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Visualizza Versione Completa : Delitto in strada, egiziano ucciso. E' guerriglia urbana in via Padova



Edric
13-02-2010, 23:13
Delitto in strada, egiziano ucciso
E' guerriglia urbana in via Padova

Auto ribaltate, devastato un negozio: scontri fra africani e sudamericani

di Oriana Liso e Franco Vanni

http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/rep-milano/2010/02/13/jpg_1858920.jpg

Una lite per qualche banale parola di troppo. Sfociata in un omicidio e in oltre quattro ore di totale follia, di rivolta, devastazione e caccia all’uomo in via Padova, periferia Nord-est di Milano ad altissimo tasso di immigrazione. Ed è proprio uno scontro razziale causa e conseguenza della morte di Ahmed Abdel Aziz el Sayed Abdou, un ragazzo di quasi vent’anni arrivato in Italia dall’E gitto. Morto accoltellato per mano, dicono le prime indagini, di una banda di sudamericani.

Il quartiere a ferro e fuoco. Per riprendere il suo cadavere, per rabbia, per insofferenza ai vigili e alla polizia un centinaio di suoi connazionali hanno messo a ferro e fuoco il quartiere, rovesciando auto, spaccando vetrine, gridando in arabo frasi minacciose anche nei confronti degli italiani. Italiani che a loro volta, dalle finestre dei palazzi, hanno lanciato oggetti e insulti al passaggio della massa di giovani, giovanissimi nordafricani.

L'omicidio. Poco prima delle 17,30 Ahmed — che venerdì aveva ottenuto il permesso di soggiorno e lavorava come pizzaiolo da due anni — era a bordo di un autobus con altri amici: per motivi ancora da chiarire avrebbe iniziato a litigare con alcuni peruviani. I due gruppi sono scesi dal mezzo in via Padova, all’altezza del numero civico 80, e lì sono spuntati i coltelli. Ahmed è stato ferito al torace: una ferita profonda, che ne ha causato la morte quasi immediata. Altri due giovani sono stati feriti in modo più lieve dalla banda che è riuscita a scappare, mentre la strada iniziava a capire quello che era successo.

La rivolta. Dal racconto dei testimoni in pochi minuti la via si è riempita di centinaia di egiziani e marocchini. Il corpo di Ahmed era lì, la polizia e i carabinieri stavano isolando la zona. I vigili — in un momento di gestione della piazza tumultuante — avrebbero bloccato il traffico agitando i manganelli contro i nordafricani che volevano riavere il corpo del loro connazionale (secondo la tradizione islamica, infatti, dovrebbe essere sepolto entro un giorno dalla morte) e chiedevano garanzie su dove sarebbero stati portati i due feriti. È in questi momenti che scoppia la rivolta: prima vengono lanciate contro i vigili le transenne usate per bloccare le vie, poi viene assaltato un bar di sudamericani proprio accanto al luogo dell’aggressione mortale, con vasi di cemento lanciati contro le vetrine e la gente terrorizzata all’interno.

Arriva la polizia. L’arrivo della celere ha solo l’ effetto di spostare la caccia dei nordafricani: alcuni decidono di andare al consolato egiziano di via Porpora a chiedere un intervento, tanti altri si lanciano in un assalto senza freni delle strade lì intorno, con auto rovesciate e cartelli divelti al grido di "Allah akbar", Allah è il più grande, ma anche — sembra — "italiani bastardi vi ammazziamo", "hanno ucciso un ragazzo africano", in un calderone di odio e rivendicazioni non solo verso i sudamericani, che ha terrorizzato famiglie e automobilisti che passavano di lì. Tanto che in via Lulli, quando la polizia ha caricato il corteo rabbioso, molti residenti italiani hanno iniziato a lanciare di tutto dalle finestre contro "gli stranieri", gridando "tornatevene a casa".

I primi fermi. Mentre gli ultimi gruppi di nordafricani continuavano a provocare il panico nelle vie laterali, inseguiti dalla polizia, in via Padova, nel punto in cui è morto Ahmed, i suoi amici hanno fatto un falò con sacchetti di plastica e materiale di recupero. In questura sono stati portati due peruviani e uno dei feriti, un ragazzo della Costa d’Avorio, oltre a molti dei nordafricani fermati per strada durante gli assalti, mentre il questore, in contatto diretto con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni — che è stato chiamato anche dal sindaco Letizia Moratti — ha continuato a tentare una mediazione per scongiurare vendette nella notte. Salvini: "Espulsioni casa per casa".

Salvini: "Espulsioni casa per casa". L'eurodeputato Matteo Salvini (Lega Nord) ha invocato il pugno duro contro gli immigrati, sollecitando espulsioni a tappeto. Ho già segnalato al ministro Maroni questa situazione di emergenza - ha detto - Occorrono controlli ed espulsioni casa per casa, piano per piano".<!-- fine TESTO --> <!-- inizio DATA --> (13 febbraio 2010)

FONTE: Repubblica (http://milano.repubblica.it/dettaglio/delitto-in-strada-egiziano-ucciso-e-guerriglia-urbana-in-via-padova/1858823)

Juliet
14-02-2010, 13:08
Secondo me, risulta evidente che la politica del governo in tema di immigrazione è fortemente fallimentare.

Questi (e altri) sono i pessimi risultati di una politica sbagliata sia in tema di immigrazione che di sicurezza. Continuiamo a dirlo, ci ascolteranno prima o poi ?

Come fanno a non accorgersene?

Bondourant
14-02-2010, 15:40
sapessi come è strano
scoprire Los Angeles a Milano

sicurezza un cazzo ! scura letissia & fasciodecorato

fantasma76
14-02-2010, 17:21
Sarà colpa della sinistra che è al governo, della sinistra che sta alla regione o della sinistra che sta nel comune?
Sono fiducioso che qualcuno di sinistra sia comunque il colpevole.

Edric
14-02-2010, 19:17
La tua fiducia non è stata tradita. Ho appena sentito dire da Calderoli sul TG3 che è tutta colpa della troppa tolleranza della sinistra.

E pensare che l'egiziano è morto dopo aver tentato di difendere la sua fidanzata italiana. Tutta questa promiscuità è veramente indecente. :whistler:

taccaromiceto
15-02-2010, 01:42
Secondo me, risulta evidente che la politica del governo in tema di immigrazione è fortemente fallimentare.

Questi (e altri) sono i pessimi risultati di una politica sbagliata sia in tema di immigrazione che di sicurezza. Continuiamo a dirlo, ci ascolteranno prima o poi ?

Come fanno a non accorgersene?

E poi ti lamenti quando strumentalizzano gli altri.

Sapresti dirmi in che modo un ''dentro tutti'' avrebbe evitato questa tragedia?

Altrimeenti ai messo la solita frase buonista per sentirti meglio con la tua coscienza,ma ciò non cambia la realtà dei fatti.

Edric
15-02-2010, 01:56
La realtà dei fatti è che un aggressione con un morto, come ce ne potevano essere tante, è degenerata in una protesta violenta perchè questa gente non è più sicura di avere giustizia per la morte di un proprio connazionale davanti a tutte le difficoltà, alle prevaricazioni ed al non rispetto dei propri diritti fondamentali messi in atto da una politica xenofopa ed inconcludente che ha per slogan "Tolleranza zero".
Come mai rispetto ad un episodio che è analogo a ciò che è avvenuto in passato in altre città (ad esempio a Torino), si è avuta una reazione di questo tipo?
Secondo me perchè viene percepita l'ostilità della società che gli circonda.
E' non veniamo a smenarcela che è colpa della sinistra e dei buonisti perchè a Milano c'è De Corato, la Bossi-Fini è del centro-destra, ed è almeno da 10 anni che le politiche per l'immigrazione le fa il centro-destra, a parte la preve pausa dell'ultimo governo Prodi.
Ha detto bene Bersani: il PDL e la Lega hanno fallito sia rispetto alle politiche per l'immigrazione sia rispetto alle politiche per la sicurezza.

Küstenland
15-02-2010, 09:40
La Lega:
"Controlli ed espulsioni casa per casa".


De Corato: "Far west tra bande e il conto lo pagano i milanesi"

La Lega parte all'attacco della politica "dell'integrazione facile", come dice il ministro Roberto Calderoli. E Matteo Salvini, eurodeputato e consigliere comunale, chiede "controlli ed espulsioni casa per casa, piano per piano". Il vicesindaco De Corato: "Far west tra bande di nordafricani e sudamericani. Ma il conto lo pagano i milanesi". Il Pd attacca il Comune e chiede che Maroni riferisca alle Camere. Formigoni: "Violenze inaccettabili"

Milano - La rivolta degli immigrati a Milano, dopo l'omicidio in via Padova di un diciannovenne egiziano da parte di sudamericani, diventa subito un caso politico a un mese e mezzo dalle regionali. La Lega parte all'attacco della politica "dell'integrazione facile", come dice il ministro Roberto Calderoli. E Matteo Salvini, eurodeputato e consigliere comunale, chiede "controlli ed espulsioni casa per casa, piano per piano" nei quartieri multietnici della città. Il Pd, invece, con il candidato alla presidenza della Lombardia Filippo Penati, punta l'indice contro "chi governa la città da 15 anni". Mentre Emanuele Fiano, deputato milanese, chiama il ministro dell'Interno Roberto Maroni a riferire al più presto alla Camera sugli scontri scoppiati nel tardo pomeriggio in città.

"Quello che è accaduto è una risposta a tutti coloro che ritengono che l'integrazione possa avvenire per legge o per decreto - dice all'ANSA Calderoli - Sono cose da matti, stiamo pagando una ideologia sbagliata del passato e anche gli errori odierni di qualcuno che pensa che l'integrazione possa realizzarsi attraverso delle modifiche numeriche".

Senza citarlo, una bacchettata a chi, come il presidente della Camera Gianfranco Fini, chiede che siano ridotti i tempi per ottenere la cittadinanza. Calderoli ricorda che la Lega considera "da sempre essenziale quantità, qualità e controllo" dell'immigrazione. "Quello che accade stasera a Milano è un segnale di una possibile nuova banlieu francese - aggiunge - Proprio mentre la Francia sta facendo proposte rigide per il controllo dell'immigrazione dimostrando come sia giusta la nostra linea".

Riccardo De Corato, vicesindaco Pdl di Milano, parla di "far west tra bande di nordafricani e sudamericani. Ma il conto - dice - lo pagano i milanesi: auto e negozi distrutti, decine di uomini della polizia impegnati per ore". De Corati cita i dati dell'immigrazione in città: "200mila extracomunitari regolari, 40mila clandestini; il 15,4% della popolazione milanese fatta di extracomunitari e via Padova, la via più multietnica di Milano - aggiunge - testimonia che sono numeri enormi: così è difficile governare l'immigrazione".

Un affondo che provoca la reazione di Penati, che il 28-29 marzo sfiderà Roberto Formigoni per la poltrona di governatore lombardo. "Sono 15 anni che De Corato e la destra governano la città e, di fronte ai tragici fatti di Via Padova, sanno solo dire che Milano è il far west. Non è accettabile che quando governa il centrosinistra il problema dell'ordine pubblico è colpa del governo, mentre quando lo fa il centrodestra, sia a livello locale che nazionale, non si sentono investiti da nessuna responsabilità".

"Incidenti e violenze inaccettabili: la legge deve essere rispettata da tutti, tanto più da chi è ospite nel nostro Paese. I colpevoli vanno individuati e perseguiti e sono sicuro che le forze dell'ordine sono e saranno all'altezza del compito", dice il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.

Fonte (http://www.ilgiornale.it/milano/la_lega_controlli_ed_espulsioni_casa_casa_de_corato_far_west_bande_e_conto_pagano_milanesi/13-02-2010/articolo-id=421681-page=0-comments=1)

Amanda
15-02-2010, 11:22
http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Milano:%20ucciso%20un%20ventenne%20egiziano,%20la%20lite%20per%20i%20commenti%20sulla%20sua%20ragazza%20italiana,%20contestato%20il%20vicesindaco%20De%20Corato%20in%20visita%20al%20quartiere&idSezione=5837


Milano dopo il delitto di via Padova, Maroni spiazza la Lega Nord: non servono le camionette di polizia, ma nuovi modelli di integrazione
Bersani: "Il centro-destra governa il paese, la città e la Lombardia, le responsabilità sono sue". 4 fermi per le devastazioni.
Angelo Angeli
Il ministro degli Interni, Roberto Maroni (Lega Nord) spiazza Matteo Salvini (Lega Nord), che - dopo il delitto di via Padova - aveva chiesto una sorta di progrom e la caccia a gli stranieri casa per casa.
Non è con le camionette di polizia - ha detto Maroni in un'intervista pubblicata oggi al Corriere della Sera - che si risolvono i problemi degli immigrati.
Bisogna evitare, piuttosto, che si determini un "effetto banlieu" concentrando gli extracomunitari solo in alcuni quartieri.
Per Maroni serve un nuovo modello di integrazione.

Juliet
15-02-2010, 11:38
E poi ti lamenti quando strumentalizzano gli altri.
Cosa vuoi dire ?

La lega è maestra (ovviamente esempio negativo ) nella strumentalizzazione vedi crocefisso e religione .

Comunque, visto l'errore enorme che è stato fatto dalla destra in materia di immigrazione, non vi rimane che fare marcia indietro, come risulta evidente dalla following to-day interview di Maroni.




Dopo gli scontri di via Padova: «cambiare modello di accoglienza sin qui adottato»
Maroni: niente rastrellamenti
serve una nuova integrazione

Il ministro: evitare le concentrazioni etniche in un solo quartiere
Dopo gli scontri di via Padova: «cambiare modello di accoglienza sin qui adottato»

Maroni: niente rastrellamenti
serve una nuova integrazione

MILANO — «No, non vedo il rischio banlieue in via Padova», dice il ministro Maroni. Lo scoppio di rabbia e violenza di sabato sera nel quartiere multietnico di Milano forse non era evitabile e nemmeno prevedibile: una lite sul bus, la coltellata, la voglia di vendetta, sono un caso di cronaca nera e non un’emergenza di Stato. Però c’è un allarme sociale dietro la bolla che ha infiammato la guerriglia urbana tra immigrati di diverse etnie e paralizzato per cinque ore un pezzo di città. C’è la paura che si possa ripetere, a Milano, a Torino, a Bologna, a Napoli o a Palermo, nelle città dove i territori perduti si gonfiano di tensioni sociali, di rabbia e di paura per la crescita incontrollata di un’immigrazione che ha occupato spazi senza essersi mai integrata del tutto. C’è la politica in fibrillazione, l’opposizione che accusa l’inerzia del centrodestra, il governo che attacca il buonismo della sinistra. E rimbombano parole forti da Milano: rastrellamenti, deportazioni. Roberto Maroni evita di gettare benzina sul fuoco. «In via Padova bisogna abbassare la febbre e non scatenare una guerra civile». C’è chi chiede un blitz immediato, sgomberi, ruspe, e i più attivi sono i suoi compagni di partito della Lega, ma il ministro ha un’altra strategia: «In via Padova non siamo davanti a un campo nomadi abusivo. Non serve un’azione di forza, la parola rastrellamenti non la voglio sentire: qui c’è da gestire un problema sociale. Io faccio il ministro dell’Interno e voglio lasciare da parte le esasperazioni dettate a caldo».

Signor ministro, sabato sera quando si rovesciavano auto in strada e la polizia in via Padova era in assetto da guerra ha pensato a Rosarno, a una rivolta fuori controllo?
«Ci siamo attivati subito per tenere sotto controllo la situazione. Ho parlato con il prefetto, conosco bene via Padova, i suoi problemi e la grande capacità che ha Milano di integrare gli stranieri. Gli incidenti di sabato hanno avuto un pretesto banale degenerato in violenza collettiva. Ma non era una rivolta contro lo Stato. Certi sintomi di Rosarno li ho avvertiti due anni fa, nella stessa zona, quando l’assassinio di un giovane di colore da parte di italiani portò in strada migliaia di immigrati. Ecco, allora ho pensato alle banlieue francesi.»

Non teme che questo possa ripetersi?
«È un timore reale, che ci deve spingere a cambiare passo nelle politiche di accoglienza e di integrazione. Io dico: vanno espulsi i clandestini, ma non si risolve un problema come via Padova con i blitz e le camionette. La soluzione non è lo Stato di polizia».

Bisogna controllare meglio l’eccessiva concentrazione di immigrati in uno stesso quartiere?
«Il mix esplosivo di via Padova si è formato negli anni secondo un modello sociale che non ha voluto gestire un insediamento etnico. È importante evitare che una zona di città diventi estranea a chi ci vive, una sorta di territorio separato, di zona franca. Nel futuro dobbiamo evitare le concentrazioni etniche in un solo quartiere».

È una proposta o un progetto?
«È un nuovo progetto di integrazione. Adesso bisogna gestire, fare politiche di ricomposizione, mantenere insieme la città. E quando serve intervenire. Mi piace parlare di ristrutturazione, ma senza interventi repressivi. Non serve incendiare le piazze».

C’è già qualcosa di concreto, c’è una risposta ai residenti di via Padova e di quelle zone in cui i cittadini si sentono stranieri in casa?
«Chiederò subito a Roma una riunione con il ministero del Welfare, le Regioni, i Comuni, le associazioni di volontariato per affrontare questo tema: come garantire l’integrazione, attraverso le leggi, nei territori delle grandi città. Bisogna evitare che certe periferie diventino focolai di violenza, ma per questo si deve anche cambiare un modello di accoglienza sin qui adottato».

E qual è il nuovo?
«Dobbiamo inventarlo, definire le condizioni perché un extracomunitario regolare possa integrarsi davvero. In strada, l’altra sera in via Padova, c’erano tanti immigrati regolari, a Milano molti di loro sono diventati imprenditori eppure vivono ancora in una condizione di estraneità. Dobbiamo pensare che oltre al permesso di soggiorno, al lavoro, alla casa, ci sono altre condizioni che oggi mancano perché un’integrazione possa dirsi riuscita».

E i controlli contro l’illegalità, la mancanza di pattuglie in strada lamentata da chi vive nei quartieri a rischio?
«Rafforzeremo il presidio delle forze dell’ordine a Milano, anche in vista della nuova Questura di Monza. C’è uno stanziamento nella Finanziaria, anticiperemo l’invio di agenti a Milano, 170 uomini in tutto, per evitare che si ripetano casi come quello della scorsa notte. Ma sia chiaro che questa non è una militarizzazione ».

Lei sta parlando di prevenzione, di interventi per evitare che gli immigrati di seconda generazione finiscano per essere arruolati in bande, di sostegno a certe politiche di accoglienza con interventi della pubblica amministrazione per evitare il degrado. È il segnale di una svolta?
«C’è la necessità di un cambio di passo. C’è un modello sociale che non funziona, che va ricostruito. Con l’università Cattolica stiamo creando una rete permanente di monitoraggio delle realtà urbane per definire migliori politiche di intervento. Una di queste è proprio la gestione oculata degli insediamenti degli immigrati sul territorio».

In certi casi però si arriva quando ormai è troppo tardi.
«Questa è la realtà che dobbiamo affrontare oggi. Il prefetto di Milano ha ricordato che gli stranieri nel 1980 erano tremila e adesso sono 400 mila. C’è una bella differenza. E in via Padova il parroco dice che la zona è stata travolta da un afflusso incontrollato. La lezione dei fatti di sabato è questa: bisogna programmare e gestire gli interventi, senza criminalizzare ».

È un invito alla responsabilità degli amministratori comunali?
«Dobbiamo lavorare tutti insieme, cercare di evitare la concentrazione di etnie in una stessa zona, con il rischio di creare ghetti. Ma anche trovare nuove occasioni di integrazione per gli stranieri regolari»

Davanti a queste emergenze molti sindaci si sentono soli, abbandonati dallo Stato.
«Questo non deve accadere. So benissimo che i sindaci sono in prima linea, come lo è stato per anni quello di Padova, Zanonato. Parlo di uno lontano dalla mia parte che ha fatto bene il suo dovere, e quando si è reso necessario ha spostato 270 famiglie di stranieri da un quartiere all’altro per rompere una concentrazione di etnie che rischiava di diventare pericolosa ».

Il segretario del Pd Bersani accusa la politica del centrodestra, è un fallimento dice, governano tutto loro ma i risultati non si vedono.
«Sarebbe facile rispondere a Bersani che nel 2008 gli sbarchi a Lampedusa erano settemila e nel 2009 li abbiamo ridotti a tremila. Potrei anche ripetere quel che ha detto il ministro Gelmini: siamo arrivati a questo grazie al lassismo e al buonismo della sinistra. Ma vorrei evitare il rimpallo delle colpe. Una classe politica non deve usare miseramente questi temi per una campagna elettorale».

Giangiacomo Schiavi
15 febbraio 2010

http://www.corriere.it/politica/10_febbraio_15/schiavi-intervista-maroni_b124570e-1a01-11df-8cad-00144f02aabe.shtml


Adesso salta fuor Maroni, a dire che "serve una nuova integrazione ?

Adesso dice che necessita cambio di passo ???

Deve proprio toccare con mano, arrivare fino a questi punti ?

Tacca, ci ascolti quando parliamo ?

taccaromiceto
15-02-2010, 22:58
Adessosarebe bello se tu mi spiegassi cme ua politica d'integrazione diversa avrebbe impedito l'omicidio di un extracomunitario contro un altro extracomunitario

Edric
15-02-2010, 23:10
Adessosarebe bello se tu mi spiegassi cme ua politica d'integrazione diversa avrebbe impedito l'omicidio di un extracomunitario contro un altro extracomunitario

Non fare il finto tonto. La domanda è un'altra; scontri tra balordi ci sono sempre stati, anche con balordi italiani.
La domanda è un'altra: come mai il clima è così esasperato e gli immigrati non si aspettano di aver nessuna giustizia dalle istituzioni italiane?
Comunque non ti preoccupare per le parole di Maroni. Tutte balle per addolcire la pillola. Puoi stare tranquillo: i quartieri ghetto restano e nessun extracom verrà ad abbassare il prezzo del tuo immobile...

Bondourant
15-02-2010, 23:13
Adessosarebe bello se tu mi spiegassi cme ua politica d'integrazione diversa avrebbe impedito l'omicidio di un extracomunitario contro un altro extracomunitario

sarebbe anche bello che tu spiegassi a un milanese che cazzo significa sicurezza per quella giunta di asserviti ai comitati d'affari di UMUNGUS che sta a Milano :D

taccaromiceto
15-02-2010, 23:39
come mai il clima è così esasperato e gli immigrati non si aspettano di aver nessuna giustizia dalle istituzioni italiane?


Perchè in Italia i balordi ci vengono APPOSTA.

Solo che quando vengono messi sotto da qualcuno più balordo di loro,che siano caporali o bande di sudamericani poco cambia.

Spaccano tutto e si ribellano.
I balordi vogliono dominare,non sopportano l'idea che ce ne siano altri.

A bond:

Ti sono arrivati solo vicino,voglio vedere quando verrà distrutta la tua macchina

Bondourant
16-02-2010, 00:49
altri.

A bond:

Ti sono arrivati solo vicino,voglio vedere quando verrà distrutta la tua macchina

hanno montato una rissa da strada ( negli anni 70 capitava ben di peggio) come un' emergenza nazionale questi bastardi corrrotti
ladri e puttanieri :mad:

fra un po chiamavano la gestapo per rastrellare casa per casa
fascisti di merda.

taccaromiceto
16-02-2010, 01:11
Quando è successa l'ultima ''rissa da strada'' come questa a Milano?

Possibile che tu ti ritenga molto più intelligente e ''giusto'' di chi in viale Padova ci vive?

Perchè non scendi un pò da quello scranno di onnipotenza che ti sei costruito?

Bondourant
16-02-2010, 02:27
Quando è successa l'ultima ''rissa da strada'' come questa a Milano?

Possibile che tu ti ritenga molto più intelligente e ''giusto'' di chi in viale Padova ci vive?

Perchè non scendi un pò da quello scranno di onnipotenza che ti sei costruito?

vediamo di separare le cose.
io non tengo per i rissaioli ma sono anni che la giunta retta da corrotti e fascisti conosce il problema viale padova. anni, mai un sano intervento di prevenzione, hanno aspettato che all'interno delle comunità nascessero rancori sino al morto. (motivo della guerriglia) le tensioni sociali di quel posto sono esplosive lo sanno bene i residenti,più volte hanno chiesto controlli seri e interventi.

semplice : meglio far scoppiare risse e fottersene dell'integrazione così le campagne elettorali razziste neo-fasciste e istigatorie funzionano meglio.
infatti la prima risposta (leghista)è stata rastrellamenti casa per casa, non ti ricordano niente queste parole ?

da anni governano Milano e la provincia eppure la letissia
ha ancora avuto il coraggio di dare la colpa alla sinistra, intanto i pennisi uomo della MORATTI intasca le tangenti.

cosa c'entra lo scranno lo vedi solo tu.

kalandar
16-02-2010, 09:00
vediamo di separare le cose.
io non tengo per i rissaioli ma sono anni che la giunta retta da corrotti e fascisti conosce il problema viale padova. anni, mai un sano intervento di prevenzione, hanno aspettato che all'interno delle comunità nascessero rancori sino al morto. (motivo della guerriglia) le tensioni sociali di quel posto sono esplosive lo sanno bene i residenti,più volte hanno chiesto controlli seri e interventi.

semplice : meglio far scoppiare risse e fottersene dell'integrazione così le campagne elettorali razziste neo-fasciste e istigatorie funzionano meglio.
infatti la prima risposta (leghista)è stata rastrellamenti casa per casa, non ti ricordano niente queste parole ?

da anni governano Milano e la provincia eppure la letissia
ha ancora avuto il coraggio di dare la colpa alla sinistra, intanto i pennisi uomo della MORATTI intasca le tangenti.

cosa c'entra lo scranno lo vedi solo tu.

cari amici che stanno da quelle parti mi dicono che dai primi tafferugli all'intervento della polizia è passato davvero molto, troppo tempo. e tutti sappiamo che in loreto la polizia c'è. da piazzale loreto a via padova è veramente un attimo.
e queste cose si sa che degenerano facilmente.
forse questo si voleva.

il problema viale padova (e vie limitrofe), come dici tu si conosce da anni. appena sposata, nel '95, andai a vivere da quelle parti (via venini). dopo le 20 non si poteva quasi uscire. eravamo invasi (e non esagero) da spacciatori (italianissimi e non) e bonzi di vario genere (italianissimi).


va poi ricordato che anche in quella problematica zona di milano, la maggior parte delle persone sono perbene. gente che lavora seriamente e duramente.
spero roderigo me lo permetta, colgo l'occasione per fare pubblicità ad un delizioso ristorante della zona, il tempio d'oro (http://www.altempiodoro.it/www.altempiodoro.it/TempioNews.html) .
fateci un giro è un bell'esempio di integrazione a milano. a quei tavoli è nata anche emergency.

kalandar
16-02-2010, 09:07
Perchè in Italia i balordi ci vengono APPOSTA.

Solo che quando vengono messi sotto da qualcuno più balordo di loro,che siano caporali o bande di sudamericani poco cambia.

Spaccano tutto e si ribellano.
I balordi vogliono dominare,non sopportano l'idea che ce ne siano altri.

A bond:

Ti sono arrivati solo vicino,voglio vedere quando verrà distrutta la tua macchina
scusa, forse non ho ben capito. stai sostenendo che il ragazzo ammazzato l'altro giorno sia un balordo?
se si, puoi segnalare da dove hai recuperato questa informazione? mi interessa assai saperlo. se per caso non fosse così, sarebbe una vera porcheria scrivere 'sta cosa.

e visto il tuo riferimento a caporali, stai sostenendo che gli immigrati di rosarno sono balordi?

Juliet
16-02-2010, 10:03
vediamo di separare le cose.
io non tengo per i rissaioli ma sono anni che la giunta retta da corrotti e fascisti conosce il problema viale padova. anni, mai un sano intervento di prevenzione, hanno aspettato che all'interno delle comunità nascessero rancori sino al morto. (motivo della guerriglia) le tensioni sociali di quel posto sono esplosive lo sanno bene i residenti,più volte hanno chiesto controlli seri e interventi.

semplice : meglio far scoppiare risse e fottersene dell'integrazione così le campagne elettorali razziste neo-fasciste e istigatorie funzionano meglio.
infatti la prima risposta (leghista)è stata rastrellamenti casa per casa, non ti ricordano niente queste parole ?




A riprova di quanto dici, quest'ansa.
E' stato un crescendo di astio maltrattenuto che è poi sfociato nella violenza, complice e forse anche artefice una pessima politica di integrazione.





Ucciso per un piede pestato ???

:mad::mad::mad:



Milano,egiziano ucciso per piede pestato
Un futile motivo ha scatenato la lite e l'accoltellamento


14 febbraio, 14:28

(ANSA) - MILANO, 14 FEB - La causa dell'accoltellamento e la morte del 19enne egiziano ieri a Milano, sarebbe stata ''un piede pestato''. Lo hanno riferito due amici della vittima, uno che e' riuscito a sfuggire all' aggressione, e un altro,che e' stato lievemente ferito. Battibecchi e poi insulti a bordo di un bus tra i nordafricani e un gruppo di sudamericani che poi avrebbero ucciso il 19enne.Dopo, nella notte, tafferugli e scontri in strada. In Via Padova, oggi, paura e rabbia

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/02/14/visualizza_new.html_1703471761.html

Edric
16-02-2010, 10:03
scusa, forse non ho ben capito. stai sostenendo che il ragazzo ammazzato l'altro giorno sia un balordo?
se si, puoi segnalare da dove hai recuperato questa informazione? mi interessa assai saperlo. se per caso non fosse così, sarebbe una vera porcheria scrivere 'sta cosa.

e visto il tuo riferimento a caporali, stai sostenendo che gli immigrati di rosarno sono balordi?

Per lui sono balordi perchè spaccano tutto e si ribellano.
Visto che sono stranieri dovrebbero soffrire in silenzio.

Bondourant
16-02-2010, 10:12
e visto il tuo riferimento a caporali, stai sostenendo che gli immigrati di rosarno sono balordi?

in campagna elettorale per il popolo delle libertà
sono tutti balordi, comunisti, complottisti giustizialisti (che significa fare giustizia non giustiziare)
figurati s si lasciavano scappare l'occasione.

fantasma76
16-02-2010, 11:53
come mai il clima è così esasperato e gli immigrati non si aspettano di aver nessuna giustizia dalle istituzioni italiane?
a me mi viene da chiedere ma l'Italia esiste veramente?
In ospedale ci si muore o si deve vendere un rene per poter comprare un po di dignità, la giustizia te la devi fare da te se no stai fresco, i donatori di lavoro possono fare quello che cavolo vogliono e a te povero schiavo non resta che impiccarti, se non paghi tangenti non hai nulla, non hai diritto alla casa, ma puoi costruire ovunque, tanto se lo stato progetta un ponte su uno stretto sismico, perché non puoi farti una casa nel Vesuvio, al massimo te la abbattono se non paghi tangenti fra queste pure sessuali, e non scherzo i vigili hanno chiesto veramente favori sessuali per non abbattere case.
Mi chiedo perché pagare centinaia di milioni di euro, per sostenere uno stato che se non ci fosse sarebbe lo stesso?

fantasma76
16-02-2010, 12:15
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Bondourant
16-02-2010, 12:28
ovvio,

cosa avevo detto prima ?
la ragazza che sta parlando dice assolute verità.

"ma parliamo per favore"

ma il dialogo non appartiene alla giunta della moratti

taccaromiceto
16-02-2010, 18:57
vediamo di separare le cose.
io non tengo per i rissaioli ma sono anni che la giunta retta da corrotti e fascisti conosce il problema viale padova. anni, mai un sano intervento di prevenzione, hanno aspettato che all'interno delle comunità nascessero rancori sino al morto. (motivo della guerriglia) le tensioni sociali di quel posto sono esplosive lo sanno bene i residenti,più volte hanno chiesto controlli seri e interventi.

semplice : meglio far scoppiare risse e fottersene dell'integrazione così le campagne elettorali razziste neo-fasciste e istigatorie funzionano meglio.
infatti la prima risposta (leghista)è stata rastrellamenti casa per casa, non ti ricordano niente queste parole ?

da anni governano Milano e la provincia eppure la letissia
ha ancora avuto il coraggio di dare la colpa alla sinistra, intanto i pennisi uomo della MORATTI intasca le tangenti.

cosa c'entra lo scranno lo vedi solo tu.

Ma non capisco cosa intendi per interventi preventivi.

Qualsiasi interveno del genere sarebbe stato inondate da proteste uralnti al fascistone che controlla per reprimere.

taccaromiceto
16-02-2010, 19:02
scusa, forse non ho ben capito. stai sostenendo che il ragazzo ammazzato l'altro giorno sia un balordo?
se si, puoi segnalare da dove hai recuperato questa informazione? mi interessa assai saperlo. se per caso non fosse così, sarebbe una vera porcheria scrivere 'sta cosa.

e visto il tuo riferimento a caporali, stai sostenendo che gli immigrati di rosarno sono balordi?

Evidentemente mi sono spiegato male.

Volevo dire che chi tra loro è un balordo,in Italia ci viene apposta.

C'è gente che viene in questo paese e ci rimane da clandestino solo perchè in altri la vita sarebbe troppo dura.

Che tipo di fiducia nele istituzioni si vuole avere in queste condizioni?

Quando parlo io di situzioni drammatiche da 20 anni,mi rispondete che sono fisolgice e impossibili da evitare in una megalooli come Milano.

Quando poi succede qulcosa di grave,ridiscutete tutto e si doveva intervenire prima.

MA come???


Non era mica un problema inesitente,o comunque inevitabile/fisiologica,cavalcata dalla stampa di regime per far crescere la paura della gente?

fantasma76
16-02-2010, 20:04
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Shadow
16-02-2010, 22:52
La realtà dei fatti è che un aggressione con un morto, come ce ne potevano essere tante, è degenerata in una protesta violenta perchè questa gente non è più sicura di avere giustizia per la morte di un proprio connazionale davanti a tutte le difficoltà, alle prevaricazioni ed al non rispetto dei propri diritti fondamentali messi in atto da una politica xenofopa ed inconcludente che ha per slogan "Tolleranza zero".
Come mai rispetto ad un episodio che è analogo a ciò che è avvenuto in passato in altre città (ad esempio a Torino), si è avuta una reazione di questo tipo?
Secondo me perchè viene percepita l'ostilità della società che gli circonda.
E' non veniamo a smenarcela che è colpa della sinistra e dei buonisti perchè a Milano c'è De Corato, la Bossi-Fini è del centro-destra, ed è almeno da 10 anni che le politiche per l'immigrazione le fa il centro-destra, a parte la preve pausa dell'ultimo governo Prodi.
Ha detto bene Bersani: il PDL e la Lega hanno fallito sia rispetto alle politiche per l'immigrazione sia rispetto alle politiche per la sicurezza.

Quoto e sottoscrivo il tuo post, Edric, e voglio aggiungere che sarebbe più pertinente domandarsi per quale motivo gli egiziani, che sono una delle comunità più integrate nel tessuto italiano e che non hanno mai creato problemi per l'ordine pubblico, sono arrivati ad un livello di rabbia da sfociare in una rivolta.

Nessuno infatti ha fatto riferimento a cosa è realmente avvenuto a Milano: un ragazzo egiziano di 17 anni è andato a chiedere delle spiegazioni ad un gruppo di aderenti ai "Latin Kings - Chicago", una gang che ha ramificazioni a livello internazionale con sedi sparse per il mondo ma sopratutto in America Latina e negli Usa, riguardo degli apprezzamenti nei confronti della sua ragazza.

La risposta è stata una aggressione fisica culminata con una serie di coltellate che ha posto fine alla vita di questo povero ragazzo, considerato da tutti un ragazzo tranquillo, e la reazione dei suoi amici si è scatenata innanzitutto nella ricerca agli assassini e agli appartenenti a tale gang, per poi degenerare in tafferugli. In qs contesto io mi domando, visto che non è la prima volta che i Latin Kings si rendono responsabili di tale aggressioni, per quale motivo non è stata messa in opera a livello preventivo la repressione nei confronti di questa organizzazione criminale che si rende responsabile di atti di violenza e criminalità anche nei confronti della loro stessa comunità, ed è conosciuta dalle polizie di mezzo mondo.

In questi gg mi sto sentendo spesso con un amico egiziano che è impegnato a livello sociale nell'associazionismo interno alla propria comunità che sta cercando, insieme ad altri, a ricondurre i giovani alla calma, visto che la loro rabbia non accenna a scemare. Ed è probabile che farò un viaggio a Milano per dare una mano a Youssef per parlare con questi ragazzi nel contesto di una serie di incontri nelle moschee, e cercare di stabilire un contatto con altri esponenti della comunità latinoamericana (sopratutto ecuadoregni visto che sono la maggioranza in queste pandillas, come chiamano queste bande), ex appartenenti ai Latin Kings e veri e propri membri che rifiutano questa logica di scontro.

L'obiettivo è far parlare questi ragazzi che si odiano in maniera viscerale, infatti secondo le testimonianza che mi sono pervenute questi tafferugli erano prevedibili visto l'atteggiamento che i membri di tale gang mantengono nelle zone dove sono presenti, e nel quartiere specifico. Non era la prima volta che avvenivano delle risse, prevalentemente per il tentativo di una parte dei Kings di cercare di prendere possesso della zona per i loro traffici delinquenziali. Speriamo bene, il resto sono solo chiacchiere di matrice propagandista, la responsabilità di quello che è avvenuto è la latitanza delle istituzioni, quelle stesse che straparlano di sicurezza e fanno della xenofobia la loro bandiera politica, e che ritengono i clandestini come degli inevitabili balordi. Quel ragazzo non lo era, ma era un clandestino, e per certi ambienti questo basta per considerare la sua morte con sufficienza, e magari con una logica del "in fondo se lo era cercato". Che tristezza...:mad:

taccaromiceto
16-02-2010, 23:10
In qs contesto io mi domando, visto che non è la prima volta che i Latin Kings si rendono responsabili di tale aggressioni, per quale motivo non è stata messa in opera a livello preventivo la repressione nei confronti di questa organizzazione criminale che si rende responsabile di atti di violenza e criminalità anche nei confronti della loro stessa comunità, ed è conosciuta dalle polizie di mezzo mondo.


Perchè si sarebbe detto,in ordine sparso:

- Non sono un reale problema
- Non sono abbastanza numerosi da creare un reale pericolo
- Sono resi più pericolosi di quello che sono realmente per creare paura nelle persone
- Si deve pensare prima alla mafia
- Si deve pensare prima ai criminali nostrani
- Non possiamo riempire le carceri
- Si deve pensare ai caporali
- Reprimere in manera preventiva è da fascisti


Credo che il rpoblema sia uno solo:

Quella parte politica che si mette di traverso ogni qual volta si cerca di limitare la libertà delinquenziale degli immigrati in genere.

Questo porta ad un lassismo ce nasce dall'ambulante abusivo e finiasce alla libertà per delle gang che andavano represse NEL SANGUE almeno 10 anni fa.

kalandar
16-02-2010, 23:21
sta tutto qui: " si cerca di limitare la libertà delinquenziale degli immigrati in genere."
mi piacerebbe che nel mio paese si cercasse di contrastare la delinquenza...in genere.

comunque, giusto perchè non ci siano equivoci, ecco chi sono i balordi:


Giovedì a Roma un convegno organizzato da tutte le associazioni antirazziste.
Il rapporto illustrato anche ad una delegazione del Parlamento Ue in Calabria
Dossier: a Rosarno 20 anni di soprusi sui neri
Spari nel '90, duplice omicidio due anni dopo

di Carlo Ciavoni


ROSARNO - Che la 'ndrangheta sia lì, attorno ai campi dove si raccolgono arance e mandarini, senza neanche il fastidio di nascondersi, è cosa risaputa. E che a sparare contro i neri ridotti in schiavitù siano sempre loro delle 'ndrine, affinché "gli schiavi" si pieghino alle condizioni disumane alle quali sono costrettti e non si azzardino a protestare, è altrettanto noto. Ma poi è di dominio pubblico anche il fatto che le fucilate contro gruppi di immigrati, non sono soltanto un "gioioso passatempo" dei rampolli della mafia, che sparano per "farsi le ossa" e farsi conoscere, ma rappresentano una strategia terroristica che a Rosarno funziona dal 1990, fin dai primi flussi migratori dei manovali provenienti dall'Africa. Tutto nell'indifferenza generale.

"Arance insanguinate". E' il titolo di un dossier che "DaSud" Onlus ha presentato a Reggio Calabria e a Lamezia Terme ad una delegazione del Parlamento Europeo e di cui si parlerà a Roma - al cinema L'Aquila, giovedì prossimo - durante un meeting di tutte le associazione antirazziste. Si tratta di un lavoro che serve a far conoscere il tragitto e l'evoluzione negli ultimi vent'anni, di una tragedia di dimensione nazionale, che ha suscitato attenzione mediatica solo quando è esplosa come problema di ordine pubblico, la notte dell'8 gennaio scorso, quando su un gruppo di "schiavi africani" c'è stato l'ennesimo "tiro a segno", al quale gli immigrati hanno reagito con una vera e propria rivolta. Tutti erano sopravvivevano come animali in una ex cartiera, costruita con i soldi truffati alla Ue e poi abbandonata.

Un bollettino di guerra.
Il dossier, dunque, vuole dimostrare che a Rosarno la caccia ai neri africani è cosa vecchia, uno "sport" cominciato vent'anni fa. Il dossier fa un bilancio, che somiglia ad un bollettino di guerra: diversi i morti, decine e decine i feriti. Episodi che vengono riportati alla memoria, per dimostrare l'estrema gravità del problema. Si ricorda, ad esempio, la strage dell'11 febbraio del '92, quando vennero assassinati due cittadini algerini uccisi a revolverate nelle campagne della Piana di gioia Tauro. Si ricostruisce l'altra aggressione del febbraio del '94, quando due ragazzi della Costa d'Avorio furono feriti a fucilate e il corpo di un loro connazionale in avanzato stato di decomposizione, anche lui bersaglio dei mafiosi, fu trovato due anni più tardi. Gli autori del dossier si domandano, a questo punto, chissà quanti altri morti potrebbero essere ritrovati e quanti altri ancora, che nessuno cerca, che fine hanno fatto. "Una guerra, da sempre legata al racket dello sfruttamento delle braccia - si legge nel dossier - che ha nelle rivolte del 2009 e del 2010 due momenti intensi di una lunga e ventennale spirale di violenza. Morti dimenticati. Colpevolmente".

Il doppio volto di Rosarno. Il dossier di "daSud" mette in evidenza anche il "doppio volto di Rosarno" e, più in generale, della Piana di Gioia Tauro. Terra di contraddizioni profonde, dove spadroneggiano ferocissime 'ndrine, ma dove si sono anche sviluppate grandi battaglie civili. Perché se è vero che per anni le cosche hanno terrorizzato gli stranieri per schiavizzarli, è altrettanto vero che dai primi anni 90 il movimento del volontariato laico e cattolico è stato presente e s'è impegnato per aiutare gli immigrati. Ogni volta che c'è stata una violenza è seguita una reazione della società civile. Non solo, ma Rosarno è anche tra i centri calabresi dove è stato realizzato un sistema d'accoglienza con specifiche politiche di sostegno ai migranti, fin dal '95. E qui il dossier ricorda grazie il contributo del combattivo sindaco Peppino Lavorato, storico militante del Pci, che riuscì durante i suoi due mandati ad arginare la 'ndrangheta, col sostegno del mondo del volontariato.

Il lungo "tiro a segno" dal '90 in poi. La sera del 10 settembre '90 viene gambizzato a revolverate Mohamed El Sadki, 28 anni. Stessa sorte, un anno dopo, il 23 dicembre del '91, all'algerino Mohammed Zerivi, di 24 anni. Il 27 gennaio del '92 altri due giovani algerini, Malit Abykzinh, di 24 anni e Boumtl Rabah, di 27 anni, trovano sulla porta di casa dei ladri che stanno forzando la porta dell'appartamento con una sbarra di ferro. Sorpresi dagli africani, gli scassinatori reagiscono sparando: il più giovane finisce in ospedale con ferite gravissime all'addome, l'altro con una mano trapassata dai proiettili. È solo uno dei tanti episodi che si verificano in quel periodo.

Decine e decine di aggressioni. Numerosi atti di violenza sono passati sotto silenzio. Ma perché si andava a rubare in quelle case poverissime? Perché quelle sparatorie? A volte si trattava di vere e proprie di rapine, per togliere quel po' di soldi che gli immigrati riuscivano a guadagnare dopo 16-18 ore di lavoro per 25 euro. A volte erano intimidazioni, altre volte razzismo allo stato puro. C'è solo una regola: i neri devono subire in silenzio perché capiscano chi comanda da queste parti. Nel 1992 ecco i primi due morti. A fine gennaio l'arresto di un giovane del paese per le rapine agli africani fa salire la tensione. Così come le risse tra africani in paese. Sono di nuovo gli algerini il bersaglio delle fucilate e delle revolverate. Tre di loro vengono avvicinati nella notte dell'11 febbraio del '92 nelle strade di Rosarno. Un uomo gli propone un lavoro in campagna e li fanno salire in auto. È una trappola. Arrivati in una zona isolata, lungo la strada per Laureana di Borrello, località Scattareggia, gli sparano addosso. Due muoiono sul colpo - Abdelgani Abid e Sari Mabini, di 20 anni - il terzo, Murad Misichesh, 19 anni, riesce a scappare, ferito al collo.

La lunga scia di sangue sulla Piana. Il 18 febbraio del '94 tocca Mourou Kouakau Sinan, 41 anni, della Costa d'Avorio, preso a fucilate assieme a Bama Moussa, di 29 anni, ed Homade Sare, di 31, tutti del Burkina Faso. Il primo mure lì, per strada, colpito in pieno petto, gli altri due sono feriti lievemente. Ma nel '94 cominciano ad avere paura le cosche che approfittando della notte del Capodanno successivo per lanciare una offensiva in "stile colombiano", con mitragliate contro il Comune e le scuole pubbliche. Botti densi di avvertimenti minacciosi, che si ripeteranno nel tempo. Ma il 6 gennaio del '95 scatta la voglia di reagire all'aggressione mafiosa. Il Comune comincia la distribuzione di pasti caldi per gli immigrati. Si diffonde un'allegria tra braccianti bianchi e neri, che organizzano danze, coinvolgendo tutta la città. Ma le violenze proseguono.

Ma le arance non piovono dal cielo. Nell'ottobre del '96, un altro morto, un africano di 25-30 anni ritrovato in mezzo alla campagna di Laureana di Borrello, in stato di decomposizione. Impossibile scoprirne l'identità: nessuno lo ha mai cercato. La lunga catena di aggressioni e attentati arriva fino ai giorni nostri. Fino alla rivolta dell'8 gennaio scorso, quando la soluzione più giusta sembra essere quella di deportare "gli schiavi" , senza distinguere i richiedenti asilo politico, dai clandestini persino quelli che da anni - sempre clandestinamente - raccoglievano frutta dagli alberi, "ingranaggi di un volano" che ha arricchito l'economia locale. "Perché le arance e i mandarini, non piovono dal cielo", si legge nel dossier.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/15/news/dossier_a_rosarno_20_anni_di_soprusi_verso_i_neri-2312205/

Bondourant
16-02-2010, 23:34
Ma non capisco cosa intendi per interventi preventivi.

Qualsiasi interveno del genere sarebbe stato inondate da proteste uralnti al fascistone che controlla per reprimere.

ma chi sei il magozurlì ?
sarebbe stato cosa significa ? un quartiere si controlla in 100 modi, anche con sistemi non invasivi. abbiamo davvero teste e pensieri diversi.

taccaromiceto
16-02-2010, 23:50
vorrei conoscerne qualcuno di quei metodi non invasivi.

Anche perchè,anche in questo forum si è gridato allo stato fascista perchè erano stati chiesti dei paermessi di soggiorno su un tram.

Bondourant
17-02-2010, 12:57
il prete risponde



Tettamanzi su via Padova:
indifferente chi doveva agire
La Curia: giochi politici di parte per la ricerca del voto. L’invocazione di un «esercito», sì: ma di «educatori»


QUI (http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/10_febbraio_17/tettamanzi-documento-via-padova-indifferenza-diocesi-1602479704531.shtml)

Shadow
17-02-2010, 16:19
Perchè si sarebbe detto,in ordine sparso:

- Non sono un reale problema
- Non sono abbastanza numerosi da creare un reale pericolo
- Sono resi più pericolosi di quello che sono realmente per creare paura nelle persone
- Si deve pensare prima alla mafia
- Si deve pensare prima ai criminali nostrani
- Non possiamo riempire le carceri
- Si deve pensare ai caporali
- Reprimere in manera preventiva è da fascisti


Credo che il rpoblema sia uno solo:

Quella parte politica che si mette di traverso ogni qual volta si cerca di limitare la libertà delinquenziale degli immigrati in genere.

Questo porta ad un lassismo ce nasce dall'ambulante abusivo e finiasce alla libertà per delle gang che andavano represse NEL SANGUE almeno 10 anni fa.

E certo, per risolvere il problema rappresentato dei Latin Kings è auspicabile una sorta di sterminio dei loro aderenti, ma che ti sei fumato?? Quando parlo di repressione, parlo di indagini, eventuali arresti, processi e tutto l'iter che viene applicato nei confronti di qualsiasi organizzazione criminale. Ma la repressione deve andare di pari passo con la sensibilizzazione, cercando di recuperare quei ragazzi che sono entrati nella gang per affermare un sentimento identitario a mio parere viziato da un sentimento settario che rifiuta l'integrazione.

E già avvenuto, a Genova dopo una serie di sanguinosi eventi e altri fatti di cronaca legati al mondo dei Latin Kings sono stati compiuti numerosi arresti e processi, ma è venuto fuori anche un sentimento da parte dei loro leader locali che ha permesso di intraprendere un dialogo con tali realtà, fino a far nascere una associazione culturale composta da tali aderenti che si occupa dei problemi delle loro comunità ed è impegnato nel campo antirazzista e della mediazione interculturale con numerose iniziative.

Oltretutto a me non interessa quello che si sarebbe detto, ma quello che doveva e deve essere fatto, alcuni aspetti del fenomeno dei Latin Kings, quelli legati alla sfera criminale non sono stati affrontati, non mi interessa se per disinteresse, incapacità o che altro, e nel caso di Milano si è arrivato ad un livello di tensione da sfociare in tafferugli come quelli di cui stiamo discutendo. A Milano tale fenomeno è fuori controllo, a Genova come dicevo poc'anzi è avvenuto l'esatto contrario, e per quello che mi riguarda la responsabilità è di chi governa la città da un numero concreto di anni, ovvero il centrodestra. Anche perchè tale fenomeno non risale a dieci anni, ma più o meno da cinque.

Senza contare che tale situazione si scontra non poco con la asserità convinzione di questo governo di fare qualcosa di concreto per arginare il degrado dell'ordine pubblico, che non è questione esclusivamente riconducibile all'immigrazione, e questo è un dato di fatto. Oltretutto nei Kings ci sono anche ragazzi che non sono clandestini o tantomeno stranieri nati in Italia, ma italiani, con loro che facciamo?? Reprimiamo NEL SANGUE anche loro?? Li accusiamo di essere dei clandestini?? Daje, Taccaro, è un è discorso che non sta in piedi quello che stai proponendo.

Amanda
17-02-2010, 16:26
http://milano.virgilio.it/primopiano/accoltellato-egiziano-a-milano-vicino-via-padova.html

giovane egiziano è stato accoltellato stamattina a Milano, da alcuni maghrebini, forse a scopo di rapina o forse per una lite. Le sue condizioni non sono gravi.

Juliet
17-02-2010, 16:31
commento sull'integrazione pubblicato sul sito ufficiale della diocesi di milano


Tettamanzi su via Padova:
indifferente chi doveva agire



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L'arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi in visita alla comunità Sant'Egidio (Fotogramma)
MILANO - La «ferma condanna della violenza», ma anche il monito verso «l’indifferenza di chi avrebbe potuto intervenire prima e non lo ha fatto». Il richiamo al rispetto di «diritti e doveri» da parte di tutti, ma anche un reiterato richiamo alla politica per i «problemi reali sacrificati sull’altare della ricerca di consenso elettorale». L’invocazione di un «esercito», sì: ma di «educatori, non di militari». Ecco, dice la curia di Milano, cosa serve in via Padova: altro che fiaccolate. In effetti ci hanno pensato molto bene, quelli della curia più socialmente impegnata d’Italia, prima di parlare. Ma alla fine, a tre giorni dalla drammatica rivolta di via Padova, sono scesi in campo con un editoriale il cui titolo basterebbe da solo a scavalcare quasi tutte le prese di posizione espresse finora dai più: «Via Padova, la città in cui speriamo».

Editoriale pubblicato ieri sera sul sito della Diocesi. Non firmato, e quindi espressione di una linea ufficiale che il cardinale Dionigi Tettamanzi— pur senza esporsi in prima persona — deve aver a sua volta valutato sino alle virgole. Il testo parte volutamente dalla persona che, al di là delle auto rovesciate e vetrine spaccate, è rimasta infine sullo sfondo di tutto quel che è successo poi: e cioè il povero Abdel Aziz El Sayed, 19 anni, panettiere, ammazzato con una coltellata al petto. «La morte di un giovane, il conflitto etnico tra bande rivali, le reazioni violente che ne sono seguite», si legge nell’editoriale, richiedono «lucidità di giudizio» e si collocano «in uno scenario di diffuso disagio sociale che, complice l'indifferenza di chi avrebbe potuto intervenire prima ma non lo ha fatto, perdura da tempo ed è destinato a rimanere tale finché non si deciderà di ristabilire le condizioni per una normale e costruttiva convivenza civile». Invece?

Invece quel che più che altro si è visto anche stavolta, si rammaricano in curia, è stato il «consueto e triste gioco politico di parte» messo in scena da una «politica paralizzata dalla ricerca del consenso e poco audace nel progettare, realizzare, governare la metropoli». A prescindere dagli stranieri. Perché il problema è sempre lo stesso e non è di oggi, la curia cita il gioielliere e il tabaccaio ammazzati proprio in via Padova dieci anni fa, quando «criminali e vittime erano italiani: i nuovi arrivati si sono solo sostituiti ai delinquenti locali». Quella che è rimasta identica è «l’indifferenza» per il vero problema. «Sociale», prima che di polizia. Oggi con qualche aggravante in più: ulteriore «calo della tensione morale e civile»; mancanza di un «ethos pubblico condiviso». A tutti i livelli: «C’è forse differenza fra il disagio violento delle gang etniche e quello più narcisistico e spietato dei giovani "bene"?». E dire che le ricette per invertire la rotta sarebbero semplici, secondo la diocesi. Favorire i «ricongiungimenti familiari» degli stranieri, perché è partendo dalla famiglia che si costruisce il tessuto sociale».

E poi investire su scuola, casa, lavoro. Educatori. I sacerdoti del quartiere hanno promosso per stasera una veglia di preghiera sulla stessa lunghezza d’onda («Serve una nuova giustizia», dicono) che sarà guidata dal vicario del vescovo in persona, monsignor Erminio De Scalzi. Naturalmente il camper del Corriere, rimasto per due giorni in via Padova, ha raccolto anche altri umori: compresi quelli di un comitato che, per protestare contro un campo rom vicino, chiede appunto ai negozianti di via Padova che domani sera spengano le luci per un quarto d’ora. Martedì intanto i nordafricani fermati per i disordini di sabato sera sono saliti a sei (mercoledì mattina fermati altri tre giovani egiziani di età compresa tra 21 e 23 anni, di cui due irregolari, ndr). Resta da segnalare l’apprezzamento del presidente della Camera, Gianfranco Fini, per il ministro dell’Interno Roberto Maroni che in una intervista al Corriere si era detto contrario ai rastrellamenti: «Alcune mie piccole provocazioni hanno sortito qualche effetto». Intanto Emanuele Fiano, per il Pd, ha chiesto che sui fatti di via Padova il governo riferisca in aula. Per il momento ne riferisce lo scrittore Roberto Saviano: «Via Padova — ha detto — non è Rosarno».

Paolo Foschini
17 febbraio 2010
http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/10_febbraio_17/tettamanzi-documento-via-padova-indifferenza-diocesi-1602479704531.shtml


... e la chiesa interviene.


ma la lega non si vergogna ?

taccaromiceto
17-02-2010, 21:39
E certo, per risolvere il problema rappresentato dei Latin Kings è auspicabile una sorta di sterminio dei loro aderenti, ma che ti sei fumato?? Quando parlo di repressione, parlo di indagini, eventuali arresti, processi e tutto l'iter che viene applicato nei confronti di qualsiasi organizzazione criminale. Ma la repressione deve andare di pari passo con la sensibilizzazione, cercando di recuperare quei ragazzi che sono entrati nella gang per affermare un sentimento identitario a mio parere viziato da un sentimento settario che rifiuta l'integrazione.

E già avvenuto, a Genova dopo una serie di sanguinosi eventi e altri fatti di cronaca legati al mondo dei Latin Kings sono stati compiuti numerosi arresti e processi, ma è venuto fuori anche un sentimento da parte dei loro leader locali che ha permesso di intraprendere un dialogo con tali realtà, fino a far nascere una associazione culturale composta da tali aderenti che si occupa dei problemi delle loro comunità ed è impegnato nel campo antirazzista e della mediazione interculturale con numerose iniziative.

Oltretutto a me non interessa quello che si sarebbe detto, ma quello che doveva e deve essere fatto, alcuni aspetti del fenomeno dei Latin Kings, quelli legati alla sfera criminale non sono stati affrontati, non mi interessa se per disinteresse, incapacità o che altro, e nel caso di Milano si è arrivato ad un livello di tensione da sfociare in tafferugli come quelli di cui stiamo discutendo. A Milano tale fenomeno è fuori controllo, a Genova come dicevo poc'anzi è avvenuto l'esatto contrario, e per quello che mi riguarda la responsabilità è di chi governa la città da un numero concreto di anni, ovvero il centrodestra. Anche perchè tale fenomeno non risale a dieci anni, ma più o meno da cinque.

Senza contare che tale situazione si scontra non poco con la asserità convinzione di questo governo di fare qualcosa di concreto per arginare il degrado dell'ordine pubblico, che non è questione esclusivamente riconducibile all'immigrazione, e questo è un dato di fatto. Oltretutto nei Kings ci sono anche ragazzi che non sono clandestini o tantomeno stranieri nati in Italia, ma italiani, con loro che facciamo?? Reprimiamo NEL SANGUE anche loro?? Li accusiamo di essere dei clandestini?? Daje, Taccaro, è un è discorso che non sta in piedi quello che stai proponendo.

Ma tu compredi sicuramente che c'è una differenza nel dire che è colpa di quella giunta comunale che non ha fatto arrestare prima i componenti dei latin king,con l'affermare che è colpa della politica d'integrazione scarsa di questo governo.

taccaromiceto
17-02-2010, 21:40
... e la chiesa interviene.


ma la lega non si vergogna ?




Vedi Alì?
che ti dicevo?

Juliet
17-02-2010, 21:48
Vedi Alì?
che ti dicevo?

Parli con me Tacca?

Cosa vuoi sapere ?

Non sai che non è educazione rispondere se non si è interpellati, caro Tacca ???

Però, capisco ... da solo non hai argomenti!


:))

taccaromiceto
17-02-2010, 22:07
Mwuaahahahahhahaha

Stavo rispondendo ad Alì.

Gli facevo notare come la sua risposta,per quanto fosse simile,non centrasse nulla con le conclusioni di chi,come te,cavalca l'onda della strumentalizzazione,che ''sotto'' alle regionali non fa mai male.

P.S. DI solito quella che no ha argomentazioni sei tu,io non posto mai articoli diversi quando no nso come rispondere con la '''farina del mio sacco''.

Shadow
17-02-2010, 22:47
Ma tu compredi sicuramente che c'è una differenza nel dire che è colpa di quella giunta comunale che non ha fatto arrestare prima i componenti dei latin king,con l'affermare che è colpa della politica d'integrazione scarsa di questo governo.

Certo, ma la mia critica nei confronti della politica riguardo immigrazione ed integrazione dell'attuale governo rimane tale e si rinforza anche per l'indubbia ipocrisia di sventolare dati trionfali a riguardo, quando le condizioni di degrado sociale sono sotto gli occhi di tutti. Ti ricordi il film "La Haine" (l'odio) di Kassovitz?? La barzelletta che racconta uno dei giovani protagonisti riguardo un suicida che si butta dalla finestra e continua a ripetere nel suo volo "fin qui tutto bene, fin qui tutto bene...." la ritengo del tutto pertinente al mio ragionamento...:D

Esperienza personale: tu sai che lavoro nel campo della mediazione interculturale, beh posso assicurarti che le politiche di questo governo e degli altri di centrodestra non sono state per niente improntate ad un valido sostegno a tale attività. Si è sempre preferito dare risalto ad una politica che basa la propria impostazione su un sentimento xenofobo nei confronti dello straniero, e nello specifico del clandestino identificandolo a priori come una sorta di criminale, responsabile dei mali di questo paese riguardo l'ordine pubblico.

Beh, permettimi di dirti che l'integrazione non si basa esclusivamente sul ricordare agli stranieri che hanno dei doveri nei confronti di questo paese, ma anche di far valere i propri diritti nei confronti delle istituzioni. C'è stato in questi anni un taglio netto ai finanziamenti nei confronti della mediazione e qs è andato a pesare sulla possibilità di instaurare un dialogo con le varie comunità presenti nel territorio italiano. Certo, si continua a lavorare, ma con numerose difficoltà, oltre a tali tagli anche ad una prevedibile diffidenza delle sopracitate visto l'aria che tira nel paese.

Liquidare aprioristicamente tali reazioni come espressioni di pura delinquenza equivale a non voler affrontare in maniera concreta questioni ben più importanti, come le motivazioni e come agire per prevenire altri focolai di tensione. Di certo non ci vogliono i carri armati ed i militari, questo mi sembra più che un altro uno scenario da "macelleria" latinoamericana di nefasta memoria.

taccaromiceto
17-02-2010, 23:30
Ho sempre ritenuto,chiunque ne fosse protagonista,l'arte di distruggere tutto, come l'arte degli infami.

La clandestinità non è un male assoluto,è solo un reato che va perseguito come un altro.

Ogni volta che viene scoperta tale irregolarità.


Questa mentalità dello spaccare tutto è una cancrena quasi peggiore del delinquente che accoltell un tizio.

Inoltre non credo ch centri molto la politica di integrazione.
Ogni domenica,italianissimi tifosi di calcio si danno alla pazza gioia,e nessuno si sogna di giustifiarli o di cercare di capirli.

E' il gesto in se infame.

2 anni fa,dei cinesi misero a ferro e fuoco paolo sarpi per una multa.

Pur essendo in torto marcio.

petri
19-02-2010, 14:45
da anni governano Milano e la provincia eppure la letissia ha ancora avuto il coraggio di dare la colpa alla sinistra, intanto i pennisi uomo della MORATTI intasca le tangenti.

cosa c'entra lo scranno lo vedi solo tu.

Ah ti lamenti di milano? Dai la colpa a chi l'ha governata?

vieni a vedere cosa hanno fatto i tuoi compagni in 15 anni a Roma,
campi abusivi ovunque, il campo nomadi più grande d'europa,
una povera donna aggredita e ammazzata mentre tornava a casa,
una ragazzina violentata per ore in un parco ecc. ecc.

vatti a fare un giro a torbella monaca, altro che viale padova!

E per finire un comune pieno di debiti per le consulenze che rutelli dava a suoi compari, chissa se ha già risarcito il comune come da condanna della Cassazione, alla faccia delle tangenti....