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Roderigo
07-10-2010, 23:54
Zaccaria (Pd): “Il disegno di legge ‘antiburqa’ è anticostituzionale”

Arriva al Senato il disegno di legge per modificare l’articolo 5 della legge n. 152 del 1975. Una proposta avanzata dalla senatrice Vicari per vietare l’uso del burqa in tutti i luoghi, ad eccezione dell’abitazione privata. Intervista a Roberto Zaccaria del Pd.

di Melissa Neri

A fine settembre scorso, la senatrice Simona Vicari (Pdl) ha presentato in Senato, il disegno di legge “antiburqa”: Non ci vogliamo sottrarre al processo di integrazione fra i popoli, che anzi – ha dichiarato la Vicari - vogliamo favorire, ma è giusto che chi decide di vivere in un altro paese, ne accetti usi e regole". Il ddl modifica l’articolo 5 della legge n. 152 del 1975, che vieta l’uso di caschi protettivi, o di qualsiasi altro mezzo che possa rendere difficoltoso, senza giustificato motivo, il riconoscimento della persona, in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Con la modifica alla legge, il divieto di non rendersi riconoscibili sarà esteso a tutti i luoghi, tranne l’abitazione privata, e sarà vietato “l’uso di indumenti che comportino la copertura o velatura del volto”: un chiaro riferimento alle donne musulmane. Roberto Zaccaria spiega a Minareti.it i motivi che rendono il disegno di legge incostituzionale.

Cosa pensa della proposta di legge “anti-burqa” presentata dal Pdl?
Il problema è che la proposta così scritta è due volte anticostituzionale: nei confronti delle donne musulmane e nei confronti della comunità musulmana in genere. L’aspetto di incostituzionalità si trova nel fatto che viene citato e vietato un abbigliamento specifico, quale il burqa. Nel rispetto della Costituzione si sarebbe dovuto fare riferimento ad un qualsiasi tipo di abbigliamento che non garantisca la riconoscibilità e il volto scoperto nei luoghi pubblici; infatti la legge francese, di cui molto si è discusso, non parla specificatamente di burqa e allo stesso modo anche la nostra proposta di legge, firmata dall’Amici, da me e da altri, non faceva riferimento a nessun indumento particolare che contraddistingue una comunità o una cultura ma prevedeva, più in generale, la necessità che qualsiasi tipo di abbigliamento debba lasciare il volto scoperto nei luoghi pubblici.
Se si affronta un problema generale tramite singoli e particolari provvedimenti si rischia di radicalizzare il problema. L’utilizzo del tema della sicurezza per affrontare delle norme civili sulla convivenza fa diventare il dibattito equivoco.

I fattori religiosi, culturali ed etnici possono rientrare secondo lei nella definizione di “giustificato motivo” citato nell’articolo 5 della legge n. 152 del 1975?
Non dobbiamo dimenticare che la legge 152 del 1975 riguarda la sicurezza. In questo dibattito, invece, conta soprattutto il principio della pacifica e comune convivenza. Ci sono perciò delle regole, al di là della sicurezza, di cui dobbiamo tenere conto anche perché esplosivi o cose simili possono essere nascosti ovunque, non solo in un particolare indumento. Non è la sicurezza a doverci preoccupare, ma il perseguimento della pacifica convivenza.

Quali sono, secondo lei, i motivi che hanno portato il Pdl a realizzare questa proposta di legge, dato che in Italia non c’è nessuna emergenza legata al burqa?
Non so dire le motivazioni che abbiano portato a questa proposta, ma posso dire che sicuramente è un modo sbagliato di trattare un problema che sta affrontando tutta l'Europa. Il modo di affrontare una questione è decisivo, e il fine in questo caso dovrebbe essere quello di favorire la fraternità, la convivenza civile, la trasparenza di movimento e la scoperta dell’altro. Se si brandisce la spada contro una comunità vengono meno i principi che dovrebbero guidare un paese civile.

Cosa risponde alla Vicari che ha dichiarato “chi decide di vivere in un altro paese deve accettare le regole e gli usi di quel luogo”?
Il problema di interpretazione è bilaterale. Andare in un altro paese non significa sottoscrivere un’adesione. Dobbiamo favorire l’integrazione, scoprire le altre culture, senza costringere nessuno al nostro modo di vivere. Bisogna convincere.

(07 ottobre 2010)
www.minareti.it (http://www.minareti.it/10/295/4e4ce5156f726437106196e768caef2f/zaccaria_pd_il_disegno_di_legge_antiburqa_anticostituzionale_.html)

taccaromiceto
08-10-2010, 00:44
Tutto il ragionamento parte da un presupposto sballato.

Il burqa non è un'emanazione della religione islamica.
Inoltre attualmente non è vietato alle donne di nessuna religione
Quindi non è incostituzionale.
Se il punto è come viene chiamato,cuioè se bisogna dire ''burqa'' o ''velo che copre il viso'',mi scappa solamente da ridere.

fantasma76
08-10-2010, 08:54
Chi sa se obbligheranno le suore e le spose di andare seminude in nome della sicurezza, non si sa mai, confetti esplosivi celati sotto un abito da sposa?

Annibale
08-10-2010, 12:02
Nel rispetto della Costituzione si sarebbe dovuto fare riferimento ad un qualsiasi tipo di abbigliamento che non garantisca la riconoscibilità e il volto scoperto nei luoghi pubblici; infatti la legge francese, di cui molto si è discusso, non parla specificatamente di burqa e allo stesso modo anche la nostra proposta di legge, firmata dall’Amici, da me e da altri, non faceva riferimento a nessun indumento particolare che contraddistingue una comunità o una cultura ma prevedeva, più in generale, la necessità che qualsiasi tipo di abbigliamento debba lasciare il volto scoperto nei luoghi pubblici.
Mi pare di capire che Zaccaria non sia contrario al divieto del burqa, purchè non riguardi solo il burqa ma qualsiasi indumento renda la persona irriconoscibile. Se è così, sono d'accordo con lui.

taccaromiceto
08-10-2010, 18:01
Chi sa se obbligheranno le suore e le spose di andare seminude in nome della sicurezza, non si sa mai, confetti esplosivi celati sotto un abito da sposa?

Non lo farno SOLO perchè non si coprono il viso

fantasma76
08-10-2010, 21:40
Veramente per tradizione risalente agli antichi romani, è di buon auspicio coprire il volto col velo fino al momento del bacio, certo oggi ci siamo globalizzati, e abbiamo perso le antiche tradizioni, usando quelle anglosassone che portano il velo a mo di cappellino.

taccaromiceto
08-10-2010, 22:00
Anche perchè il velo era trasparente e non celava affatto l'dentità di chi lo portava.
Senza considerare che tale copertura,avveniva all'interno di una chiesa,durante un ricevimento privato.