Edric
01-10-2010, 09:53
Ecuador: il colpo di stato è fallito
1 ottobre 2010
http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/correa-soccorso-286x300.jpg (http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/correa-soccorso.jpg)
Il presidente Rafael Correa è stato liberato da un blitz dell’esercito che si è scontrato in un conflitto a fuoco con i poliziotti ribelli che circondava l’ospedale dove si era dovuto rifugiare e ha raggiunto Piazza dell’Indipendenza a Quito, dove lo aspettavano circa 2 mila sostenitori, ed ha tenuto un discorso.
“Questo è il giorno più triste della mia vita, questo è il giorno più triste del mio governo, perché sono stato pugnalato alla schiena dopo aver fatto tanto per loro”, ha detto il Presidente ricordando la morte di due soldati durante l’operazione che ha portato alla sua liberazione.”Hanno versato il sangue dei loro fratelli”.
Il presidente ha ribadito la responsabilità dell’opposizione che hanno incoraggiato la rivolta e ha sottolineato che non ha accettato di negoziare sotto pressione con i ribelli.
Verso mezzanotte, attraverso la televisione nazionale, il presidente ha dato la sua versione su quanto è accaduto. Egli ha detto che “persone ambiziose cercano sempre di mettere in cattiva luce il paese a livello internazionale” e ha ribadito che quanto accaduto ieri “è stato un tentativo di colpo di stato fallito”.
Ha promesso che i ribelli verranno puniti e che “non ci sarà perdono o dimenticanza”. Ufficiosamente si è appreso che il ministro degli Interni Gustavo Jarlkh avrebbe rassegnato le dimissioni.Anche il capo della polizia, il generale Freddy Martinez, che ieri si era dichiarato a fianco di Correa, ha dato le dimissioni, dato che hanno partecipato alla rivolta parti dell’istituzione che rappresenta, ma ancora non sono state accettate.
Il bilancio degli scontri è stato di alcuni morti e più di 50 persone ferite.
Morti e feriti.
Per tutta la giornata di ieri, le stazioni televisive sono state costrette a trasmettere il segnale ufficiale di radiodiffusione ma dopo, il discorso del capo dell’esecutivo, hanno potuto riprendere la loro regolare programmazione, ma in seguito hanno ricevuto ancora una volta una nota, in cui gli si chiedeva di collegare i loro servizi informativi alla trasmissione della TV di Stato.
E’ ancora in vigore lo stato di emergenza.
Notizie tratte da La Hora (http://www.lahora.com.ec/index.php/noticias/show/1101026583/-1/No_habr%C3%A1_perd%C3%B3n_ni_olvido%3A_Correa.html).
Fonte: Guerre Contro (http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=4065)
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Vedi anche: Ecuador: è in corso un tentativo di Colpo di Stato. (http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=4057)
1 ottobre 2010
http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/correa-soccorso-286x300.jpg (http://guerrecontro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/correa-soccorso.jpg)
Il presidente Rafael Correa è stato liberato da un blitz dell’esercito che si è scontrato in un conflitto a fuoco con i poliziotti ribelli che circondava l’ospedale dove si era dovuto rifugiare e ha raggiunto Piazza dell’Indipendenza a Quito, dove lo aspettavano circa 2 mila sostenitori, ed ha tenuto un discorso.
“Questo è il giorno più triste della mia vita, questo è il giorno più triste del mio governo, perché sono stato pugnalato alla schiena dopo aver fatto tanto per loro”, ha detto il Presidente ricordando la morte di due soldati durante l’operazione che ha portato alla sua liberazione.”Hanno versato il sangue dei loro fratelli”.
Il presidente ha ribadito la responsabilità dell’opposizione che hanno incoraggiato la rivolta e ha sottolineato che non ha accettato di negoziare sotto pressione con i ribelli.
Verso mezzanotte, attraverso la televisione nazionale, il presidente ha dato la sua versione su quanto è accaduto. Egli ha detto che “persone ambiziose cercano sempre di mettere in cattiva luce il paese a livello internazionale” e ha ribadito che quanto accaduto ieri “è stato un tentativo di colpo di stato fallito”.
Ha promesso che i ribelli verranno puniti e che “non ci sarà perdono o dimenticanza”. Ufficiosamente si è appreso che il ministro degli Interni Gustavo Jarlkh avrebbe rassegnato le dimissioni.Anche il capo della polizia, il generale Freddy Martinez, che ieri si era dichiarato a fianco di Correa, ha dato le dimissioni, dato che hanno partecipato alla rivolta parti dell’istituzione che rappresenta, ma ancora non sono state accettate.
Il bilancio degli scontri è stato di alcuni morti e più di 50 persone ferite.
Morti e feriti.
Per tutta la giornata di ieri, le stazioni televisive sono state costrette a trasmettere il segnale ufficiale di radiodiffusione ma dopo, il discorso del capo dell’esecutivo, hanno potuto riprendere la loro regolare programmazione, ma in seguito hanno ricevuto ancora una volta una nota, in cui gli si chiedeva di collegare i loro servizi informativi alla trasmissione della TV di Stato.
E’ ancora in vigore lo stato di emergenza.
Notizie tratte da La Hora (http://www.lahora.com.ec/index.php/noticias/show/1101026583/-1/No_habr%C3%A1_perd%C3%B3n_ni_olvido%3A_Correa.html).
Fonte: Guerre Contro (http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=4065)
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Vedi anche: Ecuador: è in corso un tentativo di Colpo di Stato. (http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=4057)