Edric
07-10-2010, 02:30
UE: 50 milioni alla Libia per bloccare gli immigrati
7 ottobre 2010
http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/libia-286x300.jpg (http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/libia.jpg)
Quanti di noi hanno pensato in occasione dell’ultima visita in Italia di Gheddafi che il rais libico stesse lanciando le sue solite minacce a vuoto quando ha Roma a ricordato alla UE che era nel suo interesse pagare il conto se non voleva trasformarsi rapidamente in un continente “nero”.
Dopo due giorni di trattative tra i commissari UE Cecilia Malmström e Stefan Fule da una parte, e i rappresentanti delle autorità libiche, dall’altra, ieri è stato ufficializzato in una conferenza stampa che si è tenuta a Bruxelles, un accordo (http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/news/default_en.htm#top) che riguarda il circa 1 milione e mezzo di persone che soggiornano, loro malgrado, nei centri di detenzione in Libia.
Il nuovo accordo, che verrà ripagato con 50 milioni di Euro per 3 anni, prevedere un miglioramento delle condizioni degli attuali ‘detenuti’ e la possibilità per loro di fare richiesta di protezione internazionale, e un’ulteriore sviluppo del controllo delle frontiere.
“Molte persone si sono trovate nel deserto, spesso dopo essere state abbandonate dai contrabbandieri. Coloro che riescono a raggiungere la terra libica sono stati salvati, ma spesso sono bloccati nei centri di detenzione in attesa di essere autorizzati ad andare avanti. E le condizioni di vita in tali centri sono orribili. Con il nostro nuovo accordo UE-Libia, mi auguro che si possa contribuire a migliorare la situazione di queste persone e fare in modo che coloro che hanno bisogno di venire in Europa per la protezione internazionale saranno in grado di farlo” ha dichiarato la Malmström.
La UE in pratica ha deciso di pagare una tangente a Gheddafi, pratica che rientra nel modus operandi delle democrazie occidentali verso i dittatori e gli autocrati di mezzo mondo, quando ciò persegue i propri interessi. Nel ricordare che la Libia non ha mai sottoscritto fino ad ora il trattato internazionale sui diritti umani, non sò che cosa in questo caso possa fare sperare un cambio di atteggiamento nei confronti di persone che sono ritenute una fonte di reddito da una parte e un’impiccio dall’altra.
Le violenze quotidiane, i soprusi e le torture, oggi all’ordine del giorno nelle carceri libiche, i respingimenti verso la morte nel deserto, che sono pratiche ampiamente documentate oggi, con tutta probabilità saranno tali e quali anche domani. Gli accordi bilaterali italo-libici hanno aperto la strada a una nuova forma di business, che si è ulteriormente concretizzato ieri con gli accordi UE-Libia.
Fonte: Guerre Contro (http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=4223)
7 ottobre 2010
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Quanti di noi hanno pensato in occasione dell’ultima visita in Italia di Gheddafi che il rais libico stesse lanciando le sue solite minacce a vuoto quando ha Roma a ricordato alla UE che era nel suo interesse pagare il conto se non voleva trasformarsi rapidamente in un continente “nero”.
Dopo due giorni di trattative tra i commissari UE Cecilia Malmström e Stefan Fule da una parte, e i rappresentanti delle autorità libiche, dall’altra, ieri è stato ufficializzato in una conferenza stampa che si è tenuta a Bruxelles, un accordo (http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/news/default_en.htm#top) che riguarda il circa 1 milione e mezzo di persone che soggiornano, loro malgrado, nei centri di detenzione in Libia.
Il nuovo accordo, che verrà ripagato con 50 milioni di Euro per 3 anni, prevedere un miglioramento delle condizioni degli attuali ‘detenuti’ e la possibilità per loro di fare richiesta di protezione internazionale, e un’ulteriore sviluppo del controllo delle frontiere.
“Molte persone si sono trovate nel deserto, spesso dopo essere state abbandonate dai contrabbandieri. Coloro che riescono a raggiungere la terra libica sono stati salvati, ma spesso sono bloccati nei centri di detenzione in attesa di essere autorizzati ad andare avanti. E le condizioni di vita in tali centri sono orribili. Con il nostro nuovo accordo UE-Libia, mi auguro che si possa contribuire a migliorare la situazione di queste persone e fare in modo che coloro che hanno bisogno di venire in Europa per la protezione internazionale saranno in grado di farlo” ha dichiarato la Malmström.
La UE in pratica ha deciso di pagare una tangente a Gheddafi, pratica che rientra nel modus operandi delle democrazie occidentali verso i dittatori e gli autocrati di mezzo mondo, quando ciò persegue i propri interessi. Nel ricordare che la Libia non ha mai sottoscritto fino ad ora il trattato internazionale sui diritti umani, non sò che cosa in questo caso possa fare sperare un cambio di atteggiamento nei confronti di persone che sono ritenute una fonte di reddito da una parte e un’impiccio dall’altra.
Le violenze quotidiane, i soprusi e le torture, oggi all’ordine del giorno nelle carceri libiche, i respingimenti verso la morte nel deserto, che sono pratiche ampiamente documentate oggi, con tutta probabilità saranno tali e quali anche domani. Gli accordi bilaterali italo-libici hanno aperto la strada a una nuova forma di business, che si è ulteriormente concretizzato ieri con gli accordi UE-Libia.
Fonte: Guerre Contro (http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=4223)