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Roderigo
17-04-2010, 02:24
Obama ordina pari diritti per pazienti gay negli ospedali


http://img227.imageshack.us/img227/6756/obama4.jpg


Stessi diritti di visita delle coppie eterosessuali


di Cristiano del Riccio


WASHINGTON - Obama e i gay. Voci di omosessualità sulla donna favorita a diventare nuovo giudice della Corte Suprema ed una importante decisione della Casa Bianca sulla libertà di visite dei gay ai partner degenti negli ospedali, hanno riportato in primo piano le spesso esitanti posizioni del presidente Usa in materia di omosessualità. Obama, mantenendo una promessa fatta da candidato, ha ordinato agli ospedali Usa di estendere i privilegi delle visite familiari anche ai partner dei degenti, una misura volta ad impedire che i compagni gay dei malati si vedano negato l'accesso alle visite, come accaduto più volte in passato. L'iniziativa di Obama è stata definita "un enorme passo in avanti" dalle associazioni gay anche se molti hanno osservato che la misura è giunta dopo ben 15 mesi di permanenza di Obama alla Casa Bianca. La misura, indirizzata a tutti gli ospedali che ricevano fondi governativi, mira a evitare la ripetizioni di casi come quello di Janice Langbehn e Lisa Pond. La prima si vide negare l'accesso in un ospedale della Florida alla camera della compagna, che era stata colpita da un aneurisma cerebrale, perché non era una familiare legalmente riconosciuta. Il dramma medico (Lisa morì per l'aneurisma) si sommò a quello burocratico di Janice, compagna per 20 anni di Lisa. "I gay e le lesbiche d'America sono spesso esclusi negli ospedali dalle visite ai partner malati con i quali hanno trascorso decenni di vita familiare - ha affermato Obama nel documento - venendo così privati della possibilità di essere vicini alla persona che amano e di prendere decisioni se i loro partner non possono più farlo". Obama ha telefonato dall'Air Force One a Janice Langbehn per informarla che aveva firmato il memorandum che fa scattare le nuove procedure. La Casa Bianca è stata coinvolta in una insolita disputa dopo che un blog diffuso dalla CBS conteneva la voce che donna favorita ad essere scelta come prossimo giudice della Corte Suprema, la solicitor general (legale principale) del ministero della giustizia Elena Kagan, è una lesbica dichiarata. Il blog, che elogiava Obama per la eventuale scelta coraggiosa di una lesbica per la Corte Suprema, dava per scontato il fatto che la Kagan fosse una lesbica dichiarata. Ma le cose non stanno così e la Casa Bianca ha chiesto alla CBS di cancellare il blog perché riferiva notizie false. La Tv aveva opposto inizialmente resistenza alla richiesta ma quando lo stesso autore del blog, Ben Domenech, correggeva il tiro ammettendo di avere riferito una semplice voce allora la CBS capitolava alla richiesta della Casa Bianca. Funzionari della amministrazione Obama hanno detto che la voce era stata messa in giro per danneggiare la possibile candidatura della Kagan alla Corte Suprema. Resta il fatto del disagio di Obama davanti alle problematiche gay confermato dalla prudenza con cui sta affrontando la questione dei gay in divisa. Anche in questo caso la sua promessa elettorale di eliminare la discriminazione nel trattamento degli omosessuali nelle forze armate sta avanzando a velocità 'glaciale'.


16 aprile, 20:42
www.ansa.it (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/04/16/visualizza_new.html_1763381521.html)

taccaromiceto
17-04-2010, 10:52
Sono totalmente a favore di questo provvedimento

gladiatore78rm
17-04-2010, 10:59
certo che con obama gli usa hanno fatto un bel salto in avanti!

Amanda
21-04-2010, 10:43
http://www.inaltreparole.net/it/resistenza/obamadirittigay190410.html


L’ordine di Obama è una “delle tante cose che la comunità gay sperava il presidente avrebbe fatto subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca” ha detto Richard Socarides, il consigliere del presidente sui diritti degli omosessuali. Ed è comunque “un passo enorme” perché in assenza del matrimonio omosessuale nella maggioranza delle giurisdizioni, offre alcune garanzie essenziali per le famiglie lgbt.
I diritti, si sa, non sono uguali in tutto il mondo. Così se oggi gli omosessuali americani possono parzialmente festeggiare per un nuovo diritto acquisito, in Italia bisogna ancora lottare per veder riconosciuti i diritti non solo delle coppie gay ma anche di quelle etero ma “solo” conviventi.