PDA

Visualizza Versione Completa : RU486: Regioni frenano. Cota: resti in magazzino



Roderigo
31-03-2010, 22:58
RU486: Regioni frenano. Cota: resti in magazzino


http://img145.imageshack.us/img145/4080/0c4130d66cce610fe79e4aa.jpg


Rossi, garantire liberta' di cura. Roccella, ritardi su prontuario


ROMA - Il cammino perché le donne italiane possano abortire con la pillola Ru486, in ospedale o in day hospital, potrebbe essere più lungo del previsto. Un segnale forte della nuova aria che tira nelle regioni arriva dal neo presidente del Piemonte, Roberto Cota, che ha già fatto che le confezioni arrivate nella sua regione potrebbero restare nei magazzini, spiegando di pensarla in modo "completamente diverso" dall'ex presidente Mercedes Bresso. "Sono per la difesa della vita - ha detto Cota - e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero". E sulle scatole già arrivate, la conclusione polemica è che per lui "potranno marcire nei magazzini".

Parole giudicate "stupidaggini" da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana. "In Italia è garantita la libertà terapeutica, un ambito che riguarda solo il medico, il paziente e il loro rapporto. Tutto il resto sono chiacchiere inutili". Tuttavia è reale la possibilità che i presidenti delle regioni possano rallentare l'arrivo della Ru486 negli ospedali. A spiegarlo è il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella: "Tecnicamente i presidenti delle regioni potrebbero rallentare o anche impedire che il farmaco arrivi negli ospedali non facendolo introdurre nel prontuario regionale". La Ru486 "ha completato tutto l'iter legislativo - precisa Roccella - una volta che l'Aifa ha stabilito il prezzo e autorizzato la messa in commercio secondo il prontuario nazionale. A livello regionale invece l'arrivo della pillola può essere rallentato o bloccato sotto un profilo tecnico-economico". La Ru486 può "in teoria non essere inserita nel prontuario regionale - conclude il sottosegretario - sulla base di considerazioni circa il prezzo e la rimborsabilità. Se quindi il farmaco non viene inserito nel prontuario regionale, gli ospedali sul piano pratico non potrebbero poi ordinarlo. Tuttavia, in un'eventualità del genere, si aprirebbe poi un problema con l'Aifa, perché il prontuario nazionale è il suo". Intanto i medici chiedono chiarezza.

I ginecologi degli ospedali lombardi, riunitisi per elaborare un protocollo condiviso sull'impiego del farmaco, chiedono linee guida nazionali più precise per la legge 194 sull'aborto, che specifichino meglio come comportarsi nell'impiego della RU486. Tutti sono intenzionati a rispettare in modo "assoluto le disposizioni che prevedono il ricovero ordinario per tre giorni". Anche se rimane la possibilità che la donna firmi anticipatamente e di sua volontà l'autodimissione: "Rispetto a questo ovviamente non possiamo fare nulla - precisa Mauro Buscaglia, del San Carlo Borromeo di Milano - se non dare alle donne tutte le spiegazioni in fase preventiva per dimostrare l'utilità del ricovero". Tuttavia, ribadiscono i medici, "la RU486 non sarà negli ospedali da domani, ma da domani le farmacie ospedaliere potranno avviare la procedura per richiederla. Le prime dosi del farmaco potrebbero tranquillamente arrivare dopo Pasqua".


31 marzo, 21:55
www.ansa.it (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/03/31/visualizza_new.html_1758734028.html)

Amanda
01-04-2010, 16:08
http://www.uaarvenezia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=135:ru486-approvata-maattendiamo-la-scomunica

Come volevasi dimostrare!
Altro tentativo di “santa madre chiesa” di imporre la propria volontà al popolo italiano usando il servilismo e la subalternatività ai voleri del vaticano da parte di personaggi che dicono di rappresentare il “popolo”. Sto parlando, per non far nomi, di un sottosegretario o, meglio, di una sottosegretaria del governo italiano che, raccoglie le idee di tale, dicono, monsignor Elio Sgreccia, della “pontificia academia pro vita”. La sottosegretaria Roccella parla di .......


“29 morti tra donne in vari paesi del mondo causate dalla RU486”. Ma cosa significano statisticamente queste morti (per le quali ci si deve naturalmente dispiacere)? Su quale “universo” sono state misurate? Su quante donne in età gravida sul totale femminile? Presentare dei numeri, così come li presenta la Roccella è fare del terrorismo psicologico!
Poi…. “monsignor” Elio Sgreccia ci spiega, bontà sua, che l’uso della pillola RU486 comporta la scomunica per le donne che vi fanno ricorso, così come anche per i medici che la prescrivono. Forse lo Sgreccia non ricorda che analoghe “scomuniche” sono già applicabili, sia da prima dell’adozione della legge sull’interruzione della gravidanza. Ma ha idea lo Sgreccia di quante donne cattoliche osservanti, in Italia e nel mondo, sono “scomunicate” in base alla sentenza vaticana?
Sempre lo Sgreccia afferma che sulle prese di posizione dell’Aifa pesano pressioni politiche ed economiche. Ma da quali realtà possono provenire queste pressioni politiche? L’unica realtà può essere solo quella vaticana! Ma chi sta cercando di abbindolare lo Sgreccia? Certo, può essere che ci siano ben precise pressioni economiche! Come se fosse una novità che la lobby farmaceutica, rappresentata in parte anche dalla moglie del ministro al Welfare Maurizio Sacconi, direttrice, mi sembra, di un’associazione tra produttori di farmaci, attui, tra le altre cose, pressioni a favore dell’adozione di certi farmaci nel prontuario nazionale e all’esclusione a questo di altre medicine. Tra le altre cose è anche significativo che certi farmaci, sino ad ieri, in libera vendita nelle farmacie siano stati invece inscritti tra quelli disponibili solo su presentazione di ricetta medica a differenza di altri, di pari composizione, che rimangono nella libera disponibilità di vendita.
Ci dica, lo Sgreccia, che cosa succede nelle case di cura gestite da ordini ed enti religiosi, grande affaire economico e non esente da reati ben più gravi che non l’assunzione di una pillola! Ai gestori ed ai direttori sanitari di quelle cliniche “religiose” (notizie attinte dagli organi di stampa) che alterano le prestazioni erogate, che mantengono a magazzino e, magari, usano farmaci scaduti o cibi alterati, ed altre amenità del genere sono sottoposti a scomunica o no? Poi afferma, ancora, lo Sgreccia: “…mi auguro che l’Aifa, proprio nel momento in cui si dice che l’aborto deve essere limitato e si parla di moratoria…” ma chi parla di moratoria se non i rappresentati nominati e non eletti, occulti o conosciuti, si ricordi bene, che sono asserviti alla politica vaticana? E conclude “vorrei che tutti i politici e gli economisti sentano la preziosità della vita e resistano a questa liberalizzazione (riferendosi alla pillola RU486, ndr) dell’aborto”.
Ma Sgreccia, e tutti gli altri, quelli non politici e non economisti? Non rientrano nel suo augurio? Non contano forse? O sono solo i componenti di un popolo bue seconda la sua illuminata visione?


Nota finale per il governo. Un tempo gli obiettori di coscienza che non volevano prestare il servizio militare finivano in carcere militare. E tutti i medici ed il personale ausiliario sanitario che si autoproclamano obiettori di coscienza che fine dovrebbero fare?
Renato Bonini


==========================================================================

obiezione di coscienza a senso unico.....

Bondourant
01-04-2010, 19:23
ma qualcuno mi spiega perchè questi boari, associati al presidente - monnezza,
vogliono a tutti costi il blocco della Ru486, anche zaia nel veneto sta facendo le stesse cose...

http://www.repubblica.it/politica/2010/04/01/news/ru486_per_la_polverini_solo_con_ricovero-3067906/

ps oggi un medico delle Molinette si chiedeva perche cota (cot cot) queste cose non le ha dette in campagna elettorale.

Roderigo
01-04-2010, 22:39
E' muro sulla RU486 stop da Zaia e Cota


http://img171.imageshack.us/img171/2613/3fe31390ea77fcd07d17dc7.jpg


I governatori leghisti di Veneto e Piemonte:
la pillola abortiva va bloccata. Vaticano plaude


ROMA - E' polemica sulla pillola abortiva Ru486 dopo che il neogovernatore del Piemonte Cota ha dichiarato che lascera' nei magazzini il farmaco e chiedera' ai direttori generali delle Asl di bloccarne l'impiego. E mentre il cappellano di Montecitorio e presidente della pontificia accademia sulla vita, Mons.Rino Fisichella, plaude al neogovernatore del Piemonte, e il governatore del Veneto, Luca Zaia afferma ''non daremo mai l'autorizzazione a poter acquistare e utilizzare questa pillola nei nostri ospedali''. E' piu' moderata la presidente della regione Lazio, Renata Polverini, secondo cui la somministrazione della pillola abortiva ''seguira' lo stesso percorso dell'aborto chirurgico, quindi sara' somministrata in ospedale''. ''C'e' una legge, la 194, che va rispettata - ha aggiunto la Polverini - io sono a favore della vita e faro' tutto quello che e' necessario per difenderla nel rispetto della legge''. Dello stesso avviso il presidente eletto della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti e il neo presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. E Formigoni sottolinea ''la difesa del diritto alla vita, e della salute della donna nel rispetto della legge 194''. Mentre il Presidente della Giunta lucana, Vito De Filippo fa sapere che le decisioni sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486 sono affidate alla prossima legislatura. Per il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, questa e' materia che spetta ai medici attuare. Intanto l'ospedale Sant'Anna di Torino ha gia' chiesto 50 confezioni della pillola che potrebbero essere consegnate gia' domani. E il ministro della salute Fazio annuncia un tavolo per il monitoraggio sulla somministrazione della pillola.

AZIENDA PRODUTTRICE, DA OGGI SI PUO' RICHIEDERE - Da oggi primo aprile la pillola abortiva Ru486 puo' essere distribuita in Italia e richiesta dalle farmacie ospedaliere. Lo rende noto l'azienda produttrice francese Exelgyn, che ha delegato la Nordic Pharma Srl alla distribuzione del medicinale ospedaliero nella penisola. In commercio da piu' di 20 anni in 30 paesi nel mondo, la pillola (dal nome commerciale Mifegyne) e' stata utilizzata da piu' di un milione e mezzo di pazienti ed in Italia e' stata autorizzata dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ad esclusivo uso ospedaliero. Qualche settimana fa il Consiglio Superiore di Sanita' ha deliberato che ''come unica modalita' di erogazione'' della pillola abortiva RU486 ci sia ''il ricovero ordinario fino alla verifica dell'espulsione completa'' per garantire ''la tutela psicofisica della donna e il rispetto della legge 194''. Come ha spiegato Mauro Buscaglia, primario di ginecologia presso il S. Carlo Borromeo di Milano, la RU486 non sara' da oggi negli ospedali, ma da oggi ''le farmacie ospedaliere potranno avviare la procedura per richiederla. Le prime dosi del farmaco potrebbero tranquillamente arrivare dopo Pasqua''.

RASI (AIFA), SU DISTRIBUZIONE DECIDONO REGIONI - ''Per quanto riguarda le modalita' di distribuzione sul territorio del farmaco Ru486 nessun ruolo e' svolto dall'Aifa poiche' spetta ai governatori delle regioni decidere anche alla luce di quanto e' stato recentemente espresso, con molta chiarezza, dal ministero della Salute'': e' il direttore dell'agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) a spiegarlo in una nota di precisazione rispetto alle sue dichiarazioni appare su alcuni organi di stampa. Rasi spiega di ''non avere mai rilasciato dichiarazioni in merito alle modalita' di immissione in commercio del medicinale Ru486'' ma di aver spiegato le procedure a carattere generale di dispensazione dei farmaci ospedalieri. Queste modalita', spiega ancora Rasi ''dipendono dalle regioni che, comunque con un buon margine di autonomia e con possibili differenze nella tempistica, prima o poi li mettono a disposizione dei cittadini''.

GASPARRI, NON CIRCOLERA' FACILMENTE - ''Anche dal risultato delle regionali arrivano notizie negative per il partito della morte. La pillola abortiva Ru 486 non circolera' facilmente. E questa e' una buona notizia''. Lo dichiara il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. ''L'obbligo del ricovero - prosegue Gasparri - e' stato ribadito dal Senato e dal Consiglio superiore della sanita'. La banalizzazione dell'aborto e' stata sconfitta. In questo contesto sorprende la fastidiosa insistenza del direttore dell'Aifa Rasi su questi temi. Travalica il suo ruolo tecnico e sembra piu' un piazzista di farmaci che un garante di regole. Il suo atteggiamento insospettisce. Ci vuole un po' di trasparenza anche all'Aifa. Ci occuperemo di questo problema perche' allo stato ci sono troppe cose che non quadrano. Gli interessi sono forti. E non tutti appaiono terzi nei loro ruoli. Rasi potrebbe essere la persona sbagliata al posto sbagliato''.

BRESSO, COTA RISPETTI LEGGE, ASL NON LO SEGUANO - ''E noi chiederemo ai direttori generali delle Asl di non rispettare l'invito di Cota a bloccare l'impiego della pillola Ru486''. Cosi' Mercedes Bresso, presidente uscente della Regione Piemonte, replica alle dichiarazioni del suo successore, che l' ha battuta per meno di 10 mila voti alle elezioni. ''La legge - dice Bresso - va rispettata da tutti e si deve dare alle donne l'opportunita' offerta dalla pillola Ru486 quando lo permettono l'Aifa e il ministero della Salute che, quanto a mi risulta, e' ancora del Pdl''. A proposito della distribuzione della pillola abortiva, Mercedes Bresso precisa. ''A quanto mi risulta non abbiamo ancora ricevuto alcuna disposizione, almeno io non l'ho ancora vista, sto quindi alle cose apprese, al solito, dai giornali, e Cota non puo' impedire l'uso della Ru486: la legge e' uguale per tutti''.

BERSANI, COTA E ZAIA PRESIDENTI NON IMPERATORI - ''Andra' ricordato ai presidenti leghisti che Piemonte e Veneto restano in Italia e in Europa. Dell'autorizzazione e dell'uso di un farmaco non decidono i presidenti di Regione, tanto meno decidono della liberta' terapeutica ne' possono sostituirsi al rapporto medico paziente''. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani reagisce cosi' alla guerra aperta dai presidenti Cota e Zaia alla pillola Ru486, annunciando che ''faremo comprendere loro che non gli e' stata messa in testa una corona di imperatori''. ''A pochi giorni dalle elezioni - denuncia Bersani- sono gia' in discussione principi elementari e basilari e ad ascoltare affermazioni e intenzioni che possono aprire un solco profondissimo nell'opinione pubblica, cosa di cui non abbiamo certo bisogno''.


01 aprile, 17:44
www.ansa.it (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/04/01/visualizza_new.html_1758818631.html)

Amanda
01-04-2010, 22:45
http://img163.imageshack.us/img163/2282/20100104zaiaru486sm.jpg

Bondourant
01-04-2010, 22:51
E' muro sulla RU486 stop da Zaia e Cota



complimenti a chi a votato questi 2 pagliacci. prove generali di oscurantismo clerico-fascista

catluc
01-04-2010, 22:57
Non so quanto sarà producente per loro. Si inimicheranno un bel po' di donne..

Bondourant
01-04-2010, 23:09
Non so quanto sarà producente per loro. Si inimicheranno un bel po' di donne..

speriamo, ma io sono molto deluso da questo popolo di servi

foglie di acqua
02-04-2010, 08:32
L'imposizione del dolore

Se la conquista del potere diventa imposizione del dolore


CHIARA SARACENO


A un giorno dalla vittoria elettorale il neo-governatore del Piemonte ha mandato un messaggio chiaro, che sia strumentale o dettato da autentica convinzione.
Ora che c'è lui le donne piemontesi (ma forse altri governatori di centro destra seguiranno l'esempio, avviando una nobile gara sulla pelle delle donne) continueranno ad abortire con il massimo del dolore possibile. Proprio ora che, dopo mesi di ritardi e rimpalli sembrava che la Ru486 potesse finalmente essere somministrata anche in Italia, sia pure con maggiori restrizioni che nel resto del mondo, Roberto Cota ha dichiarato che, dato che lui è personalmente contro l'aborto, la pillola abortiva in Piemonte non sarà distribuita. Non so se abbia il potere di bloccare effettivamente un farmaco approvato da tutte le istituzioni preposte. Anche se abbiamo ormai imparato quanto l'arroganza dei politici al potere possa interferire come norme di dritto e con i più elementari principi di rispetto dei diritti, della dignità e della libertà dei singoli. In ogni caso, ha mandato un segnale chiaro di intimidazione all'intero sistema sanitario, che sappiamo quanto sia dipendente dalla politica. Dovranno avere molto coraggio i sanitari piemontesi a somministrare la pillola Ru486 alle donne che lo richiederanno, invece di praticare su di loro l'aborto tradizionale.

Le donne piemontesi sono comunque avvertite. Roberto Cota è uno dei candidati governatori che non ha ritenuto opportuno rispondere neppure con una frase di circostanza alla richiesta di una associazione di donne — Pari o Dispare —che aveva chiesto a tutti i candidati di esprimersi circa l'opportunità di istituire strumenti di monitoraggio per valutare l'impatto sulla disuguaglianza di genere delle politiche regionali. Appena eletto governatore ha affrontato proprio un punto cruciale della libertà femminile: la libertà di avere o non avere un figlio, di accettare o non accettare una gravidanza non voluta. Ha detto chiaro che per lui quella libertà non esiste, non ha valore. La vita di una donna vale meno di quella di uno zigote o di un feto alle prime settimane. E se proprio una donna insiste a non voler dar corso a una "vita nascente", che patisca fino in fondo. E soprattutto non le sia lasciatala possibilità di decidere, insieme al medico, quale è il modo più sostenibile e più appropriato. «Uteri che camminano», le donne sono viste solo come appendici del proprio utero gravido. Se potessero, questi signori reintrodurrebbero il carcere per chi abortisce.

Certo è un po' paradossale che questo paladino della «vita umana fin dalla nascita», anche in contrasto con la libertà e la dignità delle cittadine concretamente esistenti, sia il rappresentante di un partito che molto spesso viceversa mostra profondo sprezzo per le vite umane già nate e presenti: bambini e adulti immigrati, specie se poveri, o di religione o di colore della pelle diversi. Difendere la «vita nascente» è facile, non costa nulla ai politici e fa sentire buoni e apprezzati dalla chiesa cattolica. Assumersi responsabilità verso «la vita nata» è molto più complicato e costoso.

1 aprile 2010

http://www.repubblica.it/ (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/01/imposizione-del-dolore.html)

Bondourant
02-04-2010, 11:28
Certo è un po' paradossale che questo paladino della «vita umana fin dalla nascita», anche in contrasto con la libertà e la dignità delle cittadine concretamente esistenti, sia il rappresentante di un partito che molto spesso viceversa mostra profondo sprezzo per le vite umane già nate e presenti: bambini e adulti immigrati, specie se poveri, o di religione o di colore della pelle diversi. Difendere la «vita nascente» è facile, non costa nulla ai politici e fa sentire buoni e apprezzati dalla chiesa cattolica. Assumersi responsabilità verso «la vita nata» è molto più complicato e costoso.

1 aprile 2010

http://www.repubblica.it/ (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/01/imposizione-del-dolore.html)

ha ragione da vendere la Saraceno questo personaggio e il suo entourage sono la peggiore e ambigua
classe dirigente degli ultimi 100 anni. Adesso spetterà alle donne piemontesi e anche venete servire ceffoni a due a due a questi rottami che stanno sprofondando il paese verso un nuovo medioevo clerico- fascista


inguardabili, si dovrebbero vergognare. :mad:

Cavaliere D'Eon
02-04-2010, 15:28
Ho postato un articolo inerente nella sezione "L'ora di religione" e non so come cancellarlo o accorparlo.
La collocazione delle notizie mi butta sempre in confusione.. :confused:

[il che la dice lunga sull'intreccio laocoontico che caratterizza ogni episodio della politica italiana, a testimonianza della poca trasparenza del potere.]

fantasma76
02-04-2010, 15:30
Lascio perdere la polemiche idiote della Lega, che non ha idee da mettere in campo e dice solo stronzate per distrarre la gente.
Vorrei capire solo una cosa, esiste la pillola del giorno dopo, che è una doppia pillola del giorno prima, e ora anche quella della settimana dopo 6 dosi di pillola del giorno prima, perché aspettare tutto questo tempo e ridursi alla RU486?
Mi rivolgo soprattutto alle donne, perché considero i maschi una razza di idioti irrecuperabili, e da maschio ne sono sicuro, ma perché non fatte campagne di prevenzione delle nascite?
Da madri perché non istruite i vostri figli soprattutto i maschietti, al corretto uso degli anticoncezionali, perché non parlate alle vostre amiche alle madri degli amici dei vostri figli ecc?

Cavaliere D'Eon
02-04-2010, 15:45
Lascio perdere la polemiche idiote della Lega, che non ha idee da mettere in campo e dice solo stronzate per distrarre la gente.
Vorrei capire solo una cosa, esiste la pillola del giorno dopo, che è una doppia pillola del giorno prima, e ora anche quella della settimana dopo 6 dosi di pillola del giorno prima, perché aspettare tutto questo tempo e ridursi alla RU486?
Mi rivolgo soprattutto alle donne, perché considero i maschi una razza di idioti irrecuperabili, e da maschio ne sono sicuro, ma perché non fatte campagne di prevenzione delle nascite?
Da madri perché non istruite i vostri figli soprattutto i maschietti, al corretto uso degli anticoncezionali, perché non parlate alle vostre amiche alle madri degli amici dei vostri figli ecc?

Fai un po' di confusione e, in generale, un ragionamento un po' ozioso.
La pillola del giorno dopo non ha nulla a che fare con l'aborto, è invece un metodo contraccettivo post-coitale.
La pillola abortiva è una modalità per effettuare l'interruzione della gravidanza.
La prima, dunque, rientra nella prevenzione della gravidanza, ma chiaramente non sarà mai efficace al 100%.

La prevenzione viene fatta, è certo importante farne sempre di più, ma sarà impossibile eliminare del tutto le gravidanze indesiderate.
In questo senso, ogni paese civile deve dotarsi di una legge sull'aborto e introdurre pratiche il più possibile sicure e il meno traumatiche possibile.
Ostacolare questa cosa, al contrario, è di una violenza inconcepibile.

fantasma76
02-04-2010, 16:22
La pillola del giorno dopo non ha nulla a che fare con l'aborto, è invece un metodo contraccettivo post-coitale.
appunto, la domanda in pratica chiedeva perché abortire se si può evitare di restare incinte.
E forse la risposta la hai data dopo

La prevenzione viene fatta, è certo importante farne sempre di più, ma sarà impossibile eliminare del tutto le gravidanze indesiderate.
Quindi si tratta di quei pochi casi in cui la prevenzione non ha funzionato, ed è una possibilità che giustamente va dato anche a queste minoranza, dopotutto molto meglio eliminare poche cellule, che rovinare la vita del nascituro poi, forse della madre se non lo abbandona, e del padre se lo riconosce. Anche perché non si diventa genitori per un paio di minuti di passione, il mestiere del genitore deve essere un mestiere scelto, fatto con dedizione e passione, se no i figli diventeranno perfetti itagliani.

edolo
02-04-2010, 19:35
Ru486, la retromarcia di Cota:
«Mai in contrasto con la legge»

Il governatore del Piemonte aveva detto: "Può marcire nei magazzini". Lo aveva subito seguito anche Zaia, neopresidente del Veneto.
L'Unità oggi

Ludwig
02-04-2010, 20:28
Non so quanto sarà producente per loro. Si inimicheranno un bel po' di donne..

tranne quelle (e sono molte) della tipologia vecchiette bigotte di provincia sdegnate dal permissivismo dilagante delle giovinette nei tempi moderni....

un'onesta botta retriva di reazione giova sempre alla causa del conservatore di turno (specie nel paese meno secolarizzato dell'occidente)

oh intendiamoci....mica son solo le vecchiette, la recrudescenza catto reazionaria è un accidenti compiutamente trasversale

che poi i cota e gli zaia della situazione osteggiano il pillolone pur non mettendo in discussione la 194......

con la motivazione che il suddetto pastiglione banalizzerebbe l'aborto permettendo alla donna di potersi liberare del feto senza sottoporsi al travaglio e all'umiliazione dell'interruzione di gravidanza effettuata chirurgicamente...

c'è una sfumatura masochistico penitenziale connaturata al pregiudizio cristianeggiante (e più in generale proprio delle religioni monoteistiche) dell'essere umano in quanto peccatore a prescindere e come tale meritevole a priori di castigo....

italia ratzingeriana anno V

Alessandra
02-04-2010, 21:28
Ru486, la retromarcia di Cota:
«Mai in contrasto con la legge»

Il governatore del Piemonte aveva detto: "Può marcire nei magazzini". Lo aveva subito seguito anche Zaia, neopresidente del Veneto.
L'Unità oggi

Tecnica imparata dal Popolo delle Libertà. Dicono la loro cazzata per sortire studiati effetti a loro vantaggio su qualche parte politica o dell'elettorato e poi dicono di essere stati equivocati. E intanto il messaggio èarrivato a giusta destinazione.
Comunque alla Lega della pillola abortiva, della 194 e del Papa, non gliene frega una mazza. Dovevano solo restituire il favore al Vaticano per l'intervento pre-elettorale del Cardinal Bagnasco.

Comunque a questi, aldilà di ogni analisi politica, imporrei prima di ogni scopata di andarsi a far mettere il preservativo dal farmacista.
Non si sa mai che se lo mettano male e e ne vada della loro salute.

Roderigo
03-04-2010, 01:29
Pillole e imperatori


http://img63.imageshack.us/img63/6141/400x.jpg


di Ida Dominijanni


Da ieri la pillola abortiva RU486, in commercio da più di vent'anni in trenta paesi del mondo, può essere distribuita in Italia su richiesta delle farmacie degli ospedali, e somministrata negli ospedali stessi o con un ricovero di tre giorni della paziente che ne richiede l'uso o in day hospital: spetta alle Regioni decidere fra queste due opzioni, e solo fra queste. Fra i neogovernatori eletti lunedì scorso ce ne sono però due, gli ineffabili Cota e Zaia, che come dice Pierluigi Bersani pensano di essere Carlo V, di avere poteri di vita e di morte sui sudditi e di poter decidere la qualsiasi, compresa la revoca degli ordini o il blocco delle scorte di RU486 "nei magazzini", con la complicità dei direttori delle Asl. Non stupisce, è l'idea delle regole e delle competenze della destra di governo: se Berlusconi usa come usa l'Agcom, figurarsi quanto rispetto possono avere Cota e Zaia dell'Aifa o del Consiglio superiore della sanità.

Dal 1978 la 194 è una legge dello Stato, confermata per referendum nel 1981: legalizza l'aborto a certe condizioni, e vale fino a decisione contraria del parlamento italiano. In Vaticano però c'è un Papa che credendosi anche lui un imperatore in diretta competizione con la sovranità repubblicana invita i cattolici a fare i buoni cittadini non rispettando le leggi, ma violandole laddove «le ingiustizie sono elevate a diritto», e indicando fra tali ingiustizie «l'uccisione di bambini innocenti non ancora nati». Questo già stupisce di più, perché il Papa parla durante una cerimonia della Settimana santa dedicata al sacerdozio, dunque potrebbe cogliere l'occasione per dire qualcosa di sensato sulla patata bollente della pedofilia che sta togliendo l'aura al suo pontificato, ma su questo invece glissa allegramente.

Da lunedì ci sono tredici novelli consigli regionali, eletti dopo un anno di scandali e polemiche sullo scambio fra sesso e potere, sulla cooptazione di veline e show girl in parlamento e nei ministeri, sulla misoginia di governo e d'opposizione: la percentuale media di donne elette è del 13%, ma gli uomini arrivano al 100% in Calabria, al 97% in Basilicata, al 95% in Puglia, sì che Il Sole 24 ore può dedurne facilmente e giustamente che «il potere regionale è maschio e cinquantenne come prima», a destra e a sinistra, per via che la misoginia impera a destra e a sinistra (e a destra e a sinistra impera il discredito della politica presso le donne, che infatti non fanno a pugni per candidarsi e magari neanche per votare). Però a destra c'è Libero che titola a tutta pagina "Al Pd non piace la gnocca": tanto per non perdere il primato della violenza verbale, nonché per ricordare a tutti e a tutte che alla destra la gnocca, che a rigor di termini non è una consigliera regionale, invece piace, alla faccia dei "moralisti" che hanno bombardato per un anno l'inquilino di palazzo Grazioli.

Naturalmente le donne continueranno ad abortire, chirurgicamente e farmacologicamente, malgrado i papi e gli imperatori, salvo che col federalismo è facile che il turismo abortivo interregionale si aggiunga al turismo procreativo internazionale innescato dalla legge 40. E naturalmente la misoginia dei partiti non sarà scossa dal grigiore e dalla noia delle assemblee regionali in giacca e cravatta. Dunque non c'è notizia, se non questa: le elezioni passano, l'uso e l'abuso del corpo femminile a fini di scontro politico e di gazzarra ideologica resta. Per una politica laica a corto di argomenti e di programmi, come per una morale cattolica assediata dagli altarini che si scoprono, c'è sempre verso di guadagnarsi un titolo in prima pagina parlando di gnocche in un modo o nell'altro. Se è questo il day after elettorale, prepariamoci al seguito.


il manifesto 2 aprile 2010
http://www.ilmanifesto.it

fantasma76
03-04-2010, 10:15
Comunque a questi, aldilà di ogni analisi politica, imporrei prima di ogni scopata di andarsi a far mettere il preservativo dal farmacista.
Non si sa mai che se lo mettano male e e ne vada della loro salute.
Ma no meglio come dice Calderoli la castrazione, per certi soggetti è un toccasana.

Amanda
03-04-2010, 12:31
http://img203.imageshack.us/img203/2937/vignetta01042010.jpg

Amanda
07-04-2010, 14:18
http://www.cronachelaiche.it/2010/04/il-25-aprile-%e2%80%9cpiazziamoci-a-torino%e2%80%9d/


Il 25 aprile “Piazziamoci a Torino”
[7 apr 2010]






Da Varese parte l’appello per la manifestazione nazionale del 25 aprile “Piazziamoci a Torino”. Per la difesa della legge 194 sull’aborto.

Siamo profondamente indignate che ancora una volta gli uomini vogliano comandare il corpo delle donne.

Le prese di posizione dei neo-presidenti delle Regioni Piemonte, Cota e del Veneto, Zaia, in merito all’uso della pillola RU486, malgrado la loro subitanea e maldestra retromarcia, sono e restano un vergognoso attacco alla libertà e all’autodeterminazione delle donne...continua

ugodin
07-04-2010, 14:29
== RU486: A BARI SOMMINISTRATA LA PRIMA PILLOLA 'ITALIANA' =
(AGI) - Bari, 7 apr. - Nella prima clinica di ostetricia del
Policlinico di Bari e' stata somministrata la prima pillola
'italiana' Ru486 da quando ne e' stata autorizzata la
commercializzazione. La paziente e' una ragazza di 25 anni che
era stata da tempo prenotata per questo tipo di trattamento. La
giovane rimarra' ricoverata in ospedale, come prevede la legge,
per la somministrazione delle altre due pillole previste dal
protocollo. (AGI)
Sec (Segue)
071446 APR 10

NNNN
ABORTO: RU486; ANTIABORTISTI PROTESTANO IN POLICLINICO BARI

(ANSA) - BARI, 7 APR - Una decina di persone ha protestato
davanti alla prima clinica ostetrica del policlinico di Bari
dove oggi e' stato somministrato, in regime di ricovero
ordinario, il primo trattamento con la pillola Rsu486. Si tratta
di appartenenti alla Comunita' papa Giovanni XXIII di Bari.
I manifestanti, che esibivano il cartello 'Ru486 il veleno
che uccide i bambini', hanno gridato parole contro l'aborto,
sostando davanti all'edificio. Dopo pochi minuti si sono
allontanati. (ANSA).

AME
07-APR-10 15:13 NNNN

foglie di acqua
08-04-2010, 08:29
"Effetto Cota" in Piemonte: ordini bloccati in attesa del governatore
Negli ospedali del nord è già arrivata. In Veneto si è mossa Mestre



Donne in marcia verso la Puglia
pioggia di richieste per la pillola



http://www.repubblica.it/images/2010/04/08/074144669-90f21550-d925-4580-97e4-028e8fae1f89.jpg



MICHELE BOCCI


La Puglia e più niente. La sanità italiana è spezzata in due anche in fatto di Ru486: al centro nord è già arrivata o è stata ordinata quasi ovunque, al sud ad oggi è disponibile solo nella Regione del governatore Nichi Vendola. Ieri i centralini del policlinico di Bari hanno ricevuto decine di chiamate da donne calabresi, campane, lucane, che chiedevano informazioni o appuntamenti per prendere la pillola abortiva, così si è deciso di attivare una linea telefonica dedicata a queste persone. Si profilano emigrazioni sanitarie, almeno fino a quando le altre Regioni del sud non saranno pronte. Ovunque si stanno preparando le linee guida ma si prevedono tempi molto diversi tra una realtà e l'altra per l'avvio della somministrazione.

Al nord la situazione è diversa. La Ru486 è già nei magazzini degli ospedali della maggior parte delle Regioni ma ci sono un paio di sorprese. La prima è che il Piemonte non ha ancora fatto l'ordine. Fino a pochi giorni fa si riteneva che sarebbe partito subito con la somministrazione, anche per la presenza a Torino del ginecologo Radicale Silvio Viale che per primo ha sperimentato il farmaco nel nostro paese. Le aziende sanitarie e ospedaliere evidentemente non se la sono sentita di mettersi nei magazzini la pillola dopo l'uscita del neogovernatore Roberto Cota. Aspettano le linee guida regionali. Altra sorpresa arriva dal Veneto, dove anche l'altro presidente leghista Luca Zaia aveva usato parole durissime contro la Ru486: qui l'ordine c'è stato, da parte dell'ospedale di Mestre. "Il farmaco arriverà in tutti gli ospedali di Milano", ha detto ieri mattina Mauro Buscaglia, primario del San Carlo. In serata in effetti le prime confezioni sono entrate nel magazzino della Mangiagalli. La Lombardia di Formigoni sarà dunque una delle prime Regioni a somministrare, in regime di ricovero ordinario, la pillola abortiva, cosa che ha sorpreso positivamente molti dei non obiettori che lavorano nelle ginecologie.


Con le Regioni già in fermento, ieri si è mosso anche il ministero alla Salute. E' stata nominata la commissione incaricata di fare le linee guida sulla somministrazione, dalle quali non arriveranno molte sorprese vista la recente presa di posizione del Consiglio superiore di sanità secondo cui la strada da percorrere è quella del ricovero ordinario dal momento dell'assunzione della Ru486 a quello dell'espulsione dell'embrione. Lo stesso ministro Ferruccio Fazio ha sottolineato che "verranno date indicazioni alle Regioni soprattutto sulla necessaria informazione da dare ai pazienti, in modo che il ricovero possa essere garantito". La commissione si occuperà soprattutto di monitorare l'impiego della pillola. Probabilmente si controllerà che gli ospedali abbiano a disposizione abbastanza letti per ospitare le pazienti tre giorni e si vedrà in quante firmano per tornare a casa. Dovranno essere raccolti anche i dati su eventuali effetti avversi del medicinale. Il presidente della commissione è Fabrizio Oleari, capo Dipartimento della qualità e tra i membri c'è anche il comandante dei carabinieri del Nas Cosimo Piccinno.

08 aprile 2010

http://www.repubblica.it (http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/08/news/donne_puglia-3188789/)

Amanda
08-04-2010, 14:43
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/08/news/ru486_intervista-3188787/

"Io, cattolica, ho fatto la mia scelta
Chiesa e politica devono tacere"





Come mai è arrivata a questa decisione?
"Non avevo alternative, avrei messo a rischio la mia vita. Non posso portare a termine la gravidanza, poco fa ho subito un intervento all'utero e già una volta ho perso un figlio al quinto mese per un aborto spontaneo. So cosa vuol dire, non è facile rinunciare alla maternità".

Ha già avuto altri figli?
"Sì, sono madre e questo rende tutto più doloroso. Se avessi potuto avrei tenuto anche questo bambino, ma proprio non posso. Avere un figlio è comunque una esperienza bellissima che auguro a tutte le donne. Abortire, a prescindere dalle motivazione, è la cosa più difficile che abbia mai fatto".

Perché ha scelto la pillola abortiva?
"Ne avevo sentito parlare, ma ero poco informata. Poi quando mi sono ritrovata a vivere questa situazione sulla mia pelle, ho iniziato ad indagare e tramite alcune conoscenze sono arrivata a Bari e alla clinica del dottor Nicola Blasi".

Ha scelto subito la Ru486?
"Sì. Sarei stata disposta ad andare ovunque, con mio marito saremmo arrivati in Francia pur di non tornare in sala operatoria. Non volevo i ferri, non volevo l'anestesia".

E' spaventata?
"No, non ho paura, la pillola non mi spaventa, l'aborto chirurgico invece sì. Ho scelto il metodo meno invasivo e problematico per me. Davvero sono molto serena, così almeno non sono costretta ad ulteriori sofferenze".

Sa che la legge prevede il ricovero per la somministrazione della pillola?
"Sì, ma una donna può firmare e lasciare l'ospedale. Io non voglio essere ricoverata, ho preso le tre pillole e vado via. Ritornerò a distanza di 48 ore in clinica. Non capisco perché se rilasciano una donna subito dopo l'aborto chirurgico, chi prende la Ru non può andare via. Perché bloccarla in ospedale per tre giorni? Non ha senso".

Ha sentito tutte le polemiche a questo proposito?
"Sì le ho sentite. Ogni donna deve decidere per la sua vita, poi ognuno è libero di avere opinioni differenti. La chiesa e la politica dovrebbero tacere, soprattutto gli uomini. Vorrei che una gravidanza potesse capitare a loro, così ci penserebbero meglio prima di parlare".

Immaginava tanto clamore in questa giornata?
"Sinceramente no, non me lo aspettavo, è capitato che le mie settimane di gestazione coincidessero con questo momento, ma se lo avessi saputo in anticipo, non sarei venuta qui. Decidere di interrompere una gravidanza, in un momento in cui è sempre più difficile avere figli, è una scelta difficile e combattuta".

E' cattolica?
"Sì, sono cattolica. Ma non sento che, per questo mio gesto, il Signore mi vorrà meno bene".
(08 aprile 2010)

Peccato Capitale
10-04-2010, 08:57
Perchè una donna che ha tutte queste problematiche, non prende precauzioni?
E' più difficile usare il preservativo o la pillola che farsi staccare un embrione dall'utero?

Samarilla
10-04-2010, 09:51
iL primo gesto dei 2 nuovi governatori leghisti
è stato una cazzata
come dire
se il buongiorno si vede dal mattino...

clessidra
10-04-2010, 12:58
Perchè una donna che ha tutte queste problematiche, non prende precauzioni?
E' più difficile usare il preservativo o la pillola che farsi staccare un embrione dall'utero?

Non è detto che non le abbia prese. Come è noto però, di rado, forse mai, la protezione è assoluta.
Oppure le può essere capitato di affidarsi per una volta alla buona sorte ed io non mi sentirei davvero di giudicarla/condannarla per questa scelta.
Comunque sia andata, la possibilità di rinunciare legalmente ad una gravidanza appena avviata non dà risposta ad un fare facilone, perchè un fare facilone, a parer mio, in queste esperienze non c'è quasi mai, nemmeno di fronte alla possibilità di evitare pratiche invasive.
Quante donne conosciamo o possiamo immaginare così irresponsabili anzitutto verso loro stesse da pensare: che m'importa, tanto poi prendo la pasticchina?

Sui tre giorni di ricovero.
Un ennesimo inganno. Un'altra buffonata.
Ammesso che la proposta sia per tutelare la paziente -ma saranno i medici a stabilirlo, o stiamo diventando tutti onniscenti? -, mi chiedo quanti ospedali, i dirigenti della maggior parte dei quali raccontano di essere costantemente impegnati a far tornare i conti, a lottare con la mancanza di posti letto e di personale medico e paramedico, quanti ospedali, dicevo, davvero potrebbero garantire tre giorni di ricovero, diciamo precauzionali?
Questa è un'altra di quelle fanfaronate assolutamente inapplicabile, buttata là in assoluta malafede. A me ne ricorda subito un'altra: aprire la scuola dell'infanzia ai bambini di due anni e mezzzo, quando non si riesce nemmeno a far rientrare tutti quelli dai tre anni in su che ne avrebbero un ormai storico e indiscutibile diritto.

Qualche anno fa a mia madre, allora quasi settantenne, viene asportata la tiroide. Un intervento tutt'altro che banale, anche solo per la necessità di anestesia totale.
La operano in un reparto del quale persone a noi vicine ci garantiscono l'eccellenza. Un reparto aperto 5 giorni su 7. Infatti viene operata il venerdì in tardissima serata e dimessa la mattina successiva. Correndo, in questo caso per davvero, concretissimi rischi per la propria vita.
Una vita non sbocciante, ma pur sempre vita.

foglie di acqua
10-04-2010, 13:21
Non è detto che non le abbia prese. Come è noto però, di rado, forse mai, la protezione è assoluta.
Oppure le può essere capitato di affidarsi per una volta alla buona sorte ed io non mi sentirei davvero di giudicarla/condannarla per questa scelta.
Comunque sia andata, la possibilità di rinunciare legalmente ad una gravidanza appena avviata non dà risposta ad un fare facilone, perchè un fare facilone, a parer mio, in queste esperienze non c'è quasi mai, nemmeno di fronte alla possibilità di evitare pratiche invasive.
Quante donne conosciamo o possiamo immaginare così irresponsabili anzitutto verso loro stesse da pensare: che m'importa, tanto poi prendo la pasticchina?


Lidia Ravera ieri sull'Unità ha scritto questo:


Soffriamo lo stesso

Abortire è un dolore del corpo, un rischio per la salute, un trauma psichico. Lo sanno tutte le donne. Dal menarca alla menopausa le femmine della specie sono costrette a “pensare l’aborto” perché hanno la responsabilità fisica della procreazione. La scienza ha concepito una pillola che consente di abortire riducendo i fattori dolore e rischio. Il trauma psichico resta inalterato. Dico questo per rassicurare quelli che ci tengono a vederci soffrire. Non si sa mai, la vita dovesse diventarci troppo facile.Tranquilli, stiamo male lo stesso. Anche se decidiamo di “cavarcela con una pillola”. Terrorismo ansiogeno ( tre giorni di ricovero!), attese snervanti ( nelle regioni celoduriste queste pillole “gratta-e-perdi” non le smerciamo!). Che cosa potremmo imporre alla maschia politica e alla virile religione per pareggiare le condizioni di infelicità di genere?

09 aprile 2010

http://www.unita.it (http://www.unita.it/news/lidia_ravera/97193/soffriamo_lo_stesso)






Sui tre giorni di ricovero.
Un ennesimo inganno. Un'altra buffonata.
Ammesso che la proposta sia per tutelare la paziente -ma saranno i medici a stabilirlo, o stiamo diventando tutti onniscenti? -, mi chiedo quanti ospedali, i dirigenti della maggior parte dei quali raccontano di essere costantemente impegnati a far tornare i conti, a lottare con la mancanza di posti letto e di personale medico e paramedico, quanti ospedali, dicevo, davvero potrebbero garantire tre giorni di ricovero, diciamo precauzionali?
Questa è un'altra di quelle fanfaronate assolutamente inapplicabile, buttata là in assoluta malafede.




Su questo c'è un interessante contributo di Carlo Flamigni e Corrado Melega:

Ru486 solo in ricovero, dal CSS una decisione contro le donne e la laicità (http://temi.repubblica.it/micromega-online/ru486-solo-in-ricovero-dal-css-una-decisione-contro-le-donne-e-la-laicita/)

Peccato Capitale
10-04-2010, 15:11
Non è detto che non le abbia prese. Come è noto però, di rado, forse mai, la protezione è assoluta.
Oppure le può essere capitato di affidarsi per una volta alla buona sorte ed io non mi sentirei davvero di giudicarla/condannarla per questa scelta.
Comunque sia andata, la possibilità di rinunciare legalmente ad una gravidanza appena avviata non dà risposta ad un fare facilone, perchè un fare facilone, a parer mio, in queste esperienze non c'è quasi mai, nemmeno di fronte alla possibilità di evitare pratiche invasive.
Quante donne conosciamo o possiamo immaginare così irresponsabili anzitutto verso loro stesse da pensare: che m'importa, tanto poi prendo la pasticchina?



1) Magari invece non le ha prese. L'articolo non specifica nulla sulle precauzioni.
Le fonti riguardanti preservativi e pillola anticoncezionale danno un margine dal 96/7 % di sicurezza

2) Si giudica tutti e di continuo, si fanno considerazioni sulle persone, su quello che fanno e dicono, sempre.
Si commentano le notizie.
Io non so l'aborto sia frutto di faciloneria, e non so nemmeno se abortire sia un baluardo al mancato utilizzo di tecniche preventive.

3) Invece conosco donne e ragazze che si stupiscono quando rimangono incinte:'' Ma come è potuto succedere?( Non capisco se chiedono un disegno o un diagramma) Non ero pronta..non lo volevo...'' Naturalmente senza aver preso precauzioni.

Alcune donne( e uomini) passano dallo stupore di una cosa che succede da millenni (e per tutti i generi di animali) al dolore della scelta di abortire.
Dolore che non comprendo bene: se non si crede che ci sia nulla di vivo, ma sia una cosa tipo ciste, nodulo..dolore di cosa?

Sono considerazioni che faccio ogni volta che leggo queste notizie.
Per me, prevenire è sempre meglio che curare.

Annibale
10-04-2010, 15:21
http://www.cronachelaiche.it/2010/04/il-25-aprile-%e2%80%9cpiazziamoci-a-torino%e2%80%9d/


Il 25 aprile “Piazziamoci a Torino”
[7 apr 2010]

Da Varese parte l’appello per la manifestazione nazionale del 25 aprile “Piazziamoci a Torino”. Per la difesa della legge 194 sull’aborto.

Siamo profondamente indignate che ancora una volta gli uomini vogliano comandare il corpo delle donne.

Le prese di posizione dei neo-presidenti delle Regioni Piemonte, Cota e del Veneto, Zaia, in merito all’uso della pillola RU486, malgrado la loro subitanea e maldestra retromarcia, sono e restano un vergognoso attacco alla libertà e all’autodeterminazione delle donne...continua
Gli uomini vogliono comandare sul corpo delle donne.....ma insomma, quante donne hanno votato per Cota e quanti uomini hanno votato per la Bresso? Tante e tanti scommetto. E allora è inutile buttarla in uomini contro donne quando molte donne votano contro se stesse.

clessidra
11-04-2010, 09:36
1) Magari invece non le ha prese. L'articolo non specifica nulla sulle precauzioni.
Le fonti riguardanti preservativi e pillola anticoncezionale danno un margine dal 96/7 % di sicurezza

2) Si giudica tutti e di continuo, si fanno considerazioni sulle persone, su quello che fanno e dicono, sempre.
Si commentano le notizie.
Io non so l'aborto sia frutto di faciloneria, e non so nemmeno se abortire sia un baluardo al mancato utilizzo di tecniche preventive.

3) Invece conosco donne e ragazze che si stupiscono quando rimangono incinte:'' Ma come è potuto succedere?( Non capisco se chiedono un disegno o un diagramma) Non ero pronta..non lo volevo...'' Naturalmente senza aver preso precauzioni.

Alcune donne( e uomini) passano dallo stupore di una cosa che succede da millenni (e per tutti i generi di animali) al dolore della scelta di abortire.
Dolore che non comprendo bene: se non si crede che ci sia nulla di vivo, ma sia una cosa tipo ciste, nodulo..dolore di cosa?

Sono considerazioni che faccio ogni volta che leggo queste notizie.
Per me, prevenire è sempre meglio che curare.

1) Appunto, c'è un 3/4 per cento di rischio. Poco ma può bastare.
In realtà non credo che valga la pena cavillare su una singola storia, ma piuttosto sulla questione umana, sociale, politica di cui quella si fa paradigma.

2) Non giudico mai la vita affettiva degli altri, perchè fondamentalmente non me ne importa nulla, di quella degli altri. Non posso dimostrarlo, non ci conosciamo, ma sono certa che su i miei cinquecento e passa interventi non ce ne sia uno solo che mi smentisca. Non la giudico né con i notabili nè con le persone comuni, almeno fintanto che nell'agire altrui non intravedo forme di prepotenza o peggio ancora di violazione dei diritti dell'altro/degli altri.
Tanto meno sarei portata a giudicare il lasciarsi andare in un frangente di vita amorosa, come ho ipotizzato per la ragazza.

3) L'origine della vita è un territorio conoscitivo fra i più impervi. Sono almeno cinque secoli che si è in cerca delle prove sperimentali che accertino il momento preciso in cui la materia inerte diventa vivente. A tutt'oggi credo che nei laboratori non siamo quasi a nulla. E se sono incerti gli scienziati, figuriamoci noi.

Senz'altro ci saranno donne che fanno quel passo a cuor leggero; per ignoranza, superficialità, chissà. Ma ancora una volta: non sono i singoli casi che possiamo discutere, ma la questione in sè.
Anche senza interpellare i più severi luminari delle discipline della mente, non faccio fatica a figurarmi che la maggioranza delle donne al momento che scoprono di aver dato inizio ad una possibilità di vita, si ritrovano nella loro testa, al di là delle condizioni oggettive e delle scelte che faranno, l'idea di una vita che prende forma. E non mi sembra azzardato, ma neanche un po', immaginare che scattano fantasie, sogni, paure, progetti, figure mentali attraversate da affetti ed emozioni forti e contrastanti.
Essere costrette a frantumare, non il nodulo o la ciste che tu nemmeno senti dentro di te, ma quei sogni, quei progetti, quegli affetti, è sempre lacerante.
Una scelta che magari non ti distrugge la vita, ma t'impone di aggiungervi con le tue stesse mani un dolore in più.

Ciò che trovo profondamente intollerabile è che la proposta e l'imposizione di un mondo eticamente perfetto arrivino da coloro che poi frustrano le famiglie che non riescono a galleggiare in una società vertiginosamente declinante. E quel che è peggio è che il prezzo di tale perfezione venga fatto pagare ai soggetti deboli. I bambini ad esempio e per l'appunto, a cui si vuole riservare piena tutela da embrioni, ma assai meno da individui.
Tali aspiranti alla perfezione sono gli stessi che vanno in piazza a difendere la sacra famiglia, e poi nelle stanze dei palazzi si fanno amanti su amanti. Niente di male a godersi la vita, lo ripeto, se non fosse per la sfacciataggine di voler rendere tale godimento, per loro un privilegio, per tutti gli altri una colpa.

Peccato Capitale
11-04-2010, 10:48
Le considerazioni su una legge più o meno assurda e su chi la approvata o meno, temo purtroppo non finiranno mai.
Anche chi la sosteneva a spada tratta, fà i suoi bei passi indietro e l'incoerenza la trovo molto trasversale.
Specie se si è tirato in ballo famiglia e religione, sia a difesa che a discapito.

Però faccio delle riflessioni, del tutto personali indipendentemente dalla normativa stessa.
E' la considerazione sulla sedicente sofferenza, sui sogni infranti che mi lascia perplessa.
I sogni non si infrangono poi tanto, perchè se si abortisce , si può continuare la vita di prima.
Fare sesso e rimanere incinte, nel 2010, non lo trovo un godersi la vita, ma un segno tra l'ignoranza e la leggerezza profonda.( A parte il 3/4% di cui sopra)
Se poi ci rimani male o meno....si rimane male di tante cose: di incidenti, di malattie, di perdite di lavoro e li si che i sogni si infrangono di brutto.

Ovviamente questo non vuol dire che un dolore vale più o meno di unaltro! Ciascuno recepisce i dolori in modo differente.

E magari non è che uno quando fa sesso sta li a pensare che si potrebbe rimanere incinta (ma perchè no, poi? )
Magari si mette sul piatto della bilancia, da una parte le dita incorciate e dall'altra una sorta di prevenzione.
Io temo che la bilancia penda spesso sulle dita incorciate, così come le scelte conseguenti, che non posso pensare siano così laceranti o difficili, se erano basate sulla fortuna o sul caso.
Tutto qui.

Samarilla
12-04-2010, 15:29
ho pensato molto a questa cosa che hai scritto
che è verissima
e sono arrivata alla conclusione
che qualsiasi sia la circostanza
compresa la leggerezza nei rapporti
che conduce ad un aborto
il finale non può mai essere punitivo
( cioè tieniti quello che ti sei meritato )
perchè nell'evento
appare una terza entità
della quale non può decidere che la donna
in ogni caso possibile.

Peccato Capitale
12-04-2010, 16:51
ho pensato molto a questa cosa che hai scritto
che è verissima
e sono arrivata alla conclusione
che qualsiasi sia la circostanza
compresa la leggerezza nei rapporti
che conduce ad un aborto
il finale non può mai essere punitivo
( cioè tieniti quello che ti sei meritato )
perchè nell'evento
appare una terza entità
della quale non può decidere che la donna
in ogni caso possibile.

Samarilla,
io non ho mai pensato che rimanere incinta fosse una punizione a una sessualità libera e appagante.
Ma ne è sicuramente la conseguenza, se non si prendono precauzioni.
Basta un solo rapporto: anche la coppia che ha una vita sessuale morigeratissima può incorrere in questo avvenimento.
E' semplicemente conseguente allattività sessuale.

Dal minuto 1:20, Luciana Litizzetto si auspica una seria campagna di prevenzione:
mica lo sapevo che qualcuno era convinto che con un bidet di cocacola non si rimane incinteee (hahahahah)e che ci sono ragazzi e/o uomini si mettono il preservativo allincontrario!

http://www.youtube.com/watch?v=JCmdIUTj78U&annotation_id=annotation_186597&feature=iv

Samarilla
12-04-2010, 18:40
si sono completamente daccordo

ma una volta che una donna
vuole abortire
bisogna comunque che sia assistita
nel miglior modo possibile

besos!

Amanda
28-10-2010, 04:17
http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/10/25/news/io_assalita_dai_volontari_per_la_vita_mentre_andavo_in_clinica_a_abortire-8403975/




"Io, assalita dai volontari per la vita
mentre andavo in clinica a abortire"La testimonianza di Maria: "Non fateli entrare in ospedale. C'era anche un uomo in camice che mi ha dato dell'assassina: è stato uno choc".
"Penso tutti i giorni al bimbo mai nato, ma serve più rispetto verso chi fa una simile scelta"

taccaromiceto
29-10-2010, 17:50
Sono totalmente a favore della pillola abortiva.

A PATTO Che VENGA RICOVERATA LA PAZIENTE,DALLA SOMMINISTRAZIONE ALL'ABORTO.

Un pò come si fa per i parti indotti.