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foglie di acqua
26-02-2010, 10:07
LA PROPOSTA


Educazione sessuale anche in tv,
dieci regole da applicare


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Utilizzare la televisione per aiutare i giovani a vivere la sessualità in maniera più sicura e consapevole.
La Società italiana di ginecologia e Ostetricia promuove un decalogo per l'educazione sessuale degli adolescenti in tv


Daniele Tempera


Utilizzare la televisione per aiutare i giovani a vivere la sessualità in maniera più sicura e consapevole. Questo è l'appello che la Società Italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) rivolge ad autori televisivi e addetti ai lavori. La proposta si basa su autorevoli ricerche internazionali e da un'evidenza verificata da anni di televisione: gli adolescenti tendono ad assorbire meglio i messaggi se provenienti da persone con le quali si identificano meglio.

In altre parole se è il protagonista del programma preferito a dare suggerimenti sui rischi di rapporto non protetto, sulle malattie sessualmente trasmissibili, sulle gravidanze indesiderate e sui metodi contraccettivi, questi saranno più efficaci. E il tentativo forse va fatto, anche in virtù delle statistiche sul tema. Solo nel 2006 sono state 9.525 le gravidanze e 4.150 gli aborti tra gli under 19.

Parlare al “Grande fratello” di scelte consapevoli? Spiegare in “Un posto al sole” come proteggersi dai rischi di malattie sessualmente trasmissibili? Forse non è impossibile. L'iniziativa, condotta nell'ambito del progetto educazionale “Scegli tu”, si basa su 10 regole da condividere con autori e conduttori per utilizzare i vari format come veicolo di informazioni certificate. In questo modo l’italia, sostengono gli organizzatori, può diventare il primo paese con un codice di regolamentazione etico per quanto riguarda la tv.

“Se la sessualità in Tv viene affrontata in maniera superficiale o impropria si rischia di contribuire alla disinformazione dei nostri giovani. E oggi ce n’è tanta: il 37% delle adolescenti la “prima volta” non utilizza nessuna protezione (17%) o solo il coito interrotto (20%) e solo una su 5 si confronta con il medico in merito all'informazione sulla salute riproduttiva e la pianificazione familiare. Qualche tentativo di inserire messaggi educazionali in programmi “cult” si è già visto anche nella nostra televisione, ma non sui temi della salute sessuale” spiega il presidente della società scientifica Giorgio Vittori.

Le regole. Ogni programma TV rivolto ai giovani che affronti, anche in maniera indiretta, argomenti legati alla sessualità dovrebbe contrastare la banalizzazione del sesso e sottolineare come vada invece praticato in maniera libera, informata e consapevole. Si chiede quindi la condivisione di questo decalogo:


• rispetto del partner con una reciproca e paritaria assunzione di responsabilità nella protezione e nella contraccezione: non possono essere delegate solo alla donna, ognuno deve fare la sua parte

• informazione sui rischi di gravidanza indesiderata: in Italia la sola fascia d’età in cui gli aborti non sono in diminuzione è quella delle giovanissime e sono 10.000 l’anno i bambini nati da madri minorenni


• informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili: in crescita esponenziale in Italia e in Europa, soprattutto nella fascia di età più giovane.

• raccomandazione per l’adozione della “doppia barriera” nei rapporti sessuali, anche con il partner abituale: pillola più preservativo, massima efficacia contraccettiva, massima protezione dalle malattie


• corretto utilizzo della “pillola del giorno dopo”: è un contraccettivo di emergenza e come tale va impiegato. Non se ne dovrebbe presentare la necessità perché ci si protegge per tempo

• no al “coito interrotto”: non è una pratica contraccettiva efficace, in un caso su cinque può portare ad una gravidanza indesiderata e non assicura alcuna protezione dalle malattie


• protezione della fertilità: la salute dell’apparato riproduttivo va considerata e difesa fin da giovanissime poiché comportamenti sessuali a rischio possono minare la futura capacità di procreare

• necessità di rivolgersi a fonti certe: il ginecologo rappresenta la figura di riferimento per quanto attiene alla salute sessuale. Le informazioni reperite in internet, passaparola, ecc. vanno sempre preventivamente verificate con l’esperto


• sensibilizzazione per controlli medici periodici: vanno previste visite a cadenza almeno annuale con il ginecologo e un approfondimento ogni volta che si presentino disturbi

• valorizzazione della donna a 360 gradi.



24 Febbraio 2010


http://www.kataweb.it/
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