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Visualizza Versione Completa : Kirghizistan: Nel caos, ministro ucciso e vicepremier in ostaggio



ugodin
07-04-2010, 14:05
KIRGHIZISTAN: NEL CAOS, MINISTRO UCCISO E VICEPREMIER IN OSTAGGIO =


(AGI/AFP/INTERFAX) - Mosca, 7 apr. - Il Kirgizistan e'
piombato nel caos: i manifestanti anti-governativi hanno ucciso
il ministro dell'Interno, preso come ostaggio il vice-premier e
occupato la televisione. Le proteste antigovernative, che vanno
avanti da settimane, si sono inasprite nelle ultime ore e la
protesta e' dilagata nella capitale. Secondo fonti
dell'opposizione, la polizia ha sparato non solo proiettili di
gomma ma anche cartucce. Il ministero della sanita' ha ammesso
17 vittime. Come reazione alle violenze, le autorita' hanno
decretato lo stato d'emergenza. Il ministro dell'Interno,
Moldomus Kongantiyev, e' morto per le ferite riportate in
un'aggressione a Talas (nel nord-ovest del Paese), la citta'
dove sono natele proteste. Nell'aggressione sono rimasti
coinvolti anche il vice premier del Paese e il governatore
della regione; e secondo i media locali, il vice-premier,
Akylbek Japarov, e' stato preso in ostaggio.
La tensione sta montando da settimane ed e' motivo di
preoccupazione anche per Russia e Stati Uniti, che hanno
ciascuno una base militare nell'ex repubblica sovietica (gli
Usa la utilizzano come appoggio per le operazioni in
Afghanistan). Washington e Mosca hanno rivoltoappelli alla
calma. Iniziata nelle citta' di provincia (Talas, nel
nord-ovest, Naryn e Tokmokov, non lontano da Bishkek), la
protesta nelle ultime ore e' approdata nella capitale dove gli
agenti hanno lanciato gas lacrimogeni e granate stordenti per
tentare di disperdere i manifestanti. Gli scontri sono
cominciati dinanzi alla sede dell'opposizione alle porte della
citta': circa 200 dimostranti hanno bloccato il tentativo della
polizia di disperdere l'assembramento, appiccando il fuoco ad
auto degli agenti, e poi hanno marciato verso il centro della
capitale. La folla, armata con spranghe di ferro, si e' via via
ingrossato e diretta verso la sede della presidenza. E proprio
li', ad un certo punto, sono stati avvertiti gli spari. Gli
oppositori sono riusciti a prendere il controllo della
televisione e tutti i canali sono stati interrotti.
I manifestanti chiedono le dimissioni di Bakiyev, arrivato
al potere cinque anni fa sull'onda popolare della "Rivoluzione
dei Tulipani", ma gli osservatori ritengono che la situazione
democratica sia drammaticamente peggiorata negli ultimi anni.
Il Movimento Popoloare Unito, la coalizione dell'opposizione,
aveva rivolto un appello per manifestazioni mercoledi' in tutto
il Paese contro il capo dello Stato accusato di corruzione.
(AGI)
Bia
071430 APR 10

NNNN

ugodin
07-04-2010, 14:49
++ KIRGHIZISTAN: TESTIMONI,TRUPPE SPARANO SU MANIFESTANTI ++

(ANSA-REUTERS) - BISHKEK, 7 APR - Le truppe hanno aperto il
fuoco sulle migliaia di manifestanti dell'opposizione che
assediano la sede del governo a Bishkek, capitale della
repubblica centroasiatica del Kirghizistan. Lo afferma una fonte
giornalistica sul posto. (ANSA-REUTERS).

GV
07-APR-10 15:45 NNNN

Raptor
07-04-2010, 16:35
Kirghizistan, l'esercito spara sulla folla
"I morti sono oltre cento"
<!-- fine TITOLO -->
<!-- inizio SOMMARIO -->Giallo sulla sorte del ministro dell'Interno: vittima di un'aggressione
secondo alcune fonti è morto, secondo altri è ostaggio dei ribelli<!-- inizio FIRMA --><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO -->


http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/07/news/stato_d_emergenza_in_kirghizistan-3172935/
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<!-- inizio FOTO1 -->http://www.repubblica.it/images/2010/04/07/140841042-2125a55e-b339-4c49-aa5f-f0d2cb0688f2.jpg <!-- fine FOTO1 -->

<!--end multimedia--><!-- inizio TESTO -->BISHKEK - Giornata di scontri violenti in Kirghizistan, dove sono in corso imponenti manifestazioni di protesta contro il presidente Kurmanbek Bakiev e dove il premier Daniyar Ussenov ha decretato lo stato d'emergenza. Nel piccolo e povero Paese ex sovietico dell'Asia centrale da alcuni giorni sono in corso scontri violenti fra forze di sicurezza e oppositori e oggi si è verificata un'escalation, con l'assalto ai centri del potere. Secondo i leader dell'opposizione l'esercito ha sparato sulla folla e i morti sarebbero almeno cento. Negli ospedali stanno arrivando decine di feriti, quasi tutti giovani.

Fonti giornalistiche sul luogo affermano che i manifestanti dell'opposizione hanno invaso e preso il controllo del Parlamento nella capitale Bishkek. Gruppi di manifestanti hanno poi puntato sulla sede dei servizi di sicurezza. Sarebbe stato dato alle fiamme il primo piano della sede della procura generale. Le stesse fonti raccontano di truppe dell'esercito che sparano contro la folla, le migliaia di dimostranti che assediano la sede del governo.

Il ministro aggredito. E' incerta la sorte del ministro dell'Interno Moldomussa Kongantiev. Inizialmente dato per ucciso dalle percosse ricevute dai contestatori a Talas, dove ieri erano avvenuti i primi disordini, la sua morte viene smentita da un portavoce del ministero dell'Interno del Kirghizistan, che sta cercando di verificare se Kongantiev sia ancora nelle mani degli oppositori. Secondo l'agenzia russa Interfax, nell'aggressione contro il ministro dell'Interno a Talas sono stati coinvolti anche il vice premier del Paese Zhaparov e il governatore della regione.


I negoziati. Sull'altro fronte, Temir Sariev, uno dei leader dell'opposizione, ha dichiarato alla radio indipendente Azattyk che sono in corso negoziati con il governo e di aver partecipato a un colloquio con il primo ministro, Daniar Ussenov, il capo del Consiglio per la sicurezza dello stato, Murat Sutalinov, e il procuratore Tursunkulov. "E' stato raggiunto un accordo fra le parti - dice Sariev - Le autorità smetteranno di sparare sui cittadini e libereranno i capi dell'opposizione arrestati". A conferma dell'accordo, l'agenzia di stampa governativa Kabar ha dato l'annuncio della scarcerazione di Umurbek Tekebaiev, leader del principale partito d'opposizione, l'Ata-Meken. Tekebaiev "è libero e sta andando a riunirsi ai suoi sostenitori presso la sede dell'amministrazione regionale". In precedenza, proprio il procuratore Tursunkulov, aveva annunciato che Tekebaiev e l'ex candidato presidente che sfidò Bakiev, Almazbek Atambaiev, erano stati arrestati e "incriminati per gravi crimini".

L'assalto alla tv. Il premier Ussenov ha dichiarato davanti al parlamento di Bishkek il regime d'emergenza imponendo il coprifuoco e la chiusura di negozi e scuole. Il paese è nel caos. E' stato preso d'assalto nella capitale anche il palazzo della televisione. Dopo alcune ore di black out le trasmissioni sono riprese, ma ad andare in onda sono i militanti dell'opposizione che hanno occupato la sede. Nella tv si stanno susseguendo brevi interventi di circa due-tre minuti di militanti dell'opposizione.

Scontri in tutto il Paese. Disordini e saccheggi sono stati segnalati soprattutto a Talas, 50 km a nordovest di Bishkek. A Narin, nel centro del paese, i manifestanti hanno preso il controllo di alcuni edifici pubblici proprio a sostegno di Zhaparov, in tumulto anche alcuni villaggi. Da Mosca Andrei Nesterenko, portavoce del ministero degli esteri russo, ha chiesto di "astenersi dalla violenza per evitare spargimenti di sangue".

Il presidente contestato. Kurmanbek Bakiev è giunto al potere nel marzo 2005 grazie a una rivoluzione che rovesciò il corrotto regime di Askar Akaiev e a una trionfale vittoria elettorale. Ma, nel corso della sua rocambolesca presidenza, si è velocemente adeguato alla deriva autoritaria che aveva contribuito ad abbattere. "Aveva una reputazione di dirigente comunista capace di riportare l'ordine. Ma è diventato l'ostaggio delle sue stesse ambizioni e del suo clan" spiega Alexei Malachenko, specialista di Asia Centrale al centro Carnegie di mosca.

Così, se all'esterno del paese Bakiev viene visto come l'abile politico che lucra sulla rivalità Usa-Russia per il controllo di un territorio montagnoso, privo di sbocchi al mare ma strategicamente nevralgico, all'interno del Kirghizistan il presidente è accusato di perpetuare le cattive abitudini del suo predecessore distribuendo vantaggi economici e posti di responsabilità ai familiari. E nel 2007, in occasione delle elezioni legislative anticipate che gli hanno dato una maggioranza schiacciante in parlamento, contro Bakiev vengono rivolte anche le stesse accuse di frode elettorale che aveva cavalcato nel 2005,. Le presidenziali del 23 luglio scorso, chiuse con la sua rielezione con il 76,43% dei voti, sono state severamente criticate anche dagli europei e giudicate non democratiche dall'Osce. <!-- fine TESTO -->

Salvo
07-04-2010, 18:51
La scheda del Kirghizistan:
piccolo Paese, grandi interessi

Ex repubblica sovietica, 5.5 milioni
di abitanti, è indipendete dal 1991. E'
in una posizione strategica per la lotta al terrorismo: ospita una base Usa

ROMA
Il Kirghizistan (capitale: Bishkek), dove l’opposizione ha ingaggiato violenti scontri con la polizia, è un'ex repubblica dell’Unione sovietica, piccolo Paese dell’Asia centrale, montagnoso e povero, prevalentemente agricolo, senza sbocchi al mare, di quasi 5,5 milioni di abitanti.

È però in un’area strategica della massima importanza e la tradizionale influenza russa sul Paese è contesa dagli Stati Uniti. Dopo il 2001 in cambio di grossi aiuti economici, ha aderito alla guerra contro il terrorismo degli Usa e accettato di ospitare la base aerea americana di Manas, fondamentale per le operazioni militari nel confitto in Afghanistan, oltre ad ospitare una importante base aerea russa. Nel 2009 il parlamento di Bishkek ha votato contro la base Usa e Washington ha dovuto pagare 180 milioni di dollari per tenerla operativa.

Dal 1991, quando divenne indipendente con la dissoluzione dell’Urss, è diventato repubblica presidenziale, governata con mano ferma dal presidente Askar Akayev fino alla primavera 2005, quando sull’onda di violente proteste dell’opposizione - la «Rivoluzione dei tulipani» - dopo elezioni presidenziali giudicate fraudolente, dovette cedere il potere al leader dell’opposizione, l’attuale presidente Kurmanbek Bakiev. Quest’ ultimo, eletto poi trionfalmente nel luglio 2005, promise di sradicare la corruzione, di promuovere lo sviluppo economico e di democratizzare il Paese. Ma da allora molti suoi sostenitori sono passati all’opposizione, accusando di autoritarismo Bakiev, che nel frattempo ha più volte modificato la costituzione, accrescendo i propri poteri, ed è stato rieletto nel dicembre 2007 col sospetto di brogli.

Molti oppositori sono stati imprigionati e molti giornali chiusi. Il Kirghizistan si estende su una superficie di 198.500 Kmq, montuosa al 94% e composta per lo più da steppa. Confina a nord con il Kazakhstan, a est con la Cina, a sud con il Tagikistan e a ovest con l’Uzbekistan. L’etnia predominante è la kirghiza (66%), di carattere seminomade, seguita dalla russa (11%) e dall’uzbeka (14%). Le lingue parlate sono il kirghiso, di ceppo turco-altaico, e il russo. La religione prevalente è quella musulmana sunnita (75%) seguita dalla cristiano-ortodossa (20%).

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201004articoli/53905girata.asp

Amanda
07-04-2010, 19:27
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ugodin
08-04-2010, 12:02
mhhhhhh strano questo tempismo di putin...


KIRGHIZISTAN: PUTIN RICONOSCE IL NUOVO GOVERNO =

(AGI/AFP/REUTERS) - Bishkek, 8 apr. - Il nuovo governo kirghiso
ha ricevuto la benedizione di Vladimir Putin. Il giorno dopo
il golpe che ha deposto il presidente Kourmanbek Bakiyev, il
premier russo ha avuto una conversazione telefonica con la
leader ad interim, dando di fatto il 'placet' di Mosca al nuovo
governo. La telefonata e' stata il primo gesto pubblico di
appoggio di un leader mondiale a Roza Otumbayeva, che ieri
aveva annunciato di aver preso il controllo della poverissima
repubblica centro-asiatica. "E' importante sottolineare che la
conversazione e' stata condotta (con lei) nel suo ruolo di capo
del governo", ha detto il portavoce di Putin.
Intanto rimane alta la tensione. Nella mattinata, la Casa
Bianca, un tempo sede del governo kirghiso, e' stata presa
d'assalto e saccheggiata da sciacalli che hanno portato via,
libri, condizionatori e persino piante da giardino. La
Otunbayeva ha comunque assicurato che entro sei mesi si
terranno nuove elezioni presidenziali. "E' importante
sottolineare che "Il popolo kirghiso vuole costruire la
democrazia", ha detto la leader del governo ad interim. "Quello
che abbiamo fatto ieri e' stata la nostra risposta alla
repressione e alla tirannia sul popolo messo in atto dal regime
di Bakiyev. La potete chiamare rivoluzione, oppure rivolta, in
ogni caso e' il nostro modo di dire che vogliamo giustizia e
democrazia". Secondo l'ultimo bilancio fornito dal ministero
della Salute, i morti negli scontri sono stati 75. Ma le cifre
date dall'opposizione, mercoledi', erano piu' pesanti: almeno
un centinaio di vittime. Intanto, il segretario generale
dell'Onu, Ban Ki-moon, ha lanciato un "appello urgente" alla
calma e al dialogo pacifico e annunciato che domani inviera'
nel Paese un inviato speciale delle Nazioni Unite, il
diplomatico slovacco Jan Kubis. E mentre anche l'Uzbekistan ha
chiuso la frontiera, sospendendo il transito di persone e
merci, non e' chiara la sorte della base militare di Manas,
alle porte di Bishkek. La leader dell'autoproclamato governo
kirghiso ha assicurato che verra' mantenuto l'accordo che
permette agli Stati Uniti di utilizzare l'area per le
operazioni militari verso l'Afghanistan. La base di Manas e' un
nodo cruciale per il rifornimento delle truppe americane; vi
transitano mensilmente 35.000 soldati, i veicoli blindati
OshKosh, che proteggono le truppe americane dagli ordigni
esplosivi talebani, ma anche il plasma umano per i militari
feriti. La Nato pero' ha detto che i voli rimangono sospesi
dopo i disordini politici nella Repubblica centro-asiatica. In
precedenza, l'ambasciata statunitense a Bishkek aveva fatto
sapere che la base aerea lavorava normalmente; ma secondo la
Nato i voli sono stati invece sospesi. (AGI)
Bia
081234 APR 10

NNNN

KIRGHIZISTAN: CREMLINO MANDA PARACADUSTI A BASE RUSSA

(ANSA) - MOSCA, 8 APR - Il Cremlino ha deciso di inviare due
plotoni di paracadutisti (150 in tutto) alla base aerea russa di
Kant, alla periferia della capitale kirghiza Bishkek, per
garantire la sicurezza dei famigliari dei militari che vi
operano. (ANSA).

SAV
08-APR-10 12:37 NNNN

KIRGHIZISTAN:CREMLINO MANDA PARACADUTISTI A BASE AEREA RUSSA (2)


(ANSA) - MOSCA, 8 APR - ''Su ordine del presidente abbiamo
preso la decisione di mandare due plotoni di paracadutisti, per
un totale di 150 persone, alla base aerea di Kant per garantire
la sicurezza alle famiglie dei militari'', ha dichiarato il capo
dello Stato maggiore dell'esercito Nikolai Makarov.
L'alto ufficiale, che si trova nella delegazione russa a
Praga per la firma del trattato Start 2 tra il leader del
Cremlino Dmitri Medvedev e il capo della Casa Bianca Barack
Obama, ha riferito che i paracadutisti sono gia' partiti. La
decisione e' stata presa all'indomani della violenta rivolta che
ha portato al potere l'opposizione e costretto alla fuga il
presidente Kurbanbek Bakiev. (ANSA).

SAV
08-APR-10 12:45 NNNN

Salvo
09-04-2010, 18:53
Elezioni entro sei mesi. Il presidente in fuga a Jalalabad: "Golpe straniero"
Il nuovo premier a interim è una donna, Roza Otunbajeva, che ha già ricevuto l'ok della Russia
Furti, sciacalli e vendette
il Kirghizistan è in fiamme
dal nostro inviato NICOLA LOMBARDOZZI

Furti, sciacalli e vendette il Kirghizistan è in fiamme
BISHKEK - Con la benedizione, arrivata all'alba di ieri da Vladimir Putin in persona, la rivoluzione del Kirghizistan è teoricamente finita in trionfo, ma per la gente della ex repubblica sovietica nel cuore dell'Asia centrale sono giorni terribili di paura e di violenza. Nella capitale Bishkek, folle incontrollabili di manifestanti esaltate dal profumo di vittoria incendiano case, saccheggiano negozi, si abbandonano a pestaggi senza pietà contro ogni sospetto di simpatia con il regime appena crollato. Sono armati di bastoni e di qualsiasi corpo contundente raccattato per le strade devastate. Ma qualcuno ha anche armi vere e proprie a giudicare dagli spari che si sentono echeggiare senza tregua in ogni zona della città.

Per fermare lo sciacallaggio il governo rivoluzionario ha dato ordine di uccidere chiunque venga sorpreso a rubare in negozi e case abbandonate. Centinaia di volontari si stanno radunando in una specie di milizia popolare per riportare l'ordine "con ogni mezzo". Slogan vendicativi e dichiarazioni minacciose urlate ad ogni angolo di strada fanno temere una lunga caccia all'uomo e una serie di vendette a catena. E negli ultimi due giorni i morti sarebbero già più di cento.

Roza Otunbajeva, capo del nuovo governo di salute pubblica, promette elezioni entro sei mesi e garantisce di avere la situazione sotto controllo anche se, per il momento, non ritiene opportuno apparire in pubblico e affida i suoi messaggi a Twitter e ai siti Internet. Il presidente ormai deposto Kurmanbek Bakijev, fuggito ieri notte nella cittadina natale di Jalalabad, proclama di non sentirsi sconfitto ma sta trattando per salvare almeno la vita dei suoi cari, la moglie, due figlie, sette fratelli. E da Radio Eco di Mosca accusa: "Questo è un colpo di Stato con ingerenze esterne. Non voglio indicare un Paese concreto, ma senza forze esterne è praticamente impossibile compiere questa operazione ben coordinata".


Con spicciativa durezza la signora Otunbajeva ha risposto che l'incolumità personale sarà garantita soltanto all'ex presidente e solo se farà in fretta a dimettersi formalmente da una carica che non ha più. In un clima sempre più da guerra civile il Cremlino ha deciso di inviare 150 paracadutisti dei corpi scelti a rinforzare la base militare russa nella città di Kant, poco distante da quella americana di Manas snodo cruciale per i rifornimento delle truppe Usa in Afghanistan.

Proprio ieri mattina, mentre Obama era ancora in volo per Praga, Putin ha telefonato alla Otunbajeva , che pure era stata sua feroce avversaria al tempo della rivoluzione dei tulipani del 2005. Ha riconosciuto le ragioni dell'opposizione, ha promesso immediati e cospicui aiuti umanitari ma soprattutto ha cancellato l'aumento dei prezzi del petrolio russo che sono stati la causa scatenante della rivolta popolare. Il prezzo del petrolio e del gas si rivela ancora una volta un'arma decisiva della Russia nella gara con gli Stati Uniti per la conquista delle aree di influenza. Tra i programmi immediati del nuovo governo provvisorio c'è adesso di annullare le miliardarie privatizzazioni di enti statali per l'energia e per le telecomunicazioni decise dal presidente Bakjiev e finite quasi tutte in orbita statunitense. Contemporaneamente la premier ha tranquillizzato il Pentagono dicendo che la base di Manas resterà aperta.
Furti, sciacalli e vendette il Kirghizistan è in fiamme

Il neopremier Roza Otunbajeva


Roza Otunbajeva conosce bene la necessità del Kirghizistan di barcamenarsi tra una grande e potenza e l'altra. Sessant'anni, ma ne dimostra meno, sposata e madre di due figli, è un volto notissimo ai kirghizi. Docente di Materialismo dialettico alla facoltà di Filosofia nell'era sovietica, è entrata in politica proprio nelle fila del Pcus brillando per personalità e per clamorosi colpi di scena. Ministro degli Esteri del Kirghizistan sovietico, poi di quello indipendente del filo russo Akayev, mollò tutto accusando il presidente di eccessivo autoritarismo. Nel 2005 fu l'anima della rivolta che cacciò proprio Akayev e che insediò il filo occidentale Bakijev. Ma due anni fa passò nuovamente all'opposizione denunciando il nepotismo, la corruzione del governo e coalizzando sotto la sigla Ata-Zhurt tutte le forze di opposizione. Tra le denunce, la catena incredibile di parenti del presidente inseriti nei posti chiave del potere: un fratello capo dei servizi segreti, il figlio Maksim a gestire di fatto i poteri di primo ministro attraverso la gestione della gestione per gli investimenti e l'innovazione, cugini ed elementi di clan familiari in tutti i ministeri e bene sette modifiche in cinque anni alla costituzione liberale post sovietica con la chiusura dei giornali d'opposizione, la limitazione delle libertà personali fino all'abolizione del voto e la nomina diretta di funzionari, governatori locali e perfino del successore alla presidenza, il figlio prediletto Maksim. Maksim è certamente il più odiato dalla folla che impazza per le vie di Bishkek. Ed è l'unico elemento della famiglia Bakijev a sentirsi al sicuro. Si trova infatti negli Stati Uniti, a Washington, dove proprio ieri doveva presiedere un forum di imprenditori americani dal tema "Opportunità in Kirghizistan". All'ultimo momento il convegno è stato rinviato senza annunciare una nuova data.

http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/09/news/reportage_lombardozzi-3215045/

ugodin
15-04-2010, 15:29
== KIRGHIZISTAN: BAKIYEV LASCIA IL PAESE E VA IN KAZAKIHSTAN =
(AGI/INTERFAX) - Bishkek, 15 apr. - Il presidente kirghizo
Kurmanbek Bakiyev, deposto da una rivolta dell'opposizione, ha
lasciato Jalal-Abad, nel sud del Paese, dove si era rifugiato,
ed e' ora in Kazakistan. (AGI)
Uba
151558 APR 10

NNNN

Amanda
14-06-2010, 20:42
http://www.unita.it/news/mondo/100017/kirghizistan_rischio_disastro_umanitario

rischio disastro umanitario Kirghizistan
C'è il rischio che gli scontri etnici in corso negli ultimi giorni in Kirghizistan meridionale producano una catastrofe umanitaria. Per sfuggire alle violenze, infatti, decine di migliaia di componenti della minoranza uzbeka si sono riversati verso il confine dalla città di Osh, epicentro di un conflitto che sta producendo decine di morti. Almeno 124 con 1.660 secondo stime governative. Rappresentanti Onu parlano di stupri etnici e anche di bambini assassinati.

Secondo il Comitato internazionale della Croce rossa, almeno 80mila persone hanno attraversato la frontiera kirghiso-uzbeka, mentre in 15mila sono in attesa di poter passare. Questo mentre Tashkent, sostenendo che non può più accogliere profughi chiude le frontiere e lancia un appello alla comunità internazionale affinché si prenda carico dell'emergenza umanitaria. La Cicr teme che questo sia solo l'inizio. «Siamo lontani dal vedere la fine della crisi», ha dichiarato il responsabile per le operazioni in Asia centrale e Europa dell'Est Pascale Meige Wagner in una conferenza stampa.

A Osh e Jalal-Abad, le due principali città del sud, si è sparato anche oggi, dopo giorni d conflitti che hanno avuto il loro acme nella notte tra il 10 e l'11 giugno. Il governo stima in 124 le vittime, con oltre 1.660 feriti. I leader delle comunità uzbeke delle due città non condividono questi dati. A loro dire, a Osh ci sarebbero stati almeno 200 morti uzbeki e a Jalal-Abad oltre 700. In questa seconda città, le parti in conflitto avrebbero raggiunto un accordo per fermare gli scontri, bisognerà verificare se tiene.
Secondo l'alto commissario dell'Onu ai diritti dell'uomo Navi Pillay, gli scontri interetnici sembrano essere stati «orchestrati, mirati e pianificati». L'alto esponente del Palazzo di Vetro ha chiesto alle autorità di porre fine all'escalation di violenza. La signora Pillay ha poi denunciato che apparentemente ci sarebbero stati «omicidi indiscriminati, in particolare di bambini, e di stupri etnici». La funzionaria ha chiesto alle autorità di «proteggere le persone a rischio, in particolare i gruppi più vulnerabili come le minoranze, le donne e i bambini». La funzionaria Onu ha inoltre chiesto a Uzbekistan e Tagikistan di tenere aperte le frontiere per far passare i profughi...continua