigrati vengono qui, lavorano, acquistano (garantendo i profitti agli imprenditori, come dici tu), pagano le tasse e i contributi.
Il signore desidera altro?

Errata corrige: gli immigrati vengono qui, ci rubano il lavoro, acquistano prodotti d'importazione (come ad esempio i cinesi e i turchi), non pagano le tasse (venditori ambulanti, soprattutto) e in più sfruttano la sanità gratuita finanziata con i soldi delle nostre tasse.

Il signore desidera altre delucidazioni o 'disegnini'?

Preem Palver
12-10-2010, 12:59
Non mi risulta che ad esempio le centinaia di migliaia di immigrati venditori ambulanti paghino regolarmente le loro tasse poiché non emettono lo scontrino fiscale.
Per non parlare dei negozi cinesi che non emettono lo scontrino fiscale se non dietro richiesta esplicita. Come pure per tutti gli altri esercizi pubblici gestiti da immigrati.


Ridicolo. In Italia ci sono 170.000 imprese di venditori ambulanti: come fanno ad esserci centinaia di migliaia di immigrati?
La mancata emissione di scontrino fiscale è un problema comune a stranieri e italiani. Se non lo sai, informati.




L'assistenzialismo statale, usurpato, dai meridionali ha un costo annuo intorno sui 16 miliardi di euro che pesano sulle spalle di noi padani. Sì che questo mi dà molto ma molto più fastidio dei tuoi miseri 800.000 euro. Se piangi tanto per questa cifra ridicola, come mai non piangi per i 16 miliardi di euro che ci rubano per alimentare l'assistenzialismo meridionale?


Vorrei tanto capire da dove hai tirato fuori quella cifra e come fai a dire che quei soldi finiscono al Sud.
Dei soldi che si è imbertata la Signora Bossi invece si sa che erano soldi nostri e che ora stanno nelle tasche sue.





Ci sono fabbriche ed uffici nei paesi poveri, solo che i cittadini di quei paesi non accettano di lavorare e scappano venendo qui.

Errata corrige: gli immigrati vengono qui, ci rubano il lavoro, acquistano prodotti d'importazione (come ad esempio i cinesi e i turchi), non pagano le tasse (venditori ambulanti, soprattutto) e in più sfruttano la sanità gratuita finanziata con i soldi delle nostre tasse.

Il signore desidera altre delucidazioni o 'disegnini'?


Famosissime le fabbriche di automobili del Burkina Faso e quelle di computer del Malawi. Il Ciad e il Niger brulicano di Banche e Compagnie di Assicurazione.
Gli immigrati non rubano il lavoro a nessuno e pagano le tasse. E lascia perdere la storia dello scontrino fiscale: mai sentito il discorso di un artigiano o di un professionista : “Senza ricevuta sono 100 euro, con la ricevuta 150” ?
Ridicolo.
I disegnini valli a fare alla scuola di Adro.

Küstenland
12-10-2010, 13:17
Ridicolo. In Italia ci sono 170.000 imprese di venditori ambulanti: come fanno ad esserci centinaia di migliaia di immigrati?

Ci sono circa 4 milioni di immigrati. E un numero imprecisato di irregolari e clandestini. Ecco come fanno ad esserci centinaia di migliaia di immigrati.



La mancata emissione di scontrino fiscale è un problema comune a stranieri e italiani. Se non lo sai, informati.

Non mi interessa se sia un problema comune ad immigrati e padani, a me interessa che gli immigrati, essendo nostri ospiti, paghino le loro tasse.




Vorrei tanto capire da dove hai tirato fuori quella cifra e come fai a dire che quei soldi finiscono al Sud.

da http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/22/invalidita-la-scure-dellinps-verifiche-su-200mila.html

Invalidità, la scure dell'Inps verifiche su 200mila assegni

Repubblica — 22 agosto 2010 pagina 9 sezione: BARI

SONO 211.500 le pensioni di invalidità erogate in Puglia nel 2009. Ogni cento pugliesei, cinque percepiscono l'assegno dall'Inps. La media è inferiore a quella delle regioni meridionali, la più alta rispetto al Centro e al Nord, anche se in Umbria c'è il primato italiano con 6 pensioni di invalidità erogate ogni cento abitanti. Una spesa, quella dell'Inps, che supera i 16 miliardi di euro, secondo la relazione generale sulla situazione economica del Paese diffusa dal ministero dell'economia. Spesa cresciuta negli ultimi cinque anni del 36,4%. Tutta colpa, sembrerebbe ai piani alti dell'istituto nazionale di previdenza sociale, del passaggio delle competenze di accertamento alle Regioni. Nel 2009 in Puglia sono state erogate pensioni di invalidità civile per 13 milioni e mezzo di euro. L'assegno mensile che è di poco superiore a 500 euro. Ma, in Puglia, non è l'unico sostegno che viene garantito: la massiccia politica di servizi sociali, avviata nella passata legislatura dall'assessore regionale Elena Gentile, ha previsto una serie di misure per la non autosufficienza finanziate a suon di milioni di euro. Le prospettive tuttavia, non sono rosee perché con la manovra finanziaria, secondo le stime dell'assessore nei giorni della polemica con il ministro Tremonti, a partire dal 2011 sarà azzerato il fondo per le non autosufficienze, che per la Puglia significa un taglio netto di 25 milioni di euro annui. La scure tremontiana riduce in briciole anche il fondo delle politiche sociali, con una perdita netta per la Puglia tra il 2007 e il 2011 di quasi 50 milioni di euro. Tagli di cui non si sente il bisogno come invece, quelli, sui falsi invalidi. Dai dati Inps emerge che la distribuzione degli invalidi civili è concentrata in quattro regioni meridionali. E la Puglia è fra queste. Tanto che la lotta dell'Inps per scovare i furbetti della pensione di invalidità per l'80 per cento sarà concentrata nel quadrilatero che comprende anche Campania, Sicilia e Calabria. Oltre 200mila le visite straordinarie fatte da maggio 2009 al maggio scorso. E da giugno sono scattate altre 100mila. L'obiettivo è di revocare il 20 per cento degli assegni oggi erogati. Qualche sorpresa è già arrivata nel frattempo, anche se in Puglia, sono state annullate solo 16 pensioni ogni cento verificate dagli ispettori Inps. Spesso la "colpa" è del titolare di pensione, come quel sessantaduenne invalido al 100% con gravi problemi di deambulazione, che a Bari andava regolarmente in bicicletta. A volte c'è lo zampino delle commissioni invalidi civili. Come quella dell'ospedale San Paolo che nel maggio scorso è finita sotto processo per truffa e falso ideologico in atto pubblico. - PAOLO VIOTTI



Famosissime le fabbriche di automobili del Burkina Faso e quelle di computer del Malawi. Il Ciad e il Niger brulicano di Banche e Compagnie di Assicurazione.

Informati sulle imprese africane prima di fare dell'inutile sarcasmo.




Gli immigrati non rubano il lavoro a nessuno e pagano le tasse.

Sul fatto che NON ci rubino il lavoro è assolutamente falso. E sul fatto che paghino le tasse è tutto da accertare tramite controlli fiscali mirati.



I disegnini valli a fare alla scuola di Adro.

Vieni con me, magari impari qualcosa sul pattriotismo padano, del quale sei totalmente carente.

Preem Palver
12-10-2010, 13:56
Non hai capito: la mia domanda è come fanno ad esserci centinaia di migliaia di ambulanti immigrati.

Sulle tasse: a me interessa che TUTTI paghino le tasse, non mi interessa se l'evasore è nato a Cantù, a Cerignola o a Dar-es-Salaam. Gli evasori sono evasori punto.

La cifra di 16 miliardi di euro, se ho letto bene, è riferita totale erogato dall'Inps. Se è così, comprende tutte le pensioni, e non solo quello che tu definisci assistenzialmo ai meridionali.

Imprese africane. Vista la mia ignoranza, potresti aggiornarmi sulle imprese del Burkina Faso, intanto per cominciare.

Come ripeto, gli immmigrati non rubano il lavoro a nessuno. Sono gli imprenditori che gli danno da lavorare, o sono i privati che hanno bisogno di badanti, di collaboratori domestici

La verifica del pagamento delle tasse spetta all'Agenzia delle Entrate, e va fatta per tutti indipendentemente dal luogo di nascita.

Amanda
12-10-2010, 14:10
Non hai capito: la mia domanda è come fanno ad esserci centinaia di migliaia di ambulanti immigrati.

Sulle tasse: a me interessa che TUTTI paghino le tasse, non mi interessa se l'evasore è nato a Cantù, a Cerignola o a Dar-es-Salaam. Gli evasori sono evasori punto.

La cifra di 16 miliardi di euro, se ho letto bene, è riferita totale erogato dall'Inps. Se è così, comprende tutte le pensioni, e non solo quello che tu definisci assistenzialmo ai meridionali.

Imprese africane. Vista la mia ignoranza, potresti aggiornarmi sulle imprese del Burkina Faso, intanto per cominciare.

Come ripeto, gli immmigrati non rubano il lavoro a nessuno. Sono gli imprenditori che gli danno da lavorare, o sono i privati che hanno bisogno di badanti, di collaboratori domestici

La verifica del pagamento delle tasse spetta all'Agenzia delle Entrate, e va fatta per tutti indipendentemente dal luogo di nascita.

http://notizie.tiscali.it/articoli/economia/10/05/17/evasione-fiscale-italia.html

Nei primi 4 mesi del 2010 l'evasione fiscale cresce del 6,7%, in testa Lombardia e Veneto

Nei primi quattro mesi del 2010, l'imponibile evaso in Italia è cresciuto del 6,7% ed ha raggiunto l’ammontare di 371 miliardi di euro l'anno. In termini di imposte sottratte all'erario siamo nell'ordine dei 156 miliardi di euro l’anno. È questa la stima calcolata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente monitora costantemente il fenomeno dell’evasione fiscale in Italia.L'economia sommersa - Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate: l'economia sommersa, l'economia criminale, l'evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese....

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altro che ambulanti.....

Küstenland
13-10-2010, 08:31
Non hai capito: la mia domanda è come fanno ad esserci centinaia di migliaia di ambulanti immigrati.

Tra questi molti sono irregolari e clandestini.



Sulle tasse: a me interessa che TUTTI paghino le tasse, non mi interessa se l'evasore è nato a Cantù, a Cerignola o a Dar-es-Salaam. Gli evasori sono evasori punto.

Prima deve essere approvato il federalismo fiscale poi se ne parlerà.



La cifra di 16 miliardi di euro, se ho letto bene, è riferita totale erogato dall'Inps. Se è così, comprende tutte le pensioni, e non solo quello che tu definisci assistenzialmo ai meridionali.

"Sono 211.500 le pensioni di invalidità erogate in Puglia nel 2009. Ogni cento pugliesei, cinque percepiscono l'assegno dall'Inps. La media è inferiore a quella delle regioni meridionali"

Ciò significa nelle altre regioni meridionali sono state erogate più di 5 assegni inps ogni 100.

"Dai dati Inps emerge che la distribuzione degli invalidi civili è concentrata in quattro regioni meridionali. E la Puglia è fra queste"

"Una spesa, quella dell'Inps, che supera i 16 miliardi di euro"

Poiché la matematica non è un opinione e tenendo conto delle precisazioni Inps, è facile intuire che la cifra di 16 miliardi di euro è tutta da attribuire all'assistenzialismo meridionale, mentre la cifra (imprecisata) che supera i 16 miliardi è da attribuire a quello della Padania.



Imprese africane. Vista la mia ignoranza, potresti aggiornarmi sulle imprese del Burkina Faso, intanto per cominciare.

In Burkina Faso, l'80% della popolazione occupata si dedica all'agricoltura ed all'allevamento.

Di conseguenza, invece di scappare e venire qui, dovrebbero rimanere laggiù e continuare a coltivare la terra; in passato quasi tutte le civiltà occidentali si sono sviluppate partendo proprio dall'agricoltura ed allevamenti.

Infatti se i cittadini del Burkina Faso continuano a scappare via, la terra rimane incolta e di conseguenza non produce e pertanto il paese continua ad essere povero.

Poichè la sua economia è finanziata da aiuti internazionali basati sui soldi, è evidente che vengono spesi male in quanto non riescono a svilupparsi in modo adeguato.

Invece di dare loro denaro, bisognerebbe dare loro solamente ed unicamente attrezzature come ad esempio desalinizzatori e/o purificatori di acqua che serve per irrigare i loro campi incolti ed abbandonati.

Solo in questo modo si può fermare definitivamente l'immigrazione.



Come ripeto, gli immmigrati non rubano il lavoro a nessuno.

Invece lo rubano ai cittadini padani che dovrebbero avere il diritto di precedenza.

GLi immigrati dovrebbero accedere al mondo del lavoro solamente ed unicamente quando tutti i padani hanno già un lavoro.



Sono gli imprenditori che gli danno da lavorare, o sono i privati che hanno bisogno di badanti, di collaboratori domestici

Su questo punto si dovrebbe regolamentare, creando ulteriori leggi restrittive sull'immigrazione, affinché gli imprenditori e i privati assumano lavoratori nativi con la prospettiva di ottenere forti sgravi e/o agevolazioni fiscali.




La verifica del pagamento delle tasse spetta all'Agenzia delle Entrate, e va fatta per tutti indipendentemente dal luogo di nascita.

Inizialmente si dovrebbero verificare tutti i 4 milioni di immigrati e poi tutti i restanti, ma ancora prima, si dovrebbe applicare il federalismo fiscale.

Amanda
13-10-2010, 08:42
Tra questi molti sono irregolari e clandestini.



Prima deve essere approvato il federalismo fiscale poi se ne parlerà.



"Sono 211.500 le pensioni di invalidità erogate in Puglia nel 2009. Ogni cento pugliesei, cinque percepiscono l'assegno dall'Inps. La media è inferiore a quella delle regioni meridionali"

Ciò significa nelle altre regioni meridionali sono state erogate più di 5 assegni inps ogni 100.

"Dai dati Inps emerge che la distribuzione degli invalidi civili è concentrata in quattro regioni meridionali. E la Puglia è fra queste"

"Una spesa, quella dell'Inps, che supera i 16 miliardi di euro"

Poiché la matematica non è un opinione e tenendo conto delle precisazioni Inps, è facile intuire che la cifra di 16 miliardi di euro è tutta da attribuire all'assistenzialismo meridionale, mentre la cifra (imprecisata) che supera i 16 miliardi è da attribuire a quello della Padania.



In Burkina Faso, l'80% della popolazione occupata si dedica all'agricoltura ed all'allevamento.

Di conseguenza, invece di scappare e venire qui, dovrebbero rimanere laggiù e continuare a coltivare la terra; in passato quasi tutte le civiltà occidentali si sono sviluppate partendo proprio dall'agricoltura ed allevamenti.

Infatti se i cittadini del Burkina Faso continuano a scappare via, la terra rimane incolta e di conseguenza non produce e pertanto il paese continua ad essere povero.

Poichè la sua economia è finanziata da aiuti internazionali basati sui soldi, è evidente che vengono spesi male in quanto non riescono a svilupparsi in modo adeguato.

Invece di dare loro denaro, bisognerebbe dare loro solamente ed unicamente attrezzature come ad esempio desalinizzatori e/o purificatori di acqua che serve per irrigare i loro campi incolti ed abbandonati.

Solo in questo modo si può fermare definitivamente l'immigrazione.



Invece lo rubano ai cittadini padani che dovrebbero avere il diritto di precedenza.

GLi immigrati dovrebbero accedere al mondo del lavoro solamente ed unicamente quando tutti i padani hanno già un lavoro.



Su questo punto si dovrebbe regolamentare, creando ulteriori leggi restrittive sull'immigrazione, affinché gli imprenditori e i privati assumano lavoratori nativi con la prospettiva di ottenere forti sgravi e/o agevolazioni fiscali.




Inizialmente si dovrebbero verificare tutti i 4 milioni di immigrati e poi tutti i restanti, ma ancora prima, si dovrebbe applicare il federalismo fiscale.

http://www.beppegrillo.it/2010/06/yacht_ed_evasio.html


Il Governo chiede sacrifici a milioni di dipendenti pubblici, la Lega propone di tassare i venditori ambulanti. E sotto i nostri occhi, viene consumata un’evasione fiscale da oltre mezzo miliardo di euro. Basta andare al mare per vederla, basta camminare nei porticcioli turistici


===============================================================================================================

vai a fare un giro....

Küstenland
13-10-2010, 08:46
http://www.beppegrillo.it/2010/06/yacht_ed_evasio.html


Il Governo chiede sacrifici a milioni di dipendenti pubblici, la Lega propone di tassare i venditori ambulanti. E sotto i nostri occhi, viene consumata un’evasione fiscale da oltre mezzo miliardo di euro. Basta andare al mare per vederla, basta camminare nei porticcioli turistici


===============================================================================================================

vai a fare un giro....

Nello stesso articolo è confermato che è tutto permesso dalla legge.

Invece, i venditori ambulanti che non emettono lo scontrino fiscale e non pagano le tasse, non è permesso dalla legge.

Preem Palver
13-10-2010, 09:16
Non hai capito: la mia domanda è come fanno ad esserci centinaia di migliaia di ambulanti immigrati.




Tra questi molti sono irregolari e clandestini.


Rifo. Se le aziende di ambulanti in Italia sono 170.000, come fanno ad esserci CENTINAIA DI MIGLIAIA di ambulanti stranieri?
Spero che adesso la domanda sia chiara.



Sulle tasse: a me interessa che TUTTI paghino le tasse, non mi interessa se l'evasore è nato a Cantù, a Cerignola o a Dar-es-Salaam. Gli evasori sono evasori punto.



Prima deve essere approvato il federalismo fiscale poi se ne parlerà.


Amico, non può funzionare così.
Anche perché se tutti dicono: “quest’anno io non pago le tasse, perché non c’è il federalismo fiscale. Quando ci sarà vedremo”, secondo te dove andiamo a finire?
Chi glielo paga al Bossi lo stipendio da Ministro, e al Trota quello da Consigliere regionale?



La cifra di 16 miliardi di euro, se ho letto bene, è riferita totale erogato dall'Inps. Se è così, comprende tutte le pensioni, e non solo quello che tu definisci assistenzialmo ai meridionali.




"Sono 211.500 le pensioni di invalidità erogate in Puglia nel 2009. Ogni cento pugliesei, cinque percepiscono l'assegno dall'Inps. La media è inferiore a quella delle regioni meridionali"

Ciò significa nelle altre regioni meridionali sono state erogate più di 5 assegni inps ogni 100.

"Dai dati Inps emerge che la distribuzione degli invalidi civili è concentrata in quattro regioni meridionali. E la Puglia è fra queste"

"Una spesa, quella dell'Inps, che supera i 16 miliardi di euro"

Poiché la matematica non è un opinione e tenendo conto delle precisazioni Inps, è facile intuire che la cifra di 16 miliardi di euro è tutta da attribuire all'assistenzialismo meridionale, mentre la cifra (imprecisata) che supera i 16 miliardi è da attribuire a quello della Padania.


Datosi che:
L’Inps paga tutte le pensioni e non solo quelle di invalidità
La matematica non è un’opinione

Prima di accettare il tuo discorso occorre stabilire quanto paga l’Inps per le pensioni di vecchiaia e di anzianità, e quanto per quelle di invalidità.

Le tue attribuzioni diciamo che sono un tantino influenzate da una certa quale fantasia creativa.
Torna quando hai dei numeri reali e non inventati.



Imprese africane. Vista la mia ignoranza, potresti aggiornarmi sulle imprese del Burkina Faso, intanto per cominciare.
.



In Burkina Faso, l'80% della popolazione occupata si dedica all'agricoltura ed all'allevamento.


Fantastico. E la popolazione occupata rappresenta quale percentuale del totale? E cosa coltivano e cosa allevano? E quale è il reddito medio di un agricoltore o di un allevatore?



Di conseguenza, invece di scappare e venire qui, dovrebbero rimanere laggiù e continuare a coltivare la terra; in passato quasi tutte le civiltà occidentali si sono sviluppate partendo proprio dall'agricoltura ed allevamenti.


Interessante.
Quindi le Repubbliche Marinare, l’Olanda e l’Inghilterra a quale civiltà appartenevano?



Infatti se i cittadini del Burkina Faso continuano a scappare via, la terra rimane incolta e di conseguenza non produce e pertanto il paese continua ad essere povero.


Sicuro? E secondo te una persona qualsiasi preferisce farsi qualche migliaio di chilometri nel deserto, pagare cifre spropositate per ottenere un passaggio su una carretta del mare, essere sbarcato clandestino e trovare lavoro come schiavo sfruttato da qualsiasi malavita, piuttosto che arricchirsi coltivando il suo pezzetto di terra fertilissima nel Burkina Faso?
Ma allora questi sono tutti cretini.



Come ripeto, gli immmigrati non rubano il lavoro a nessuno. Sono gli imprenditori che gli danno da lavorare, o sono i privati che hanno bisogno di badanti, di collaboratori domestici




Invece lo rubano ai cittadini padani che dovrebbero avere il diritto di precedenza.
GLi immigrati dovrebbero accedere al mondo del lavoro solamente ed unicamente quando tutti i padani hanno già un lavoro.
Su questo punto si dovrebbe regolamentare, creando ulteriori leggi restrittive sull'immigrazione, affinché gli imprenditori e i privati assumano lavoratori nativi con la prospettiva di ottenere forti sgravi e/o agevolazioni fiscali.


Questo lo dovresti andare a raccontare ai tuoi amici imprenditori padani che preferiscono assumere gli immigrati piuttosto che i loro corregionali. Lo dovresti andare a raccontare a tutti quelli che anno una colf filippina invece che bergamasca, o una badante ucraina invece che friulana.
Ma se la buona massaia padana non vuole fare la badante perché le fa schifo pulire il culo ai vecchietti, cosa dobbiamo fare?





La verifica del pagamento delle tasse spetta all'Agenzia delle Entrate, e va fatta per tutti indipendentemente dal luogo di nascita





Inizialmente si dovrebbero verificare tutti i 4 milioni di immigrati e poi tutti i restanti, ma ancora prima, si dovrebbe applicare il federalismo fiscale.

Come dicevo prima, tutti coloro che producono reddito devono pagare le tasse. Quindi si devono controllare tutti indistintamente, indipendentemente dal certificato di nascita.
Mai sentito parlare di quella frase che dice “La legge è uguale per tutti”?

Küstenland
13-10-2010, 11:02
Rifo. Se le aziende di ambulanti in Italia sono 170.000, come fanno ad esserci CENTINAIA DI MIGLIAIA di ambulanti stranieri?

'Centinaia di migliaia' sono matematicamente più di 100.000 (un centinaio di migliaio), ma poichè, da come dici tu, i 170.000 si riferiscono soltanto al numero di aziende e non al numero totale dei venditori ambulanti.



Anche perché se tutti dicono;quest;anno io non pago le tasse, perché non c;è il federalismo fiscale. Quando ci sarà vedremo”, secondo te dove andiamo a finire?

A me non interessa più di tanto l'evasione fiscale in sé, a me interessa molto di più che non venga più finanziato l'assistenzialismo meridionale e le regioni meridionali in generale.

Di conseguenza, prima deve essere approvato il federalismo fiscale, per far in modo che le regioni siano le dirette responsabili per procedere al recupero dell'evasione fiscale presente in quelle stesse regioni.



Prima di accettare il tuo discorso occorre stabilire quanto paga l’Inps per le pensioni di vecchiaia e di anzianità, e quanto per quelle di invalidità.

Dallo stesso articolo, che riporta i dati inps, si evince che la cifra di 16 miliardi di euro si riferisce unicamente alle pensioni di invalidità.



Le tue attribuzioni diciamo che sono un tantino influenzate da una certa quale fantasia creativa.
Torna quando hai dei numeri reali e non inventati.

Nello stesso articolo, l'inps afferma che le pensioni d'invalidità sono concentrate in quattro regioni meridionali: puglia, calabria, campania e sicilia. E' logico che la maggioranza sono falsi invalidi, poichè è noto che non hanno voglia di lavorare (come dimostra il caso del barese che andava in bicicletta pur essendo stato riconosciuto invalido motorio) e di conseguenza percepiscono, rubando disonestamente, gli assegni d'invalidità, con la complicità dei funzionari di stato delle commissioni (corruzione).



E cosa coltivano e cosa allevano?

Coltivano mais, arachidi e riso, prodotti agricoli che sono commestibili quindi non hanno scuse per scappare via in quanto hanno da mangiare, ma devono rimanere laggiù per coltivare le loro terre.



E quale è il reddito medio di un agricoltore o di un allevatore?

Circa 100 dollari al mese.



Inghilterra a quale civiltà appartenevano?

L'economia dell'inghilterra medievale si basava soprattutto sull'agricoltura e sull'allevamento del bestiame.
Attraverso i secoli, si è sviluppata, fino a diventare una potenza mondiale. E' questo l'esempio che i paesi africani devono seguire per poter svilupparsi e quindi raggiungere un reddito pro capite adeguato.



E secondo te una persona qualsiasi preferisce farsi qualche migliaio di chilometri nel deserto, pagare cifre spropositate per ottenere un passaggio su una carretta del mare, essere sbarcato clandestino e trovare lavoro come schiavo sfruttato da qualsiasi malavita, piuttosto che arricchirsi coltivando il suo pezzetto di terra fertilissima nel Burkina Faso?
Ma allora questi sono tutti cretini.

Non sono cretini, sono ingenui: le varie organizzazioni criminali organizzate che gestiscono il traffico di immigrati clandestini sfruttano la loro ignoranza, facendo loro credere che venire qui potranno avere l'opportunità di stare meglio invece alla fine mangiano solo polvere del deserto e vengono poi sfruttati.
Molto meglio quindi dare loro attrezzature agricole e d'irrigazione per coltivare i loro campi.



Questo lo dovresti andare a raccontare ai tuoi amici imprenditori padani che preferiscono assumere gli immigrati piuttosto che i loro corregionali. Lo dovresti andare a raccontare a tutti quelli che anno una colf filippina invece che bergamasca, o una badante ucraina invece che friulana.
Ma se la buona massaia padana non vuole fare la badante perché le fa schifo pulire il culo ai vecchietti, cosa dobbiamo fare?

Bisognerebbe far in modo che gli stipendi delle badanti e colf siano sufficientemente alti per invogliare le padane a svolgere tali mestieri, un modo è quello di creare fortissimi sgravi e/o agevolazioni fiscali sia per il privato, sia per la lavoratrice assunta. Ovvero, un ottima idea sarebbe: i privati padani che assumono badanti e colf padane, avranno il diritto a fortissimi sconti sull'irpef e sui contributi da versare (in modo che sia più conviente che assumere lavoratrici immigrate). Così nello stesso tempo si potrebbe automaticamente rimandare a casa tutte le badanti e colf immigrate, poiché la legge prevede che il PdS non venga più rinnovato in caso in cui non trovassero un altra occupazione entro 6 mesi.



Come dicevo prima, tutti coloro che producono reddito devono pagare le tasse. Quindi si devono controllare tutti indistintamente, indipendentemente dal certificato di nascita.
Mai sentito parlare di quella frase che dice “La legge è uguale per tutti”?

Come già detto, prima di tutto si dovrebbero verificare i 4 milioni di immigrati (poiché sono nostri ospiti), e poi tutti i residenti, e ciò rispetterebbe comunque la legge che è uguale per tutti.

Preem Palver
13-10-2010, 12:21
'Centinaia di migliaia' sono matematicamente più di 100.000 (un centinaio di migliaio), ma poichè, da come dici tu, i 170.000 si riferiscono soltanto al numero di aziende e non al numero totale dei venditori ambulanti.


Sì, ma quelle che vendono sono le imprese, mica quelli che scaricano le cassette dal Ford Transit




A me non interessa più di tanto l'evasione fiscale in sé, a me interessa molto di più che non venga più finanziato l'assistenzialismo meridionale e le regioni meridionali in generale.

Di conseguenza, prima deve essere approvato il federalismo fiscale, per far in modo che le regioni siano le dirette responsabili per procedere al recupero dell'evasione fiscale presente in quelle stesse regioni.


Padronissimo di interessarti a quello che ti pare, ma il punto è che senza i proventi del fisco il tuo amico Bossi non prende più lo stipendio da Ministro, la consorte non si imberta più i soldi dello Stato e il pargolo non incamera i soldi da Consigliere.
E non possiamo pagare la polizia, la scuola, la sanità e tutto il resto.
Chi evade ruba anche a te (e alla famiglia Bossi), se non te ne fossi reso conto.




Dallo stesso articolo, che riporta i dati inps, si evince che la cifra di 16 miliardi di euro si riferisce unicamente alle pensioni di invalidità.
Nello stesso articolo, l'inps afferma che le pensioni d'invalidità sono concentrate in quattro regioni meridionali: puglia, calabria, campania e sicilia. E' logico che la maggioranza sono falsi invalidi, poichè è noto che non hanno voglia di lavorare (come dimostra il caso del barese che andava in bicicletta pur essendo stato riconosciuto invalido motorio) e di conseguenza percepiscono, rubando disonestamente, gli assegni d'invalidità, con la complicità dei funzionari di stato delle commissioni (corruzione).


Bene. Io non lo evincevo, comunque ora che me lo hai detto, sono andato a documentarmi e, invece di cifre campate in aria, ho letto le cifre ufficiali riportate da il Sole 24 Ore dalla Fonte Ministero dell'Economia, «Relazione Generale sulla situazione economica del Paese 2009».

Pensioni di Invalidità 2009.
“Sui 2,6 milioni di trattamenti complessivi, poco meno della metà - 1,1 milioni - viene erogata al Sud e alle Isole; 540mila vengono assegnate al Centro e 950mila al Nord. Su ogni 100 abitanti ci sono 5,5 pensionati di invalidità al Sud, 4,5 al Centro e 3,4 al Nord. L'importo mensile medio delle prestazioni agli invalidi civili è di 369,44 euro.”

Con queste cifre agli invalidi del Sud vengono erogati, annualmente, circa 4.884.000 euro, mentre agli invalidi del Nord vengono erogati circa 4.218.000 euro.


E ora vediamo cosa coltiva e quanto guadagna un agricoltore del Burkina Faso



Coltivano mais, arachidi e riso, prodotti agricoli che sono commestibili quindi non hanno scuse per scappare via in quanto hanno da mangiare, ma devono rimanere laggiù per coltivare le loro terre.


Circa 100 dollari al mese.


Sei proprio sicuro? Leggo su Wiki:
“Con un PIL procapite di 1.300 $, il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri del mondo. Gran parte della sua economia è finanziata da aiuti internazionali.
L'elevatissimo tasso di disoccupazione causa un altrettanto notevole fenomeno di emigrazione; circa tre milioni di Burkinabé vivono stabilmente in Costa d’Avorio. Questo fenomeno causa periodicamente attriti con i paesi confinanti.”

I circa 100 dollari al mese di Padania sono in realtà il PIL pro capite dei Burkinabé (gli abitanti del Burkina Faso)

Proseguendo su Wiki:
“L'80% della popolazione occupata si dedica all' agricoltura e all'allevamento. Fra le colture principali ci sono sorgo, miglio, mais, arachidi, riso cotone.
L'attività agricola è minacciata costantemente dalla siccità, che si riflette nella scarsità di terreni destinabili alla coltivazione (intorno al 18% del territorio), localizzati soprattutto nel sud del paese.”

Ok. Non hanno scuse per scappare. Ma a me scappa da ridere.




L'economia dell'inghilterra medievale si basava soprattutto sull'agricoltura e sull'allevamento del bestiame.
Attraverso i secoli, si è sviluppata, fino a diventare una potenza mondiale. E' questo l'esempio che i paesi africani devono seguire per poter svilupparsi e quindi raggiungere un reddito pro capite adeguato.


Hai dimenticato la produzione e il commercio della lana.
Le Repubbliche Marinare e i Paesi Bassi, che avevo citato, fin dal Medioevo hanno basato la loro ricchezza sul commercio




Bisognerebbe far in modo che gli stipendi delle badanti e colf siano sufficientemente alti per invogliare le padane a svolgere tali mestieri, un modo è quello di creare fortissimi sgravi e/o agevolazioni fiscali sia per il privato, sia per la lavoratrice assunta. Ovvero, un ottima idea sarebbe: i privati padani che assumono badanti e colf padane, avranno il diritto a fortissimi sconti sull'irpef e sui contributi da versare (in modo che sia più conviente che assumere lavoratrici immigrate). Così nello stesso tempo si potrebbe automaticamente rimandare a casa tutte le badanti e colf immigrate, poiché la legge prevede che il PdS non venga più rinnovato in caso in cui non trovassero un altra occupazione entro 6 mesi.


Fortissimi sconti sull’Irpef? E cioè?
Prendiamo un Padano con un reddito di 40.000 euro l’anno.
Supponiamo che il Padano in questione assuma una Colf Padana a 10 euro l’ora per un totale di 16 ore mensili. Esborso totale annuo: Euro 1.920.
Supponiamo che tale importo sia interamente deducibile, che non è un’agevolazione da poco. A questo punto il reddito imponibile del Padano diventa di Euro 38.080 che, tassati al 25% (è un esempio) danno un imposta di euro 9.520. Alla fine della fiera, detratte le tasse e la spesa per la Colf, al nostro Padano restano in tasca 28.560 euro.
Ora supponiamo che arrivi una filippina che prende 9 euro l’ora, non deducibili. Il nostro Padano pagherà per intero i 10.000 euro di tasse, ma ne pagherà soltanto 1.728 per la Colf: alla fine dell’anno in tasca gli saranno rimasti 28.272 euro.
Risparmio del Padano: 288 euro l’anno. Minore introito per le casse Padane: 480 euro l’anno. Vale la pena?



Come già detto, prima di tutto si dovrebbero verificare i 4 milioni di immigrati (poiché sono nostri ospiti), e poi tutti i residenti, e ciò rispetterebbe comunque la legge che è uguale per tutti.


“La legge è uguale per tutti” significa che si verificano tutti.

Amanda
13-10-2010, 12:40
http://milano.virgilio.it/primopiano/il-washington-post-il-caso-rom-a-milano.html
Il Washington Post e il caso rom a Milano

Un'analisi impietosa delle politiche anti-immigrazione italiane, a partire dallo sgombero del Triboniano a Milano, che sarebbero niente altro che il riflesso di quello che accade anche in Europa.

Küstenland
14-10-2010, 09:37
Sì, ma quelle che vendono sono le imprese, mica quelli che scaricano le cassette dal Ford Transit

Mi riferivo ai venditori ambulanti immigrati che non rientrano nelle statistiche ufficiali, come appunto quelli che scaricano le cassette, ma anche quelli che vendono oggetti di dubbia qualità e contraffatti, o ancora peggio, cd e dvd piratati.



Padronissimo di interessarti a quello che ti pare, ma il punto è che senza i proventi del fisco il tuo amico Bossi non prende più lo stipendio da Ministro, la consorte non si imberta più i soldi dello Stato e il pargolo non incamera i soldi da Consigliere.
E non possiamo pagare la polizia, la scuola, la sanità e tutto il resto.
Chi evade ruba anche a te (e alla famiglia Bossi), se non te ne fossi reso conto.

Ecco gli effetti benefici del federalismo fiscale :

Lotta all'evasione fiscale, la Moratti forma 30 sceriffi

Parte il federalismo fiscale, e il comune di Milano si attrezza immediatamente. Avviando una lotta senza quartiere all'evasione fiscale attraverso i propri dipendenti, formati e pronti a scendere in campo alla ricerca dei soldi evaporati dalle casse dell'erario. Era ancora in corso la conferenza stampa del ministro dell'economia Giulio Tremonti, ieri a Roma, per illustrare i contenuti del decreto sul federalismo fiscale, che punta ad attribuire maggiori entrare locali agli enti, che il comune guidato da Letizia Moratti faceva sapere, con una nota, che da ieri sono iniziati i corsi di formazione destinati al personale del Comune di Milano in materia di «Collaborazione dei comuni nella attività di contrasto all'evasione fiscale». I corsi organizzati dall'Ifel, la fondazione dell'Anci, in collaborazione con la Scuola Superiore del Ministero dell'economia e delle finanze (Ssef), e con il contributo tecnico dell'Agenzia delle Entrate, formeranno sin da subito una prima pattuglia di 30 dipendenti individuati dal Comune, si legge nella nota, «in ragione delle proprie esigenze organizzative e delle proprie strategie in materia di entrate». «I corsi sono organizzati per potenziare all'interno dei comuni le azioni finalizzate al recupero dell'evasione fiscale», spiega Francesco Monaco, responsabile dell'Ufficio formazione e servizi di Ifel. Ma è Antonio Cepparulo, docente dalla Ssef a spiegare cosa accerteranno e cosa segnaleranno i comuni all'Agenzia delle entrate. Innanzitutto nei corsi si spiegheranno «i ruoli e le competenze dei soggetti coinvolti, gli ambiti d'intervento e il diritto alla remunerazione dei Comuni» nell'attività di lotta all'evasione fiscale. L'insegnamento riguarderà le modalità di accertamento dei redditi fondiari, dei redditi da lavoro autonomo e dei redditi d'impresa, ma anche dei redditi diversi, delle residenze fittizie all'estero, dei redditi degli enti non commerciali. Al corso verranno poi spiegate le varie ipotesi di «Segnalazioni qualificate» nel contesto del procedimento di accertamento, e come si accede all'Anagrafe tributaria tramite il servizio telematico Siatel, «nonché le modalità di trasmissione telematica delle segnalazioni qualificate all'Agenzia delle entrate». Insomma, lotta senza frontiere all'evasione fiscale.

http://portale.webifel.it/articoli.do?metodo=dettaglioArticolo&idNotizia=26100&actionRitorno=security&methodRitorno=homepage&idBox=475&idTemplate=0



Bene. Io non lo evincevo, comunque ora che me lo hai detto, sono andato a documentarmi e, invece di cifre campate in aria, ho letto le cifre ufficiali riportate da il Sole 24 Ore dalla Fonte Ministero dell'Economia, «Relazione Generale sulla situazione economica del Paese 2009».

Pensioni di invalidità, vola la spesa

ROMA – Vola la spesa per le pensioni di invalidità: nel 2009 risulta nel Bilancio dello Stato un esborso di 15,504 miliardi di euro, il 18,7% in più rispetto ai 13,054 miliardi del 2008. La spesa pende soprattutto dalla parte del Sud dove vengono erogati 5,5 assegni ogni 100 abitanti, quasi il 60% in più rispetto alle 3,4 pensioni di invalidità ogni 100 abitanti che vengono assegnate nel Nord.

A fare i calcoli è il ministero dell’Economia nell’ultima “Relazione generale sulla situazione economica del Paese”, aggiornata al 2009. Sulle pensioni di invalidità da tempo è in corso una riflessione da parte del governo. Nella manovra varata prima della pausa estiva era stata inserita una stretta ma poi il Parlamento ha deciso di cancellare la norma che innalzava i requisiti per accedere al trattamento, anche a seguito delle proteste delle associazioni dei disabili, evitando così la penalizzazione dei soggetti più deboli del Paese. Ma è evidente che il sistema, così com’è, si presta anche alle frodi e negli ultimi mesi l’Inps ha pigiato il piede sull’acceleratore e sono aumentati i controlli per dare la caccia ai falsi invalidi.

«Nonostante i numerosi interventi normativi, la materia – scrive il Tesoro nel dossier dedicato all’invalidità civile – necessita ancora di un riordino complessivo, in particolare per quanto riguarda la definizione degli interventi, le modalità di accertamento e di verifica». In quattro anni, dal 2005 al 2009, la spesa per le pensioni di invalidità è aumentata del 21,7%. Dopo la piccola battuta d’arresto del 2006, nei tre anni successivi la spesa è sempre risultata in aumento. È boom di pensioni di invalidità soprattutto al Sud. Sui 2,6 milioni di trattamenti complessivi, quasi la metà (1,1 milioni) viene erogata al Sud e alle Isole. Su ogni 100 abitanti al Sud ci sono 5,5 pensionati di invalidità, che nella maggior parte dei casi percepiscono anche altri assegni, contro i 3,47 del Nord, ovvero il 58,5% in più. Per le sole pensioni, escluse cioè le indennità di accompagnamento, in testa alla classifica c’è la Campania con 124.354 assegni.

Questi sono VERI dati, non come quelli da te propinati manipolando il tutto per dinsinformare, cosa che voi di sinistra siete bravi a fare.

http://www.disablog.it/2010/08/21/pensioni-di-invalidita-vola-la-spesa/



Sei proprio sicuro? Leggo su Wiki:
“Con un PIL procapite di 1.300 $, il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri del mondo.

1.300 $ è l'importo annuo medio, pertanto dividendo tale importo per 12 mesi, avremo 108$ mensili, esattamente come affermavo 'circa 100 USD al mese'.



circa tre milioni di Burkinabé vivono stabilmente in Costa d’Avorio. Questo fenomeno causa periodicamente attriti con i paesi confinanti.”

Ciò conferma che l'immigrazione è comunque un gravissimo problema per tutti.


L'attività agricola è minacciata costantemente dalla siccità, che si riflette nella scarsità di terreni destinabili alla coltivazione (intorno al 18% del territorio), localizzati soprattutto nel sud del paese.”


L'Austria ha soltanto il 16,9% (inferiore al 18% di Burkina Faso) di terreni destinati alla coltivazione ed all'allevamento, eppure gli austriaci sono riusciti a produrre e a coltivare le loro poche terre in modo soddisfacente.
Come mai? Evidentemente, i burkinabè scappano e lasciano tutto incolto, come appunto affermavo nei miei post precedenti.



Prendiamo un Padano con un reddito di 40.000 euro l’anno.
Supponiamo che il Padano in questione assuma una Colf Padana a 10 euro l’ora per un totale di 16 ore mensili. Esborso totale annuo: Euro 1.920.
Supponiamo che tale importo sia interamente deducibile, che non è un’agevolazione da poco. A questo punto il reddito imponibile del Padano diventa di Euro 38.080 che, tassati al 25% (è un esempio) danno un imposta di euro 9.520. Alla fine della fiera, detratte le tasse e la spesa per la Colf, al nostro Padano restano in tasca 28.560 euro.
Ora supponiamo che arrivi una filippina che prende 9 euro l’ora, non deducibili. Il nostro Padano pagherà per intero i 10.000 euro di tasse, ma ne pagherà soltanto 1.728 per la Colf: alla fine dell’anno in tasca gli saranno rimasti 28.272 euro.
Risparmio del Padano: 288 euro l’anno. Minore introito per le casse Padane: 480 euro l’anno. Vale la pena?

Il tuo ragionamento non vale una mazza, poiché hai omesso nei tuoi calcoli i contributi obbligatori inps che devono essere versati dal datore di lavoro.




“La legge è uguale per tutti” significa che si verificano tutti.

Prima si verificano i 4 milioni di immigrati e poi tutti gli altri, cioé i residenti. Il che significa che alla fine si verificano tutti, rispettando quindi la legge che è uguale per tutti.

Preem Palver
14-10-2010, 11:52
Sì, ma quelle che vendono sono le imprese, mica quelli che scaricano le cassette dal Ford Transit




Mi riferivo ai venditori ambulanti immigrati che non rientrano nelle statistiche ufficiali, come appunto quelli che scaricano le cassette, ma anche quelli che vendono oggetti di dubbia qualità e contraffatti, o ancora peggio, cd e dvd piratati.


1. Se non stanno in nessuna statistica non puoi neanche dire quanti sono.
2. Nessuno ha mai detto che quelli che scaricano le cassette sono irregolari. Tu ne sei certo?
3. Io parlo di ambulanti, non di persone che delinquono: quello è tutto un altro discorso.





Ecco gli effetti benefici del federalismo fiscale :

Lotta all'evasione fiscale, la Moratti forma 30 sceriffi


Per il momento stiamo solo spendendo dei soldi per qualcosa che chissà quando e se ci sarà mai. Io giudico a partire dai risultati, non da quello che promette o racconta la Moratti.




Sui 2,6 milioni di trattamenti complessivi, quasi la metà (1,1 milioni) viene erogata al Sud e alle Isole. Su ogni 100 abitanti al Sud ci sono 5,5 pensionati di invalidità, che nella maggior parte dei casi percepiscono anche altri assegni, contro i 3,47 del Nord, ovvero il 58,5% in più.

Questi sono VERI dati, non come quelli da te propinati manipolando il tutto per dinsinformare, cosa che voi di sinistra siete bravi a fare.



Disinformare? Io avevo scritto:




ho letto le cifre ufficiali riportate da il Sole 24 Ore dalla Fonte Ministero dell'Economia, «Relazione Generale sulla situazione economica del Paese 2009».

Pensioni di Invalidità 2009.
“Sui 2,6 milioni di trattamenti complessivi, poco meno della metà - 1,1 milioni - viene erogata al Sud e alle Isole; 540mila vengono assegnate al Centro e 950mila al Nord. Su ogni 100 abitanti ci sono 5,5 pensionati di invalidità al Sud, 4,5 al Centro e 3,4 al Nord.


A parte il fatto che definire “di sinistra” il quotidiano della Confindustria mi fa sganasciare dal ridere , dove sta la differenza?
Sta nel fatto che il quotidiano della Confindustria fornisce non solo il numero dei trattamenti erogati al Sud, ma anche il numero dei trattamenti erogati al Centro e al Nord.
QUESTI sono dati veritieri e esposti in modo corretto, quelli esposti da Padania sono veritieri, ma esposti in modo scorretto.
C’è poco da fare, Padania: i manipolatori siete voi. E qui sopra c’è la dimostrazione.



“Con un PIL procapite di 1.300 $, il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri del mondo. Gran parte della sua economia è finanziata da aiuti internazionali.
L'elevatissimo tasso di disoccupazione causa un altrettanto notevole fenomeno di emigrazione; circa tre milioni di Burkinabé vivono stabilmente in Costa d’Avorio. Questo fenomeno causa periodicamente attriti con i paesi confinanti.”

I circa 100 dollari al mese di Padania sono in realtà il PIL pro capite dei Burkinabé (gli abitanti del Burkina Faso)




1.300 $ è l'importo annuo medio, pertanto dividendo tale importo per 12 mesi, avremo 108$ mensili, esattamente come affermavo 'circa 100 USD al mese'.


Tu avevi parlato di reddito dell’agricoltore del Burkina Faso: non dirmi che adesso ti devo spiegare la differenza tra reddito e PIL.




“L'80% della popolazione occupata si dedica all' agricoltura e all'allevamento. Fra le colture principali ci sono sorgo, miglio, mais, arachidi, riso cotone.
L'attività agricola è minacciata costantemente dalla siccità, che si riflette nella scarsità di terreni destinabili alla coltivazione (intorno al 18% del territorio), localizzati soprattutto nel sud del paese.”




L'Austria ha soltanto il 16,9% (inferiore al 18% di Burkina Faso) di terreni destinati alla coltivazione ed all'allevamento, eppure gli austriaci sono riusciti a produrre e a coltivare le loro poche terre in modo soddisfacente.
Come mai? Evidentemente, i burkinabè scappano e lasciano tutto incolto, come appunto affermavo nei miei post precedenti.


L’agricoltura in Austria produce il 2% del PIL, dando lavoro al 7% della popolazione. E mi vuoi fare il paragone con il Burkina Faso.
Ma sei scemo, o mi prendi in giro?



Fortissimi sconti sull’Irpef? E cioè?
Prendiamo un Padano con un reddito di 40.000 euro l’anno.
Supponiamo che il Padano in questione assuma una Colf Padana a 10 euro l’ora per un totale di 16 ore mensili. Esborso totale annuo: Euro 1.920.
Supponiamo che tale importo sia interamente deducibile, che non è un’agevolazione da poco. A questo punto il reddito imponibile del Padano diventa di Euro 38.080 che, tassati al 25% (è un esempio) danno un imposta di euro 9.520. Alla fine della fiera, detratte le tasse e la spesa per la Colf, al nostro Padano restano in tasca 28.560 euro.
Ora supponiamo che arrivi una filippina che prende 9 euro l’ora, non deducibili. Il nostro Padano pagherà per intero i 10.000 euro di tasse, ma ne pagherà soltanto 1.728 per la Colf: alla fine dell’anno in tasca gli saranno rimasti 28.272 euro.
Risparmio del Padano: 288 euro l’anno. Minore introito per le casse Padane: 480 euro l’anno. Vale la pena?




Il tuo ragionamento non vale una mazza, poiché hai omesso nei tuoi calcoli i contributi obbligatori inps che devono essere versati dal datore di lavoro.



E bravo il Sor Padania! Se il Datore di Lavoro Padano non paga i contributi, chi la paga la pensione alla colf Padana?



“La legge è uguale per tutti” significa che si verificano tutti.




Prima si verificano i 4 milioni di immigrati e poi tutti gli altri, cioé i residenti. Il che significa che alla fine si verificano tutti, rispettando quindi la legge che è uguale per tutti.

No. Si controllano tutti e sempre, senza prima e senza dopo.

Küstenland
14-10-2010, 12:44
1. Se non stanno in nessuna statistica non puoi neanche dire quanti sono.

2. Nessuno ha mai detto che quelli che scaricano le cassette sono irregolari. Tu ne sei certo?


Proprio per questo bisognerebbe fermare ogni ambulante immigrato e verificare se sia in possesso di tutti i documenti in regola, altrimenti si deve procedere all'espulsione.

Scommetto che sono centinaia di migliaia quelli irregolari o comunque privi di mezzi sufficienti di sostentamento come previsto dalla legge.



3. Io parlo di ambulanti, non di persone che delinquono: quello è tutto un altro discorso.

Se non pagano le tasse e comunque non rilasciano lo scontrino fiscale in qualche modo delinquono.



Io giudico a partire dai risultati, non da quello che promette o racconta la Moratti.

Rimarrai ammutolito.



C’è poco da fare, Padania: i manipolatori siete voi. E qui sopra c’è la dimostrazione.

Fai ridere i polli.

"Sui 2,6 milioni di trattamenti complessivi, quasi la metà (1,1 milioni) viene erogata al Sud e alle Isole". "540mila vengono assegnate al Centro".

Dunque l'assistenzialismo meridionale consta in 1.640.000 trattamenti complessivi, cioè rappresenta il 63% del totale. E comunque sono nettamente inferiori ai soli 960.000 trattamenti della Padania (37,5% del totale, poco più della metà).



Tu avevi parlato di reddito dell’agricoltore del Burkina Faso: non dirmi che adesso ti devo spiegare la differenza tra reddito e PIL.

A me sembra invece che fai una confusione enorme tra PIL pro capite e PIL.
E' impossibile quantificare il PIL pro capite medio esatto, ma secondo wikipedia è pari a 1.287 $, ovvero 108$ al mese.




L’agricoltura in Austria produce il 2% del PIL, dando lavoro al 7% della popolazione. E mi vuoi fare il paragone con il Burkina Faso.
Ma sei scemo, o mi prendi in giro?

Il settore agro-alimentare in Austria: industria e commercio

Valore della produzione: 11,3 mld. Euro
Imprese 972
Occupati 56.686

L'industria alimentare austriaca

Numero di settori alimentari 30
Valore annuale della produzione 7,2 Mld Euro
Numero delle imprese industriali ca. 220


Il settore lattiero-caseario

Numero latterie e caseifici 92
Numero degli occupati 4.376
Fatturato 1,98 mld. Euro
Esportazioni 843,60 mln. Euro

Il settore carni

Numero di mattatoi, laboratori di sezionamento, industrie di lavorazione delle carni 1.750
Numero degli occupati ca. 15.000
Valore della produzione 1,5 mld. Euro
Esportazioni 930 mln. Euro

Totale della produzione: 21,98 Mld. di Euro.

Sperando che il tuo intelletto sia sufficiente per capire i sopracitati dati, è evidente che il totale della produzione, pari a 21,98 Mld. di Euro, è derivato dalla coltivazione ed allevamento del bestiame, malgrado l'Austria abbia soltanto il 16,9% di terre coltivabili.

Il Burkina Faso dovrebbe seguire questo esempio, ma poiché non ci riesce, le possibile cause sono :

1. riduzione della popolazione a causa dell'emigrazione (3 milioni di burkanbè emigrati in Costa d'Avorio) e conseguente incoltura delle terre.

2. incapacità intellettuale ed infrastrutturale dei burkanbé per sfruttare al meglio le loro terre coltivabili.

A questo punto è colpa loro che non riescono a svilupparsi.



Se il Datore di Lavoro Padano non paga i contributi, chi la paga la pensione alla colf Padana?

Come al solito, il tuo intelletto non riesce a capire anche le cose più semplici: il datore di lavoro deve comunque versare i contributi, altrimenti è lavoro nero, e nel tuo ragionamento strampalato avevi omesso tutti i calcoli relativi a tali contributi.



No. Si controllano tutti e sempre, senza prima e senza dopo.

No. Prima si controllano gli ospiti e poi i residenti. Punto.

Preem Palver
14-10-2010, 13:22
1. Se non stanno in nessuna statistica non puoi neanche dire quanti sono.
2. Nessuno ha mai detto che quelli che scaricano le cassette sono irregolari. Tu ne sei certo?
3. Io parlo di ambulanti, non di persone che delinquono: quello è tutto un altro discorso.




Proprio per questo bisognerebbe fermare ogni ambulante immigrato e verificare se sia in possesso di tutti i documenti in regola, altrimenti si deve procedere all'espulsione.
Scommetto che sono centinaia di migliaia quelli irregolari o comunque privi di mezzi sufficienti di sostentamento come previsto dalla legge.
Se non pagano le tasse e comunque non rilasciano lo scontrino fiscale in qualche modo delinquono.


Guarda che l’ambulante deve avere una licenza e deve esporla, per potere vendere nei mercati. Il problema è già risolto con i normali controlli della Polizia Urbana.
Quello che tu scommetti è una cosa, quello che succede è un’altra.
Mettiti d’accordo con te stesso: prima mi parli di personaggi che vendono merce contraffatta o rubata, poi mi parli di chi non consegna scontrino fiscale. Vogliamo parlare di un argomento alla volta?



Per il momento stiamo solo spendendo dei soldi per qualcosa che chissà quando e se ci sarà mai. Io giudico a partire dai risultati, non da quello che promette o racconta la Moratti.




Rimarrai ammutolito.


Se permetti, ne parleremo quando questa gente avrà prodotto dei risultati. Al momento non puoi venirmi a vantare cose che non ci sono.





Disinformare? Io avevo scritto:

A parte il fatto che definire “di sinistra” il quotidiano della Confindustria mi fa sganasciare dal ridere , dove sta la differenza?
Sta nel fatto che il quotidiano della Confindustria fornisce non solo il numero dei trattamenti erogati al Sud, ma anche il numero dei trattamenti erogati al Centro e al Nord.
QUESTI sono dati veritieri e esposti in modo corretto, quelli esposti da Padania sono veritieri, ma esposti in modo scorretto.
C’è poco da fare, Padania: i manipolatori siete voi. E qui sopra c’è la dimostrazione.





Fai ridere i polli.

"Sui 2,6 milioni di trattamenti complessivi, quasi la metà (1,1 milioni) viene erogata al Sud e alle Isole". "540mila vengono assegnate al Centro".

Dunque l'assistenzialismo meridionale consta in 1.640.000 trattamenti complessivi, cioè rappresenta il 63% del totale. E comunque sono nettamente inferiori ai soli 960.000 trattamenti della Padania.



Mi sembra di ricordare che tu avevi scritto che il Centro fa parte della Padania, o è federato alla Padania, non ricordo bene quale era la forma di associazione. Adesso me lo assimili al Sud.
E poi sono io quello che fa ridere i polli: ma per favore, mavalà.




Tu avevi parlato di reddito dell’agricoltore del Burkina Faso: non dirmi che adesso ti devo spiegare la differenza tra reddito e PIL.




A me sembra invece che fai una confusione enorme tra PIL pro capite e PIL.
E' impossibile quantificare il PIL pro capite medio esatto, ma secondo wikipedia è pari a 1.287 $, ovvero 108$ al mese.


Mamma mia! Allora: una cosa è il PIL pro Capite, un’altra cosa è il Reddito dell’agricoltore. Ci siamo?





L’agricoltura in Austria produce il 2% del PIL, dando lavoro al 7% della popolazione. E mi vuoi fare il paragone con il Burkina Faso.
Ma sei scemo, o mi prendi in giro?






Il settore agro-alimentare in Austria: industria e commercio

Valore della produzione: 11,3 mld. Euro
Imprese 972
Occupati 56.686

L'industria alimentare austriaca

Numero di settori alimentari 30
Valore annuale della produzione 7,2 Mld Euro
Numero delle imprese industriali ca. 220


Il settore lattiero-caseario

Numero latterie e caseifici 92
Numero degli occupati 4.376
Fatturato 1,98 mld. Euro
Esportazioni 843,60 mln. Euro

Il settore carni

Numero di mattatoi, laboratori di sezionamento, industrie di lavorazione delle carni 1.750
Numero degli occupati ca. 15.000
Valore della produzione 1,5 mld. Euro
Esportazioni 930 mln. Euro

Totale della produzione: 21,98 Mld. di Euro.

Sperando che il tuo intelletto sia sufficiente per capire i sopracitati dati, è evidente che il totale della produzione, pari a 21,98 Mld. di Euro, è derivato dalla coltivazione ed allevamento del bestiame, malgrado l'Austria abbia soltanto il 16,9% delle terre coltivabili.

Il Burkina Faso dovrebbe seguire questo esempio, ma poiché non ci riesce, le possibile cause sono :

1. riduzione della popolazione a causa dell'emigrazione (3 milioni di burkanbè emigrati in Costa d'Avorio) e conseguente incoltura delle terre.

2. incapacità intellettuale ed infrastrutturale dei burkanbé per sfruttare al meglio le loro terre coltivabili.

A questo punto è colpa loro che non riescono a svilupparsi.



Non so proprio da che parte incominciare. Magari dicendo che l’allevamento del bestiame si fa sui pascoli e non sulle terre coltivabili? Se non ci credi, prova a portare un gregge di pecore in un campo di frumento, e poi dimmi in quale ospedale ti hanno ricoverato (che sei nel reparto traumatologia lo so da me), che ti vengo a trovare.
Ma ciò non toglie che le attività agricole contribuiscono al PIL dell’Austria per il 2%. Questo significa un po’ di cose. Ti segnalo quelle di più immediata comprensione:
· L’agricoltura in Austria è un settore marginale
· I prodotti agricoli hanno un mercato interno

Ora tu dimmi se queste sono le stesse condizioni del Burkina Faso.







E bravo il Sor Padania! Se il Datore di Lavoro Padano non paga i contributi, chi la paga la pensione alla colf Padana?




Come al solito, il tuo intelletto non riesce a capire anche le cose più semplici: il datore di lavoro deve comunque versare i contributi, altrimenti è lavoro nero, e nel tuo ragionamento strampalato avevi omesso tutti i calcoli relativi a tali contributi.


Ma se il datore di lavoro deve comunque versare i contributi, verserà gli stessi contributi sia alla Colf Padana sia alla Colf Filippina, no? Anzi, mi correggo: la quota che versa per la Colf Padana è superiore, perché tarata su una tariffa superiore.
Se invece mi vuoi dire che il Padano che fa lavorare una Colf Padana deve avere uno sconto sui contributi, allora mi devi anche spiegare chi è che paga la differenza tra contributi versati e pensione percepita. Perché immagino che la pensione della Colf Padana non dovrà diminuire in ragione dello sconto fatto al datore di lavoro.





No. Si controllano tutti e sempre, senza prima e senza dopo.





No. Prima si controllano gli ospiti e poi i residenti. Punto.


E’ una possibilità. Ma niente a che fare con “La legge è uguale per tutti”.

Küstenland
14-10-2010, 13:59
prima mi parli di personaggi che vendono merce contraffatta o rubata, poi mi parli di chi non consegna scontrino fiscale. Vogliamo parlare di un argomento alla volta?

I venditori ambulanti immigrati vendono soprattutto merce contraffatta o rubata, e non solo, ma non emettono nemmeno lo scontrino fiscale. E' un solo (1) argomento per dimostrare che essi rubano 'doppiamente'.


Mi sembra di ricordare che tu avevi scritto che il Centro fa parte della Padania,

Il centro comprende solo il lazio, molise ed abruzzo.

La Toscana, Umbria e Marche sono regioni del Nord e confederate della Padania.



Allora: una cosa è il PIL pro Capite, un’altra cosa è il Reddito dell’agricoltore.

Poichè, è evidente che il tuo intelletto non riesce a capire, ti informo che il reddito dell'agricoltore dovrebbe essere in linea, più o meno, con quello del PIL Pro Capite.


Non so proprio da che parte incominciare. Magari dicendo che l’allevamento del bestiame si fa sui pascoli e non sulle terre coltivabili? Se non ci credi, prova a portare un gregge di pecore in un campo di frumento, e poi dimmi in quale ospedale ti hanno ricoverato (che sei nel reparto traumatologia lo so da me), che ti vengo a trovare.
Ma ciò non toglie che le attività agricole contribuiscono al PIL dell’Austria per il 2%. Questo significa un po’ di cose. Ti segnalo quelle di più immediata comprensione:
· L’agricoltura in Austria è un settore marginale
· I prodotti agricoli hanno un mercato interno

Hai scritto una marea di cavolate senza senso (probabilmente hai bisogno di cure per sviluppare il tuo Q.I.): ti ho solo fatto notare che il fatturato austriaco di 21,98 Mld, derivato solo dalla coltivazione e dall'allevamento supera di gran lunga l'intero PIL del Burkina Faso, malgrado abbia una percentuale di terra coltivabile inferiore cioé pari a 16,9% contro i 18% del Burkina Faso e tenendo conto che territorialmente parlando l'Austria è molto più piccola del Burkina Faso.



Se invece mi vuoi dire che il Padano che fa lavorare una Colf Padana deve avere uno sconto sui contributi, allora mi devi anche spiegare chi è che paga la differenza tra contributi versati e pensione percepita.

La differenza non la paga nessuno, poiché entrambi usufruirebbero dei benefici.




Ma niente a che fare con “La legge è uguale per tutti”.

Ma allora è evidente che hai seri problemi con il tuo Q.I. che presumo sia piuttosto basso.

Prima si controllano i 4 milioni di immigrati e poi tutti gli altri, ciò rispetterebbe comunque la legge che è uguale per tutti.

Preem Palver
14-10-2010, 14:55
Guarda che l’ambulante deve avere una licenza e deve esporla, per potere vendere nei mercati. Il problema è già risolto con i normali controlli della Polizia Urbana.
Quello che tu scommetti è una cosa, quello che succede è un’altra.
Mettiti d’accordo con te stesso: prima mi parli di personaggi che vendono merce contraffatta o rubata, poi mi parli di chi non consegna scontrino fiscale. Vogliamo parlare di un argomento alla volta?





I venditori ambulanti immigrati vendono soprattutto merce contraffatta o rubata, e non solo, ma non emettono nemmeno lo scontrino fiscale. E' un solo (1) argomento per dimostrare che essi rubano 'doppiamente'.


Come diceva Arrigo Sacchi, ci vuole una pazienza!
Esiste una differenza tra l’ambulante che esercita munito di apposita licenza, e il vucumprà che si mette all’angolo della strada a vendere merce rubata o contraffatta.
Io stavo parlando dei primi.
I secondi per me sono delinquenti di mezza tacca, indipendentemente dalla nazionalità.




Mi sembra di ricordare che tu avevi scritto che il Centro fa parte della Padania, o è federato alla Padania, non ricordo bene quale era la forma di associazione. Adesso me lo assimili al Sud.
E poi sono io quello che fa ridere i polli: ma per favore, mavalà.




Il centro comprende solo il lazio, molise ed abruzzo.

La Toscana, Umbria e Marche sono regioni del Nord e confederate della Padania.


Peccato che le statistiche del Ministero non tengano ancora conto di questa tua distinzione, e che considereno Centro l’insieme di tutte quelle Regioni.




Mamma mia! Allora: una cosa è il PIL pro Capite, un’altra cosa è il Reddito dell’agricoltore. Ci siamo?




Poichè, è evidente che il tuo intelletto non riesce a capire, ti informo che il reddito dell'agricoltore dovrebbe essere in linea, più o meno, con quello del PIL Pro Capite.


Ma chi era la tua maestra alle elementari?
Il PIL pro capite rappresenta il valore di tutti i prodotti finiti e servizi prodotti in uno stato in un dato anno diviso per la popolazione media dello stato per lo stesso anno.
Il reddito è l'entrata netta realizzata da un soggetto in un determinato periodo di tempo.




Hai scritto una marea di cavolate senza senso (probabilmente hai bisogno di cure per sviluppare il tuo Q.I.): ti ho solo fatto notare che il fatturato austriaco di 21,98 Mld, derivato solo dalla coltivazione e dall'allevamento supera di gran lunga l'intero PIL del Burkina Faso, malgrado abbia una percentuale di terra coltivabile inferiore cioé pari a 16,9% contro i 18% del Burkina Faso e tenendo conto che territorialmente parlando l'Austria è molto più piccola del Burkina Faso.


E io ti ho scritto che l’allevamento del bestiame non si fa sui terreni coltivati. La percentuale di terre agricole è superiore a quella da te indicata: tu ti riferisci alla terra effettivamente coltivata, trascurando quella a pascolo.
Poi, vogliamo confrontare il prezzo del latte, del vino e delle patate (per fare qualche esempio) con quello del sorgo o delle arachidi? La produttività del suolo in Austria con quella del suolo in Burkina Faso?




Ma se il datore di lavoro deve comunque versare i contributi, verserà gli stessi contributi sia alla Colf Padana sia alla Colf Filippina, no? Anzi, mi correggo: la quota che versa per la Colf Padana è superiore, perché tarata su una tariffa superiore.
Se invece mi vuoi dire che il Padano che fa lavorare una Colf Padana deve avere uno sconto sui contributi, allora mi devi anche spiegare chi è che paga la differenza tra contributi versati e pensione percepita. Perché immagino che la pensione della Colf Padana non dovrà diminuire in ragione dello sconto fatto al datore di lavoro.




La differenza non la paga nessuno, poiché entrambi usufruirebbero dei benefici.


Sì. E i soldi crescono sugli alberi.




(Controllare prima gli immigrati e poi i residenti)
E’ una possibilità. Ma niente a che fare con “La legge è uguale per tutti”.




Ma allora è evidente che hai seri problemi con il tuo Q.I. che presumo sia piuttosto basso.

Prima si controllano i 4 milioni di immigrati e poi tutti gli altri, ciò rispetterebbe comunque la legge che è uguale per tutti.

Per niente. Mi dispiace per te.

Amanda
16-10-2010, 13:57
Nello stesso articolo è confermato che è tutto permesso dalla legge.

Invece, i venditori ambulanti che non emettono lo scontrino fiscale e non pagano le tasse, non è permesso dalla legge.

http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/tasse-evasione-bianca-professionisti-consulenze-centomila-a-botta-590598/


Tasse: l’evasione “bianca” e sfacciata dei professionisti. Uno su tre non dichiara consulenze da centomila euro “a botta”

Pegaso
27-10-2010, 08:48
di Alan PhilpsLa reazione anti-islamica dell’Europa rivela una perdita di fiducia
utti coloro che in Medio Oriente avevano intenzione di trasferirsi a vivere in Europa ci staranno sicuramente ripensando. L’immigrazione in Europa ha costituito un tema politico caldo per anni, ma il dibattito ha raggiunto un nuovo livello quando il cancelliere tedesco Angela Merkel, il cui stile politico si situa all’opposto della demagogia, ha dichiarato che l’esperimento del multiculturalismo nel suo Paese si è rivelato un “totale fallimento”.
La valutazione non è stata di certo originale. Ma le sue parole sono state accolte con una “standing ovation” da parte del suo partito, l’Unione cristiano-democratica. I partiti europei di centro-destra oggi si sentono sufficientemente minacciati dall’ascesa dell’estrema destra ostile agli immigrati, da decidere di unirsi ad essa per chiedere un ripensamento radicale del tema dell’immigrazione.
Il panorama politico tedesco è stato sconvolto da un banchiere, Thilo Sarrazin – fino a quel momento pressoché sconosciuto – il cui libro, “la Germania si auto-elimina”, promuove la tesi secondo cui l’immigrazione musulmana renderebbe il Paese stupido. A due mesi dalla pubblicazione, il suo sfogo pseudo-scientifico è ancora al primo posto nella classifica dei Bestseller politici del sito tedesco di Amazon.Un sondaggio della Fondazione Friedrich Ebert, un think-tank di sinistra, ha attirato l’attenzione mondiale con le sue conclusioni, ovvero che secondo il 36% dei tedeschi il paese è invaso dagli stranieri. Una percentuale solo un po’ più bassa ritiene che gli stranieri non giungano in Germania per lavorare, ma per ottenere sussidi sociali. In Baviera, una regione tradizionalmente conservatrice, il presidente della regione, Horst Seehofer, chiede la fine dell’immigrazione proveniente dalla Turchia e dai paesi arabi.
La reazione anti-immigrazione si è estesa a tutta l’Europa. Nei Paesi Bassi, i quali nel passato si vantavano del loro liberalismo sociale progressista, il politico anti-islamico Geert Wilders è entrato nella coalizione di governo, la quale non avrebbe altrimenti potuto ottenere una maggioranza parlamentare.
Questo provocatore dai capelli biondi ossigenati è famoso per aver proposto una “tassa per il velo”, un’imposta di 1.000 euro per ogni donna musulmana che vuole indossare l’hijab. Il suo Partito della Libertà non ha poltrone nel governo, ma la sua influenza si farà sentire nella coalizione, che ha promesso di inasprire le norme sull’immigrazione.
In Svezia, la quale ha una generosa politica di asilo nei confronti degli iracheni, i Democratici Svedesi di estrema destra hanno ottenuto 20 seggi in parlamento, ottenendo il 5,7% dei voti alle elezioni del mese scorso. Questo partito affonda le sue radici nella frangia nazista che è sempre esistita in Svezia, nascosta dietro il volto sorridente della democrazia sociale. Ora è una forza politica.
Le ragioni di questa esplosione di sentimenti anti-immigrazione sono meno evidenti di quanto potrebbe sembrare. Tanto per cominciare, la Germania non è più un paese di immigrazione. Dopo il crac del 2008 essa ha assistito all’esodo di forse 200.000 persone l’anno.
Dunque la Germania non sta per essere “sommersa” dagli immigrati musulmani. Se c’è un afflusso, esso è costituito dai milioni di polacchi, rumeni e bulgari, che stanno ottenendo libertà di movimento nei 27 Stati membri dell’Unione Europea.
In definitiva, la reazione anti-islamica è l’espressione pubblica di un’Europa occidentale che ha perso fiducia nei suoi politici, e del suo vacillante senso di identità ed incerto ruolo nel mondo globalizzato. Vi è la presa di coscienza che il potere si sta spostando verso Oriente, verso la Cina e l’India, e che il confortevole modello sociale dell’Europa non può durare. I musulmani sono al centro di questa rabbia, perché sono i più visibili.
C’è un’altra ragione per cui questa impennata di sentimenti anti-immigrazione dovrebbe essere trattata con scetticismo. La cruda verità è che l’Europa non può prosperare senza l’immigrazione: il suo tasso di natalità è troppo basso per sostenere un’economia fiorente.
La Germania, l’Italia e l’Austria occupano gli ultimi posti nella tabella mondiale della fertilità, insieme a Hong Kong e Singapore, dove le donne sembrano essere troppo orientate alla carriera da avere bambini a sufficienza per permettere un ricambio della popolazione.
Se la popolazione autoctona europea non può produrre i lavoratori e i contribuenti di domani, essi dovranno essere importati. Secondo alcune stime, la popolazione della Germania, senza l’immigrazione, potrebbe diminuire da 82 milioni a 70 milioni nel 2050, fino a 24 milioni entro il 2100.
Già molti Paesi europei lamentano una grave carenza di tecnici specializzati, scienziati, programmatori di computer e altri colletti bianchi. I datori di lavoro tedeschi stimano che l’incapacità di attrarre immigrati qualificati costi al Paese circa 15 miliardi di dollari all’anno.
La Gran Bretagna ha lo stesso problema. In risposta alle proteste suscitate dall’immigrazione incontrollata, il governo ha imposto un tetto provvisorio in materia di visti di lavoro per immigrati provenienti dall’esterno dell’Unione Europea, in vista di un limite permanente che entrerà in vigore il prossimo aprile. Ma questo sistema delle quote è stato imposto così rigidamente che i datori di lavoro sostengono che non è possibile espandersi per mancanza di personale specializzatocco un esempio che mette in evidenza questo dilemma. Due scienziati di origine russa, Andre Geim e Konstantin Novoselov, che lavorano presso l’Università di Manchester in Gran Bretagna, quest’anno hanno vinto il premio Nobel per la fisica per il loro lavoro sul grafene, il materiale più sottile del mondo. Con le attuali regolamentazioni in vigore in Gran Bretagna, giovani scienziati come questi non avrebbero potuto ottenere visti di lavoro, in quanto la loro retribuzione sarebbe stata troppo bassa. Probabilmente ora si troverebbero negli Stati Uniti.
La sfida per il futuro è duplice: trovare il modo di attrarre immigrati con le giuste qualifiche, e di superare l’attuale atteggiamento di negligenza nei confronti della comunità immigrata, in gran parte proveniente dalla Turchia e dal mondo arabo.
I modelli di immigrazione del passato sono falliti. Per decenni la Germania ha visto la sua popolazione turca come “forza lavoro ospite” che un giorno sarebbe ritornata in patria. Ma questa era una fantasia. In Gran Bretagna lo Stato ha deciso di improvvisare, adottando la politica del multiculturalismo, in base alla quale le diverse comunità sarebbero andate d’accordo solo se lasciate a se stesse.
Per molte comunità di immigrati, questo ha significato la creazione di una sottoclasse trascurata che non dispone delle competenze e dell’istruzione necessarie per sfidare il razzismo nella società che le accoglie.
L’Europa è destinata ad essere un continente di immigrazione. Nessun politico ha mai vinto le elezioni dicendo questo, ma l’Europa deve accettarne le conseguenze e affrontarle. Ignorare questo fatto ha portato ad una crisi tra le persone, e alla crisi politica a cui stiamo assistendo in questo momento.
Il problema non è forse così difficile come sembra: se i titoli dei giornali urlano che il 36% dei tedeschi ritiene che il Paese è invaso dagli stranieri, in realtà si potrebbe dire con altrettanta ragione che il 64% è in disaccordo con lo scenario allarmistico presentato dai sondaggi. E’ su quest’ultimo che bisogna concentrarsi.
Alan Philps è stato a lungo corrispondente da Mosca per la Reuters; tra il 1998 è stato corrispondente dal Medio Oriente per il Daily Telegraph; attualmente è Associate Editor del quotidiano “The National”, giornale in lingua inglese pubblicato negli Emirati Arabi Uniti; risiede a Londra
http://www.medarabnews.com/2010/10/26/la-reazione-anti-islamica-dell’europa-rivela-una-perdita-di-fiducia/

Amanda
20-11-2010, 11:30
http://img17.imageshack.us/img17/8840/20101118immigr.jpg



http://www.leggo.it/articolo.php?id=91487



SVIZZERA, CAMPAGNA SHOCK
CONTRO LE IMMIGRATE -FOTO




Due immagini, radicalmente diverse: la prima vede quattro donnne nude, con il fondoschiena sporco di sabbia in bella vista, che guardano l'orizzonte; la seconda, invece, vede donne anziane malvestite, che fumano in acqua. E' la campagna shock della Schweizerische Volkspartei (Svp), l'Udc d'oltralpe, il partito popolare svizzero, contro il "degrado dell'immigrazione": campagna che sta facendo ovviamente discutere, in Svizzera come nel resto d'Europa.


http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/18/foto/no_agli_immigrati_campagna_shock_in_svizzeta-9238368/1/?ref=HRESS-3

clara
20-11-2010, 13:55
io vedo due ragazze..sara' che ho le traveggole.
E non vedo donne che fumano in acqua a meno che facciano giochi di prestigio..

Amanda
20-11-2010, 16:40
io vedo due ragazze..sara' che ho le traveggole.
E non vedo donne che fumano in acqua a meno che facciano giochi di prestigio..

secondo link, prima a destra (una donna che fuma)