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Roderigo
31-07-2010, 14:51
Mio marito Bondi mi picchiava
Le botte. I tradimenti in pubblico. Le inadempienze col figlio. E la brama di potere indifferente a qualsiasi ideologia. Sono le accuse dell'ex moglie, in un'intervista rilasciata a un settimanale rosa
"Schiaffi in casa, l'amante a Roma. E davanti agli altri, per anni, la finzione della famigliola felice"
di Adriano Botta
http://img820.imageshack.us/img820/2668/jpg2131708.jpgIl ministro della Cultura Sandro Bondi "è un uomo che ha sempre cercato solo il potere. Se glielo avessero offerto a sinistra, sarebbe tornato lì". Ma è anche una persona con problemi psicologici, "per tutta la vita succube dei genitori e adesso della nuova compagna" (la deputata del Pdl Manuela Repetti) dopo essere stato un marito infedele e violento, oltre che (tuttora) un padre assente.
A lanciare queste accuse in un'intervista alla giornalista Marianna Aprile di 'Novella 2000' è l'ex moglie del ministro, Maria Gabriella Podestà, 52 anni, che si è sposata con Bondi nel '94 (ma erano compagni di classe molti anni prima, a Villafranca, in Lunigiana) e da cui si è da poco separata legalmente, ancora in attesa di divorzio.
'Sono incazzata nera', premette l'ex signora Bondi all'inizio della chiacchierata e il seguito, in effetti, dimostra che è vero.
Secondo la Podestà, nei primi anni Bondi è stato un buon marito, anche se per diverso tempo si sarebbe fatto mantenere da lei non avendo uno stipendio. Poi, qualche anno dopo, la svolta, che secondo l'ex moglie coincide con il trasferimento ad Arcore, quando Bondi decide di votarsi a Berlusconi. Da quel giorno, dice la Podestà, "mi metteva sotto il naso indizi di storie coniugali, come gli scontrini dello Chanel numero 5 che regalava alle sue amiche". Fino al momento in cui avrebbe addirittura portato la moglie in vacanza a casa di una sua amante, con tanto di tradimento notturno scoperto in flagranza.
Dall'autunno del 1998, secondo l'ex moglie del ministro, le cose sarebbero precipitate, con tanto di violenze domestiche, schiaffi e punizioni.
Successivamente, dice la Podestà, Bondi avrebbe addirittura avuto di fatto due vite parallele: una a Roma con la Repetti e "una con noi nel week end, quando faceva finta di stare nella famigliola modello, perché lui vuole dare sempre un'immagine perfetta di sè".
Infine, il capitolo del figlio che Podestà e Bondi hanno avuto prima della rottura: secondo l'ex moglie, il ministro l'avrebbe sempre trascurato ed è inadempiente anche dal punto di vista legale, perché ignorerebbe i termini di frequentazione stabiliti in sede di separazione. Sempre secondo la Podestà, al momento sono oltre due mesi che Bondi non vede il figlio e si farebbe vivo solo con qualche sms.
Per quanto riguarda l'attività politica del marito, Podestà parla di un uomo interessato solo al potere ("lo ha sempre cercato"), che vive in una totale sudditanza verso Berlusconi ("Per questo mi aveva portato a vivere in quell'orribile appartamento di Arcore") e gelosissimo di Maria Vittoria Brambilla, al punto da cadere in depressione quando si era parlato di lei come coordinatrice di Forza Italia. Tuttavia, secondo l'ex moglie, in Bondi non ci sarebbe alcun ideale, perché "se gli avessero offerto il potere quelli di sinistra sarebbe ritornato lì". Infine, una nota velenosa anche sulle poesie di cui il ministro è autore: "Non sono spontanee e non mi sono mai piaciute...".
29 luglio 2010
http://espresso.repubblica.it/ (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/mio-marito-bondi-mi-picchiava/2131706&ref=hpsp)
Francesca
31-07-2010, 15:06
Il peggio, però, era quando le leggeva le sue poesie.
Bondourant
31-07-2010, 15:25
...mi pareva che quella faccia non nascondesse un ommemmerda (1)
(1) chiedere a Fantasma se in questo caso
la parola è adeguata :D
fantasma76
31-07-2010, 17:22
Poi, qualche anno dopo, la svolta, che secondo l'ex moglie coincide con il trasferimento ad Arcore, quando Bondi decide di votarsi a Berlusconi.
Una volta ero convinto che il vaticano nascondesse l'ingresso per l'inferno, ora sono sempre più convinto che la porta per l'inferno si è spostata ad Arcore.
Samarilla
31-07-2010, 17:28
Gli si legge tutto in faccia
è un uomo orribile
Mio marito Bondi mi picchiava
Le botte. I tradimenti in pubblico. Le inadempienze col figlio. E la brama di potere indifferente a qualsiasi ideologia. Sono le accuse dell'ex moglie, in un'intervista rilasciata a un settimanale rosa
'Sono incazzata nera', premette l'ex signora Bondi all'inizio della chiacchierata e il seguito, in effetti, dimostra che è vero.
29 luglio 2010
http://espresso.repubblica.it/ (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/mio-marito-bondi-mi-picchiava/2131706&ref=hpsp)
Difficile poter essere più penosi di Bondi, ma a quanto pare la moglie ci va molto vicino.
Una sequela di pettegolezzi acrimoniosi da portineria che stavano benissimo su Novella 2000.
Riassumendo: penoso Bondi, penosa la moglie incazzata nera e penoso pure l'Espresso.
Un capolavoro:
http://antefatto.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/155497/disegni_originale.jpg
Roderigo
31-07-2010, 22:15
Intervista alla ex moglie di Bondi Maria Gabriella Podestà
SCENATE DA UN MATRIMONIO – L’EX MOGLIE DI DON AB-BONDI MASSACRA IL MINISTRO BERLUSCONIANO: “AVEVA ‘AMICHE’ INFREQUENTABILI E LASCIAVA CONTINUE TRACCE DELLE SUE RELAZIONI” – SUCCUBE DEI GENITORI PRIMA, DELLA REPETTI OGGI – MI PRESI A SCHIAFFI – NON VEDE DA MESI IL FIGLIO 12ENNE – È LUI IL ’PESCIOLINO ROSSO’ DEL LIBRO DELLA GENISI? “DICIAMO CHE NE RICONOSCO I GUSTI E LE ABITUDINI SESSUALI”…
http://img824.imageshack.us/img824/2412/bondi300x239.jpgQuesta intervista inizia due anni fa con una telefonata andata male. Nell’agosto 2008 Maria Gabriella Podestà, dal 1994 moglie del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, rientrava in Italia dopo cinque anni a Boston. Lasciava un incarico all’università del Massachusetts per fare la preside al liceo Fermi di Salò, sul Lago di Garda.
Non si era quasi mai vista accanto al marito e le voci di un flirt del ministro con una collega di partito – che poi diventerà l’attuale compagna Manuela Repetti – erano insistenti, benché non confermate. Perciò proponemmo alla signora Podestà un’intervista. Lei declinò, ritenendo di non dover dividere il suo privato coi giornali. Di lì a poco, la rottura del suo matrimonio divenne pubblica e il 6 luglio del 2009 è stata sancita al Tribunale di Monza la separazione consensuale.
Poche settimane dopo Bondi ufficializzò il rapporto con l’onorevole Manuela Repetti, scrivendo a “Novella2000″: «È la persona che amo e con la quale desidero formare una famiglia». Da allora molte cose sono cambiate. Anche per questo, la signora Podestà ha deciso di raccontare la sua vita, prima, durante e dopo il suo matrimonio. Il piglio è sicuro, ma spesso la voce trema. Quando accade, la signora sospira, socchiude le palpebre e solo allora ricomincia.
Il suo tormento traspare dalla piega amara delle labbra. Questa donna dalla pelle chiara e dall’intelligenza vispa ha a lungo riflettuto prima di decidere di dare il suo privato e, in taluni passaggi, il suo privatissimo, in pasto agli altri. La sua, ovviamente, è la ricostruzione di una madre risentita e preoccupata per il rapporto che suo figlio ha col padre, una moglie che proprio per questo ha appena depositato in Tribunale un ricorso contro l’ex consorte.
Ovviamente, “Novella 2000″ ha offerto al ministro la possibilità di un’intervista, ma Bondi ha declinato l’invito. E ci siamo anche chiesti quanto simili fatti fossero di interesse pubblico.
Nel chiedercelo ci siamo imbattuti in una sfilza di dichiarazioni, esternazioni, interviste video e stampa del ministro, spesso accompagnato dalla Repetti, compresa una lettera aperta dei due a Barack Obama a firma congiunta e un’intervista a SkyTg24, mano nella mano. Questa intervista è, in fondo, il tassello mancante di una storia che da un paio d’anni tiene banco sulle cronache politiche e rosa. Mentre racconta, la signora Podestà si fa seria: «Parlo anche per tutelarmi, per difendermi. Nel silenzio è più facile subire la prepotenza del potere», dice.
Poi il suo i-Phone squilla e il viso di Maria Gabriella cambia. «Popo, amore». Si scioglie. È il figlio di 12 anni – che noi chiameremo Mario – che ha avuto da Bondi e che la chiama reclamandola per sé. Lei prende tempo, dice che sarà a casa tra poco, chiude e dice, orgogliosa: «È come avere un fidanzato, solo più invadente. È meraviglioso e molto maturo per la sua età.
Somiglia a lei o al padre?
«Ha i miei occhi, il mio carattere, solare, affettuoso, un bel bambino. È stato desiderato, viviamo in simbiosi».
Perché ha deciso di raccontare?
«Sono incazzata nera, con tutti, ma soprattutto col ministro».
Lo chiama ministro?
«Preferirei non chiamarlo. Ma, dovendomi riferire a lui, preferisco farlo in modo… istituzionale».
Cosa la fa arrabbiare?
«Con me si è comportato malissimo, e va bene, ci sono abituata. Ma non posso tollerare che lo faccia con nostro figlio. Vuole un mondo di bene al padre, ma ora i loro rapporti sono tesi: dallo scorso 23 maggio il ministro non lo vede, non lo chiama, gli ha giusto inviato qualche sms, qualche mail. Proprio per questo l’avevo già querelato, lo scorso 6 febbraio. Non ottempera agli impegni sottoscritti in sede di separazione».
LA MIA VITA CON BONDI
Maria Gabriella e Sandro erano in classe insieme al liceo scientifico di Villafranca, in Lunigiana: «Ma allora non ci filavamo: lui faceva già politica e io per la politica non ho mai provato interesse. Dopo il liceo, ci siamo persi di vista. Nel 1993 ci siamo rincontrati e fidanzati».
Lei lo amava?
«Sì. Sono stata innamorata di lui».
Di cosa si è innamorata?
«Era perfetto, romantico, pieno di attenzioni. Abbiamo passato il nostro anno da fidanzati in un sogno. Avevamo in comune la passione per arte, cultura, viaggi. Le nozze ci sembrarono la cosa più naturale, e furono celebrate in chiesa, il 14 maggio del 1994, il suo compleanno. Sembrava tutto troppo bello per esser vero. Infatti non lo era. I problemi sono iniziati subito. Giurò che non avrebbe più fatto politica ma due settimane dopo le nozze si trasferì a Roma, dove non mi volle, a lavorare al centro Studi di Forza Italia. Rimase lì due anni, tornando nel weekend, perché non poteva star lontano dai genitori: era dipendente da loro. Poi il Centro Studi chiuse e per un anno lui fu disoccupato».
Come vivevate?
«Col mio stipendio di insegnante. Lui continuò a dividersi tra Roma e la Toscana e, dopo un anno, entrò nella segreteria personale di Silvio Berlusconi».
Questo cambiò la vostra vita?
«No. È cambiata quando nel luglio del 1998 lui ha deciso di trasferirsi ad Arcore, dove arrivai nel settembre dello stesso anno, per insegnare a Monza. Con la nascita del bimbo avevo sentito l’esigenza di porre un freno alla invadenza dei suoi genitori in casa nostra. Mia suocera ha sempre pensato che io non fossi all’altezza di suo figlio e non ne ha mai fatto mistero con nessuno. Mi attaccavano e il ministro non ha mai preso le mie difese davanti a loro. Interruppi i rapporti e il ministro decise che per questo dovevo essere punita».
In che senso “punita”?
«Mi metteva sotto il naso indizi di possibili storie extraconiugali, tipo scontrini di regali; storie che poi negava, dandomi della pazza. Per me, una tortura psicologica. Litigavamo a bestia. A un certo punto, provammo con la terapia di coppia dal professor Fulvio Scaparro. La situazione non migliorò, la interrompemmo, lui non volle riprenderla, mi diceva con disprezzo “vacci tu”. E le sue punizioni continuavano».
Ma perché questi atteggiamenti lei li chiama “punizioni”?
«Giudichi lei. Nel 2001 gli proposi una vacanza in America. Lui però aveva accettato l’invito in Cilento di una sua amica milanese. Come sempre, capitolai e lo seguii. La signora faceva l’amica con me, ma era palpabile la grande intimità che c’era tra lei e il ministro, tanto a suo agio da girar per casa in mutande».
Fraintendere è facile, specie se il rapporto già scricchiola…
«Sarà… Ma la signora aveva preparato una camera matrimoniale e una singola per nostro figlio. Il bimbo da solo non dormiva, allora prese a coricarsi nel lettone con me, e il ministro a dormire nella cameretta. Una notte mi sono alzata e, quando sono uscita dalla mia stanza, c’è stato un fuggi fuggi generale. Ovviamente, si erano alzati per andare in bagno… Ma lui ha fatto anche di peggio: una me l’ha messa in casa».
In che senso, scusi?
«Aveva conosciuto un tizio e abbiamo iniziato a uscire con lui e sua moglie. Poi il ministro è diventato molto amico della signora, che ha preso a frequentare in modo assiduo casa nostra, anche in vacanza. Ho chiesto spiegazioni, e mio marito ha risposto che avevo bisogno di un’amica. L’America mi ha salvato la vita, creda. Qui, sarei finita in manicomio. Io non sono sempre stata così…».
Così come?
«Così… abbondante. Ero una bella ragazza, ma ho la tendenza a mangiare, quando sono stressata o sotto pressione».
Perché non si è separata prima?
«Da un lato non avevo sufficienti risorse economiche per andarmene, dall’altro lui mi lasciava capire, neanche velatamente, che mi avrebbe tolto il bambino. Avevo paura. E poi ho sempre pensato che un bimbo debba averlo, un padre. Il mio è morto quando avevo sette anni e mi manca ancora».
Quando ha capito che era finita?
«Il mio matrimonio è finito il 26 settembre del 1998. Quel giorno lui mi ha preso a schiaffi per la prima volta».
È un’accusa grave.
«Lo so, ma è la verità. Mi ha preso a schiaffi, glieli ho restituiti. Lui reagì in un modo che oggi mi fa quasi sorridere».
Come?
«Disse che se glieli avevo resi allora non lo amavo. Disse di aver visto uomini picchiare le mogli e quelle abbracciarli un momento dopo. Non furono i soli schiaffi tra noi».
E lei non reagì?
«Ho provato a chiedere aiuto a chi gli stava vicino, al suo testimone di nozze, che consideravo amico. Fu inutile».
Come mai è partita per Boston?
«Ho partecipato a un concorso, non pensavo di poterlo vincere. E invece…».
Suo marito ha provato a fermarla?
«No. Non riteneva concepibile che io lo lasciassi, lo vide come un affronto mortale. Non mi ha fermata né ha provato a dirmi di lasciare qui il bambino».
A Boston cosa è successo?
«Ho ritrovato la serenità, imparato che valevo qualcosa, dopo anni di umiliazioni. Ho dimostrato al ministro che senza di lui non solo vivevo, ma vivevo meglio».
Lì ha avuto un nuovo amore?
«No. Ho sempre il timore che il ministro usasse una mia relazione contro di me».
Ma siete separati, lui ha un’altra…
«Ha bisogno di me come capro espiatorio, per non ammettere di esser stato un pessimo marito e un padre manchevole. Lui ha questo bisogno, disperato, di apparire perfetto».
Cosa le rimprovera il ministro?
«Tante cose… di sobillare mio figlio contro di lui e contro la sua compagna».
Non è vero?
«Mettiamola così: mio figlio ha un cellulare suo, anche fosse vero che voglio separarli non potrei certo impedirgli di chiamarlo. Invece non si sentono da due mesi. Mi rimprovera anche di non dare un’adeguata educazione religiosa a Mario, di non avergli fatto fare la comunione. E invece, anche se il ministro non lo sa, il ragazzo l’ha fatta il 30 maggio scorso ma non l’ha invitato per timore che si presentasse con la Repetti. E poi questo attaccamento ai sacramenti è nuovo: per me anche questa sua religiosità è una recita».
Mi conceda una domanda frivola, in tanti discorsi seri. Suo marito le ha mai dedicato una poesia delle sue?
«All’inizio. Ma non mi piacciono, non sono spontanee. Per un po’ ho acquistato il settimanale che le pubblica. Ho smesso quando ne lessi una dedicata “al figlio che non abbiamo avuto”. Ho pensato: mio figlio ha 12 anni… Due anni prima della nascita di Mario ho perso un bimbo; il ministro disse di essersi riferito a quello. Ma creda, non era la verità».
Lei e la Repetti vi conoscete?
«No. Ma dicono sia una sorta di tutor del ministro, che dipenderebbe da lei in tutto e che gli fa da filtro con chiunque. È verosimile, lui ha bisogno di qualcuno che lo guidi. Prima erano i genitori, ora la compagna».
Lei lo ha mai “guidato”?
«Non è proprio nella mia indole».
È mai stata gelosa di suo marito?
«Mi accusava di esserlo, ma non lo sono mai stata. Esigevo rispetto, questo sì. E con la gelosia il rispetto non c’entra».
Se davvero lui sposasse la Repetti?
«Glielo auguro. Se lo merita il ministro».
È mai stata gelosa della devozione di Bondi per il premier?
«Una sudditanza di cui io non sarei capace. Vederlo così devoto ha accresciuto il mio disprezzo nei suoi confronti. Mio marito ha sempre cercato il potere, Berlusconi glielo ha dato. Se glielo avessero offerto a sinistra, sarebbe tornato lì».
Potrete mai riconciliarvi?
«Le rispondo con un aneddoto. Una volta guardavo Chi vuol esser milionario, e uno dei concorrenti si era fatto accompagnare dall’ex moglie e a lei Gerry Scotti ha chiesto quando fosse diventata, dopo il divorzio, amica del suo ex. E lei: “Quando ha ricominciato a ragionare”. Ecco. Aspetto che il ministro prenda a ragionare e rispettare me e suo figlio».
C’è posto, oggi, per un altro uomo?
«Non mi sento libera di rifarmi una vita, anche se nel mio cuore vorrei, e mi pento di aver rifiutato chi mi ha corteggiato in questi anni. Avrei potuto aggrapparmi a loro, non l’ho fatto. Ora potrebbe essere il momento di ricominciare».
CARTE BOLLATE TRA EX
Il 6 febbraio scorso la signora Podestà ha querelato il ministro Bondi: «Non rispetta gli accordi sottoscritti in sede di separazione consensuale», dice, riferendosi in particolare a una clausola che imporrebbe al ministro di frequentare suo figlio in assenza di estranei e di persone alle quali sia legato da rapporti sentimentali. La querela è stata archiviata dal pubblico ministero e lo scorso 16 luglio l’avvocato della signora Podestà ha presentato un’opposizione.
Quali sono gli impegni che il ministro ignorerebbe?
«Avevo accettato una separazione consensuale pur di metter fine al mio matrimonio nel più breve tempo possibile e voltare pagina. Non ho chiesto soldi per me, ho rinunciato alla mia metà della casa che nel 1998 prendemmo ad Arcore. Ho avuto 3.500 euro al mese per mio figlio, e abbiamo stabilito una cifra (seimila euro l’anno) che mio marito avrebbe dovuto versare nel caso in cui io fossi tornata a lavorare negli Stati Uniti».
Perché non ha chiesto alimenti?
«A ridosso dell’accordo, il ministero per gli Affari Esteri mi ha proposto un lavoro al consolato italiano a New York. Mio marito disse che avrei avuto uno stipendio tale da rendere ingiusti gli alimenti».
Quindi tornerà in America?
«Non lo so. Ho scoperto che quel contratto è revocabile in qualsiasi momento su decisione del ministro degli Esteri, quindi rischierei di trovarmi senza lavoro. E poi quando a dicembre scorso, decisa a partire per l’America, gli chiesi di iniziare a versare quei seimila euro, il ministro mi ha accusata di volerlo svenare. Per quello ho rimandato la decisione.
Ma il problema vero è che non vede suo figlio, neanche nei due week end al mese concordati. Inoltre nell’accordo di separazione il mio avvocato di allora, Cesare Rimini, aveva inserito una clausola che stabiliva che questi incontri dovessero avvenire in assenza di persone estranee al nucleo familiare».
Par di capire che non è così.
«È comprensibile che il ragazzo voglia suo padre tutto per sé, quando sono insieme, e fino alla vacanza a Forte dei Marmi dello scorso agosto è stato così. Dopo, il ministro ha costantemente tentato di imporre la presenza della sua compagna. E il risultato è stato che ha riportato indietro il bambino dopo poche ore, o minuti».
Sono problemi comuni in caso di separazione. Magari col tempo…
«Vede, quando sono andata a lavorare a Boston, Mario aveva 5 anni ed è venuto via con me. Siamo stati fuori 5 anni e mio figlio ha visto il padre solo quando facevamo ritorno in Italia, ad agosto e a Natale. Il ministro ha il terrore degli aerei e solo una volta è salpato a bordo della Queen Elizabeth e ci ha fatto visita. Ora i due avevano la possibilità di costruire un rapporto vero. Ma così non è stato: se il ragazzo non accetta di vedere la sua compagna, il ministro si rifiuta di vedere lui».
Lei cosa si augura?
«Che mio figlio sia sereno e che gli sia dato il tempo e il modo di accettare le nuove presenze nella vita di suo padre».
Stando alle cronache, il ministro e l’onorevole Repetti vivono insieme dal 2008. Lei è tornata in Italia nell’estate di quell’anno. Qual è stata la tempistica della vostra separazione?
«Al mio ritorno ho appreso dell’esistenza della Repetti e ne ho chiesto conto. Lui la definì una storiella senza importanza, diceva di essere confuso, di non avere voglia di convivere e, testuale, “Dio non voglia sposarmi di nuovo”».
Ma viveva con lei o con la Repetti?
«Stava dal lunedì al venerdì a Roma. Tornava da noi per il weekend, ad Arcore o a Salò. Facevamo la famigliola modello, come piace a lui, che ama dare di sé un’immagine perfetta. Addirittura faceva il marito trascurato quando, stufa delle bugie, lo tenevo a distanza».
Quando è arrivata la rottura?
«Il 5 dicembre 2008. Mi ha inviato una mail per comunicarmi che aveva trovato il vero amore della sua vita, che quella donna lo aveva “salvato”, perché gli stava vicino e gli voleva bene “indipendentemente dal ruolo politico e dai difetti”».
Le chiese anche la separazione?
«No, è stato più subdolo, ha detto a me di decidere. Allora ho chiamato la mia avvocatessa, che mi ha consigliato di rivolgermi a Cesare Rimini. Volevo che tutto si svolgesse in fretta. Pensavo di far anche cosa gradita a lui, che aveva una nuova compagna».
E a luglio 2009 arriva l’accordo consensuale.
«Già. Ma ora sono intenzionata a impugnarlo e a procedere per via giudiziale. E a quel punto si rivedrà tutto, compreso il mio assegno di mantenimento».
Rivuole anche la sua metà della casa di Arcore?
«Quella può tenersela, per me Arcore è legata a ricordi orribili, l’ho subìta».
Ma è vero che dal terrazzo si vede Villa San Martino, la residenza di Berlusconi?
«Una baggianata. Non si vede, e le assicuro che il sole sorge lo stesso».
Torniamo alla separazione. Non è che lei ha fatto inserire la clausola sulla visita esclusiva del padre per evitare che suo figlio frequentasse l’onorevole Repetti?
«Le ragioni di quella postilla sono molteplici, ma allora non pensavo in particolare alla Repetti. Piuttosto a una serie di personaggi della famiglia del ministro, non certo i nonni paterni. E anche al genere di donne che mio marito frequentava prima della mia partenza per Boston. Non avrei mai pensato che avrebbe instaurato una relazione normale».
Ne fa un tombeur de femmes.
«Aveva “amiche” a mio avviso infrequentabili. E lasciava in giro per casa scontrini dei regalini che faceva loro, tipo lo Chanel numero 5. Magari per darmi della visionaria quando mi arrabbiavo per la mancanza di rispetto».
Non è che ha davvero frainteso?
«Fa le cose in modo plateale, sfacciato, e nega dicendo che, se fossero vere, le nasconderebbe…».
Lei, oggi, come si sente?
«Ho l’impressione di combattere contro i mulini a vento. Per questo mi sono rivolta a un altro avvocato, Cristina Morelli».
La stessa che assiste la signora Lario nel divorzio dal premier?
«Proprio lei. Mi ha semplicemente consigliato di mettere l’oceano tra me e il ministro. Ma io non credo che l’oceano rappresenti la soluzione».
LO STRANO CASO DEL PESCE ROSSO
L’incontro con la signora Podestà è anche l’occasione per chiedere un parere su un piccolo giallo che ha tenuto banco nell’estate del 2009, quando la scrittrice barese Gabriella Genisi ha pubblicato “Il pesce rosso non abita più qui”. Il romanzo narra della storia d’amore e sesso tra una cassiera e un politico del governo Berlusconi, Salvo Toscani. In lui, a molti parve di riconoscere il ministro Bondi, ma la Genisi ha sempre affermato fosse un personaggio della sua fantasia, sostenuta dallo stesso Bondi.
Prendiamo l’argomento, e la signora Podestà sorride e tira fuori dalla borsa proprio una copia del libro, sottolineato in più parti.
Cosa sono quelle sottolineature?
«I punti in cui in cui Salvo Toscani ricorda il ministro».
Sarà suggestione, la sua.
«Sì, certo, coincidenze. La Genisi descrive alla perfezione la casa romana di mio marito, nello stesso palazzo in cui vive Denis Verdini (e nel libro c’è un Loris) e in cui Fabrizio Cicchitto trascorre gran parte delle sue serate (e nel libro c’è un Maurizio). La casa coniugale di Genova, nel romanzo, è uguale alla nostra di Arcore: arredamento squallido e deprimente… È vero, la comprammo da una anziana signora e per un periodo tenemmo i suoi mobili. E pensi un po’: il quadro di Santa Caterina appeso sul letto di cui scrive la Genisi è uguale a uno del ministro».
Da dove viene questo quadro?
«È di un pittore lunigianese, Loris Ricci. Il ministro lo comprò quando era sindaco di Fivizzano. Vuole altre coincidenze? Nel libro si parla di saponi a forma di limoni di Positano e foto autografate di Silvio Berlusconi esposte in casa. Limoni uguali li ho qui con me, guardi, regalo di un’amica. Quanto alle foto del premier, che io ricordi ce n’era solo una. Ma, se vogliamo immaginare che il protagonista sia lui, può essere che, per la visita della signora, ne abbia tirate fuori altre per far bella figura». (ride)
Ci sono altre coincidenze?
«Ho riconosciuto i gusti musicali del ministro in quelli di Salvo Toscani: Gigi D’Alessio, Fiorella Mannoia, Franco Battiato… E quelli letterari: anche il ministro adora Hannah Arendt».
Nel libro, Toscani confessa di adulare Berlusconi in pubblico ma di odiarlo in privato. Non mi dica che…
«Il ministro ha avuto un solo momento di astio profondo e di rancore nei confronti del premier, e proprio nella circostanza descritta dalla Genisi nel libro, quando si parlava di Michela Brambilla come del futuro coordinatore unico del Pdl. Lui non lo accettava, era depresso».
Nel libro la reazione del protagonista è un tentativo di suicidio.
«Quel goffo episodio ha i tratti dei gesti teatrali tipici del ministro. Ma non ho informazioni in questo senso».
Il clamore suscitato dal libro mi costringe a una domanda insolente. La Genisi si sofferma su abitudini e gusti sessuali del protagonista. Non le chiedo i dettagli, ma…
«Mi limito a dirle che riconosco il ministro in quelle pagine».
Le ha fatto male leggere quel libro?
«Beh, piacevole non è stato… Ma sa cosa mi ha ferita di più? La protagonista ha capito in 20 mesi quel che io ho compreso solo dopo 15 anni».
31 luglio 2010
Marianna Aprile per “Novella 2000″ via dagospia.com
http://www.vip.it/ (http://www.vip.it/intervista-alla-ex-moglie-di-bondi-maria-gabriella-podesta/)
Poraccio quel figlio con due genitori così squallidi.
Avrà il suo bel da fare...
Samarilla
01-08-2010, 11:55
Bondi mi fa schifo sulla fiducia
più di una volta nei dibattiti televisivi
ho pensato che si sarebbe alzato per picchiare qualcuno
Devo dire che avere per compagna un mastino come la Repetti mi sembra già una bella punizione
Io me li vedo...
lui tutto gnudo con le mani giunte sull'inginocchiatoio di famiglia
con lei che lo frusta vestita da suora sadomaso
tra l'altro lei ha la fronte più bassa che io abbia mai vsto
veramente
mi ipnotizza ogni volta
Piace la Podestà ma anche lei sulla fiducia
Dal momento che questo è un topic di gossip urge corredarlo di servizio fotografico.
La ex moglie
http://media.athesiseditrice.it/media/2010/01/08_21_bso_f1_414_medium.jpg
La nuova fidanzata
http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2-extra/2010/05/09/jpg_2126659.jpg
http://www.lastampa.it/Torino/cmssezioni/cronaca/200804images/repetti01g.jpg
http://images.virgilio.it/sg/donne2009/upload/bon/bondi.jpg
La moglie in posa per l'intervista fattale da Novella 2000
http://blog.leiweb.it/novella2000/wp-content/blogs.dir/14/files/signorabondi/mariagabriellapodesta.jpg
http://blog.leiweb.it/novella2000/wp-content/blogs.dir/14/files/signorabondi/signorabondi.jpg
Il ministro e la Repetti
http://images.corriereobjects.it/gallery/Politica/2010/05_Maggio/bondi/1/img_1/bondi_01_672-458_resize.jpg
http://images.corrierefiorentino.corriereobjects.it/media/foto/2009/08/11/bonsi.jpg
Samarilla
01-08-2010, 14:50
Mio dio! Bondi che fa le cosacce in piscina...
raccapricciante
:paura:
fantasma76
01-08-2010, 16:47
Mio dio! Bondi che fa le cosacce in piscina...
raccapricciante
:paura:
Non capisco, prima scrivi il copione di un porno sadomaso con suore, e poi quando lo realizzano ti raccapricci?
Il peggio, però, era quando le leggeva le sue poesie.
http://www.marsala.it/rubriche/in-versi/1914-sandro-bondi-quando-limmaginazione-e-allopposizione.html
A Gabriella (la moglie)
Dolcissimo PadreAmore
unicoCorazza dello spirito
Roccia di lavaAnima fuggitiva
http://gamberorotto.com/miscellanea/sandro-bondi-poeta/
http://images.gamberorotto.com/image.php?image=miscellanea%2Fsandro-bondi-poeta%2Fsandro-bondi-in-corteo.jpg
http://www.marsala.it/rubriche/in-versi/1914-sandro-bondi-quando-limmaginazione-e-allopposizione.html
Caspita che bel regalo quel link, Adry!...era da un bel po' che non ridevo di gusto (Raptooor, dove seiiiii?...vieni mo' ben a vedere cos'è un comico... :p )
Ne ho trovata una che nella sua demenzialità rasenta la blasfemia. E' la seguente:
A Rosa Bossi in Berlusconi
Mani dello spirito
Anima trasfusa
Abbraccio d'amore
Madre di Dio
Guardati il mio link precedente, Cilia, quello di Gamberorotto, e riderai di gusto nuovo :)
Io adoro questa:
A Walter Veltroni
Tenero padre
madre dei miei sogni
Anima ulcerata.
Figlio mio Ritrovato
</PRE>
Madre dei miei sogni?
Anima ulcerata???
Figlio mio ritrovato?????
Qui Bondi e' completamente di fuori...
l'orrore...l'orrore...(cit.)
ma quando lo ha sposato chi si credeva che fosse?
un fico?
una persona perbene?
comunque spero che trovi un buon avvocato e che gli levi pure le mutande (aaaaaahhhh!), se lo merita!
e ricordiamoci che queste storiacce di inenarrabile squallore sono solo la punta dell'iceberg.
Lacrime di commozione rigano il mio viso.
Cilia, ti dedico questo memorabile video:
http://www.youtube.com/watch?v=NSuntXYye6Y
Sei commossa adesso, vero, vero?
Guardati il mio link precedente, Cilia, quello di Gamberorotto, e riderai di gusto nuovo :)
Io adoro questa:
A Walter Veltroni
Tenero padre
madre dei miei sogni
Anima ulcerata.
Figlio mio Ritrovato
</PRE>
Madre dei miei sogni?
Anima ulcerata???
Figlio mio ritrovato?????
Qui Bondi e' completamente di fuori...
Ma infatti quei farfugliamenti deliranti (che mi rifiuto di definire una volta ancora poesie) attestano semplicemente i suoi già evidenti limiti psichici. C’ha dei buchi neri nella testa quell’uomo lì.
Non posso aprirlo ora il link, Raptor. Io e il gusto riusciamo a rimanere in buoni rapporti solo se ci frequentiamo di rado. Due volte nel giro di poche ore sarebbe veramente troppo.
Lacrime di commozione rigano il mio viso.
Cilia, ti dedico questo memorabile video:
Sei commossa adesso, vero, vero?
Ah, ma allora mi vuoi male!!!!
Senti, credo che farò così: questo video lo guarderò quando tornerai dalle ferie così avrò una spalla sulla quale piangere. (a proposito, buone vacanze :) )
Bondourant
02-08-2010, 16:52
il fatto è che non capite niente di
contemporaneità japan haiku fusion
Diciamo che tutte le dramatis personae di questo dramma della gelosia e del tradimento (tutti i particolari in cronaca) non sono particolarmente avvenenti. E la cosa buffa secondo me è il fatto che essi si vedono dall'interno di una vicenda a tinte fosche, tipo les Liaisons Dangereux mentre invece, a voler essere gentili, essi si muovono in una commedia di Plauto, e a voler essere meno generosi non si può non fare un parallelo con la signora Pina, tradita dal ragionier Ugo Fantozzi, che sbava dietro alla signorina Silvani.:D
e vedrete che a breve salta fuori anche il panettiere con lo scfilatino...
gladiatore78rm
03-08-2010, 11:35
e a voler essere meno generosi non si può non fare un parallelo con la signora Pina, tradita dal ragionier Ugo Fantozzi, che sbava dietro alla signorina Silvani.:D
e vedrete che a breve salta fuori anche il panettiere con lo scfilatino...
è indiscutibilmente vero!!!
Bondourant
03-08-2010, 11:45
a voler essere meno generosi non si può non fare un parallelo con la signora Pina, tradita dal ragionier Ugo Fantozzi, che sbava dietro alla signorina Silvani.:D
leggendo l'intervista a me la moglie di quel putrefatto di bondi
non pare proprio una signora pina.
(intesa come moglie di fantozzi)
forse bondi, da servo che è, si doveva adeguare alla mignottocrazia
del padrone?
leggendo l'intervista a me la moglie di quel putrefatto di bondi
non pare proprio una signora pina.
(intesa come moglie di fantozzi)
forse bondi, da servo che è, si doveva adeguare alla mignottocrazia
del padrone?
ma si è adeguato, leggi bene... che credi facessero a Arcore, gran partitone a tresette?
e scusa tanto se proprio non riesco a prendere sul serio la signora in questione e i suoi patimenti. è livida perché Bondi (Bondi!) l'ha mollata per la sosia della signorina Silvani. Invece di stappare bottiglie di champagne per festeggiare lo scampato pericolo e prepararsi a sfilare qualche milionata al suddetto, lei rilascia interviste raccontando gli squallidi retroscena del suo matrimonio. e non credo aggratis...
non sembra Knut?
non offendere Knut :angryn:
ma si è adeguato, leggi bene... che credi facessero a Arcore, gran partitone a tresette?
e scusa tanto se proprio non riesco a prendere sul serio la signora in questione e i suoi patimenti. è livida perché Bondi (Bondi!) l'ha mollata per la sosia della signorina Silvani. Invece di stappare bottiglie di champagne per festeggiare lo scampato pericolo e prepararsi a sfilare qualche milionata al suddetto, lei rilascia interviste raccontando gli squallidi retroscena del suo matrimonio. e non credo aggratis...
Anche tu mi fai sentire meno sola :)
Francesca
16-08-2010, 13:13
Trasferito da: Berlusconi-Fini, la rottura definitiva (http://www.metaforum.it/showthread.php?16552-Berlusconi-Fini-la-rottura-definitiva)
Questo per spiegare a Bond il motivo per il quale a mio avviso la prassi di affossare un uomo politico a suon di gossip relativi alla sua vita privata e soprattutto sessuale sia molto molto pericolosa, perché allo stesso modo potrebbe sdoganare e riportare in auge modalità fasciste, fortunatamente superate, che legittimerebbero discriminazioni attuate senza tener conto della privacy, magari basandosi sulle inclinazioni sessuali delle persone.
Dato che lo pago io, non trovo per niente inutile sapere che un parlamentare picchia la moglie o va con minorenni.
Entrambi i comportamenti costituiscono reato, altro che gossip.
Dato che lo pago io, non trovo per niente inutile sapere che un parlamentare picchia la moglie o va con minorenni.
Entrambi i comportamenti costituiscono reato, altro che gossip.
Se tuo marito ti picchia tu vai in questura a fare una denuncia o nella redazione di Novella 2000?
Francesca
16-08-2010, 16:10
Se tuo marito ti picchia tu vai in questura a fare una denuncia o nella redazione di Novella 2000?
Mio marito non viene pagato con i soldi dei cittadini per legiferare anche su argomenti che riguardano la violenza domestica.
Il paragone è improprio.
Mio marito non viene pagato con i soldi dei cittadini per legiferare anche su argomenti che riguardano la violenza domestica.
Il paragone è improprio.
Non è improprio, perchè una denuncia per percosse per avere valore deve essere fatta in questura, altrimenti sono pettegolezzi, illazioni non supportate da nulla. Non c'è alcuna denuncia fatta dalla moglie a carico di Bondi.
Comunque sia, Ama, se vogliamo continuare questo dicorso nello specifico è meglio spostarsi nel topic apposito :) Prima ti suggerisco però di leggere l'intervista dall'inizio alla fine, perché stando a quanto affermi temo tu ti sia limitata a scorrerne solo il titolo.
Aggiungo che io ne ho dibattuto per un intero pomeriggio con Roderigo a colpi di email e non avrei la forza di ricomiciare da capo. Dal momento che le tue obiezioni credo siano molto simili alle sue, se lui lo ritiene opportuno gli do il permesso di postare i nostri botta e risposta (togliendo ovviamente i reciproci improperi come pure i pucci pucci miao miao).
Roderigo
16-08-2010, 16:39
Aggiungo che io ne ho dibattuto per un intero pomeriggio con Roderigo a colpi di email e non avrei la forza di ricomiciare da capo. Dal momento che le tue obiezioni credo siano molto simili alle sue, se lui lo ritiene opportuno gli do il permesso di postare i nostri botta e risposta (togliendo ovviamente i reciproci improperi come pure i pucci pucci miao miao).
Veramente, io facevo soltanto una distinzione tra il fatto il sè e il fatto dichiarato, per dire che la dichiarazione della moglie aveva di per sè una rilevanza giornalistica e meritava perciò di essere pubblicata, fatta salva la smentiita del marito, anch'essa doverosamente meritevole di pubblicazione, se solo fosse arrivata.
Veramente, io facevo soltanto una distinzione tra il fatto il sè e il fatto dichiarato, per dire che la dichiarazione della moglie aveva di per sè una rilevanza giornalistica e meritava perciò di essere pubblicata, fatta salva la smentiita del marito, anch'essa doverosamente meritevole di pubblicazione, se solo fosse arrivata.
No, Rod, anche tu come Amerena hai obiettato che la storia delle percosse era di interesse pubblico perché egli ricopre il ruolo di ministro. Mentre invece secondo me, in assenza di atti legali che attestassero la veridicità delle parole della moglie, la notizia non era di interesse pubblico, né aveva alcuna rilevanza giornalistica. Era solo e soltanto gossip e così continuo a pensarla tuttora. Non è un caso che sia apparsa su un rotocalaco e solo dopo l'Espresso la abbia cavalcata.
E qui mi riaggancio al discorso che facevo nell'altro topic con Edric e mi fermo :)
Roderigo
16-08-2010, 16:58
No, Rod, anche tu come Amerena hai obiettato che la storia delle percosse era di interesse pubblico perché egli ricopre il ruolo di ministro. Mentre invece secondo me, in assenza di atti legali che attestassero la veridicità delle parole della moglie, la notizia non era di interesse pubblico, né aveva alcuna rilevanza giornalistica. Era solo e soltanto gossip e così contiunuo a pensarla tuttora.
E qui mi riaggancio al discorso che facevo nell'altro topic con Edric e mi fermo :)
Se un imprenditore accusasse un politico di avergli chiesto una tangente (ma non lo avesse denunciato) è gossip?
In presenza di una tale denuncia pubblica, pur in assenza della denuncia legale, i giornali non dovrebbero darne conto?
Gossip
Col termine gossip (che l'italiano ha preso in prestito dall'inglese) si intende il pettegolezzo nei confronti dei VIP e dei personaggi dello spettacolo.
Il termine invece non va confuso con il genere giornalistico denominato cronaca rosa, che è una derivazione della letteratura rosa. Si usa il termine "pettegolezzo" (cioè gossip) quando due persone comunicano tra di loro dal vero, in un luogo reale. Ovvero senza l'intermedazione di un mezzo di comunicazione di massa.
La parola origina da un altro termine inglese, cioè god-sib, che indica il padrino del figlioccio, ed è da mettere in relazione con l'idea di un rapporto di stretta amicizia. L'Oxford English Dictionary fa risalire l'uso del termine godsib fino al 1014. È invece a partire dal 1811 che lo stesso dizionario lo registra con il significato di "parlare ozioso, diceria insignificante o senza fondamento [...], indifferentemente parlata o scritta, soprattutto a proposito di persone o di fatti concernenti la comunità".
Il verbo to gossip risalirebbe agli inizi del XVII secolo.
(Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Gossip))
Se un imprenditore accusasse un politico di avergli chiesto una tangente (ma non lo avesse denunciato) è gossip?
In presenza di una tale denuncia pubblica, pur in assenza della denuncia legale, i giornali non dovrebbero darne conto?
Per me NO. Perchè mai uno dovrebbe fare una denuncia nei luoghi che non sono preposti a riceverla e conferirle valore probatorio?
Se si ragiona così ciacuno può accusare qualcun altro di qualunqe nefandezza senza lo straccio di una prova, solo per il gusto di infamarlo o per fini ancor più loschi (un ricatto ad esempio).
E allora perché criticare Feltri che segue esattamente questo principio?
Bondourant
16-08-2010, 17:05
Mio marito non viene pagato con i soldi dei cittadini per legiferare anche su argomenti che riguardano la violenza domestica.
Il paragone è improprio.
ogni mezzo funziona per delegittimare
questa cricca di noti cialtroni.
anzi benvengano (anche e soprattutto) i giornali di gossip.
raggiungono target irraggiungibili con altri mezzi.
Roderigo
16-08-2010, 17:08
Se si ragiona così ciacuno pò accusare qualcun altro di qualunqe nefandezza senza lo straccio di una prova.
Esiste anche il reato di calunnia.
Ma il compito del giornalista non è quello del magistrato, bensì render conto di quello che succede. E una dichiarazione di quel tipo è successa.
Certo, può presentare la notizia in modo da darle o toglierle credibiltà, a secondo di come l'accusa viene argomentata, degli indizi, dei riscontri che può avere. Se è più o meno verosimile.
Francesca
16-08-2010, 17:23
Non è improprio, perchè una denuncia per percosse per avere valore deve essere fatta in questura, altrimenti sono pettegolezzi, illazioni non supportate da nulla. Non c'è alcuna denuncia fatta dalla moglie a carico di Bondi.
Io non so se la moglie di Bondi abbia o non abbia fatto una denuncia alla magistratura e manco mi interessa.
Il mio interesse per quella donna si ferma (aldilà dell solidarietà umana) ad una sola domanda: dice la verità o dice il falso su un uomo che io pago per fare il parlamentare?
Dell'etica della donna non mi interessa nulla perchè lei non mi deve nulla.
Poi dici che spesso chi non ha nulla da dire (secondo te) ti accusa di guardare il dito della famosa luna... e ma per forza!
Esiste anche il reato di calunnia.
Ma il compito del giornalista non è quello del magistrato.
Certo, può presentare la notizia in modo da darle o toglierle credibiltà, a secondo di come l'accusa viene argomentata.
Il compito del giornalista sarebbe quello di riferire quando possibile cose vere e comprovabili. Tanto più se trattasi di denunce fatte da qualcuno nei confronti di qualcun altro. Se non lo fa per me è deontologicamente scorretto.
Ma, ripeto, se vi piace questo modo di procedere, perché sovente criticate Feltri per le sue prese di posizione? Col Dossier Mitrokhin ha fatto ciò, come pure con Sircana fotografato in un luogo battuto da trans e da ultimo con Boffo.
Non va inoltre dimenticato che la smentita delle accuse a Boffo, Feltri la fece in un trafiletto nelle pagine interne, mentre sull'omosessualità dello stesso martellò per interi giorni finché egli non si dimise dalla carica di direttore di Avvenire. E succede quasi sempre così.
Contenti voi contenti tutti...però sarebbe bene applicaste lo stesso metro di giudizio sia a Feltri che all'Espresso quando si comportano in modo identico. Invece mi sembra che, sempre più spesso, qui dentro si faccia ricorso al principio due pesi e due misure .
Io mi fermo qui, per davvero non ho più intenzione aggiungere altro a quanto ho detto e ripetuto qui e altrove :)
Bondourant
16-08-2010, 17:37
estreme faziosità contro 15 anni estreme menzogne
e delegittimazioni sono un must.così quando volano gli stracci volano per tutti
poi quelle di feltri sono delegittimazioni costruite
bondi la moglie la menava davvero, e conferma quello che è
nonostante da anni veicoli perbenismo da sacrestia democristiana
Samarilla
16-08-2010, 17:40
Ma Bondi ha poi negato?
querelato?
detto qualcosa?
Francesca
16-08-2010, 17:40
Feltri s'è preso una querela da Fini.
La magistratura accerterà i fatti.
Bondi ha querelato Novella2000 e l'Espresso? Non lo so, non ne ho notizia.
Ha querelato la moglie per calunnia e/o diffamazione? Non lo so, non ne ho notizia.
Bondourant
16-08-2010, 17:53
Ma Bondi ha poi negato?
querelato?
detto qualcosa?
figurati se si espone è un' ameba
Roderigo
17-08-2010, 15:08
Ma, ripeto, se vi piace questo modo di procedere, perché sovente criticate Feltri per le sue prese di posizione? Col Dossier Mitrokhin ha fatto ciò, come pure con Sircana fotografato in un luogo battuto da trans e da ultimo con Boffo.
(...)
Contenti voi contenti tutti...però sarebbe bene applicaste lo stesso metro di giudizio sia a Feltri che all'Espresso quando si comportano in modo identico. Invece mi sembra che, sempre più spesso, qui dentro si faccia ricorso al principio due pesi e due misure .
C'è una differenza di credibilità. Feltri è un dipendente di Berlusconi. Il Giornale è di proprietà di Berlusconi.
C'è una differenza di argomenti: l'orientamento sessuale, non è necessariamente un reato.
Vi è un modo diverso di trattare le fonti e le testimonianze.
Le testimonianze di Feltri spesso sono anonime. Quelle di Repubblica sono pubbliche, identificabili.
Vi è probabilmente un modo diverso di trattare le notizie.
Un conto è pubblicare una notizia che salta fuori, un altro è metterla da parte e tirarla fuori al momento opportuno.
Un conto è raccogliere le notizie che si presentano, un altro è andare a scavare nella vita delle persone per vedere se si trova qualche macchia, da usare come ritorsione.
Un conto è pubblicare una notizia che salta fuori, un altro è metterla da parte e tirarla fuori al momento opportuno.
Un conto è raccogliere le notizie che si presentano, un altro è andare a scavare nella vita delle persone per vedere se si trova qualche macchia, da usare come ritorsione.
Nel momento in cui si sceglie di pubblicare qualcosa di non comprovabile il lettore ne prende atto e quasi sempre ne viene condizionato. Che poi questa voce sia stata trovata scavando nella cacca o andando a rimestare nei cassonetti della carta straccia non cambia nulla. Sempre deontologicamente scorretto è.
Solo chi, come ho detto ieri, utilizza due pesi e due misure, giustifica una scorrettezza e ne condanna un'altra :)
Roderigo
17-08-2010, 15:49
Nel momento in cui si sceglie di pubblicare qualcosa di non comprovabile il lettore ne prende atto e quasi sempre ne viene condizionato. Che poi questa voce sia stata trovata scavando nella cacca o andando a rimestare nei cassonetti della carta straccia non cambia nulla. Sempre deontologicamente scorretto è.
Solo chi, come ho detto ieri, utilizza due pesi e due misure, giustifica una scorrettezza e ne condanna un'altra :)
Io penso al contrario, che tutto quel che viene pubblicato (subito) sui giornali, viene sottratto ai dossier.
Bondourant
17-08-2010, 15:54
Io penso al contrario, che tutto quel che viene pubblicato (subito) sui giornali, viene sottratto ai dossier.
...e anche al silenzio telecomandato.
una notizia taciuta è peggio di una notizia falsa,
perchè quella falsa è almeno confutabile
(io)
e aggiungerei che il taglio e il media della comunicazione
OGGI sono marginali
Roderigo
17-08-2010, 16:01
una notizia taciuta è peggio di una notizia falsa,
perchè quella falsa è almeno confutabile
(io)
Esattamente.
E' proprio la notizia falsa non pubblicata a diventare malevolo pettegolezzo.
Ed eventualmente anche arma di ricatto.
Esattamente.
E' proprio la notizia falsa non pubblicata a diventare malevolo pettegolezzo.
Ed eventualmente anche arma di ricatto.
Vai a raccontarlo Boffo e senti che ti risponde :D
(ma per favore!...se la ragione non riesce ad avere la meglio sulla vostra faziosità, affidatevi almeno al senso del ridicolo prima di scrivere 'ste robe...)
Roderigo
17-08-2010, 16:10
Vai a raccontarlo Boffo e senti che ti risponde :D
(ma per favore!...se la ragione non riesce ad avere la meglio sulla vostra faziosità, affidatevi almeno al senso del ridicolo prima di scrivere 'ste robe...)
Boffo è la dimostrazione di quel che dico.
Qual era la fonte di Feltri?
Boffo è la dimostrazione di quel che dico.
Qual era la fonte di Feltri?
Tu non sai quel che dici e sei in malafede.
Bondourant
17-08-2010, 16:20
quale ridicolo ?
in questo modo Boffo ha potuto dimostrare
la bufala, silente poteva finire nei dossier dei cancrena b.
ed essere utilizzata ad orologeria.
feltri ha smentito pubblicamente e la sua credibilità
non è che ne abbia guadagnato.
ps Cilia tu sei come Gasparri, e la sua legge
Neanche ai tempi di Stalin funzionava così...
Sono stupefatta dalla vostra malafede.
Vorrei vedervi nei panni di Boffo se sareste contenti di essere diffamati per le vostre presunte inclinazioni sessuali, perdere il lavoro, solo per il piacere di ricevere in 24 pagina una smentita di Feltri.
Roderigo
17-08-2010, 16:40
Tu non sai quel che dici e sei in malafede.
La fonte di Feltri erano anonima. Parlava di un atto giudiziario, ma nessun atto giudiziario citava l'orientamento sessuale di Boffo. Poi parlava di una informativa del Vaticano, ma non l'ha mai mostrata.
Dunque Feltri ha usato come accusa una condizione che non è nè illegale, nè immorale (l'essere omosessuale) sulla base di fonti occulte, conservate da qualche parte, da chissà quanto tempo.
Quella stessa notizia anzi, informativa, poteva essere usata (e forse è stata usata) a scopo di ricatto.
L'Espresso ha usato subito come notizia l'accusa di picchiare la moglie (che costuisce reato) mossa da fonte certa (la moglie), pubblicata su documento certo, pubblico e verificabile Novella2000.
E le due cose ti sembrano uguali?
Bondourant
17-08-2010, 16:42
quale perdere il lavoro ?
Boffo ha concordando una diversa collocazione
lui si è dimesso. e non doveva farlo, nessuno glielo ha chiesto.
conosco bene i quotidiani e chi ci lavora.
ed è talmente vero che i paolini di FM
stanno tirando bordate sotto il galleggiamento
al sistema cancrena b. definendo la comunicazione
odierna del giornale di paperino berlusconi: sistema Boffo.
meglio che sia accaduto così a questo punto.
Boffo è stato uno dei tanti effetti collaterali.
ps lasciami stare baffone:D
Feltri ha usato una fonte anonima riguardo all'omosessualità, basandosi su un patteggiamento realmente accaduto e comprovabile con atti del Tribunale.
L'Espresso ha usato una dichiarazione della moglie, aleatoria e giuridicamente inesistente in quanto non comprovata da alcuna denuncia.
Siete peggio di Emilio Fede :D
Bondourant
17-08-2010, 16:58
solo tu riesci a fare paragoni fra fede e stalin
era una velina falsa quella di feltri.
si è scusato e ha smentito la fonte era farlocca.
ragiona un po':
(generalizzando oltre bondage)
lo svelamento della menzogna su boffo
ha difatto svelato anche il sistema dei falsi dossier
feltriani che in qualche modo saranno boffizzati in futuro
e quindi depotenziati.
oggi la notizia che Dalema (con la sua carica) sentirà
cancrena b per chiedere spiegazioni sui servizi
Roderigo
17-08-2010, 17:01
Feltri ha usato una fonte anonima riguardo all'omosessualità, basandosi su un patteggiamento realmente accaduto e comprovabile con atti del Tribunale.
L'Espresso ha usato una dichiarazione della moglie, aleatoria e giuridicamente inesistente in quanto non comprovata da alcuna denuncia.
Siete peggio di Emilio Fede :D
L'omosessualità non è un reato e non è neanche immorale. Picchiare la moglie si, oltre che immorale. L'accusa è qualitativamente diversa. Ne convieni?
La fonte dell'accusa omofoba è anonima. La fonte della violenza sulla moglie invece è pubblica. Una fonte occulta e una fonte (che si assume la responsabiltà di quello che dice) sono due cose diverse.Ne convieni?
La notizia su Boffo non era attuale. E' stata ripescata indietro nel tempo senza alcuna pertinenza con l'oggi.La notizia su Bondi invece è fresca di giornata. Anche qui, non vedi una differenza?
Roderigo
17-08-2010, 17:08
Vorrei vedervi nei panni di Boffo se sareste contenti di essere diffamati per le vostre presunte inclinazioni sessuali, perdere il lavoro, solo per il piacere di ricevere in 24 pagina una smentita di Feltri.
Se qualcuno dice che io sono omosessuale, non mi reputo diffamato.
Non lo sono, ma se lo fossi non me ne vergognerei.
E comunque, non lo sono stato finora, ma non posso escludere di poterlo essere in futuro.
Se qualcuno dice che io sono omosessuale, non mi reputo diffamato.
Non lo sono, ma se lo fossi non me ne vergognerei.
E comunque, non lo sono stato finora, ma non posso escludere di poterlo essere in futuro.
Ripeto quanto ti scrissi pochi giorni fa nella discussione sulla parola checca che interrompemmo qui e proseguimmo sul profilo pubblico di Dakini: continua a masturbarti da solo oppure trova qualcun'altra che ti tenga la manina.
kalandar
25-08-2010, 09:17
Ripeto quanto ti scrissi pochi giorni fa nella discussione sulla parola checca che interrompemmo qui e proseguimmo sul profilo pubblico di Dakini: continua a masturbarti da solo oppure trova qualcun'altra che ti tenga la manina.
ci ho pensato un po' prima di scrivere ma non ho trovato validi motivi per rimanere con il dubbio che tu abbia scritto qualcosa di ancora più sgradevole dell'unico modo che hai trovato per terminare il confronto con me, nella discussione sull'omofobia e l'utilizzo della definizione di "checca".
vorrei che tu spiegassi il senso di questa frase che ti è piaciuta così tanto da ritenere di doverla ripetere.
te lo chiedo perchè chiaramente io l'ho letta dandole un significato spiacevole che, se fosse quello che era nella tue intenzioni, andrebbe discusso lungamente.
ma, ancora una volta, non vedo perchè limitarmi ad interpretarti. sei qui e posso chiederti di spiegarti.
Trasferito da: Fini e quella "poco di buono" (Un uomo, una donna)
La politica della diceria
Autore: Urbinati, Nadia
http://www.eddyburg.it/article/articleview/15705/0/373/
Articolo che non posso che condividere in pieno.
Anzi (scherzando,eh!), peccherò di superbia in quanto secondo me la Urbinati in questa dissertazione riprende tal quali tutte le considerazioni che ho scritto nel topic relativo all'intervista rilasciata a Novella 2000 dalla moglie di Bondi e strumentalmente cavalcata dall'Espresso. E ciò mi conforta anziché no, dal momento che è una donna nei confronti della quale nutro notevole stima.
Roderigo
27-08-2010, 11:02
Articolo che non posso che condividere in pieno.
Anzi (scherzando,eh!), peccherò di superbia in quanto secondo me la Urbinati in questa dissertazione riprende tal quali tutte le considerazioni che ho scritto nel topic relativo all'intervista rilasciata dalle moglie di Bondi. E ciò mi conforta anziché no, dal momento che è una donna nei confronti della quale nutro notevole stima.
Non pecchi di superbia. Pecchi di confusione. La diceria è un pettegolezzo. Il pettegolo comunica maldicenze in privato e non si assume la responsabilità di quello che dice. Che è diverso dal fare una denuncia pubblica (legale o non legale), mettendoci il proprio nome e la propria faccia.
Non pecchi di superbia. Pecchi di confusione. La diceria è un pettegolezzo. Il pettegolo comunica maldicenze in privato e non si assume la responsabilità di quello che dice. Che è diverso dal fare una denuncia pubblica (legale o non legale), mettendoci il proprio nome e la propria faccia.
Di facce di bronzo è pieno il mondo.
Se dovessimo considerare valida una denuncia di reato solo perchè qualcuno ci mette la faccia e non su prove oggettive che attestino la verità di quanto riferisce (quanto meno una denuncia fatta nelle sedi preposte) potremmo radere al suolo i tribunali con buona pace del nostro presidente del consiglio.
Roderigo
27-08-2010, 15:43
Di facce di bronzo è pieno il mondo.
Se dovessimo considerare valida una denuncia di reato solo perchè qualcuno ci mette la faccia e non su prove oggettive che attestino che quanto dice corrisponde al vero (quanto meno una denuncia fatta nelle sedi preposte) potremmo radere al suolo i tribunali con buona pace del nostro presidente del consiglio.
Non ho detto che la denuncia pubblica e nominale è certamente valida.
Ho detto che non è un pettegolezzo.
Non ho detto che la denuncia pubblica e nominale è certamente valida.
Ho detto che non è un pettegolezzo.
Chiamala come vuoi, Rod, ma una denuncia per percosse (chè di questo stiamo parlando ) nominale, priva di riscontri e non depositata in questura, non ha alcun valore probatorio ed oggettivo al pari di un pettegolezzo.
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