PDA

Visualizza Versione Completa : La favola fiscale del Cavaliere



Roderigo
04-06-2010, 01:27
Evasione, processi e condoni
La "favola" fiscale del Cavaliere


<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WoJbiZR9y7s&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/WoJbiZR9y7s&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object>


<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yZF4E9Ibqq8&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/yZF4E9Ibqq8&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object>


di Massimo Giannini


Nella sua breve e "inappellabile" telefonata a Ballarò dell'altro ieri, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fornito agli italiani due importanti "notizie". La prima in risposta ad una osservazione effettivamente sollevata in studio da chi scrive.

Berlusconi: è una menzogna che io abbia fornito giustificazioni morali agli evasori
Condannato e poi prescritto per le tangenti alla Gdf, le sue imprese si sono avvalse di sanatorie NELLA sua breve e "inappellabile" telefonata a Ballarò dell´altro ieri, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fornito agli italiani due importanti "notizie". La prima in risposta ad una osservazione effettivamente sollevata in studio da chi scrive.

«È una menzogna che io abbia fornito qualunque forma di giustificazione morale ai fenomeni di evasione fiscale». La seconda replicando ad un´accusa che invece nessuno gli aveva mosso: «Non ho mai evaso le tasse, né io né le mie aziende». Rispetto a queste affermazioni, e affidandosi esclusivamente ai fatti oggettivi della cronaca di questi anni, è utile ripercorrere tutto ciò che è realmente accaduto. Senza giudizi. Senza commenti. Ma attingendo semplicemente alle parole pronunciate dal premier, ai processi nei quali è stato ed è tuttora coinvolto, e ai condoni varati dai governi che ha presieduto.


LE PAROLE

1) Autunno del 2000: Berlusconi è il leader dell´opposizione. Il 15 ottobre è a Milano, e interviene alla festa di Alleanza Nazionale, partner di Forza Italia nella nascente Casa delle Libertà. Ai militanti dell´allora alleato di ferro Gianfranco Fini, il Cavaliere dice, testualmente: «Non ne può più neanche il mio dentista, che paga il 63% di tasse. Ma oltre il 50% è già una rapina… Non volete che non ci si ingegni? E´ legittima difesa…».

2) Inverno 2004: Berlusconi è presidente del Consiglio, ha rivinto le elezioni per la seconda volta. In una conferenza stampa a Palazzo Chigi, risponde alla domanda di un cronista e dichiara, testualmente: «Le tasse sono giuste se arrivano al 33%, se vanno oltre il 50 allora è morale evaderle».

3) Autunno 2004: Berlusconi, sempre capo del governo, interviene alla cerimonia annuale della Guardia di Finanza e, dal palco, arringa così le Fiamme Gialle, impegnate nella lotta agli evasori: «Voi agite con grande equilibrio e rispetto dei cittadini, nei confronti di chi si vuole sottrarre a un obbligo che qualche volta si avverte come eccessivo. C´è una norma di diritto naturale che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato ti sembra una richiesta giusta e glielo dai in cambio dei servizi che lo Stato ti offre. Ma se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c´è una sopraffazione nei tuoi confronti: e allora ti ingegni per trovare sistemi elusivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, che non ti fanno sentire colpevole…».

4) Primavera 2008: Berlusconi è in piena campagna elettorale, dopo la caduta del governo Prodi. Il 2 aprile interviene all´assemblea annuale dell´Ance, l´Associazione nazionale dei costruttori. E afferma quanto segue: «Se lo Stato ti chiede un terzo di quanto guadagni, allora la tassazione ti appare una cosa giusta, ma se ti chiede il 50-60% ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un po´ giustificato a mettere in atto procedure di elusione e, a volte, anche di evasione. Noi abbiamo un´elusione fiscale record giustificata da aliquote troppo elevate…».

5) Autunno 2008: Berlusconi ha stravinto, per la terza volta, le elezioni. Il 4 ottobre, di nuovo in conferenza stampa a Palazzo Chigi (immortalato dalle telecamere dei tg delle tre reti Rai) sostiene: «Se io lavoro, faccio tanti sacrifici… Se lo Stato poi mi chiede il 33% di quello che ho guadagnato sento che è una richiesta corretta in cambio dei servizi che lo Stato mi da. Ma se mi chiede il 50% sento che è una richiesta scorretta e mi sento moralmente autorizzato ad evadere, per quanto posso, questa richiesta dello Stato…».


I PROCESSI

Insieme alle parole, ci sono gli atti che Berlusconi compie e ha compiuto in questi anni. Prima di tutto come privato cittadino e come imprenditore che guida un impero mediatico, industriale e finanziario. Un ruolo che lo ha esposto a numerosi processi, per comportamenti illeciti che configurano altrettante evasioni tributarie. Qui rilevano solo i principali procedimenti con ricadute fiscali, dunque, e non anche quelli per reati penali di altro genere (come ad esempio il processo per il Lodo Mondadori, per corruzione, o il processo Mills, per corruzione in atti giudiziari, anche questi per altro "risolti" grazie alle leggi ad personam varate nel frattempo dallo stesso governo Berlusconi, come il Lodo Alfano prima, il legittimo impedimento poi).

1) Tangenti alla Guardia di Finanza: Berlusconi è accusato di averne pagate per evitare controlli fiscali su quattro sue società, Mediolanum, Mondadori, Videotime e Telepiù. In primo grado viene condannato a 2 anni e 9 mesi. In appello i magistrati applicano le attenuanti generiche, e quindi scatta la prescrizione. Cioè l´imputato ha commesso il reato, ma per il giudice è scaduto il tempo utile alla condanna.

2) All Iberian 1: Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti per 21 miliardi a Bettino Craxi. Viene condannato in primo grado a 2 anni e 4 mesi. In appello, ancora una volta, scatta la prescrizione.

3) All Iberian 2 e 3: in questi altri due filoni di questo processo Berlusconi è accusato di falso in bilancio, con costituzione di fondi neri per 1000 miliardi di vecchie lire, ed evasione delle relative imposte, attraverso quello che i periti tecnici della Kpmg e i pm di Milano definiscono il "Group B very discreet" della Fininvest, cioè il «presunto comparto estero riservato» della finanziaria del Cavaliere. Viene assolto perché «il reato non sussiste più»: nel frattempo, alla fine del 2002, il suo governo ha approvato la legge che depenalizza il falso in bilancio e i reati societari.

4) Medusa Cinema: Berlusconi è accusato di illecito nell´acquisto della società cinematografica, per 10 miliardi non iscritti a bilancio. Condannato in primo grado a 1 anno e 4 mesi, viene assolto in appello, ancora una volta con la formula della prescrizione. Il reato c´è, ma i termini per la condanna sono scaduti.

5) Diritti televisivi Mediaset: Berlusconi è accusato dai pm di Milano per appropriazione indebita e frode fiscale per 13,3 milioni di euro. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio, ma il processo è stato sospeso, prima per effetto del Lodo Alfano (dichiarato successivamente incostituzionale dalla Consulta), e ora per l´intervento della legge sul legittimo impedimento.


I CONDONI

C´è infine una sfera "pubblica", che riguarda le decisioni che il Cavaliere ha assunto come capo del governo, nella lotta contro gli evasori fiscali e nella "disciplina" di casi che, sotto questo profilo, hanno riguardato direttamente lui stesso o le sue aziende.

1) Nella primavera 1994 Berlusconi "scende in campo" e vince le sue prime elezioni. E´ l´epifania della Seconda Repubblica. Per festeggiarla, il governo vara il suo primo condono fiscale: frutta ben 6,4 miliardi di euro. Forte di questo trionfo, lo stesso governo vara anche il suo primo condono edilizio, che porta nelle casse del fisco 2,5 miliardi. Seguiranno altre cinque sanatorie, nel corso delle successive legislature guidate dal Cavaliere: nel 2003 nuovo condono fiscale di Tremonti, per 19,3 miliardi, insieme il primo scudo fiscale per il rientro dei capitali all´estero da 2 miliardi, poi nel 2004 nuovo condono edilizio di Lunardi da 3,1 miliardi, e infine tra il 2009 e il 2010 l´ennesimo scudo fiscale, appena concluso, e con un rimpatrio di capitali previsto in oltre 100 miliardi di euro. L´infinita clemenza verso chi non paga le tasse, praticata in questi sedici anni, non è servita a stroncare il fenomeno dell´evasione, anzi l´ha alimentato.

2) Dei condoni hanno beneficiato milioni di italiani. Ma ha beneficiato anche il premier e il suo gruppo. Dopo la Finanziaria del ‘93 che introduce il secondo condono tombale, rispondendo ad un articolo di Repubblica che anticipava la sua intenzione di beneficiare della sanatoria, Berlusconi fa una promessa solenne durante la conferenza stampa di fine d´anno: «Vi assicuro che né io né le mie aziende usufruiremo del condono». Si scoprirà poi che Mediaset farà il condono per 197 milioni di tasse evase, versandone al fisco appena 35, e lo stesso farà il Cavaliere per i suoi redditi personali, risolvendo il suo contenzioso da 301 milioni di euro pagando all´Agenzia delle Entrate appena 1.800 euro.

3) Condono peri i coimputati: con decreto legge 143 del giugno 2003, presunta «interpretazione autentica» del condono di quell´anno, il governo infila tra i beneficiari anche coloro che «hanno concorso a commettere i reati», pur non avendo firmato dichiarazioni fraudolente. Ennesima formula ad personam: consente di salvare i 9 coimputati del premier nel processo per falso in bilancio.

4) Condono di Villa Certosa: Il tribunale di Tempio Pausania indaga da tempo sugli abusi edilizi commessi nella ristrutturazione della residenza sarda del premier. Con decreto del 6 maggio 2004 il governo attribuisce a Villa Certosa la qualifica di «sede alternativa di massima sicurezza per l´incolumità del presidente del Consiglio». Nel 2004, con la legge 208, il condono edilizio dell´anno precedente viene esteso anche alle cosiddette «zone protette». Villa Certosa, nel frattempo, lo è appunto diventata. La Idra, società che gestisce il patrimonio immobiliare del premier, presenta subito dieci richieste di condono, e chiude così il contenzioso con il fisco. Versamento finale nelle casse dell´Erario: 300 mila euro. E amici come prima.


Repubblica 3 giugno 2010

Bondourant
04-06-2010, 09:06
E gli evasori ballano ancora

<!-- fine TITOLO --><!-- inizio FIRMA -->di Luca Piana
<!-- fine FIRMA --> <!-- inizio SOMMARIO -->L'Europa e i sindacati impongono al governo di colpire chi non paga le imposte. Il governo annuncia misure. Ma per i furbi restano buchi e scappatoie. Ecco quali<!-- fine SOMMARIO -->

<!-- inizio TESTO --> http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2/2010/06/03/jpg_2128219.jpg



L'inattesa svolta del governo Berlusconi contro gli evasori fiscali è nata durante un incontro a porte chiuse nel palazzo del Tesoro, in via XX Settembre a Roma.


Espresso segue
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-gli-evasori-ballano-ancora/2128184&ref=hpsp

fantasma76
04-06-2010, 11:55
L'Imperatore dei marziani

L'angolo dei marziani/3

di E.I. Zamjatin , pubblicato il 31 maggio 2010
Questa mattina, proseguendo il censimento di coloro che dopo decenni di politica sembrano essere appena sbarcati da un altro pianeta, Zamjatin ha letto con attenzione l’intervista (http://www.italiafutura.it//allegatidef/intervista%20tremonti110615.pdf) che il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha concesso ad uno dei principali quotidiani italiani. D’altra parte è un giorno particolare per l’Italia e per gli italiani, che dopo un’intera settimana di annunci e dietrofont attendono ancora di conoscere i dettagli di una manovra che avrà serie ripercussioni sul presente e sulle prospettive della loro vita.

Eppure Zamjatin si è chiesto se l’intervistato fosse proprio il ministro dell’economia, o se invece si trattasse di un filosofo della storia che in questo difficile giorno voleva distrarre i lettori con considerazioni sui tempi lunghi dell’umanità e sul valore profetico che le sue visioni hanno mostrato nel corso degli anni. Sì, perché dall’intervista si apprende che il filosofo Tremonti già nel 2008 aveva scritto il copione della crisi nel suo libro “La paura e la speranza”; già nel 1997 aveva rinverdito le basi “dell’illuminismo giuridico” nel suo libro “Lo Stato criminogeno”; già nel 1994 aveva denunciato il “drammatico errore politico” della globalizzazione nel suo libro “Il fantasma della povertà”. Così come Zamjatin vi ha trovato poche notizie sulla manovra economica ma certamente molti spunti per dottissime conversazioni estive, tra cui la notizia che “non siamo dentro una di quelle solite congiunture negative, che tante volte abbiamo visto nei secoli e nei decenni passati, ma ad un tornante della storia”; o ancora che “questa è la fine dell’utopia della globalizzazione come nuova età dell’oro”; o infine che così “come il Medioevo era bloccato e fu superato d’un colpo dalla semplicità dei grandi codici borghesi” oggi si propone il contratto di produttività.

Non tutti i popoli sono fortunati come gli italiani, che alla guida dell’economia si trovano un filosofo e non un semplice ministro. Ma per Zamjatin è stato inevitabile domandarsi se il filosofo della storia Tremonti, dotato di tanta capacità di previsione, sia lo stesso che in questo quindicennio è stato ministro delle finanze e dell’economia per un totale di circa otto anni. O se il Tremonti antielitario che oggi descrive il “tornante della storia…avvertito più dal basso che dall’alto, più dai popoli che dalle élites” sia lo stesso che occupa da anni la presidenza dell’Aspen Institute che tanta élite riunisce con tanta efficacia. O se si tratti dello stesso uomo politico che ha incarnato molteplici parti in commedia sin da quando, ormai trent’anni fa, si è affacciato sulla scena del potere romano. Perché Tremonti è lo stesso che è stato dapprima nel motore del riformismo socialista con Reviglio, poi esponente del nuovismo post-democristiano con Segni, quindi transfuga nelle file del primo Berlusconi, poi ancora avversario della moneta unica europea, successivamente l’indimenticabile ministro della finanza creativa e della cartolarizzazione, quindi l’uomo di riferimento della Lega nel cuore del berlusconismo, quindi l’oracolo che prevedeva ogni crisi internazionale, poi il ministro nuovamente indimenticabile dell’ennesimo condono, quindi colui che cinguettava con gli immortali spiriti anticapitalisti della sinistra per silenziare gli economisti e infine l’alfiere del rigore. Tutte incarnazioni diverse per un unico percorso personale, naturalmente legittimo ma altrettanto naturalmente lontano da ogni coerenza politica che non sia quella della più tenace promozione di sé.

Un percorso che oggi raggiunge il suo apice, soprattutto laddove il ministro scopre che la vera anomalia italiana è “l’evasione fiscale colossale”. Non c’è dubbio. A Tremonti spetta a buon diritto la corona di Imperatore dei Marziani.
http://www.italiafutura.it/dettaglio/110615/limperatore_dei_marziani

fantasma76
04-06-2010, 11:56
I matti di Hyde Park e il marziano di Via XX Settembre

di Italia Futura , pubblicato il 3 giugno 2010

“Un tempo se volevi fare il matto andavi a Hyde Park, oggi invece puoi usare una fondazione”: questo il pensiero del ministro dell’economia Tremonti intervenuto alla trasmissione “Ballarò”. Il quale, a domanda del conduttore, ha poi precisato che il suo riferimento andava letto come una risposta a “chi ha parlato di marziani al ministero dell’economia”.

Siamo onorati di essere stati letti e citati da Tremonti, e particolarmente lieti del paragone con uno dei simboli universali della libertà di espressione e del diritto di parola.
Certo, tra i liberi oratori di Hyde Park sono sempre stati numerosi i visionari e gli squinternati, non di rado capaci tuttavia di cogliere verità semplici nascoste dietro i conformismi. Verità come quella esposta nell'articolo di Zamjatin (http://www.italiafutura.it/dettaglio/110615/limperatore_dei_marziani) sul ministro Tremonti.

Se dopo anni di governo, alla vigilia di una dura manovra economica e in una fase difficilissima per il paese, il Ministro Tremonti spende la maggior parte di una sterminata intervista per autocitarsi e lodare la sua capacità di previsione su ogni evento della storia recente, trascurando di accennare alle tante responsabilità dirette sullo stato drammatico del paese, allora il Ministro si merita pienamente il titolo di marziano. Se lo scandalo del paese sono, tra le altre cose, i falsi invalidi e l'evasione fiscale, Tremonti dovrebbe spiegare perché è riuscito a fare tanto poco negli otto anni in cui è stato ministro.
Giulio Tremonti è certamente a suo agio con filosofi e pensatori politici e dovrebbe dunque rispolverare il concetto di “accountability”, invece di cimentarsi con avvertimenti assai poco british (quel “ne riparleremo” che ci ha riservato in conclusione del suo intervento). Anche perché, come il Ministro certamente saprà, dalle parti di Hyde Park gli avvertimenti minacciosi sono normalmente accolti da selve di fischi e ironici battimani.
http://www.italiafutura.it/dettaglio/110621/i_matti_di_hyde_park_e_il_marziano_di_via_xx_settembre

fantasma76
04-06-2010, 11:59
Ricordo che Italia Futura è la fondazione di Montezzemolo, mentre Fare Futuro quella di Fini.