Visualizza Versione Completa : La protesta dei terremotati aquilani a Roma, tensioni e feriti
foglie di acqua
07-07-2010, 15:12
CINQUEMILA IN CORTEO A ROMA
Protesta dei terremotati de L'Aquila:
scontri, botte e 2 feriti lievi
http://img708.imageshack.us/img708/818/aqu03672458resize.jpg
Assediato Palazzo Grazioli: «A voi le pensioni d'oro e a noi le macerie».
Spintoni e manganellate anche al sindaco Cialente:
«C'è stato un blocco inaspettato»
ROMA - «L'Aquila non può crollare: è una città che sa volare». Sulla maglietta di un ragazzo è scritta tutta la rabbia degli abruzzesi che in cinquemila si sono radunati a Roma mercoledì mattina. Da piazza Venezia, volevano arrivare in corteo (non autorizzato) sotto al Parlamento, ma polizia e carabinieri hanno sbarrato loro ogni accesso da via del Corso e via del Plebiscito dove risiede il premier Silvio Berlusconi. Momenti di tensione: lancio di bottigliette e qualche spintone. Due ragazzi sono stati feriti in maniera lieve. Manganellate anche per il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, e il deputato del Pd Giovanni Lolli.
ASSEDIATO PALAZZO GRAZIOLI - Dopo una trattativa (la piazza davanti al Parlamento era già occupata da un'altra manifestazione autorizzata), le forze dell'ordine hanno lasciato entrare i manifestanti in via del Corso. Ma il corteo non è potuto entrare in piazza del Parlamento e così, dopo aver bloccato a lungo la strada, la folla è tornata indietro verso piazza Venezia. I manifestanti sono riusciti anche a forzare il blocco di via del Plebiscito, assediando Palazzo Grazioli: «Vergogna, a voi le pensioni d'oro e a noi le macerie» urla la folla che ha bloccato la strada. Il premier, riunito in via del Plebiscito con i vertici del Pdl per fare il punto sul Ddl intercettazioni, ha preferito blindarsi dentro al palazzo: i due portoni, solitamente aperti, sono stati chiusi. Da via del Plebiscito, il corteo si sta ora dirigendo verso il Senato.
BLOCCO IN PIAZZA COLONNA - Gli scontri più gravi sono avvenuti in piazza Colonna. A farne le spese un ragazzo rimasto ferito e con il volto coperto di sangue che è stato medicato in un bar. I manifestanti vorrebbero raggiungere la sede della Camera e nel pomeriggio quella del Senato per chiedere la sospensione delle tasse che da dicembre i cittadini dovrebbero ricominciare a pagare al cento per cento (alcuni hanno già iniziato a versarle dal primo luglio). Chiedono anche il congelamento dei mutui, oltre a una serie di misure di sostegno all'occupazione e all'economia inquadrate in una legge che preveda procedure efficaci per la ricostruzione e finanziamenti certi. «Non si tratta di privilegi, ma equità e diritti - spiega Lina Calandra, giovane ricercatrice universitaria in corteo -. Noi siamo qui per difendere la nostra sopravvivenza. Secondo uno studio, se dovessimo tornare a pagare le tasse oggi, con uno stipendio lordo di 2 mila euro arriveremo ad avere 600 euro in tasca». In testa ai manifestanti il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente che è stato ricevuto dal Presidente del Senato, Renato Schifani.
«TERREMOTATI E BASTONATI» - Sono arrivati a piazza Venezia con circa 45 pullman provenienti dal «cratere» dell'Aquila, la zona più colpita dal terremoto. Volevano protestare davanti al Parlamento «ma c'è stato un blocco inaspettato delle forze dell'ordine» ha detto il sindaco Cialente che ha cercato di riportare la calma nel corteo diverse volte. «Quando io sono andato al Senato eravamo d'accordo che si sarebbe aperto un varco. E' una cosa allucinante che ci siano due feriti. Qui sono arrivati ragazzi, imprenditori, cittadini, gente comune per chiedere un aiuto. E' vergognoso che la gente è ancora fuori casa: non è bastato il terremoto, ora anche le botte». E infine: «non mi aspettavo gli scontri, noi siamo gente tranquilla anche se disperata».
LO SFOGO DEL SINDACO - «Dal primo luglio abbiamo ripreso a pagare le tasse. Ma lo spettro più grande è un altro: dal primo gennaio ripagheremo 14 mensilità di tasse con il recupero di quelle non pagate, il che vuol dire che per ogni 1000 euro ci sono 200 euro di tasse aggiuntive. Le casse sono vuote, e dico della cassa per pagare l'emergenza come vice commissario. Per i 32 mila sfollati che ancora alloggiano negli alberghi, c'è una spesa fra i 15 e i 20 milioni al mese, che naturalmente non posso pagare. Questi sono i problemi che ho rappresentato al presidente del Senato Renato Schifani. Senza trascurare che la manovra finanziaria all'esame della Commissione Bilancio ha trascurato del tutto l'emergenza Abruzzo». Questo lo sfogo del sindaco de L'Aquila Massimo Cialente, al termine dell'incontro avuto con il presidente del Senato. «Lì - racconta il sindaco - è stata costruita una città temporanea: case temporanee, chiese temporanee, uffici e negozi temporanei. Dobbiamo pagare 350 milioni per l'emergenza ed è tutta da avviare la ricostruzione».
NON SOLO L'AQUILA - Hanno invaso piazza Venezia e la vicina via dei Fori Imperiali, gli aquilani che marciano su Roma lanciando un «S.o.s. L'Aquila», chiedendo sospensione delle tasse, occupazione e sostegno all'economia. Sono circa 5 mila le persone arrivate oltre dal comune dell'Aquila, anche dai paesi limitrofi come San Demetrio, Fossa, Torre dei Passeri, in provincia di Pescara, e Sulmona, che pur non essendo stata inserita nell'area dell'epicentro del sisma del 6 aprile 2009 ha subito danni. In corteo anche i sindaci e diversi striscioni per spiegare che L’Aquila «è un malato grave» e che «non si vive di solo C.A.S.E». Gli aquilani sono sorvegliati da un imponente schieramento delle forze dell’ordine.
07 luglio 2010
http://www.corriere.it/ (http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_luglio_7/manifestazione-aquila-roma-1703342556569.shtml)
Strano, eppure pochi mesi fa sentivo parlare diffusamente di "miracolo" avvenuto a L'Aquila.
Forse era la moltiplicazione degli appalti?
foglie di acqua
07-07-2010, 15:43
Strano, eppure pochi mesi fa sentivo parlare diffusamente di "miracolo" avvenuto a L'Aquila.
Forse era la moltiplicazione degli appalti?
Il "miracolo" era stato propagandato anche nel "volantino" per le elezioni
http://img149.imageshack.us/img149/8638/pppua.jpg
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2010/06/laquila-il-terremoto-e-la-verita-su-sky.html
Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a
raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i
contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte e
ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con
uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di
retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse,
ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da
soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro
mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso
pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri
costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari
senz'anima. Senza neanche un giornalaio o un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro
terra lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti
che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le
trema:
"Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo."
Loro non scrivono... voi fate girare...
Rosaria Bosio
http://img710.imageshack.us/img710/3429/romaaquila16.jpg
http://notizie.virgilio.it/gallery/la-protesta-degli-aquilani-a-roma.html,zoom=396885.html
http://laperonza.myblog.it/archive/2010/07/07/l-aquila-roma-spaccare-teste-e-piu-facile-che-ricostruire-ca.html
07/07/2010
L'aquila-Roma: spaccare teste è più facile che ricostruire case
L’aquila, il grande successo del governo Berlusconi, la dimostrazione dell’estrema efficienza della macchina dello Stato e delle capacità del grande statista che guida il governo, quella città ferita e subito guarita dai grandi poteri taumaturgici del Nano di Palazzo Chigi, oggi si è riversata a Roma per protestare. Protestare contro cosa? Berlusconi, sul sito GOVERNOBERLUSCONI.IT il 7 aprile scorso scrive: ''Lo sgombero delle macerie, bloccato dieci mesi fa dal Comune dell'Aquila sta avvenendo e la ricostruzione è già partita. Nell'attesa tutti vivono in una situazione dignitosa in case confortevoli e sicure. Per tornare alla normalità ci vorrà del tempo ma gli abruzzesi sanno bene che il Governo per loro ha fatto tutto il possibile con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Gli aquilani riavranno la loro città''.
Siamo a luglio e gli Aquilani vanno a Roma. Perché? Se tutti vivono dignitosamente, se le macerie vengono rimosse e si vede già la fine di un pur lungo tunnel, perché questo protestano? Sono matti? No, non lo sono. Sapete perché protestano, a più di un anno dal sisma?
Federico D’Orazio, nel suo blog “Stazione MIR” (http://stazionemir.wordpress.com/) scrive: “Oggi è il primo giorno fuori dal miracolo. Oggi, e da oggi si paga tutto. Ti chiamerà la banca per la questione del mutuo. Possono farlo, è il Governo che gliel’ha consentito.” Capite? Non hanno più la casa, non hanno più un lavoro, qualcuno ha una specie di casa prefabbricata nelle “New Town” volute dal genio del Premier senza i servizi essenziali di una città civile come bar, farmacie, edicole. E la banca torna a chiedere gli interessi dei mutui. La banca fa il suo interesse, lo Stato che fa? Chiede indietro le tasse arretrate. La ricostruzione non riparte, la città è in coma vegetativo, non c’è lavoro e non ci sono prospettive, lo Stato non paga le imprese che fino ad oggi hanno lavorato per il ripristino di quel minimo di normalità. Ma le tasse vanno pagate.
E gli Aquilani vanno a Roma. E prendono pure le botte. Un episodio, forse due, il Sindaco Cialente calpestato durante i tafferugli. Ma perché i tafferugli? Perché la polizia interviene e blocca i manifestanti in via del Corso, poco dopo piazza Venezia (guarda caso)? Che bisogno c’era? Che sono? Terroristi?
E il silenzio assordante della politica. Berlusconi tace, così come tacciono o quasi i telegiornali di regime. La maggioranza, dopo i proclami trionfalistici e lo sbandierato successo aquilano, ora non proferisce verbo sull’argomento. L’opposizione parla poco e dice stupidate. Bersani va al corteo e viene civilmente contestato. Propone una tassa di solidarietà. E’ stato zitto fin’ora sul caso aquilano e ora propone una tassa. Le altre opposizioni tacciono perplesse, attonite, quasi impaurite.
Perché L’Aquila non interessa alla politica italiana? Perché l’anno scorso c’era la gara a farsi immortalare tra le macerie e ora Minzolini dà la notizia della manifestazione in coda al telegiornale? Perché questo colpevole silenzio da parte di tutto l’emisfero parlamentare? Non un’interpellanza, non un’interrogazione.
A pensar male…com’è che si dice? Ma non sarà che, dopo la scoperta dei trafficucci degli amici e congiunti di Bertolaso, dopo la nuova tangentopoli che si sta timidamente affacciando sullo scenario italiano, la politica ha paura di occuparsi del caso? Non sarà che non ha più nemmeno interesse, visto che non ci si può più guadagnare niente? A pensar male…
http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/07_luglio/07/terremoto_frattini_non_abbiamo_sentito_niente_solo_qualche_fischietto,25110425.html
TERREMOTO: FRATTINI, NON ABBIAMO SENTITO NIENTE. SOLO QUALCHE FISCHIETTO
(ASCA) - Roma, 7 lug - ''Nient'altro che qualche fischietto''. Cosi' il ministro degli Esteri, Franco Frattini, liquida le proteste di oltre 200 cittadini aquilani che oggi, forzando il blocco della polizia, sono giunti alle porte di Palazzo Grazioli - dove era in corso un vertice del Pdl - per protestare contro il governo. La residenza del premier Silvio Berlusconi e' stata tenuta sotto assedio, protetta dalle forze dell'ordine fino a quando gli animi non si sono calmati e la manifestazione e' ritornata sui propri passi in direzione del Senato. ''Non ci siamo accorti di molto - ha detto il ministro Frattini all'uscita da Palazzo Grazioli -. Solo qualche fischietto - ha concluso''.
<small>7 luglio 2010</small> Protesta aquilani a Roma: Un giorno di ordinario regime
http://www.oltrelacoltre.com/public/uploads/2010/07/34353_136431089717841_100000528533631_273300_1795686_n.jpg (http://www.oltrelacoltre.com/public/uploads/2010/07/34353_136431089717841_100000528533631_273300_1795686_n.jpg)
di Italo Romano
Oltre la Coltre
Cinquemila aquilani sono arrivati stamani a Roma per protestare contro l’abbandono de L’Aquila dopo il terremoto. Dopo le fanfare berlusconiane sui miracoli della pseudo-ricostruzione e la propaganda di regime sulle new town, si sono spenti i riflettori e tutto è stato accantonato nel dimenticatoio. I cittadini del capoluogo abruzzese scendono i piazza e chiedono una legge organica per la ricostruzione della città colpita dal sisma. Difatti da dicembre 2010, nonostante le tutt’ora precarie condizioni di vita di molti, costretti a vivere in camper, alberghi e alloggi di fortuna, dovrebbero ricominciare a pagare le tasse, comprese ovviamente quelle arretrate.
Tutto normale, lasciatemi passare il termine, perché quello che è successo dopo ha veramente dell’incredibile. Due blindati dei carabinieri chiudono l’accesso a via del Corso da piazza Venezia. Un gruppo di manifestanti, un centinaio di persone circa, cerca lo stesso di superare lo sbarramento ed entra in contatto con le forze di polizia. Solite schermaglie, partono gli spintoni e via con le manganellati. I mal pagati cani di Stato ubbidiscono al padrone. Inermi cittadini nella ragione del diritto vengono malmenati e feriti. E’ una vergogna!
Il Sindaco de L’Aquila riesce a placare gli animi e a convincere i più agitati a fare retromarcia in Piazza Venezia. Dopo una trattiva, come se fossimo in guerra, gli zerbini fanno strada ai coraggiosi aquilani che imboccano Via del Corso per dirigersi verso Montecitorio.
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</object> </p> Il servizietto dei manganelli ha un secondo round. Difatti a metà di Via del Corso la celere servile e imbabbuccata tornaa colpire. Tre feriti. Il sangue gronda copioso dalla testa di un ragazzo che grida: “Guardate il sangue di un aquilano. La mia unica colpa è essere un terremotato“.
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</object> </p> I manifestanti continuano a urlare la propria rabbia. Alle fine il posto di blocco viene rimosso e i manifestanti arrivano a Piazza Colonna sempre gridando slogan contro il governo. La politica é assente. Comparsate di routine per Pannella, Di Pietro e Bersani, contestati, giustamente, anche loro. Non é il momento di campagne elettorali, qui é in ballo la democrazia del Paese. In Aula il capogruppo del Pd Dario Franceschini parla degli scontri e invita la presidenza della Camera a intervenire sul governo perche’ dica alle forze dell’ordini che hanno di fronte persone disperate, esasperate e spesso prese in giro.
“Mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato e per coloro che vorranno ascoltare all’affermazione della verità“. E’ una frase del celebre film V per vendetta, più che mai attuale e purtroppo accostabile alla realtà italiana. Il regime non dialoga, sia perché non ne é in grado, sia perché non vuole. Quando si vive di menzogna dialogare non rappresenta il miglior modo per occultare le verità e proteggere i propri interessi.
Il Governo invece schiera le forze dell’ordine a difesa dei palazzi del potere. Più dittatura di così, cosa devono farvi vedere?
Poco prima della 14 il corteo è bloccato in Via Plebiscito. Alcuni manifestanti riescono a forzare il blocco ed arrivare dinanzi Palazzo Grazioli, residenza romana del premier dove è in corso un incontro tra lo stesso Silvio Berlusconi e i vertici del Pdl. Lo spiegamento della polizia dinanzi al palazzo reale é inverosimile, da regime dittatoriale. A braccia alzate dinanzi la celere, i manifestanti urlano “vergona, vergona” e piovono insulti per Re Silvio, trincerato a corte insieme ai suoi servi più fedeli.
Arianna Ciccone ci informa in diretta della grande dignità e civiltà del popolo aquilano: “Il grido L’Aquila L’Aquila è da brividi!”
La gente, rimbambita dal volontario bavaglio mediatico su L’Aquila, chiede spiegazioni agli aquilani, non capendo i motivi della protesta.
Il corte, cambia rotta, si dirige verso il Senato. Ma viene nuovamente fermato a Piazza Navona. La polizia ha bloccato l’accesso al piazzale antistante il Senato.
Il deputato Pd Anna Paola Concia é scesa in strada a parlare con la polizia per lasciar passare il corteo verso il Senato. Loro esguono solo gli ordini, si dovrebbe andare a parlare nelle blindatissime stanze dei bottoni.
Dopo una giornata di ordinario regime, si é deciso che una delegazione di aquilani sarà ricevuta a Montecitorio dal deputato Pdl Fabrizio Cicchitto, mister propaganda. Mentre Cialente, il Sindaco del capoluogo abruzzere sarà ricevuto da Schifani. A proposito di Cialente, l’ex ministro Giovanardi ha dichiarato che farebbe meglio a tornare a L’Aquila per fare il suo mestiere: “Cialente torni a L’Aquila e lavori“. Capite? Giovanardi…
Voi questa la chiamate democrazia?
FONTE: Oltre la Coltre (http://www.oltrelacoltre.com/?p=8220)
dicolamia
07-07-2010, 20:36
Solidarietà totale ai terremotati, d'altronde con un Governo così questo è il minimo che possa succedere. Il guaio che può succedere a tutti "noi". Se protesti in modo "democratico" ripeto "democratico", anche strillando ma in Pace: cosa risponde lo Stato di Polizia al Governo: BOTTE DA SANGUE!!!!
Stiamo attenti e vigiliamo!!!
http://4.bp.blogspot.com/_q9ePyBALP64/TDVzWoMGKtI/AAAAAAAAQE4/p25mhNFMwq0/s400/27_manifestazione+aquilani_HR.jpg
“Come governerà Berlusconi? Con la corruzione, la menzogna e il manganello”.
Indro Montanelli
foglie di acqua
09-07-2010, 13:47
Minzolini colpisce ancora:
per il Tg1 gli abruzzesi se la prendono con Bersani!
http://www.romatoday.it/pictures/20090616/proteste-terremotati-l-aquila.jpeg
Pochi minuti e sul web scatta l’indignazione per l’ennesima indifferenza sulle proteste.
Poi il sollievo: il primo telegiornale del paese parla della manifestazione di stamattina sotto Palazzo Chigi e Montecitorio.
Ma l’imparzialità è ancora lontana
Donato De Sena
L’impressione è che il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, finalmente abbia cambiato linea. Per quel che ha potuto. Infatti, nonostante non abbia omesso di parlare delle proteste odierne degli abruzzesi, il passo verso una piena imparziale informazione sembra ancora lontano.
SOLO UN MINUTINO? – Il telegiornale della prima rete Rai mostra un servizio sulla manifestazione di stamattina a Roma mossa dalla popolazione colpita dal terremoto, che nei pressi di Montecitorio e Palazzo Chigi ha protestato per l’indifferenza del governo e durante la quale due aquilani sono stati feriti al volto in seguito a qualche manganellata rimediata dalle forze dell’ordine. Ma lo fa alle 13 e 50, prima della pagina sportiva, e cedendo alla vecchia tentazione di proteggere il capo del governo Silvio Berlusconi. Seguendo il servizio, infatti, sembra che i manifestanti abbiano contestato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani piuttosto che l’esecutivo e il presidente del Consiglio per le mancate promesse.
CONTESTATO BERSANI! – Sfiduciati gli utenti su Facebook: “Per amore della verità retifichiamo quanto abbiamo detto prima: il tg1 ha dato notizia della manifestazione degli aquilani a Roma, ma il servizio è durato meno di un minuto ed è stato seguito da un altro sui Mondiali che non meritava di certo tutto lo spazio che gli è stato dato“, si legge sul social network.”Breve servizio del tg1 per dire che i manifestanti hanno contestato Bersani“, scrive Walter. E ancora, qualche altro: “Incredibile il tg1 ha riportato la notizia della manifestazione degli Aquilani in modo quasi soddisfacente!“. Carmine fa la stessa denuncia: “Bellissimo… a sorpresa il Tg1 fa vedere le immagini delle manganellate agli aquilani… le ultime parole del servizio sono: “Raggiunge il corteo il segretario del Pd Franceschini (in realtà Bersani, nda) che viene contestato da alcuni manifestanti!” Minzolini senza vergogna“. E ancora: “Eccola qui, la notizia: 20 minuti per sapere, tra l’altro, che i manifestanti hanno contestato Bersani“. I commenti arrivano a raffica: “Il tg1 ha parlato poco fa della protesta. A modo suo. Alla fine“. Lamentele per il poco spazio destinato all’evento: “Clamoroso: anche il Tg1 da spazio alla manifestazione degli aquilani. C’è da dire che non compariva nelle notizie di testata e che gli hanno dedicato 30s prima di parlare del mondiale…“.
7 luglio 2010
http://www.giornalettismo.com (http://www.giornalettismo.com/archives/71484/minzolini-colpisce-ancora-tg1/)
http://www.articolo21.org/1476/notizia/ma-quali-scontri-la-verita.html
15 Luglio 2010
"Ma quali scontri?" La verità degli aquilani sul 7 luglio: "Basta censura e propaganda"
di Bruna Iacopino
Un'ora, due maxischermi e una platea di giornalisti per “ristabilire” la verità e smentire un teorema, quello secondo cui, le manganellate da parte delle forze dell'ordine sarebbero partite in seguito a provocazioni provenienti da alcuni “estremisti” dei centri sociali ( sempre loro guarda caso). I comitati aquilani, i promotori reali di una vasta mobilitazione che il 7 luglio ha visto semplicemente una delle sue tante tappe a Roma, non accettano che la realtà venga stravolta fino a questo punto, non accettano il fatto di veder sminuita la loro battaglia. Già è stato fatto e anche ampiamente da parte dei mezzi di informazione ( anche se non da tutti), denunciano, che invece di spiegare i motivi della protesta hanno preferito dare spazio e voce alle polemiche, ai cosiddetti scontri: “Pretendiamo che non si parli più di scontri o incidenti tra polizia e manifestanti” dichiara Sara, rappresentante dei comitati aquilani, una delle tre donne cui ieri è toccato il compito di far saltare l'intero impianto accusatorio, che al momento è andato a colpire solo due persone, uno dei due romano. A quelle persone, sottolineano, “che ci sono state accanto sin dalla prima ora, va il nostro grazie e la nostra più completa riconoscenza”. E gli infiltrati, i facinorosi, gli estremisti che piacciono tanto a una certa stampa? “ Se ci fosse il tempo potrei dare uno per uno i nomi di tutte le persone che stavano in prima fila alla manifestazione...” afferma Maria Lucia. 5.000 persone, all'incirca, 45 pullman, tutti arrivati dall'Abruzzo, per manifestare pacificamente e ad accoglierli a Piazza Venezia un plotone di forze dell'ordine schierato in assetto anti-sommossa, immagini che sembrano richiamare altre non troppo lontane nel tempo a quella Genova presidiata per il G8, seppur con dei distinguo, che le tre oratrici cercano di far emergere uno dopo l'altro nel corso della narrazione: la presenza costante e massiccia delle istituzioni, a partire dall'adesione iniziale alla piattaforma della manifestazione, e in seguito durante tutto il corteo, loro il primo contatto e la trattativa con le forze dell'ordine, la presenza di donne e anziani, molti dei quali malmenati senza ragione da subito, un clima iniziale sereno, negozi aperti, volti sorridenti, la solidarietà degli invalidi, contemporaneamente a Montecitorio.
La tensione, sostengono, stava tutta dall'altra parte. “ Stiamo cercando di raccogliere le testimonianze e le foto anche di queste altre violenze, di cui nulla si è saputo”. Come il caso di Sara, una giovane blogger, che dopo aver ripreso le immagini iniziali del corteo è stata costretta a smettere per la manganellata ricevuta allo stomaco.
A venire bloccati e respinti quel giorno, anche molti giornalisti nonostante il tesserino sventolato in faccia alle forze dell'ordine. Mentre uno degli autori dei video pubblicati sul sito 3.32 rischia di vedere la propria videocamera in frantumi proprio mentre riprende i momenti più concitati. Le immagini vanno avanti, si vedono le mani alzate di fronte ai plotoni schierati e il volto di una ragazza che fronteggia un poliziotto, in alto le braccia, e un unico atto, se volete provocatorio: “L'Aquila, L'Aquila” strillato con forza…
Le voci risultano confuse, ma quello che si sente in maniera chiara è la doman
da, rivolta quel giorno alle forze dell’ordine e attraverso di loro all’esecutivo, che rimane anche adesso senza risposta: “ Ma che fate, che cazzo fate?”..continua
fantasma76
15-07-2010, 20:00
“Come governerà Berlusconi? Con la corruzione, la menzogna e il manganello”.
Indro Montanelli
ma che era un veggente
ma che era un veggente
Aveva avuto occasione di conoscerlo personalmente.
fantasma76
15-07-2010, 20:20
lo so, Berlusconi lo andò addirittura a trovare in ospedale dopo che lo ebbero sparato, si è bloccato il PC e non ho potuto terminare, la frase intera doveva essere.
Ma che era un veggente, a dire che oggi c'è gente che tocca e non crede.
clessidra
15-07-2010, 23:13
lo so, Berlusconi lo andò addirittura a trovare in ospedale dopo che lo ebbero sparato, si è bloccato il PC e non ho potuto terminare, la frase intera doveva essere.
Ma che era un veggente, a dire che oggi c'è gente che tocca e non crede.
In certi anni, abbastanza lontani, Montanelli non era davvero ben visto da chi non si collocava a destra. Oggi, in tanti, io per prima, ci si ritrova a citarlo come un oracolo.
Alla fine arriverò a convincermi che quest'uomo che ci governa fa i miracoli.
p.s. Lo ebbero sparato mi fa impazzire. Ma te lo dico sul serio, quasi te lo invidio: e' un capolavoro espressivo.
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