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Visualizza Versione Completa : Complimenti ed elogi



Cilia
10-03-2010, 14:08
Chi si loda si imbroda, dice il proverbio. E chi ci loda?

Potrei googlare per cercare tra i tanti aforismi presenti in rete qualcuno che mi piaccia al fine di usarlo come incipit di questo topic relativo a complimenti ed elogi, ma non lo farò. Preferisco attingere da quelli che negli anni ho trascritto dai libri oppure uditi qua e là. Non certo perché io voglia snobbare google, ma semplicemente perché ai miei io voglio più bene.

E pubblicare uno scritto che sia una nostra creatura, diretta o indiretta, è indispensabile per essere convincenti ed attirare l’attenzione dei lettori distratti come siamo quasi tutti sul web. Io perlomeno la penso così. Meglio l’analfabetismo che l’imbecillità con la firma (altrui n.d.r), sentenziava Mino Maccari ( è uno dei primi che ho riesumato e ci sta proprio a fagiolo in questa mia prefazione).

Allora: scrivete qualsiasi cosa vi passi per la testa relativa ai complimenti ed agli elogi. Se vi piace più farli che riceverli, se vi sentite in imbarazzo quando ne siete oggetto, se avete l’impressione di non meritarli, se vi schernite ma in realtà vi fanno molto piacere, se diffidate di coloro che ve li elargiscono...

Insomma, su un tema come questo si potrebbe scrivere un intero trattato. Lascio a voi la parola…

Concludo con un pensiero di M.Luisa Spaziani relativo agli elogi che appuntai ben 20 anni fa in un fogliettino rosso: Mi sentirei di lodarlo solo se potessi fare il suo elogio funebre (eheheh! Si potrebbe usare per avvolgere una partita avariata di Baci Perugina!)

Amanda
10-03-2010, 16:13
i complimenti e gli elogi non mi fanno piacere, mi mettono sempe a disagio, il motivo non lo so..

Qfwfq
10-03-2010, 17:20
I complimenti, nella accezione in cui qui se ne parla, sono manifestazioni di apprezzamento e ammirazione.
Come ho già detto (e scopro di non essere la sola), a volte i complimenti mi imbarazzano e mi mettono a disagio, a volte mi lasciano indifferente
Perché? Sicuramente non perché ritenga di non meritarmeli. Insomma, non sono una persona patologicamente modesta, non soffro di complessi di inferiorità, né di acuto senso di inadeguatezza.
Conosco molto bene le mie qualità, così come i miei difetti (che naturalmente <u><b>non</b></u> verrò a raccontare né qui né altrove), sono assolutamente a conoscenza di alcune mie caratteristiche particolari, di alcune attitudini, di alcune capacità, come anche di alcune incapacità e avversioni. Insomma, credo di essere abbastanza lucida nella comprensione di me stessa.
Tuttavia (oppure proprio per questo) raramente i complimenti, soprattutto quando sono molto calorosi, mi scatenano reazioni diverse da quelle che ho descritto, cioè essenzilamente imbarazzo o indifferenza.*
Da cosa nascono le due diverse reazioni? Probabilmente da un insieme complesso di percezioni e deduzioni che io di volta in volta riesco a trarre.
In linea di massima, comunque, potrei semplificare in questo modo: l'indifferenza o l'imbarazzo nascono quando percepisco in modo tangibile che il complimento (o l'insulto) sono del tutto o in parte <i>disallineati</i> rispetto a ciò che io so di essere. Disallineamento che vuol dire anche <i>commisurazione</i>.
Esempio pratico: se un uomo per strada mi fa un complimento in un giorno in cui mi sento bene (allegra, spensierata, ben vestita e grintosa), reagisco accogliendolo con benevolente indifferenza (cioè, in sostanza, non mi butto tra le sue braccia e non mi faccio portare di corsa dentro al più vicino portone per consumare un focoso amplesso alla Rourke/Basinger), magari gli faccio pure un sorriso di ringraziamento e proseguo per la mia strada. Se quello stesso uomo per la strada, in quel giorno in cui mi sento così bene, ma essendo comunque consapevole di essere alquanto diversa dalla Sharon Stone di Basic Instinct, mi comincia a seguire e a tampinare, continuando a esprimermi un apprezzamento che io reputo esagerato alla circostanza, e manifestando magari anche segni di eccitazione, io entro immediatamente in agitazione e comincio a correre, cercando di sottrarmi a quello che ritengo evidentemente l'incontro con un folle.
Se poi incontro questo tizio in una giornata no, in cui mi sento stanca, nervosa, con i capelli scombinati, e con un abbigliamento decisamente sbagliato, e questo tizio mi fa un complimento, io finisco per pensare che quello è un idiota che vive in un mondo suo e che di questo mondo in cui mi muovo pure io percepisce probabilmente solo vaghe ombre, e a quelle parla scambiandole per qualcos'altro. Quindi non me ne curo.
Ecco, più o meno credo di aver coperto tutta la casistica possibile: complimento commisurato ---> indifferenza benevolente; complimento esagerato ---> imbarazzo/agitazione/paura (a seconda dei casi e della loro gravità); complimento ingiustificato ---> indifferenza noncurante



*Potrei dire che, in modo analogamente speculare, gli insulti, soprattutto quando sono molto veementi, o mi irritano o mi lasciano anch'essi indifferenti. I due aspetti si differenziano davvero per pochissimi punti, ma di questo magari si parlerà in un altro momento.

Cilia
10-03-2010, 23:12
Io non posso che farla breve. I complimenti a me piacciono e mi mettono imbarazzo perché quasi sempre penso di non meritarli. Mi fanno rabbia se sono sciatti e "ciclostilati". Nei complimenti includo anche qualunque frase mi venga rivolta con tono gentile allo scopo di dimostrarmi affetto. Se capisco (e non mi ci vuole molto) che una forma di saluto a chiusa di una lettera è originale e pensata apposta per me mi fa piacere, se la percepisco fatta in serie mi infastidisce come mi avessero pestato un callo (mai avuto calli in vita mia ma dicono che se pestati procurino un dolore identico a quello cui intendevo riferirmi).

Tempo fa sono andata a far visita ad una anziana signora cui sono legata da sincera amicizia con la quale ho lavorato quando ero giovane. Costei ha scritto un libro di poesie e me ne ha regalato una copia con dedica. In treno lo apro per leggerlo, butto l'occhio sulla dedica e ci trovo scritte queste parole: Alla mia cara Cilia, unica ed irripetibile. L'ho chiuso e abbandonato sul treno. Unica ed irripetibile lo dicesse a sua sorella :mad:

Come -per Dio!- abbiamo lavorato insieme per dieci hanni e non ti viene in mente una mia qualità meno impersonale dell'essere unica ed irripetibile? Avrei preferito alla grande: con amicizia, con affetto...

Ecco! credo di essermi spiegata :)


Posso aggiungere che se da giovane prediligevo i complimenti relativi alla mia presunta intelligenza (gli unici che ricercavo con determinazione), con gli anni preferisco di gran lunga quelli relativi all'aspetto fisico (che oramai non mi fa più nessuno).

Bubamara
11-03-2010, 00:04
Distinguo i complimenti in due tipi diversi a seconda dell'intenzionalità.
Il complimento da riconoscimento come un impeto istintivo e sincero di simpatia, approvazione o altro sentimento positivo, che si decide di voler condividere con l'altra persona.

Oppure il complimento che parte da un'intenzionalità manipolatoria, e quindi dal progetto di rendersi amica una persona a prescindere dal valore autentico del suo operato e del suo essere, che può essere effettivamente di alto valore ma anche di nessuno.

E' un po' come il fagiano regalato al dottore a Natale, ché non si sa mai possa tornare utile.

Per quanto mi riguarda, i complimenti che ricevo li percepisco diversamente a seconda di chi me li fa: per me le parole e il modo non sono importanti, perché se arrivano da una persona che mi vuole bene o con la quale c'è una condivisione li sento sinceri; e tanto mi basta perché siano graditi.
E lo stesso impulso mi spinge a fare un complimento: se non lo sento preferisco tacere, se poi il gesto viene male interpretato, pazienza.

Se invece riconosco l'intenzione manipolatoria, che può arrivare come scrive Lia da uno sconosciuto per strada come da una persona conosciuta, allora mi danno fastidio in qualsiasi forma, anche la più elegante e studiata, anzi in questo caso è peggio.

Roderigo
11-03-2010, 00:43
Credo esista una proporzione tra i complimenti che si fanno e i complimenti che si ricevono. Tante volte un riconoscimento è anche una richiesta di riconoscimento. Essere riconosciuto, naturalmente mi fa piacere, ma per il criterio di cui sopra, di complimenti ne ricevo pochi, poichè sono cresciuto in un ambiente in cui i complimenti erano rari e le critiche frequenti.

I complimenti, come le critiche, possono essere di tipo statico sanzionatorio o di tipo dinamico e descrittivo. Il primo tipo lascia il tempo che trova, appartiene alla cortesia, alla circostanza, e talvolta all'ipocrisia. Il secondo, se persuasivo, può essere davvero utile e gratificante.

Dato che tutti, chi più chi meno, abbiamo una certa fame di riconoscimento, chi mi fa i complimenti mi nutre. Mi dà qualcosa di importanza vitale, che in qualsiasi momento mi può togliere.

E da questo, nessuno desidera dipendere, mentre qualcuno desidera far dipendere.

foglie di acqua
11-03-2010, 09:07
La mia reazione e il conseguente piacere o fastidio nel riceverli dipende dalle persone che me li fa.
Se da una persona a me cara o che percepisco poco incline ai complimenti mi gratificano, perché penso che sono sinceri e sentiti, però al contempo mi provocano imbarazzo.
Mi infastidiscono, invece, quando provengono da persone che elargiscono complimenti o attestazioni di “affetto” a destra e a manca, perché ne desumo che non sono sentiti e sinceri.

C’è da dire che ho la stessa reazione di piacere ed imbarazzo nel farli. Molto dipende anche dalla persona e dal grado di intimità; se percepisco che si imbarazza o si infastidisce nel riceverli non li esprimo, cerco, se posso, di manifestarli in altre forme.

Hava Leh
11-03-2010, 09:57
L'elogio con lo scopo di riconoscimento serve ad incoraggiare e rinforzare qualita' e comportamenti. Fra persone amiche l'elogio puo' essere costruttivo come lo e' la critica, e se basato su reciproca fiducia e' un aiuto.
La psicologia del behaviour fa uso dell'elogio come metodo terapeutico.
Il complimento manipolativo invece io lo considero un inganno probabilmente nocivo.

[mi piace questo topic ---elogio di riconoscimento rosa.gifrosa.gif ]

arjuna
11-03-2010, 11:49
il valore dell'elogio, o della critica, è determinato da chi lo emette...e dal rapporto che, relativamente, ha con noi.

L'elogio fine a se stesso quantifica anche quanta vanità possediamo nel riceverlo, un complimento circostanziato e motivato è anche sostegno sodale alla nostra opera che l'ha determinato, ed è quello che, personalmente, mi fa più piacere.

:)

Qfwfq
11-03-2010, 11:50
Il tema si sta complicando, come era prevedibile.
Innanzitutto perché termini come complimento, elogio, critica hanno valenze complesse e accezioni diverse.
Nel mio post io ho voluto prendere in considerazione una ben precisa accezione del termine <i>complimento</i>, quella, per intenderci, che prevede come suo contrario il termine <i>insulto</i>.
Altri hanno invece preso in considerazione una accezione un po’ più larga del termine, tant’è che il termine contrario più giusto risulta essere <i>critica</i>.
I due casi sono diversi, perché se nella seconda accezione risulta abbastanza evidente che l’oggetto (del complimento e/o della critica) è l’operato di chi ne è oggetto, nella prima accezione, quella che prendevo in considerazione io, risulta essere maggiormente emanazione del soggetto che lo esprime (il complimento, la critica, ma anche l’insulto).
Ho preso in esame volutamente questa accezione perché ciò che, a mio avviso, può determinare indifferenza o imbarazzo è più il complimento considerato come emanazione del soggetto che lo esprime che il complimento (o l’elogio o la critica) considerato come riconoscimento dell’operato di chi ne è oggetto.
Insomma, se io, poniamo, sul lavoro, faccio qualcosa di veramente ben fatto mi aspetto elogi e complimenti (e magari anche un riconoscimento economico, che non guasterebbe) , e la cosa non mi imbarazza né mi lascia indifferente. Analogamente, se faccio qualcosa di sbagliato, ingiusto, persino illegale, mi aspetto critiche e addirittura insulti, e magari anche un avviso di garanzia, e la cosa non deve lasciarmi indifferente né irritarmi, né farmi gridare al complotto (a meno che non sia l’attuale presidente del consiglio).
Ma se mi soffermo sul complimento (o insulto) inteso come ho voluto intenderlo io, e cioè come emanazione del soggetto che lo esprime, allora sì che può determinare in me quelle reazioni che ho già descritto nel primo post: posso addirittura <i>crederci fino a un certo punto</i>, come ho ironicamente detto a Cilia nell’altro topic, perché, avendoci ben chiaro che quella espressione rappresenta più chi la esprime che io che ne sono oggetto, faccio delle considerazioni un po’ generali sui moventi che possono aver spinto quella persona a esprimersi un certo modo nei miei riguardi (cioè, essenzialmente, di simpatia o antipatia nei miei confronti)m, e comportarmi di conseguenza, ma mi guardo bene dal prendere ciò che è stato detto alla lettera, perché il rischio che intravedo è quello di perdere di vista ciò che io penso di me stessa, operando un aumento o una diminuzione esagerate della mia autostima.
Chiudo qui, se no perdo troppo potere :D

clessidra
11-03-2010, 23:27
Di solito i complimenti mi mettono in difficoltà. Quando mi capita di riceverne subito si mette in moto una formalissima, banale, incartapecorita e mai definitivamente vinta educazione che mi porta a rispondere o schivandoli nel modo per me meno naturale, cioè con malriuscite battute, o contraccambiandoli automaticamente e distrattamente. E' una dimensione civettuola di cui non so godere, anzi dopo un po' mi fa venire il mal di mare. Tutto sommato un po' mi dispiace, perchè a volte osservandola negli altri vi riconosco una leggerezza e una giocosità che immagino salutari per chi li vive e per coloro che stanno intorno.
Comunque so bene che di riconoscimenti almeno dall'apparenza credibili ho un gran bisogno. Con scrupolo me li vado a cercare e se li trovo mi ci aggrappo. Cerco i complimenti e gli elogi sottili, impliciti, quelli che stanno nascosti in uno sguardo, in una conferma, in un sorriso e in generale in qualunque segnale di stima che viene espresso con discrezione. Solo in questo modo non provo imbarazzo e riesco a godermeli in pieno.

catluc
12-03-2010, 08:36
I complimenti lasciano il tempo che trovano. Li ascolto e passo oltre. Quando ero ragazza arrossivo. Gli unici complimenti per cui mi inorgoglisco oggi sono quelli al mio lavoro. Quelli all'aspetto fisico mi lasciano indifferente e penso subito "ma ha visto bene?". Forse i complimenti a cui dò più ascolto sono quelli delle donne perchè dietro le parole c'è quasi sempre un retropensiero.
Non faccio molti complimenti, ma quando li faccio, spesso sono veramente sinceri e non adulatori..

foglie di acqua
12-03-2010, 09:02
...
Cerco i complimenti e gli elogi sottili, impliciti, quelli che stanno nascosti in uno sguardo, in una conferma, in un sorriso e in generale in qualunque segnale di stima che viene espresso con discrezione. Solo in questo modo non provo imbarazzo e riesco a godermeli in pieno.


E’ esattamente ciò che prediligo ricevere e dare.

Cilia
12-03-2010, 15:31
Forse i complimenti a cui dò più ascolto sono quelli delle donne perchè dietro le parole c'è quasi sempre un retropensiero.

Quale retropensiero catluc?

Anche l'invidia potrebbe essere un retropensiero, non credi?

Peccato Capitale
13-03-2010, 10:00
Ricevere complimenti ed elogi mi mette molto sulla difensiva.
I complimenti fisici mi lasciano perplessa. So di essere caruccia e di saper lavorare bene sulla mia presentazione, ma non ho avuto l'evoluzione dall'età giovanile a quella classica.
Fino ad una certa età portavo i capelli cortissimi, ero piatta come una lastra di ghiaccio e mi interpellavano con :
''Hei tu, giovane!''
''Ragazzo!''
Adesso siamo passati ad altro:
''Abbionda, mefaimorì''
''Atopaatomica''
E altre amenità simili...ma credo che il maschietto che sembravo fino a 16 anni sia ancora li ed è molto perplesso.
I complimenti lavorativi li considero scontati.
So perfettamente di lavorare magnificamente e alla perfezione, con margine di errore strettissimo.
Sono piuttosto supponente e ho un forte occhio critico su chi dovrebbe giudicarmi.

Se devo farli io, sono una macchina da guerra: ho in testa complimenti di tutti i tipi e di tutte le sfumature.
Adatti a ogni occasione. Fantasiosi e creativi.
Sono credibile al punto tale da essere messa sempre in una ottica privilegiata.
Quelli sinceri, sono stringati e asciutti.

Samarilla
13-03-2010, 12:41
Adesso siamo passati ad altro:
''Abbionda, mefaimorì''
''Atopaatomica''


hihihhihhiiii :)):))
massipuò...:p

Dunque
non sono bella, quindi complimenti sul fisico zero

quelli sul lavoro arrivano in abbondanza
ma mi nascondo dietro pseudonimi
alle mostre faccio finta di essere mia sorella
ecc...
sono da ricovero

Per il resto
il mio migliore amico
da 30 anni
mi dice che sono cordiale con tutti perchè
in realtà
non mi importa un fico secco di nessuno

ma non so se sia vero

Qfwfq
13-03-2010, 17:56
...sono cordiale con tutti perchè
in realtà
non mi importa un fico secco di nessuno



questa cosa ha una vaga somiglianza con qualcosa che hanno detto anche a me
ma non credo che sia vero (nel mio caso, nel tuo, e in generale)