Visualizza Versione Completa : Istat: «La separazione avviene prima e con più problemi se un coniuge è straniero»
taccaromiceto
06-03-2010, 01:30
Roma – 26 giugno 2008 - Più di tre divorzi su quattro in Italia (il 77,6%) avvengono in maniera consensuale, ma l'addio tra coniugi è più conflittuale se uno dei due è straniero. Lo afferma l'Istat nel rapporto "evoluzione e nuove tendenze dell'instabilità coniugale", spiegando che il dato si riferisce al 2005.
Se poi ci sono figli le cose si complicano ulteriormente, ancor più se l’immigrato – sciolto il legame con il coniuge italiano - avesse intenzione di portare il minore affidatogli fuori dall’Italia.
Insomma, secondo la ricerca, i problemi aumentano quando a rompersi è una coppia mista: in questo caso il rito ordinario, cioè senza il consenso delle parti, sale al 17%, contro il 14,2% per le coppie in cui sono entrambi italiani. Le coppie miste, inoltre, vanno incontro alla separazione prima delle altre. La durata media dell’unione coniugale alla richiesta di separazione è pari a otto anni nelle coppie multietniche, contro i 14 riscontrati nelle separazioni di coniugi entrambi cittadini italiani per nascita.
Problematici o no, i matrimoni misti sono in continuo aumento. Secondo la Caritas Italiana nel 2005 sono stati il 12,5% di tutte le celebrazioni (oltre 200 mila), contro il 3,2% nel 1992. Gli uomini italiani preferiscono sposare filippine e rumene. Le donne del Belpaese invece scelgono più spesso di andare all’altare con senegalesi e tunisini. Caratteristica delle coppie miste é, spesso, la differenza di età. La sposa straniera di un italiano è più giovane di almeno una decina d’anni in almeno metà dei casi.
In generale, i matrimoni vanno più in crisi al Nord, dove nel 2005 si rilevano 6,2 separazioni e 4 divorzi ogni mille coppie coniugate contro 4,2 separazioni e 1,8 divorzi nel Mezzogiorno. Le spiegazioni, dice l'Istat, “possono essere molteplici. La più importante è relativa ai diversi tassi di occupazione femminile, che influenzano la diffusione dell’instabilità coniugale. Un’altra motivazione può essere legata ai diversi livelli di partecipazione religiosa”.
In generale comunque “incidenza della separazione - sottolinea l'Istituto - è più elevata in assoluto nelle coppie in cui entrambi i coniugi sono disoccupati, e nelle coppie in cui la moglie lavora e il marito risulta privo di un impiego”.
http://www.stranieriinitalia.it/attualita-divorzi_piu_conflitti_se_la_coppia_e_mista_4634.html
A proposito di matrimoni misti........:whistler:
http://aljihadalakbar.splinder.com/post/20000539
giovedì, 05 marzo 2009
Matrimoni misti: tra analisi e demagogia
«Queste famiglie reggono quando hanno un reticolo di sostegno, i fratelli, i genitori. Altrimenti non ce la fanno. Una coppia mista è un bene prezioso per chi le vive attorno, ma è anche più fragile, più osservata dai vicini, e ha bisogno di maggior negoziazione: dai figli, alla gestione dei soldi, tanti sono infatti i motivi di discussione. [..] Sono delle grandi potenzialità, ma sono visti come particolari e diversi dalla Chiesa, dai vicini, dai parenti. E così loro tendono ad autoisolarsi o ad essere isolati.»
Un "bene prezioso", dunque; delle "grandi potenzialità" che tuttavia scontano l'assenza di un adeguato "reticolo di sostegno" e la debilitante diffidenza degli attori sociali che le circondano: così Mara Tognetti - docente di Politiche migratorie all'Università Bicocca di Milano - descrive la condizione delle coppie "miste", formate da persone provenienti da Paesi diversi, con un'analisi quantomai lucida ed articolata.
E' però altrettanto interessante notare come questa prospettiva sia poi stata costretta (e neutralizzata), sulle pagine del Giornale, tra una lunga disamina statistica del "destino fallimentare" dei matrimoni "misti" ed una dichiarazione di una parlamentare Pdl che denuncia "l'inaccettabile strumentalità" di questo tipo di unioni, vere e proprie "ingiustizie che andrebbero eliminate". La stessa giornalista, Enza Cusmai, proprio ieri ribadiva con chiarezza, durante un dibattito televisivo, i termini del suo allarme: il "ventre molle" dei matrimoni "misti" sarebbero quelli celebrati con uomini di fede islamica, per la quale "la donna è costitutivamente inferiore e si può uccidere", e dai quali è necessario "mettere in guardia le donne italiane".
Una sua collega, Ida Magli, lo scorso luglio fu ancora più nitida: ad una gustosa diagnosi della "vocazione occidentale" del cristianesimo primitivo, accompagnò una prescrizione definitiva: "Per ora, sarebbe bene che i matrimoni non avvenissero affatto, neanche di fronte all'accettazione delle leggi vigenti in Italia".
L'accorata denuncia del "matrimonio misto", insieme a quella delle "classi miste"; rappresenta un salto di qualità della propaganda xenofoba. Prima, il pericolo era "il ghetto", "la scuola araba", "la famiglia non integrata"; ora, l'allarme è per lo straniero che "occupa la casa popolare", "invade le nostre aule", "sposa le nostre donne".
Fisiologica piaga purulenta sul corpo sociale stremato dalla disgregazione liberista, l'idiosincrasia razzista esprime un moto di rigetto per la crescente, inarrestabile mixité: lo straniero si sta integrando troppo, e laddove inesorabilmente s'innescano meccanismi d'inclusione, urge ostacolarne lo sviluppo, culturalmente e politicamente. Quindi: gl'immigrati s'ostinano a restare in fila sotto la pioggia per un permesso di soggiorno? Aggravo i balzelli fiscali. I figli di cittadini stranieri che frequentano le scuole pubbliche sono sempre di più? Stabilisco delle classi differenziate. Aumentano i matrimoni di cittadini italiani e stranieri? Intensifico i controlli di polizia.
Certamente la demagogia xenofoba non rende meno urgenti, d'altra parte - essendone, anzi, un sintomo ed una conferma - le questioni concrete legate ai grandi flussi migratori ed alla dilagante insicurezza sociale. Tuttavia, il sistematico passaggio da un tema reale ad un feticcio ideologico compromette irrimediabilmente un'efficace comprensione dei problemi; ed un problema non capito, resterà poi un problema non risolto, se non addirittura aggravato da maldestria, incompetenza, od interesse. Nello specifico, tradurre la questione della violenza domestica e delle problematiche relative all'immigrazione nell'immagine stereotipa del "marocchino barbuto che sgozza la moglie" penalizza quindi le mogli, ancor più dei marocchini e dei musulmani; le vittime delle violenze, ancor più che le vittime del pregiudizio.
I giornalisti si espongono così a rendersi più colpevoli dei carnefici stessi: fomentandone il pregiudizio, ne armano la mano; distorcendone sensazionalisticamente le gesta, contribuiscono a confonderne e perpetuarne le condizioni di esistenza. Quante mattanze si potrebbero allora prevenire, se fossero sottratte all'altare sacrificale dell'Auditel e della tiratura di stampa?
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/glialtrisiamonoi/grubrica.asp?ID_blog=247&ID_articolo=31&ID_sezione=545&sezione=
La paura generata dalla cattiva propaganda alle unioni miste ha come principali motivi la differenza culturale e spesso religiosa. In Italia le ondate migratorie si sono sviluppate in periodi diversi e molto vasti a seconda anche dei Paesi di provenienza. La realtà odierna ci mostra come la società italiana sia composta ormai da Seconde Generazioni: figli di immigrati e sempre più, di coppie miste. Le differenze culturali si accorciano, le tradizioni e le religioni iniziano a convivere. I futuri matrimoni saranno sempre più misti e la società italiana sempre più multi etnica e multireligiosa.
Sarebbe ipocrita dichiarare che non vi sono casi in cui la religione, se estremizzata, o l'imporre la propria cultura sorpassando quel confine che delimita il rispetto dell'altro, siano problematiche reali ed attuali ma il far luce sugli aspetti positivi e sull'effettiva realtà italiana fatta di statistiche e casi reali è sicuramente un investimento nel proporre un'integrazione che nasce anche dall'amore,il quale spesso e volentieri avvicina le culture e le intreccia generandene di nuove, noi figli.
taccaromiceto
06-03-2010, 20:33
A parte che aspetto ancora di leggere 1 misera parola TUA.
In sostanza:
Come mai i matrimoni misti durano meno e finiscono peggio?
A parte che aspetto ancora di leggere 1 misera parola TUA.
In sostanza:
Come mai i matrimoni misti durano meno e finiscono peggio?
se posto un articolo significa che quell'articolo riesce ad esprimere al meglio quello che e' il mio pensiero
i matrimoni misti secondo me, durano di meno perche' la coppia si trova ad affrontare, oltre alle difficolta' comuni ad ogni coppia, le contraddizioni oggettive della differenza culturale,anche la mancanza di un supporto familiare e sociale
taccaromiceto
07-03-2010, 20:16
se posto un articolo significa che quell'articolo riesce ad esprimere al meglio quello che e' il mio pensiero
i matrimoni misti secondo me, durano di meno perche' la coppia si trova ad affrontare, oltre alle difficolta' comuni ad ogni coppia, le contraddizioni oggettive della differenza culturale,anche la mancanza di un supporto familiare e sociale
In rosso la mia risposta....
Il supporto sociale è uguale a quello che hanno tutte le altre coppie,e ritengo giustissimo che sia uguale per tutti.
Nessuno li costringe a sposarsi.
In rosso la mia risposta....
Il supporto sociale è uguale a quello che hanno tutte le altre coppie,e ritengo giustissimo che sia uguale per tutti.
Nessuno li costringe a sposarsi.
il supporto familiare, in molti casi, non c'e' prima, pensa dopo, quando i due sono sposati e cominciano ad avere problimi, spunta subito la fatidica frase:" le lo avevo detto"
nessuno li costringe a sposarsi.. certo..neanche gli italiani ne sono costretti, ma lo fanno lo stesso e si separano, anche se in percentuale minore
taccaromiceto
07-03-2010, 22:53
appunto.
Ma dopo che divorziano,non vanno a cercare scusa tipo la metropolitana che buca,la nonna incinta o l'aereo ingolfato.
Divorziano perchè la loro incompatibilità e maggiore rispetto alla loro voglia di stare insieme.
Se poi parti con incompatibilità culturali,è pacifico che parti svantaggiato.
Quindi,i matrimoni misti tutto possono essere tranne che vantaggiosi,anche in un'ottica di stabilità familiare.
gladiatore78rm
07-03-2010, 23:09
In rosso la mia risposta....
Il supporto sociale è uguale a quello che hanno tutte le altre coppie,e ritengo giustissimo che sia uguale per tutti.
Nessuno li costringe a sposarsi.
in realtà non è così. le coppie di connazionali in genere hanno entrambe le famiglie presenti e con loro la rete amicale, nelle coppie "miste" in genere la famiglia di uno dei coniugi è lontana. nelle coppie di connazioanali inoltre raramente esiste una stimma negativa per il coniuge (anche se accade in alcuni casi) mentre nelle coppie miste spesso avviene. insomma per certi versi le coppie miste assomigliano alle coppie gay (anche se a loro è consentito sposarsi) nel senso che i coniugi in molti casi possono fare affidamento solo sul sentimento reciproco.
taccaromiceto
08-03-2010, 08:25
E' così anche per le coppie tra meridionali immigrati senza la famiglia e cittadini del nord.
Nel mio caso addirittura, siamo entrambi pugliesi, ma con le famiglie entrambe a 850km di distanza.
Inoltre,nelle famose ''fuitine'' che ancora esistono,si vengono a creare screzi tra il compagno e la famiglia della consorte.Screzi che a volte sono insanabili.
Di solito però,questa cosa tende a cementificare l'unione,non a rovinarla.
Samarilla
08-03-2010, 08:32
Io conosco parecchie coppie
di connazionali che hanno divorziato
per nuovi felici matrimoni con stranieri,
so che non fa testo
ma l'argomento del 3d non mi convince
taccaromiceto
08-03-2010, 10:43
Conoscendo gli amici si fa poco.
Inoltre dipende anche la tipologia di straniero.
Una italiana ed un brasiliano,culturalmente hanno molte più cose in comune che un giapponese ed una italiana.
Conoscendo gli amici si fa poco.
Inoltre dipende anche la tipologia di straniero.
Una italiana ed un brasiliano,culturalmente hanno molte più cose in comune che un giapponese ed una italiana.
http://www.girlpower.it/amore/coppia/amori_unioni_miste.php
L'Italia, meta da diversi decenni di flussi migratori, pur essendo ancora lontana dal modello di società interrazziale statunitense, sta sviluppando, specialmente negli ultimi anni, una politica di integrazione verso gli stranieri, presenti nella nostra penisola in numero sempre crescente. Nei grandi centri urbani, soprattutto nelle scuole, è inevitabile confrontarsi con persone di razze e religioni diverse.
Il matrimonio misto rappresenta uno degli indicatori più significativi del grado di integrazione delle comunità immigrate nella società ospitante: se si pensa che a Milano, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera il 6 Maggio scorso, un terzo dei "lo voglio" è "misto" e che si prevede che nel 2010 la metà degli italiani avrà un parente straniero, viene da chiedersi come sia possibile l'atteggiamento di chi osteggia queste unioni solo per le origini differenti dei partner.
Al di là dei pregiudizi, però, è indiscutibile il fatto che una relazione con uno straniero comporti delle difficoltà in più, considerando i contrasti che spesso nascono dall'incontro di culture differenti. La frase "l'amore non ha confini", per quanto romantica, rappresenta una risposta un po' semplicistica a un problema così complesso. Come fare dunque per far accettare il tuo lui a......
i tuoi familiari?
Alla paura che tu soffra per amore (cuori spezzati e conseguenti periodi di depressione sono incubi ricorrenti dei genitori!), si aggiunge quella che lui ti stia usando per estorcerti denaro, regali o, peggio ancora, per ottenere un permesso di soggiorno; in questi casi la soluzione più semplice è invitare il tuo ragazzo a casa (niente imbarazzanti situazioni formali, basta farlo salire una manciata di minuti "casualmente" quando ti viene a prendere per uscire) in modo che i tuoi possano scambiarci qualche parola e capire quanto lui tenga a te e ti ami disinteressatamente.
Un altro timore che possono nutrire i tuoi genitori è che tu abdichi alla tua educazione e ai tuoi principi per abbracciare quelli del tuo ragazzo, magari totalmente diversi; se poi la tua famiglia è molto credente, la paura che tu abbandoni la tua fede sarà anche più forte. In questo caso tocca a te fare il primo passa e tranquillizzare i tuoi, spiegando loro che non metteresti mai in discussione ciò a cui sei stata educata tutta una vita per un semplice "colpo di testa": mostrarti consapevole del problema ti farà apparire ai loro occhi matura e responsabile
...gli amici?
Se facevate parte dello stesso gruppo già prima di mettervi insieme, non dovrebbero esserci problemi. Se invece l'hai conosciuto in un altro contesto e lo vuoi presentare alla tua compagnia, potresti aver paura di non vederlo accettato: fortunatamente atteggiamenti xenofobi e razzisti sono meno diffusi tra i giovani piuttosto che tra gli adulti e d'altro canto è improbabile che tu abbia degli amici con pregiudizi sul colore della pelle se ti sei innamorata di un ragazzo straniero. Tuttavia, è vero che anche alcune battutine che si fanno senza un intento discriminatorio potrebbero ferire il diretto interessato: sarebbe meglio che i tuoi amici si astenessero dal farle in presenza del tuo boy, come anche evitassero quelle frasi che a volte si dicono soprappensiero, ma sono alquanto offensive ("Gli albanesi non hanno voglia di lavorare!", ecc.)
...te!
Sì, perché per quanto tu possa amarlo in questo momento i contrasti, come in una qualsiasi altra relazione, non mancheranno! I litigi che partono da una diversa visione del mondo difficilmente possono risolversi con la "vittoria" di uno solo: se lui è stato cresciuto nell'osservanza di alcuni principi è difficile che tu possa convincerlo a rinnegarli, facendogli ammettere che sta sbagliando. Viceversa, neppure lui può pretendere che tu abbracci su due piedi la sua religione solo perché lo ami. Parola d'ordine: compromesso; è basilare imparare a tollerare le reciproche differenze, senza farne un caso di Stato ogni volta. E chissà che queste diversità non possano essere un punto di partenza per una crescita di entrambi...
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come vedi, sia con i familiari che con gli amici la coppia mista ha qualche problema in piu da affrontare
Roderigo
08-03-2010, 15:16
in realtà non è così. le coppie di connazionali in genere hanno entrambe le famiglie presenti e con loro la rete amicale, nelle coppie "miste" in genere la famiglia di uno dei coniugi è lontana. nelle coppie di connazioanali inoltre raramente esiste una stimma negativa per il coniuge (anche se accade in alcuni casi) mentre nelle coppie miste spesso avviene. insomma per certi versi le coppie miste assomigliano alle coppie gay (anche se a loro è consentito sposarsi) nel senso che i coniugi in molti casi possono fare affidamento solo sul sentimento reciproco.
Qui, sono d'accordo con Gladiatore.
Le coppie di connazionali possono contare sull'appoggio di due famiglie originarie. Quelle miste su una sola, non necessariamente favorevole al partner straniero. Se sfavorevole per motivi del tutto contingenti, come il classico conflitto tra suocera e nuora, questo finisce per essere aggravato dalla presunta differenza culturale. Per cui, lei è cattiva, non perchè è una cattiva persona, ma perchè è romena, italiana, cinese, etc. Una intera nazione viene investita della responsabilità del conflitto.
Poi ci sono altre difficoltà. Una coppia di connazionali può meglio sperimentare il rapporto prima di unirsi in matrimonio. Un periodo di fidanzamento, un periodo di convivenza e poi all'altare. Una coppia mista deve fare tutto più rapidamente. Quando lui o lei decide di lasciare il proprio paese per l'altro, ha già compiuto il grande investimento e il rischio di perdere è tutto suo. Inoltre, c'è il problema del permesso di soggiorno: il matrimonio lo risolve, perciò la coppia è incoraggiata a sposarsi prima del tempo.
Poi ancora gioca una certa superficialità nelle motivazioni. Lo straniero può vedere nel matrimonio con un italiano una opportunità di promozione sociale. L'italiano nel matrimonio con uno straniero può vedere la possibilità di soddisfare sue aspirazioni esotiche. Leggo che le italiane preferiscono i tunisini e i senegalesi. Leggo che gli italiani preferiscono le ragazze dell'est, più fresche di dieci anni, con l'aspettativa che magari siano meglio conciliabili con certa cultura maschilista e più disposte a sottomettersi.
Su queste basi non è strano se poi il rapporto, nel suo concreto realizzarsi, non va bene.
Per fare una analisi più seria però servirebbe una inchiesta sulle cause di separazione e di divorzio, anche su un tempo più lungo del solo 2005, anno da cui prende le mosse la ricerca di cui parla l'Ansa.
Roderigo
08-03-2010, 15:17
Io conosco parecchie coppie
di connazionali che hanno divorziato
per nuovi felici matrimoni con stranieri,
so che non fa testo
ma l'argomento del 3d non mi convince
Io sono sposato da dieci anni con una donna ungherese.
taccaromiceto
09-03-2010, 00:35
Un sola precisazione.
Io non osteggio per nulla i matrimoni misti.
Ognuno è libero di fare ciò che vuole,ma ritenevo l'argomento e le % un ottimo spunto per discutere virtualmente.
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