Amanda
14-04-2010, 13:00
http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=20872
14 - 04 - 2010
Fonte: la Repubblica
"Spie" leghiste al pronto soccorso per scovare gli stranieri clandestini
Friuli, mozione del Carroccio: una squadra di impiegati di guardia negli ospedali. Il Pd: una provocazione
Marino: visione della società per cui chi vince le elezioni decide al di sopra delle leggi Il capogruppo della Lega: no a zone franche Curiamo tutti ma poi vadano a casa
di ORIANA LISO
MILANO - Impiegati "spia" nei pronto soccorso per denunciare i pazienti clandestini. Un modo per riproporre il tentativo fallito un anno fa di costringere i medici a segnalare gli immigrati senza permesso di soggiorno che chiedono cure d´emergenza. A proporlo è il capogruppo della Lega in consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Danilo Narduzzi, che ieri ha depositato una mozione alla giunta. E che spiega: «Se i medici non possono segnalare i clandestini che arrivano in ospedale vuol dire che c´è una zona franca nel testo unico sull´immigrazione che noi vogliamo colmare».
Il gruppo del Carroccio ha messo nero su bianco due richieste: la prima, che la giunta regionale si attivi con il governo «per modificare la legge applicando le norme anche negli ospedali: serve sicurezza, i clandestini non possono continuare a spadroneggiare in Italia», spiega Narduzzi, non nuovo a iniziative simili (lui, di professione insegnante, ha proposto graduatorie per professori e maestri su base regionale). La seconda richiesta è più locale: «Il Friuli è regione a statuto speciale, chiediamo all´assessore che valuti se ci sono margini per agire in autonomia, applicando i controlli». Di fatto la proposta della Lega è che il personale amministrativo già in servizio in ospedale, all´arrivo di un paziente senza documenti di identità e tessera sanitaria, lo indirizzi verso un medico per le prime cure, ma contemporaneamente lo segnali alle forze dell´ordine. All´obiezione che in questo modo si rischia che i clandestini non vadano più in ospedale anche in situazioni di emergenza per paura di essere denunciati, replica serafico: «Noi non neghiamo il diritto alla cura: ma subito dopo chi è clandestino deve tornare al suo Paese».
I leghisti friulani sostengono così di voler avvicinare le nostre leggi a quelle di altri Paesi europei «dove i medici segnalano i clandestini», sostiene Narduzzi (che però, a domanda, dice di non ricordare bene quali siano questi Paesi). Sui tempi sono fiduciosi: entro fine mese la mozione potrebbe approdare in Consiglio per la discussione. Sempre da una mozione del Carroccio, del resto, è nata la decisione della Regione di chiudere quattro strutture dedicate agli immigrati senza permesso di soggiorno sparse sul territorio. La motivazione: così si creava una corsia preferenziale per i non in regola, con cure gratuite. Ma è proprio questo il limite che sembra porsi il governatore Renzo Tondo, il pidiellino che un anno fa aveva sfidato parte della maggioranza accogliendo per l´ultimo viaggio Eluana Englaro in una struttura friulana. Precisa ora Tondo: «Non ho ancora letto la mozione, ma ricordo che abbiamo già chiuso gli ambulatori per clandestini condividendo la proposta della Lega. Ci fermiamo lì, non faremo niente che non sia nello spirito delle leggi». E conclude: «In un momento in cui si fanno tagli nelle amministrazioni riducendo il personale, mi sembra non ci sia spazio per assunzioni né compiti aggiuntivi». Duro il commento del senatore Pd Ignazio Marino: «La Lega provoca, oppure non hanno letto l´articolo 32 della Costituzione che sancisce la tutela della salute come diritto fondamentale. O forse hanno una visione della società in cui chi vince le elezioni decide al di sopra della leggi».
14 - 04 - 2010
Fonte: la Repubblica
"Spie" leghiste al pronto soccorso per scovare gli stranieri clandestini
Friuli, mozione del Carroccio: una squadra di impiegati di guardia negli ospedali. Il Pd: una provocazione
Marino: visione della società per cui chi vince le elezioni decide al di sopra delle leggi Il capogruppo della Lega: no a zone franche Curiamo tutti ma poi vadano a casa
di ORIANA LISO
MILANO - Impiegati "spia" nei pronto soccorso per denunciare i pazienti clandestini. Un modo per riproporre il tentativo fallito un anno fa di costringere i medici a segnalare gli immigrati senza permesso di soggiorno che chiedono cure d´emergenza. A proporlo è il capogruppo della Lega in consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Danilo Narduzzi, che ieri ha depositato una mozione alla giunta. E che spiega: «Se i medici non possono segnalare i clandestini che arrivano in ospedale vuol dire che c´è una zona franca nel testo unico sull´immigrazione che noi vogliamo colmare».
Il gruppo del Carroccio ha messo nero su bianco due richieste: la prima, che la giunta regionale si attivi con il governo «per modificare la legge applicando le norme anche negli ospedali: serve sicurezza, i clandestini non possono continuare a spadroneggiare in Italia», spiega Narduzzi, non nuovo a iniziative simili (lui, di professione insegnante, ha proposto graduatorie per professori e maestri su base regionale). La seconda richiesta è più locale: «Il Friuli è regione a statuto speciale, chiediamo all´assessore che valuti se ci sono margini per agire in autonomia, applicando i controlli». Di fatto la proposta della Lega è che il personale amministrativo già in servizio in ospedale, all´arrivo di un paziente senza documenti di identità e tessera sanitaria, lo indirizzi verso un medico per le prime cure, ma contemporaneamente lo segnali alle forze dell´ordine. All´obiezione che in questo modo si rischia che i clandestini non vadano più in ospedale anche in situazioni di emergenza per paura di essere denunciati, replica serafico: «Noi non neghiamo il diritto alla cura: ma subito dopo chi è clandestino deve tornare al suo Paese».
I leghisti friulani sostengono così di voler avvicinare le nostre leggi a quelle di altri Paesi europei «dove i medici segnalano i clandestini», sostiene Narduzzi (che però, a domanda, dice di non ricordare bene quali siano questi Paesi). Sui tempi sono fiduciosi: entro fine mese la mozione potrebbe approdare in Consiglio per la discussione. Sempre da una mozione del Carroccio, del resto, è nata la decisione della Regione di chiudere quattro strutture dedicate agli immigrati senza permesso di soggiorno sparse sul territorio. La motivazione: così si creava una corsia preferenziale per i non in regola, con cure gratuite. Ma è proprio questo il limite che sembra porsi il governatore Renzo Tondo, il pidiellino che un anno fa aveva sfidato parte della maggioranza accogliendo per l´ultimo viaggio Eluana Englaro in una struttura friulana. Precisa ora Tondo: «Non ho ancora letto la mozione, ma ricordo che abbiamo già chiuso gli ambulatori per clandestini condividendo la proposta della Lega. Ci fermiamo lì, non faremo niente che non sia nello spirito delle leggi». E conclude: «In un momento in cui si fanno tagli nelle amministrazioni riducendo il personale, mi sembra non ci sia spazio per assunzioni né compiti aggiuntivi». Duro il commento del senatore Pd Ignazio Marino: «La Lega provoca, oppure non hanno letto l´articolo 32 della Costituzione che sancisce la tutela della salute come diritto fondamentale. O forse hanno una visione della società in cui chi vince le elezioni decide al di sopra della leggi».